ll Civitanova Film Festival cambia location, dopo il successo delle prime tre giornate, la manifestazione si sposta al Cine-Teatro Rossini.
Ieri sera si è conclusa la proiezione dei cortometraggi in concorso, preceduta dall’incontro-intervista a Pedro Armocida, critico cinematografico e direttore della Mostra Internazionale del Nuovo Ciinema di Pesaro, a cui, il pubblico del Festival, in una sala gremita, ha assistito con grande partecipazione.
La giornata odierna offrirà contenuti di spicco al pubblico del Festival: le proiezioni inizieranno alle ore 16:00 con la visione del film IL VENERABILE W. Barbet Schroeder (opera che denuncia le violenze di frange buddiste contro i musulmani in Birmania); alle ore 18:00
Manuele Mandolesi, regista nostrano, incontrerà il pubblico dopo la proiezione del suo film QUESTA É CASA NOSTRA (documentario sulla vita dopo il terremoto del 2016, della comunità di irriducibili, ribattezzata “Il Bronx”, che ha deciso di non abbandonare la propria terra).
La serata sarà dedicata ai grandi ospiti: alle ore 21:30 verrà proiettato il cortometraggio BELLISSIMA, con il quale il regista Alessandro Capitani ha vinto l’edizione 2016 del CFF e in seguito verrà proiettato il suo primo lungometraggio (ore 21.45) IN VIAGGIO CON ADELE, al termine del quale, interverranno lo stesso regista e il protagonista del film, il pluripremiato, Alessandro Haber.
Subito dopo, ci si ritroverà in Piazza Conchiglia per il dopofestival e la musica dal vivo del duo Rock'o & Swing'o 2et.
SINOSSI: IL VENERABILE W.
Regia di Barbet Schroeder. Genere Documentario - Francia, Svizzera,
2017, durata 100 minuti. Distribuito da Satine Film Il "Venerabile Wirathu" è un influente monaco buddista che, attraverso la pubblicazione dei suoi scritti e la diffusione dei suoi discorsi, per quanto "sacro" rappresentante della più pacifica delle fedi, ha fomentato l'odio dei suoi seguaci nei confronti dei musulmani, spingendoli alla lotta armata e convincendoli che la loro religione fosse minacciata di estinzione. Tutto questo in una paese, la Birmania, nel quale il 90% della popolazione è buddista e professa la necessità di amare tutti gli esseri. Il film di Barbet Schroeder è un documento doloroso dalle immagini a volte brutalmente insostenibili. Raramente la parabola di un disegno di genocidio è stata registrata con tanta chiarezza.
SINOSSI QUESTA È CASA NOSTRA:
Tre anni di terremoto… Tre anni della vita di Sara e della comunità di irriducibili, ribattezzata “Il Bronx”, che hanno deciso di non abbandonare la propria terra vivendo in roulotte per circa un anno e mezzo fino alla consegna delle SAE (soluzioni abitative di emergenza). Una comunità che nasce dopo il terremoto per andare avanti e sopravvivere, che rischia poi di smembrarsi alla consegna delle casette, ma che infine cerca di far rinascere il proprio territorio e si ritrova per condividere quel “vuoto dentro” che è rimasto e che ora, chiusi nei pochi metri quadri delle SAE, torna a farsi sentire più di prima.
