L’anteprima nazionale di “Shakespeare – L’amore proibito che non poteva essere raccontato” si è aperta con l’emozione condivisa di Ettore Pelati, assessore alla Cultura di Recanati, e di Michele Antonio D’Apote, l'ideatore e regista, entrambi sul palco per i saluti di rito. Il filo conduttore della serata ha raggiunto la sua estremità con la commozione dei presenti per un’opera ammaliante, sofisticata e ricca di contaminazioni, dal ritmo incessante e con risvolti evocativi, a tratti onirici. Una rappresentazione capace di incuriosire per la vivacità di colori e coreografie, catturando l’attenzione per l'abilità dei nove artisti marchigiani di muoversi con leggiadria mista a vigore, fino a sembrare un corpo unico.
La rilettura di D’Apote non lascia nulla al caso, affronta temi delicati, anche con passaggi ruvidi e spietati, ma il processo è catartico. Tutto si incastra alla perfezione, a partire dal linguaggio dei corpi per guidare gli spettatori in un mondo fatto di maschere sociali, verità nascoste e un segreto mosso da un sentimento troppo intenso e genuino per essere soffocato. Un amore impossibile da imbrigliare. La potenza dei corpi in movimento prevale sulla parola stabilendo una connessione immediata con lo spettatore e sprigionando un coacervo di emozioni. La conclusione è il tassello ideale, che mette tutto in ordine e riporta la quiete.
In platea una larga rappresentanza della giunta leopardiana, ma anche figure istituzionali di altre città come Gianluigi Tombolini, sindaco di Numana, e Andrea Michelini, primo cittadino di Porto Recanati. In una performance di giovani per giovani a invadere i palchi sono gli studenti. Significative le grida di apprezzamento e cinque minuti di applausi ininterrotti.
Il box interviste a disposizione per raccogliere i pareri del pubblico si è fatto subito incandescente con gli spettatori desiderosi di commentare quanto visto.
Il primo giovane a dire la sua non ha lesinato superlativi per elogiare la storia e i protagonisti chiudendo poi con un augurio: “Spero di rivedere The Muse Fam all’opera, la compagnia merita un grande seguito per la sua interpretazione!”.
Non solo plausi per le prove dei ballerini, ma anche apprezzamenti “ai costumi meravigliosi e alle coreografie suggestive, da lasciare a bocca aperta”. La conferma di repliche da ufficializzare ha generato entusiasmo, anche tra chi, al di là dei giudizi tecnici, si è soffermato sulle “emozioni provate e sulla percezione immediata delle caratteristiche dei personaggi”.
Reazioni sulla stessa linea anche tra gli spettatori più maturi, colpiti “dall’attitudine professionale e dal modo di porsi autentico dei ragazzi”.
In coda per esprimere le opinioni personali numerosi coetanei degli artisti. “Immagino quanti sforzi abbia richiesto l’opera – ha esordito una ragazza -, non mi aspettavo un livello così elevato. Mi sono piaciuti tutti, ma la prova di Rachele Melone mi ha colpito. Il finale è strepitoso”. Tanti spunti e sfumature, un unico coro: “The Muse Fam farà strada, il loro è uno spettacolo da vedere!”.
La Diocesi di Macerata rende noto che mercoledì 11 marzo, nella memoria liturgica di San Firmano, verrà riaperta al culto l’Abazia a lui dedicata, nel Comune di Montelupone. L’inaugurazione si terrà a partire dalle ore 10.15, con il taglio del nastro, i saluti delle Autorità e la presentazione dei lavori. Seguirà poi la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo di Macerata, Nazzareno Marconi.
I lavori, attuati dalla Diocesi di Macerata con contributo Sisma 2016, sono stati progettati e diretti dall’architetto Claudio Cardinali e dall’ingegnere Nicola Gobbi, ed eseguiti dalla Sardellini Costruzioni s.r.l. per le opere in OG2 e dallaEures Arte s.r.l. per le opere in OS2A.
La Diocesi di Macerata ringrazia l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche e la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e il Comune di Montelupone per la preziosa collaborazione istituzionale e sul piano tecnico-amministrativo. Esprime, inoltre, la propria gratitudine, a tutti coloro che, a vario titolo e livello, hanno partecipato alla realizzazione dell’intervento.
Riprendono, in presenza, i seminari formativi organizzati a Pieve Torina dalla Strategia Nazionale Aree Interne in collaborazione con Mind4Children nell’ambito del progetto “Nuovi sentieri di apprendimento: competenze per insegnare e crescere”. Il tema affrontato sarà “Il sé dell’insegnante: metacognizione per la gestione dell’errore”, una prospettiva nuova di interpretazione dell’errore secondo cui non ci si può limitare a correggerlo con una x rossa, bensì va considerato come chiave da utilizzare per meglio comprendere i processi mentali degli alunni.
Il primo appuntamento è per mercoledì 11 marzo, dalle ore 16.30 alle ore 19.30, presso la sala Rubner, e si rivolge in primis al corpo docente delle secondarie di Primo grado. I docenti saranno accompagnati dalla formatrice Chiara Rinaldi in un percorso di auto-osservazione e ristrutturazione delle proprie rappresentazioni dell’errore al fine di costruire ambienti di apprendimento più inclusivi, motivanti e orientati allo sviluppo del potenziale di ciascun alunno.
Prosegue la rassegna teatrale “Teatro nei Borghi Azzurri”, organizzata dalla FITA Marche nei comuni Penna San Giovanni, Monte San Martino e Sant’Angelo in Pontano dell’Unione Montana Monti Azzurri, con uno degli appuntamenti più attesi: “La Fijiastra cittadina” di Giuseppe Iori, messa in scena dalla compagnia Dieci Donne Mamme Matte domenica 15 marzo 2026 alle ore 17.15 nel Teatro comunale di Sant’Angelo in Pontano.
