Musica e sport assoluti protagonisti della seconda serata di Overtime Festival che, per l’occasione, scende in campo con due stelle del rock e del giornalismo sportivo.
Nella splendida cornice dell’Overtime Green Square, allestita in piazza della Libertà, l’ex leader dei Timoria, Omar Pedrini, ha ripercorso le sue esperienze professionali e sportive al microfono di Pierluigi Pardo - una delle voci più iconiche del calcio, nonché grande amico di Overtime - dando vita a una piacevole e interessante chiacchierata moderata da Dario Ronzulli.
Un connubio, quello tra sport e musica, su cui già da diversi anni Overtime ha scelto di puntare con forza. “Uno degli obiettivi del Festival - spiega il direttore artistico Michele Spagnuolo - è quello di dimostrare come lo sport sia strettamente legato alla cultura e come il dialogo tra questi due universi, solo apparentemente distanti, possa rappresentare il punto di partenza di tanti progetti”.
D’altra parte, come dichiarato dallo stesso Pedrini, “lo sport e il rock salvano più vite di quanto si possa pensare”, con il cantautore bresciano che ha poi portato l’esempio della palestra popolare della sua città, sorta con il preciso scopo di tenere lontani i ragazzi dai pericoli della strada.
L’ormai celebre ironia di Pardo, di ritorno a Macerata per il quinto anno consecutivo, ha rappresentato l’ideale filo conduttore di una serata che ha contribuito a evidenziare i tanti punti di contatto tra questi due mondi. Come sostenuto da uno dei giornalisti sportivi più apprezzati nel panorama italiano, “la musica e il calcio sono accomunati dal grande coinvolgimento del pubblico, che non si limita ad essere semplice spettatore, bensì diventa esso stesso protagonista dello show”.
Tanti i temi trattati, gli aneddoti e gli spunti di riflessione emersi nel corso del dibattito, con i due mattatori della serata che hanno spaziato nel panorama sportivo e musicale globale, intrattenendo i numerosi appassionati che si sono dati appuntamento in una piazza della Libertà rigorosamente a tema green. Dalle prime volte allo stadio ai primi concerti, passando per i valori di sport come il calcio, la boxe, il ciclismo, il basket e il golf, fino ad arrivare al concetto di cultura sportiva tanto caro a Overtime e alla rivalità tra Brescia e Bergamo, le due città più colpite dalla recente emergenza sanitaria, che hanno saputo mettere da parte ogni campanilismo nel nome della solidarietà.
Da uno sport all’altro, ovviamente nel segno della musica: non poteva certo mancare l’occasione per deliziare la platea maceratese con le note di - tra le altre - “Sole spento”, storico successo dei Timoria, e di una toccante versione di “Wonderwall” degli Oasis, che ha saputo coinvolgere una platea incantata qualche minuto più tardi dallo spettacolo di videomapping andato in scena al termine dell’incontro.
Di seguito la fotogallery della serata, curata da Lucia Montecchiari:
E’ in programma per Domenica 11 ottobre alle ore 18.00 presso l’Auditorium Sant’Agostino di San Ginesio lo spettacolo dell’Associazione Compagnia del Recitar Cantando di Pesaro dal titolo “All’Amore” da” Il Trattato delle Passioni” per la divulgazione del repertorio barocco italiano.
Dopo Ancona, Macerata, Tolentino Macerata, Ferrara a Palazzo dei Diamanti e a Mantova al Festival Trame Sonore, la voce di Pamela Lucciarini e di Guido Barbieri per drammaturgia e narrazione, approderanno a San Ginesio con la poetica degli affetti nella musica italiana del Seicento.
Uno strano, persistente pregiudizio circonda ancora oggi la musica italiana del Seicento. Nella percezione comune è avvertita come “difficile”, complessa, astrusa, lontana dalla sensibilità del tempo presente. Questa diffusa diffidenza ha allontanato e allontana tuttora dai programmi dei teatri e delle sale da concerto musiche di infinita bellezza. Una vera ingiustizia. Il secolo XVII ha creato infatti i tesori forse più preziosi dell’intera storia della musica d’arte italiana. Il repertorio degli oratori, delle opere, dei duetti da camera, delle cantate a voce sola, dei tardi madrigali, dei mottetti, per non parlare delle forme strumentali e della loro stupefacente varietà, contiene pagine che ancora oggi stupiscono, commuovono, fanno spalancare gli occhi. Musiche vocali e strumentali in buona parte ancora da rivelare: almeno al pubblico indifferenziato della musica d’arte.
Una lacuna della quale non si avverte abbastanza la gravità: se le istituzioni culturali italiane dedicassero a questo repertorio un decimo delle risorse che lo Stato francese, ad esempio, ha investito per la riscoperta e la valorizzazione del Seicento parigino potremmo contare oggi su un patrimonio di musiche, di musicisti e di interpreti senza uguali nel mondo. In mancanza di una strategia culturale che parta dal “centro” sono le piccole associazioni musicali “di periferia” a dover svolgere in questo campo una funzione sussidiaria: difficile da praticare, ma indispensabile. Esiste infatti un formidabile anello di congiunzione tra la sensibilità antica e quella contemporanea, un vero e proprio chiasmo comune in grado di avvicinare i lembi di due culture, di due sistemi antropologici apparentemente inconciliabili. E questo ponte così prezioso si chiama “Teoria degli affetti”. Ridotta alla sua essenza è quel complesso, ma trasparente sistema di figure retoriche e poetiche attraverso le quali la musica rappresenta ciò che noi oggi chiamiamo familiarmente “sentimenti”. E che cosa c’è di più immediato, di più facilmente comprensibile del nostro universo emotivo, di quella rete di pulsioni, attrazioni, passioni che costituisce la radice dei nostri comportamenti affettivi? I nomi che noi diamo ai nostri “sentimenti” sono esattamente gli stessi che gli antichi davano agli “affetti”: Ira, Gioia, Tristezza, Furia, Malinconia, Dolore, Nostalgia, Speranza, Odio. Corrispondenze elementari che noi siamo perfettamente in grado di comprendere esercitando con finezza una dote di cui ognuno è in possesso: l’arte di ascoltare. In questo esercizio di conoscenza noi oggi siamo aiutati dalla funzione primaria che la musica degli affetti svolge tra Cinque e Seicento. Non solo rappresentare gli affetti, ma “muoverli”, come si diceva allora: ossia far vivere agli ascoltatori gli stessi medesimi sentimenti che parole e suoni mettono “in scena”. Un nuovo paradigma che insedia, in pieno Umanesimo, una inedita, rivoluzionaria relazione tra il compositore, l’interprete e l’ascoltatore: per la prima vola reso protagonista, quest’ultimo, del viaggio dell’ars musicae. Ognuno di noi, in tutti gli episodi dell’esistenza quotidiana, viene continuamente mosso dagli affetti più contrastanti: per comprendere la musica dei nostri antenati è sufficiente dunque lasciarsi muovere dagli stessi, medesimi affetti che essi stessi vivevano.
Per risvegliare gli affetti nascosti, o sopiti, nella musica vocale e strumentale del Seicento italiano occorre naturalmente adeguare gli strumenti della comunicazione alla sensibilità contemporanea. E guidare l’ascoltatore in una sorta di dizionario moderno degli affetti contenuti nella musica antica. Per questo motivo cercheremo di inserire ogni concerto in una cornice che comprenda innanzitutto – coerentemente con la poetica degli affetti – i sensi percettivi primari: la vista non meno che l’udito. Ogni concerto è immerso, o anche semplicemente accompagnato, da immagini fisse o in movimento che asseconderanno il ritmo e l’ambiente narrativo di ciascun brano o di una sequenza di brani. Ma cerchiamo anche di seguire la naturale, spontanea inclinazione della musica seicentesca alla rappresentazione degli affetti: ossia la sua prorompente, profonda teatralità. La danza e la parola e le altre arti della rappresentazione saranno dunque complementi ideali di ciascun concerto.
