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Mozione di Bisonni sul clima: "La Regione Marche dichiari lo stato di emergenza ambientale"

Mozione di Bisonni sul clima: "La Regione Marche dichiari lo stato di emergenza ambientale"

Una mozione per il “riconoscimento dello stato di emergenza climatica”. L’atto porta la firma del consigliere Sandro Bisonni e chiede l’impegno di Presidente e Giunta regionale su diversi versanti.

“La lotta al collasso climatico ed ecologico e la tutela dell’ambiente – spiega - sono la sfida più grande di sempre per l’umanità. La crisi non è solo climatica ma anche esistenziale, considerando il tasso con cui stiamo compromettendo irreparabilmente l’ecosistema terrestre e la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi. I preoccupanti effetti del riscaldamento globale e dell’inquinamento, ogni anno accorciano la vita di circa 6,5 milioni di persone in tutto il mondo”.

Nella mozione viene proposta in primo luogo la dichiarazione dello stato di emergenza climatica ed ambientale e il riconoscimento dell’urgenza di una risposta globale. Tra gli impegni, figurano l’accelerazione della transizione energetica per ridurre le emissioni di anidride carbonica in tutti i settori produttivi e la progettazione, nonché il finanziamento, di un piano di sensibilizzazione ecologica.

Per contrastare l’emergenza climatica, Bisonni pone al centro dell’attenzione alcuni principi che riguardano la “giustizia” climatica, vale a dire che i costi di transizione non devono gravare sulle fasce più deboli della popolazione; la “democrazia partecipativa”, con il coinvolgimento da parte della Regione delle associazioni ambientaliste attraverso un tavolo di confronto a cadenza periodica; la “trasparenza”, che presuppone la pubblicazione di rapporti sui progressi registrati in relazione alla riduzione delle emissioni e nella risoluzione delle criticità ambientali. Nella mozione si fa riferimento ad alcuni importanti appuntamenti, che hanno evidenziato le criticità della situazione a livello mondiale e non si manca di ricordare le recenti manifestazioni degli studenti e la protesta che sta portando avanti Greta Thumberg.

“La politica e la società intera - conclude Bisonni - non hanno fatto finora abbastanza per contrastare i cambiamenti climatici in corso, quando questi dovrebbero essere la priorità nell’agenda politica di qualsiasi governo. Per riconvertire ecologicamente la nostra economia occorre la partecipazione di tutti. Governi e imprese devono intraprendere politiche radicali per rendere le attività umane sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale, anche tutelando i lavoratori e i soggetti deboli della società”.

Infine, un richiamo all’allarme Onu lanciato il 6 maggio 2019, che “segnala un declino ecologico senza precedenti, in cui un milione di specie animali e vegetali sono a rischio estinzione, colpa dello sfruttamento di terra e mare, di piante e animali e dei cambiamenti climatici.

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