Ambientata in una famiglia contadina degli anni ’50, la commedia racconta con ironia e vivacità i preparativi per il matrimonio tra Antonio, il figlio maggiore di una famiglia di campagna, e Maria, una ragazza di città poco avvezza ai lavori della terra.
La madre Giulia, vedova che ha cercato di crescere i suoi figli Antonio e Pietro secondo sani principi, guarda con sospetto la futura nuora. In casa servirebbe una ragazza di campagna e Annetta, la figlia della sua amica Assunta, sembrerebbe molto più adatta.
Tra equivoci, gelosie e situazioni esilaranti si muovono anche l’insistente Sor Ugo, maestro in pensione segretamente innamorato di Giulia e il simpatico Don Nazzareno, che con i suoi chierichetti cerca di districarsi tra il sacro e il profano, dando vita a una storia brillante e ricca di momenti comici.
Sul palco saliranno Carla Casadidio, Loredana Ottavini, Mauro Sebastiani, Daniela Calcinelli, Francesco Mariotti, Paolo Romagnoli, Rosella Marsili e Massimo Marchetti, con la partecipazione straordinaria di Dario Fiore e Andrea Caprodossi.
Suoni e luci sono curati da Cesare Casoni e Giuseppe Rivelli, trucco e parrucco da Patrizia Pupilli, con Clara Papa nel ruolo di suggeritrice. Regia di Alberto Pepe.
Le Dieci Donne Mamme Matte nascono nel 2000 a Camerino e nel 2005 si costituiscono come associazione teatrale. Nel corso degli anni la compagnia ha portato avanti un’intensa attività culturale, dedicando particolare attenzione alla valorizzazione del dialetto camerinese, spesso utilizzato nelle proprie rappresentazioni.
Il 2026 segna inoltre un nuovo importante appuntamento: il 18 aprile la compagnia debutterà all’Auditorium Benedetto XIII di Camerino con lo spettacolo “Compagnia Amatoriale” di Italo Conti, nell’ambito della stagione teatrale del Comune di Camerino, organizzata in collaborazione con AMAT.
Sono quattro le opere di altrettante autrici che si sono aggiudicate i premi del contest indetto per celebrare la Giornata Internazionale della Donna. Taglio del nastro dell’esposizione nei locali dell’Infopoint di piazza della Libertà
Presentate alla Sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi Borgetti le vincitrici del concorso “Sguardi di donna” organizzato dal Consiglio delle Donne e dall’Assessorato alle Pari opportunità.
Giunto alla seconda edizione il contest intende celebrare la Giornata internazionale della Donna attraverso la fotografia quale strumento capace di comunicare emozioni profonde e messaggi universali.
La giuria, composta dalla presidente del Consiglio delle Donne, Lorella Benedetti, dall’assessore alle Pari Opportunità, Francesca D’Alessandro, dai fotografi Massimo Zanconi, Luca Coppari, Francesca Valeri, dal direttore artistico della rassegna Appassionata, Giulio Starnoni e dalla pittrice Fiorella Meo ha visionato e valutato le 41 opere di altrettante autrici e autori che hanno partecipato al contest, presentando una propria foto centrata sullo sguardo di donne, ragazze e bambine.
“La giuria, della quale ho avuto l’onore di far parte ha individuato, a seguito di un attento esame ed una scrupolosa valutazione, le quattro vincitrici che hanno saputo catturare l’attenzione per la particolare sensibilità e creatività. – così la presidente del Consiglio delle Donne, Lorella Benedetti - Rivolgo un ringraziamento a tutti i partecipanti che hanno contribuito alla buona riuscita di questa iniziativa. Un grazie particolare va anche alle aziende maceratesi che, donando i premi che verranno assegnati ai vincitori, hanno dimostrato un significativo interesse e sensibilità nei confronti delle tematiche femminili. Concludo con una citazione di Charles Bukowski: “Si limitò a guardarmi. Quello sguardo mi disse tutto quello che c’era da dire".
Ad aggiudicarsi i premi Giancarla Lorenzini al primo posto con la foto “Ogni giorno a testa alta”, Elisa Crestani al secondo posto con la foto “Incontrarsi”, Miriam Quarchioni al terzo posto con la foto “Una lacerazione di me”, Sara Zafarana al quarto posto con la foto “Joy”.
“Attraverso il linguaggio della fotografia abbiamo voluto dare evidenza e rilevanza all’importanza dello sguardo femminile sulla realtà. – sottolinea l’assessore Francesca D’Alessandro – Una percezione forte e distinta del reale che i soggetti ritratti hanno in virtù proprio del loro essere donne . Al tempo stesso è un concorso aperto a tutti, donne e uomini, ad evidenziare la pari opportunità che abbiamo voluto dare di esprimersi sul significato di essere donna nella società moderna. Un significato che sia le donne che gli uomini devono contribuire a costruire giorno dopo giorno, confrontandosi e collaborando nella vita familiare, lavorativa, emotiva e affettiva”.
Al primo classificato un quadro dell’artista Diego Santini offerto dalla Galleria Ferretti di Macerata, al secondo un buono acquisto offerto dalla boutique Pizzi e Ricami di Macerata, al terzo classificato un trattamento benessere per cute e capelli con massaggio ayurvedico, offerto dal salone Hairmonia Parrucchieri di Macerata e al quarto classificato un buono per una cena o un pranzo, offerto dal ristorante Signore te ne ringrazi di Macerata.