Il “trattato delle passioni” che vorremmo scrivere con la complicità degli spettatori è suddiviso in tre capitoli. Per imprimere una forma e una cadenza ai diversi concerti siamo risaliti ad una delle fonti riconosciute della teoria degli affetti, per quanto forse non la più “popolare”: le “Passioni dell’anima” di René Descartes, un piccolo trattato scritto esattamente a metà del secolo, nel 1649. In queste pagine Cartesio offre una classificazione “scientifica” delle passioni umane, suddividendole in primarie e secondarie e sostenendo che ogni azione umana è ispirata da un affetto dominante o dalla combinazione di più affetti. Gli affetti primari sono, per il grande filosofo francese, l’Ira, la Gioia, la Tristezza, l’Amore, la Meraviglia e il Desiderio.
Si accendono le luci in piazza della Libertà a Macerata (nell’occasione di verdi), per la prima serata di Overtime Festival giunto alla decima edizione.
Lo storytelling sportivo a 360 gradi – per dirla come il direttore della kermesse Michele Spagnuolo - vede come primo ospite l’attore Urs Althaus, per tutti l’Aristoteles de L’allenatore del pallone, Il cult movie con Lino Banfi.
Una piazza gremita, ieri sera, con la nuova Giunta, appena presentata dal nuovo sindaco Sandro Parcaroli, schierata quasi al completo. “Lo sport rappresenti la strada di salvezza, che i ragazzi intraprendano, mi auguro, per sfuggire dai canali della droga" - esordisce Parcaroli - .
Il tema scelto per questa edizione di Overtime è “Tempi”, parola chiave molto apprezzata dal rettore Unimc, Francesco Adornato, che afferma: “si lega non solo al risultato sportivo, ma anche ai tempi che viviamo”. "Lo sport, come metafora della vita, nel suo senso migliore” - continua il rettore. - .
Sul palco, giunge poi il momento della ”Iena dello sport”,Filippo Roma. “Ci vuole coraggio per mettere in piedi un festival così bello in un momento così difficile" - sottolinea - .
Poi la parola passa all’ospite principale della serata, l’attore Urs Althaus.
“Ancora oggi, quando vengo in vacanza in italia, la gente mi riconosce, la Longobarda rimarrà sempre la mia squadra del cuore". Il suo personaggio, Aristoteles rappresenta il campione, secondo solo a Platini e Maradona - commenta Filippo Roma", per un film (L'allenatore nel pallone), che grazie alla simpatia di Lino Banfi e ai temi trattati, diventa un cult che attraversa varie generazioni.
E oggi il festival prosegue con: Omar Pedrini, Alessandro Abbio, Nevio Scala, Pierluigi Pardo, Dario Ricci, Giammarco Menga, Dario Ronzulli e ben quattro anteprime nazionali per la seconda giornata di Overtime.
Fa Lento. Giacomo Puccini, il destino di un genio” è il titolo dello spettacolo di Radio Teatro presentato dal doppiatore Luca Violini, il soprano Rosa Sorice, accompagnata al pianoforte da Davide Caprari. La consulenza letteraria e musicale è di Paolo Logli, il disegno del suono e delle luci di Riccardo Vitali.
La performance avrà luogo sabato 10 ottobre 2020 alle ore 21,15, nel Teatro Apollo di Mogliano. L’Amministrazione comunale, sensibile alle sollecitazioni culturali, ha aderito a questa iniziativa nell’ambito del progetto MarcheInVita, lo spettacolo dal vivo per la rinascita dal sisma, in collaborazione con il Ministero per i Beni culturali , la Regione Marche e l’AMAT.
Il titolo dello spettacolo si riferisce al nomignolo “falento” con cui lo zio di Giacomo Puccini, Fortunato Magi, soleva chiamare il giovane pigro e indolente, “un fannullone senza talento”, che non amava seguire le orme familiari di compositore ecclesiastico, ma preferiva trascorrere il tempo con donne avvenenti, nelle locande al gioco. Lo spettacolo è un viaggio nella vita del compositore, attraversa i suoi sentimenti e i suoi amori che si riflettono nelle protagoniste delle sue Opere. Si passa anche attraverso la passione per i motori, le macchine sportive ed il lusso di cui Puccini amò circondarsi. Insomma un percorso emozionale da non perdere per comprendere al meglio il suo melodramma e la grandiosità che lo ha reso celebre come uno dei più rappresentativi compositori italiani.
L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria ai seguenti numeri: 335 5329539, 3205623974
Il consueto appuntamento di Penna San Giovanni, organizzato dall’Associazione Colucci, quest’anno compie diciotto anni e “inizia a camminare per il mondo con le sue gambe”. Così è stato salutato, nella giornata del 4 ottobre il Convegno “Dalla terra e dal lavoro dell’uomo” ideato e coordinato da Don Paolo Bascioni, presidente dell’Associazione Colucci, che quest’anno ha varcato i confini territoriali grazie alle nuove tecnologie, permettendo interventi da tutta Italia attraverso la piattaforma Zoom coordinata dall’Ingegnere Giacomo Sufferini.
Una sala gremita al di la di ogni più rosea aspettativa e diversi utenti collegati online hanno seguito con attenzione i diversi relatori.
Ad introdurre il convegno, dopo i saluti del sindaco Stefano Burocchi, è stato lo stesso Don Paolo raccontando come, dalla pubblicazione nel 2000 di un libro di riflessioni sull’attualità del messaggio di San Francesco per i giorni d’oggi, scaturì l’idea di organizzare un convegno sul tema:” dalla terra e dal lavoro dell’uomo”, ripetuto poi ogni anno con l’approfondimento di differenti prospettive, dal giuridico al filosofico, fino all’etico e al solidale. Il primo nell’anno 2003, trattò l’argomento: “La terra per la vita o la terra per il profitto?”. Quest’anno, 2020 per il diciottesimo convegno si è trattato della “Spiritualità della Terra”.
La prima relazione è stata affidata a Fra Giulio Criminesi, già Padre Superiore provinciale dei Frati minori cappuccini delle marche, il quale ha raccontato, con esempi di vita, la sua esperienza come formatore di giovani Frati: “alla base ci deve essere sempre il lavoro, uno stato di grazia da accogliere e vivere con gratitudine come mezzo di unità e fraternità”.
Con un breve saluto online il coordinatore dell’evento Roberto Brioschi, ruralista e ricercatore, ha introdotto la tematica e presentato gli altri interlocutori iniziando dal Prof. Carlo Alberto Graziani, docente universitario, in passato presidente del Parco dei Sibillini e membro del comitato Rodotà.
Il suo intervento ha fatto luce sul significato giuridico di proprietà della terra spaziando però sul contenuto teologico delle Sacre Scritture nelle quali si afferma che l’uomo deve soggiogare e dominare il suolo.
L’interpretazione però durante i secoli ne ha stravolto il senso, come ha ben specificato recentemente Papa Francesco: “l’uomo deve governare in modo corretto la fecondità, la terra deve essere coltivata, custodita e tutelata per garantire la fertilità anche alle generazioni future”.
Dal punto di vista giuridico la terra è vita, quindi non può essere posseduta, e anche se può sembrare una contraddizione, il suolo è soggetto a diritto di proprietà quando viene delimitato con confini e picchetti, ma su un piano ideale il diritto di proprietà non entra in contrasto con la natura di bene comune.
Lo scrittore, giurista e accademico italiano Ugo Mattei, in un’intervista registrata ha interpretato il pensiero anche politico di Papa Francesco che si sta nettamente schierando contro la globalizzazione, in favore della conservazione della vita sulla terra. Si tratta di una concezione della preservazione dei beni e delle specie contro l’idea del “qui e adesso”.
Il pensiero di Papa Bergoglio è stato richiamato anche durante l’intervento del giornalista scrittore Paolo Cacciari. sottolineando un ‘idea di economia rivoluzionaria, il Papa fa riferimento spesso agli insegnamenti dei suoi predecessori, ma fa un passo avanti tendando di cambiare la globalizzazione e ridefinire l’idea di progresso invece che cercare la massimizzazione del profitto, che non deve essere l’unico scopo. Inoltre sollecita i legislatori a riconoscere il reato di ECOCIDIO già condannato in sede ecclesiastica.
