Sigona lancia la sfida: "Macerata va rigenerata. Non un programma calato dall'alto, ma costruito insieme alla città"
L’associazione civica Officina delle Idee per Macerata ha ufficializzato, nella riunione del 17 febbraio 2026, la decisione di partecipare alla prossima competizione elettorale con una propria lista a sostegno della candidatura a sindaco del dottor Marco Sigona (leggi qui). Una scelta che segna un passaggio politico rilevante nel panorama cittadino: il gruppo, che in precedenza aveva preso parte al percorso dell’assemblea del centrosinistra, ha deciso di distaccarsi da quel tavolo per intraprendere un cammino autonomo, al termine di una riflessione interna legata alla visione programmatica e alle prospettive per la città.
Officina delle Idee rivendica la coerenza di un percorso avviato oltre un anno e mezzo fa, fondato su ascolto, confronto e coinvolgimento delle realtà del territorio, attraverso incontri pubblici e tavoli tematici che hanno portato alla costruzione di un programma definito “innovativo e condiviso per il futuro di Macerata”. In questo contesto è maturata la candidatura di Marco Sigona, indicato come sintesi di un progetto civico, aperto e orientato al futuro.
Direttore di Dermatologia, Sigona porta nella sfida amministrativa un profilo professionale consolidato e un’esperienza già maturata nel civismo cittadino. In questa intervista ripercorre le tappe che hanno portato alla sua candidatura, chiarisce le ragioni della scelta autonoma rispetto al centrosinistra e delinea le priorità del progetto politico che intende proporre alla città.

Dottor Sigona, perché ha deciso di candidarsi a sindaco di Macerata?
"Politicamente io provengo da un’idea di civismo e testimonianza ne è l’esperienza portata avanti con la lista Macerata Rinnova che nelle scorse amministrative del 2020 con il 3.8%, seppur nella minoranza, è stata la lista civica più votata di quella coalizione eleggendo un consigliere comunale.
Non lo nascondo, dopo averci riflettuto a lungo, ho accettato la proposta che è nata nel movimento Officina delle Idee per Macerata , ed approfitto per ringraziare pubblicamente tutti coloro con i quali ho fatto un percorso al suo interno e che hanno riposto fiducia nella mia persona proponendo il mio nominativo già dalla partecipazione ai lavori al tavolo della coalizione di centro sinistra. Ho accettato mosso da spirito di servizio e nel rispetto di un lavoro portato avanti in oltre un anno e mezzo, davvero con tanto impegno, sempre e solo nell’interesse della città".
La vostra lista si presenta fuori dalla coalizione del centrosinistra. Perché questa scelta?
"Come dichiarato anche in altre occasioni con il progetto di Officina delle Idee per Macerata abbiamo voluto invertire il paradigma del 'facciamo noi il programma e lo presentiamo alla città' con 'la città fa il suo programma e ci si impegna a fare quello che abbiamo pensato insieme'.
Un’idea ed un metodo innovativo che per prendere forma ha implicato il dedicare molto tempo all’ascolto di tante realtà cittadine con momenti d’incontro partecipati e da cui è emersa chiaramente la conferma che Macerata ha una comunità ricca, competente, generosa. Abbiamo percepito che Macerata ha tanta voglia di partecipare, di proporre, di costruire. Abbiamo per tempo raccolto molte idee e suggerimenti e contribuito ad elaborare un interessante programma per il tavolo programmatico e politico del centro sinistra ma sempre con un preciso obiettivo, quello di permettere ai cittadini di esprimersi in modo democratico e trasparente e decidere quale potesse essere, tra quelli che si erano resi disponibili in quel tavolo, il loro candidato ideale da portare alla competizione finale. Abbiamo sempre e coerentemente sostenuto questa volontà.
Così purtroppo non é stato e ce ne rammarichiamo poiché non comprendiamo ancora oggi le ragioni di una simile chiusura. Non è stato condiviso, anzi è stato negato, un punto per noi fondamentale ed irrinunciabile che rappresentava il naturale risultato di un lungo cammino fatto di ascolto della città e che la città ci chiedeva con quella modalità. Una parte di Officina delle Idee, dopo un momento di confronto al suo interno, ha deciso quindi di strutturarsi da movimento in una lista civica e proseguire con un suo progetto in autonomia con quei soggetti che si riconoscono più in un’area civica moderata e riformista e che vogliono dare un loro contributo a sostegno di un proprio candidato".

Quali saranno le priorità del programma di Officina delle idee e come intendete coinvolgere i cittadini nelle vostre scelte?
"Oggi vogliamo trasmettere il nostro slancio ed entusiasmo per rilanciare Macerata come “quel capoluogo che torni vivo e ad avere peso”, una città che riesca ad esprimere una governance più coordinata, partecipata e trasparente e che sia capace di rispettare in egual modo tutte le sue componenti, dando voce dai più giovani agli anziani, integrare il lavoro, la sua economia , la sua potenzialità di cultura e la qualità di vita.
In questo periodo avremo modo di ascoltare e leggere diversi programmi elettorali , che risulteranno spesso sovrapponibili , ma noi vogliamo dimostrare, a prescindere dalle promesse, di avere la capacità di affrontare le problematiche che si presenteranno giorno per giorno per risolverle, consapevoli certamente delle grandi difficoltà che sicuramente ci saranno ma anche delle soddisfazioni per esserci riusciti.
Siamo assolutamente aperti a ragionare con chiunque sia interessato al dialogo ed inclusivi con coloro che condividono questa modalità di far politica, che ci auspichiamo possa essere valorizzata da tutti quei cittadini stanchi di politiche fatte di sterili polemiche e diatribe e che non andando a votare non si sentono più rappresentati da troppo tempo dai tradizionali schieramenti".
Lei è primario di Dermatologia: se Macerata fosse un paziente, quale sarebbe oggi la diagnosi e quale la cura che prescriverebbe?
"Parafrasando la sua domanda mi viene da rispondere che Macerata non è una malata cronica o terminale ma una paziente che ha soltanto la necessità di essere energicamente rimotivata, rigenerata, rilanciata, riacquistando stima in se stessa perché ha davvero tante potenzialità e i suoi cittadini ne sono pienamente consapevoli. Restando nell’esempio sanitario questo è il compito che deve avere un buon terapeuta, il medico pietoso non cura ma fa progredire la malattia, un detto popolare sempre attuale.
Conosco diverse realtà in cui colleghi medici hanno ricoperto cariche politiche ed amministrative importanti con un ottimo impegno perchè, come mi capita spesso di sottolineare, chi sceglie di essere medico è medico in ogni sua espressione, sente e svolge con spirito di servizio qualsiasi situazione nella vita quotidiana si trovi ad affrontare, anche la più difficile".


cielo coperto (MC)
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