Le opere d'arte esposte nella mostra di arte contemporanea "Metafigurazione", nel prestigioso Palazzo Lazzarini a Morrovalle dal 9 dicembre 2018 all’11 gennaio 2019 si inseriscono nel mondo sostenendo l'identità personale di ogni autore, sono il frutto di scelte pittoriche, sia esso un paesaggio o uno stato d'animo, con un valore estetico capace di arricchire con una totalità di significati una pluralità, cioè i fruitori. L'artista le idee le trova nella sua vita, nelle sue esperienze e la pittura rende visibile il ritmo e la tonalità di ogni vita individuale assieme alla temporalità dell'esperienza vissuta. Hegel scrive che il contenuto dell'arte è il pensiero, e questo pensato deve essere soggettivo, individuale, dunque sia un contenuto concreto e singolo in sé, che un linguaggio universale capace di fondere l'esperienza del soggetto con quella dell'altro da sè. Un sentito ringraziamento va a Silvio Craia, Carlo Iacomucci, Vincenso Raccosta e Sandro Trotti per il loro contributo estetico ben inserito nel contesto della mostra e ai poeti Mario Monachesi, Gianni Marcantoni e Lucia Nardi.
La poesia scrive Ungaretti “è il mondo, l’umanità, la propria vita fioriti dalla parola, la limpida meraviglia di un delirante fermento…”
Inaugurazione domenica 9 dicembre alle 17.
Esordirà alla grande, nella serata di sabato 15 dicembre alle 21.15, la stagione teatrale 2018 – 2019 al “Nicola Degli Angeli”: infatti, sarà di scena l’eclettico e popolare artista Nino Frassica, accompagnato da Los Plaggers Band.
Sarà lo spettacolo clou della rassegna “Teatro Nicola Degli Angeli 2018-2019”, senza però nulla togliere alla bontà dei successivi appuntamenti.
Lo show di Nino Frassica sarà un gustoso e coinvolgente concerto-cabaret, di oltre due ore, che tra l’altro prevede la spassosa “contaminazione” di canzoni famosissime e il pubblico, inevitabilmente travolto dal ritmo dello spettacolo, potrà essere parte dello stesso. Divertimento assicurato.
Il prezioso teatro Nicola Degli Angeli (disegnato dall’architetto neoclassico Aleandri), che da sempre vanta una notevole tradizione unita ad una puntuale partecipazione della comunità locale, e non solo, dedica il proprio spazio sia a rappresentazioni di respiro nazionale, che a quelle amatoriali, in lingua o in vernacolo.
All’appuntamento con Nino Frassica, seguiranno dunque i lavori di compagnie marchigiane che, appartenendo alla regione al vertice nazionale per la diffusione di impianti teatrali in funzione, nulla hanno da invidiare alle compagnie professionali.
I successivi appuntamenti, tutti programmati nei pomeriggi domenicali alle ore 17.15, saranno:
domenica 20 gennaio le compagnie “La Fabbrica dei Sogni” e “CTR Calabresi Tema Riuniti” presenteranno “Grisù Giuseppe e Maria”, regia di gruppo;
domenica 10 febbraio sarà la volta della Compagnia Agorà con il lavoro “Serata Omicidio”, regia Oscar Genovese;
domenica 24 febbraio si presenterà la Compagnia “Nuovo Teatro Piceno” con “Il Libertino”, regia Gianfranco Fioravanti;
domenica 25 marzo, sempre alle ore 17.15, ultimo appuntamento, sarà in scena la Compagnia Gruppo Teatrale G. Ginobili con “Le Rughe De ll’Anema”, regia Giandomenica Lisi.
Naturalmente, il N. Degli Angeli offrirà altri spettacoli fuori cartellone.
Info e prenotazioni: 0733 2249301 (Comune) dalle ore 9 alle 13 dal lunedì al sabato; 0733 49319 (biglietteria) nei giorni degli spettacoli: dalle ore 18 il serale, dalle 15 il pomeridiano.
Ingressi: Spettacolo del 15 dicembre (Frassica) prezzo unico € 20.00
Restanti spettacoli: Platea e palchi centrali € 8.00. Palchi laterali € 6.00.
Abbonamento: Platea e palchi centrali € 46.00. – Palchi laterali € 40.00.
Sono stati presentati questo pomeriggio, presso gli uffici dello stabilimento Eurosuole di Civitanova Marche, i risultati del terzo appuntamento con i laboratori digitali finanziati da Fondirigenti. Il progetto intitolato "La fotrografia del territorio" è stato incluso all'interno dell'iniziativa "Digital check", realizzata in collaborazione con la società Fraunhofer Italia di Bolzano e volta a rilevare il grado di maturità digitale delle imprese partecipanti.
Le aziende che hanno preso parte al programma saranno in grado di valutare il proprio livello di preparazione in ambito digitale, definendo le priorità di intervento per affrontare le sfide dei nuovi mercati. Alla conferenza di presentazione del laboratorio "La fotografia del territorio" sono intervenuti Riccardo Brozzi, collaboratore scientifico di Fraunhoifer Italia, e Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente presso l'SDA Bocconi School of Management. L'incontro è stato moderato da Andrea Taffi, giornalista del Corriere Adriatico.
A introdurre l'evento è stato il presidente di Eurosuole Germano Ercoli, che ha ricordato l'importanza del lavoro all'interno del tessuto sociale ed economico: "Lo scenario attuale impone di ragionare in grande se si vuole combattere senza paura sul mercato internazionale. Una problematica che mi sta particolarmente a cuore è quella riguardante il lavoro, che manca. In tutta Europa il 24% della popolazione si attesta sotto la soglia di povertà. Fenomeni come globalizzazione e digitalizzazione sono andati a discapito della manodopera tradizionale. La possibilità d'acquisto della popolazione è scesa in maniera drastica: bisogna trovare soluzioni efficaci affinché venga portata più liquidata nelle tasche delle persone".
