Sarà inaugurata domani, martedì 28 maggio alle ore 18.30, nella suggestiva cornice della Chiesa di Santa Maria della Piazza ad Ancona, l’esposizione del bozzetto originale della “Resurrezione”, celebre capolavoro dello scultore marchigiano Pericle Fazzini, commissionato da Papa Paolo VI per la Sala delle Udienze Paolo VI (Sala Nervi) in Vaticano.
L’opera, straordinario esempio di scultura sacra contemporanea, rappresenta in un impeto dinamico e simbolico la vittoria della vita sulla morte, trasmettendo un messaggio universale di speranza e spiritualità. Con oltre sette milioni di visitatori ogni anno, la “Resurrezione” risulta essere una delle sculture più visitate al mondo.
L’iniziativa è promossa in sinergia dall’Arcidiocesi di Ancona-Osimo e dalla Fondazione Di Paolo, che per l’occasione ha realizzato riproduzioni in edizione limitata dell’opera vaticana: un bassorilievo e una scultura in bronzo posta su tre gradi di marmo bianco – lo stesso della Sala Nervi – custodita in una teca trasparente.
All’inaugurazione interverranno numerosi ospiti illustri, tra cui lo scultore Giovanni Beato, allievo e assistente di Fazzini, e l’artista internazionale Tonino Maurizi, noto per le sue opere bronzee dedicate a Giovanni Paolo II e Papa Francesco, entrambe presenti all’interno dell’esposizione.
A fare gli onori di casa sarà monsignor Angelo Spina, arcivescovo di Ancona e Osimo, affiancato dal presidente della Fondazione Di Paolo, Roberto Di Paolo, e da artisti e critici d’arte, tra cui Martine Goeyens.
La mostra sarà visitabile gratuitamente tutti i giorni, con orario 9:00-12:00 e 15:00-18:00, offrendo a cittadini e visitatori l’occasione unica di ammirare un’opera d’arte che ha segnato la storia della scultura italiana del Novecento.
Si scaldano ormai i motori verso il cuore adulto del Festival 2025 proprio grazie ai giovanissimi del territorio e alla loro sempre vivace partecipazione, insieme ad insegnanti e famiglie, alle opere commissionate e prodotte ogni anno dal Mof appositamente per le particolari esigenze dei bambini. Una specie di Overture giocosa e festante per chiudere con gioia l’anno scolastico aprendosi ai piaceri del teatro musicale fin da piccoli, in linea con lo spirito didattico e divulgativo che ha fatto dell’orizzontalità del messaggio una fortissima cifra stilistica dell’Associazione Mof in Italia e in Europa.
Lo spettacolo di quest’anno, creato in collaborazione con la Scuola Civica di Musica “Scodanibbio”, si intitola Fuga in Maschera ed è una favola musicale pensata come opera da camera. L’opera vede come protagoniste le tre “maschere” più famose della commedia dell’arte italiana: Arlecchino, Colombina e Pulcinella, le quali si trovano a dover fuggire da un burattinaio, che le vuole tutte per sé nel suo Teatro di Marionette. Da questa ‘fuga in maschera’ i nostri tre protagonisti affronteranno numerose peripezie ed incontreranno tanti personaggi e animali caratteristici, amici e nemici.
L’opera è composta da una parte scenica affidata alla voce narrante Scilla Sticchi e alla maschera e mimo Francesco Facciolli che interpreta i vari personaggi della storia; e da una parte musicale che servirà da commento alla narrazione. La musica è pensata per un ensemble da camera composto da violino, clarinetto, chitarra e mandolino, fisarmonica, contrabbasso, percussioni, con la concertazione del M° Vincenzo Ruggiero, quindi da un soprano e coro di voci bianche.
Semaforo verde dall’Unione Montana Potenza Esino Musone per l'affidamento delle progettazioni relative ai lavori di riqualificazione e potenziamento del patrimonio museale del territorio. Gli interventi, in partenariato pubblico – privato, interesseranno sette musei, situati in altrettanti Comuni: Castelraimondo, Cingoli, Matelica, Pioraco, San Severino Marche, Sefro e Treia.
L'investimento complessivo, che include sia i lavori strutturali che gli allestimenti, ammonta a 3,5 milioni di euro e mira a rafforzare la rete museale locale, con l'obiettivo di avviare la gestione in rete entro il 1 gennaio 2027.
I fondi destinati agli interventi provengono dal "Fondo Complementare Aree Sisma Centro Italia 2009-2016, Macro Misura B, Sub Misura B2, Linea di Intervento B2.2 'Contributi destinati a soggetti pubblici per iniziative di Partenariato Speciale Pubblico Privato per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale, ambientale e sociale del territorio del Programma Unitario di Intervento Interventi per le Aree del Terremoto del 2009 e 2016, del Piano Nazionale Complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza'. Progetto 'Radici' ”.
Di seguito il dettaglio degli interventi e gli affidamenti delle progettazioni: a Castelraimondo, il Museo Nazionale del Costume Folcloristico sarà oggetto di interventi di riqualificazione degli ambienti e di ampliamento degli spazi espositivi, con una quota di intervento di 200mila euro mentre a Cingoli, il Polo museale-Pinacoteca vedrà interventi di riqualificazione degli ambienti e di ampliamento degli spazi espositivi, con una quota di 300mila euro. La progettazione per i lavori a Castelraimondo e Cingoli è stata affidata allo Studio Tecnico Gruppo Marche con sede a Macerata.
A Matelica, il Museo Civico Archeologico sarà interessato da interventi di riqualificazione degli ambienti e di ampliamento degli spazi espositivi, per un importo di 300mila euro. La progettazione è stata affidata all’operatore economico GTRF Giovanni Tortelli e Roberto Frassoni architetti associati di Brescia.
A Pioraco, il Museo della Carta e della Filigrana beneficerà di interventi di riqualificazione degli ambienti e di ampliamento degli spazi espositivi, per una quota di 200mila euro mentre a Sefro, il Museo della civiltà contadina "Ferretti Florindo" vedrà interventi di riqualificazione degli ambienti e di ampliamento degli spazi espositivi, per un importo di 200mila euro. L'incarico di progettazione per le due strutture di Pioraco e Sefro è stato affidato allo Studio tecnico dell’ingegnere Erika Gatti con sede a Camerino.
A San Severino Marche, il Museo civico archeologico "Giuseppe Moretti" sarà oggetto di interventi di riqualificazione degli ambienti e di ampliamento degli spazi espositivi, con un investimento di 300mila euro.
Infine, a Treia, il Parco archeologico “Ex Velani” sarà protagonista di un recupero del casolare per la realizzazione di un polo culturale e la trasformazione delle aree acquisite e da acquisire per la realizzazione del futuro parco archeologico dell’antica città romana di Treia, con una quota di intervento significativa di 2 milioni di euro. La progettazione è stata affidata allo studio Giacomo Gajano Saffi Mauro Gastrechini Architetti Associati con sede in piazza Sant’Apollonia a Roma.