SINOSSI IN VIAGGIO CON ADELE:
Regia di Alessandro Capitani. Con Sara Serraiocco, Alessandro Haber,
Isabella Ferrari, Patrice Leconte. Genere Commedia - Italia, 2018,
durata 80 minuti. Distribuito da Vision Distribution
Adele è una ragazza speciale. Libera da freni e inibizioni, indossa solo un pigiama rosa con le orecchie da coniglio, non si separa mai da un gatto immaginario e colora il suo mondo di post-it dove scrive i nomi di ciò che la circonda. Cinico e ipocondriaco, Aldo è un attore di teatro che, appoggiato da Carla - sua agente, amica e occasionale compagna di letto - si trova alla vigilia della sua ultima grande opportunità nel mondo del cinema. L'improvvisa morte della mamma di Adele sconvolge i piani di Aldo che scopre solo in quel momento di essere il papà della ragazza. Con il compito di dirle la verità e l'intento di liberarsene, Aldo parte con Adele, risalendo dalla Puglia verso il nord, su una vecchia cabrio per affrontare un viaggio dalla meta incerta. Alessandro Capitani, regista qui al suo primo film, ci racconta una storia a cui affezionarsi e che fa da antidoto al cinismo.
BIOGRAFIA MANUELE MANDOLESI:
Manuele Mandolesi, laureato in Scienze della Comunicazione e con un Master in Televisione e Cinema Digitale, si è specializzato nella realizzazione di docu-film attraverso i quali racconta conflitti e emergenze su tematiche di attualità e di rilevanza politico-sociale.
Come reporter del Corriere della Sera, ha raccontato con lo stile della “docu-diretta” tutto il periodo dell’emergenza immigrazione di Lampedusa, da cui nascono i successivi documentari “Lampedusa siamo noi” (2011-2013) e “Libera Espressione” (2014). I suoi lavori sono andati in onda su La7 (2008/9), MTVnews (2009/2011), Raitre (2014) e sul Corriere della Sera TV (2014/15). Nel 2017 ha lavorato a una docu-serie, "Storie in divisa", per Canale 5. Il suo ultimo lavoro,
“Questa è casa nostra” è ambientato nelle Marche e narra di alcune storie di resilienza dopo il terremoto del 2016.
BIOGRAFIA ALESSANDRO CAPITANI:
Alessandro Capitani è un giovane regista italiano. Ha esordito nel mondo del cinema come autore indipendente. Si è diplomato presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma nel 2009. Nel 2013, con il cortometraggio “La legge di Jennifer”, vince il Cinemaster ai Nastri d’Argento: una borsa di studio presso gli Studios Universal di Hollywood. Nel 2016 vince il David di Donatello come Miglior Cortometraggio con “Bellissima”. Nel 2018 dirige Alessandro Haber, Isabella Ferrari e Sara Serraiocco nel film “In viaggio con Adele” che segna il suo primo approdo nel lungometraggio.
Attualmente lavora come regista di programmi TV di Rai Tre, come “Insuperabili” (di cui è anche autore), “Sconosciuti” e “I Dieci Comandamenti”.
Per la traduzione di “Ossa di Sole” di Mick McCormack edito da Il saggiatore si è aggiudicato il riconoscimento che la città di Civitanova conferisce nel nome dell’illustre concittadino Annibal Caro. Premio ex aequo della giuria tecnica per i finalisti Silvia Pareschi, Luca Fusari e Bruno Arpaia
È Luca Fusari il vincitore della seconda edizione del Premio Annibal Caro. Con la traduzione di “Ossa di sole” di Mike McCormack a larga maggioranza la giuria dei lettori ha assegnato il riconoscimento che porta il nome dell’illustre traduttore dell’Eneide di Virgilio. Il suo lavoro ha convinto il 58.8% dei giurati che in questi mesi si sono raccolti attorno al progetto, preferendolo agli altri due candidati della terna finalista: Silvia Pareschi, per la traduzione di “Jesus’s son” di Denis Johnson e a Bruno Arpaia per la traduzione di “Anni lenti” di Fernando Aramburu. Assegnato anche il Premio della giuria tecnica ex aequo ai tre finalisti.
Nella Sala Ciarrocchi della Pinacoteca Moretti di Civitanova Alta è stato assegnato il riconoscimento alla presenza anche di numerosi studenti, e sono stati proprio loro a premiare i vincitori. Un premio sorto per amore di Annibal Caro, che a Civitanova nacque e fortemente voluto per mantenerne viva la memoria.