Le piccole realtà devono essere esempio di gestione di economie eque e solidali dove si gestisce in modo concreto il territorio, armonia, empatia e senso di comunità.
Stesso senso di comunità lo ha sottolineato Antonio Lo Bello, presidente del comitato “Fa la cosa Giusta Sicilia” associazione che promuove la costituzione di nuove economie per la gestione dei beni in modo efficace e legale, dove vengono valorizzate esperienze locali di economie trasformative in modo da rifondare il concetto di gestione del territorio e garantire spazi di convergenza, con collaborazioni tra diverse realtà al fine di favorire tutti e portare ad una crescita sociale. Una rete regionale che si muove sulla base di concetti semplici: il rispetto della vita; la conoscenza del suolo e delle risorse; la cura della terra e della persona e una equa condivisione dei frutti.
Domani 7 ottobre viene inaugurata la decima edizione di Overtime, il Festival nazionale del racconto e dell’etica sportiva, dedicata ai Tempi.
La prima giornata entra subito nel vivo con una coppia di ospiti che daranno vita a un incontro da non perdere, uno dei più attesi di quest’anno. La “iena” Filippo Roma, diventato famoso per le sue interviste scomode, raccontando fatti e misfatti della politica italiana, e per cui ha ricevuto premi giornalistici rilevanti tra cui il Premiolino, riconoscimento tra i più antichi e importanti del giornalismo italiano, intervista Urs Althaus - l’Aristoteles de "L’allenatore nel Pallone". Oltre a ricordare il film cult degli anni Ottanta, i due protagonisti, in anteprima nazionale, presentano alle 21 in piazza della Libertà il libro "Io, Aristoteles, il Negro Svizzero".
Ma il programma, in realtà, inizia dodici ora prima: alle 9 il primo appuntamento, riservato agli studenti dell’IIS Bramante-Pannaggi di Macerata, è alla Biblioteca Mozzi Borgetti con la proiezione e la premiazione dei cortometraggi e dei documentari sociali sullo sport nell’ambito della rassegna cinematografica Overtime Film Festival, con la presenza di registi e autori delle opere.
Altro incontro riservato agli studenti alle 11, anche se questa volta ai frequentanti dell’insegnamento di Sociologia della Comunicazione, corso di laurea in Scienze della Comunicazione, dell’Università di Macerata. Al cinema Italia c’è il dibattito "Lo sport e il suo storytelling come veicolo di comunicazione e coesione social" con la presentazione del libro "Coppi ultimo" di Marco Pastonesi e di Bartali. L’ultimo eroico di Giancarlo Brocci (L’Eroica). Introduce la prof.ssa Unimc Lucia D’Ambrosi con gli interventi di Valerio Calzolaio e del giornalista Stefano Vegliani.
Alle 15, al Giardinetto, partono le sfide tra i fornelli con "Chef in cattedra". A scuola di qualità in cucina, realizzate in collaborazione con Coop Alleanza 3.0, Tipicità e Banca Macerata Rugby. Lo chef Alessandro Campetella (Ristorancia) e il coordinatore dell’Accademia di Tipicità Luca Facchini mostrano come utilizzare le stesse materie prime per preparare piatti differenti. L’evento è riservato ai tesserati Banca Macerata Rugby.
Nel corso della giornata vengono inaugurate le due mostre del Festival: "MilanoTornaInCampo", un progetto a cura di Filippo Solibello al Centrale Plus e "1897. Juventus FC. Le storie" con le illustrazioni di Osvaldo Casanova da Koinè.
Chiusura alle 22 con uno spettacolo mozzafiato di videomapping, realizzato da Luca Agnani Studio e PlaymarcheSrl – Spin off dell’Università di Macerata. Grazie al supporto di Med Store e Pellegrini Garden, piazza della Libertà sarà trasformata in un bosco, in cui light design e videomapping daranno vita a un'installazione immersiva che spalancherà un gate sul futuro. La natura diventerà palcoscenico: il palcoscenico un paesaggio naturale, natura e tecnologia si fonderanno tra loro e al tessuto urbano. Green e sostenibilità saranno i protagonisti di un’esperienza emozionale collettiva che incanterà le serate del Festival. Valori cari a Overtime che sceglie, così, di celebrare la decima edizione facendo del suo verde iconico la cifra stilistica degli spazi.
Durante i giorni della manifestazione sarà allestita sempre in piazza della Libertà un’area dedicata alla mobilità sostenibile. Una cordata di imprenditori locali, coordinati da Fintel, permetterà a curiosi, ospiti del festival e turisti, di utilizzare e acquisire informazioni su biciclette elettriche e mezzi a metano.
Per maggiori info: https://overtimefestival.it/
Considerata dalla critica internazionale uno dei più eminenti rappresentanti del concertismo italiano, Marcella Crudeli da anni svolge una consolidata e intensa carriera con concerti in oltre ottanta paesi. Sarà protagonista al Politeama di Tolentino domenica 11 ottobre alle ore 18:00 con un concerto per pianoforte dedicato alle più belle pagine di D. Cimarosa, L.v. Beethoven e F. Chopin.
Formatasi alle grandi scuole di B. Seidlhofer, A. Cortot e C. Zecchi, Marcella Crudeli si è diplomata con il massimo dei voti, lode e menzione speciale al Conservatorio “G. Verdi” di Milano e alle Accademie di Salisburgo e di Vienna. Si è esibita in oltre ottanta paesi tanto come solista che come componente di importanti formazioni cameristiche, per conto dei maggiori enti concertistici (Piccola Scala di Milano, Wigmore Hall di Londra, Dalle Gaveau di Parigi, Teatro Real di Madrid, Chapelle du Bon Pasteur di Montreal, Accademia di S. Cecilia, Teatri Petruzzelli di Bari, Colon di Buenos Aires, Filarmoniche di S. Pietroburgo e Enescu di Bucarest, Sinfonica di Cape Town e molti altri) e radio televisivi e con le orchestre più prestigiose (Accademia S. Cecilia di Roma, Maggio Musicale Fiorentino, RAI di Torino, Scarlatti di Napoli, RadioTelevision Francaise, Kammerorchester di Amburgo, RIAS di Berlino, Teatro Verdi di Trieste, Sinfonica di Tel Aviv, Teatro Comunale di Genova, S. Carlo di Napoli, Sinfonica Siciliana, Taipei Metropolitan Symphony Orchestra, Orchestra Filarmonica di Bacau, Sinfoniche di Instanbul e di Brisbane e molte altre).
A conferma della posizione raggiunta in campo mondiale, le sono stati attribuiti diversi premi internazionali, tra i quali il Sagittario d’Oro, l’Adelaide Ristori, il Cimento d’Oro dell’Arte e della Cultura, il Palestrina, l’Europa, il Progetto Donna, il Francavilla, il Minerva, il Cimarosa, l’Oscar Capitolino e, per i suoi altissimi meriti artistici ed umanitari, ha inoltre ricevuto il premio Lions d’Oro e il Paul Harris tre rubini del Rotary International ed il premio “Una vita per lo strumento musicale”, conferitole dalla DISMA all’Università Bocconi di Milano.
È stata nominata Professore Emerito al Sakuyo College a Tsuyama (1993). È fondatrice e presidente dell’E.P.T.A. – Italy (Associazione Italiana Insegnanti di Pianoforte) e dell’Associazione “Fryderyk Chopin”, e del Concorso Pianistico Internazionale “Roma”, con il patrocinio, tra gli altri, della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. Il Presidente della Repubblica le ha conferito, nel 1999 l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, nel 2003 la Medaglia d’Oro e il Diploma di Prima Classe, riservati ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte e, nel 2007, l’onorificenza di Commendatore della Repubblica.
Tutti i concerti del Master Piano Festival Più sono sostenuti da Regione Marche - Assessorato Beni e Attività Culturali, MIBACT Direzione Generale Spettacolo, AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali, nell’ambito del progetto Marche InVita lo spettacolo dal vivo per la rinascita dal sisma.