Pianista eclettico, di formazione classica ma di spirito moderno in prima linea nel panorama dell’interpretazione della musica contemporanea, Fabrizio Ottaviucci sarà il nuovo protagonista di Master Piano Festival. Il concerto che si terrà al Politeama di Tolentino domenica 9 dicembre alle ore 18 prevede musiche di John Cage, Giacinto Scelsi, Alvin Curran e Terry Riley.
Nella doppia veste di interprete classico/contemporaneo e di moderno compositore e improvvisatore, Fabrizio Ottaviucci coniuga le sue abilità esecutive con la cosiddetta improvvisazione, denominata intuitiva, che pratica da molti anni. Si distingue dalle altre pratiche improvvisative per l’assoluta libertà stilistica e la tendenza a usare i linguaggi più disparati inserendo così spazi musicali provenienti dal jazz, pop, rock, dalla musica leggera ed etnica.
Formazione classica, spirito moderno: in questa apparente dicotomia si potrebbe sintetizzare l'attitudine di interprete e compositore di Fabrizio Ottaviucci. Diplomatosi brillantemente in pianoforte presso il Conservatorio di Pesaro, nell'arco della sua carriera ha tenuto studi anche in Composizione con Fausto Razzi e Musica Elettronica con Walter Bianchi. Ha sostenuto centinaia di concerti nelle maggiori città italiane e straniere, partecipando a Festival di grande prestigio, con tournée in Spagna, Austria, Inghilterra, Messico, Stati Uniti, Canada.
Ha collaborato con prestigiosi partner: tra gli altri ricordiamo il compositore e musicista tedesco Markus Stockhausen (figlio del celebre Karlheinz, conosciuto quando, seduto tra il pubblico di un concerto di Ottaviucci, questi gli chiede di salire sul palco e improvvisare con lui) con il quale lavora intensamente dal 1986 anche nei repertori tradizionali; Terry Riley, compositore statunitense tra i fondatori del minimalismo, con il quale ha partecipato ad esecuzioni dirette dal compositore, realizzando una versione inedita, pubblicata da Stradivarius, dei due Keyboard Studies e di Tread on the Trail (prima versione per pianoforte dell’opera); collabora inoltre in maniera stabile con Mike Svoboda. Nel 1988 è il primo italiano ad uscire su etichetta ECM (So far…almost inside, firmato Markus Stockhausen Ensemble: Stockhausen, Ottaviucci, Gary Peacock e Zoro Babel). Marchigiano di nascita, dotato di una spiritualità molto forte, Ottaviucci vive da qualche anno ad Assisi ed è Direttore artistico del Festival di Musica contemporanea italiana di Forlì.
Al termine del concerto verrà offerta una degustazione enogastronomica organizzata con la Cantina Il Pollenza e il Frantoio Verducci.
La rassegna Master Piano Festival è organizzata in collaborazione con il Maestro Cinzia Pennesi e l’Accademia della Libellula.
I biglietti per il concerto sono disponibili al Botteghino del Politeama, aperto tutti i giorni (escluso sabato e domenica) dalle 17,00 alle 20,00 e da tre ore prima di ciascun spettacolo. Biglietti disponibili anche online all’indirizzo http://www.liveticket.it/politeamatolentino. Il costo del biglietto è di 15 euro+ prevendita.Sottoscrivendo la FRIEND CARD del Politeama è possibile assistere agli spettacoli a prezzo scontato.
In pochi sapevano che a Serripola di San Severino Marche si producono cornamuse o che a Macerata dal 1872 si realizzano sax e che a Camerino si costruiscono e riparano organi provenienti anche da altri stati europei. Con “Suonano gli strumenti made in Marche”, evento promosso dall'Associazione Casale delle Noci, presieduta dal Pres. Franco Moschini, musicisti, liutai e artigiani venerdì 30 novembre si sono dati appuntamento al Politeama di Tolentino per presentare la loro produzione. L'organaro Michel Formentelli ha portato a vivere il pubblico presente storie di altri tempi grazie ai suoni dell’organo e di una spinetta proveniente da Versailles. Prima del terremoto la sua azienda si trovava a Camerino, ora il suo lavoro si è spostato a Castelraimondo. Ospite dell’evento, organizzato anche dallo staff del Politeama e coordinato dalla giornalista Barbara Olmai, Luciano Buscarini, proprietario della Buscarini Guitars di Osimo, che realizza chitarre uniche, assecondando i desideri e i gusti dei suoi committenti. I suoni prodotti dalla batteria della Ds Drum, azienda nata a Torino ma che ora è stata acquisita dalla FBT di Recanati, hanno dato una spruzzata di energia al pomeriggio, occasione per presentare il volume "Quaderni del Casale 4. Strumenti musicali delle Marche" a cura di Luigi Ricci, con la collaborazione di Giada Sbriccoli e Laura Cottone, ricevuto dai presenti in copia omaggio alla fine della serata. A Recanati la Fisarmoniche Castagnari produce organetti dal 1914. Sono i nipoti del fondatore Giacomo che portano avanti questa realtà arrivata alla quarta generazione. È stato bello sentire il suono dell’organetto dalle giovani mani di un musicista. La Borgani Saxsophones ha una storia ancora più lunga. Nasce a Macerata nel 1872. L’azienda è da sempre improntata all'innovazione, ancora oggi investe in ricerca. Con una breve dimostrazione dei suoni prodotti dalle tastiere, si è parlato anche della storia delle tastiere elettriche marchigiane. L’ultima parte del viaggio è stata dedicata alla cornamusa. Nel suo laboratorio di Serripola a San Severino, Luca Paciaroni è riuscito a fondere la sua passione per la musica a quella per l'artigianato in un'unica attività: Varro Bag Pipe Maker. Nel finale, il 12enne Ares Midiri ha suonato un violino prodotto a Jesi, dal liutaio Giuseppe Lorenzo Quagliano. Gli strumenti che lo necessitavano, sono stati amplificati da casse FBT, che agli albori era un piccolo laboratorio artigianale, oggi è un'industria leader a livello nazionale ed internazionale nell'amplificazione. L’associazione Casale delle Noci, che si occupa di valorizzare l’artigianato di qualità e le “contaminazioni” con design, nuove tecnologie e mondo digitale, con questo evento e con il volume ha voluto rendere omaggio a tante aziende che, partendo dal lavoro artigianale, hanno saputo difendere nel mercato globale il loro stile, portando alto il nome delle Marche
Sarà il sociologo Massimiliano Colombi, a tenere al Centro di Aggregazione Giovanile “Pippo… per gli amici” alle ore 21.15, il secondo incontro di “Tempi moderni” dal titolo “Connessi e sconnessi: i giovani al tempo dei social”. Colombi, docente di sociologia presso l’Istituto Teologico Marchigiano, si occupa da tempo di queste tematiche: “Parleremo del diverso modo in cui i giovani e gli adulti vivono la rete, dell’importanza di non scambiare il mezzo per il fine nel creare sane relazioni e del grande cambiamento antropologico che i nuovi mezzi di comunicazione hanno portato nelle nostre vite.”“Tempi moderni” è un’iniziativa organizzata dalle Associazioni Tuttinsieme e Corridonia De-sidera con il patrocinio del Comune di Corridonia.