Ad aver convinto la giuria che lo ha votato in larga maggioranza lo stile utilizzato, la ricercatezza del lessico e la capacità del traduttore di restituire quell’atmosfera onirica e nebbiosa, il flusso di pensieri del romanzo che dall’inizio alla fine non usa la punteggiatura. Un ostacolo e una sfida in più per la traduzione, che nella trasposizione in italiano mantiene però intatto tutto il fascino dell’originale. “Non so nemmeno io come abbia fatto a tradurlo – racconta Luca Fusari alla platea intervenuta - a prima vista sembra non avere struttura. Quindi ho dovuto prima leggerlo tutto e poi iniziare a tradurre per capire dove voleva arrivare. In realtà l’assenza di punteggiatura non significa che non vi siano macrostrutture”.
La cerimonia di conferimento del premio, alla quale hanno portato i saluti istituzionali l’Assessora al Bilancio Roberta Belletti per il Comune di Civitanova e il consigliere regionale Francesco Micucci per la Regiona Marche, è stata anche l’occasione per un incontro sul tema della traduzione e del lavoro del traduttore. “Tra le tante attività di Annibal Caro abbiamo voluto istituire un premio alla traduzione perché la sua trasposizione dell’Eneide “bella e infedele” rappresenta ancora oggi un modus operandi. E abbiamo voluto farlo il 6 giugno, giorno della nascita del poeta e traduttore civitanovese perché quella data non rimanesse solo una ricorrenza, ma diventasse un modo per promuovere la lettura radicando nel territorio la conoscenza di questo autore, è un modo per riprenderselo, Annibal Caro” – il commento di Maria Grazia Baiocco del comitato promotore.
“La traduzione è come suonare col violino una cosa che era prevista per il pianoforte - ha spiegato Giovanni Giri, componente del comitato tecnico di valutazione e docente di traduzione all’Università di Macerata – Civitanova e Annibal Caro sono due realtà che dovrebbero trarre giovamento l’una dall’altra . Perché non far diventare questa città una capitale della traduzione come Recanati lo è della poesia”.
“Sono felice di essere qua anche perché l’impostazione di questo premio ricalca l’idea che ho della letteratura, rendere viva la lingua” - ha sottolineato Silvia Pareschi, finalista per “Jesus’Son” e traduttrice per Einaudi e autrice a sua volta. Al pubblico ha raccontato gli esordi del “mestiere”, il metodo, aneddoti e quei “no” di cui si è pentita, ma anche di quegli autori che ha amato alla follia. “Nell’ultimo periodo sono tornata ad innamorarmi dell’italiano, spesso per chi traduce lo si dà per scontato, ma è fondamentale aggiornare la propria lingua, poter usufruire e attingere da un registro che è al passo con i tempi, specie se si traduce libri che usano lo slang – e poi ringraziando – di questo premio mi piace che siano stati coinvolti i lettori, così si tiene viva la letteratura”.
In conference call, anche Bruno Arpaia presente in finale con “Anni lenti” di Fernando Aramburu: “Quando un autore scrive bene è molto più facile tradurlo. Ma la traduzione non è una cosa secondaria, insegna l’umiltà che è fondamentale anche quando si passa ad essere autori. Con la traduzione impari a ridurre l’io al minimo, a dare spazio al noi che parla attraverso la letteratura”.
A margine si è premiato il vincitore del contest #BuonCompleannoCaro. Il premio, una cena per due persone presso il Ristorante BeBop Centenario, è andato a Francesca Gallucci che ha realizzato una stampa a caratteri mobili del celebre verso di Caro “Pico non vide mai nido sì bello”.
La cerimonia si è conclusa con una degustazione di vini della Cantina Boccadigabbia e la visita alla Pinacoteca civica, già Casa Annibal Caro, con la Direttrice Enrica Bruni.