I biglietti per il concerto saranno disponibili al Botteghino del Politeama, aperto tutti i giorni (escluso sabato e domenica) dalle 17.00 alle 20.00 e da tre ore prima di ciascun spettacolo. Biglietti disponibili anche online all’indirizzo http://www.liveticket.it/politeamatolentino. Il costo del biglietto è di 5 euro + prevendita, ingresso gratuito per i possessori della Friend Card.
Tutte le attività del Politeama si svolgono nel rispetto delle normative per il contrasto del Covid-19, quindi è necessaria la prenotazione.
Alla presenza del Sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini, dell'Assessore alla Cultura Tommaso Ruffini e del Consigliere Comunale Catia Mei, è stata inaugurata, presso la Fototeca "Bruno Grandinetti", la mostra fotografica “Cento anni con Karol” dedicata a San Giovanni Paolo II, in occasione del centenario della nascita del Papa polacco.
L’evento, promosso dal parroco della Parrocchia dei SS. Stefano e Giacomo, padre Michele Ardò in collaborazione col Fotoclub locale e con il patrocinio del Comune, ripercorre con oltre 90 foto i momenti più significativi non solo del pontificato di Giovanni Paolo II, ma anche dell’uomo Karol Wojtyla. "Un particolare ringraziamento va a Padre Michele Ardo', a Massimo Mei e a quanti hanno collaborato alla realizzazione dell'evento - ha detto il Sindaco Tartabini - invito a visitare la mostra con immagini suggestive di una persona che ha lasciato un segno indelebile nella storia con il suo esempio di fede e di vita". La mostra resterà aperta fino al 1 novembre nei giorni di sabato e domenica, dalle 18 alle 20. Nell'occasione il primo cittadino ha salutato Padre Michele per il lavoro svolto come parroco negli ultimi tre anni e che da metà ottobre lascerà la comunità di Potenza Picena per iniziare una nuova missione di apostolato in Sardegna.
Il 9 ottobre verrà presentato a partire dalle ore 21:15 al cinema teatro Politeama di Tolentino il prodotto cinematografico “Mnemo, quel che non avviene”, film di 45 minuti realizzato dal collettivo artistico fabrianese Microclima e diretto dal regista emergente Ruben Gagliardini, il quale all’età di vent’anni conta sulle spalle già di due mediometraggi inediti.
La “primissima” di Mnemo avverrà in due serate evento il 6 e 7 ottobre presso la multisala Movieland di Fabriano (città in cui sono girate tutte le scene) e successivamente giungerà con un nuovo incontro di cast e troupe al cinema di Politeama.
Il film è realizzato da cineamatori giovanissimi, under 30 della città marchigiana, che spinti dalla voglia di sperimentare un nuovo cinema diverso da ciò che propongono le piattaforme online e streaming, hanno deciso di lavorare con la mano “sinistra”, cioè eliminando o rivoluzionando il linguaggio usuale del format cinematografico comune e giungendo infine ad un prodotto senza una trama lineare e privo di un genere ben precisato.
“Mnemo, quel che non avviene” è thriller, è romantico, è surreale, è noir, è comico e cerca di distanziarsi da ogni etichetta classica. John, il protagonista di questo film, è un cacciatore diviso da molteplici scelte che in un modo o nell’altro lo faranno sentire libero e prigioniero allo stesso tempo: una storia su ciò che siamo e che potremmo essere.
Mnemo Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=BShYc5hxlTY
Sarà inaugurato mercoledì 7 ottobre alle ore 11 sotto il loggiato del palazzo Comunale di Recanati il progetto “In Domum” dell’artista Adinda-Putri Palma uno dei sette progetti vincitori del bando nazionale “Per chi crea”, promosso dal Mibact e gestito da Siae, presentato dall’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi di Macerata.
L’opera consiste in un volume ad arco autoportante che sovrasta un’apertura percorribile ed è costituita da una combinazione di materiali della bioedilizia come legno e paglia e dipinta con pitture industriali. Per la parte architettonica l’artista ha tenuto come riferimento le esperienze del Bauhaus (casa del costruire) e delle avanguardie storiche, mentre per la parte pittorica e ha creato un campionario “lottesco” dopo aver svolto una ricerca cromatica dei dipinti di Lorenzo Lotto, durante la visita dei musei marchigiani in cui sono conservati. Di grande ispirazione è stata l’Annunciazione conservata nel Museo di Villa Colloredo Mels di Recanati, dove l’arco è utilizzato dal grande artista veneto non solo come elemento scenografico ma come un dispositivo simbolico poiché proietta una circostanza soprannaturale all’interno dell’ambiente domestico della Vergine.
L’opera In Domum, chiamata anche “Arco della Rinascita”, è una rispostaresiliente a situazioni traumatiche come il sisma.“Nel 2016– spiega infatti l’artista - sono accaduti due fatti straordinari che hanno instillato in me la necessità di parlare dell’abitare e del vivere/fare casa con un progetto artistico. Un viaggio in bicicletta di 7000 Km attraverso l'Europa per tornare a casa nelle Marche e il terremoto che ha colpito il centro Italia nel 2016. Con questo lavoro vorrei mettere in moto una riflessione sulla cultura dell’abitare ed il concetto di casa rapportata al contesto post-sisma delle Marche offrendo spunti per un percorso costruttivo alternativo”.
Nella suggestiva scenografia della Cappella dei Contadini di Potenza Picena, il saluto dell’Assessore ai Lavori Pubblici Luisa Isidori ha aperto la stagione 2020 del Mugellini Festival con il concerto inaugurale della grande pianista Mariangela Vacatello pluripremiata nel mondo e tra le più belle espressioni del pianismo italiano che ha incantato il pubblico del Festival con un memorabile concerto.
Mariangela Vacatello ha dato saggio della sua meravigliosa arte attraverso un repertorio di tre grandi compositori che nei brani scelti abbracciano tutto l’800 pianistico: dal Beethoven ultimo primissimo ‘800, al massimo del romanticismo in Schumann e ad un tardo romanticismo nel virtuosismo di Balakjrev, introdotti dal musicologo Nicolò Rizzi.
Sottotitolo generale del concerto “Fantasie”, la Vacatello ha infatti eseguito con grande maestria di Beethoven la sonata Quasi una fantasia op. 27 n. 2 anche detta Al chiaro di Luna, di Schumann le otto fantasie Kreisleriana, op. 16 e di Balakirev la fantasia orientale.
“Amo moltissimo il repertorio ottocentesco che per il pianoforte è stato fondamentale – ha detto in un intervista Mariangela Vacatello - nello stesso tempo mi piace moltissimo anche il repertorio del 900 che ha curato tanto la qualità del suono, la diversità di timbriche, infatti tra qualche settimana sarò al Teatro della scala per un recital e suonerò anche tre nuove composizione di autori viventi che hanno scritto per me, scrittura pianistica interessante di tre mondi totalmente diversi.”
Al Mugellini Festival la Musica e le Arti Visive si sposano negli eventi, la doppia direzione artistica del Maestro Lorenzo Di Bella e dell’artista Mauro Mazziero di cui il festival si fregia, genera una rara simbiosi tra musica e arti visive e a completare la sezione visiva dell’appuntamento inaugurale in esposizione lo storico bozzetto del film “Prova d’orchestra” di Dante Ferretti, scenografo maceratese di fama internazionale con tre Premi Oscar alle spalle.
Capolavoro assoluto della storia del Cinema, “Prova d’orchestra” del 1979 sancisce l’inizio della collaborazione ufficiale della filmografia tra Dante Ferretti e Federico Fellini, a cui seguirà “La citta delle donne”, “E la nave va”, ”Ginger e Fred” e “La voce della Luna”.
“Lo scenografo è colui che da forma all’immaginario del regista – ha raccontato lo scrittore e biografo di Dante Ferretti David Miliozzi - e Federico Fellini dopo aver incontrato Ferretti ha sempre voluto sempre lavorare con lui. Come poi è successo anche ad altri registi come Pier Paolo Pasolini e in questi tempi Martin Scorzese. Dante Ferretti è lo scenografo che qualunque regista vorrebbe vicino a se.”