Questo importante progetto mira a rafforzare l'attrattiva culturale e turistica dei Comuni coinvolti, creando una rete museale integrata e promuovendo la valorizzazione del ricco patrimonio storico, artistico e archeologico dell'Appennino centrale.
Tutto è pronto per la trentatreesima edizione della Biennale Internazionale dell'Umorismo nell'Arte, un appuntamento storico organizzato dall'assessorato alla cultura del comune di Tolentino, che dal 1951 celebra l'umorismo come linguaggio artistico universale. Il tema di quest’anno, "La comicità involontaria", si preannuncia stimolante e originale, promettendo di esplorare con intelligenza e ironia le sfumature più inaspettate del riso e del paradosso.
A guidare la rassegna per l’edizione 2025 sarà il nuovo direttore artistico Enrico Maria Davoli, docente di storia dell'arte contemporanea e di storia del design all’Accademia di Belle Arti di Bologna, affiancato da una giuria di alto profilo. Tra i giurati figurano John Mc Court, Magnifico Rettore dell’Università di Macerata, Andrea Gualandri, già direttore artistico della Biennale nel 2011, il pittore Matteo Nannini, la filmaker Ilaria Pezone, l’architetto e designer Roberto Semprini e la museologa Agnese Tonelli.
Come da tradizione, il concorso si divide in due sezioni: una dedicata all’arte umoristica e una alla caricatura, con i premi "Biennale Tolentino" e "Premio Luigi Mari". La selezione delle opere, sottolinea Davoli, "ha rivelato una buona varietà di stili, con una qualità altalenante ma in generale promettente. Il lavoro della giuria è stato mirato a valorizzare l’inventiva e la qualità tecnica, eliminando i lavori dilettanteschi e poco coerenti con lo spirito della Biennale".
A testimoniarne il successo e la crescente rilevanza internazionale, sono i numeri: quasi 1.300 opere arrivate da oltre 60 Paesi tra cui Cina, Iran, e naturalmente l’Italia. Un segnale chiaro del respiro globale dell’iniziativa, capace di coinvolgere artisti da ogni angolo del mondo attorno al potere espressivo dell’umorismo.
L’inaugurazione è fissata per sabato 12 luglio e si svolgerà in grande stile nella suggestiva cornice del Castello della Rancia, sede che ospiterà l'intera mostra fino al 6 gennaio. L’obiettivo è quello di restituire centralità a questa manifestazione nella scena culturale italiana e internazionale, come sottolineano le istituzioni.
"Tolentino ritorna così in grande stile – ha dichiarato il sindaco Mauro Sclavi – con una mostra che dà continuità a una tradizione culturale unica e profondamente radicata nel nostro territorio". Entusiasta anche l'assessore alla cultura Fabio Tiberi, che ha evidenziato "l’alta partecipazione e l’altissimo livello qualitativo delle opere in concorso. Lavoriamo perché l’inaugurazione del 12 luglio sia un evento degno della lunga storia della Biennale e del prestigio del Castello della Rancia".
L’edizione 2025 della Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte non sarà solo una mostra, ma un’esperienza capace di far riflettere, sorridere e riscoprire il valore profondo dell’ironia, anche quella involontaria, come chiave di lettura del mondo contemporaneo.
Ci sono immagini che non si dimenticano. Perché parlano al cuore più delle parole. È con questo spirito che il fotografo Marcello Tramandoni ha consegnato al sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, una copia del suo libro “Vite da pandemia”, un’opera intensa che racchiude oltre cento scatti realizzati tra il 2020 e il 2022, durante i giorni più duri dell’emergenza sanitaria. Proprio a Civitanova Marche è nato questo progetto fotografico, un racconto corale, fatto di silenzi, sguardi, distanze e segni di speranza, che attraversa luoghi, volti e momenti simbolici.
“Con questo libro – ha dichiarato il sindaco Ciarapica – Tramandoni ci consegna un prezioso archivio della memoria. Le sue foto parlano a tutti noi, raccontando il dolore, il coraggio, la dignità delle persone e la forza della comunità. È un documento che resterà nel tempo e che ci aiuta a non dimenticare ciò che abbiamo vissuto insieme. Il mio grazie per questo dono va a Marcello per aver trasformato la nostra quotidianità ferita in un racconto visivo di grande valore umano e culturale.”
“Ho iniziato quasi per caso – racconta Marcello Tramandoni – con qualche scatto in punta di piedi, in spiaggia, al molo di Civitanova Marche. Da lì, giorno dopo giorno, è cresciuto in me il desiderio di approfondire, di raccontare la trasformazione del vivere quotidiano segnata dal distanziamento, dalle mascherine, dai gesti nuovi. Per questo ho voluto consegnare personalmente al sindaco, che ringrazio per l’accoglienza, una copia di questo libro. Civitanova è parte viva di questo progetto: molte delle immagini sono nate qui, nei suoi silenzi e nella sua resilienza”.
Marcello Tramandoni, fotografo marchigiano nato a Montecosaro, collabora con la Fototeca Comunale di Morrovalle e ha esposto in numerose città italiane. Tra i suoi lavori più noti: Volti di Palermo, La mattanza del tonno a Favignana, Il sale di Sicilia, Falcone e Borsellino vent’anni dopo e Vite da pandemia. Le sue immagini sono state pubblicate su riviste di settore e premiate in concorsi nazionali e internazionali, tra cui il Fuji Film Press Photo Awards, Passione Italia e il Performance Awards in Cina. È insignito dell’onorificenza AFI dalla FIAF, e le sue opere fanno parte di prestigiosi archivi come la Fototeca Nazionale FIAF, la Fondazione Falcone e la Biblioteca Zavatti di Civitanova.
Uno sguardo incantato sull’intimità dell’anima e sulla memoria dei luoghi prende forma al Politeama di Tolentino, che ospita dal 24 maggio all’8 giugno 2025 la mostra “Art Exhibition”, firmata da due artiste unite non solo dalla pittura ma anche da un legame profondo: Maria Ersilia Valentini e Giulia Piangatelli, madre e figlia.
L’inaugurazione è prevista sabato 24 maggio alle ore 18, con la presentazione a cura del poeta e critico letterario Guido Garufi. L’ingresso è gratuito e la mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 17 alle 20.
Un’esposizione che si configura come un vero e proprio dialogo visivo tra generazioni, sensibilità e linguaggi. Le opere propongono volti enigmatici e paesaggi sospesi, tra neve e notti profonde, tra presenze femminili che sembrano evocare antiche divinità e scorci di paesi deformati, onirici, fuori dal tempo.
Maria Ersilia Valentini, laureata in Sociologia a Urbino e formatasi in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Macerata, ha alle spalle una lunga carriera artistica fatta di mostre personali, collettive e premi. I suoi dipinti uniscono paesaggio e figura femminile, costruiti con acrilici, acquerelli e inchiostri pigmentati. La sua cifra è la ricerca cromatica, attraverso la quale riesce a restituire emozioni intime e atmosfere rarefatte. Cura la pagina Instagram @valentini.art, dove documenta il suo percorso creativo.
