Rifiuti, 20 milioni di extracosti nel Maceratese. Bisonni (Avs): "Il conto lo pagano i cittadini"
Venti milioni di euro di extracosti per lo smaltimento dei rifiuti. È la cifra comunicata dal Cosmari ai Comuni della provincia di Macerata e che rischia di tradursi in un aumento della Tari per cittadini e famiglie. Una situazione che, secondo Sandro Bisonni, coportavoce provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra, non rappresenta un episodio isolato ma il risultato di anni di scelte politiche rinviate.
"I 20 milioni di euro di extracosti – afferma Bisonni – sono la fotografia plastica di anni di incapacità politica e amministrativa della destra che governa questo territorio. Un conto salatissimo che inevitabilmente finirà per ricadere sulle tasche dei cittadini".
Uno dei nodi principali riguarda l’assenza di una discarica provinciale operativa. La provincia di Macerata continua infatti a smaltire parte dei propri rifiuti fuori territorio, con costi aggiuntivi legati al trasporto e allo smaltimento.
"Non siamo di fronte a un incidente – prosegue Bisonni – ma al risultato diretto di anni di non decisioni. Non avere una discarica provinciale significa pagare di più per portare i rifiuti altrove".
Il tema assume anche una chiara dimensione politica. Il centrodestra governa infatti la maggioranza delle istituzioni: lo Stato, la Regione Marche, la Provincia di Macerata e gran parte dei Comuni del territorio.
"Eppure – sottolinea il coportavoce di Avs – nonostante questo controllo quasi totale delle istituzioni, non è stata costruita una strategia seria per la gestione del ciclo dei rifiuti. Anzi, è stata peggiorata una situazione che negli anni precedenti era più equilibrata".
Secondo Bisonni, per anni si è preferito evitare scelte difficili, come l’individuazione del sito per una discarica provinciale, per timore di perdere consenso. Allo stesso tempo non sarebbero stati sviluppati investimenti sufficienti nelle filiere del riciclo e del riuso.
Nel confronto politico torna spesso anche il tema dell’inceneritore. "La destra continua a vendere l’inceneritore come soluzione – afferma Bisonni – ma si tratta di una risposta propagandistica che non risolve il problema nell’immediato".
Secondo le stime citate nel dibattito pubblico, un impianto di incenerimento potrebbe costare tra i 360 e i 500 milioni di euro e richiedere almeno dieci anni tra progettazione, autorizzazioni e realizzazione."Nel frattempo – aggiunge – il territorio resta senza soluzioni concrete, mentre i costi continuano a crescere".
Per Alleanza Verdi e Sinistra la provincia di Macerata dovrebbe puntare su una strategia diversa: pianificazione trasparente degli impianti necessari al ciclo dei rifiuti, investimenti nelle filiere del riciclo e del riuso, riduzione dei rifiuti residui e sviluppo dell’economia circolare.
"Continuare con propaganda e rinvii – conclude Bisonni – significa solo una cosa: altri milioni di euro di extracosti e bollette sempre più care per i cittadini".

cielo sereno (MC)
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