Al via gli Open day anti Covid-19. Come in tutta Italia anche nella Regione Marche si sta registrando un aumento dei casi di contagio da Sars-Cov2 e di ricoveri ospedalieri per Covid. Attualmente sono 280 i pazienti ricoverati nei reparti non intensivi degli ospedali marchigiani (su 973 posti letto disponibili), 37 in più rispetto alla scorsa settimana. I pazienti in terapia intensiva sono invece 5 (su 206 posti letto) ed erano 4 la scorsa settimana.
“Rispondiamo ad una richiesta di collaborazione del Ministero – ha detto il vicepresidente Filippo Saltamartini – riattivando gli Open day in tutta la regione, giornate in cui è possibile accedere alla somministrazione del vaccino senza prenotazione. La vaccinazione rimane un efficace mezzo preventivo nei confronti della malattia che le previsioni ci dicono possa avere un picco durante il periodo natalizio, così come l’influenza. E sarà possibile somministrare entrambe le vaccinazioni agli utenti dai 12 anni in su".
"Per quanto riguarda la vaccinazione anti-Covid-19 una novità è rappresentata anche dall’arrivo del nuovo vaccino ricombinante adiuvato Nuvaxovid, anch’esso aggiornato alle ultime varianti in circolazione, per la cui somministrazione occorre rivolgersi al proprio medico”.
Come è noto la vaccinazione, che protegge chi la riceve e riduce notevolmente il rischio di sviluppare forme gravi della malattia, è particolarmente consigliata ai soggetti anziani (over 65) e fragili, ma è importante l’adesione estesa al fine di ridurre la circolazione dei virus e di conseguenza anche gli accessi alle strutture sanitarie.
“Le Ast hanno anche provveduto a potenziare le sedute presso i servizi vaccinali per i mesi di dicembre e gennaio prenotabili aL CUP”, conclude Saltamartini.
Open day vaccinazione anti-Covid-19 ecco le date e le sedi:
Ast Macerata- Sabato 16/12/2023 a Macerata negli ambulatori dell’Isp di Piediripa, in via Annibali 31/L ore 9-14. Ast Pesaro Urbino - Giovedì 21/12/2023: Pesaro nella sede del dipartimento di prevenzione, via Nitti n. 30 mattino: dalle ore 08.30 alle ore 13.00 pomeriggio: dalle ore 14.00 alle ore 18.30. Sabato 23/12/2023: Urbino distretto di Urbino, via Guido da Montefeltro n. 47/18 mattino, dalle ore 08.30 alle ore 13.00. Venerdì 29/12/2023: Fano nel punto vaccinale di popolazione (Inail), via Palmiro Togliatti 13 mattino, dalle ore 08.30 alle ore 13.00 pomeriggio: dalle ore 14.00 alle ore 18.30.
AST Ancona - Sabato 16/12/2023, Ancona dalle ore 8 alle ore 13.30 nell’ex Crass di via Cristoforo Colombo 106 palazzina 16. Martedì 19/12/2023: Senigallia, negli ambulatori vaccinali di via dei Gerani 8 dalle ore 15 alle 18. Giovedì 28/12/2023, Jesi, nel distretto in via Guerri 9, dalle 14 alle 18. Venerdì 29/12/2023 a Fabriano, negli ambulatori vaccinali via Turati 51 dalle 8.30 alle 12.30.
AST Fermo: Venerdì 22/12/2023 a Fermo ore 9-19 nel dipartimento di prevenzione via Zeppilli 22. AST Ascoli Piceno- Martedì 19/12/2023 Ascoli Piceno, ore 9-18, nell'ambulatorio vaccinale U.O.C. Igiene e Sanità Pubblica di Ascoli Piceno via Marcello Federici s.n.c. Giovedì 21/12/2023 San Benedetto Del Tronto, ore 9-18, nell'ambulatorio vaccinale U.O.C. Igiene e Sanità Pubblica Piazza Nardone n.19.
Gli Open day sono destinati alla popolazione residente nei territori di competenza. Si raccomanda di indossare abbigliamento comodo e mascherina chirurgica. Per ridurre i tempi di attesa sarebbe opportuno arrivare con i moduli dell’anamnesi già compilati solo per la parte di competenza.
Incontro a Palazzo Sforza tra il sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica e il dottor Marco Ricci, nuovo direttore generale dell'azienda sanitaria territoriale di Macerata. "È stato un piacere stringere la mano al nuovo direttore - ha detto il sindaco - un professionista esemplare che sono sicuro saprà affrontare le grandi sfide alle quali la sanità marchigiana è chiamata a rispondere".
Marco Ricci, 55 anni, laurea in Giurisprudenza arriva da Milano dove ha lasciato l'incarico di direttore amministrativo dell'Azienda socio sanitaria territoriale (Asst) Rhodense, afferente all'Ats della Città Metropolitana di Milano. Dal 2011 fino al 31 dicembre 2015, è stato anche direttore amministrativo, responsabile dell’Unità operativa complessa approvvigionamenti e logistica dell'Asl Milano 2 (ora Ats Città Metropolitana).
"Un curriculum di tutto rispetto - ha detto il Sindaco - e una consolidata esperienza che farà bene alla nostra sanità, visto anche il periodo delicato che stiamo affrontando. La sinergia tra Enti ed Istituzioni è fondamentale per dare risposte concrete alle esigenze sanitarie del territorio, ma anche per affrontare il percorso di integrazione socio sanitario in atto. Auguro a Ricci ed a tutta la sua squadra buon lavoro".
Dopo l’adesione, da parte dell’Amministrazione comunale settempedana, al progetto “Sos Cuore”, curato dalla cooperativa sociale Solution di Bolzano per un paese “cardio protetto”, la città di San Severino Marche si appresta ad inaugurare tre nuovi totem dotati di defibrillatori automatizzati di ultima generazione e multilingue.
La cerimonia avrà luogo sabato prossimo (16 dicembre), alle ore 15,30, all’interno dei giardini pubblici di via Padre Giuseppe Zampa, nel rione Settempeda.
“Sarà l’occasione per condividere - spiega il sindaco Piemattei - un atto di progresso etico, sociale e culturale, finalizzato alla cardioprotezione di tutti i cittadini mediante l’installazione di tre defibrillatori di ultima generazione multilingue nel nostro territorio. Un atto necessario per una maggiore salvaguardia della vita umana”.
I totem sono collegati al numero unico per le emergenze “112” e sono stati acquistati grazie all’aiuto e alla sponsorizzazione di diverse imprese settempedane. I volontari del comitato della Croce Rossa Italiana di San Severino Marche si sono già messi a disposizioni per tenere un corso per l’utilizzo dei defibrillatori aperto a tutti e che sarà programmato per l’inizio del nuovo anno.
Un nuovo specialista per il Gruppo Medico Associati Fisiomed che ha aggiunto alla sua galassia di specialisti il dottor Riccardo Centurioni.
