Dopo l’appuntamento internazionale della European Champions League, in corso di svolgimento proprio in questi giorni a Roma, il calcio balilla tornerà a scendere in campo per la sfida tricolore del Campionato italiano, in programma dal 30 novembre al 3 dicembre prossimi al Lanciano Forum di Castelraimondo.
Agli assoluti d’Italia, di classe e di categoria, prenderanno parte oltre 200 giocatori nelle categorie Pro, semi Pro e Amatori ma anche Femminile, Veterani, Under 19, Misto ed Exclusive.
La quattro giorni è promossa dalla Figest, la Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali, in collaborazione con la Licb, la Lega Italiana Calcio Balilla, e la Itsf, la International Table Soccer Federatione, e con il patrocinio del Comune di Castelraimondo, del comitato Marche del Coni e della Regione Marche.
Questo il programma ufficiale: giovedì 30 novembre, alle ore 19,30, torneo riservato alle istituzioni locali e ai partner dell’evento, oltre che alla cittadinanza. Si giocherà su un maxi tavolo di calcio balilla da 11 contro 11.
Venerdì 1 dicembre, in mattinata, apertura per attività promozionale e scolastica curata da Figest e Licb e destinata agli studenti degli Istituti comprensivi del territorio. Nel pomeriggio prove per i team iscritti e, dalle ore 20,30, Torneo doppio misto/exclusive a ganci Itsf con premiazioni finali.
Sabato 2 dicembre cerimonia ufficiale di apertura del Campionato italiano a partire dalle ore 9,30. A seguire sarà dato il via alle gare: ore 10 doppio misto uomo donna e gara exclusive, alle 10,30 doppio amatori e semi pro. Nel pomeriggio doppio pro, doppio femminile e veterani. Dalle ore 15,30 doppio under 19. Alle ore 19 sono previste le finali doppio misto, la finale exclusive e le finali under 19. Dalle ore 21,30 via alle finali pro, semi pro, amatori, femminile e veterani.
Domenica 3 dicembre, alle ore 10, inizio del Campionato italiano singolo di tutte le classi e categorie. Alle ore 10,30 inizio del doppio consolation. Dal pomeriggio, a partire dalle ore 15, finali singolo di tutte le classi e categorie e, dalle ore 19, premiazioni finali
Al Lanciano Forum di Castelraimondo arriva il circo. Dimenticatevi lo stereotipo della carovana circense con animali al seguito: il “Black&White Circus” che si esibirà sabato sul palco con uno spettacolo privo di animali, fatto di tanti professionisti che si alterneranno davanti al pubblico condotti dallo showman Antonio Lo Cascio.
Musica, danza, poesia, acrobazie e comicità si fonderanno per uno spettacolo adatto a tutta la famiglia, con lo scopo di trasmettere un messaggio importantissimo: quello dell’uguaglianza. L’appuntamento è per domani (sabato 18 novembre) con due show: uno alle ore 16 e 30 e uno alle ore 21.
La produzione è affidata al Circo Takimiri. «Lo spettacolo parla di inclusione e di sociale – spiega Ulisse Takimiri -. Il circo stesso nasce insegnando cos’è l’uguaglianza, fin dai tempi antichi sotto la tenda erano uniti artisti di ogni razza e cultura. Lo show è un mix tra arte circense e teatro. Uno spettacolo innovativo che ha riscosso molto successo e a cui teniamo molto, in cui si spiega che la diversità non esiste».
Tra i protagonisti, come detto, anche Antonio Lo Cascio. «Ringrazio Ulisse per aver pensato a me come presentatore, un ruolo che magari non mi appartiene, ma a cui mi sono innamorato – ammette Lo Cascio - soprattutto del messaggio dello show, che resta comunque uno spettacolo leggero che serve a intrattenere piccoli e grandi». Soddisfatto il sindaco Patrizio Leonelli: «Sono contento che il debutto di questo show sia a Castelraimondo – conferma il primo cittadino -.
Sarà sicuramente qualcosa di intrigante che coinvolgerà il pubblico. È bello anche sapere che lo spettacolo sarà adatto a tutti, dai bambini più piccoli a quelli più grandi. Il messaggio dell’uguaglianza arricchirà ulteriormente i vari momenti più spensierati dello spettacolo. Ringraziamo il consigliere regionale Renzo Marinelli e la regione Marche che hanno sposato questo bellissimo progetto e hanno permesso la realizzazione di questo show itinerante».
II 17 novembre 2023, si celebrerà la "Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada", proclamata dall'ONU nel 2005, dedicata a quanti hanno perso la vita sulla strada ed ai loro familiari. Un momento di riflessione su quanto sia importante, sulla strada, adottare condotte consapevoli e corrette.
Nell'ambito delle iniziative adottate dalla polizia di Stato, finalizzate a sensibilizzare il mondo studentesco, questa mattina gli uomini e le donne della Polizia Stradale di Macerata hanno incontrato 380 studenti del liceo classico di Macerata "Giacomo Leopardi", coinvolgendo le quarte e le quinte classi.
Nel corso dell'incontro, ampiamente partecipato e fortemente sentito sia dagli studenti che dal personale docente, sono stati proiettati del video ed affrontati temi sulla vittimologia stradale, ritenuti indispensabili per i giovani, sensibilizzati ad assumere comportamenti in grado di salvaguardare la vita propria ed altrui, vivendo la strada in sicurezza.
‘’Rispetta le donne, diciamo no alla violenza’’. L’iniziativa è organizzata in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che cade il 25 novembre. L’evento ha così lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica a quella violenza che ad oggi viene considerata una vera e propria emergenza.