Ottimo riscontro con sala gremita alla cerimonia d’apertura iniziata con l’intervento dell’assessore Maika Gabellieri che ha sottolineato l'importanza di un evento come il Festival in un settore che è in forte crisi; ha inoltre enfatizzato quanto il cinema sia veicolo e strumento di coesione per i giovani, in contesti scolastici e non.
All'intervento dell'assessore sono seguite le proiezioni delle sigle del “Progetto scuole”, con protagoniste le classi IV dell’I.I.S. - V. Bonifazi, e dell’ applaudito lungometraggio, Bangla.
Il Civitanova Film Festival procede oggi alle 17.30 (cinema Cecchetti) con UOMINI E FUOCHI - Il rito dei glorianti di Scanno, cortometraggio (fuori concorso) al quale seguirà un incontro con il regista, Andrea Zanna Frenguelli.
In linea con il filo conduttore del festival che tocca, IDENTITÀ, RADICI E SINGOLARITÀ, come tematiche principali, alle ore 18:30 verrà proiettato il film DAFNE di Federico Biondi. Per l'occasione saranno presenti le associazioni Amadown e Anffas Onlus Civitanova Marche.
In serata, nello specifico alle ore 21:30, inizierà il concorso di cortometraggi, con la proiezione dei primi otto corti in gara.
SINOSSI UOMINI E FUOCHI:
In un posto come gli Abruzzi, dove i confini tra antico e moderno sono labili, Uomini e Fuochi vuole essere un piccolo documentario sul desiderio e sulla tensione umana che scaturisce dal volere assimilarsi all'infinito tramite pratiche rituali. Le Glorie - tradizione popolare Scannese che si tiene alla vigilia di San Martino - rappresenta perfettamente questa tensione provata da un'umanità compressa dai dati digitali, dove il senso delle proprie azioni si perde nel tempo.
Uomini e Fuochi affronta questo confronto tra forze, combinando una narrazione rispettosa nei confronti del contesto naturale ed antropologico, con un'atmosfera concisa che solo apparentemente
inganna lo spettatore.
SINOSSI DAFNE:
Regia di Federico Bondi. Con Carolina Raspanti, Antonio Piovanelli, Stefania Casini. Genere Drammatico - Italia, 2019, durata 94 minuti. Distribuito da Cinecittà Luce
Una trentacinquenne portatrice della sindrome di Down, esuberante e trascinatrice, sa organizzare da sola la sua vita ma vive ancora insieme ai genitori, Luigi e Maria. Quando Maria muore all'improvviso, gli equilibri familiari vanno in frantumi. Luigi sprofonda nella depressione e Dafne non è solo spinta a confrontarsi con la perdita, ma deve anche sostenere il genitore. Finché un giorno accade qualcosa di inaspettato: insieme decidono di affrontare un trekking in montagna, diretti al paese natale di Maria. Lungo il cammino,
scopriranno molte cose l'uno dell'altra e impareranno entrambi a superare i propri limiti.
Tre traduttori, tre libri, un prestigioso Comitato Tecnico, una folta Giuria di Lettori, hanno dato animato, in nome del grande umanista civitanovese Annibal Caro, la seconda edizione del Premio alla traduzione che lo omaggia.
Giovedì 6 Giugno, nel giorno della sua nascita avvenuta a Civitanova Marche nel 1507 si svolgerà presso la Sala Ciarrocchi della Città Alta, alle ore 18.00, la cerimonia di premiazione che annuncerà il vincitore dell’edizione 2019, alla presenza dei Rita Baldoni e Giovanni Giri, in rappresentanza del Comitato Tecnico, di Silvia Pareschi, finalista e di Gino Troli, tra i promotori della prima edizione. Gli altri due finalisti, Bruno Arpaia e Luca Fusari, saranno collegati in video conferenza.