Classe 1953, nato a Loreto e da sempre residente nell'anconetano, Centurioni dopo la laurea si è specializzato in Ematologia e Medicina interna, con incarichi rispettivamente all'Università di Bologna e in Ancona. Ha anche realizzato oltre 130 pubblicazioni scientifiche in italiano e in inglese e, dopo 20 anni nella clinica medica dorica, è stato direttore dal 1996 al 2019 dell'unità operativa di medicina all'ospedale di Civitanova.
Anche per quest’ultimo lavoro è diventato uno dei medici più noti e apprezzati dai pazienti del maceratese. "Un 'colpo' che dà a Fisiomed una sorta di valore aggiunto. Verrà infatti nella nuova sede di Sforzacosta, appena inaugurata, non solo come ematologo, ma anche come internista, una figura per certi versi unica nell'ambito della sanità", si legge in una nota del Gruppo.
Se l’ematologo interviene e cura patologie legate al sangue, l’internista invece è chiamato il medico della complessità e si interessa della persona e opera attraverso una visione globale. " 'Più sedi, più servizi, più vicini a te è il motto di Fisiomed' e ormai si può aggiungere allo slogan 'sempre più la scelta dei migliori medici' ”.
Il Comune di Penna San Giovanni ha rinnovato l’accordo di collaborazione con la sezione locale della Croce Rossa di Sarnano per garantire la sicurezza e l’assistenza durante tutte le manifestazioni, ludico-ricreative, sociali e sportive.
“La Croce Rossa è un’istituzione fondamentale per i territori dell’entroterra distanti tantissimi chilometri dai presidi ospedalieri”, sottolinea il primo cittadino Stefano Burocchi “quindi in caso di emergenza è essenziale avere mezzi e persone qualificate che possano prestare le necessarie cure, un servizio di vitale importanza per piccole realtà montane come la nostra.”
Il presidente del locale Comitato della Croce Rossa Adriano Conti afferma con orgoglio: “Da decenni portiamo avanti una stretta collaborazione con i Comuni di Penna San Giovanni, Gualdo, Monte San Martino, Sant’Angelo in Pontano, San Ginesio e Sarnano, dove abbiamo la sede operativa, e proprio questa collaborazione ci consente di avere 5 dipendenti nel nostro organico in pianta stabile, personale costantemente formato e altamente qualificato che garantisce un controllo del territorio attento e puntuale sotto il profilo sanitario".
"Grazie alla fiducia nei nostri confronti il nostro personale può contare su una nuovissima ambulanza, autorizzata dal Servizio Sanitario, modello Aals Advanced Life Support, l’ultima frontiera dei mezzi di soccorso, munita di ogni attrezzatura all’avanguardia e tra le più moderne esistenti in Italia. L’acquisto è stato possibile grazie alla generosità dei Comuni di Penna San Giovanni, Gualdo, Sarnano, l’Unione Montana del Monti Azzurri e Banca Macerata”
Non è l’unico servizio che la Croce Rossa garantisce sul territorio locale, oltre al trasporto dei pazienta da e per i nosocomi, i servizi di emergenza e 118, i corsi di formazione e primo soccorso, il comitato di Sarnano dallo scorso luglio, grazie soprattutto alla sensibilità del vicesindaco Stefania Cardinali, presta assistenza alle famiglie più bisognose anche di Penna San Giovanni, circa una decina, consegnando pacchi alimentari e garantendo sostegno per ogni necessità. In totale la Croce Rossa assiste quasi 90 famiglie in tutto il comprensorio dei Comuni montani.
“Una sensibilità che fa onore al presidente Conti e a tutti gli iscritti alla Croce Rossa, sempre pronti ad occuparsi dei più deboli”, conclude il sindaco di Penna San Giovanni Stefano Burocchi.
"Fino a quando l'equivalente del Ranexa sarà carente, il farmaco verrà distribuito gratuitamente agli assistiti nelle Marche", lo annuncia il vice presidente e assessore alla sanità Filippo Saltamartini.
Il principio attivo Ranolazina non è tecnicamente un salvavita ma una terapia aggiuntiva per il trattamento sintomatico di pazienti con angina pectoris cronica stabile. Il nome commerciale è Ranexa ma il brevetto è scaduto il 13 luglio 2023.
Il 15 settembre è stato inserito in lista di trasparenza dell'Aifa l'equivalente distribuito con il nome di Ranozek. L'Aifa ha quindi abbassato il prezzo di rimborso a quello dell'equivalente. Da quel momento l'assistito ha la possibilità di scelta tra il farmaco originale con compensazione della differenza di prezzo (Ranexa) o avere la fornitura del farmaco equivalente (Ranozek) senza alcun onere.
L'agenzia regionale sanitaria ha riunito organizzazioni sindacali delle farmacie convenzionate pubbliche e private Federfarma Marche e Confservizi Assofarm Marche oltre al Co.d.In Marche per la distribuzione per conto, nello stesso giorno in cui (il 5 dicembre) l'agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha pubblicato l'elenco dei farmaci carenti confermando l'insufficienza del Ranozek fino a data da destinarsi.
"Nei mesi di ottobre e novembre l'equivalente è stato praticamente introvabile costringendo gli assistiti a pagare il Ranexa in compartecipazione la quota di 22,79 euro - prosegue l’assessore - nonostante le rassicurazioni che periodicamente ci arrivavano. La scelta non è stata della regione, anzi il settore assistenza farmaceutica, protesica, dispositivi medici aveva segnalato all'organo nazionale che sarebbe stato opportuno attendere gli equivalenti prima di sospendere un farmaco dalla lista di trasparenza".
L'Ars monitorerà la disponibilità dei farmaci equivalenti è concluderà la dispensazione per conto (Dpc, farmaci che sono acquistati direttamente dalle aziende e distribuiti gratuitamente ai pazienti attraverso le farmacie presenti sul territorio) una volta risolta la carenza.
Viviamo un periodo della storia dell’umanità in cui è assolutamente possibile avere un quadro abbastanza ampio e veritiero, direi scientifico, sulle attività umane. La comunicazione con tutti i suoi mezzi riesce a focalizzare bene limiti e benefici, ad individuare interconnessioni tra le azioni e le attività con la complessa vita individuale e sociale.
Lo sport fin dagli albori della vita dell’uomo ha rappresentato un modo per misurarsi, migliorarsi, divertirsi e confrontarsi. Sembra a prima vista avulso dal contesto dello spartito della nostra vita, ma poi se scoperto e praticato ci si accorge che può essere un volano essenziale per l’equilibrio della nostra mente, lo sviluppo e la conservazione del nostro corpo, la protezione della salute e la ricerca di un sempre nuovo e consistente benessere.
Se nell’antichità le attività sportive si limitavano a rudimentali performances corporali, come la corsa, il salto, la lotta, pian piano le discipline sportive hanno acquisito forme più complesse come il lancio del disco, la corsa con bighe e cavalli, la sfida di barche nei fiumi e in mare persino incontri cruenti tra gladiatori erano competizioni dove si confrontavano forza fisica ed abilità con le armi, l’epilogo per alcuni era però fatale.
