"Volevano eliminarmi approfittando della mia fragilità fisica": l'addio al veleno di Laviano alla Lega
Laura Laviano sbatte la porta e lascia la Lega, un addio che scuote il panorama politico cittadino. L'assessore all'ambiente e alle attività produttive della giunta Parcaroli, rompe gli indugi e ufficializza l'uscita dal Carroccio. Una decisione sofferta ma irrevocabile, accompagnata da una nota dai toni durissimi in cui l’esponente di giunta denuncia un clima di ostilità e una gestione del partito lontana dal servizio alla comunità.
L'assessore ha chiarito subito le ragioni del suo gesto, rivendicando la coerenza del proprio percorso: "Comunico ufficialmente la mia uscita dalla Lega. Ho onorato il mandato fino alla fine di questa consigliatura per rispetto degli elettori che mi hanno scelta, ma oggi le divergenze politiche e di visione rendono impossibile la mia permanenza in un partito che oltretutto è in perenne conflitto con se' stesso".
Secondo Laviano, il problema sarebbe strutturale: "Per come la intendo io, la politica è una missione al servizio dei cittadini. Purtroppo, dopo oltre cinque anni, mi trovo a denunciare una realtà fatta di interessi personali e brama di potere. Esiste un malinteso che sta distruggendo le nostre istituzioni: l'idea che la politica serva per 'farsi un curriculum' o assicurarsi un posto di lavoro".
L'assessore ha poi rivendicato il valore della competenza: "La realtà deve essere l'opposto: non è la politica che deve dare un lavoro a te; sei tu che, con la tua esperienza e professionalità, ti metti a disposizione della comunità. Chi non ha nulla da dare finirà inevitabilmente per usare la propria posizione per fini privati. Paradossalmente, la mia indipendenza professionale è stata usata come pretesto per isolarmi, quando invece la competenza e l'autonomia economica dovrebbero essere un valore aggiunto".
Il passaggio più amaro riguarda il trattamento ricevuto durante i recenti problemi di salute che l'hanno costretta a un periodo di degenza: "In questi anni ho subito attacchi continui, mirati a colpirmi come persona pur di occupare 'un posto al sole'. La vicenda che mi ha coinvolta ultimamente è stata la prova del nove. In un momento di estrema fragilità, ho visto cadere le maschere".
Un "copione" che, secondo Laviano, si sarebbe già visto in passato: "Già nel 2023 mentre affrontavo l'incidente che mi costringeva sulla sedia a rotelle, alcuni vertici erano pronti a 'farmi fuori', approfittando della mia vulnerabilità. Un copione che si sta ripetendo oggi: indifferenza, o peggio, il tentativo di sfruttare la mia assenza fisica per eliminarmi politicamente. Non posso dimenticare le frasi atroci di chi, in passato, mi ha augurato la morte perché non mi sono piegata a concedere privilegi non legittimi".
Non mancano però parole di stima per chi le è rimasto vicino: "Voglio esprimere la mia profonda riconoscenza ai componenti del gruppo consiliare Lega, rimasto al mio fianco con lealtà e ai molti cittadini e ai numerosi esponenti dell’opposizione che mi hanno dimostrato vicinanza sincera. Questo prova che l'umanità viene prima delle tessere di partito".
Diametralmente opposto il giudizio su altri esponenti: "La mia totale mancanza di stima va invece a quei soggetti che gravitano nell'ombra della Lega e che usano lo slogan 'la Lega si serve, della Lega non ci si serve' e che sono i primi ad usare la politica come 'bassa macelleria sociale'. A loro dico che la mia dignità non è in vendita".
Nonostante l'addio al partito e i limiti fisici del momento, Laura Laviano assicura che non lascerà il suo incarico: "La convalescenza mi impone un limite fisico, ma la politica non si fa solo con le gambe: si fa con la testa e con il cuore. Anche da casa o da un letto d'ospedale, il mio impegno non arretra di un millimetro. Chi ha sperato che la mia assenza fisica diventasse un'assenza politica resterà deluso".
La chiosa è un guanto di sfida per il futuro: "Vado avanti a testa alta, con la forza della verità. La Politica del Buon Senso esiste ancora nel mio operato e non scenderò mai a patti con chi calpesta la sofferenza altrui per un misero interesse personale".

nubi sparse (MC)
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