'Vinciamo fuori dal campo', Macerata riflette sullo sport: "Non solo agonismo ma crescita e prevenzione”
Si è svolto venerdì alle 16.45, presso la Sala Castiglioni di Macerata, l’evento “Vinciamo fuori dal campo: sport, salute e rispetto”, promosso dalla consigliera comunale del gruppo misto e docente di Scienze Motorie Sabrina De Padova, con il sostegno dell’Associazione Jungle e il patrocinio del Comune di Macerata.
Un incontro partecipato che ha ribadito un messaggio chiaro: lo sport non è soltanto competizione e risultato agonistico, ma rappresenta uno strumento fondamentale di crescita personale, benessere psicofisico, inclusione e costruzione di relazioni sane fondate sul rispetto.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali dell’assessora Francesca D’Alessandro, che ha sottolineato il valore sociale ed educativo dell’attività sportiva. Nel ruolo di moderatrice, Sabrina De Padova ha evidenziato il ruolo decisivo dello sport nella prevenzione e nella promozione della salute, anche alla luce del recente riconoscimento dell’obesità come malattia, elemento che rafforza l’importanza dell’attività motoria come presidio di salute pubblica.
Non è mancato un momento di commozione nel ricordo dell’atleta marchigiana Giulia Perugini, storica protagonista del salto in alto, scomparsa la scorsa settimana a 89 anni, esempio di passione e determinazione e testimonianza concreta di come lo sport possa accompagnare l’intero percorso di vita.
Nel corso dell’incontro Matteo Seccacini, presidente dell’Atletico Macerata, ha richiamato la responsabilità educativa delle società sportive giovanili, sottolineando come il ruolo dirigenziale significhi essere punto di riferimento per i ragazzi, promuovendo fair play, integrazione e socializzazione. Ha ribadito inoltre il ruolo fondamentale dei genitori, per i quali il rispetto deve prevalere sul risultato.
Fabio Romagnoli, presidente regionale della Federazione Italiana di Atletica Leggera, ha affrontato il tema della dispersione sportiva, spiegando come l’attività fisica non ostacoli il rendimento scolastico ma, al contrario, favorisca concentrazione, disciplina e capacità di superare i propri limiti. Ha inoltre illustrato un progetto federale che coinvolge nutrizionisti e psicologi per sostenere i giovani in un percorso equilibrato tra studio e sport.
Nathalie Pavone, docente e psicomotricista funzionale, ha evidenziato l’importanza del movimento in ogni fase della vita, dall’infanzia all’età anziana, mentre Mina Sehdev, docente del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Macerata, ha posto l’attenzione sull’aumento del disagio giovanile, legato spesso alla carenza di dialogo familiare. Ha annunciato inoltre l’avvio nei prossimi mesi di un corso di laurea in Scienze Motorie Sportive per l’Inclusione presso l’ateneo maceratese, finalizzato a formare professionisti capaci di utilizzare lo sport come strumento di integrazione sociale.
In chiusura Pietro Paolella, presidente della CBF Balducci HR Macerata, ha affrontato il tema della discriminazione di genere nello sport, evidenziando le disparità ancora presenti in termini di visibilità e riconoscimento. Le testimonianze delle atlete Giulia Bresciani e Asia Bonelli hanno confermato il valore dello sport femminile come motore di crescita e cambiamento culturale. È intervenuta anche Letizia Genovese, delegata CONI per Macerata, sottolineando l’importanza dei progetti territoriali a sostegno della pratica sportiva tra i giovani.
L’incontro si è concluso con un invito semplice ma significativo: dedicare ogni giorno almeno venti minuti al movimento, anche solo con una camminata, per prendersi cura del proprio benessere. L’attività fisica, è stato ricordato, stimola la produzione di endorfine, contribuendo al miglioramento dell’equilibrio psicofisico e confermando che il movimento resta una delle più efficaci forme di prevenzione.

nubi sparse (MC)
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