Indennità ai consiglieri, Strada Comune si smarca: "Non basta indignarsi, bisogna fermare la proposta"
"Non basta indignarsi, bisogna fermare la proposta". Strada Comune prende posizione contro l’ordine del giorno che punta a sostituire il gettone di presenza dei consiglieri comunali di Macerata con un’indennità mensile di funzione e chiede che venga ritirato. Il gruppo invita, inoltre, tutte le forze di opposizione a unirsi nella battaglia e a votare contro l'iniziativa, giudicata inopportuna rispetto alle priorità della città.
"La nostra contrarietà è netta - affermano il portavoce Andrea Tonnarelli e il consigliere comunale Alberto Cicarè -. La politica è responsabilità e servizio alla comunità e non può considerare il proprio trattamento economico una priorità".
"Nessuno intende negare che l’attività di un consigliere comunale non si esaurisce nelle ore trascorse in aula e richiede studio, preparazione, confronto e responsabilità", si legge nella nota dei due esponenti di Strada Comune, che aggiungono come "riconoscere l’impegno di chi svolge un mandato elettivo non significa necessariamente condividerne la soluzione economica proposta".
Per Cicarè e Tonnarelli, infatti, "il bene comune deve venire prima dell’interesse di chi è chiamato a rappresentarlo". Un passaggio del comunicato riguarda la definizione dell’iniziativa come proposta "bipartisan" e "trasversale", circolata nelle ultime ore. Strada Comune contesta questa rappresentazione: "Ne avremmo parlato in Consiglio comunale al momento di trattare l’argomento, ma ci sono state uscite sui mezzi di stampa e sui social che hanno puntato a far emergere un’immagine lontana dalla realtà, come se la proposta fosse ascrivibile all’intero Consiglio comunale", sostengono Tonnarelli e Cicarè.
La nota specifica che "solo due consiglieri di opposizione l’hanno sottoscritta" e che mancano anche le firme di diversi consiglieri di maggioranza. Da qui la critica alla comunicazione che ha accompagnato l’iniziativa: "La realtà va raccontata bene, altrimenti dal populismo si cade nella scorrettezza".
Il gruppo ribadisce quindi di non voler lasciare spazio a equivoci sulla propria posizione e sposta l’attenzione dalle dichiarazioni alle azioni concrete: "Se giudichiamo questa iniziativa inopportuna e contraria alle priorità della città, dobbiamo avere il coraggio di dirlo con chiarezza e la coerenza di agire di conseguenza. Non basta dichiararsi indignati o prendere le distanze: occorre fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità istituzionali per impedire che questa proposta venga portata avanti".
L’appello è rivolto a tutte le forze di opposizione, al di là delle appartenenze politiche: "Uniamoci nel chiedere il ritiro dell’ordine del giorno e impegniamoci a votare contro". L’obiettivo, spiegano, non è alimentare "contrapposizioni strumentali e personali", ma difendere un principio politico e istituzionale condiviso.
Strada Comune chiama in causa anche la maggioranza, invitandola a riflettere sull’opportunità di proseguire con la proposta. Nel comunicato viene richiamato il precedente aumento, "fino al massimo consentito dalla legge, delle indennità di carica del sindaco, della giunta e del presidente del Consiglio comunale".
Secondo il gruppo, insistere anche sull’indennità mensile per i consiglieri rischierebbe di aumentare ulteriormente la distanza tra cittadini e politica: "Ai cittadini non servono politici che chiedono di essere rassicurati sul valore economico del proprio ruolo. Servono amministratori capaci di dimostrare, ogni giorno, il valore del proprio impegno".
"Noi la politica la facciamo per scelta e per passione; per questo consideriamo assolutamente fuori contesto questa proposta che, anche indirettamente, rischia di far apparire come un privilegiato chi è stato eletto a esercitare una funzione pubblica", concludono Tonnarelli e Cicaré.

nubi sparse (MC)
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