La figlia, Giulia Piangatelli, si muove in una direzione autonoma ma complementare. Laureata in Scienze della Formazione a Macerata e in Scienze Pedagogiche a Roma Tor Vergata, ha frequentato anche la Scuola del Fumetto di Roma. La sua pittura, intensa e visivamente potente, è popolata da volti femminili arcaici e moderni, realizzati con matite acquerellabili, acrilici e inchiostri. Dopo i primi passi espositivi a Roma e Terni, ha partecipato alle edizioni 2023 e 2024 di Art Exhibition. Le sue opere sono raccolte sulla pagina Instagram @giulia_piangatelli.
Due visioni distinte eppure comunicanti, che si intrecciano in un racconto fatto di silenzi, sguardi e territori interiori. Un’occasione da non perdere per lasciarsi avvolgere dalla poesia visiva di due artiste capaci di trasformare il quotidiano in mito.---------------------
Musicultura apre il sipario sulla XXXVI edizione annunciando i primi ospiti che saliranno sul palco dello Sferisterio di Macerata nelle due serate finali del Festival, in programma venerdì 20 e sabato 21 giugno 2025.
Ad aprire la doppietta di spettacoli, venerdì 20 giugno, saranno due tra i più originali cantautori del panorama italiano: a dieci anni dalla sua ultima partecipazione al Festival torna Vinicio Capossela, artista poliedrico e sperimentatore sonoro in grado di fondere mito e presente, sacro e profano; e Tricarico, penna fuori dagli schemi e autore di brani dal lirismo tagliente e imprevedibile.
Sabato 21 giugno sarà la volta di una voce iconica della musica italiana: Antonella Ruggiero, interprete raffinata e dallo stile inconfondibile, capace di attraversare generi e decenni con eleganza e intensità.
Accanto a questi grandi protagonisti, le serate finali di Musicultura vedranno esibirsi anche gli otto vincitori del Concorso selezionati tra migliaia di proposte dal prestigioso Comitato Artistico di Garanzia del Festival composto da: Francesco Amato, Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Diego Bianchi, Francesco Bianconi, Maria Grazia Calandrone, Giulia Caminito, Luca Carboni, Guido Catalano, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Dardust, Teresa De Sio, Cristina Donà, Giorgia, Mariangela Gualtieri, La Rappresentante di Lista, Ermal Meta, Mariella Nava, Susanna Nichiarelli, Piero Pelù, Vasco Rossi, Ron, Sydney Sibilia, Tosca, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi e Margherita Vicario.
Gli artisti vincitori del concorso, si esibiranno tutti e otto sia venerdì 20 che sabato 21 giugno. La somma dei voti del pubblico delle due serate consacrerà il vincitore assoluto della XXXVI edizione, al quale andrà il Premio Banca Macerata di 20.000 euro.
I nomi dei vincitori saranno svelati il prossimo 12 giugno, durante il concerto in diretta su Rai Radio1 dalla storica Sala A di Via Asiago a Roma, appuntamento attesissimo che rappresenta uno dei momenti cardine del percorso artistico della manifestazione.
La direzione artistica di Musicultura, fedele alla propria vocazione di valorizzazione della canzone d’autore contemporanea, promette anche per quest’anno un cartellone ricco di sorprese: i presentatori delle due serate e altri ospiti verranno annunciati nelle prossime settimane.
Musicultura si conferma così come un crocevia prezioso tra nuove proposte e grandi nomi del panorama musicale, in uno scenario unico come quello dello Sferisterio, che ogni anno accoglie un pubblico appassionato e partecipe da tutta Italia. I biglietti per le due serate finali sono acquistabili online su vivaticket.it, presso la Biglietteria dei Teatri di Macerata e in tutti i rivenditori del circuito vivaticket.
Torna domenica prossima 25 maggio l’Extempore al parco "Le Saline" di Penna San Giovanni, l'iniziativa artistica a cura del pittore Marco Franchini e con la direzione artistica di Daniele Cristallini che mette in gioco chi vorrà cimentarsi in una gara di pittura sul tema del parco. Iscrizione alle ore 10 in loco e consegna dei lavori entro le ore 18 per consentire la valutazione e l'assegnazione dei premi.
L’evento è dedicato in particolare ad appassionati di disegno e giovani studenti dei licei artistici. L'opera vincitrice andrà a far parte della collezione di quadri che costituirà il nuovo museo delle Saline. A tutti i partecipanti verrà consegnato un ingresso omaggio alla piscina che aprirà in estate. Una giornata particolare all'insegna dell'arte, cui si potrà partecipare gratuitamente ma dotandosi del materiale necessario.
Domenica sarà anche possibile effettuare escursioni e pranzare presso il chiosco accompagnati da dj set con Manu Latini e dj Gianluk. Natura, arte, divertimento, musica e buon cibo, un ottimo mix per trascorrere una giornata all’aria aperta scoprendo una delle tante meraviglie delle Marche.
Il Messaletto di Frontale di Apiro, rubato e mai restituito, è al centro dell’edizione 2025 della campagna "Salvalarte" di Legambiente. L’appuntamento prevede lo svolgimento di un convegno dal titolo: "Ridateci quel che è nostro: il sacramentario di Frontale". L’iniziativa, promossa e organizzata dal circolo Legambiente di San Severino "Il Grillo" e dal Comune di Apiro, è in programma per domenica 25 maggio, festività del patrono Sant’Urbano di Apiro, alle 17:00 nella sala del Consiglio Comunale del municipio apirese.
Dopo i saluti iniziali del sindaco Ubaldo Scuppa e del presidente de "Il Grillo" Francesco Ranciaro, interverranno il responsabile della campagna "Salvalarte 2025" Paolo Gobbi, la direttrice di "The Journal of Cultural Heritage Crime" Serena Epifani e Giuseppe De Rosa, avvocato che si è occupato del procedimento giudiziario per conto della Parrocchia di Frontale fino alla Cassazione.
Il sindaco Scuppa dichiara: "il Messaletto di Frontale ha un alto valore simbolico per la comunità locale, che per secoli lo ha considerato alla stregua di una reliquia veneratissima e dovremo fare tutto il possibile, affiancando la Parrocchia per farcelo restituire". "Per il Circolo “il Grillo” – ha affermato il presidente Ranciaro- si tratta del quattordicesimo appuntamento di “Salvalarte” e nell’anno del 25° di attività del nostro sodalizio, l’abbiamo voluta dedicare ad una vicenda che coinvolge le nostre comunità e che ci chiede di collaborare, di mettere insieme le forze delle istituzioni ed associazioni locali per riuscire ad ottenere la restituzione di quanto illegittimamente prelevato".
"Nel corso dell’iniziativa sarà presentata una riproduzione tridimensionale al vero, realizzata con cartone e fotografie dal Circolo “il Grillo”, perché ci si renda conto della consistenza e della preziosità dell’oggetto di cui si reclama la restituzione. Questa riproduzione sarà consegnata al Parroco di Frontale come testimonianza dell’impegno ormai decennale profuso nel rivendicare quanto illecitamente sottratto", ha puntalizzato Ranciaro.