Le telecamere di MarcoPoloTV saranno lunedì a Camerino e, grazie a Fausto Borella, critico enogastronomico, presidente dell’Accademia Maestrod’olio, volto noto per i programma di turismo, viaggi e produzioni tipiche, visiteranno anche l'azienda Entroterra Spa che produce pasta all'uovo e di semola in chiave artigianale con materie prime 100% italiane e filiera garantita con il marchio La Pasta di Camerino.
Le riprese saranno in onda nei prossimi giorni sul canale 222 del Digitale Terrestre e il canale 810 di Sky.
Ad attendere la troupe televisiva in azienda per visitare il pastificio e conoscere anche il nuovo prodotto Hammurabi, grano antico di eccellenza monococco, macinato a pietra ci saranno il Direttore Federico Maccari e di fondatori dell'azienda Gaetano Maccari e Mara Mogliani.
Centrotrenta foto per documentare il progetto che ha cambiato il volto del porto di Civitanova Marche. L’ideatore e curatore Giulio Vesprini, con la collaborazione dell’Azienda dei Teatri e il patrocinio del Comune di Civitanova, domani 2 dicembre alle 17 inaugura la nuova mostra di Vedo a Colori, dal titolo Saluti dal porto allestita nei locali dell’ex pescheria a Civitanova Alta, in via del mercato.
Il titolo prende spunto dalle antiche cartoline che si inviavano dai porti, dalle città in riva al mare agli amici e ai familiari per corrispondenza. Con Vedo a Colori è cambiato l’aspetto della città di Civitanova Marche; i murales realizzati al molo e ai cantieri navali possono essere ammirati singolarmente come fossero cartoline da spedire o, ancor meglio, possono essere visti come un’opera unica diffusa su tutta l’area portuale.
Saluti dal porto è la seconda mostra di Vedo a Colori; la prima fu realizzata nel 2015 all'interno di un cantiere navale con le foto di Massimo Perugini (in analogico) e si intitolava Cantiere a Colori. A questa prima collezione di foto si uniscono gli scatti di Silvia Diomedi, civitanovese, che ha composto un racconto relativo alle attività dello scorso anno. Le due esposizioni sono fortemente collegate dal tema principale, ovvero narrare il work in progress degli artisti e mostrare come si vive all’interno di un cantiere come questo, in mezzo al mare.
La location, nella parte storica della città, è stata scelta per il contatto che ha con il mare, dato che era una pescheria. L’iniziativa, coordinata da Giulio Vesprini, è stata allestita grazie a Gloria Ruzzier, Martina Pompei, Mariagrazia Dalò, studentesse della Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno (UNICAM), che collaborano al progetto. “Vengono esposti anche tutti i materiali prodotti in questi anni con cataloghi, manifesti e un video inedito - afferma Vesprini -. Questa esposizione rientra nella rassegna Wall Movie che ha preso il via proprio con il docufilm di Vedo a colori e che si concluderà il 16 gennaio con la sua replica. Nel mezzo, l’11 e 12 dicembre la pellicola The man who stole Banksy, narrata da Iggy Pop”.
Ingresso libero, apertura tutti i fine settimana (sabato e domenica) dalle 17 alle 20, fino al 6 gennaio 2019
Fervono i preparativi per il debutto della nuova stagione teatrale di Treia.
Il cartellone è ricco di spettacoli scelti per un pubblico attento ed appassionato: tante proposte, dal 7 dicembre al 16 marzo, che vedranno numerosi artisti di fama nazionale calcare le scene di uno dei teatri più belli delle Marche: il teatro comunale di Treia.
La Compagnia italiana delle operette avrà l’onore di aprire e chiudere la stagione: dopo un intenso periodo di residenza artistica, che ha visto il centro storico di Treia animarsi con artisti e tecnici della compagnia, venerdì 7 dicembre andrà, infatti, in scena “Scugnizza”, un’opera basata su rocamboleschi intrecci e romantiche vicende, accompagnate dalle incantevoli melodie dell’operetta, un genere che continua ad attrarre un pubblico appassionato.
Il 21 dicembre il primo appuntamento con la prosa, con uno spettacolo divertentissimo “Dove vai tutta nuda” con Alberto Barbi, Fabio Mascagni, Maria Occhiogrosso e Antonio Sarasso.