Il Mugellini Festival prosegue sabato prossimo 10 ottobre alla Cappella dei Contadini di Potenza Picena con un viaggio nel mondo della parola proposto del celebre giornalista Rai e storyteller Luca Pagliari con “Bruno Mugellini prove libere per un mondo migliore” Affascinato dalla figura di Bruno Mugellini, Luca Pagliari la racconterà a suo modo accompagnato dal giovane violinista Ares Midiri e dalla mostra di pittura di Michele Carbonari.
Sarà possibile seguire la serata del 10 ottobre prossimo nella diretta streaming sulla pagina Facebook del Mugellini Festival.
Overtime Festival festeggia il suo primo decennale, anche se il 2020 verrà sicuramente ricordato come l’anno del Covid, il Festival Nazionale del racconto e dell’etica sportiva mette da parte la criticità e colleziona un cartellone degno di questa edizione così importante.
Alla conferenza stampa di presentazione ha presenziato anche il Sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, che ha dichiarato: “Dieci anni di Overtime sono una cosa fantastica, è fantastico essere qui ed avere Overtime in questi giorni qui a Macerata perché lo sport ed il giornalismo sportivo sono una bellissima cosa per questa città”.
Il Sindaco ha inoltre affermato di credere molto nello “sport per tutte le persone che si avvicinano, ma soprattutto per i giovani, perché io credo che potremmo debellare queste cose cattive come per esempio le droghe tra i giovani proprio attraverso lo sport. Fa vivere insieme, fa lavorare insieme, fa soffrire insieme e quindi è una preparazione per il futuro”.
In conclusione il Sindaco Parcaroli ha precisato che, finchè ci sarà lui “starò molto vicino a questa manifestazione”.
Numerosi saranno i protagonisti che, dal 7 all’ 11 ottobre, arriveranno in città: Piff, Federico Buffa, Antonio Cabrini, Cristiano Militello, Filippo Roma, UrsAlthaus – Aristoteles de “L’ allenatore nel Pallone”- Marco Ardemagni, Filippo Solibello, Omar Pedrini, Riccardo Zampagna, Alberto Cova, Nevio Scala, Alessandro Abbio e Pierluigi Pardo.
La città quindi sarà di nuovo la capitale dello sport con il tema conduttore dal titolo “Tempi”. Impegno, disciplina, sfida, benessere e sostenibilità come di consueto al centro degli eventi che saranno tutti ad ingresso gratuito.
Il luogo di principale rilievo per il Festival sarà Piazza della Libertà dove, ogni sera a partire dalle 22, avranno luogo gli appuntamenti clou e spettacoli mozzafiato di videomapping in collaborazione con Med Store, Pellegrini Garden e Playmarche srl (spin off dell’ Università di Macerata). La piazza verrà trasformata in bosco, light design e videomapping formeranno un’ installazione immersiva che spalancherà un gate sul futuro, natura e tecnologia quindi si fonderanno tra loro ed anche con il tessuto urbano. Green e sostenibilità sono valori molto cari all’ Overtime Festival che sceglie di celebrare questo decimo appuntamento facendo del “verde” iconico la cifra stilistica degli spazi.
Rimanendo in tema di green e sostenibilità, durante il periodo del festival, in piazza della Libertà verrà allestita un’area dedicata alla mobilità sostenibile. Gli imprenditori locali permetteranno ai curiosi di utilizzare ed acquisire informazioni su bici elettriche e mezzi a metano.
Saranno invece 2 le mostre in programma durante i 5 giorni di festival: la prima al Centrale Plus con “Milano Torna In Campo” a cura di Filippo Solibello mentre la seconda da Koinè, “1987 Juventus FC. Le Storie” con le illustrazioni di Osvaldo Casanova.
Non mancheranno gli storici amici del festival come Valerio Calzolaio e Nazareno Rocchetti e le grandi firme dello sport: Dario Ricci, Angelo Carotenuto, Dario Ronzulli, Giammarco Menga e Daniela Calisti impegnati nel convegno “Lo sport nella comunicazione del web, della radio e della televisione”. Saranno presenti inoltre: Marco Pastonesi, Gigi Riva, Giancarlo Brocci, Gerardo De Vito, Pietro Pisaneschi, Alberto Facchinetti, Furio Zara, Claudio Arrigoni, Gianluca Mazzini, Fulvio Paglialunga, Luca Leone, Sandro Bonvissuto, Nicola Calzaretta, Stefano Vegliani, Piero Trellini e Marta Elena Casanova.
Con l’avvio di questa decima edizione è stata anche consolidata la collaborazione con l’Università di Macerata, grazie al convegno intitolato “Lo sport e il suo storytelling come veicolo di comunicazione e di coesione sociale”.
Overtime Festival è stato scelto per essere la vetrina di 7 anteprime nazionali: la presentazione del progetto europeo “GEOpard” con i suoi progettisti Chiara Spinato e Luca Verrascina ( Fidal ) ed i 6 libri “Io, Aristoteles, il Negro Svizzero” e “Il tiro da quattro. Storia di un anno irrepetibile a Basket City” di Dario Ronzulli, “Geografia sportiva del Nordamerica. La geografia sulle magliette” di Simone Betti, “Quattro a tre” di Roberto Brambilla e Alberto Facchinetti, “Le canaglie” di Angelo Carotenuto ed in ultimo “1987. Juventus FC. Le Storie” tra i cui autori c’è Andrea De Benedetti che sarà ospite a Macerata.
Il Festival pone molta attenzione anche allo sport paralimpico e, per questo, venerdì 9 ottobre ci sarà un appuntamento dedicato con protagonista il giornalista Claudio Arrigoni e Luca Panichi lo “scalatore in carrozzina”. L’evento verrà svolto in collaborazione con il Dipartimento Dipendenze Patologiche Asur Marche Area Vasta 3.
Altro convegno in programma è dedicato agli avvocati ed è intitolato “Sport e GDPR on line ed off line”, saranno presenti gli avvocati Maria Cristina Ottavianoni, Francesco Gradozzi e Federica De Stefani, il professor Simone Calzonaio (UniMC) e la giornalista Alessandra Ortenzi. L’appuntamento “Corsa e Cammini: amatori e professionisti a confronto” vedrà la presenza di Claudio Bagnasco, Gastone Breccia, Saverio Fattori, Marco Patucchi, Cesare Picco, Renato Vita e Simonetta Barucca. Sarà inoltre organizzato, da Banca Macerata Rugby, il 4° torneo dell’ “OvertimeOld Rugby”.
La sana alimentazione e l’enogastronomia verranno messe in luce con Tipicità e Coop Adriatica 3.0 con la presenza della dott.ssa Simona De Introna ed i rinomati chef Alessandro Campetella, Luca Facchini ed Enrico Mazzaroni.
Come ogni anno, Overtime Festival, sarà l’occasione perfetta per raccontare Macerata ed il territorio marchigiano attraverso eventi gastronomici e degustazioni curati da MyMarca, dalla vineria Koinè, da Hops & Hope, da Centrale.eat e Centrale Plus.
Inoltre è stata rinnovata la collaborazione con la Società Filarmonica Drammatica che ospiterà alcuni dei convegni, il che sarà anche un’occasione per ammirare il teatro, il foyer ed una vasta biblioteca che comprende 1200 volumi.
Data l’emergenza Covid ancora in corso e quindi per favorire la sicurezza di tutti i partecipanti, gli organizzatori di Overtime Festival hanno promosso l’Overtime Pass e l’Overtime Donor Pass. Il primo, con un costo di 50 euro, offre la possibilità di avere un posto riservato (previa conferma nel rispetto della normativa anti Covid) agli appuntamenti serali del festival ed un regalo di benvenuto. Con il secondo invece si riceveranno benefici in più come l’invito alla conferenza stampa di presentazione del Festival, la citazione nei comunicati stampa, menzione nelle pubblicazioni a stampa e digitali e l’aperitivo con Pierluigi Pardo. Info: segreteria@overtimefestival.it .