Ai giorni nostri dopo più di un secolo da quando De Coubertin ha riesumato le antiche olimpiadi greche con la possibilità di competere nello sport in tutte le sue forme, le discipline sportive sono innumerevoli con utilizzo del solo corpo, ma anche con tanti attrezzi. Tante discipline ma tutte sottoposte alla forza di volontà, all’allenamento e spesso anche alle possibilità economiche e logistiche per poterle praticare e raggiungere benefici risultati.
L’osservazione che viene spontanea è che nella pratica sportiva è sempre annesso il piacere, il benessere del corpo e della mente, la possibilità di conservare più a lungo la propria salute.
L’attività fisica è fondamentale per lo stimolo positivo alla fisiologia del nostro corpo, un allenamento della nostra mente per apprendere meglio, capire di più, reagire prima e nei modi migliori e più opportuni.
Sono questi i principi generali a cui è connesso anche il nostro stato di salute. Vorrei fare qualche esempio attinto dalla mia esperienza di sportivo molto amatoriale e poco agonistico, consapevole però del bene che incameravo quando praticavo i miei sport preferiti, sensazioni uniche ed irripetibili nel modo e nell’intensità.
Il calcio di sicuro è lo sport per quelli della mia generazione che per primo attirava l’attenzione dei bambini. Dal tifo per le squadre viste in tv alle interminabili partite in strada o nel cortile della parrocchia, il lasso di tempo era sempre brevissimo. Tante ore passate a giocare a calcio con squadre numerose in spazi ristretti, poi in collegio dai Salesiani con campi e squadre regolari, infine in campionati minori fino agli amatoriali, dai 10 anni ai 40 sempre in campo.
Il calcio è uno sport di squadra, bisogna organizzarsi e coordinarsi con i compagni, ma è anche uno sport dove la ricerca del dribbling, dell’intervento sull’avversario, della visione del gioco le devi sentire dentro te stesso e devi correre e pensare rapportandoti con chi ti sta vicino, compagno o avversario. Un esercizio fisico e mentale pesante, ma piacevole.
Dopo ogni partita sei stanco, ma stai meglio, hai protetto la tua salute. L’altro sport da me amato è il tennis; ho giocato da quando avevo 15 anni e qualche volta gioco ancora. Pochi risultati agonistici, ma una scuola per confrontarsi con te stesso. Il tennis è uno sport individuale, colpisci la pallina per mandarla dall’altra parte del campo e mettere in difficoltà il tuo avversario, dopo una frazione di secondo se non hai fatto il punto ti ritorna indietro nei modi più svariati e devi difenderti e cercare il modo di ripetere l’attacco…intuizione, riflessi, mobilità fisica e tutto in grande velocità.
Un bellissimo gioco e tanta salute. Uno studio inglese pubblicato recentemente dimostra che i giocatori di tennis hanno un’aspettativa di vita maggiore di 10 anni.
Infine lo sci, praticato quando già ero abbastanza grande. Imparare a dosare l’armonia dei movimenti, studiare le traiettorie, godere del paesaggio che mentre scivoli ti scorre intorno: salute e benessere!
Sono tre esempi che conosco, ma le discipline sportive sono innumerevoli, tutte se praticate con passione sono propedeutiche ad uno stato d’animo sereno e ad un corpo sano.
Da tener presente l’indicazione medica diventata obbligatoria di sottoporsi prima di praticare uno sport ad una visita di abilitazione per controllare che non ci siano controindicazioni in organi del corpo, la visita è da ripetere ogni anno. Se idonei, in campo con tanta gioia e per tanta salute. Per i bambini l’apprendimento di uno sport è la migliore prospettiva per il futuro.
"Ho accettato con entusiasmo la sfida di guidare l'azienda sanitaria di Macerata e ringrazio per la fiducia che hanno riposto in me il presidente Acquaroli, l'assessore Saltamartini e la giunta regionale". È quanto dichiara il nuovo direttore generale dell'Ast di Macerata Marco Ricci
"L'azienda sanitaria è composta da circa 3500 dipendenti, quattro ospedali e tre distretti ed ha eccellenze di rilievo nazionale che ogni giorno operano, con abnegazione e competenza, nell’assistenza ai cittadini - aggiunge Ricci -. La sfida dei prossimi anni è certamente rappresentata dalla valorizzazione della medicina territoriale. Attraverso la stratificazione della popolazione da parte dei distretti, verrà garantito un arruolamento proattivo ed un’efficace presa in carico. Solo così saremo in grado di offrire cure più efficienti".
"Attraverso le Centrali Operative Territoriali gestiremo i setting assistenziali più appropriati per la cura delle patologie dei nostri utenti, evitando acuzie e alleggerendo quindi il carico dei pronti soccorso (qui il nostro reportage), che potranno così operare sulle emergenze - spiega il neo direttore -. La realizzazione delle Case di Comunità, punto di primo accesso sanitario dei cittadini e degli ospedali comunità, consentiranno ai cittadini risposte più immediate ed adeguate. Infine, grazie alle strutture territoriali e alla telemedicina, saremo in grado di offrire cure più eque per tutti, garantendo lo stesso livello di assistenza a chi sta vicino ai grandi ospedali e a chi vive in territori più isolati dell’entroterra".
"Per quanto riguarda la squadra di governo, ho confermato il dottor Milco Coacci nel ruolo di direttore amministrativo e in giornata uscirà nell'albo pretorio aziendale l’atto di nomina del direttore sanitario, la dottoressa Daniela Corsi", puntualizza Marco Ricci.
"Il Maceratese è uno dei territori più belli che ho frequentato per motivi turistici - commenta il neo dg Marco Ricci in conclusione - e ora che lo vivo quotidianamente lo trovo ancora più affascinante. In questi giorni ho iniziato i miei giri conoscitivi presso le strutture dell'azienda. Il mio impegno è visitare dal più grande ospedale al più piccolo centro territoriale. Desidero, infine, ringraziare in particolare i marchigiani per l’ospitalità che mi hanno riservato".
Open day con screening gratuiti al poliambulatorio “Croce Verde salute” sito in via Beniamino Gigli (Villa Cozza) a Macerata.
Dalle ore 10 alle ore 12 si effettueranno: elettrocardiogrammma; consulenza psico-sessuologica pre e/o post-operatoria; nozioni di base di primo soccorso; uso del defibrillatore; corso di disostruzione pediatrica; rilevazione dei parametri vitali.
Dalle 15 alle ore 18 si effettueranno: valutazione disturbi cognitivi, valutazione apparato genito – urinario, ecocolordoppler carotideo , ecografia mammaria, consulenza nutrizionale e consigli alimentari. La Croce Verde invita la cittadinanza a partecipare.
A tre mesi dalla degenza ospedaliera per una grave malattia del sangue, Giuseppe Paolucci, un cittadino di Potenza Picena di 75 anni, ha voluto fare un ringraziamento pubblico ai reparti di Ematologia e del Trasfusionale dell’ospedale di Civitanova Marche i cui medici, infermieri e personale di supporto, come è scritto nella lettera,hanno dimostrato di essere degli "eroi silenziosi" durante il suo periodo di ricovero, dal 18 luglio al 29 agosto 2023.