Il 31 dicembre torna l’appuntamento “Capodanno a Teatro” con lo spettacolo “Febbre a 45 giri”, dedicato alla musica degli anni ’60. Lo spettacolo farà rivivere le sonorità di quegli anni e, quindi, le migliori copertine dei dischi 45 giri, attraverso le voci di giovanissimi talenti, affiancati da affermati artisti, cantanti e musicisti. Un tuffo nella musica italiana, rivista attraverso i dischi in vinile. Al termine del concerto, il tradizionale cenone.Si continua il 18 gennaio con due volti notissimi al grande pubblico, Ettore Bassi e Simona Cavallari, protagonisti di “Mi amavi ancora”, con la regia di Stefano Artissunch.
A seguire, il 16 febbraio l’emozionante “Pesce d’Aprile” con Cesare Bocci e Tiziana Foschi, il racconto autobiografico di un grande amore che la malattia ha reso ancora più grande.
Sabato 9 marzo torna, a grande richiesta, un collaudato e applauditissimo cast, composto da Simone Montedoro, Luca Angeletti, Toni Fornari e Laura Ruocco, protagonisti de “La Casa di famiglia”, una commedia ricca di sorprese e colpi di scena divertenti ed emozionanti.
Per chiudere in bellezza, il “Galà dell’operetta” sempre a cura della Compagnia italiana delle operette, in programma sabato 16 marzo in concomitanza con i festeggiamenti in onore di San Patrizio, patrono della Città.
Accanto a questo nutrito cartellone è confermata l’apprezzatissima rassegna “Domeniche da Favola”, di Teatrinrete, circuito intercomunale di teatro per ragazzi, scuole e famiglie, con quattro spettacoli dedicati ai ragazzi.
Si comincia domenica 16 dicembre 2018 con “Cenerentola in bianco e nero”, si prosegue domenica 20 gennaio 2019 con “Pippi Calzelunghe”; domenica 10 febbraio 2019 sarà la volta di “Pi.. Pi.. Pinocchio” e domenica 10 marzo 2019 l’ultimo spettacolo con “C’era una volta un flauto magico”.
Un doveroso ringraziamento va a tutti gli sponsor che, dimostrando sensibilità e attenzione all’affascinante mondo del teatro, contribuiscono in maniera significativa a realizzare una stagione teatrale di altissimo livello.
Per info e prenotazioni: mail tonicoservice@gmail.com;
Tel. 339/2304624 - Prevendita online www.liveticket.it/tonicoservice
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Torna la prosa al Feronia di San Severino Marche con lo spettacolo, in esclusiva regionale, “Mia madre è un fiume”, con Irene Cocchini per la regia di Giacomo Vallozza e tratto dal romanzo di Donatella Di Pietrantonio. L’appuntamento è per domani (domenica 2 dicembre), alle ore 17.
Le posso solo affabulare la vita. È la terapia somministrata dalla figlia alla madre che sta perdendo progressivamente la memoria. Degli affetti, del corpo. Non sa che sente freddo. Tutto è ambientato in un mondo arcaico, in un quotidiano scandito dal faticare e dalle stagioni, vissuto in una casa prima dei monti, un piccolo sasso rotolato per sbaglio dall’Appennino abruzzese. Sembra un tempo lontanissimo eppure è solo qualche decennio fa.
Narrare la vita alla madre vuol dire inevitabilmente delineare la propria. E i nodi irrisolti di una relazione vengono al pettine. Un amore andato storto da subito. L’affetto, l’attenzione, morbosamente cercati dalla figlia, vengono disattesi dalla madre. Non per disamore, per fretta, quest’altra forma del disamore. C’è sempre l’urgenza del lavoro, quella è la cifra della loro vita. Poi si cresce e l’amore prende altre forme. La distrazione affettiva diviene meno pesante. La malattia, imprevedibile,
costringe la figlia a occuparsi della madre, ora che ha una vita e una famiglia proprie. A riaprire una ferita trascurata. E i conti non si chiudono mai.
“La scoperta, dolorosa e opportuna – spiega il regista Giacomo Vallozza - è che i malati siamo noi, è la nostra società. Che dimentica con colpevole leggerezza i padri e i nonni migranti, di aver avuto freddo, fame, di essere stata povera. La storia allora diventa fastidiosa, insostenibile. Anch’essa gira in tondo senza trovare una via d’uscita. Invecchia in questa immaturità. Mia madre è un albero, la sua ombra si riduce. Presto saremo allo scoperto. La narrazione tenta uno spiraglio, una via d’uscita. Porta in primo piano l’amore, anche se fuso con l’odio. Diviene speranza dove la realtà la nega. Le accosta, madre e figlia, in una sera d’estate dove s’accendono le stelle”.
Subito dopo lo spettacolo i Teatri di Sanseverino proporranno anche un incontro con Donatella di Pietrantonio, scrittrice vincitrice del Premio Campiello 2017.
Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha preso parte domenica 25 novembre alla cerimonia religiosa con la quale la sezione cittadina dell’Associazione Nazionale Carabinieri, insieme al personale militare della locale stazione dell’Arma, ha celebrato la Virgo Fidelis. L’omaggio alla Patrona dei Carabinieri si è svolto nella chiesa di San Domenico con una funzione religiosa presieduta dall’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, monsignor Francesco Massara, alla presenza del comandante, maresciallo maggiore Massimiliano Lucarelli, e del presidente dell’Anc, maresciallo maggiore Decio Bianchi. Dopo la santa messa è seguito un incontro conviviale al quale hanno preso parte anche le famiglie dei carabinieri.
Nell’Arma il culto alla “Virgo Fidelis” iniziò subito dopo l'ultimo conflitto mondiale per iniziativa di mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, Ordinario Militare d’Italia. La scelta della Madonna “Virgo Fidelis”, come Patrona dell’Arma, è indubbiamente ispirata alla fedeltà che, propria di ogni soldato che serve la Patria, è caratteristica del carabiniere che ha per motto: “Nei secoli fedele”.
L’8 dicembre 1949, Papa Pio XII, proclamava ufficialmente Maria “Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri”, fissando la celebrazione della festa il 21 novembre, in concomitanza della presentazione di Maria Vergine al Tempio.