Al termine degli interventi programmati si avranno contributi di altre personalità coinvolte nella vicenda, che attende ora la sua definitiva soluzione con un intervento intesa tra i governi di Italia e Usa. A coordinare l’incontro sarà il giornalista Giancarlo Sagramola.
Nell’occasione saranno raccolte le prime firme della petizione da inviare immediatamente via Pec al Governo – con particolari destinatari il Primo Ministro e i Ministri degli Esteri, di Grazia e Giustizia e della Cultura - perché si attivino per la restituzione del messaletto. La stessa petizione sarà in quell’occasione lanciata anche sulla piattaforma web www.change.org affinché possa avere il sostegno più ampio possibile; tutte le istituzioni culturali, della salvaguardia del patrimonio nazionale, di ogni ordine e grado, saranno invitate a collaborare per questo risultato.
Le prime manifestazioni di sostegno, già dal lancio dell’iniziativa sui social network sono giunte negli scorsi giorni dal mondo della cultura, dalla popolazione di Frontale - che attende da un secolo la restituzione del bene sottratto illecitamente alla loro chiesa - e da gruppi di apiresi discendenti di immigrati, oggi in Argentina.
Sabato 24 maggio alle ore 21 Lo Stabile di Macerata (Palazzina STA, via Panfilo 13B), sede dello Sperimentale Teatro A diretto da Allì Caracciolo, ospiterà il concerto del fisarmonicista Antonino De Luca dal titolo "Tu, musica, parola del silenzio".
L'appuntamento, a ingresso gratuito, è parte del calendario degli eventi collaterali di Prima Scena, il festival dedicato alla scenografia che da maggio a settembre animerà diverse città delle Marche con spettacoli, mostre e incontri con registi e scenografi del panorama cinematografico italiano e internazionale.
De Luca proporrà un repertorio originale in cui la fisarmonica, arricchita da effetti sonori, attraversa atmosfere musicali diverse. Un concerto che unisce ricerca timbrica, sensibilità interpretativa e sperimentazione contemporanea.
Fisarmonicista e compositore, Antonino De Luca è uno dei musicisti più raffinati del panorama contemporaneo, che intreccia repertorio classico e jazz. Ha collaborato con numerosi artisti italiani e internazionali, portando la sua musica in teatri e festival di prestigio. Il suo brano "Le stelle" è la colonna sonora ufficiale di Prima Scena, scelto per la sua capacità evocativa e la profonda connessione con l'immaginario visivo del festival.
Fondazione Marche Cultura annuncia l’avvio di una selezione volta alla ricerca di nuove figure professionali che possano contribuire con le loro competenze a supporto delle attività dell’Ente nella valorizzazione del patrimonio culturale della Regione e nella promozione della cultura e dell’audiovisivo delle Marche.
Per il conferimento degli incarichi, la Fondazione Marche Cultura apre la selezione per l’individuazione di una short list di esperti, in cinque ambiti specifici, fondamentali per il potenziamento della propria missione. I profili ricercati includono specialisti nell’area digital e social media, professionisti esperti in organizzazione eventi e location manager nell’area Film Commission, nonché esperti di rendicontazione e monitoraggio dei progetti finanziati attraverso fondi europei, nazionali e regionali nell’area amministrazione. Inoltre, la Fondazione è alla ricerca di esperti per la catalogazione e gestione delle banche dati dei beni culturali.
“Invitiamo tutti coloro che possiedono competenze nei settori richiesti a partecipare a questa selezione. – Ha commentato Andrea Agostini presidente della Fondazione Marche Cultura. - Siamo convinti che la freschezza delle idee e la professionalità di nuovi talenti possano contribuire in modo significativo alla nostra missione di valorizzazione della cultura marchigiana. È un’opportunità per mettere a frutto le proprie capacità e per essere parte di un progetto ambizioso che mira a far conoscere e apprezzare sempre più la nostra amata regione in Italia e nel mondo".
Sul sito della Fondazione Marche Cultura www.fondazionemarchecultura.it è possibile scaricare la domanda di partecipazione che va compilata e inviata esclusivamente tramite posta elettronica certificata all’indirizzo: postacertificata@pec.fondazionemarchecultura.it La scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione è fissata per il 30 maggio 2025 alle ore 12.
Una serata all’insegna dell’arte e della musica quella in programma per sabato 17 maggio, a partire dalle 21:30, nel cuore di Mogliano. Il Comune aderisce al “Grand Tour Musei 2025”, iniziativa promossa dalla Regione Marche in occasione della Giornata internazionale dei Musei, che si celebra il 18 maggio.
L’evento, intitolato “Notte di Muse al museo”, si svolgerà in piazza Garibaldi e offrirà l’opportunità di visitare gratuitamente, con guida esperta, il Museo di Arte Sacra, che custodisce preziose testimonianze del patrimonio religioso locale.
Ad arricchire la serata, l’accompagnamento musicale del Duo Busillis, composto da Chiara Marangoni e Vincenzo Ruggero, che proporrà un repertorio di musiche originali ispirate all’Ars Antiqua e all’Ars Nova, due importanti espressioni della musica medievale.
I partecipanti potranno anche ammirare una delle opere più celebri presenti nel borgo: la splendida "Madonna in gloria e Santi" (1548) di Lorenzo Lotto, custodita nella Chiesa di Santa Maria in Piazza, a pochi passi dal museo.
Una serata suggestiva, tra arte sacra, musica antica e valorizzazione culturale, che intende avvicinare la cittadinanza e i visitatori al patrimonio storico-artistico del territorio.
Si arricchisce sempre di più l’offerta culturale per l’edizione 2025 de “La Notte dei Musei”, evento internazionale promosso sotto l’egida del ministero della Cultura con il patrocinio dell’Unesco, del Consiglio d’Europa e dell’Icom, che apre gratuitamente molte collezioni pubbliche e private e che anche nella città di San Severino Marche porterà una serata all’insegna dell’arte, della storia e della conoscenza. L’appuntamento è fissato per sabato prossimo (17 maggio). A partire dalle ore 21 nella sede della Pro Loco, in piazza Del Popolo, verrà distribuita gratuitamente la “cartina” dei luoghi interessati dall’evento visitabili nei due percorsi scelti e messi insieme dall’Amministrazione comunale e dalla Pro Loco, con la collaborazione delle scuole, di numerose associazioni e con l’appoggio dei privati.
Tra le novità dell’ultima ora la proposta “Invito a Palazzo”, un vero e proprio tour dei palazzi storici del centro urbano con la visita degli interni di palazzo Franchi, palazzo Valentini Rotelli, palazzo Gentili da Rovellone e palazzo Cristini. Si effettueranno due partenze, con ritrovo sempre presso la Pro loco, alle ore 21,15 e 22,30. Il numero di visitatori sarà limitato, per entrambe le partenza, a un massimo di 20 persone. Prenotazione obbligatoria solo tramite whatsapp al 3388007012 (Paola). Si raccomanda la puntualità.