A raccontare come tutto ha avuto rigine è lo stesso Giuseppe:"Il dramma è iniziato il 31 maggio di quest’anno, quando si ipotizzava e poi fu accertata, con la biopsia del midollo osseo, una leucemia mieloide acuta.La malattia, che mai avrei pensato di incontrare nel corso della mia vita, mi ha gettato il mondo addosso.Dalla persona attiva che ero mi sono ritrovato infermo su un letto d’ospedale per tre lunghe settimane; per una serie di complicanze sopravvenute a seguito del primo ciclo di farmaci chemioterapici".
Ha poi proseguito con i ringraziamenti, lontani dalla formalità e provenienti da un sentire che viene dal profondo: "Voglio ringraziare per come è stata affrontata inizialmente la malattia, in primis il mio medico di base il dottore Fabio Fabbri, il quale ringrazio vivamente; per poi proseguire nel reparto di Ematologia, dal quale sono stato immediatamente preso in cura, diretto dal dottor Francesco Alesiani, che lo ritengo di assoluta eccellenza in fatto di competenza e di umanità.Inoltre, ci tengo a ringraziare il reparto del Trasfusionale, diretto dalla dottoressa Isabella Cantori".
"Sento di dover gratitudine pure alle dottoresse Elisa Honorati, Silvia Gentili e Angela Tassetti, le quali con determinazione e dolcezza mi hanno dato una grande spinta per intraprendere questa lunga e dolorosa battaglia, curandomi e sostenendomi nel periodo più complicato e grazie, altresì, alla coordinatrice la dott.ssa Emiliana Luciani sempre disponibile ad ogni mia richiesta.Grande sostegno morale mi è stato fornito ugualmente da tutto il personale infermieristico e dagli O.S.S.,persone che definisco veri e propri angeli, sempre presenti per ogni esigenza e pronti ad esprimere parole di conforto".
E ancora: "Rivolgo poi un particolare ringraziamento alle dott.sse Caterina Bocci e Milena Mirabile insieme alle infermiere Loredana De Santis, Catia Ferranti, Maria Grazia Macellari e Ilenia Sarullo, e alle infermiere del servizio ADI Antonella Salvio e Carmelina Messere del poliambulatorio di Potenza Picena, che mi stanno seguendo passo passo nel mio attuale trattamento della malattia.Una sentita riconoscenza va anche al Dipartimento Malattie Oncologiche ed Ematologiche del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, in particolare alla dott.ssa Cristina Papayannidis e al dott. Giovanni Martinelli, pronti a fornire sostegno e disponibili a dare chiarimenti sulla malattia".
Infine un ringraziamento va a tutte le associazione che sono attive sul territorio e svolgono un ruolo di vitale importanza: "E uno specifico ringraziamento va inoltre all’AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma) della sezione di Ancona-Macerata che da supporto in maniera continuativa alle esigenze di noi malati ricordando che, nei giorni 8-9-10 dicembre, ritorna nelle piazze italiane per sensibilizzare la lotta contro le malattie ematologiche.Per anni sono stato donatore AVIS con la sezione locale di Potenza Picena, da sempre consapevole dell’importanza di questo gesto ed ora ancor di più, perché sono un testimone vivente del fatto che la donazione di sangue è importante e fondamentale. È come donare la vita e non è così scontato. Un domani potrebbe toccarti da vicino, proprio come è accaduto a me".
A chiudere, delle parole che riscattano e riaccendono il senso della vita e della possibilità di rinascita: "In quel periodo avevo paura di guardarmi dentro, fuori era buio, era tutto spento, ma avevo con me la speranza che prima o poi avrei ritrovato i colori.Infine, non per ultimo, voglio esprimere gratitudine a tutte quelle persone che sono state vicine ai miei familiari, con gesti e parole di incoraggiamento, perché anche nei momenti più difficili la speranza di vivere non è mai mancata.Mi auguro che questa mia esperienza e questi miei ringraziamenti siano utili per coloro che si trovano ad affrontare una malattia come la mia".
Continua il progetto "Tirotary", promosso dal Rotary Tolentino, nelle scuole al fine di monitorare la funzionalità della tiroide in una fascia d'età, tra gli 11 ed i 14 anni, durante la quale avvengono i maggiori cambiamenti ormonali e fisici. L'altra mattina sono stati sottoposti allo screening gratuito gli alunni dell’Istituto comprensivo "Tacchi Venturi" di San Severino Marche.
Lo screening ha riguardato quattro classi e proseguirà nei prossimi giorni: in totale saranno 304 i ragazzi che ne usufruiranno. Si è data la possibilità ai ragazzi, previa autorizzazione delle famiglie, di sottoporsi ad una anamnesi, una visita e una ecografia alla tiroide avvalendosi della preziosa collaborazione di una équipe medica di alto livello.
Hanno collaborato per l'attuazione del service il medico Stefano Gobbi, responsabile del progetto, l'ecografista Annibale Francioni, i volontari della Croce Rossa Italiana del comitato di Tolentino presieduto da Monica Scalzini.
"L'amministrazione comunale tutta ringrazia il Rotary Tolentino - dice il vice sindaco Vanna Bianconi - per la lodevole iniziativa proposta. Ho vissuto tale progetto qualche anno fa quando ero dirigente di tale scuola così vorrei sottolineare che è un service importantissimo dato che normalmente i ragazzi di tale età, che frequentano la scuola media, non si sottopongono a questo tipo di controllo, lo fanno solo nei casi eccezionali. È, invece, una prevenzione importante e l’abbiamo sperimentata tanti anni fa, sempre con il Rotary, in questa scuola e in quell’occasione abbiamo riscontrato dopo lo screening alcuni casi anomali che poi si sono risolti tutti molto felicemente. Questo service del Rotary ci permette di fare una importantissima prevenzione ai ragazzi".
Oltre al vice sindaco di San Severino Marche, era presente il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo "Tacchi Venturi", Catia Scattolini. "La maggior parte delle famiglie – spiega - ha acconsentito allo screening. Sono stata molto contenta di aver promosso questo screening perché ho subito un intervento alla tiroide quindi ho capito che la prevenzione è molto importante fin da piccoli. Qualche anno fa il service era stato proposto alla stessa scuola e aveva evidenziato un caso serio di un ragazzo. Ben vengono questi progetti del Rotary Tolentino".
C'erano anche il presidente del Rotary Tolentino Giorgio Zaganelli e la rotariana Giuliana Salvucci. Un ringraziamento va ai responsabili del Centro medico Blu Gallery di San Severino Marche per la disponibilità. "Mettiamo a disposizione l’ecografo e i medici - conclude Emanuela Eutizi, che al Centro si occupa della radiologia dell’area diagnostica – e abbiamo subito aderito come sempre a questa iniziativa a favore dei ragazzi perché a noi piace lavorare sulla prevenzione dei giovani".
Le feste, quelle grandi, quelle più sentite e più suggestive sono alle porte. Il via l’8 dicembre con l’Immacolata e poi fino al 6 gennaio un clima di festa tutti i giorni, ma la Vigilia, Natale, Santo Stefano, Capodanno e per finire l’Epifania sono quelle che tutti viviamo più intensamente.