Domenica 8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della Donna, alla presenza della presidente del Consiglio delle Donne Lorella Benedetti, dell’assessore alle Pari Opportunità Francesca D’Alessandro e delle consigliere del Consiglio delle Donne Laura Orazi, Paola Pippa, Barbara Antolini, Antonella Fornaro, Romina Leombruni, Cristina Cingolani, Paola Cassese, Franca Cartechini è stata inaugurata nei locali dell’Infopoint di Piazza della Libertà la mostra che resterà in esposizione fini al 15 marzo delle foto ammesse al concorso. Alla cerimonia è seguito, nel foyer del Teatro Lauro Rossi l’intrattenimento musicale del quartetto Fata, ensemble di fiati tutto al femminile.
Gli ammessi al concorso sono stati: Maila Angelomè Bracci, Martina Barattini, Gianluigi Basiletti, Lucia Bottegoni, Stefano Brandi, Claudia Bucosse, Anna Calcaterra, Fiorella Caponi, Luciano Cartechini, Luigi Cazzato, Roberto Cherubini, Elisa Crestani, Piergiorgio Della Mora, Lucia Ferreira Valoz Meire, Sara Giovannoni, Hanna Hatalskaya, Giancarla Lorenzini, Maria Teresa Magnalbò, Cristina Morettini, Marco Morresi, Silvia Mosciatti, Sabrina Mozzoni, Lucia Nardi, Noemi Ortenzi, Angela Pesci, Sara Petrucci, Stefano Petrucci, Miriam Quarchioni, Florindo Lilli, Andrea Romagnoli, Elisabetta Romoli, Elena Rosciarelli, Cristina Sampaolesi, Giulia Scartozzi, Anastasia Tofoni, Carlo Torresi, Stefania Vecchioni, Romina Maria Vita, Sara Zafarana, Maurizio Zamponi, Franco Zega.
Nel fine settimana del 14 e 15 marzo, la frazione maceratese di Sforzacosta ospiterà la settima edizione della collettiva d’arte contemporanea di pittura, scultura e poesia dal titolo “Sfumature d’arte attraverso immagini, colori e messaggi poetici”, promossa in occasione della prossima festività di San Giuseppe. L’inaugurazione della mostra è in programma sabato 14 marzo 2026, alle 16.30, negli spazi della scuola primaria dell’ABF Hub Educativo di Sforzacosta, in via G. Natali, alla presenza delle autorità locali.
I curatori dell’iniziativa sono gli artisti Tina De Marco e Giovanni Colucci, in coordinamento con il Comitato festeggiamenti della parrocchia locale di San Giuseppe e in collaborazione con la Andrea Bocelli Foundation Ente Filantropico.
Gli artisti partecipanti, tra cui anche scultori e poeti, sempre più numerosi ed entusiasti di contribuire con il loro talento a una manifestazione che riscuote consensi sempre maggiori, presenteranno opere realizzate con varie tecniche e dai contenuti particolarmente significativi, capaci di raccontare la vita e la cultura marchigiana con un riferimento anche all’attuale festività.
L’iniziativa, promossa nell’ambito delle celebrazioni in onore del patrono San Giuseppe di Sforzacosta, che si festeggia domenica 15 marzo 2026, si propone di incentivare sempre di più l’arte, rendendola più vicina alla popolazione e agli stessi appassionati del settore.
Un linguaggio che, insieme alla musica e al digitale, rappresenta uno degli strumenti promossi dai progetti educativi della Fondazione Andrea Bocelli, con l’obiettivo di favorire l’emersione di competenze trasversali come la creatività e l’espressione del pieno potenziale delle persone e delle comunità.
La pittrice recanatese Silvia Gatti ha partecipato il 7 marzo all' inaugurazione della mostra collettiva "Basta Modestia" ospitata nelle Gallerie Sangallo di Tolentino, organizzata in occasione della Giornata Internazionale della Donna.
Per l’evento l’artista ha presentato una serie di dodici opere dedicate alla figura femminile, ai suoi mondi interiori e alla sua forza simbolica. I dipinti, caratterizzati da una raffinata ricerca cromatica e da un linguaggio visivo che intreccia poesia, archetipi e contemporaneità, hanno suscitato grande interesse tra i visitatori.
Tra gli interventi critici, particolarmente significativo quello dello scrittore Marco Rotunno, che nella sua recensione ha evidenziato come “le donne di Silvia Gatti, delicate, riflessive e analitiche, vagano per mondi elegantemente variopinti e variegati”, sottolineando la capacità dell’artista di creare scenari solo apparentemente rassicuranti, attraversati invece da un messaggio profondo sul rispetto, sulla libertà e sulla dignità femminile.
Le opere esposte – figure alate, portatrici di frutti, donne‑astronauta e protagoniste provenienti da culture diverse – compongono un viaggio simbolico che unisce forza, fragilità, memoria e rinascita.
Tra queste, la figura della nativa americana illuminata da un sole‑mandala, interpretata da Rotunno come simbolo di consapevolezza e rigenerazione, ha colpito in modo particolare il pubblico.
La partecipazione di Silvia Gatti alla collettiva conferma un percorso artistico in continua evoluzione, capace di coniugare tecnica, immaginazione e un forte impegno nel raccontare l’universo femminile attraverso linguaggi visivi intensi e profondamente emotivi.
La mostra sarà aperta dal 7 al 15 marzo 2026
L’8 marzo nelle Marche non è stato solo una ricorrenza celebrativa, ma il momento della concretezza e del riconoscimento per centinaia di studenti. L’Osservatorio di Genere ha infatti scelto la Giornata Internazionale della Donna per proclamare i vincitori della IX edizione del concorso didattico regionale “Le Marche sulle vie della parità”.