L’iniziativa, che si svolgerà il 19 novembre 2023 ad Abbadia di Fiastra di Tolentino con inizio alle 9.30, prevede una passeggiata a cavallo a cura di ‘’Lacasadeicavalli’’ con l’atleta internazionale Giulia Mattioli di Pesaro, agente della polizia di Stato, Fiamme oro. Sarà presente anche il Reparto a cavallo della polizia di Stato per la giornata contro la violenza ‘’Questo non è amore’’.
Alle 12 ci sarà l’inaugurazione dello stand allestito dalla Questura di Macerata per dare informazioni, notizie riguardo la possibilità di chiamare il 1522 in caso di violenza di genere, per far conoscere la rete delle associazioni che si occupano di tale emergenza, per spiegare cosa bisogna fare nei casi estremi cioè chiamare antiviolenza e denunciare. Ci saranno le psicologhe del Centro antiviolenza di Macerata che daranno informazioni facendo riferimento ai primi segnali di violenza che poi sfociano in quella più aggressiva.
L’evento è a cura di Deborah Pantana, consigliera di parità della Provincia di Macerata, con il patrocinio della Provincia di Macerata, i comuni di Tolentino e Urbisaglia, consigliere al lavoro Woman at work e con la partecipazione della Pro loco tct e Artemisialab di Treia.
<<È una giornata importante per tutta la provincia di Macerata – spiega Deborah Pantana – perchè nelle prime ore della mattinata ci sarà un momento dedicato allo sport, all’equitazione con un apposito percorso all’Abbadia di Fiastra e seguirà poi un incontro con le autorità e l’apertura dello stand. L’evento segna l’apertura della settimana dedicata alla diffusione di quello che è lo slogan ‘’Diciano no alla violenza’’>>.
"Mito e Rito, la persistenza del sacro", il tema della videoconferenza che il professor Evio Hermas Ercoli terrà questo sabato 18 novembre, alle ore 15.00, nella sala consiliare del municipio di Corridonia, nell’ambito del convegno "Il Segno del Tempo", all’interno della festa dell’architettura organizzata dall’ordine degli architetti della provincia di Macerata.
"Mito e Rito" affronterà tutte le implicazioni di una potente architettura celebrativa. Una conferenza incentrata sulla piazza, in cui si svolse lo storico rito rievocativo. Uno spazio dominato da un gigantesco monumento, un’opera d’arte espressiva dovuta allo scultore Otto Aliventi.
La statua di Filippo Corridoni, alta sette metri e mezzo, si leva sopra un arengario di circa 40 metri quadrati, adorno di sculture raffiguranti gli episodi più salienti della vita dell’eroe. Il monumento lo ritrae in piedi, già mortalmente colpito, sul ciglio della trincea, mentre brandisce il moschetto, nell’atto appunto di andare più avanti. Una scultura imponente che domina un ampio spiazzo monumentale, inaugurato il 24 ottobre del 1936 dallo stesso Benito Mussolini con un evento commemorativo rimasto poi memorabile.
Anche quest’anno i circoli Legambiente delle Marche aderiscono alla campagna nazionale della festa dell’Albero. Tanti gli eventi in tante città marchigiane per celebrare e prendersi cura degli alberi del nostro territorio. Il 21 novembre è la Giornata Nazionale dell’Albero e Legambiente torna a celebrare questa ricorrenza con la Festa dell’Albero. Sono tanti i circoli marchigiani ad aderire alla campagna, organizzando eventi ed attività per coinvolgere i Comuni, le scuole e la cittadinanza. Parte delle iniziative contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi del progetto europeo Life Terra, cofinanziato dal Programma LIFE dell’unione Europea e di cui Legambiente è la referente italiana: l’obiettivo principale di Life Terra è quello di mettere a dimora milioni di alberi in tutta Europa entro il 2025.
“Ogni giorno gli alberi fanno tanto per noi, ci donano aria pulita, assorbono CO2 contrastando gli effetti della crisi climatica – dichiara Marzia Mattioli – direttrice di Legambiente Marche - , ci aiutano a prevenire il dissesto idrogeologico e a mitigare il fenomeno della desertificazione, insomma sono dei presidi di tutela ambientale e dobbiamo fare il possibile per averne cura e per averne in abbondanza, soprattutto dove ce ne è più bisogno, come nelle città, dove spesso e purtroppo risultano poco curati o addirittura assenti”.
Per gran parte del mese di novembre ed in particolare tra il 19 e 28 novembre i circoli Legambiente daranno la possibilità di ricambiare con la piantumazione di nuovi alberi. A partecipare all’iniziativa i circoli Legambiente di Ancona, Falconara, Jesi, Pesaro, Serra de’ Conti, Fano, Tolentino, San Benedetto, Fermo e Porto Sant’Elpidio.
Il mestiere di un buon educatore spiegato da Daniele Novara. Torna “Zerosei. Educare per crescere insieme”, forum rivolto a genitori e docenti, promosso dall’Ambito Territoriale Sociale 13. Il 24 e il 25 novembre, ad Osimo e a Loreto, il celebre pedagogista illustrerà, in due incontri, i vantaggi di una relazione educativa fondata sul dialogo.
In una vita fatta di ostacoli, la vera performance diventa il fallimento, lo impariamo fin da bambini. Come impariamo dai nostri errori? In che modo usiamo le nostre risorse? Quanto influisce la guida dei genitori nelle scelte da compiere?
Sono solo alcuni degli interrogativi che troveranno risposta durante il secondo appuntamento con “Zerosei. Educare per crescere insieme” il forum di formazione e sensibilizzazione rivolto a genitori e docenti e focalizzato sull’educazione dei bambini in età prescolare.