È un miscuglio di fede religiosa, tradizioni, suggestioni di costume, auspici per il futuro che coinvolgono l’anima per chi crede, ma anche la mente e il corpo di tutti tra luci, musiche, canti, saluti, abbracci ed auguri.
È un’atmosfera che incanta i bambini, elettrizza i giovani, scioglie i grandi, riempie di nostalgia gli anziani. I regali delle feste di Natale i più attesi, un’attenzione particolare nello sceglierli per le persone care, le aspettative più frementi per chi li riceve.
Questo clima ovattato dove i sentimenti come la solidarietà, l’amicizia, la generosità, l’amore nelle sue più svariate versioni riempiono totalmente la scena, è sicuramente un viatico di benessere. E se la salute è anche benessere come ci insegna l’Organizzazione Mondiale della Sanità, questo è il periodo dove tutti abbiamo l’occasione di stare meglio.
Anche chi è affetto da malattia cronica o grave, attraverso lo stimolo delle sostanze neurogene che tendono a sollevare ed inibire i nostri limiti fisiologici, la serotonina, la dopamina, le endorfine sostanze che si attivano soprattutto quando l’ambiente è vissuto con piacere e serenità. L’incontro con i parenti più cari, con gli amici, con tutta la comunità allegra e festosa, le grandi tavolate piene di ogni ben di Dio.
Ecco, le tavole imbandite delle feste natalizie sono l’immagine più ricorrente e ricordata, forse ancor più delle funzioni religiose nelle chiese. Non c’è casa, famiglia che nei giorni di festa non ricercano le prelibatezze migliori, moltissimi cucinano nelle proprie case, tanti si rivolgono a ristoranti e trattorie.
Mi vengono in mente i menu della mia famiglia contadina preparati da mia nonna e mia madre quando ero bambino e giovane ragazzo. Nella sera della vigilia pasta riccia con le sarde, stoccafisso al forno con patate arrosto e poi tanti dolci; circa 12 ore dopo il menu del pranzo di Natale si allargava di molto: antipasto con salame lardellato e ciauscolo, stracciatella in brodo, lesso di gallina e galantina, vincisgrassi, arrosti misti e vari contorni, dolci, uno in particolare una bomba calorica: il "pistingo".
E proprio di calorie a proposito di salute dobbiamo parlare. Una volta con una dietologa, durante una trasmissione alla radio abbiamo tentato un calcolo delle calorie del pranzo di Natale e della sera di Capodanno che di solito si somigliano.
Tenendo conto anche dei vini e dei liquori sempre presenti ed abbondanti nelle occasioni citate si poteva arrivare anche all’assunzione di circa 6000 calorie!! Che dire? La soddisfazione ed il piacere sono immensi, una gratificazione per la mente ed il corpo, ma chi ha qualche problema e lo sa deve assolutamente limitarsi o astenersi per evitare brutte sorprese, tutti gli altri devono circoscrivere quel pranzo e quella cena nell’eccezione per la grande festa e la bella compagnia.
Il rischio è prenderci gusto e lasciarsi andare, allora addio ai benefici salutistici delle feste, anzi, se si prosegue nel tempo lo smodato godereccio della tavola i rischi possono essere gravi. Un consiglio dagli esperti: dopo le abbuffate regime alimentare ristretto per un po’ di tempo; se si è abituati intensificare l’attività fisica, se non si è abituati una buona occasione per cominciare: un altro bel regalo delle feste.
"Per noi è importante dare risposte alle comunità e fare in modo che la popolazione abbia piacere di vivere il territorio e avere strutture che migliorino la qualità della vita e la socialità”. Una risposta che, con le parole Rosario Valastro, presidente della Croce Rossa Italiana, si è concretizzata nuovamente oggi, con la consegna del nuovo Centro polifunzionale di Valfornace, undicesima opera realizzata dalla CRI nelle aree interessate dal sisma del 2016.
“Ci rivedremo l’anno prossimo per l’inaugurazione di altre due strutture e poi nel 2025”, ha aggiunto Valastro, annunciando la consegna di altre opere nelle zone colpite dal terremoto del Centro Italia. Proprio pensando all’impegno della Croce Rossa in quei difficili momenti, il presidente della CRI ha inoltre rivolto un pensiero a chi era in prima linea durante quella grave emergenza: “Le volontarie e i volontari che sono qui oggi sono le braccia, le gambe e il cuore che i cittadini conoscono. A loro il mio ringraziamento per quello che fanno tutti i giorni: hanno portato speranza in un momento tanto difficile”.
“Con Croce Rossa condividiamo la consapevolezza che l'erogazione dei servizi nell'Appennino centrale debba avvenire in spazi inclusivi, che rispondono al criterio della sostenibilità energetica, nei quali i nostri cittadini possano sentirsi accolti e condividere il senso di comunità. Per questo l’inaugurazione di oggi del centro polifunzionale Maria Ciccotti a Valfornace è particolarmente significativa. Capacità, efficacia e solidarietà: la Croce Rossa conferma ancora una volta la sua vicinanza nei confronti di questi territori. All'opera di soccorso portata alla popolazione nel 2016 oggi si affiancano interventi affini con l’opera di riparazione sociale ed economica che stiamo mettendo in campo” le parole di Guido Castelli, commissario straordinario alla ricostruzione Sisma 2016, intervenuto dopo i saluti del sindaco di Valfornace, Massimo Citracca.
Un ringraziamento alla CRI è arrivato anche dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli: “Questa inaugurazione fa parte di un percorso - ha detto - attraverso il quale vengono restituite strutture ai nostri territori. Ringrazio la Croce Rossa per il contributo non solo alla realizzazione di questa struttura ma perché i volontari con le loro o divise rosse sono diventitati un punto di riferimento per la nostra comunità”.
Al termine della cerimonia, il presidente del Comitato CRI di Camerino, Gianfranco Broglia, ha consegnato al sindaco di Valfornace, Massimo Citracca, un DAE per uso adulto pediatrico, donato da Poste Italiane, dispositivo che integra la rete di cardioprotezione realizzata dalla CRI nelle aree del Cratere Sisma. Si tratta del sedicesimo DAE donato ad oggi ai Comuni delle zone colpite dal Sisma del 2016.
La realizzazione del Centro polifunzionale di Valfornace è stata possibile grazie al sostegno di Esselunga e del Comitato di Lucca della CRI.
Questa mattina (venerdì 1° dicembre) nella sede della Croce Rossa, Comitato di Matelica, alla presenza del sindaco Massimo Baldini, del vicesindaco Denis Cingolani, dell’assessore ai Servizi Sociali Rosanna Procaccini, del coordinatore d’Ambito 16-17-18, Valerio Valeriani, e della coordinatrice Coos Marche del progetto Marta Modesti, è iniziato il corso di fisioterapia per le persone sopra ai 65 anni di età.
A firma dell’amministrazione comunale, sono state spedite dal personale dei Servizi Sociali comunali circa 2000 lettere a tutti gli over 65 che fino al 30 maggio 2025, oltre alla fisioterapia e lo psicologo di comunità, potranno usufruire gratuitamente anche della figura di un Oss o di un educatore di prossimità che si recheranno al domicilio dei cittadini per attività di cura della persona, per garantire una funzione di ascolto, osservazione, informazione e orientamento, di vicinanza, di prossimità̀, di supporto e accompagnamento nello svolgimento di attività quotidiane come fare la spesa, disbrigo di pratiche amministrative, socialità e partecipazione alle iniziative del territorio.