Domenica 2 dicembre alle 17 presso il teatro “Giuseppe Verdi” si terrà il Concerto d’Inverno. Si esibirà il Corpo Bandistico “Giuseppe Verdi” di Pollenza, riconosciuto tra quelli di più antica origine e ancora oggi attivi nella regione Marche. Il concerto, con ingresso gratuito, sarà una dedica e al compianto Maestro Elio Sileoni in occasione dei trent’anni dalla scomparsa.
Sileoni, vissuto tra il 1914 e il 1988, diresse il Corpo Bandistico di Pollenza a partire dall’immediato dopoguerra portando tanti giovani pollentini alla scoperta della musica.
In tante occasioni pubbliche regalò alla cittadinanza composizioni di rara bellezza e una di queste sue opere, inedita e di recente rinvenuta presso l’archivio storico della banda, verrà eseguita in prima assoluta in questa occasione. Immagini d’epoca, raccolte grazie alla disponibilità dei componenti attuali della banda e delle loro famiglie faranno da didascalia ai ricordi di molti pollentini grazie ai video realizzati dall’Associazione “L’Orastrana”.
Un fine settimana all’insegna della riscoperta degli usi e costumi della “Vergara” nelle librerie marchigiane con Deborah Iannacci ed il suo secondo libro “Un anno da Vergara”, dopo il grande successo riscosso da “Il Tripponario”, il vocabolario di parole dialettali spiegate come farebbe una vera donna marchigiana.
Sabato 1 dicembre alle ore 18 l’autrice sarà ospite della libreria Mondadori di Civitanova Marche, mentre domenica 2 dicembre alle ore 11 incontrerà i lettori nella libreria Mondadori di Porto San Giorgio.
Per questa sua nuova fatica letteraria ha scelta la forma dell’agenda, quella sicuramente ancora nascosta nella credenza di tutti i nonni marchigiani con all’interno appuntato di tutto da almeno 10 anni.
Continua così l’approfondimento di una figura di grande valore, la Vergara appunto, vero motore della società contadina del dopoguerra, moglie del capofamiglia e centro di gravità di tutte le attività domestiche e dell’educazione dei figli.
I giorni, le settimane ed i mesi suggeriscono ricette, fanno rivivere cantilene ed usanze e riportano alla memoria tradizioni ormai sopite.
Un lavoro certosino condotto grazie anche ai suggerimenti di alcune vere Vergare che parteciperanno all’anteprima di domenica, in un pomeriggio tra risate e valorizzazione delle radici, condotto da un presentatore d’eccezione come Michele Gallucci e gestito dall’autrice Deborah Iannacci, seguitissima fondatrice della pagina facebook Trippadvisor che conta oltre 44.000 seguaci.
Una musica profondamente personale e molto evocativa, quella di Amina Figarova dove riflette la sua risposta ai disordini sociali, le personalità distintive che ha incontrato e le transizioni universali della vita. Nei suoi brani convivono una moltitudine di stili jazz, funk, reggae con influenze afro-caraibiche e brasiliane. Ha lavorato con artisti del calibro di James Moody, Larry Coryell, Winard Harper, Nathan Davis, Denise Jannah, Carolyn Breuer, Ruth Davies, Toots Thielemans, Claudio Roditi, Hein Van De Geyn, Sami Kaneda, con la cantante dei musicisti di New Orleans Kim Prevost e il chitarrista Bill Solley. Come arrangiatore, ha collaborato con le cantanti jazz Jackie Ryan e Lenora Zenzalai Helm. Si esibisce regolarmente in prestigiosi jazz club e in festival importanti come il Newport Jazz, Jazz del Mare del Nord e il New Orleans Jazz & Heritage Festival.
Una band che ha costruito la sua reputazione interpretando un repertorio originale, ogni musicista è un potente solista a tutto tondo; tuttavia è la loro singolare interazione che pone Amina Figarova Sextet al di sopra e al di là della stragrande maggioranza dei grandi complessi da camera nel jazz moderno – JazzPolice. Composta da Amina Figarova al pianoforte, Wayne Escoffery al sax tenore, Alex Pope Norris alla tromba, Bart Platteau ai flauti, Josh Ginsburg al basso, Rudy Rouston alla batteria.
La rassegna organizzata in collaborazione con Tolentino Jazz, continua giovedì 13 dicembre alle 21.15 con Poiéin Quintet e la musica del grande pianista e compositore Jazz Fred Hersch.
I biglietti per il concerto sono disponibili al Botteghino del Politeama, aperto tutti i giorni (escluso sabato e domenica) dalle 17,00 alle 20,00 e da tre ore prima di ciascun spettacolo. Biglietti disponibili anche online all’indirizzo http://www.liveticket.it/politeamatolentino. Il costo del biglietto è di 20 euro+ prevendita. Sottoscrivendo la FRIEND CARD del Politeama è possibile assistere agli spettacoli a prezzo scontato.
Clownerie musicale, giocoleria e numeri incredibili per un allegro pomeriggio per tutta la famiglia domenica 2 dicembre al Teatro Annibal Caro con Kalinka della compagnia di circo contemporaneo Nando e Maila, terzo appuntamento della rassegna Civitanova Danza tutto, tutto l’anno, un cartellone per tutti i gusti promosso dal Comune di Civitanova Marche, dall’Azienda Teatri di Civitanova e dall’AMAT, realizzato con il contributo di Regione Marche e Ministero dei per i beni e le attività culturali.
Lo spettacolo, attraverso il clown musicale, esplora la storia di una coppia di artisti ben assortita che ha del felliniano: lui (Mascherpa) è uno sgangherato impresario presentatore- spalla, lei (Maila Zirovna) è una non meno pasticciona primadonna scappata-scacciata dalla grande tradizione circense della Russia sovietica. Nando e Maila portano in scena una carica ludica e tenera che innerva screzi, frecciate, dispetti e che si arricchisce man mano di poesia. Duettano con contorsionismi musicali, abbracciati ballano un tango mentre suonano fisarmonica e violino. In Kalinka la musica dal vivo si intreccia con gag, acrobazie aeree e giocolerie. Un viaggio nei personaggi del circo tradizionale, messo in scena attraverso il linguaggio del circo contemporaneo.