Una scelta simbolica forte, volta a trasformare questa data in uno spazio di impegno civile dove la memoria femminile diventa cittadinanza attiva attraverso il lavoro svolto nelle classi durante tutto l’anno scolastico.
Il concorso, che promuove una cultura della parità nelle scuole di ogni ordine e grado, ha visto quest'anno una partecipazione significativa nonostante il dibattito spesso acceso sui temi dell'educazione affettiva.
La commissione ha premiato i progetti capaci di dare visibilità alle donne nella storia, nelle istituzioni e nel lavoro. Nella Sezione A, dedicata alla memoria di Michela Murgia, il primo premio è andato all'istituto “Luigi Donati” di Fossombrone con un progetto focalizzato sui diritti delle donne partendo da una ricerca storica locale.
Per quanto riguarda la Sezione B, incentrata sul lavoro, il gradino più alto del podio è stato conquistato dall'IIS Garibaldi Bramante Pannaggi di Macerata con un approfondimento sulla figura di Vandana Shiva.
Molto partecipata anche la sezione dedicata alle istituzioni e alle carriere, dove la My School - Scuola Internazionale Paritaria Bilingue ha ottenuto il primo posto e una menzione speciale per l'originalità con il lavoro "Maestre. Senza Voto". In questa categoria sono stati premiati anche l'IC Paladini di Treia (secondo posto) e il Liceo Caro-Preziotti Licini (terzo posto) con un percorso dedicato ad Ada Natali.
La cerimonia di premiazione ufficiale si terrà il prossimo 16 aprile 2026 presso l’Università di Camerino. In quell'occasione, gli istituti vincitori riceveranno contributi per l'acquisto di materiale scolastico, volumi della casa editrice Settenove e opere d’arte realizzate appositamente per questa edizione.
L’iniziativa, che gode del patrocinio dell'Ufficio Scolastico Regionale, si conferma un presidio fondamentale per la costruzione di una cultura del rispetto, dimostrando come la scuola marchigiana sappia essere luogo di pensiero critico e avanguardia sociale.
C’è un modo di abitare i luoghi che non passa per le grandi dichiarazioni, ma per la costanza dei gesti quotidiani. A Caldarola, dove il profilo del paesaggio porta ancora i segni profondi del sisma, l’Hotel Ristorante Tesoro rappresenta oggi un punto fermo, l’unico presidio della ristorazione in un centro che gradualmente sta dando segnali di ripresa. Lo si nota varcando la soglia a metà giornata: la sala è animata dal viavai quotidiano degli operai e dei tecnici impegnati nei numerosi cantieri della ricostruzione che punteggiano il Comune, una clientela che qui trova il ristoro necessario dopo ore di lavoro.
La storia di questo ristorante è una storia di donne. Una genealogia di competenza che ha trovato la sua espressione più sorprendente in Asia, la figlia di Sonia. Nel 2020, mentre il mondo si fermava a causa della pandemia e Asia aveva appena vent’anni, la scelta di assumere la gestione dell’attività avrebbe potuto sembrare una sfida azzardata. In un’età in cui spesso si cerca altrove la propria strada, lei ha scelto di raccogliere quella tracciata dalla sua famiglia, portando con sé una dedizione silenziosa e una maturità rara.
Oggi, Asia lavora fianco a fianco con la madre Sonia, coordinando una squadra composta interamente da personale femminile; una scelta che conferisce al locale un’impronta distintiva di cura e precisione. Chi entra al ristorante percepisce immediatamente questa sintonia: non è un’enfasi ostentata, ma una passione che trapela dall'ordine dei tavoli, dall'accoglienza mai distratta e dalla capacità di far sentire ogni ospite a "casa". È un’energia che il pubblico sembra ricambiare con puntualità: il locale è costantemente pieno, sia a pranzo che a cena, scandendo il ritmo di una comunità che qui ritrova i piatti della tradizione e i sapori di un tempo. Una scelta controcorrente, quella di chiudere nel weekend, che ribadisce un’identità chiara e una gestione consapevole dei tempi del lavoro e della vita.
A proposito di attenzione verso l’universo femminile e l'accoglienza, domenica 8 marzo, l'Hotel Ristorante Tesoro accoglierà- a cena- la conclusione di una giornata che si aprirà al Teatro di Caldarola con il concerto della Opus One Big Band, un evento solidale dedicato a una famiglia afghana giunta in Italia grazie ai corridoi umanitari e accolta dall'associazione La Goccia ODV di Macerata. Sarà un’occasione per riflettere, attraverso testimonianze dirette, sulla condizione delle donne in Afghanistan, proprio nel giorno dedicato ai loro diritti.
L'Hotel Ristorante Tesoro è la dimostrazione che, in un territorio che deve ricostruire anche i propri spazi di incontro, la costanza di una famiglia e la cura della gestione possono ancora fare la differenza, offrendo un luogo dove il buon cibo torna a essere un momento di condivisione e di speranza.
Grande partecipazione alla Soirée Musicale organizzata dal Rotary Club Macerata “Matteo Ricci”, che ha unito musica e solidarietà in una serata benefica alla Società Filarmonica di Macerata. Oltre 100 partecipanti hanno preso parte all’iniziativa, contribuendo alla raccolta di 2mila euro destinati al progetto internazionale “End Polio Now”, la campagna globale per l’eradicazione della poliomielite.