Durante la cerimonia sarà annunciato anche il vincitore del contest #BuonCompleannoCaro e alla fine sarà possibile visitare la Pinacoteca Moretti accompagnati dalla Direttrice Enrica Bruni.
Tre i finalisti, scelti dal Comitato Tecnico per le migliori traduzioni in lingua italiana del 2018: Bruno Arpaia, Luca Fusari, Silvia Pareschi.
Bruno Arpaia, scrittore, giornalista. Vince tra gli altri il Premio selezione Campiello e il Premio Bagutta ed è finalista del Premio Strega nel 2011. Tra i maggiori traduttori in Italia dalla letteratura spagnola e latinoamericana, è la voce italiana tra gli altri di Carlos Ruiz Zafon. E’ in finale al Premio Annibal Caro con la traduzione di “Anni lenti” dello scrittore spagnolo Fernando Aramburu di cui ha tradotto anche il pluripremiato “Patria”, pubblicato sempre da Guanda editore.
Luca Fusari, traduttore editoriale dal 2003. Annovera una lunghissima serie di titoli tradotti dall’inglese, sia di narrativa contemporanea che di saggistica. John Grisham, Thomas Ligotti, Joyce Carol Oates, John Cage, sono solo alcuni degli autori a cui ha dato la voce italiana. E’ in finale al Premio Annibal Caro con la traduzione di “Ossa di sole” dello scrittore irlandese Mike McCormack, vincitore dell’International Dublin Literary Award., pubblicato da Il Saggiatore.
Silvia Pareschi, tra le più note traduttrici dalla lingua inglese. Ha dato voce italiana a scrittori come Jonathan Franzen, Don De Lillo, Cormac McCarthy a al Premio Nobel Alice Munro. E’ anche autrice di “I jeans di Bruce Springsteen e altri sogni americani”. Vive tra san Francisco e il Lago Maggiore. E’ in finale al Premio Annibal Caro con la traduzione di “Jesus’Son” dello scrittore statunitense Denis Johnson, vincitore del National Book Award.
La Giuria dei Lettori nell’arco di quattro mesi ha letto i tre libri finalisti e sta esprimendo in questi giorni, la propria preferenza. Hanno votato sinora 84 giurati su 120 iscritti. Un numero considerevole in controtendenza rispetto ai dati italiani sulla lettura che ci vede sempre meno amanti dei libri e che suggerisce che una modalità condivisa potrebbe essere una strada da intraprendere per riavvicinare gli italiani al mondo dei libri.
Il Premio Annibal Caro ha ricevuto il Patrocinio della Regione Marche e del Comune di Civitanova Marche.
È realizzato grazie al contributo del Banco Marchigiano, delle Farmacie Angelini e della ClinicaLab di Civitanova. Ha il sostegno dell’Hotel Dimorae, della Cantina Boccadigabbia, del BeBop Centenario.
Si è avvalso della collaborazione dell’ISS Da Vinci, delle Librerie Giunti al Punto, Il Maestro e Margherita, Ranieri, Ubik di Civitanova e del Mondadori Store di Porto sant’Elpidio.
È organizzato dalla Associazione Culturale La Fabrica Teatro.
Del Comitato promotore fanno parte Maria Grazia Baiocco, Anna Maria Domenella, Rosetta Martellini, Lorella Quintabà.
Scorci e stimoli di vecchie carte e tesori d’arte verranno alla luce, sabato 8 e domenica 9 giugno a Civitanova Alta, nel corso di un convegno organizzato dal Comune di Civitanova Marche - Assessorato alla Crescita Culturale - nell’ambito dell’"International archives week 2019" - promosso dal Consiglio Internazionale degli Archivi (ICA) e curato dalla dottoressa Mara Pecorari del direttivo ANAI Marche.