La Compagnia Nando e Maila è una compagnia di circo contemporaneo che opera dal 1997. Collabora con diverse associazioni, circuiti regionali multidisciplinari, amministrazioni comunali, scuole, promuovendo spettacoli, letture, corsi di aggiornamento e laboratori. Attori, musicisti e artisti di circo, Nando e Maila sono tra i primi a fondare una compagnia di circo contemporaneo che sperimenta la commistione dei linguaggi quando ancora in Italia non c’era, né un vero movimento, né scuole di circo. Ciò ha determinato un approccio alla ricerca assolutamente originale, innovativo e personale, mettendo in gioco l’esperienza fatta negli ambiti di provenienza (musica, teatro e danza) piuttosto che una formazione accademica circense. La fusione dei linguaggi è riconoscibile nei personaggi in scena che suonano musica e articolano tecniche circensi in quel tentativo che rende sostanzialmente inutile la necessità di tracciare dei confini. “Per noi – affermano gli artisti - la musica dal vivo ha un ruolo poetico chiave, cerchiamo di fondere l’azione circense con l’esecuzione musicale, in un gesto unico, e proponiamo una drammaturgia comprensibile, trasversale e accessibile ad un pubblico più eterogeneo possibile”.
Nel 2011 la compagnia fonda la Scuola di Circo Ludico Educativo "ARTinCIRCO" ad Ozzano dell’Emilia e dal 2016 cura la direzione artistica della rassegna di circo contemporaneo “Dulcamara Circus” che mira a proporre una linea poetica in sintonia con la ricerca del gruppo per valorizzare le arti performative e la fusione dei linguaggi con l’obiettivo di creare un’offerta culturale innovativa.
Kalinka è uno spettacolo di e con Maila Sparapani e Ferdinando D’Andria, il disegno luci e audio è di Federico Cibin, le scenografie di Ferdinando D’Andria e la regia di Luca Domenicali.
Un’occupazione pacifica in alcune piccole realtà universitarie della provincia italiana per poter incontrare i giovani e parlare di ieri, di oggi, di domani a chiusura dell’anniversario di un periodo storico di incredibile fermento culturale, il Sessantotto.
Questa l’idea alla base del tour che i Baustelle, gruppo musicale indie rock italiano tra i più apprezzati dai giovani, stanno facendo in tre Università italiane e che li porterà mercoledì 5 dicembre alle 15 proprio a Camerino, presso la sala convegni del Rettorato.
Un momento per incontrare gli studenti in maniera informale e intima, cercando un contatto e uno scambio produttivo tra musica e parole. Organizzato da Unicam con il sostegno dell’Associazione Musicamdo e diTam Tutta un’altra musica, il tour toccherà anche l’Università di Pescara (martedì 4) e si concluderà, dopo la tappa di Camerino, all’Università di Siena (mercoledì 12).
L’idea proposta dal progetto dei Baustelle è stata approvata a stretto giro dall’Università di Camerino.
Il risultato del progetto è quello di “Fare un ‘68, una pacifica occupazione” che i Baustelle(Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini, insieme al chitarrista della band Andrea Faccioli) terranno nei tre atenei italiani.
Dall’interessamento del direttore di RepubblicaMario Calabresi, cui Francesco Bianconi ha raccontato in modo quasi confidenziale l'idea, è poi discesa la possibilità di affiancare ai BAUSTELLE negli incontri un uomo di parola in veste di moderatore. Sarà infatti il giornalista di Robinson Luca Valtorta a fare gli onori di casa affiancando i Baustelle all’Università di Camerino.
«Entriamo, nudi, sinceri, unplugged; abbiamo due chitarre, un piccolo harmonium, e cinque o sei canzoni – raccontano i Baustelle - Questo non è un concerto: è che il ghiaccio in qualche modo va rotto. Questo non è un concerto, non è una festa. Non siamo venuti a festeggiare. Non siamo venuti a promuovere un disco. Non siamo venuti neanche a inscenare un dibattito, di quelli autocelebrativi; non siamo qui a dirvi “formidabili quegli anni”. – e concludono - Siamo venuti a sentirvi parlare».
L’ingresso a tutti gli eventi è libero fino ad esaurimento posti con precedenza per gli studenti degli atenei.
Torna per il nono anno consecutivo il tradizionale show natalizio NOTE DI NATALE, in scena al Teatro Durastante di M.S.Giusto il 23 dicembre 2018 alle ore 21,30 con ingresso libero. Il festival ideato e condotto da Antony Persichini e Veronica Stizza è patrocinato dal Comune di M.S.Giusto e dalla Proloco locale.
Al grido di #musicpower i ragazzi di Note di Natale accompagnati dal corpo di ballo LesAdorables proporranno quest’anno uno spettacolo in cui il potere della musica sarà l’elemento cardine di ogni loro esibizione.
Molto attesa anche l’esibizione del brano “A Natale Stai Con Noi”, riproposizione del celebre “Another Day of sun” colonna sonora della pellicola premio Oscar “LA LA LAND” .
L’edizione vedrà la partecipazione straordinaria del giovane cantautore di Amici PIERDAVIDE CARONE, della cantante emergente Viola Thian e del comico locale Piero Massimo Macchini.
Maggiori informazioni sul festival, le foto e i video delle precedenti edizioni sono disponibili sulla pagina facebook ufficiale NOTE DI NATALE.
L’associazione culturale l’Arca senza Noè riprende il suo ciclo di appuntamenti, grazie anche alle preziose collaborazioni con il Liceo Classico G. Leopardi di Macerata, il negozio Ultrafragola e la libreria Feltrinelli in Corso della Repubblica.