L’evento è stato promosso dal presidente del club Tobia Sardellini, con il coordinamento di Massimiliano Fraticelli, e ha visto l’esibizione musicale di Talk Radio & Friends, che ha animato la serata creando un clima di condivisione e partecipazione.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Banca Mediolanum e al dottor Pierpaolo Verdenelli per il sostegno all’iniziativa. Grazie alla somma raccolta e al sistema di co-finanziamento della Fondazione Bill & Melinda Gates, sarà possibile acquistare circa 10mila dosi di vaccino orale contro la polio, contribuendo a proteggere migliaia di bambini nelle aree del mondo più esposte alla malattia.
La serata si è conclusa con un gesto simbolico dedicato alle donne presenti: un omaggio floreale consegnato in vista della Giornata Internazionale della Donna, che ha aggiunto un ulteriore tocco di gentilezza a un appuntamento all’insegna della solidarietà.
Tolentino ha fatto da cornice al tradizionale torneo di burraco a coppie e a quello di briscola, organizzati dal Rotary Club Tolentino, presieduto da Iole Rosini, in collaborazione con l’associazione Tolentino Burraco Aps. L’appuntamento, che si è svolto domenica scorsa al Country House La Contrada, ha visto confrontarsi 132 giocatori provenienti da tutta la provincia e da altri centri marchigiani, tra cui anche il giovane Manuel Pistacchi, di soli 10 anni.
A vincere il torneo di burraco sono stati Serena Sereni e Ivan Dignani di Tolentino, seguiti da Luigi Ventura e Oriella Leonori di San Severino Marche e da Marco Rusca e Patrizia Teloni di Tolentino. Nel torneo di briscola, primo posto per Fabrizio Bernabei e Adorina Bordo di Serrapetrona, seconda posizione per Riccardo ed Ettore Belli, terzi Daniele Sparvoli e Maurizio Lucarelli, e quarto posto per Alberto Caprioli e Francesco Panata.
I ricchi premi ai vincitori e gli omaggi a tutti i partecipanti hanno arricchito una giornata che, oltre al gioco, ha avuto un nobile scopo: la raccolta di 3.405 euro destinati al Rotary Campus Marche, progetto di inclusione sociale rivolto a ragazzi con disabilità. Ogni anno, grazie a questo progetto, 130 ragazzi e altrettanti accompagnatori possono trascorrere una settimana gratuita in un villaggio turistico, partecipando a attività formative e ricreative.
All’evento erano presenti il vicesindaco di Tolentino Alessia Pupo e il governatore del Distretto Rotary 2090 per l’anno 2026-2027 Stefano Gobbi, a conferma del valore sociale e aggregativo dell’iniziativa.
Il torneo si conferma così un momento di solidarietà e comunità, capace di unire passione, gioco e impegno concreto a favore di chi ha più bisogno
Nell’ambito della campagna nazionale di comunicazione “Questo non è amore”, la Polizia di Stato di Macerata ha promosso stamattina un’importante iniziativa di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne.
Gli agenti della Divisione Anticrimine e della Squadra Mobile della Questura, insieme alle volontarie del Centro Anti Violenza, hanno distribuito opuscoli informativi e fornito consigli nello spazio messo a disposizione dal centro commerciale Val di Chienti a Piediripa.
L’obiettivo dell’iniziativa è avvicinare la Polizia di Stato ai cittadini e creare un filo diretto con le donne che vivono situazioni di violenza, spesso nascoste o temute. L’incontro in un luogo non istituzionale ha permesso di sfatare falsi miti e preconcetti sulla violenza di genere e relazionale, incoraggiando le vittime a denunciare e a chiedere aiuto.
L’iniziativa è stata organizzata in concomitanza con la Giornata Internazionale della Donna, sottolineando l’importanza della prevenzione e del contrasto al femminicidio e ai maltrattamenti. Tra gli strumenti illustrati, anche l’ammonimento del questore, pensato per tutelare le donne a rischio e far emergere situazioni di violenza.
«Questa iniziativa rappresenta uno dei molteplici impegni istituzionali della Polizia di Stato nel prevenire e contrastare attivamente i reati di genere», ha commentato il questore di Macerata Luigi Mangino, ribadendo l’importanza di coinvolgere la società in una rete di supporto alle vittime.
«Il bene si fa ma non si dice. Certe medaglie si appendono all’anima e non alla giacca». È con questa frase di Gino Bartali che ieri pomeriggio a Camporotondo di Fiastrone la comunità ha reso omaggio a due figure straordinarie della storia italiana: lo stesso Bartali e Tullio Colsalvatico, con la cerimonia di intitolazione di due ulivi nel Giardino dei Giusti, dedicato allo scrittore originario del comune.
Un momento che ha unito memoria e generazioni, ricordando chi, durante la Seconda guerra mondiale, scelse di rischiare la propria vita per salvare quella degli altri. Sia Bartali sia Colsalvatico non parlarono mai pubblicamente delle loro azioni, che permisero di salvare centinaia di ebrei dalle persecuzioni nazifasciste.
A ripercorrere il senso dell’impegno del Comune è stato il sindaco Massimiliano Micucci:«Camporotondo è sempre stata attenta a valorizzare la figura dei Giusti fra le Nazioni, innanzitutto quella di Tullio Colsalvatico, nato a Colvenale, frazione del nostro Comune. Il percorso di memoria è iniziato anni fa grazie alla collaborazione con il Circolo culturale Tullio Colsalvatico di Tolentino, con cui abbiamo realizzato targhe nel centro storico per raccontarne la vita e l’impegno. Due anni fa, il 6 marzo, abbiamo inaugurato il Giardino dei Giusti alle spalle del palazzo municipale e oggi continuiamo questo cammino con l’intitolazione dei due ulivi. Impegno riconosciuto anche dalla Fondazione Gariwo, che ha inserito il nostro spazio verde nel loro circuito».