Dopo aver affrontato, a settembre scorso, la delicata relazione tra tecnologie e minori, torna l’iniziativa promossa dall’Ambito Territoriale Sociale 13, comprendente i comuni di Camerano, Castelfidardo, Loreto, Numana, Offagna, Osimo e Sirolo.
Ospite d’eccezione il pedagogista, direttore del CPP di Piacenza e docente dell’Università Cattolica di Milano Daniele Novara che animerà due eventi di straordinario spessore. La prima serata dal titolo “Come favorire il gioco di squadra tra genitori” si terrà venerdì 24 novembre al Teatro La Nuova Fenice di Osimo dalle 20:45, a cui seguirà sabato 25 novembre dalle 9:30 l’incontro “Cambiare la scuola si può: il metodo maieutico di Daniele Novara”, presso la Sala Pasquale Macchi (Piazza della Madonna) a Loreto.
Trait d’union dei due approfondimenti è la costruzione di una relazione fondata sul dialogo con le figure educanti, genitori e insegnanti, primi esempi di vita, porti sicuri ai quali tornare quando si cade, inventori e custodi dialoganti di uno spazio di coesione dove poter affrontare le difficoltà, insieme.
Come la maieutica socratica ha insegnato che dialogando è possibile conoscere le verità più nascoste, così Daniele Novara mostra in che modo domandare e ascoltare possano essere gli strumenti per una relazione educativa nella quale anche chi insegna sia continuamente esposto al dovere di imparare.
Il Centro per la Famiglia, servizio dell’assessorato alla Famiglia della città di Civitanova Marche in gestione all'Asp "Paolo Ricci", nell'ambito del progetto Civitanova Città con l'infanzia, organizza in collaborazione con l’associazione "Soccorriamo" il corso "Disostruzione delle vie aeree e pillole di pediatria". L’incontro è interamente gratuito e si terrà sabato 25 novembre tra le 9:15 e le 12:30 presso la sede dell'Asp "Paolo Ricci" in via Einaudi 144 a Civitanova Marche.
"Proseguono le iniziative concrete di prevenzione che informano e formano le famiglie ai giusti atteggiamenti e alle corrette manovre salvavita - ha detto l'assessore Barbara Capponi -. La presenza di un bambino in una famiglia, oltre ad essere certamente una gioia immensa, porta anche con sé nell'inesperienza molti dubbi, spesso comuni, e tante incertezze che, se affrontate con i giusti professionisti e la buona informazione, divengono più leggeri e risolvibili. La comunità educante sostiene i membri reciprocamente, e noi come istituzione abbiamo l'onore e il piacere di voler essere in prima linea anche in questo settore".
Enrico Giorgetti e Roberto Cappelletti gli istruttori delle due lezioni in cui sarà suddiviso il corso: "Pillole di Pediatria" e "SoccorriBimbi". I posti per la partecipazione sono limitati. La prima parte dell'incontro riguarderà i piccoli, grandi problemi che possono interessare i bambini, spiegando attraverso basi medico - scientifiche in che modo affrontare con la giusta calma anche le situazioni di maggiore stress e preoccupazione per un genitore.
La seconda lezione affronterà invece il tema della gravidanza. La nanna sicura e la sicurezza del lettino e della stanza dei genitori. L’allattamento. La sicurezza in macchina e in acqua. La sindrome dell’abbandono in auto e lo shaken-baby. Come mettere in sicurezza la casa e gli ambienti. Il cibo, come tagliarlo e l’attenzione mentre il bambino mangia. L’auto- svezzamento. E infine la parte teorica e pratica con la presenza di manichini per la disostruzione delle vie aeree.
Le lezioni, rivolte a genitori, educatori e insegnanti, rientrano nel programma di incontri 0-6 che nel corso dell’ultimo mese hanno visto protagonisti il Centro per la Famiglia e l'Asp "Paolo Ricci" con tre appuntamenti molto partecipati durante i quali sono stati affrontati temi importanti come quelli relativi a "Morsi, calci e pugni", ma anche "La vita di coppia dopo la nascita dei figli" e "Le regole" da seguire per tutta la famiglia.
Sarà gremito di persone il palazzetto di via Borgo Nazario Sauro per l’evento di domani sera (venerdì 17 novembre) con il filosofo Umberto Galimberti. Più di 800 persone hanno prenotato il loro posto per seguire l’appuntamento con il format “Nutrire il talento”, organizzato dall’assessorato alla Cultura del Comune di Matelica e dall’associazione HELP S.O.S. Salute e Famiglia ODV in collaborazione con Roberta Cesaroni e Agnese Testadiferro di “Medicina per me”.
Dopo il successo dell’appuntamento dello scorso 21 settembre al teatro Piermarini con il biologo molecolare e musicista Emiliano Toso, affiancato dalla psicologa Roberta Cesaroni, questa volta ci si sposta nel più capiente palazzetto dello sport con la serata dedicata al professor Galimberti, figura di spicco fortemente voluta dall’assessore Giovanni Ciccardini all’interno di questo format che rientra nel cartellone delle attività per le “Giornate Bigiarettiane”.
"Proprio per poter permettere un’ampia partecipazione, si è deciso di spostare l’evento dal teatro Piermarini al palazzetto. Al fine di garantire un corretto afflusso si consiglia agli utenti di usufruire dei parcheggi pubblici individuati nelle seguenti zone: viale Cesare Battisti, piazzale Gerani, viale G. Marconi e viale Tiratori", spiega il Comune in una nota.
