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Politica Recanati

Caso "Leopardi", Democrazia Sovrana e Popolare difende il liceo: «No alla censura sul conflitto in Ucraina»

Caso "Leopardi", Democrazia Sovrana e Popolare difende il liceo: «No alla censura sul conflitto in Ucraina»

Il liceo classico “Giacomo Leopardi” di Recanati finisce al centro di un acceso dibattito nazionale. Al centro della contesa, un incontro online sulla guerra in Ucraina organizzato dagli studenti durante le giornate culturali autogestite, che ha visto la partecipazione dei giornalisti Vincenzo Lorusso e Andrea Lucidi. L'iniziativa ha scatenato dure reazioni politiche, culminate in un’interrogazione parlamentare della deputata di Azione, Federica Onori, rivolta al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per verificare il valore didattico dell'evento.

Sulla vicenda intervengono con forza i vertici regionali e provinciali di Democrazia Sovrana e Popolare (DSP). Il movimento, guidato nelle Marche da Maurizio Castellani, bolla l'attività ispettiva come un tentativo di censura: «Si tratta di un’ingerenza che confligge con l’autonomia dell’istituto recanatese — dichiarano i rappresentanti del partito di Marco Rizzo e Francesco Toscano — volta a silenziare posizioni ritenute sgradite».

Dura la presa di posizione di Laura Cardarelli, coordinatrice provinciale di DSP Macerata, che punta il dito contro quello che definisce un clima di intimidazione verso docenti e dirigenti. «La scuola non deve essere un recinto in cui è ammessa solo la narrazione dominante, ma un luogo dove gli studenti possano confrontarsi con fonti diverse e testimonianze anche scomode», afferma Cardarelli. «Per capire la guerra non si può ripetere pappagallescamente la versione ufficiale; siamo per la libertà d’insegnamento e contro l'indottrinamento di chi non tollera il dissenso».

DSP denuncia quello che definisce un "pensiero unico bellicista" e rinnova il sostegno alla dirigenza scolastica del liceo. «Esprimiamo piena solidarietà al preside Ermanno Bracalente, ai docenti e agli studenti che hanno promosso l’incontro — conclude la coordinatrice provinciale — e chiediamo che cessino immediatamente gli attacchi politici e mediatici contro l’istituto. L'autonomia scolastica va rispettata».

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