La cerimonia ha visto il coinvolgimento della scuola primaria di Camporotondo dell’Istituto comprensivo Leopardi-Frau-De Magistris, con la presenza della dirigente Simona Sargolini e delle insegnanti. Gli alunni hanno portato riflessioni e lavori dedicati ai “superpoteri” dei Giusti, cogliendo il messaggio più profondo della giornata: gli eroi non sono figure irraggiungibili, ma persone comuni che scelgono di fare la cosa giusta.
Il cuore della cerimonia è stato l’intervento di Gioia Bartali, nipote del campione, che ha restituito un ritratto intimo e umano del nonno:«Mio nonno era un uomo profondamente credente e guidato da un forte senso di giustizia e umiltà. Durante la guerra faceva parte di una rete clandestina che salvò centinaia di ebrei: nella canna della sua bicicletta nascondeva documenti falsi trasportati lungo le sue staffette. Si stima che grazie a queste azioni siano state salvate circa 800 persone».
Un gesto ancora più prezioso considerando la notorietà di Bartali: «Indossava la sua maglia mentre pedalava, perché sapeva che fascisti e tedeschi lo avrebbero ammirato e richiesto un autografo, non per perquisirlo. Eppure non parlò mai di quelle imprese, neppure a mia nonna o a me, confidandole solo a mio padre».
Anche Tullio Colsalvatico è stato ricordato dal presidente del Circolo culturale di Tolentino, Franco Maiolati, come esempio di chi compie il bene senza volerlo mostrare: «Lo aveva fatto per carità, nel senso più autentico del termine: aiutare chi ha bisogno senza sbandierarlo».
Alla cerimonia hanno partecipato inoltre la sottosegretaria alla presidenza della giunta regionale Silvia Luconi, il consigliere regionale Pierpaolo Borroni, il presidente del Consiglio comunale di Tolentino Alessandro Massi, il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Tolentino, maggiore Giulia Maggi, il brigadiere Antonio Voto della Stazione di Belforte del Chienti, insieme alle famiglie e ai cittadini.
La cerimonia si è conclusa nel Giardino dei Giusti, con lo scoprimento delle targhe dedicate ai due ulivi. A chiudere l’iniziativa, la voce dei bambini insieme a Tobias Giacomazzi, che hanno intonato una canzone, lasciando a tutti la convinzione che la memoria non è solo ricordo del passato, ma un seme da coltivare per il futuro.
Una dimensione sospesa, quasi al limite del surreale, attraversa le pagine di “Sete e risveglio”, la nuova opera del poeta e artista marchigiano Fabio Strinati. Il libro, pubblicato da Il Foglio Letterario Edizioni, si presenta come un viaggio visionario tra parola e immaginazione, dove la scrittura assume tratti intensi e volutamente disturbanti.
Lo stesso autore definisce l’opera come «un vero e proprio disturbo poetico della digestione, fuoriuscito da una lunga vomitata senza fine partorita in un quartiere dormitorio di una città fantasma». Una dichiarazione che rende immediatamente l’idea del tono provocatorio e insieme profondamente simbolico che attraversa l’intero libro.
L’ispirazione alla base del progetto nasce dalla rilettura di una leggenda appartenente al folclore russo, quella della Fanciulla di neve, Sneguročka, conosciuta anche come Nevina. Secondo il racconto tradizionale, alla giovane è proibito amare: se dovesse innamorarsi, il suo corpo si scioglierebbe come neve. Da questo mito fragile e tragico Strinati trae spunto per sviluppare una riflessione poetica sul desiderio, sulla vulnerabilità e sulla condizione umana, trasformando la leggenda in materia lirica e visionaria.
Il volume è inoltre segnato da una dedica particolarmente sentita: quella a Pierluigi Buglioni, artista e professore originario di Esanatoglia, scomparso lo scorso gennaio. Buglioni è stato per anni docente all’Accademia di Belle Arti di Macerata e una figura molto stimata nel panorama artistico locale.
Strinati lo ricorda con parole cariche di affetto e riconoscenza: «A un uomo di grande sensibilità e talento. A un uomo dall’umiltà rara. A una figura mistica, perfino ascetica nel suo modo d’interpretare la vita, a tratti così armonioso, autentico, perfettamente originale».
Con “Sete e risveglio”, Fabio Strinati propone dunque un’opera che unisce poesia, immaginario simbolico e memoria personale. Un libro che nasce da suggestioni mitiche e si trasforma in un percorso intimo, dove la scrittura diventa strumento per interrogare il mistero dell’esistenza e per rendere omaggio a una presenza artistica e umana che ha lasciato un segno profondo.
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Cna Impresa Donna Macerata e il Gruppo Fisiomed rinnovano la loro collaborazione con un’iniziativa dedicata alla prevenzione e alla salute femminile.
L’appuntamento, che si svolgerà presso la sede della Cna Macerata, nasce con l’obiettivo di promuovere una maggiore cultura della prevenzione tra imprenditrici e lavoratrici, offrendo momenti di informazione e la possibilità di accedere a controlli e percorsi di approfondimento sanitario.
Nel corso della giornata saranno presenti due specialiste del Gruppo Fisiomed che affronteranno temi centrali per il benessere femminile. Tra gli argomenti in programma la salute del pavimento pelvico, un aspetto spesso poco discusso ma fondamentale nelle diverse fasi della vita delle donne, e la prevenzione oncologica, con un momento informativo dedicato all’autopalpazione e all’importanza della diagnosi precoce.