Presso lo spazio multimediale San Francesco della Città Alta si svolgerà infatti sabato 8, dalle ore 9,00 alle 18,00, “Archiviamente aperti. Le stanze della memoria: scorci e stimoli dalle "carte morte", con relatori di fama internazionale affiancati da ricercatori e storici cittadini quali Enrica Bruni, Pierluigi Cavalieri, Roberto Domenichini, Gabriele Dondi, Antonio Eleuteri, Enrico Garavelli, Roberto Giannoni, Mara Pecorari, Marcello Verdenelli. Testimonial d’eccezione Umberto Piersanti. Interverranno inoltre l’attore Roberto Marinelli e la Corale Bizzarri del Maestro Luigi Gnocchini.
L’evento è stato presentato questa mattina, nella sala Giunta, dall’assessore alla Cultura Maika Gabellieri, dal direttore della Pinacoteca Enrica Bruni e dalla curatrice Mara Pecorari.
“La città ospita questo importante convegno con intellettuali di calibro internazionale – ha detto l’Assessore Gabellieri. Si tratta di un’occasione imperdibile per tanti appassionati di storia, arte e letteratura, ma anche una preziosa vetrina per omaggiare Annibal Caro, di cui si festeggia il 6 giugno il compleanno. L’Amministrazione comunale ha voluto creare un Osservatorio sul letterato civitanovese i cui nove componenti sono stati individuati garantendo una pluralità delle competenze disciplinari, una qualificata e comprovata competenza, per studi, ricerche e attività su tematiche pertinenti alle attività, con riferimento prioritario alle attività svolte all’interno di Enti o Organismi Pubblici e Privati in ambito educativo, artistico, accademico e nell’ambito dei Beni Culturali”.
Questo il programma del convegno:
Dopo il saluto delle autorità e l’intervento del testimonial d’eccezione Umberto Piersanti seguirà il recital della corale Bruno Bizzarri con il M° Luigi Gnocchini.
Prima sessione (ore 10-12,45)
“I cassetti delle meraviglie: omaggio ad Annibal Caro per il suo compleanno”.
Pierluigi Cavalieri, professore e ricercatore: “Annibal Caro da Civitanova e la sua famiglia attraverso l ricerca di archivio”.
Enrico Garavelli, docente Università Helsinki: “Annibal caro epistolografo. Ricerche d’archivio, collezionismo, orizzonti digitali”.
Marcello Verdenelli, già docente Università di Macerata: “A far le lettere col compasso in mano”.
Roberto Marinelli, attore: Lettura brani scelti dalle Lettere
Pierluigi Cavalieri: “Il fondo Annibal Caro della Biblioteca Zavatti”.
Seconda sezione: “Pietro Tedeschi a Civitanova Alta”.
Enrica Bruni, direttore Pinacoteca Moretti: “Le pale d’altare della chiesa di Sant’Agostino a Civitanova Alta”.
Roberto Domenichini, direttore archivio di Stato di Pesaro: “Contributo ad una biografia del pittore Pietro Tedeschi”.
Terza sessione
“Mostra archivio storico parrocchia San Paolo Civitanova Marche Alta”.
Antonio Eleuteri, architetto e responsabile archivio parrocchiale e Gabriele Dondi, restauratore: “Il restauro conservativo dei registri dell’archivio storico parrocchiale San Paolo di Civitanova Alta”.
Quarta sessione
“La narrazione archivistica e la promozione del territorio”
Roberto Giannoni, architetto e ricercatore “Le chiese dismesse e la trasformazione di alcuni luoghi sacri a Civitanova”.
Enrica Bruni, “Illustrazione del fondale storico nel teatro Annibal Caro” e visita guidata alla Pinacoteca civica Marco Moretti.
Domenica 9 giugno, visita guidata al Poltrona Frau Museum di Tolentino.