L’intervento, completamente finanziato dai fondi del Pnrr gestiti in forma associata da tutti i Comuni dell’Ambito ATS 17 dell’Unione Montana Potenza Esino Musone, attraverso il lavoro capillare dei Servizi Sociali, è finalizzato a offrire una serie di interventi e iniziative di contrasto alla vulnerabilità della persona anziana e del proprio nucleo familiare, allo scopo di promuoverne il benessere.
L’amministrazione comunale ringrazia il presidente del comitato della Croce Rossa di Matelica Domenico Belardinelli, che ha messo a disposizione la sede grazie alla quale è stato possibile dare avvio quanto prima alle attività di gruppo.
Nella mattinata di oggi (venerdì 1 dicembre), la cooperativa sociale Pars ha inaugurato il Centro poliservizi per le dipendenze “Le Querce”, situato a Civitanova Marche Alta, in contrada Mornano. Tra i presenti anche il sindaco Fabrizio Ciarapica, il prefetto Isabella Fusiello, il questore Luigi Silipo, l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini ed il consigliere regionale Pierpalo Borroni.
Il centro poliservizi è un luogo strutturato di alta specializzazione, in cui sono collocati servizi plurimi per le dipendenze patologiche all’interno di un ampio complesso immobiliare di proprietà del Comune di Civitanova Marche, ed è stato concesso in locazione alla cooperativa Pars a seguito di bando pubblico per l’attivazione nel territorio civitanovese di servizi per la prevenzione e contrasto alle devianze e alle varie forme di dipendenza: uso di sostanze, alcol, gioco d‘azzardo, dipendenze tecnologiche, shopping compulsivo, ecc.
La Pars aveva già gestito il complesso in passato, per circa vent’anni. Era stato sede di una comunità per le dipendenze, per conto dell’allora Asur. Oggi, Il centro poliservizi per le dipendenze “Le Querce” comprende:
- la nuova “comunità terapeutica specialistica per tossicodipendenti” con 16 posti letto residenziali, accreditati con il livello “eccellenza” dalla Regione Marche, che fornisce prestazioni di alta specializzazione per l’osservazione, la diagnosi e la cura di soggetti con dipendenza patologica nell’ambito delle cosiddette doppie diagnosi, cioè pazienti in cui sono contemporaneamente presenti un disturbo da uso di sostanze psicoattive e un disturbo psichiatrico; - un centro diurno terapeutico per le dipendenze, con 20 posti accreditati con il livello “Eccellenza” dalla Regione Marche, per l’accoglienza in regime semiresidenziale di soggetti affetti da dipendenze patologiche. Il centro è attivo nelle ore giornaliere.
Attività di inserimento socio-lavorativo e formativo forniti da Pars in collaborazione con altre realtà cooperative del territorio. Pars già realizza prodotti ortofrutticoli in regime biologico con l’acquisizione del marchio “San Michele Arcangelo Agricoltura biologica” e con l’avvio di un nuovo Laboratorio di lavorazione e trasformazione dei prodotti; questa attività da’ formazione e lavoro a tante persone nella fase di reinserimento sociale.
Il centro poliservizi “Le Querce” opera in rete con il c\entro Icaro della Pars sito in centro città, in via Carducci. Icaro si occupa di adolescenti e giovanissimi che vivono situazioni di disagio, conflittualità a livello affettivo, con comportamenti a rischio e di abuso.
A comporre la rete di servizi c’è poi l’unità mobile territoriale “Alza la testa non il gomito” che da trent’anni incontra e dialoga con i ragazzi nei luoghi di aggregazione e della movida, in particolare nella zona costiera.
“Ringrazio la Pars per questo centro poliservizi per le dipendenze e per quello che insieme a tante altre associazioni del terzo settore fanno per Civitanova – ha detto il sindaco Ciarapica –. Alcune settimane fa abbiamo sottoscritto un protocollo di intesa dove il Comune, in qualità di ente capofila, ha messo insieme tante forze per occuparsi di prevenzione e disagi giovanili. Un ulteriore passo in avanti – ha concluso - per affrontare queste problematiche in modo più incisivo e sicuramente con più ottimismo”.
“Come cooperativa – dichiara Nicoletta Capriotti, presidente Pars - ci stiamo muovendo per affrontare i problemi che affiggono purtroppo oggi tanti giovani e le loro famiglie; lo facciamo con una rete di servizi articolata qui sul territorio, che va dalla prevenzione, con il Centro Icaro che si occupa di adolescenti, all’assistenza con il Centro Poliservizi “Le Querce” che ha strutture specialistiche residenziali e diurne, fino al reinserimento sociale con attività formative e lavorative, in particolare per la commercializzazione del biologico".
"Siamo tornati da poco dalla settimana della cucina italiana a Parigi poiché la Regione Marche ha selezionato le nostre confetture e i nostri sottoli come una eccellenza enogastronomica delle Marche. Il Servizio che oggi abbiamo inaugurato auspichiamo vada nella direzione di offrire risposte ai giovani e alle loro famiglie. Siamo orgogliosi di questo traguardo: abbiamo restituito alla città di Civitanova Marche una struttura d’eccellenza a livello nazionale nella cura delle comorbidità psichiatriche”.
Irene Costantini, direttrice sanitaria delle strutture Pars, sottolinea l’importanza dei servizi messi in campo dalla Cooperativa nel sostenere giovani e famiglie: «I dati ‘ufficiali’ relativi al consumo di sostanze illegali da parte dei giovani in età scolare tra i 15 ed i 19 anni, ci parlano di 1 ragazzo su 3 che dichiara di aver usato almeno una volta sostanze illegali».
«E purtroppo la rete dei nostri servizi ci racconta di numeri ancora più grandi. Nel nostro centro Icaro e negli sportelli di ascolto, riceviamo quotidianamente famiglie che ci chiedono aiuto per i propri figli, ragazzini di 15/16 anni che scoprono di avere problemi di abuso o dipendenza. Le famiglie sono distrutte e vivono un forte senso di impotenza, hanno bisogno di una guida autorevole che li aiuti a ritrovare la speranza e la fiducia nelle proprie possibilità. Il male di vivere dei nostri giovani, acuito in tempo di Covid, è certificato dalla stessa Oms che documenta una chiara correlazione tra salute mentale e dipendenze. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, il 7- 10% di tutti i bambini e il 10-16% degli adolescenti è esposto al rischio di una malattia psichiatrica».
I dati sono resi noti dalla Regione Marche in occasione del primo dicembre, Giornata Mondiale dell'Aids celebrata in tutto il mondo dal 1988. È stata la prima giornata mondiale della salute, una opportunità fondamentale per sensibilizzare al problema, esprimere solidarietà alle persone malate e ricordare coloro che hanno perso la vita.