"Il personale della polizia municipale e della Protezione Civile stazionerà all’esterno della struttura per fornire un’idonea informazione agli utenti. L’apertura del palazzetto per l’accesso allo spettacolo avverrà alle ore 20, per cui, vista la mole di partecipanti, si consiglia di arrivare in questo orario per garantire a tutti un ingresso in linea con l’inizio dello spettacolo". (previsto per le ore 21.00).
"Non sarà possibile entrare senza prenotazione. Per quanto riguarda la serata, l’intervento del professor Galimberti prenderà spunto dal libro del filosofo "L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani". Aprirà e chiuderà la serata il noto violinista marchigiano Marco Santini con due performance musicali. Si ringraziano, per il sostegno alla serata, la Cna di Macerata e l’assemblea legislativa delle Marche.
Torna, per il quinto anno, Lu pruì’ de Sa’ Mmartì’ a Petriolo, la festa d’autunno al profumo di castagne e vino. Sabato 18 e domenica 19 in piazza Umberto I e piazzetta San Martino gli ingredienti saranno: street food, dolci tipici, musica dal vivo e laboratori per bambini.
Si parte sabato alle 19 con l’apertura degli stand gastronomici. In piazza Umberto I si potranno gustare panini con salsiccia e capocollo, grigliate e patatine fritte. In piazzetta San Martino pizza per tutti i gusti (anche con la cioccolata), dolcetti, filone di mosto e una particolarità: il gulash, spezzatino tipico della tradizione ungherese. Domenica gli stand apriranno dalle 15.
Ovviamente, per tutta la manifestazione, castagne, vin brulé, vino rosso, bianco e cotto a volontà.
Questo il programma musicale: sabato alle 21 piazzetta San Martino si accende con i “Peaches in syrup”, una band giovanissima, seguita alle 22.30 in piazza Umberto I dai “Warsavia”, gruppo locale che esegue cover e brani propri in stile folk, reggae e cantautorale. Domenica la festa inizia dal pomeriggio: alle 15, nella piazzetta, animazione per bambini con laboratori e letture animate, a cura dell’associazione Genitori Petriolo. Alle 17.30, nella stessa location, tornano i “Peaches in syrup”. Il finale, alle 19 in piazza Umberto I, spetta alla rock'n roll band “Mecò e il Clan”.
La due giorni, promossa dalla Pro Loco (ProPetriolo 2000) in collaborazione con il Comune, l’associazione Genitori Petriolo e l’associazione culturale l’Orastrana, è a ingresso gratuito. Questo appuntamento, giunto alla quinta edizione, prende il nome dal detto: “Quanno vutta lu pruì, la vótte è ppina”, ovvero “Quando versa il forellino, la botte è piena”.
Sabato prossimo 18 novembre, un imperdibile appuntamento in piazza Del Popolo per la "Festa d’Autunno", promossa dalla Pro Loco in collaborazione con l’associazione Colleluce, il comitato Rione di Contro, il comitato frazione Serralta, il locale comitato della Croce Rossa Italiana e patrocinata dal Comune di San Severino Marche.
Dal pomeriggio, a partire dalle ore 16, Septempeda street food con cibo di strada di ottima qualità. Dalle ore 18 divertimento con Luca Moretti e dj Bmas 360° e una piazza per ballare al profumo di castagne e vin brulè. Inoltre verrà allestito anche uno spazio per i bimbi.
La Fondazione Rete Lirica delle Marche apre la sua stagione 2023/2024 con Tosca, capolavoro del 1900 scritto da Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica dal dramma omonimo di Victorien Sardou. Sarà un allestimento ricco di significato per il mondo della lirica: si tratta infatti di uno dei primi omaggi al compositore toscano in vista delle celebrazioni per il centenario dalla morte e poi costituisce un omaggio a Renata Scotto, grande soprano italiano che nella seconda parte della sua carriera si è dedicata alla regia e alla formazione dei giovani. Scotto - che ha firmato la regia di questa edizione di Tosca coprodotta dalla Rete Lirica delle Marche con Teatro dell’Opera Giocosa di Savona e del Teatro Politeama Greco di Lecce - è scomparsa lo scorso mese di agosto e il suo lavoro è stato ripreso per l’occasione da Renato Bonajuto. Tosca debutterà al teatro Ventidio Basso di Ascoli sabato 18 novembre alle 20:30, recita preceduta dall’anteprima giovani giovedì 16 novembre alle 17.00. Quindi sarà in scena al Teatro dell’Aquila di Fermo sabato 25 novembre alle 21.00 (con anteprima il 23 novembre alle 17:00) ed infine al Teatro della Fortuna di Fano sabato 2 dicembre alle 20.30 (in anteprima il 30 novembre alle 17.00) "Tosca – racconta Renato Bonajuto – è opera fortemente connotata dal periodo storico in cui si svolge, il giugno 1800, con la battaglia di Marengo vinta da Napoleone, che minaccia i precari ordini politici ricostituiti in centro Italia. Di questa vicenda, non solo ci è interessato restituire la giusta atmosfera storica (e "romana", quanto colore c’è nella partitura di Puccini che continuamente richiama gli aromi e le tinte della Città Eterna) ma il clima misto tra sensualità e afflato religioso di cui la trama è intrisa.
Il Barone Scarpia (“bigotto, satiro, che affina con le devote pratiche la foia libertina” come lo descrive Cavaradossi) è schiavo della bramosia fisica che nutre nei confronti di Tosca, condita da un esercizio “pio” che è in gran parte schermato di ipocrisia. Ben diversa le fede di Tosca, radicata su tradizioni popolari, anche esteriori se si vuole, e attraverso cui la donna si mette in un certo senso sullo stesso piano dell’Onnipotente.
