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Macerata, quasi 2,9 milioni di euro per il cimitero: c'è il via libera per il miglioramento sismico

Macerata, quasi 2,9 milioni di euro per il cimitero: c'è il via libera per il miglioramento sismico

Il cimitero civico di Macerata entra nella fase operativa della ricostruzione post sisma. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha, infatti, approvato il progetto esecutivo per la riparazione e il rafforzamento locale dell’intero complesso monumentale, un intervento dal valore complessivo di 2.885.000 euro, inserito nell’ordinanza commissariale 137 del 2023.

L’intervento riguarda l’ingresso storico e i tre chiostri che compongono il cimitero, uno dei luoghi più significativi e identitari della città, duramente colpito dal sisma del 2016/2017, che ha provocato danni sia alle strutture portanti sia agli elementi architettonici e decorativi.

"Il recupero del cimitero entra finalmente nella fase operativa – ha spiegato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli – ponendo le basi per un intervento complessivo che mira a restituire piena sicurezza e funzionalità a un luogo di grande valore simbolico. L’edilizia cimiteriale è un settore che merita particolare attenzione, anche per ciò che rappresenta per le comunità. Continuiamo a lavorare con costanza e a 360 gradi grazie alla forte collaborazione tra Comuni, Ufficio Speciale Ricostruzione e Regione Marche, guidata dal presidente Acquaroli".

Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale. "Si tratta di un intervento di grande valore – ha sottolineato il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli – non solo dal punto di vista infrastrutturale, ma anche per la rilevanza storica, culturale e simbolica che il cimitero riveste per la nostra città. Grazie al sostegno del Commissario Castelli e dell’Usr sarà possibile restituire decoro e funzionalità a un luogo profondamente legato alla memoria collettiva e all’identità di Macerata".

Il cimitero civico, realizzato tra il 1810 e i primi anni del Novecento, nasce anche dal riutilizzo di parti dell’antico convento agostiniano di Santa Maria della Fonte (1510). Il complesso presenta una struttura articolata, con tre chiostri collegati da un lungo porticato e un edificio di ingresso su tre livelli. Le scosse sismiche hanno causato lesioni alle murature, alle volte, ai solai e alle coperture, oltre a degradi diffusi sulle superfici in pietra e laterizio.

Il progetto approvato prevede innanzitutto un intervento di miglioramento sismico sull’ingresso monumentale, attraverso la realizzazione di solai collaboranti, l’inserimento di cordoli metallici, il consolidamento dei controsoffitti voltati, la cerchiatura delle finestre e la stabilizzazione del contrafforte della facciata.

Nei tre chiostri e nei porticati sono invece previsti interventi di riparazione e rafforzamento locale, con la sostituzione delle parti ammalorate delle coperture lignee, il consolidamento delle volte, la revisione del manto di coppi, la sistemazione delle pavimentazioni deteriorate e il recupero delle superfici murarie danneggiate.

Il progetto interessa anche il deposito, la sala anatomica e gli ambienti collegati, dove saranno eseguiti interventi su solai e scale per il ripristino delle condizioni di sicurezza. Sono inoltre previste opere di manutenzione e restauro degli elementi lapidei, insieme all’introduzione di linee vita e passerelle metalliche, per migliorare accessibilità e sicurezza degli operatori.

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