"Negli anni '80 era una malattia quasi sconosciuta contro la quale non si avevano armi che non fossero la prevenzione. Cancro e Aids erano le parole più temute. Alla fine di quegli anni apparivano i primi spot del Ministero della Sanità, dai toni crudi e allarmistici. Oggi che la malattia ha superato il traguardo dei 45 anni fa meno paura, ma ha ancora senso parlarne". A dirlo è l'assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini.
L'Hiv, virus dell'immunodeficienza umana, attacca e distrugge i linfociti responsabili della risposta immunitaria dell'organismo. L'Aids identifica uno stadio clinico avanzato, quando il sistema immunitario non è più in grado di difendersi neanche dai virus più banali. Anche se ormai la medicina nella cura ha fatto passi da gigante, ci sono ancora troppe diagnosi tardive che ne limitano l'efficacia.
"Le nuove diagnosi avvengono per lo più in soggetti asintomatici, ma nel 30% dei casi sono tardive - ricorda l'assessore -. Una diagnosi precoce è essenziale per l'attivazione tempestiva di cure efficaci, oggi in grado di ridurre al minimo il rischio di trasmissione e ritardare l'insorgenza di Aids. Ma è importante anche entrare nelle scuole ed insegnare la prevenzione ai giovani".
Le persone che hanno scoperto di essere Hiv positive nel 2022 sono uomini nel 78,7% dei casi. L'età mediana è di 43 anni per gli uomini e 41 per le donne. L'incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 30-39 anni e 25-29. La maggior parte delle nuove diagnosi è attribuibile a rapporti sessuali.
Ad Ancona esiste un check point, un punto che offre la possibilità di effettuare i test di screening e di fare sensibilizzazione grazie alla collaborazione tra Clinica di Immunologia dell'Aou delle Marche, Comune di Ancona, Opere Caritative Francescane Odv, Freewoman Odv, Caritas di Ancona-Osimo, Anlaids Marche e Arcigay Ancona. Il comune capoluogo ha aderito a Fast-track City, una rete di città unite contro l'Aids che hanno come obiettivo di prospettiva l'azzeramento delle infezioni. Nell'ambito dell'attività è stato istituito un tavolo tematico al quale aderiscono anche Ast Ancona e Dipartimento di Prevenzione.
Dal 18 al 27 novembre anche le Marche hanno partecipato alla settimana europea del Testing non solo per l'Hiv ma anche per epatiti virali e in generale infezioni sessualmente trasmissibili: sono stati offerti test gratuiti anche per gli studenti dell'Università Politecnica delle Marche. "Le aziende sanitarie in questi giorni si sono fatte inoltre promotrici di campagne informative e di ascolto" ribadisce l'assessore.
Nella cerimonia di premiazione di stamattina, svoltasi presso il Ministero della Salute, gli ospedali di Macerata e Civitanova hanno ottenuto tre Bollini Rosa, il massimo riconoscimento attribuito dalla Fondazione Onda alle strutture ospedaliere che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie che riguardano l’universo femminile e, trasversalmente, uomini e donne in ottica di genere.
“Questo prestigioso riconoscimento è per la nostra Azienda sanitaria motivo di grande orgoglio – dichiarano le dottoresse Giorgia Scaloni e Nadia Mosca, referenti delle direzioni mediche di Macerata e Civitanova – perché certifica l’elevata qualità della nostra offerta sanitaria e dei percorsi terapeutico-assistenziali erogati dall’AST di Macerata. Nello stesso tempo gli ospedali con il Bollino Rosa rappresentano per la popolazione l’opportunità di scegliere il luogo di cura più idoneo alle proprie necessità, nonché di fruire di servizi gratuiti in occasione di giornate dedicate a specifiche patologie, con l’obiettivo di sensibilizzare e avvicinare i cittadini a diagnosi e cure appropriate».
“Questi tre bollini – spiega l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini – hanno un significato importante perché rappresentano l’attenzione che la nostra sanità ha nei confronti delle donne offrendo percorsi diagnostici, terapeutici, di accoglienza e di cura, efficaci ed innovativi”.
Un apposito Advisory Board, presieduto da Walter Ricciardi, professore di Igiene Pubblica all’Università del Sacro Cuore di Roma, ha validato i bollini conseguiti dagli ospedali (da zero a tre) tenendo in considerazione anche gli elementi qualitativi di particolare rilevanza quali servizi e percorsi speciali, iniziative e progetti particolari.
«Una prestazione sanitaria di livello elevato, un’alta competenza specialistica coniugata all’attenzione al paziente e al suo benessere complessivo declinata in ottica di genere, con un particolare riguardo alla gestione dei casi di violenza verso le donne e gli operatori sanitari. È questa la filosofia con cui l’Advisory Board ha assegnato anche questo anno i Bollini Rosa promossi da Fondazione Onda», spiega Walter Ricciardi, presidente della Commissione Bollino Rosa.
«Sono un segno concreto dell’attenzione che medicina, sanità e assistenza rivolgono alle donne cercando di praticare una medicina moderna, consapevole della complessità che la specificità di genere richiede. Mi auguro che siano sempre più gli ospedali candidati a bollini come questo».
La giunta regionale ha recepito l’Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano relativa al “Piano Oncologico nazionale: documento di pianificazione e indirizzo per la prevenzione e il contrasto del cancro 2023-2027” . Su tale intesa un decreto Ministeriale ha stanziato un apposito fondo integrativo al potenziamento della rete territoriale delle cure oncologiche, la cui ripartizione ha assegnato alla Regione Marche 267.588 mila euro per ogni annualità del quinquennio 2023-2027.
Con lo stesso atto sono state approvate le linee strategiche prioritarie finalizzate al potenziamento della rete oncologica territoriale al fine di migliorare il processo di diagnosi precoce e garantire migliori e continuative cure al malato oncologico.
“La continuità assistenziale - ha sottolineato il vicepresidente e assessore alla Salute, Filippo Saltamartini - è quel processo in cui vengono individuati i bisogni dell’assistito al quale va garantita assistenza continuativa da un livello di cura ad un altro, sia esso domiciliare, ospedaliero o altro setting assistenziale. Vale a dire garantire la continuità ospedale-territorio; condividere il percorso di cura tra le equipe in maniera integrata per assicurare all’assistito e alla sua famiglia l’appropriatezza del percorso in tutte le fasi della malattia e le cure simultanee e precoci all’interno del sistema sanitario regionale".
Per realizzare un’adeguata continuità assistenziale servono: qualificazione dell’assistenza domiciliare e territoriale, follow-up anche territoriale, la riabilitazione e il reinserimento sociale dell’assistito. Oltre, naturalmente, alla prevenzione e alla diagnosi precoce nella rete sanitaria e socio-sanitaria che deve essere strettamente integrata con quella socio-assistenziale per offrire un approccio organico ai bisogni del malato. Nell’ottica di potenziamento sarà significativo il ruolo delle AST, delle U.U.O.O. specifiche e delle Reti Locali delle Cure Palliative tra loro integrate, indispensabili nel percorso di accompagnamento dell’assistito e della sua famiglia, sia in fase di prevenzione primaria ed adesione ad eventuali screening sia nelle fasi di follow-up, riabilitazione, reinserimento sociale ed accompagnamento al fine vita.