Tutte le altre visite, gratuite, seguiranno invece due i percorsi: percorso centro storico e percorso con servizio navetta.
Il percorso centro storico include l’apertura della Galleria d’arte moderna “Filippo Bigioli” a Palazzo Comunale, in piazza del Popolo, e un itinerario tra la chiesa di San Giuseppe, con la performance del Coro Tourdion Ensemble del Corpo filarmonico “Francesco Adriani” dal titolo “Siamo peccatori felici” in memoria del maestro Simone Montecchia, e il teatro Feronia dove sono in programma visite culturali. Poi laboratorio di scultura “La costruzione della scultura in ceramica” nella ex chiesa di Santa Maria della Misericordia e visite culturali e attività con l’associazione Sognalibro nella biblioteca comunale “Francesco Antolisei” in via Cesare Battisti. Inoltre visite all’House Museum Clocks and Scientific Instruments in via XX Settembre, al Museo dell’Arte Recuperata MARrec e al Museo della Guerra.
Apertura straordinaria anche della mostra d’arte Sandro Pierucci in via Massarelli ma al civico numero 31. Poi apertura straordinaria della chiesetta di San Rocco e della sede dell’associazione Palio dei Castelli con la mostra delle armi e dei costumi medievali. Aperture straordinarie anche delle sedi dell’Ipsia, l’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato, e dell’Uteam, l’Università della Terza Età dell’Alto Maceratese in via Salimbeni, con una mostra del corso di fotografia a cura di Giorgio Della Mora e della basilica di San Lorenzo in Doliolo oltreché del Muset, il Museo dell’Elettricità e del Territorio di viale Bigioli.
Il percorso con servizio navetta, con partenza dalle ore 20:45 da San Domenico, prevede invece la visita al Santuario Madonna dei Lumi, al Museo Archeologico “Giuseppe Moretti” e chiostro di Castello al Monte e di nuovo al Muset, il Museo dell’Elettricità e del Territorio.
Per le vie del centro sarà allestita anche la mostra diffusa “La mia città un’opera d’arte” con i lavori degli alunni delle Scuole dell’Infanzia dell’Istituto comprensivo “P. Tacchi Venturi” in collaborazione con i commercianti e la Pro Loco.
Ottimo successo e grande apprezzamento del folto pubblico per il concerto eseguito al Teatro della Filarmonica, imperniato sulla musica e sulla vita di Lauro Rossi, organizzato dalla Società Civile dello Sferisterio, Eredi dei Cento Consorti, la quale si è avvalsa della preziosa collaborazione dell’Associazione Ut-Re-Mi, “Scuola di Musica Stefano Scodanibbio”.
Dopo i saluti istituzionali di Riccardo Sinigallia, Presidente dei Cento Consorti, e di Enrico Ruffini, Presidente della Filarmonica, il soprano Emanuela Torresi ed il basso-baritono Massimiliano Mandozzi, egregiamente accompagnati al pianoforte dal maestro Alexander Sorokin, si sono esibiti in diverse arie tratte sia dai melodrammi di Lauro Rossi, sia dalla sua produzione di musica lirica da camera.
Torresi ha dato prova della sua duttilità canora, passando da esempi di belcantismo di alcune arie alle sonorità drammatiche di altre. Anche Mandozzi è stato molto apprezzato per la voce profonda e la sua cura della mimica. Il pianista russo Sorokin si è dimostrato esperto della tastiera alternandosi nelle due funzioni, non facili da conciliare, di accompagnatore e di solista, dimostrando la sua notevole dinamicità soprattutto nel Pot-Pourri dal “Domino Nero” ed ancor di più nel suggestivo “Strambòttolo”, sorprendente pezzo pianistico di Rossi anticipatore della musica del Novecento.
Il tutto è stato ben descritto e collegato dagli interventi di Vincenzo Ruggiero, compositore, musicista e storiografo, che ha presentato con competenza e spigliatezza la vita e l’opera di Lauro Rossi, dalla produzione di opere liriche alla composizione di musica vocale da camera, dalla sua giovanile attività di impresario in Messico, Cuba e New Orleans alla direzione dei conservatori di Milano e Napoli, fino alla sua attività didattica.
Alla fine del concerto sinceri applausi per tutti. Adamo Angeletti, Presidente di Ut-Re-Mi, e Silvia Santarelli, fondatrice della Scuola Scodanibbio, hanno voluto ringraziare con fiori ed omaggi sia gli artisti, sia gli organizzatori Riccardo Sinigallia e Stefano Perugini.
Ieri sera, giovedì 8 maggio, il Teatro Annibal Caro di Civitanova Alta era gremito per l’apertura di Edunova Humans in Tech, il festival che esplora il rapporto tra educazione e innovazione digitale. Sul palco, il celebre Giobbe Covatta, affiancato da Andrea Caimmi, ha incantato la platea con “Tu, Nao ed Io”, uno spettacolo ironico e profondo scritto dal regista e artista Paolo Consorti. Con la sua verve inconfondibile, Covatta ha guidato il pubblico in una riflessione pungente sull’uomo, sulla tecnologia e sull’inesorabile bisogno di reinventarsi, alternando sorrisi e spunti di riflessione e conquistando adulti e ragazzi in un viaggio unico tra umanità e intelligenza artificiale.
Il festival entrerà nel vivo sabato 10 e domenica 11 maggio, con attività gratuite pensate per bambini, ragazzi, genitori e docenti che si svolgeranno nei luoghi simbolo della città alta: lo Spazio Multimediale San Francesco, la Chiesa sconsacrata di Sant’Agostino, la Scuola Primaria Sant’Agostino nel Palazzo Frisciotti Stendardi e naturalmente lo stesso Teatro Annibal Caro. Sono previste conferenze e interventi di esperti di fama nazionale, che offriranno spunti di riflessione e approfondimenti sulle tematiche centrali. Ci saranno laboratori interattivi e workshop pratici, che permetteranno ai partecipanti di sperimentare in prima persona la centralità dei saperi umanistici nei coinvolgenti laboratori filosofici, di debate, cinema e scrittura creativa, web radio, web Tv, podcast, progettazione di un manifesto, e di esplorare le potenzialità delle nuove tecnologie con attività di robotica, programmazione, IA, virtual reality.
Non mancheranno tavole rotonde e dibattiti aperti al pubblico, che favoriranno il confronto di idee e la condivisione di esperienze, spaziando da focus di carattere didattico ad approfondimenti sulle dinamiche emotive con psicologi e neuropsichiatri. Alcune attività per bambini e ragazzi saranno condotte dagli scrittori Daniele Aristarco con Anna De Giovanni e Igor De Amicis con Paola Luciani. Tra i tanti interventi degli esperti i professori Emanule Frontoni e Roberto Mancini dell’Università di Macerata, la dottoressa Alessandra Anichini ricercatrice Indire, Daniele Barca dirigente scolastico IC Modena 3, il professor Andrea Capozucca IIS Da Vinci Civitanova Marche e Unicam, Michele Casali CEO ELI, la neuropsichiatra Barbara Rossi, gli psicologi Silvia Serroni, Veronica Berré, Luca Fiordaliso, il comunicatore Paolo Nanni.