L’iniziativa non si limiterà al solo momento informativo. È infatti prevista anche una giornata dedicata alla possibilità di effettuare esami e controlli specifici, pensati per imprenditrici e dipendenti del sistema Cna, con l’obiettivo di facilitare l’accesso a percorsi di prevenzione spesso rimandati per mancanza di tempo o di informazioni.
Il progetto è stato promosso dalla presidente di Cna Impresa Donna Macerata Daniela Zepponi, dalla direttrice Lucia Pistelli e dal direttore del Gruppo Fisiomed Enrico Falistocco, con l’intento di trasformare la ricorrenza dell’8 marzo in un’occasione concreta di attenzione alla salute delle donne.
«La prevenzione – sottolineano le promotrici – è uno degli strumenti più importanti per prendersi cura di sé. Le donne spesso sono un punto di riferimento per famiglie, imprese e comunità, ma troppo frequentemente mettono in secondo piano la propria salute. Iniziative come questa vogliono ricordare quanto sia fondamentale dedicare tempo ai controlli e alla consapevolezza del proprio benessere».
Soddisfazione anche da parte del Gruppo Fisiomed. «La collaborazione con CNA Macerata rappresenta molto più di una semplice partnership – ha spiegato Falistocco –. Significa mettere in rete competenze, servizi e sensibilità diverse per offrire al territorio un supporto concreto e promuovere una cultura diffusa della prevenzione».
L’iniziativa conferma così l’impegno condiviso delle due realtà nel sostenere le donne non solo nel loro percorso professionale, ma anche nella tutela della loro salute, attraverso informazione, prevenzione e accesso a servizi di qualità.
La creatività dei piccoli per omaggiare i grandi. In occasione della prossima Festa del Papà, la Mattoncinoteca4All® di Heart4Children APS di Pieve Torina apre le sue porte per due appuntamenti speciali all'insegna del gioco e della condivisione familiare.
Nelle giornate di sabato 7 e sabato 14 marzo, dalle ore 16 alle 19, gli spazi della sala Rubner si trasformeranno in un laboratorio a cielo aperto. I bambini, guidati dalla fantasia e dai celebri mattoncini colorati, potranno realizzare costruzioni dedicate ai propri padri, trasformando il gioco in un originale messaggio d'affetto.
L’iniziativa punta a consolidare il ruolo della struttura come centro di aggregazione per l'alto maceratese. "Prosegue il nostro impegno nel favorire occasioni di incontro e apprendimento", ha commentato il sindaco Alessandro Gentilucci. "Questi momenti puntano a valorizzare il tempo di qualità trascorso insieme. Non si tratta solo di incastrare pezzi colorati, ma di costruire emozioni: il gioco diventa così un linguaggio universale per esprimere affetto e complicità".
Oltre al valore simbolico, i laboratori sono progettati per stimolare la manualità e il problem solving nei più piccoli. Come da filosofia della Mattoncinoteca4All®, tutte le attività sono completamente gratuite e aperte al pubblico. Per maggiori dettagli o richieste di informazioni, è possibile scrivere all'indirizzo email: mattoncinoteca4All-pievetorina@heart4children.it.
In occasione della prossima Giornata Internazionale della Donna, mercoledì 4 marzo a Macerata si è svolta una significativa giornata di riflessione e approfondimento sul tema “Violenza di genere: radici culturali, dinamiche psicologiche e interventi”, promossa dall’Organizzazione di volontariato Insieme in Sicurezza in collaborazione con l’Università degli Studi di Macerata.
La giornata, coordinata dalla dott.ssa Mina Sehdev dell’ateneo maceratese, si è articolata in due momenti principali. La mattina, alle ore 11, presso il Dipartimento di Scienze della Formazione, Turismo e Beni Culturali, si è tenuto un seminario rivolto soprattutto agli studenti. Dopo l’introduzione del presidente dell’associazione, Romeo Renis, si sono susseguiti gli interventi della vicepresidente Tiziana Tombesi, della professoressa Alessandra Fermani, docente di Psicologia sociale, della scrittrice Lucia Nardi, di Elisa Giusti, dei servizi antiviolenza della Cooperativa Il Faro, e della psicologa e psicoterapeuta Simona Cardinaletti, autrice del libro Il sesso debole. Debolezza femminile e violenza contro le donne. La mattinata si è conclusa con la proiezione del video “Sentieri interrotti” di Antonio Cristofanelli Broglio.
Nel pomeriggio, l’incontro aperto alla cittadinanza ha avuto luogo alle 16.30 presso la Biblioteca Statale di Macerata in via Garibaldi e, trasmesso anche in diretta Facebook, ha registrato una notevole partecipazione del pubblico. Dopo l’apertura affidata nuovamente a Renis, si sono susseguiti gli interventi della scrittrice Lucia Nardi, con il tema “Vittima o carnefice?”, della professoressa Fermani su “Dalla parte di chi agisce”, e di Simona Cardinaletti, intervistata dalla coordinatrice Sehdev. Successivamente hanno preso la parola Elisa Giusti e Marina Lombardello di Insieme in Sicurezza, prima di un ricco dibattito con il pubblico.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto e sensibilizzazione, mettendo in luce le radici culturali della violenza di genere, le dinamiche psicologiche sottese e le strategie di intervento, coinvolgendo sia il mondo accademico sia la comunità cittadina.
Cresce l'attesa per il concerto di Amedeo Minghi, che giovedì 19 aprile inaugurerà il suo tour 2026 al Lanciano Forum di Castelraimondo.
Considerato una delle voci più raffinate e apprezzate della musica italiana, Minghi riproporrà i suoi più grandi successi, da “1950” a “Vattene amore”, in una serata dedicata alla poesia e alle emozioni senza tempo.