L’unico davvero "laico" è Mario Cavaradossi, che in certo modo è il personaggio che ha la visione più lucida delle cose e, probabilmente, nell'ultimo atto, non crede alla grazia di Scarpia fino in fondo, ma comunque asseconda Tosca in un sogno di felicità e libertà prossimo ad infrangersi da lì a poco". Nel cast il soprano Monica Zanettin nel ruolo del titolo, Vincenzo Costanzo in quello di Mario Cavaradossi e Federico Longhi come barone Scarpia. E poi Luciano Leoni (Cesare Angelotti), Domenico Colaianni (Un Sagrestano), Pietro Picone (Spoletta), Davide Filipponi (Sciarrone), Carlo Bonelli (Un carceriere). Sul podio Giovanni Di Stefano alla guida della Form Orchestra Filarmonica Marchigiana, del Coro del Teatro Ventidio Basso preparato da Giovanni Farina e del Coro Voci Bianche La Corolla Spontini, istruito da Mario Giorgi. Le scene sono di Michele Olcese, i costumi di Artemio Cabassi e le luci di Andrea Tocchio.
Grande partecipazione all’evento organizzato a ‘’Le case’’ di Macerata al quale hanno preso parte soci di ben nove club Rotary. Da un'idea di Stefano Clementoni, l’iniziativa è stata organizzata dal Rotary Club Camerino, in particolare da Gionata Lacchè, assistente del governatore 2023-24 per il Distretto 2090. L’incontro è stato ospitato dal Rotary Macerata ‘’Matteo Ricci’’. Hanno partecipato, oltre a Macerata ‘’Matteo Ricci’, i club Alto Fermano Sibillini, Camerino, Civitanova Marche, Foligno, Loreto, Macerata Osimo e Tolentino.
Presente anche il governatore del Distretto 2090 Gesualdo Ariel Angelico, nonché il pdg Paolo Signore, i governatori designati, il dge Massimo de Liberato e il dgn Roberto Calai. Tanti rotariani si sono ritrovati all’incontro dedicato alle prospettive del Rotary in una società in continua evoluzione. Il relatore Alberto Cecchini, membro del Board of director del Rotary International, ha illustrato a riguardo diversi aspetti. "Il Rotary – dice - deve usare le competenze dei soci per cercare di capire quali sono le esigenze della comunità in cui opera, non inseguendo i problemi che ci sono, ma anticipandoli, cioè occorre capire dove sta andando il mondo, il territorio, quali sono i problemi e cercare di immaginare che tipo di interventi si possono fare. Sicuramente un tema che sempre di più ci impegnerà è quello dell’ambiente, compresi i cambiamenti climatici. Vediamo che il territorio dell’Italia ogni giorno ha un problema e ha una vulnerabilità che come Rotary non possiamo ignorare, ma dobbiamo dare delle risposte.
Da un lato dobbiamo essere pronti e organizzati per poter rispondere alle emergenze in modo coordinato con le strutture pubbliche ed essere di supporto, ma soprattutto possiamo dare un contributo importante nella ricostruzione della progettualità aiutando i territori a rialzarsi. Ci sono sicuramente i fondi a cui i club possono attingere, della Rotary international, per sviluppare dei progetti anche sul territorio e poi ci sono le professionalità dei soci che tante volte non sfruttiamo abbastanza, abbiamo tante competenze in vari settori. E’ un lavoro di squadra che deve essere fatto, ogni socio deve mettere la propria professionalità e può così dare un contributo. Con l’incontro si è riusciti a mettere insieme tanti club e portare delle esperienze per far conoscere al Rotary cosa c’è fuori dal club, che c’è un network internazionale che permette di fare la differenza ed essere qualcosa di diverso rispetto alle altre organizzazioni che operano nel territorio".
Grande interesse del pubblico per le ricchezze nascoste di Corridonia. Nel progetto "Aperigusto on tour, Corridonia e le sue bellezze nascoste" promosso dalla Confartigianato Imprese Macerata – Ascoli Piceno – Fermo che ha coinvolto una rete di comuni del Maceratese e quest'anno per la prima volta anche il comune di Corridonia.
Quattro itinerari proposti per scoprire la città, tutti guidati dalle bravissime e coinvolgenti guide turistiche marchigiane: un primo itinerario ha consentito la scoperta della parte razionalista della città con una visita della piazza e degli interni del palazzo comunale e concluso con la straordinaria mostra di Silvio Craia. Altri due itinerari hanno consentito di scoprire gli antichi fasti nobiliari della città tramite la visita di Villa Bartolazzi, del Palazzo Tortolini e l'esterno di casa Lanzi.
Ed infine un ultimo itinerario ha consentito di conoscere aspetti meno noti del Santuario di Santa Croce e della stupenda cappella degli artisti nella chiesa di Sant'Agostino. Tutti gli itinerari hanno destato grande curiosità ed interesse in modo particolare la visita delle dimore nobiliari, che essendo di proprietà privata sono normalmente non fruibili e, purtroppo, molte persone che si sarebbero volute aggregare non sono riuscite a farlo per mancanza di posti disponibili.
La giornata è stata inoltre resa ancora più piacevole dalla possibilità per i visitatori di gustare le fantastiche castagne preparate dalla Pro Corridonia, insieme gli amici di Montemonaco, maestri assoluti nella cottura delle castagne e del vin brulè. Il tutto impreziosito in tarda serata delle esecuzioni canore della Schola Cantorum Santa Cecilia che ha proposto un inedito repertorio di canzoni della tradizione popolare, magistralmente introdotte da Pietro Molino.