Overtime è un’idea di Pindaro Sports & Events, in collaborazione con Regione Marche, Comune di Macerata, Provincia di Macerata, UniMc, Coni Marche, CIP Marche, Panathlon International Club, Società Filarmonica Drammatica e con il patrocinio di Rai Radio 1, TGR e l’Ordine degli Avvocati di Macerata.
Musica e fotografia unite nel nome di Carlo Balelli. Non nuovo a eventi del genere, il Centro Studi Carlo Balelli per la storia della fotografia promuove un concerto di musica sacra per domenica 4 ottobre all'ex Ospizio dei Pellegrini dell'Abbadia di Fiastra. L'evento si inserisce all'interno del contesto della mostra "Carlo Balelli e il lavoro nel primo Novecento.
Una storia fotografica" allestita negli stessi locali dell'Abbadia di Fiastra dall'Istituzione culturale maceratese grazie al fondamentale contributo e supporto della Fondazione Carima e della sua presidente Rosaria Del Balzo Ruiti. Nel dettaglio, a partire dalle 18.45, durante il concerto saranno eseguite musiche di Bizet, Charpentier, Durante, Frank, Haendel, B. Marcello e Rossini. Protagoniste le performance del basso Massimiliano Fiorani, dei tenori Massimiliano Luciani e Giuseppe Trivellini, di Stefano Moro alla tromba, Simone Settimi all'euphonium e Cristina Picozzi all'organo. Trivellini, tra l'altro, è curatore della mostra fotografica insieme a Emanuela Balelli, presidente dell'omonimo centro studi ed erede del patrimonio fotografico familiare, e a Nicola Di Monte. Le 150 fotografie esposte provengono, in particolare, dagli archivi delle Biblioteche Statale e Comunale di Macerata e dalla stessa collezione privata della famiglia Balelli. L'appuntamento musicale in programma domenica 4 ottobre alle 18.45 con ingresso gratuito sarà invece realizzato in collaborazione con l'Associazione Musica e Territorio e gli Amici della Musica di Urbisaglia. La mostra, inaugurata lo scorso 12 settembre, resterà aperta, altresì, fino al 10 gennaio e sarà visitabile il sabato e la domenica con orari 10-13 e 15-18 rivolgendosi a Meridiana Esperience.
Il progetto “Insieme per gli Altri” dell’Orchestra di Fiati Città di Macerata continua anche nel mese di ottobre con altri tre concerti, sempre con ingresso gratuito, per favorire le numerose associazioni benefiche presenti sul territorio maceratese. L’orchestra, consapevole che “l’arte del beneficiare è più importante d’ogni arte bella” ha fin da subito fatto una scelta etica di aiuto solidale e concreto.
Si inizia domenica 4 ottobre alle ore 17.00, nella splendida Basilica di San Venanzio di Camerino in favore della locale associazione “Azione Cattolica”. Sabato 10 ottobre alle ore 21.00 presso il Teatro Piermarini di Matelica in favore dell’”AFAM Alzheimer Uniti Marche ONLUS”. Domenica 25 ottobre alle ore 16:30 presso la Piazza Umberto I° di Colmurano in favore della locale sezione dell’”AVIS”.
Nonostante la particolare e delicata situazione dovuta all’epidemia da Covid-19 che richiede una particolare attenzione e sempre nel rispetto delle attuali restrizioni proprio per scongiurare il diffondersi del virus, l’Orchestra di fiati Città di Macerata sposa la causa della solidarietà anche per cercare di lanciare un segnale di “normalità” e “speranza”.
L’Orchestra, diretta dal Maestro Andrea Mennichelli, seppur con un organico ridotto a circa 35 elementi, proprio per rispettare le attuali prescrizioni ministeriali, è ben contenta di poter proporre un ricco repertorio musicale. Un importante impegno verso la solidarietà che vede la sua realizzazione grazie al coinvolgimento e sostegno di sensibili imprenditori, unitamente ai quali è stato possibile raggiungere numerosi obiettivi finalizzati.
Per questo motivo il direttivo dell’Orchestra di Fiati Città di Macerata rivolge un sentito ringraziamento a tutte le associazioni di volontariato che hanno aderito al progetto e grande riconoscenza alle aziende: Ing. Gabriele Miccini per Giessegi di Appignano, Ing. Yurek Mosiwicz e Dott. Angelo Calabrese per Tenute Murola di Urbisaglia, Sandro Parcaroli per Med Store di Piediripa di Macerata, Adriano Foglia per Aesse Forniture di Appignano, Fabio Fiorani per F.I.NA. di Appignano, Gianluca Gasparrini per Mondo Infissi di Appignano, Mascia Orioli per Dormirbene di Appignano, Luca Buldorini per il Centro Funerario di Macerata, Sauro Carbonetti per Arredogiò di Montecassiano, Pierluigi Giampieri per Giampieri di Appignano, Nando Ottavi per Simonelli Group di Belforte del Chienti, Francesco Pellerino per Logichem di Appignano e Enzo Marinacci per Grafiche Fioroni di Casette d’Ete.
Tutti le notizie relative ai prossimi appuntamenti, nonché video e foto sono presenti sulla pagina facebook “Orchestra fiati Macerata”.
Renato Zero, Marco Masini, Serena Autieri, Giovanni Caccamo, Andrea Griminelli, Anastasija Petryshak, Andrea Paris, Carlo Bernini e Ilaria della Bidia, un palco di stelle si sono esibite al fianco di Andrea Bocelli che, dopo le scuole di Sarnano e di Muccia, ha oggi messo la firma, o meglio la "voce", sul suo terzo grande progetto all'interno cratere del sisma del 2016: l'Accademia della Musica di Camerino.
Una giornata inziata dal pranzo nella splendida cornice del Relais Villa Fornari alle quale hanno partecipato anche personaggi delle istituzioni tra i quali S.E. Mons. Francesco Massara, arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, Claudio Pettinari, rettore Unicam, Giovanni Legnini, Commissario Straordinario per la Ricostruzione e il Sindaco della città ducale Sandro Sborgia.
Alle 15.30, nello spazio antistante l’Accademia, sempre nel rispetto delle normative di sicurezza e trasmessa su maxischermo, ha avuto luogo la cerimonia d’inaugurazione del nuovo edificio: un Palazzo della musica di oltre 700 metri quadrati per 160 studenti, che si presenta come costruzione moderna, luminosa e accattivante (firmata dallo studio Alvisi Kirimoto con Harcome), innalzata dalla Andrea Bocelli Foundation sul terreno messo a disposizione dall’amministrazione comunale, sito di fronte al nuovo campus universitario.
Insieme a Veronica Berti (Vice Presidente ABF) e Laura Biancalani (Direttore Generale ABF), anche il Presidente ABF, Stefano Aversa, ha rimarcato la soddisfazione per l’impegno rispettato, nei confronti di una comunità storicamente legata all’arte, alla musica e alla bellezza: un centro culturale e artistico forte di una tradizione universitaria che lo vede attivo da quasi settecento anni.
Dopo il taglio del nastro, si è svolto il concerto del Maestro assieme agli ospiti presenti, accompagnati dai 40 giovani strumentisti dell’Orchestra di fiati dell’Accademia. Un tripudio di applausi ha seguito l’interpretazione di Andrea Bocelli dell’aria “Ah, tout est bien finí... Ô, Souverain” da “Le Cid” di Massenet, pagina di intensa spiritualità e di grandi emozioni. Festosamente accolte anche le esibizioni del flautista Andrea Griminelli, della cantante e attrice Serena Autieri, della violinista Anastasiya Petryshak, accompagnati al pianoforte da Carlo Bernini. Gran finale con Renato Zero, Marco Masini, Giovanni Caccamo e Ilaria della Bidia, che hanno raggiunto il palco unendosi ai colleghi per intonare “Con te partirò”, e, per concludere, la voce del fondatore che ha regalato il celeberrimo “Nessun dorma” pucciniano.
L'inaugurazione della nuova Accademia della musica è stata anche l'occasione per celebrare i 70 anni di Renato Zero compiuti ieri. L'artista romano ha partecipato all'evento e una volta sul palco è stata fatta partire la canzone "Tanti auguri a te" per omaggiare il compleanno di Zero e come segno di buono auspicio per il futuro dell'Accademia. Renato Zero non ha cantato nessuno dei suoi brani più celebri ma si è unito al maestro Andrea Bocelli al momento di intonare l'Inno di Mameli insieme agli altri artisti intervenuti.