La partecipazione a tutti gli eventi è gratuita.
Il Festival, ideato dalla dirigente scolastica professoressa Gloria Gradassi e promosso dall’Istituto Comprensivo Sant’Agostino, è patrocinato dal Comune di Civitanova Marche, che ha anche contribuito attivamente alla realizzazione del Festival, dalla Regione Marche, con una rete prestigiosa di collaborazioni: Università di Macerata, Google for Education, Indire, Marche Fondazione Cultura, Debate Italia, Marche Film Commission, Teatri di Civitanova e molti altri.
La città di San Severino Marche si prepara ad accogliere la nuova edizione de “La Notte dei Musei”, l’evento internazionale che apre gratuitamente le porte di musei e luoghi della cultura in tutta Europa per una serata all’insegna dell’arte, della storia e della conoscenza. L’appuntamento è per sabato 17 maggio, dalle ore 21 alle 24.
Due i percorsi che verrà proposti: percorso centro storico e percorso con servizio navetta. In alternativa si potranno esplorare liberamente i luoghi d’arte ritirando la piantina presso la sede della Pro Loco, a partire dalle ore 20:30. Per chi desidera un’esperienza più approfondita, sono previste anche visite guidate con personale certificato su prenotazione.
Il percorso centro storico include l’apertura della Galleria d’arte moderna “Filippo Bigioli” a Palazzo Comunale, in piazza del Popolo, e un itinerario tra la chiesa di San Giuseppe, con la performance del Corpo filarmonico “Francesco Adriani” e del Coro Tourdion Ensemble dal titolo “Siamo peccatori felici” in memoria del maestro Simone Cartuccia, e il teatro Feronia dove sono in programma visite culturali.
Poi laboratorio di scultura “La costruzione della scultura in ceramica” nella ex chiesa di Santa Maria della Misericordia e visite culturali e attività con l’associazione Sognalibro nella biblioteca comunale “Francesco Antolisei” in via Cesare Battisti.
Inoltre visite all’House Museum Clocks and Scientific Instruments in via XX Settembre, al Museo dell’Arte Recuperata MARrec e al Museo della Guerra. Apertura straordinaria anche del palazzo storico Cristini, in via Angelo Massarelli, e della mostra d’arte Sandro Pierucci, sempre in via Massarelli ma al civico numero 31.
Poi apertura straordinaria della chiesetta di San Rocco e della sede dell’associazione Palio dei Castelli con la mostra delle armi e dei costumi medievali. Aperture straordinarie anche delle sedi dell’Ipsia, l’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato, e dell’Uteam, l’Università della Terza Età dell’Alto Maceratese in via Salimbeni, con una mostra del corso di fotografia a cura di Giorgio Della Mora e della basilica di San Lorenzo in Doliolo oltreché del MUSET, il Museo dell’Elettricità e del Territorio di viale Bigioli.
Il percorso con servizio navetta, con partenza dalle ore 20:45 da San Domenico, prevede invece la visita al Santuario Madonna dei Lumi, al Museo Archeologico “Giuseppe Moretti” e chiostro di Castello al Monte e di nuovo al MUSET, il Museo dell’Elettricità e del Territorio.
L’iniziativa sarà arricchita dalla mostra diffusa “La mia città un’opera d’arte”, che animerà le vie cittadine con opere realizzate dagli alunni delle Scuole dell’Infanzia dell’Istituto comprensivo “P. Tacchi Venturi” in collaborazione con i commercianti e la Pro Loco.
L’Amministrazione comunale desidera esprimere un sentito ringraziamento alla classe 4GR Grafica dell’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini” e alla professoressa Roberta Sorrentino per aver curato il materiale grafico dell’evento, con un ringraziamento particolare alla studentessa Elena Modesti che ha realizzato l’immagine ufficiale di questa edizione.
La traduzione italiana di Storie originali di vita vera di Mary Wollstonecraft, a cura della professoressa Gloria Alpini, sarà presentata il 12 maggio alle ore 21.15 presso la Sala Ceccchetti della Biblioteca Zavatti di Civitanova Marche (viale Vittorio Veneto). L'evento, promosso dallo Sportello InformaDonna e dall'Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Civitanova Marche, offre un’occasione preziosa per riscoprire un testo fondamentale, pubblicato per la prima volta nel 1788.
Il volume fa parte della collana Paideia e Alterità della casa editrice Aras di Fano e può essere considerato un piccolo manifesto educativo sui diritti delle donne e dei bambini, toccando tematiche sempre attuali come la relazione tra uomo e natura. La sua modernità risiede proprio nel messaggio forte e chiaro: occorre insegnare prima di tutto le virtù – come la generosità e la responsabilità – che sono alla base di un apprendimento significativo e di uno sviluppo umano e spirituale sano.
“Con grande entusiasmo abbiamo voluto valorizzare questo volume che offre molteplici sguardi e spunti di riflessione - dichiara l'assessore alle Pari Opportunità Barbara Capponi -.Ringraziamo la professoressa Alpini che, con passione e competenza, saprà portare alla cittadinanza un momento di condivisione corale ed eterogenea, offrendo sguardi antichi ma ancora attuali”.
Questa nuova edizione, oltre a presentare il testo originale inglese a fronte, è arricchita dalle illustrazioni storiche del poeta preromantico inglese William Blake. La copertina, inoltre, è stata disegnata dallo studente Duka Asllan dell’Istituto Corridoni Bonifazi di Civitanova Marche, a testimonianza di un progetto che intreccia cultura e partecipazione giovanile. La curatela di Gloria Alpini arricchisce la lettura con contributi scientifici pensati come strumenti educativi, in particolare nell’ambito del metodo innovativo CLIL+IA. Questo approccio, che integra l’apprendimento di contenuti disciplinari e linguistici con l’intelligenza artificiale, punta a rendere l’educazione più stimolante ed efficace grazie alla fusione tra materie, metodologie didattiche e tecnologie all'avanguardia.
Alla presentazione interverranno Fabiola Polverini, presidente della commissione Pari Opportunità del comune di Civitanova Marche, la professoressa Daniela Patriarca, vicepreside dell'istituto Corridoni-Bonifazi di Civitanova Marche, la professoressa Paterniti, docente presso il medesimo istituto e la dottoressa Jasmine Genni Borret, coautrici dei saggi presenti nel libro.
Il mese di maggio si apre all’insegna del grande cinema con l’apertura di nuovi set cinematografici nelle Marche per la realizzazione di tre film prodotti con il contributo di Regione Marche PR-FESR 2021-2027 Fondazione Marche Cultura - Marche Film Commission, opere risultate vincitrici dei bandi.
