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Politica Macerata

Referendum giustizia, a Macerata il confronto tra "Sì" e "No": ci sarà Debora Serracchiani

Referendum giustizia, a Macerata il confronto tra "Sì" e "No": ci sarà Debora Serracchiani

Un tema che divide il mondo giuridico e politico e che chiama in causa direttamente i cittadini. Venerdì 16 gennaio, alle ore 17:45, la città di Macerata ospiterà un importante momento di approfondimento e confronto sul referendum costituzionale sulla giustizia, con particolare attenzione alla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente.

L’incontro, dal titolo "Diritto e attualità – Referendum costituzionale sulla giustizia: Sì o No a confronto", si terrà presso il Ristorante Centrale, in Piazza della Libertà 22, e si propone come uno spazio di dialogo aperto e leale tra esperti, operatori del diritto e cittadini interessati a comprendere le implicazioni della riforma.

Ad aprire i lavori saranno gli avvocati Bruno Mandrelli e Romano Carancini, che introdurranno i contenuti e il contesto del dibattito, delineando i profili giuridici e istituzionali della questione. A seguire, sono previsti gli interventi di relatori di primo piano, tra cui il professor Giovanni Di Cosimo, docente di Diritto Costituzionale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata, l’avvocato Paolo Giustozzi e l’onorevole Debora Serracchiani.

Il confronto si concentrerà sulle sfide legali e sulle ricadute pratiche della riforma, in un momento storico in cui il rapporto tra giustizia, politica e società civile è al centro del dibattito pubblico. L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è offrire strumenti di comprensione e di valutazione consapevole, andando oltre le contrapposizioni ideologiche.

Proprio l’avvocato Paolo Giustozzi, intervistato in anteprima, ha sottolineato il valore dell’incontro e la necessità di una riflessione collettiva: "Si tratta di una battaglia di libertà che interessa tutti noi; una riforma in grado di allineare il sistema giudiziario penale italiano a quello delle democrazie occidentali, dove la parità delle parti nel processo e l’equidistanza rispetto al giudice sono una tradizione consolidata".

Giustozzi ha inoltre evidenziato come il referendum non rappresenti uno scontro con la magistratura: "È fondamentale che non solo gli addetti ai lavori, ma l’intera comunità comprendano che questa riforma non è una battaglia contro i giudici, ma l’esatto contrario. Il sistema del sorteggio, secondo l’opinione di moltissimi magistrati, può liberarli dal peso del correntismo, facendo sì che sia il merito a prevalere nelle progressioni di carriera".

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