Il progetto, a intervento diretto di ABF, è stato realizzato in concerto con il Commissario Straordinario del Governo Italiano per la Ricostruzione, USR Regione Marche e Comune di Camerino, così incarnando un esempio virtuoso di cooperazione tra Pubblico e Privato: laddove si uniscono le forze, si può pervenire ad esiti grandemente utili alla collettività, in grado di dare soluzione a problemi cogenti ed importanti prospettive di futuro.
Sabato 3 ottobre, alle ore 17:30, si terrà l'inaugurazione della mostra "Folon Manifesti" presso il Museo Magma di Civitanova Alta. Carta Canta sarà l'associazione che gestirà i nuovi spazi museali.
Per lo scoprimento della targa è stata organizzata una semplice cerimonia nel rispetto delle norme anticontagio, che vedrà la presenza di Vittoria Casa, Presidente della Commissione Cultura Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche, Fabrizio Ciarapica, Sindaco di Civitanova Marche, Pierpaolo Borroni, Consigliere regionale, e la deputata Mirella Emiliozzi.
Enrico Lattanzi, patron del festival Carta Canta, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'evento, ha rivolto un ringraziamento speciale anche a Francesco Micucci, promotore della legge regionale che ha consentito la realizzazione del suo progetto, all'ex sindaco Corvatta ed "ultimo ma non meno importante", ad Erminio Marinelli, il primo sindaco civitanovese grazie al quale fu avviato Carta Canta.
Una mostra, "Carta Canta con le Marche per il mondo", ne ricorderà i 23 anni dalla prima edizione. L'appuntamento è per il prossimo 9 ottobre presso i locali del Lido Cluana. La mostra rimarrà aperta sino al 16 ottobre.
Il 25 ottobre, si terrà invece la premiazione del concorso Giallo Carta presso gli spazi multimediali di San Francesco, che vede solitamente prendere parte più di 100 scrittori da tutta Italia.
Lattanzi afferma con amarezza che quest'anno per l'iniziativa "non si è potuta realizzare la parte più interessante del programma, quella del rapporto con le scuole: ogni anno, infatti, vengono svolti laboratori di scrittura, lettura, drammatizzazione teatrale, e disegno nelle scuole di Civitanova Marche, Montecosaro, Sant'Elpidio a Mare, Porto S. Elpidio e Monte Urano".
Tra le opere esposte alla mostra del 3 ottobre vi saranno quelle di una grande artista grafica di fama mondiale, Francesca Ballarini, autrice del logo di Giallo Carta, e Walter Sardonini, autore del manifesto della mostra di Carta Canta.
Dopo aver ringraziato Andrea Rauch, curatore della mostra, Lattanzi cita con particolare attenzione gli sponsor che hanno finanziato questo progetto.
Il Sindaco Ciarapica si mostra soddisfatto e convinto del fatto che questo museo, in quanto primo museo italiano del manifesto, contibuirà ad una crescita culturale ed economica della città.
" La caratteristica di queste nostre iniziative" spiega Lattanzi "è che di ogni iniziativa produciamo un catalogo. Fare manifesti implica un lavoro, uno sforzo di costruzione e di progettazione della mostra, e soprattutto di memoria per la città. Tutti i nostri cataloghi si possono trovare nei maggiori musei del mondo, dal Moma di New York al Centre Pompidou a Parigi".
Perno dell'esposizione sono le illustrazioni dell'artista belga Jean Michel Folon. Folon è famoso in tutto il mondo per aver scoperto e tramandato l'uso dell' acquerello nei manifesti. Ha lavorato molto per festival, concerti, mostre, grandi eventi, diffondendo la tecnica del manifesto al livello mondiale, dopo Milton Glaser. La potenza del suo acquarello supera l'aggressività di altre immagini e comunica in piena tranquillità la sostanza del suo messaggio. Un evento imperdibile.
Una grande cerimonia ha fatto da sfondo quest'oggi all'inaugurazione della nuova Accademia della Musica di Camerino. Una cerimonia impreziosita da tanti nomi eccellenti che, insieme al Maestro Andrea Bocelli, hanno regalato ai presenti un memorabile battesimo in musica.
Dopo le scuole di Sarnano e di Muccia, anche il terzo grande progetto firmato dalla Andrea Bocelli Foundation nel cratere del sisma del 2016 è giunto a compimento. Poco meno di due milioni di investimento, per un’ulteriore scommessa filantropica: terminarlo in meno di 150 giorni di cantiere, nonostante la complessità di un anno segnato dal lockdown.
Andrea Bocelli, Fondatore della Andrea Bocelli Foundation ha commentato: "Sono orgoglioso di questo momento importante per la città di Camerino. Spero che la nuova Accademia Musicale dia un forte incoraggiamento ad una comunità che ha sofferto tanto; un momento di speranza e di ripartenza soprattutto per i 160 ragazzi che da prossima settimana frequenteranno questa scuola e godere della bellezza della musica".
"Questa terra mi è particolarmente cara - ha aggiunto -. Ha dato i natali a cantanti tra i più importanti nella storia del canto, a cominciare da Beniamino Gigli, nonché a mia moglie, Veronica. Il terremoto aveva devastato questo territorio e il suo cuore. Ci siamo messi in gioco e abbiamo realizzato l'Accademia in 150 giorni lavorativi: quello che sembrava impossibile, è diventato possibile. Un'opera come questa è l'emblema del volere è potere".
Insieme a Veronica Berti (Vice Presidente ABF) e Laura Biancalani (Direttore Generale ABF), anche il Presidente ABF, Stefano Aversa, ha rimarcato la soddisfazione per l’impegno rispettato, nei confronti di una comunità storicamente legata all’arte, alla musica e alla bellezza: un centro culturale e artistico forte di una tradizione universitaria che lo vede attivo da quasi settecento anni.
"Si tratta di una struttura che consentirà ai nostri ragazzi di poter crescere e potersi formare, aprendo l'animo alla bellezza della musica - ha sottolineato il sindaco Sandro Sborgia durante la cerimonia di inaugurazione -. Un grande grazie alla Fondazione Andrea Bocelli: Camerino ha un debito di gratitudine eterno nei loro confronti".
"Il mio impegno è quello di riaccendere il centro storico di Camerino - ha aggiunto il commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini -, per troppo tempo rimasto spento e martoriato. Entro questo mese il percorso avviato, sarà concluso - promette -. Già oggi abbiamo stabilito un primo appuntamento con il Vescovo, il Sindaco e il Rettore per realizzare quanto abbiamo programmato".
Prima della grande cerimonia avvenuta nel piazzale esterno della nuova Accademia della Musica, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia aveva ricevuto dalle mani del presidente della Fondazione Andrea Bocelli, Stefano Aversa, i documenti che attestano nero su bianco la donazione della struttura al Comune. Un passaggio di consegne accompagnato dalle note del Maestro Bocelli al pianoforte. Un momento toccante e indimenticabile.
Dopo il taglio del nastro, si è quindi svolto il concerto del Maestro assieme agli ospiti presenti, accompagnati dai 40 giovani strumentisti dell’Orchestra di fiati dell’Accademia.
Un tripudio di applausi ha seguito l’interpretazione di Andrea Bocelli dell’aria “Ah, tout est bien finí... Ô, Souverain” da “Le Cid” di Massenet, pagina di intensa spiritualità e di grandi emozioni. Festosamente accolte anche le esibizioni del flautista Andrea Griminelli, della cantante e attrice Serena Autieri, della violinista Anastasiya Petryshak, accompagnati al pianoforte da Carlo Bernini.
Gran finale con Renato Zero, Marco Masini, Giovanni Caccamo e Ilaria della Bidia, che hanno raggiunto il palco unendosi ai colleghi per intonare “Con te partirò”, e, per concludere, la voce del fondatore che ha regalato il celeberrimo “Nessun dorma” pucciniano.