Le possibilità di significato che possono generarsi da un segno grafico cambiato di posizione sono innumerevoli e generano interminabili meditazioni dallo spazio profondo; è ciò che avviene nel titolo della mostra “8 volti per l’∞” (“Otto volti per l’Infinito”) la cui inaugurazione si terrà sabato 18 novembre alle ore 17 presso la sala degli Antichi Forni di Macerata e rimarrà aperta fino al 26 dello stesso mese. L’esposizione, patrocinata dal Comune e organizzata dal presidente della Pro Loco Macerata Luciano Cartechini, è nata da un'idea collettiva degli artisti partecipanti:
Anna Calcaterra, Gionata Copparo, Gianni Paletti, Loris Paolucci, Giuseppe Ponzelli, Marco Riccitelli, Marco Spaccesi e Gabriella Zagaglia le cui opere costelleranno le pareti della Galleria. Nella prefazione scritta da Gabriella Zagaglia all’interno del depliant si può trovare la chiave di lettura da cui partire (e a cui tornare) per muovere i passi attraverso il percorso espositivo; ovvero l’interrogarsi sul senso dell’“oltre”, del limite e del suo continuo superamento, anche in relazione alle attuali e ambigue innovazioni tecnologiche, intelligenza artificiale in primo luogo.
Un ‘oltre’ che “richiede risposte, perché l’infinito è sempre presente dentro di noi. In otto ci abbiamo provato, nel modo che ci è più congeniale: l’arte. Abbiamo raccolto la sfida più grande, quella che ci appartiene, in quanto essere imperfetti, ma unici e insostituibili”.
Dunque, un gruppo dai percorsi artistici ed esistenziali eterogenei, segnato da una molteplicità di prospettive, di stili e tecniche, che vanno dal figurativo, all’astratto geometrico, all’informale fino alla scultura e al microcosmo delle particelle subatomiche dell’arte quantistica.
Si oltrepassa così la questione di comunanza stilistica in direzione di una più ampia esigenza di ricerca che sottende l’atto creativo e che si fa testimonianza di una temporalità in cui convivono e si rinnovano privatezza e universalità.
Una mostra che offre la possibilità di riflettere sul concetto d’ ‘infinito’ e di osservare come questo sia esplorato personalmente e intimamente in quello che è l’abisso mistico della tela, della materia stendibile e modellabile, in cui coesistono lo studio lento, costante e nello stesso tempo i raptus, le epifanie improvvise.
La necessità di riunirsi di questi “otto volti” e dar vita a questa esposizione è pertanto un vero e proprio atto costruttivo nella misura in cui ci si ritrova a dialogo e si creano degli spazi mentali e fisici, degli arcipelaghi di vissuti privati e condivisi.
In un presente dove l’intelligenza artificiale fa sì che gli ‘strumenti umani’ si atrofizzino e si perdano per un allontanamento sempre maggiore dalla realtà, dalla sua componente materiale, la mostra in questione è la testimonianza che quest’ultima può ancora essere fonte di un’ispirazione che mette in contatto l’essere umano con l’essere cosmico, le visioni ultraterrene con quelle profondamente umane.,L’evento, gratuito, vuole essere una preziosa occasione di confronto aperta a tutta la cittadinanza.
È rientrata ieri sera la spedizione marchigiana di ricerca antropologica delle alte valli himalayane dopo un mese di straordinarie vicende nelle gole del Budhi Gandaki che scende in territorio nepalese dalle sommità tibetane e dai ghiacciai del Manaslu, uno dei quattordici ottomila del pianeta.
Il Budhi Gandaki è considerato il fiume più pericoloso del mondo perché riversa la sua poderosa portata in una stretta gola formando delle rapide così potenti che qualora si cadesse in acqua nessuno avrebbe scampo tra gli spumeggianti vortici che si ammorbidiscono solo a fondovalle, a molti chilometri di distanza. Solo un ardito sentiero ricavato dalle pareti strapiombanti percorre la valle saltando continuamente da un versante all'altro del fiume tramite sospesi ponti tibetani, spesso danneggiati da frane e valanghe.
Nonostante la pericolosità dell'ambiente alcune comunità di etnia bhoti vivono qui in piccoli villaggi sfruttando le esili radure che la montagna concede per realizzare terrazzamenti per l'agricoltura. I bhoti vengono principalmente dal Tibet, implementati dalla diaspora avvenuta nei primi anni '50 con l'invasione cinese che portò all'esilio migliaia di tibetani, tra cui il capo spirituale Tenzin Gyatso, odierno Dalai Lama.
Sono di religione buddhista, allevatori di yak e coltivatori di orzo. La loro dieta è principalmente vegetariana e i loro villaggi in pietra, pieni di chorten e templi devozionali, caratterizzati dalle usuali colorate bandiere votive, si spingono fino alle alte quote dei pascoli oltre i 4000 metri di altitudine. La spedizione marchigiana organizzata da Arte Nomade di Macerata ha percorso l'intera valle superando in un'impegnativa ascesa in notturna i 5106 metri d'altitudine del passo Larkhya La.
Nonostante la temperatura di oltre -15° e il ghiaccio insidioso incontrato lungo il percorso il 6 novembre alle ore 8,30 dell'ora locale, favorita da una splendida giornata di sole, la spedizione ha coronato con successo l'impresa superando il passo per ridiscendere nei giorni successivi nella più agevole valle del Dudh Khola.
A far parte del ristretto nucleo di esploratori sono stati Maurizio Serafini, veterano studioso dell'orientalista maceratese Giuseppe Tucci, ormai alla sua quindicesima esperienza in Himalaya, Cristina Menghini, che ha raccolto preziosa e rara documentazione fotografica e video dell'etnia studiata e Vincenzo Monaco, medico e farmacista, che ha sperimentato giorno per giorno l'adattamento fisico dei componenti alle alte quote. Con questa spedizione Arte Nomade va ad arricchire il già fornito archivio documentale sulle popolazioni presenti sul tetto del mondo, dando continuità all'attività di ricerca iniziata e auspicata nel suo proseguio dal più grande himalaista italiano del '900 Giuseppe Tucci.