Questi i titoli dei nuovi film “Frammenti”, “Il Principe della follia” e “La bambina di Chernobyl” che verranno girati nel mese di maggio nelle Marche, in particolare nelle città di Fermo, Ponzano di Fermo, Potenza Picena, Porto San Giorgio, Jesi, Cingoli, Monsano, Castelfidardo, Montemarciano, Senigallia, Ascoli Piceno e Ancona.
“Con grande soddisfazione annunciamo l’avvio delle riprese nelle Marche di tre nuovi film che hanno vinto i nostri bandi regionali– Ha dichiarato Andrea Agostini presidente di Fondazione Marche Cultura, Marche Film Commission – Nuove produzioni che rappresentano un'opportunità preziosa per promuovere la Regione, per impiegare maestranze e professionisti locali del settore cinematografico e garantire ricadute economiche in tutto il nostro territorio. Un risultato reso possibile grazie alle strategie di promozione mirate messe in atto in questi anni che hanno permesso di posizionare le Marche come una meta ambita per le produzioni nazionali ed internazionali contribuendo a creare un ecosistema vibrante e dinamico per il settore audiovisivo”.
Con il primo ciak si sono appena aperte le riprese del film “Frammenti”, opera prima di Bianca Marcelli, scritto da Dario Germani e prodotto da La Pratella 76 con la supervisione artistica di Giorgio Caporali.
Protagonista del film è la danza in un dramma contemporaneo che intreccia arte, identità e ricerca interiore e racconta il percorso emotivo e fisico di un giovane ballerino in lotta con il proprio passato. Le riprese del film si svolgeranno tra Fermo, Ponzano di Fermo, Potenza Picena e Porto San Giorgio e in particolare nel Teatro dell’Aquila di Fermo, naturale scenografia del film e tra i più imponenti e prestigiosi esempi di teatri settecenteschi italiani.
Sono impegnati nelle riprese circa 32 professionisti, capi reparto e maestranze residenti nella Regione. Il film vede nel cast gli attori marchigiani Rebecca Liberati e Andrea Caimmi, insieme a: Riccardo De Rinaldis, Francesco Venerando, Giorgio Belli, Valentina Romani, Jenny De Nucci e Federico Russo.
La rappresentazione del mondo del balletto all’interno del film è seguita dal coreografo Gianluca Schiavoni nel ruolo di consulente artistico sportivo. A prendere parte al progetto c’è anche Matteo Zorzoli ballerino professionista.
La storia parla di Romeo, un giovane ballerino romano, ribelle e appassionato che lascia la capitale per inseguire il sogno di entrare in una prestigiosa compagnia di danza diretta dalla celebre étoile Vittoria Pesca. Dopo aver superato le audizioni a Fermo, Romeo incontra Ele, una ragazza magnetica, con cui nasce un legame intenso. La scoperta di un segreto sconvolgente lo obbliga a mettere in discussione le sue certezze.
La prossima settimana si apriranno gli altri due set cinematografici in programma. Nella città di Jesi e nel territorio della Vallesina inizieranno le riprese del film “Il Principe della follia” scritto e diretto da Dario D`Ambrosi e prodotto da Red Post Prodction S.r.l. che vede nel cast tra gli attori protagonisti: Alessandro Haber, Andrea Roncato, Carla Chiarelli e Stefano Zazzera. Una produzione che sarà impegnata sul territorio per tre settimane, in particolare nei Comuni di Jesi, Cingoli, Monsano, Castelfidardo, Montemarciano e Senigallia.
La città di Ancona sarà protagonista del film “La bambina di Chernobyl” un film prodotto da Cine 1 Italia S.r.l. e diretto da Massimo Nardin che insieme al marchigiano Luca Caprara ne ha curato anche la sceneggiatura. Il film ha come protagonisti gli attori Vincenzo Pirrotta e Yeva Sai e prevede cinque settimane di attività sul territorio anconetano, con alcune lavorazioni previste anche nel Comune di Ascoli Piceno e post-produzioni a San Benedetto.
"L’apertura di tre nuovi set cinematografici nella Regione in un solo mese da l’idea dell’importante lavoro svolto fino ad oggi - Ha concluso Francesco Gesualdi direttore della Marche Film Commission - Siamo riusciti a creare un modello sostenibile fondato su investimenti strategici, semplificazioni operative, un dialogo aperto con il territorio e un forte supporto alle competenze locali tanto da rendere le Marche attrattive e pronte ad accogliere sempre nuove produzioni e narrazioni. Un successo che intendiamo continuare e sviluppare con determinazione e con il coinvolgimento di tutti, perché ogni progetto cinematografico è un'opportunità per l'intera comunità”.
Uno spettacolo leggero, ironico e divertente per riscoprire le abitudini, i miti e le contraddizioni dei favolosi anni ’70, ’80 e ’90. Marco Falaguasta arriva al Politeama di Tolentino, sabato 10 maggio alle ore 21:15, con lo spettacolo Non ci facciamo riconoscere. Un’occasione per ridere, riflettere e riconoscersi, tra ricordi condivisi e battute taglienti, in quella generazione cresciuta senza Google né Alexa, ma con mille domande da fare ai cugini più grandi. Ad accompagnare Marco Falaguasta in questo viaggio, le canzoni dal vivo di Sharon Alessandrini.
Una frase emblematica che ha accompagnato l’adolescenza di intere generazioni cresciute tra gli anni ’70 e ‘90, quattro parole inequivocabili che i genitori pronunciavano per richiamare i figli a un comportamento consono, ma il cui reale significato è sempre rimasto un mistero. Però questa frase risuona ancora nelle orecchie di tutti quelli che, come Marco Falaguasta, sono nati o cresciuti in quegli anni.
Gli anni di piombo, gli anni della legge sul divorzio, sull’aborto, gli anni del sequestro Moro, ma anche del boom economico, dell’Italia campione del Mondo in Spagna. Gli anni della Panda 30 con il finestrino abbassato e l’autoradio che suonava i Depeche Mood, i Duran Duran, gli Spandau Ballet e “Boys” di una dirompente Sabrina Salerno che metteva d’accordo tutti. Ma siamo proprio sicuri che “non farsi riconoscere” sia stata la scelta giusta?
Proviamo a rispondere insieme a questa domanda attraverso un percorso a ritroso nel tempo, per cercare di capire “chi” siamo diventanti oggi. Marco Falaguasta è comico e attore poliedrico, noto per le moltissime fiction di successo come Incantesimo, Orgoglio, Una famiglia in giallo, CentoVetrine e tante altre.
Biglietti da 25 euro in vendita al Botteghino del Politeama, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 17,00 alle ore 20,00 e da tre ore prima di ciascun spettacolo, online all’indirizzo https://www.politeama.org/biglietti/
La stagione 2024-2025 del Politeama è sostenuta dalla Regione Marche e organizzata con il contributo di Simonelli Group, Estra Prometeo, BCC Recanati e Colmurano e Gruppo Medico Fisiomed.