Gli autori coinvolti incontreranno i ragazzi del Liceo ma saranno anche ospitati dalla Libreria Feltrinelli, per incontri per lo più pomeridiani.
Prendono il via anche momenti più intimi all’interno del negozio di Ultrafragola. Questa serie di incontri, dal nome “Serate Carbonare”, si svolgeranno all’interno del negozio Ultrafragola, di Alessandro Cesaretti e Noemi Tiburzi, alle ore 21. L’intimità del luogo prevede la necessità della prenotazione, possibile attraverso la pagina Facebook del negozio. I temi trattati saranno vari, rigorosamente a sorpresa e scelti dagli autori ospitati. La prima delle “Serate Carbonare” si terrà stasera ed è già sold-out.
Il primo incontro si terrà il 1 dicembre con la scrittrice Valentina Farinaccio, in libreria con "Le poche cose certe”, edito da Mondadori. Alle 18.30, alla Feltrinelli di Macerata in Corso della Repubblica, incontrerà il pubblico per parlare del suo libro e di molto altro. Valentina Farinaccio, giornalista e critico musicale, scrive per “Il Venerdì di Repubblica”, e parla di musica su Radio Capital e Rai1, esordì nel con Il suo primo romanzo, La strada del ritorno è sempre più corta (Mondadori, 2016), vincendo il premio Rapallo Opera Prima, il premio Kihlgren, e Adotta un esordiente. A gennaio, il 5, sarà a Macerata Errico Buonanno, scrittore e giornalista, Premio Calvino nel 2003, giornalista per “Il Corriere della Sera”, autore di programmi radio con Chiara Gamberale, Flavio Insinna e Pif, attualmente lavora con Rai 3 e Rai 5. La sua ultima pubblicazione è "Falso Natale", libro che raccoglie e svela tutte le storie e i falsi miti che popolano le credenze sul Natale.
A febbraio 2019 saranno a Macerata anche la scrittrice Nadia Terranova, di recente in libreria con “Addio fantasmi” edito da Einaudi; Michela Monferrini, in libreria con due libri-scoperta: “Muri maestri”, edito con “La nave di Teseo” e “Charlotte Bronte, Tre di sei”, edito per RueBallo. Non ultima Emanuela Canepa, vincitrice all’unanimità del Premio Calvino del 2017 con il libro “L’animale Femmina” (ed. Einaudi).
Ad aprile si chiuderà il ciclo con Matteo Nucci, finalista del Premio Strega nel 2017 con “È giusto obbedire alla notte” (ed. Ponte alle Grazie) e ora in libreria con “L’abisso di Eros” (ed. Ponte alle Grazie). Le organizzatrici dicono: “Non mancherà qualche novità dell’ultimo minuto. Siamo molto contente delle nuove collaborazioni con la libreria Feltrinelli e Ultrafragola ed anche grate del cammino che continua col Liceo Classico G. Leopardi. Come sempre ci auguriamo un pubblico attento e caloroso.”
foto di Paola Locatelli
Se di miracolo non si tratta, è comunque una serie di situazioni particolari e fortuite che hanno condotto una scultura di San Placido di Ussita a Roma presso i Laboratori dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro del MIBACT di Roma.
A San Placido di Ussita all’interno della omonima chiesa che in precedenza era intitolata a sant’Eustachio nell’altare di sinistra in una nicchia si trovava una scultura in terracotta della Madonna con in braccio il Bambino. La statua era contornata di rose di plastica con corone ed ex voto, segno di grande devozione per gli abitanti del minuscolo e bellissimo borgo.
Con la scossa del 30.10.2016, la chiesa riporta gravissime lesioni e la madonna in terracotta cade dalla nicchia e rovina a terra frantumandosi in molteplici pezzi alcuni dei quali di piccolissime dimensioni.
In una fredda mattina di febbraio del 2017, la squadra di recupero inviata dall’unità di crisi e composta da storici dell’arte del MIBACT e Carabinieri, si recano in detta chiesa per prelevare i beni mobili presenti, infatti c’era un antico Crocifisso delle tele e dei pregevoli altari . Il personale intervenuto non può fare a meno di notare i tanti frammenti di colore azzurro sparsi tra le macerie e il pavimento polveroso, tra questi frammenti il volto bello e martoriato della Vergine rivolto ai soccorritori come per chiedere aiuto . il dottore Pierluigi Moriconi della Soprintendenza di Ancona, funzionario di zona, seppur impegnato in altro sito, dispone il recupero dei frammenti. Quindi gli storici presenti dirigono e collaborano alle attività di recupero. I Carabinieri del TPC di Ancona e l’allora responsabile dei beni culturali della Arcidiocesi di Camerino Dott. Luca Cristini , iniziano il paziente e difficoltoso lavoro di recupero, alla fine i reperti prelevati superano il numero di 350 . Tutto viene schedato e imballato e insieme agli altri beni caricato in un camion del Battaglione Carabinieri di Bari.
I frammenti della statua vengono portati alla Mole di Ancona , dove i restauratori dell’ISCR fanno i primi lavori di messa in sicurezza , quindi si procede al nuovo imballo e con una fredda scheda di inventario vengono posizionati in uno scaffale. Ma la Madonna che a San Placido aveva chiesto aiuto ai soccorritori non ci sta a rimanere in un deposito.
Una associazione di geologi per pubblicizzare un loro convegno chiedono all’Arch. Cristini di poter utilizzare una foto da lui scattata. Il manifesto viene notato dalla professoressa Francesca Capanna, docente e restauratrice del predetto Istituto che coglie nell’effige della Madonna martoriata la sua richiesta di aiuto e per tanto si fa portavoce di questa richiesta con la direttrice del proprio Istituto e la Madonna di Ussita viene presa in considerazione per un cantiere di restauro da effettuarsi a Roma.
L’Arcidiocesi di Camerino, proprietaria del bene, acconsente immediatamente all’esecuzione del lavoro.
