Sanità privata Marche, proclamato stato di agitazione: "Retribuzioni inchiodate a livelli di oltre 10 anni fa"
Nelle Marche cresce la preoccupazione per le condizioni della sanità privata accreditata e della riabilitazione, sullo sfondo del mancato rinnovo dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro di settore. Il protrarsi dello stallo contrattuale, a fronte dell’aumento del costo della vita, viene indicato come uno dei fattori che alimentano tensioni e disuguaglianze tra personale impiegato in ambiti che operano per il Servizio Sanitario Nazionale. Le organizzazioni sindacali segnalano criticità anche sul piano della tenuta degli organici e della continuità assistenziale, chiamando in causa responsabilità diffuse tra associazioni datoriali e istituzioni. In questo quadro è stato proclamato lo stato di agitazione e vengono annunciate ulteriori iniziative di mobilitazione sul territorio regionale.
I segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Marche aprono richiamando l’urgenza della situazione nel comparto: “Il termometro che misura la temperatura e lo stato di salute della sanità privata accreditata e della riabilitazione nelle Marche continua a salire. La vertenza per il rinnovo dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro della Sanità privata, Aiop Rsa e Aris Rsa è ancora ferma”.
Quindi entrano nel merito delle conseguenze economiche per lavoratrici e lavoratori: “I contratti non vengono rinnovati da anni: mentre il costo della vita cresce in modo costante e l’inflazione erode il potere d’acquisto delle famiglie, le retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori restano inchiodate a livelli di oltre dieci anni fa. Una condizione inaccettabile, soprattutto a fronte degli utili registrati da molte strutture private accreditate”.
Si passa poi a indicare con chiarezza, dove ricadono le responsabilità: “Le responsabilità sono chiare e ricadono tanto sulle associazioni datoriali quanto sulle istituzioni. Il Ministero della Salute continua a rimanere silente, mentre la Conferenza delle Regioni non è in grado di garantire un sistema di accreditamento che metta al centro il lavoro, la qualità dell’assistenza e il rispetto dei diritti contrattuali”.
Al centro dell’intervento anche il tema delle disparità di trattamento e delle ricadute sull’organizzazione dei servizi: “Le organizzazioni sindacali denunciano da tempo come nel sistema sanitario marchigiano permangano gravi disparità di trattamento tra lavoratrici e lavoratori che svolgono le stesse mansioni per il Servizio Sanitario Nazionale. Una situazione che sta determinando l’abbandono del settore da parte del personale, con ricadute dirette sulla continuità assistenziale e sull’impossibilità di garantire i requisiti di organico previsti dalla normativa regionale”.
Da qui, la richiesta alle controparti di assumersi fino in fondo il proprio ruolo: “Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl delle Marche non intendono più assistere a questo continuo scaricabarile di responsabilità e chiedono con forza che datori di lavoro e istituzioni si assumano fino in fondo il proprio ruolo”.
I segretari generali spiegano quindi la decisione di avviare lo stato di agitazione e annunciano le prossime iniziative: “Per queste ragioni, anche nelle Marche è stato proclamato lo stato di agitazione del personale di tutte le strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali che applicano i Ccnl della sanità privata, Aiop Rsa e Aris Rsa. Nei prossimi giorni saranno annunciate iniziative di mobilitazione a sostegno della vertenza, compresi presidi e manifestazioni davanti alle sedi istituzionali e alle principali strutture del territorio regionale”.
In chiusura, il richiamo alla qualità dell’assistenza e alle conseguenze su utenti e comunità: “Non è più possibile tollerare logiche imprenditoriali scorrette, orientate esclusivamente al contenimento dei costi a scapito dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e della qualità dell’assistenza, con conseguenze dirette su utenti, famiglie e comunità”.

nubi sparse (MC)
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