Autrice e regista di origine potentina, Giulia Grandinetti è una delle voci più interessanti del cinema italiano. Con i suoi cortometraggi Guinea Pig, Tria e il recentissimo Majoneze (candidato ai David di Donatello 2025), ha dato vita a un percorso coerente e profondo, che unisce corpo, immagine, pensiero e racconto in una sintesi personale e intensa. In questa conversazione ci racconta il suo approccio al cinema, il legame con la danza, i suoi riferimenti e il desiderio di costruire una mappa emotiva e politico-sociale attraverso i suoi film.
Partiamo dall’inizio. Come hai scoperto la tua vocazione per la regia e la scrittura?
"Non c’è stato un momento preciso in cui ho deciso che sarei diventata regista. È stato un processo graduale. Fin da piccolissima, persino all’asilo, avevo questa spinta a mettere insieme gruppi di persone e creare qualcosa insieme. L’idea di gruppo, di creazione collettiva, è sempre stata forte. Poi, da adolescente, ho provato a entrare come danzatrice ad Amici, ma scrissi che non volevo fare la ballerina, volevo fare la regista. Fu Luca Zanforlin, l’autore del programma, il primo a dirmi: "Tu devi scrivere". Non ci avevo mai pensato davvero fino a quel momento. La scrittura è arrivata così, in modo spontaneo, come un’estensione del mio desiderio di raccontare".
Quindi la danza è stata il tuo primo linguaggio artistico. Come si è trasformata nel tuo cinema?
"Assolutamente sì. Ho danzato con grande passione finché un infortunio importante, a 15 anni, mi ha fatto capire che era rischioso investire tutto su un'arte legata al corpo. La regia è arrivata come un linguaggio che mi permetteva di unire più forme artistiche: musica, architettura, scrittura, performance. E la danza è ancora al centro di tutto. Quando penso a un mondo da creare, lo penso sempre come un luogo in cui i corpi si muovono, interagiscono. Anche il movimento della macchina da presa ha per me un senso coreografico. Non ho mai davvero abbandonato la danza: l’ho semplicemente traslata nel cinema.
Come nasce per te una storia? Parti da un tema, da un’immagine o da un’urgenza narrativa?
"È difficile dare una risposta netta. Spesso tutto nasce da un desiderio di entrare in contatto con un tema, una ferita, un conflitto. Ma poi immagine, scrittura, suono, luogo e movimento si alimentano a vicenda. La scrittura per me non è mai solo la storia: è già regia. Nasco prima come regista, e ho capito con il tempo che mentre scrivo cerco già un senso complessivo, un respiro del film. La sostanza e la forma si creano insieme".
Hai realizzato tre cortometraggi — Guinea Pig, Tria e Majoneze —racchiusi in una trilogia. Parlaci di questo progetto?
"Sono tre opere indipendenti, nate in momenti diversi. Li ho pensati poi come tre lati di un triangolo che esplora tre grandi forze che plasmano l’essere umano: famiglia, società e relazione amorosa. Guinea Pig è il punto di contatto tra società e relazione amorosa, Tria tra società e famiglia, Majoneze tra relazione amorosa e famiglia. Mi piace l’idea che un giorno tutti i miei film possano far parte di una mappa. Ma ci tengo a dire che ogni corto ha una sua identità autonoma".
C’è un cinema, o dei registi, che ti ispirano particolarmente?
"Non saprei fare nomi precisi, perché da spettatrice mi lascio trasportare da film molto diversi. Ma sono attratta dai film che hanno mondi sotterranei: quelli in cui la storia è una porta d’ingresso, e sotto c’è un altro strato, una vibrazione. Amo le distopie, i film che mettono in discussione le regole e spingono a riflettere. Mi interessa un’emotività che scateni pensiero, che abbia un gioco antropologico all’interno".
E questo si vede chiaramente in Majoneze, girato in Albania. Com’è nato quel progetto?
"Tutto è nato da un viaggio nei Balcani nel 2019, fatto con il mio ex compagno. Volevamo scoprire quei territori per capire se ci fosse una storia da raccontare. A Ersekë ci siamo arrivati per caso, perdendoci in auto. Quel luogo è stato il punto di svolta: mi ha colpita profondamente. Anche dopo la fine della nostra relazione, ho voluto assolutamente realizzare quel film. Sono tornata, ho preso contatti, ho trovato grande disponibilità da parte del Comune e della comunità. È stato un progetto rischioso. Ma l’energia umana che abbiamo trovato ci ha permesso di realizzarlo".
In Majoneze, rispetto agli altri due corti, sembra esserci una maggiore vicinanza emotiva ai personaggi. È così?
"Sì, è un film che vive nella pancia. Guinea Pig stimola le zone erogene e il cervello, Tria lavora sul cuore e i polmoni, Majonese è istintivo, viscerale. È un film che vibra con il corpo, soprattutto con quello femminile, ma include anche i conflitti maschili. Parla di patriarcato, ma anche della possibilità di sfuggirne, attraverso un atto di libertà".
In tutti e tre i cortometraggi c’è sempre un sistema oppressivo da cui si cerca di uscire. Ti interessa raccontare la ribellione?
"La parola ribellione è bellissima, ma credo che faccia parte molto del periodo dell'adolescenza, da cui io mi sto sganciando, anche se sono più grande. Credo di essere entrata da un po' di tempo nel concetto invece della rivoluzione, che è molto diversa. Io sono cresciuta con un senso di inadeguatezza molto forte, che forse condivido con molte persone. Il solo fatto di sentirsi fuori posto è già l’inizio di una rivoluzione. Nei miei film vediamo un percorso: in Guinea Pig si subisce il sistema, in Tria lo si accetta ma lo si perpetua, in Majoneze si comincia finalmente a rompere la gabbia. Nessuno dei personaggi compie una rivoluzione totale, ma ognuno fa un passo verso di essa".
So che stai lavorando a un nuovo lungometraggio. Ce ne puoi parlare?
"Sì, si intitola Jaune et Bleu (Giallo e Blu). È una coproduzione italo-francese, sarà girato in Francia e in lingua francese. È un progetto a cui lavoro da molti anni, fin dalla fine di Alice and the Land that Wonders, il mio primo film. È un’opera molto intima, sempre dentro la sfera familiare, e parla dell’amore in senso lato, anche quello erotico e di coppia. Credo che con questo film chiuderò un ciclo legato all’adolescenza. Dopo, spero arriveranno nuovi temi, nuove urgenze".
Pensi che il successo di Majoneze possa aiutarti nella distribuzione di questo lungometraggio?
"Credo che il mio compito sia fare un buon film, vero, necessario. Se ha un’anima che pulsa, troverà il suo percorso. Ovviamente ho bisogno dei produttori, dei distributori, di tutta la rete che fa vivere un’opera. Sono molto grata a Flavio Armone di Lights On, che ha distribuito gli ultimi due corti. Ma resto convinta che tutto parta dal film. Se l’opera funziona, il resto arriva".