Tra materiale inedito lasciato in eredità dal professore ai suoi successori concittadini e gli aggiornamenti raccolti nella lunga attività di studio sul campo a seguito delle 15 spedizioni effettuate in Himalaya, Arte Nomade è titolare di un archivio privato di valore mondiale, già apprezzato all'italian embassy di New Delhi, al Museo Nazionale d'Arte Orientale di Roma e dallo stesso Dalai Lama in visita a Pennabilli, e che potrà quanto prima essere messo in esposizione e fruizione per la città di Macerata.
Un'altra anteprima e unica data italiana per il MountEcho’, gli Holy Wave saliranno sul palco sabato 19 novembre alle 21.20 al teatro delle Logge, per presentare il loro ultimo album “Five of cups”.
Tra le numerose realtà formatesi intorno alla scena capitanata da Alex Maas e Christian Bland, membri dei famosi Black Angels, e rappresentanti di spicco del movimento neo-psichedelico statunitense tutto incentrato ad Austin, Texas, paradiso progressista nel bel mezzo del Lone Star State, di certo spiccano gli Holy Wave, un quintetto di multistrumentisti che da dieci anni a questa parte pubblica proprio per l’etichetta dei sopracitati The Black Angels.
All'inizio della loro carriera quindicennale, gli Holy Wave si appoggiarono a un tranquillo regno della psichedelia, evitando jam di lunga durata ed eroismo chitarristico per un approccio sognante orientato al pop.
Ma in Five of Cups, sembra che le limitazioni fisiche della vita in quarantena abbiano spinto Holy Wave a vagare ancora più in profondità in nuovi territori sonori, esaminando il costrutto sintetico della felicità nella nostra epoca moderna e come così spesso il raggiungimento del comfort sia privo di un vero senso di gioia, vivace promemoria del fatto che la larghezza di banda dell’esperienza umana richiede intrinsecamente alti e bassi e che l’euforia si trova spesso nella ricerca al di fuori del familiare.
Nella mattinata di oggi, 14 novembre, è stata inaugurata a Macerata la sede del consolato onorario della Lituania. La prima domanda che può sorgere è «Quali sono i rapporti tra le due nazioni e perché Macerata come luogo d’elezione?».
A rispondere è il console onorario Antonello De Lucia il quale, per motivi professionali, un paio di anni fa, ha avuto modo di entrare a contatto con la realtà di questo paese scoprendo che c’è una grande attenzione, un ecosistema molto sensibile proprio verso la regione Marche, al suo tessuto culturale e aziendale.
Da qui l’idea di fondare l’unico consolato presente nella città maceratese: “Il nostro territorio col suo brand, nonostante abbia vissuto dei momenti difficili dal punto di vista economico, da fuori, è visto con grande interesse; da tutto ciò è scaturita l’iniziativa di dar vita a questa nuova e bella storia ”, ha affermato De Lucia
Quest’ultimo ha messo in luce le caratteristiche e le potenzialità di un paese piccolo quanto fortemente in crescita che, negli ultimi dieci anni, ha impiegato ingenti risorse nel campo delle innovazioni tecnologiche. Non a caso, ha sottolineato il console, molte aziende inglesi, post brexit, da Londra si sono trasferite a Vilnius e la Lituania stessa è un paese che sta investendo anche nel territorio italiano. Per rendere l’idea, basti citare l’impianto multimilionario di pannelli fotovoltaici che in Campania dà lavoro a centinaia di persone: “c’è una fertilità di rapporti economici: l’Italia importa ed esporta dalla Lituania”.
All’evento inaugurale hanno partecipato le maggiori rappresentanze istituzionali tra cui l’ambasciatrice della Lituania in Italia Dalia Kreiviene, il nuovo prefetto Isabella Fusiello, la vicesindaco Francesca D’Alessandro, l’assessore regionale Filippo Saltamartini, il comandante provinciale della Finanza Ferdinando Falco, il rettore dell’Università di Macerata John Mc Court, il comandante provinciale dei carabinieri Nicola Candido.
A prendere la parola dopo Antonello De Lucia, l’ambasciatrice Dalia Kreiviene che ha messo in evidenza come questo nuovo consolato onorario sia l’undicesimo in Italia nel corso degli ultimi trentadue anni di relazioni diplomatiche tra i due paesi. È poi entrata nel vivo del piano d’azione ribadendo l’importanza di instaurare un rapporto capillare, che dal piano nazionale arriva fino alle realtà locali delle singole regioni.
Sul solco di questa linea politica, ha fatto menzione delle aree di cooperazione fra la Lituania e la regione Marche, soprattutto per quanto concerne l’ambito del turismo e del commercio: “Vorrei sottolineare che l’Italia è da tempo un valido partner economico consolidato. Tuttavia, vedrei dei potenziali per estendere ancora di più il campo di collaborazione con un focus particolare sui settori forti di questa regione: quello tessile, la moda, l’arredamento e l’agroalimentare”.
Ha infine ricordato i settecento anni dalla fondazione dell’attuale capitale e di come, già nelle lettere del Gran Duca di Vilnius ai re e granduchi degli stati della vecchia Europa, si evinceva la fisionomia di un paese baltico aperto all’incontro, allo scambio tra culture, tra economie e persone.