Anche l’efficacia dei percorsi di screening, che hanno subito un rallentamento a causa della pandemia, sarà migliorata attraverso l’estensione a tutto il territorio regionale del percorso screening del tumore della cervice uterina mediante l’utilizzo del HPV-DNA Test per le donne dai 35 ai 64 anni (ogni 5 anni); progetti pilota di ampliamento della fascia d’età (da 50-69 a 45-69 anni) per il percorso screening del tumore della mammella e del tumore del colon-retto; l’estensione a tutto il territorio regionale dei programmi di screening dei tumori eredo-familiari della mammella e del colon-retto.
“Con il nuovo Piano Socio Sanitario – ha ricordato Saltamartini - è stato ridefinito il modello organizzativo e le modalità operative per la governance della rete oncologica della Regione Marche per migliorare lo standard di cura per i pazienti oncologici, con l’obiettivo di aumentare la sopravvivenza dei pazienti e di ridurre la mobilità inter-regionale con la possibilità di accesso alle cure migliori da parte di tutti i pazienti indipendentemente dallo stato socio-economico o dalla residenza in zone colpite da eventi calamitosi".
La gestione della rete è affidata ai team multidisciplinari e multi-professionali delle Aziende del SSR che rappresentano tutte le realtà regionali ospedaliere e territoriali (es: oncologi, radioterapisti, anatomo-patologi, direttori di distretto, infermieri di comunità, etc.), inclusi i rappresentanti delle Associazioni dei malati, per la garanzia della continuità della presa in carico, della cura e dell’assistenza a 360° dell’assistito
“L’Azienda Sanitaria Territoriale di Macerata ha appena provveduto all’assunzione di varie figure professionali e all’indizione di concorsi” lo comunica il vice presidente e assessore alla Sanità Filippo Saltamartini.
“Sono stati assunti a tempo indeterminato un dirigente medico di Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica e un tecnico sanitario di laboratorio biomedico – prosegue l’assessore – e sono stati indetti due concorsi pubblici, sempre per assunzioni a tempo indeterminato, di un dirigente medico di Organizzazione Servizi Sanitari di Base e di un dirigente medico di Radiodiagnostica”.
Le modalità di presentazione della domanda, fa sapere la AST di Macerata, saranno specificate nel bando così come la scadenza. “Inoltre – spiega Saltamartini – è stato indetto un concorso pubblico, per titoli e colloquio, per formare una graduatoria per l’assunzione a tempo determinato di dirigenti medici di Medicina Legale”.
Saranno ammessi anche i medici in formazione specialistica iscritti al penultimo e ultimo anno del corso di studi, per i quali verrà formulata una apposita graduatoria: l’assunzione sarà infatti subordinata al conseguimento del titolo e all’esaurimento della graduatoria dei medici già specialisti alla scadenza del bando.
“La copertura di tutti i vuoti di organico costituisce una priorità della Regione e dell'assessorato – conclude l’assessore - e le Aziende stanno scrupolosamente cercando di coprire tutte le carenze”.
Ambulatorio per i codici minori, modello organizzativo predefinito per il boarding, campagne informative per l'uso appropriato del Pronto Soccorso e contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari, potenziamento del coinvolgimento delle Direzioni Generali.
Sono tra le misure che la Regione Marche sta mettendo in atto per ridurre il fenomeno del sovraffollamento dei Pronto Soccorso e per garantire un servizio migliore agli utenti. "Ancora troppi pazienti si rivolgono ai Pronto Soccorso - sottolinea il vice presidente e assessore alla Sanità Filippo Saltamartini - e questo perché il territorio non è sempre in grado di dare risposte soddisfacenti.
Il rafforzamento della medicina territoriale passa attraverso i finanziamenti del Pnrr e la formazione dei medici di base, che sono carenti per una errata programmazione: questa giunta è intervenuta aumentando le borse di studio ma per avere gli effetti sperati serve ancora tempo".
Le linee guida organizzative regionali per la presa in carico nella rete dell'emergenza-urgenza, in ottemperanza delle indicazioni ministeriali, sono racchiuse in una Delibera di Giunta recentemente approvata. Il percorso di monitoraggio e potenziamento è stato condiviso con i professionisti del Pronto Soccorso, istituendo una cabina di regia.
Tra le novità più significative ogni presidio ospedaliero dovrà dotarsi di un modello organizzativo predefinito di boarding (attesa da parte del paziente di un posto letto in reparto dopo la decisione di ricovero) che contenga: il numero di posti letto per ciascun reparto da dedicare ogni giorno ai ricoveri provenienti dal Ps, tempistica e logistica per il ricovero (orario comunicazione posti letto, numero pazienti da ricoverare), nelle ore notturne l'accesso al letto deve essere garantito per i pazienti clinicamente stabili; modalità per la gestione di eventuali ricoveri in sovra numero nei singoli reparti rispetto ai letti disponibili (barelle, letti aggiuntivi, posti letto in reparti diversi da quelli di attribuzione dei pazienti).
L'atto contiene poi il manuale di Triage che dettaglia in modo unico ed univoco le modalità di attribuzione dei codici di priorità. Viene suggerita l'organizzazione di ambulatori per i codici minori per differenziare le attività di presa in carico e ridurre i tempi di attesa, e l'attivazione di protocolli condivisi per il Fast Track, ossia avviare il paziente dal triage direttamente alla visita specialistica richiesta per ridurre tempi, sovraffollamento e migliorare la qualità percepita
Accessi e percorsi verranno periodicamente monitorizzati dall'Agenzia Regionale Sanitaria (Ars) per individuare correttivi appropriati. È raccomandato inoltre un maggior livello di responsabilizzazione delle direzioni aziendali nei confronti del sovraffollamento dei Ps, in modo che abbiano un ruolo attivo nella prevenzione del fenomeno.
Fondamentali saranno anche le campagne informative e di sensibilizzazione: in primo luogo contro la violenza agli operatori sanitari con una politica di tolleranza zero, incoraggiando il personale a segnalare gli episodi subiti e suggerendo le misure per ridurre o eliminare i rischi, rafforzando il coordinamento con le forze di polizia e l'impegno delle Direzioni per la sicurezza nelle proprie strutture.
Il Ministero delle Salute ha lanciato la campagna #laviolenzanoncura, rivolta alla popolazione in generale. Ma vanno messe in campo anche campagne informative per l'uso appropriato del Pronto Soccorso, in modo che il cittadino sappia orientarsi nella rete dei servizi.
"Il grado di soddisfazione degli utenti verrà infine costantemente monitorato attraverso la somministrazione di questionari - conclude Saltamartini -. Intanto abbiamo aumentato a 100 e 50 euro le tariffe orarie per le prestazioni aggiuntive, rispettivamente dei medici e degli infermieri che operano nei servizi di emergenza e urgenza ospedalieri, per ridurre il ricorso alle cooperative. Attraverso queste linee guida vogliamo attivare percorsi condivisi per far funzionare al meglio le risorse che abbiamo a nostra disposizione"