Tutto è pronto dallo scaffale della mole gli oltre 350 pezzi della scultura partono per Roma. Qui il lavoro viene affidato al Professore Adriano Casagrande che con tre allievi-restauratori iniziano il non facile lavoro di ricomposizione. Lo stesso docente dopo la prima fase di montaggio , torna a San Placido e in una calda giornata di Agosto accompagnato dai Carabinieri rientra nel sito devastato dal terremoto alla spasmodica ricerca di altri piccoli pezzi mancanti e importati per la ricostruzione fedele della scultura. La sua perseveranza viene premiata e qui scavando insieme ai Carabinieri e al Cristini vengono trovati : una parte del naso della Vergine, la mani del Bambino e altri piccoli frammenti che potevano sembrare inutili ai più ma no al Casagrande che ad ogni ritrovamento sembrava un bambino a cui vengono regalati dei balocchi. Tutti i frammenti ritrovati vengono imballati e partono per Roma a raggiungere gli altri reperti.
Il lavoro dei restauratori continua e il miracolo si realizza in un laboratorio dell’ISCR la scultura viene rimessa in piedi . Il lavoro di restauro non può dirsi completato ma la Madonna che chiedeva aiuto tra le macerie è adesso in piedi e con il suo Bambino in braccio.
Questa è una delle tante storie del terremoto, che può definirsi a lieto fine, per una serie di circostanze , fortuite o volute. La Madonna rimarrà a Roma fin tanto che il suo restauro sarà definitamente ultimato. La stessa ritornerà tra le sue montagne dove sin dal 1500 è stata amata e venerata dalla sua gente con l’appellativo di Madonna delle Rose.
Questa è la sua storia fatta di casi , di persone e di tanto cuore.
Il marchigiano Stefano Mutolo è tra i vincitori della terza edizione del Premio Solinas Italia-Spagna nell’ambito del 11º Festival del Cinema Italiano di Madrid e del 4° Forum di Coproduzione Italia-Spagna.
Il suo progetto si intitola “In Acque Profonde” e ha vinto “per l'approccio originale a un cinema di genere contemporaneo e interrogante, dalle sfumature oniriche e visionarie, che fonde azione, avventura e coming of age con una riflessione, molto attuale, sulle fascinazioni del potere e le scelte di libertà degli irregolari e degli ultimi.”
"In acque profonde" è il suo primo progetto di lungometraggio da sceneggiatore e regista e vuole ripensare il western all’italiana in un momento in cui il cinema di genere sta ritornando in auge. Il progetto è ambientato durante il ventennio fascista e vede protagonista una giovane mandriana vuole incassare la taglia su un sanguinario cacciatore delle paludi che ostacola la monumentale bonifica fascista dell’Agro-Pontino. Ripartendo dallo spaghetti western di Corbucci/Leone e dal western della new Hollywood di Cimino/Peckinpa, Mutolo cerca di “indigenizzare” il western all’italiana riproponendolo attraverso nuovi paradigmi e ambientandolo tra le paludi che affiancano le sponde del Guadalquivir.
Il premio che favorisce le co-produzioni tra il cinema italiano, spagnolo e dell’America Latina è stato consegnato dalla Giuria composta da: Laura Pugno (Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid), Annamaria Granatello (Presidente e Direttore del Premio Solinas), Alessandra Picone (Festival del Cinema Italiano di Madrid), Leonardo Ferrara (dirigente Rai Fiction) e i registi Valerio Vestoso e Laura Luchetti presente al Festival con il film “Fiore Gemello” e il cortometraggio “Sugarlove”.
"L'edizione 2018 del premio Solinas Italia Spagna, per la qualità dei vincitori - ha dichiarato Laura Pugno - dimostra la bontà dell'intuizione che ha portato alla creazione di questa variante italiana, spagnola e iberoamericana del concorso nazionale, come dimostrato anche dal fatto che il progetto "Cuatro chicos en fuga” di Chiara Rap e Giada Signorin - vincitore della prima edizione - è stato opzionato dalla società NIghtswim e la giovanissima Claudia De Angelis, premiata l'anno scorso dal Solinas Italia - Spagna, è risultata quest'anno, con una diversa giuria e nel tradizionale rigorosissimo anonimato, vincitrice del Solinas nazionale. Intanto, le occasioni di incontro tra produttori italiani e spagnoli si moltiplicano, grazie anche al lavoro del nostro Istituto Italiano di Cultura, creando così un terreno favorevole perché questi soggetti possano trasformarsi in film e magari, un giorno, far parte del programma del Festival de Cine Italiano de Madrid".
Per Annamaria Granatello: “L’Internazionalizzazione del Premio Solinas è ripartita grazie alla collaborazione con L’Istituto di Cultura di Madrid e al Festival del Cinema Italiano di Madrid. Un ringraziamento speciale va ai Giurati che ci accompagnano con grande generosità in questa splendida avventura e a tutti i partecipanti che ci hanno regalato storie molto interessanti”.
Stefano Mutolo, classe 1983, nato a San Severino Marche, ha collaborato come critico cinematografico presso testate specializzate in cinema. Laureato in Comunicazione Strategica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Firenze, ha successivamente conseguito un Master presso la business school ISTAO in Tecnologie e Management dell'Innovazione. Ha scritto, diretto e prodotto i cortometraggi Supern8e e Miracolo Aquilano (in concorso ai David di Donatello e trasmesso dalla tv francese Canal +) e prodotto il cortometraggio La stanza dei bottoni (in concorso al Giffoni Film Festival, David di Donatello, Miami Film Festival e trasmesso da France Télévisions e Mediaset). Dal 2012 è Amministratore Unico di Berta Film, che opera nella vendita internazionale di documentari, collaborando con broadcaster televisivi internazionali. Nel 2018 scrive, con il regista Haider Rashid, la sceneggiatura del lungometraggio Europa, sostenuto da Toscana Film Commission e MiBACT produzione.