A seguire l’intervento di Alice Pinna, account manager di Lithuania Travel che rappresenta l’Italia nell’ambito del turismo della Lituania tramite un’agenzia di marketing e comunicazione che è B2B: “Siamo felici di essere stati convolti in quest’occasione che a nostro avviso costituisce un ulteriore tassello, un’ulteriore testimonianza di quella che è la stretta relazione tra le due nazioni”. Infine la parola alle suggestive e affascinati immagini di un video incentrato sulle bellezze paesaggistiche e artistiche nonché il corredo delle tradizioni culturali e gastronomiche del paese baltico.
Dopo il sold out del primo appuntamento della rassegna di circo contemporaneo al teatro Feronia, sabato prossimo (18 novembre), con spettacolo unico alle ore 20:45, arriva l’artista berlinese pioniere della giocoleria contemporanea: Stefan Sing.
Un artista voluto dalla co-direttrice artistica del Sic, lo stabile di innovazione circense, Fabiana Ruiz Diaz, che in collaborazione con la città di San Severino Marche porta per la prima volta in provincia di Macerata il progetto di avanguardia circense "Cie Wilson, sing!" con lo spettacolo "Why not maybe perhaps".
Sul palco con Stefan Sing anche lo scozzese Liam Wilson, giocoliere e ballerino. I due insieme capovolgono i presupposti impliciti della giocoleria seguendo ogni impulso espressivo per creare momenti di bellezza surreale attraverso un approccio espressionista, utilizzando pochissimo per dire molto.
Lo spettacolo, consigliato a tutto il pubblico sopra i 10 anni, è un’occasione unica per addentrarsi nel linguaggio del circo contemporaneo europeo. Stefan Sing sviluppa il suo stile unico dal 1985, combinando la giocoleria con la danza contemporanea.
La giocoleria è un linguaggio capace di trasmettere significati affrontando questioni impegnative in modo sia concreto che metaforico, usufruendo di un vocabolario di componenti astratte e quindi una propria grammatica.
La forza di "Why not maybe perhaps" risiede nel giocolare con gli oggetti, sfruttandone il potenziale associativo che essi offrono per raccontare la relazione dell'essere umano con ciò che lo circonda. In questo senso il giocoliere diventa un simbolo del costante sforzo dell'essere umano di dare ordine e significato ai molteplici stimoli del mondo che attraversa: l'essere umano che fallisce e si rialza, l'essere umano che si sviluppa attraverso la ripetizione costante, l'essere umano che può esistere solo in connessione con l'esterno.
Si dice sicura di un altro successo Fabiana Ruiz Diaz: "Aprire la seconda rassegna di circo contemporaneo al teatro Feronia con un sold out è stata una forte emozione, ci ha dato ancora più fiducia nel nostro lavoro. Il prossimo spettacolo è particolare, Stefan Sing è una star della giocoleria, il suo lavoro è estremamente tecnico ma anche molto concettuale, diversi addetti ai lavori ci hanno già chiamati per venirlo a vedere. Il che ci rende orgogliosi di far apprezzare San Severino Marche, oltre che per le sue bellezze paesaggistiche, anche come luogo di sperimentazione di un’arte popolare come il circo".
La rassegna di nouveau cirque continuerà al teatro Feronia il 16 dicembre con Circo El Grito e il nuovo spettacolo firmato da Fabiana Ruiz Diaz, un’anticipazione ancora "senza titolo" ma che è un esempio di "circo di creazione", fortemente voluta al teatro Feronia come segno di riconoscenza verso tutta la comunità settempedana che ha accolto calorosamente il Sic. Le iniziative dello Stabile di Innovazione Circense sono proposte in collaborazione con i Teatri di Sanseverino.
Fino a domenica 19 novembre gli spazi espositivi allestiti all'interno dell’ex chiesa di Santa Maria della Misericordia, in piazza Del Popolo, ospitano la mostra di Claudio Scarponi dal titolo: "Occhi dal mondo". L’evento culturale è patrocinato dalla Croce Rossa Italiana, cui saranno destinate le offerte che verranno raccolte grazie a questa iniziativa solidale.
La straordinaria esposizione è un viaggio per immagini che l'artista settempedano, amante da sempre della fotografia, dedica a India, al piccolo Tibet, a Nepal, Siria ed Etiopia, realtà dove ha viaggiato e dove ha raccolto tantissime immagini insieme all’amico fotoreporter Roberto Farina. Le stesse si propongono di documentare particolari situazioni colte lungo le strade, all’interno dei villaggi o delle piccole comunità come quella dei monaci buddisti che vivono sulle montagne desertiche del Ladakh.
Scatti in bianco e nero che catturano l’attenzione ma che, soprattutto, contengono un’anima e danno voce a sentimenti e situazioni. "Mi sono spesso trovato in situazioni difficili da fotografare – spiega l’autore della mostra, Claudio Scarponi – ma il mio istinto naturale è quello di descrivere la vita di persone povere, oppresse o addirittura prive degli elementi essenziali per vivere come l’acqua. Cerco di fissare in questi volti il sentimento di un particolare momento come la paura, la tristezza, la diffidenza, a volte la simpatia e persino la gioia per una semplice stretta di mano".
Il progetto si pone come obiettivo quello di far vedere con uno sguardo diverso e meno indifferente donne e uomini che vivono nello stesso nostro pianeta, ma anche per richiamare l’attenzione su quanti operano nel volontariato locale e internazionale. Si è cercato di mettere in risalto l’umanità di queste persone senza retorica o pietismo, ma lanciando anche un messaggio di positività e di speranza.
La mostra è visitabile nei seguenti giorni e nei seguenti orari d’apertura: dal lunedì al venerdì dalle ore 17 alle 19. Il sabato dalle ore 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 20, la domenica dalle ore 16.30 alle 20.