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Economia Provincia Macerata

"Il sistema bancario italiano spicca il volo, ma sulla pelle di cittadini e piccole aziende"

"Il sistema bancario italiano spicca il volo, ma sulla pelle di cittadini e piccole aziende"

"Ottimi risultati, complimenti. Peccato però che siano riferiti solo al sistema 'protetto – oppressivo – autoritario' delle banche, mentre tutto il resto dell'economia annaspa e affonda. In Italia, oggi i salari reali sono più bassi del 1990, trent'anni in cui gli italiani si sono impoveriti e l'Italia non cresce". È quanto commenta Giuseppe Tosoni, presidente dell'Associazione Tutela Impresa con sede a Civitanova Marche. 

La clientela bancaria fatica ad onorare la scadenza con le rate dei prestiti tant'è che le sofferenze nette sono cresciute in un anno di quasi il 10% passando da 16 miliardi a quasi 18 miliardi, ma del 25% nei primi nove mesi del 2023. Tale increscioso panorama è frutto esclusivo dell'aumento dei tassi di interesse sui mutui e finanziamenti bancari imposti dalla Bce e purtroppo addebitati a cittadini ed aziende che, bisognose, sono state costrette a ricorrere a sostegni bancari.  

Le scelte di politica monetaria stanno creando enormi difficoltà alle famiglie, alle imprese e all'intero sistema produttivo italiano. Dopo ripetuti aumenti del costo del denaro, in soli 14 mesi, le condizioni di accesso al credito sono diventate proibitive, e chi aveva finanziamenti a tasso variabile deve far fronte ad un aumento esponenziale del costo dell'indebitamento con gli oneri finanziari cresciuti fino all'80%. 

Condizioni insostenibili, in particolare per le piccole e medie imprese. "Ma è una situazione appositamente creata e, a mio parere di dubbia legittimità, che sta opprimendo i cittadini e le imprese ,che solitamente non dispongono di grandi riserve di liquidità, mentre le banche, proprio grazie all'aumento dei tassi, macinano utili come mai, peraltro senza alcun relativo costo aggiuntivo e/o maggiore impegno di sorta", sottolinea Tosoni, presidente dell'Associazione Tutela Impresa. 

Di seguito i numeri che riguardano i principali poli bancari italiani: 

1) UNICREDIT - che, forte dei conti trimestrali, ha migliorato le stime annuali sulla distribuzione ai soci. Fra gennaio e marzo l'utile netto è salito del 24% su base annua a 2,6 miliardi di euro e per l'intero esercizio si punta a superare 8,5 miliardi. Si tratta, ha evidenziato l'Istituto, del tredicesimo trimestre consecutivo di “crescita redditizia e di qualità”. "Il primo miglior trimestre di sempre", ha sottolineato l'amministratore delegato Andrea Orcel.

2) MONTEPASCHI - ha realizzato nel trimestre ricavi per 1,013 miliardi di euro, in miglioramento del 15,2% rispetto all'anno precedente. In crescita il margine di interesse a 587 milioni (16,4%) le commissioni nette a 365 milioni (+10,1%)

3) BANCO BPM - nel primo trimestre ha realizzato un utile netto di 370,2 milioni, in aumento del 39,5% su base annua. Il margine di interesse è migliorato del 16,3% a 864,4 milioni grazie all'incremento dello spread commerciale, conseguente al rialzo dei tassi di interesse e al limitato impatto sul costo dei depositi.

4) BPER - mette a segno un forte incremento dell'utile netto consolidato, che nel trimestre sale a 57% su base annua a 457,3 milioni di euro.

5) BANCA POPOLARE DI SONDRIO - Tre mesi al top storico per la quale ha messo a segno il miglior trimestre di sempre con un utile netto di 145,2 milioni (+53,8% su base annua). "Una buona base di partenza per l'intero anno", ha affermato il consigliere delegato e d.g. Mario Pedranzini.

6) MEDIOBANCA – sale e procede a passo spedito sugli obiettivi del piano. Ha chiuso i primi nove mesi dell'esercizio 2023-24 con un utile netto in crescita a doppia cifra a 950 milioni di euro (+20% su base annua).

7) UNIPOL - realizza più ricavi e utili e continua il percorso di crescita, mettendo a segno nel primo trimestre una crescita dei ricavi e dei profitti. L'utile netto reported è salito a 242 milioni di euro.

8) BANCA SELLA - ha chiuso il trimestre con un utile consolidato pari a 43,9 milioni in miglioramento dei 41,8 milioni dello stesso periodo del 2023.

Pertanto nel 2024 molte piccole e medie imprese sono destinate ad andare in crisi. Una difficoltà irreversibile per effetto di una politica dei tassi scellerata e del sovraindebitamento accumulato nell'era Covid: "Ripagare le rate con il costo del denaro attuale è insostenibile per le aziende con bassa patrimonializzazione".

"Possibile che nessun politico si occupi di tale grave e concreta ingiustizia?", si chiede Tosoni. "Unica consolazione è quella relativa alle condizioni e norme giuridiche individuabili attualmente nei vari contenziosi in essere, ci si può opporre con molta più facilità alle stesse azioni giudiziarie instaurate dalle banche stesse", precisa il presidente di Associazione Tutela Impresa.

Infatti, oltre alle precedenti opportunità previste dalla Corte di Giustizia Europea e sentenze della Corte di Cassazione, di recente e precisamente in data 29 febbraio 2024 – la stessa Corte di Giustizia dell'Unione Europea si è nuovamente pronunciata sulle clausole abusive contenute nei contratti di credito stipulate dai consumatori. Sono stati così riconosciuti e riconfermati ai medesimi i propri diritti di difesa anche se non fatti valere in precedenza.

"Ciò permette più facilmente di bloccare le aste ed esecuzioni immobiliari in corso", conclude Tosoni. L'Associazione Tutela Impresa è sempre a disposizione per chiarimenti ai seguenti recapati: www.tutelaimpresa.org , - email info@tutelaimpresa.org  - numero verde 800.91.11.70

 

 

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