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Cingoli, la diga di Castreccioni si illumina con il tricolore: riflettori su acqua e cambiamenti climatici

Cingoli, la diga di Castreccioni si illumina con il tricolore: riflettori su acqua e cambiamenti climatici

Nella serata di giovedì 12 marzo, con i primi colori del tramonto, la diga di Castreccioni a Cingoli si è illuminata con le luci del tricolore italiano.

Per il secondo anno consecutivo, il Consorzio di Bonifica delle Marche ha accolto l’invito dell’ANBI – Associazione Nazionale Bonifiche, Irrigazioni e Miglioramenti Fondiari a partecipare all’evento nazionale “Bagliori nella notte. La notte delle idrovore tricolore”, accendendo una delle sue principali infrastrutture con il verde, il bianco e il rosso della bandiera italiana.

L’iniziativa è stata anche l’occasione per richiamare l’attenzione sul ruolo dei Consorzi di bonifica nella manutenzione del reticolo idrografico minore, nella gestione delle risorse idriche e nella mitigazione del rischio idraulico, sottolineando l’importanza della collaborazione tra enti e istituzioni.

Il presidio del territorio, soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici, rappresenta infatti una priorità che nelle Marche, come nel resto d’Italia, deve essere perseguita con un lavoro condiviso tra Regione, Comuni, enti competenti e Consorzi di bonifica.

Alla serata erano presenti, presso la casa di guardia della diga, Francesca Gironi, presidente del Consorzio di Bonifica delle Marche, e Tommaso di Sante, presidente di ANBI Marche.

Con loro anche l’assessore regionale alla Difesa del suolo e della costa, Tiziano Consoli, il direttore del Dipartimento regionale di Protezione civile e sicurezza del territorio, Stefano Stefoni, insieme a Mauro Perugini, responsabile del volontariato di Protezione civile.

Presenti inoltre i sindaci e gli amministratori dei Comuni interessati dalla diga: Cingoli, Apiro, Staffolo, Filottrano, Montefano, Osimo, Castelfidardo, Porto Recanati e Santa Maria Nuova.

È stato l’assessore regionale alle Risorse idriche, Tiziano Consoli, a evidenziare il valore simbolico dell’iniziativa.

«L’illuminazione della diga di Castreccioni con il tricolore – ha dichiarato – è un segnale importante che richiama l’attenzione sulla gestione della risorsa idrica e sulla necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni. In una fase in cui i cambiamenti climatici rendono sempre più frequenti eventi estremi, dalle alluvioni ai periodi di siccità, infrastrutture come questa e il lavoro dei Consorzi di bonifica rappresentano un presidio fondamentale per la sicurezza del territorio, per l’agricoltura, per l’economia e per le comunità locali».

L’assessore ha inoltre ricordato l’impegno della Regione Marche nel rafforzare manutenzione, efficientamento delle reti e programmazione di interventi strutturali, sottolineando come una gestione sostenibile e condivisa dell’acqua sia una delle sfide decisive per il futuro del territorio.

Sulla stessa linea anche Francesca Gironi, presidente del Consorzio di Bonifica delle Marche.

«Torniamo ad accendere i fari tricolore – ha spiegato – nelle Marche come nel resto d’Italia, per richiamare l’attenzione sul ruolo dei Consorzi di bonifica oggi. La crisi climatica ha troppe volte messo in ginocchio la nostra regione, il suo territorio e un settore fondamentale come l’agricoltura».

Secondo Gironi, l’alternanza tra alluvioni e siccità, in un contesto idrogeologico fragile, richiede interventi strategici e decisioni rapide.
«La gestione della risorsa idrica è un tema prioritario – ha aggiunto – e non deve essere riconosciuta solo nelle emergenze. I Consorzi sono pronti, con competenze e strumenti, a fare la propria parte».

L’incontro è stato anche l’occasione per fare il punto sullo stato della diga, che con i suoi quasi 32 milioni di metri cubi di acqua disponibili è già pronta ad affrontare la nuova stagione irrigua.

Con l’entrata in funzione dei nuovi impianti di irrigazione nella vallata del Musone, verranno attivate 115 nuove forniture irrigue per circa 600 ettari di superficie agricola nei territori di Filottrano, Montefano e Osimo.

L’intervento è stato approvato dalla Regione Marche e finanziato dal MASAF – Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, attraverso i fondi del PSRN 2014-2022 (Piano di sviluppo rurale nazionale). Si tratta, sottolineano dal Consorzio, di una risposta concreta agli effetti della crisi climatica.

A ribadire il valore dell’iniziativa è stato anche Tommaso di Sante, presidente di ANBI Marche. «La notte del 12 marzo – ha spiegato – si è colorata anche nelle Marche grazie ai bagliori delle installazioni consortili, come lungo tutta la penisola. ANBI nazionale e ANBI Marche hanno voluto lanciare un messaggio di attenzione, presenza, sicurezza e anche di pace».

Il tema della pace sarà infatti al centro della prossima Settimana della Bonifica, in programma tra il 16 e il 24 maggio.
«Lavorare per una gestione corretta dell’acqua e garantirne un accesso equo e sostenibile significa creare le condizioni per la produzione di cibo, lo sviluppo economico e la stabilità dei territori. Dove c’è prosperità condivisa – ha concluso – si costruiscono le basi della pace».

Durante l’incontro è stata inoltre anticipata ai Comuni presenti una grande esercitazione della Protezione Civile, prevista per i giorni 19, 20 e 21 giugno, che simulerà l’eventuale collasso della diga.

L’esercitazione servirà a testare la catena di comando, verificare i piani comunali di emergenza e il funzionamento del sistema di IT-Alert, il sistema nazionale di allarme pubblico.

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