Il concerto sarà un’occasione unica per rivivere i brani che hanno segnato intere generazioni e per immergersi in un viaggio musicale che unisce melodia, sentimento e virtuosismo vocale.
I biglietti sono disponibili al pubblico per un posto a soli 23 euro, offrendo l’opportunità di partecipare a uno spettacolo che celebra la carriera e il talento di uno dei cantautori più iconici del panorama musicale italiano.
Per informazioni e prenotazioni è possibile consultare la piattaforma di vendita online Ciaotickets.
Macerata aderisce all’iniziativa nazionale “I Fiori della Consapevolezza” dell’A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi: l’appuntamento in città è domenica 29 marzo 2026 al Centro commerciale Val di Chienti, con stand attivo dalle 9.00 alle 14.00, nell’ambito del weekend nazionale del 28 e 29 marzo dedicato all’informazione e al sostegno delle donne che convivono con l’endometriosi.
L’endometriosi colpisce circa 3 milioni di donne in Italia ed è spesso caratterizzata da un lungo ritardo nella diagnosi, che può incidere sulla qualità della vita e sull’accesso a cure adeguate. L’iniziativa si svolge in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Endometriosi e coinvolgerà circa 40 piazze italiane, quest’anno ancora più numerose rispetto all’edizione precedente.
Da vent’anni le volontarie dell’A.P.E. lavorano per aumentare la consapevolezza sulla malattia e, anche per l’edizione 2026, saranno presenti nelle città aderenti con stand informativi e un fiore simbolico da portare a casa con una piccola donazione: una gerbera rosa in vaso, accompagnata da semi di girasole e dalle istruzioni per la coltivazione. Un abbinamento scelto per rappresentare insieme fragilità e forza, e per richiamare l’attenzione sulla salute femminile.
L’iniziativa è un’occasione per informarsi, ricevere materiale dedicato e sostenere le attività dell’associazione, contribuendo a promuovere conoscenza e diagnosi più tempestive.
Donna Musica è il nuovo appuntamento della stagione sinfonica MusicAttraverso 2026 della FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, un concerto interamente dedicato alla creatività e all’interpretazione femminile sul podio e sul palcoscenico con un programma che riscopre e valorizza le opere di due grandi donne compositrici del XIX secolo, a far da cornice al celeberrimo Concerto per violino di Čajkovskij.
L’appuntamento al Teatro Feronia di San Severino Marche è per sabato 7 marzo, alle ore 20.45, proprio alla vigilia della Giornata internazionale della donna. A dirigere l’orchestra alla guida di un programma che intreccia pagine di grande intensità e valore storico c’è Antonella De Angelis, fondatrice dell’Orchestra Femminile del Mediterraneo, compagine interculturale composta da artiste di varie nazionalità, e con essa porta avanti obiettivi statutari quali la «Musica per la Pace, la Cultura e l’Educazione».
Sul palco insieme all’Orchestra Filarmonica Marchigiana, la giovane e già affermata violinista Hawijch Elders, allieva di Ilya Grubert al Conservatorio di Amsterdam, che ha vinto il primo premio e il premio speciale per la migliore esecuzione del brano contemporaneo al Concorso Internazionale Antonio Mormone 2025, conquistando la giuria con esecuzioni ricche di temperamento, virtuosismo e carisma.
Il concerto propone un percorso musicale originale attraverso la musica di due donne che hanno fatto la storia: in apertura la tedesca Emilie Mayer e in chiusura l’inglese Ethel Smyth. Si parte con l’Ouverture n. 2 in re magg. di Mayer, musicista premiata dalla regina Elisabetta di Prussia con la medaglia d’oro dell’Arte. In questo programma si offre il dovuto spazio a una compositrice che ci ha lasciato ben otto Sinfonie per orchestra, una quindicina di Ouverture, Lieder e moltissima musica per archi e per pianoforte e che, nonostante queste preziose opere, è caduta nell’oblio per oltre 100 anni.
Di Ethel Smyth viene eseguita la sua prima opera orchestrale, suonata al Crystal Palace nell’aprile del 1890: Serenade in re magg. Sebbene sia stata ben accolta da pubblico e critica, non fu eseguita spesso. Compositrice inglese rivoluzionaria del XIX secolo e paladina dei diritti delle donne, vanta un catalogo che abbraccia più generi compositivi. È stata una voce significativa dell’800 musicale britannico ed europeo. Arrestata perché attivista del movimento delle suffragette, durante la sua vita riceve il plauso della critica per la sua musica e per gli scritti autobiografici. Nel 1922 viene nominata Dame Commander of the Order of the British Empire per i suoi contributi musicali e letterari e nel 1926 riceve il dottorato in honoris causa dall’Università di Oxford. La sua opera The March of the Women (La Marcia delle Donne) diventò l’inno del movimento ed il grido di battaglia per il suffragio delle donne.
A queste due grandi protagoniste del XIX secolo europeo, la serata accosta il compositore russo più conosciuto a livello mondiale: Pëtr Il'ič Čajkovskij, con il Concerto per violino e orchestra in re magg., Op. 35, un monumento della letteratura concertistica. Composto in uno dei periodi più fecondi della sua creatività (1878), inizialmente viene accolto con freddezza, ma il Concerto negli anni conquista tutti i pubblici per l’inventiva melodica, l’orchestrazione, il lirismo intenso uniti alla poesia autentica. In più, offre al solista ampia occasione di far valere le sue capacità di virtuoso, contenendo passi fra i più difficili e spettacolari del violinismo post-paganiniano.