La nuova Accademia, intitolata per volontà di Andrea Bocelli a Franco Corelli, grande collega marchigiano che del tenore toscano è stato maestro ed amico, svolgerà un ruolo centrale rispetto alle attività di educazione e produzione musicale, a beneficio della comunità locale e non solo.
Ha cambiato le sorti del campionato, portando la sua squadra a una salvezza insperata. Era la Longobarda, la mitica squadra allenata da Lino Banfi nella storica commedia L’allenatore nel Pallone.
Lui è Aristoteles, il bomber di Oronzo Canà. Urs Althaus, il suo vero nome, è il primo ospite annunciato da Overtime Festival, che quest’anno celebra il suo decennale, all’insegna del tema conduttore Tempi. È stato uno dei modelli più richiesti dell’alta moda (Klein, Valentino, Armani), nonché il primo uomo di colore a posare per il mensile GQ; dopo aver frequentato l’Actor’s Studio a New York, si è trasferito in Italia dove ha iniziato la sua carriera di attore.
Ad Overtime 2020 presenta in anteprima nazionale, giovedì 7 ottobre in piazza della Libertà alle 21.15, il libro Io, Aristoteles, il Negro Svizzero. Althaus viene intervistato per l’occasione da un altro celebre ospite, Filippo Roma, inviato di punta e conduttore della trasmissione Le Iene, distintosi per servizi di stampo giornalistico su temi importanti e delicati, alternati ad altri leggeri e divertenti, di puro intrattenimento.
La decima edizione cala così subito il primo asso, in attesa della presentazione ufficiale del cartellone che avverrà sabato 3 ottobre.
Tutti gli eventi sono, come sempre, ad ingresso gratuito, ma gli organizzatori hanno promosso, per questa edizione condizionata dalle misure restrittive anti contagio, l’Overtime Pass e l’Overtime Donor Pass per avere la possibilità di essere in prima fila e vivere il Festival e gli appuntamenti preferiti in sicurezza.
Con il primo, al costo di 50 euro, si riceverà un regalo di benvenuto e la certezza di un posto riservato (previa conferma nel rispetto della normativa Covid) agli appuntamenti serali del Festival (dalle ore 19 in poi). Con il Donor Pass, si riceveranno in più altri benefici, quali l’invito alla conferenza stampa di presentazione del Festival e la citazione nei comunicati stampa, la menzione nelle pubblicazioni a stampa e digitali di #OvertimeFestival e l’aperitivo esclusivo con Pierluigi Pardo. Per chi volesse sottoscrivere uno dei due pass, info: segreteria@overtimefestival.it.
Contram S.p.A., per il secondo anno consecutivo, aderisce alla quarta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, che quest’anno si terrà dal 22 settembre all’8 ottobre. Il Festival dello Sviluppo Sostenibile è organizzato da ASVIS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ed è “la più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare cittadini, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale, e realizzare un cambiamento culturale e politico che consenta all’Italia di attuare l’Agenda 2030 dell'Onu e i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile”.
L’iniziativa, quest’anno in collaborazione con l’Università di Camerino, con i Licei e gli Istituti Tecnici, con il Comune di Camerino e altre istituzioni, si inserisce nell’ambito del “Goal 11 Città e comunità sostenibili” per rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili al fine di “fornire l'accesso a sistemi di trasporto sicuri, sostenibili, e convenienti per tutti, migliorare la sicurezza stradale, in particolare ampliando i mezzi pubblici, con particolare attenzione alle esigenze di chi è in situazioni vulnerabili, alle donne, ai bambini, alle persone con disabilità e agli anziani”.
Sabato 3 ottobre nella cornice del Sottocorte Village, dinanzi ad una platea di giovani delle scuole superiori di Camerino, verranno affrontati i temi delle energie rinnovabili, delle nuove tecnologie e di uno sviluppo sostenibile applicato al settore della mobilità e trasporto.
All’evento interverranno come relatori, oltre al Presidente della Contram S.p.A., Dott. Stefano Belardinelli, anche il Rettore dell’Università di Camerino, Prof. Claudio Pettinari, il Presidente di Istambiente s.r.l., Spin Off di Unicam, Ing. Stelvio Calafiore e il dirigente della Contram S.p.A., Dott. Alessandro Campanelli.
Sarà, inoltre, presente il Prof. Corrado Di Nicola che mostrerà ai ragazzi presenti alcune attività e performance scientifiche e chiuderà la mattina un’esibizione di bike trial.
Una prima Conviviale attesa da tempo quella del panathlon Club Macerata di domenica 27 settembre al parco Hotel di pollenza dove si è consumato l’esordio da Presidente per Michele Spagnuolo. Al suo tavolo hanno trovato posto il neo eletto Sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, Francesca D’Alessandro, donna più votata alle appena concluse elezioni, Fabio Luna, presidente CONI Marche, Stefano Ripanti, anch’egli neo eletto come Vice Governatore Area 5 Panathlon e un ospite d‘eccezione: Marino Bartoletti.
Reduce dal successo di pubblico ottenuto poche ore prima nel bellissimo teatro Verdi di Pollenza nell’ambito dell’anteprima di Overtime Festival – festival del racconto, dell’etica, e del giornalismo sportivo – il romagnolo ha incantato con i suoi racconti gli oltre 60 panathleti presenti alla cena.
Una serata che ha consentito al neo Presidente di accogliere tre nuovi soci – Paola Azzacconi, Francesco Animento e Paolo Principi – e di ufficializzare le iniziative panathletiche progettate e realizzate nel corso dei primi 9 mesi di presidenza.
Michele Spagnuolo, infatti, era stato eletto a fine gennaio 2020 ma fino a ieri non aveva ancora potuto suonare la campana di apertura delle conviviali in presenza avendo dovuto sospendere le attività in ottemperanza alle misure adottate dalle Autorità per contenere il contagio da Covid19. Neo Presidente e nuovo Direttivo, però, si erano fatti interpreti della mission del Club e, grazie al prezioso sostegno economico soci e di privati non soci, l’hanno resa concreta devolvendo all’ASUR Area Vasta 3 un contributo destinato all’acquisto di un elettrocardiografo per i reparti di rianimazione di Camerino e Civitanova.
Due, inoltre, gli appuntamenti inusuali che, nel frattempo, avevano comunque coinvolto i soci in attesa della prima di ieri: la presentazione dell’‘L’ultimo rigore di Faruk’ di Gigi Riva in un incontro webinar con l’autore e la partecipazione di Bogdan Tanjević e la condivisione dello spettacolo ‘Maraviglia’ dei Sonics nella straordinaria location dello Sferisterio che ha aperto i cancelli a un pubblico visivamente distanziato ma emotivamente vicino.
L’orgoglio emozionato di Bartoletti per la capacità della sua terra di organizzare i mondiali di ciclismo, appena conclusi a Imola, in appena tre settimane dopo la rinuncia della Svizzera. La vittoria di Ganna nella cronometro individuale, prima volta per un italiano nella storia, e il ricordo del suo omonimo Luigi maglia rosa (anche se all’epoca rosa non era) del primissimo Giro d’Italia. Il Mennea della Olimpiadi russe, la giovanissima ginnasta forlivese porta bandiera italiana alle Olimpiadi di Helsinki del 1952 Miranda Cicognani e l’aggiudicazione per Roma delle olimpiadi del 1960 in cui Giulio Onesti aveva creduto più di ogni altro. I ricordi indelebili di Marco Pantani e di Michele Scarponi e la stima e l’amicizia per un altro grande marchigiano, come l’Aquila di Filottrano, Roberto Mancini.
Immancabile una sbirciata tra le varie edizioni del Festival di Sanremo attraverso lo sguardo di chi sempre non vede l’ora di parlarne.
“Marino Bartoletti ci ha regalato passioni, commozioni e sorrisi e le sue parole ci appartengono perché esprimono in modo unico i valori nei quali crediamo e ci identifichiamo” - afferma Michele Spagnuolo - “perché traducono il nostro entusiasmo per quella cultura sportiva che non è la semplice sommatoria di cultura e sport, bensì il loro prodotto”.