Ingresso libero
L’Amministrazione comunale di Civitanova Marche ha ideato l’Osservatorio Annibal Caro. Educazione, Ricerca, Valorizzazione - un organismo che ha per finalità sociale e culturale quella di essere il vettore di nuove connessioni, interazioni e forme di sviluppo che onorino la figura di Annibal Caro attraverso attività educative, di promozione della ricerca scientifica in ogni ambito culturale, letterario, linguistico, artistico, storico e archivistico, favorendone la diffusione e la conoscenza in tutte le espressioni e forme, valorizzando anche il territorio e il suo patrimonio.
L’Osservatorio è stato annunciato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa per la presentazione dela due giorni dedicata agli Archivi storici, dall’assessore alla Cultura Maika Gabellieri, dal direttore della Pinacoteca Enrica Bruni e da Mara Pecorari, studiosa di Archivistica componente Direttivo ANAI Marche.
L’Osservatorio Annibal Caro programma e realizza con cadenza annuale corsi, convegni, conferenze, pubblicazioni, mostre e ogni altro tipo di attività culturale, artistica, teatrale, musicale, filmica, informatica, ecc., che sia idonea al raggiungimento e alla valorizzazione delle proprie attività e finalità anche favorendo dialogo e cooperazione fra tutti i centri di cultura, di ricerca e centri universitari d’Italia, d’ Europa e del mondo.
“Uno studioso del calibro di Annibal Caro necessita un’attenzione che non può essere di portata meramente locale – ha spiegato l’assessore Gabellieri. Era necessario allargare gli orizzonti in modo da valorizzare studi e ricerche intorno al letterato civitanovese per avere un taglio oltre che letterario, scientifico. Siamo molto soddisfatti di veder nascere questo nuovo progetto e ci auguriamo di portare avanti un lavoro encomiabile ed un livello molto alto di eventi”.
I componenti dell’Osservatorio Annibal Caro sono stati individuati garantendo una pluralità delle competenze disciplinari, una qualificata e comprovata competenza, per studi, ricerche e attività su tematiche pertinenti alle attività dell’Osservatorio Annibal Caro con riferimento prioritario alle attività svolte all’interno di Enti o Organismi Pubblici e Privati in ambito educativo, artistico, accademico e nell’ambito dei Beni Culturali.
I nove Membri dell’Osservatorio Annibal Caro sono stati individuati con una indagine accurata negli ambiti pertinenti alle attività dell’Osservatorio, attraverso l’analisi dei curricula, ma anche per aver già dato la loro collaborazione scientifica pertinente al Caro.
I Membri dell’Osservatorio Annibal Caro presteranno la loro opera a titolo gratuito.
I Membri dell’Osservatorio Annibal Caro sono:
Sindaco pro-tempore che può delegare all’Assessore alla cultura;
Prof. Riccardo Scrivano, già docente Letteratura italiana Università Tor Vergata di Roma;
Prof. Enrico Garavelli, docente di Filologia italiana Università di Helsinki;
Prof. Marcello Verdenelli, già docente di Lingua letteraria e linguaggi settoriali Università di Macerata;
Dott.ssa Enrica Bruni, Storico dell’Arte, Direttore della Pinacoteca Civica “Marco Moretti;
Prof. Stefano Papetti, docente Museologia Università di Camerino, Consulente scientifico dei Musei di Ascoli Piceno;
Prof. Giulio Ferroni, già docente Letteratura italiana Università la Sapienza di Roma;
Dott.ssa Mara Pecorari, studiosa di Archivistica componente Direttivo ANAI Marche;
Prof. Pierlugi Cavalieri, storico locale, docente dell’Istituto Istruzione Superiore “Filippo Corridoni”.
Il prof. Enrico Garavelli, il prof. Marcello Verdenelli, la dott.ssa Enrica Bruni, il prof. Pierluigi Cavalieri saranno relatori al Convegno Archiviamente aperti. Le stanze della memoria: scorci e stimoli dalle carte morte, curato dalla dott.ssa Mara Pecorari che si terrà il giorno 8 e 9 giugno 2019 a Civitanova Marche Alta.
Ieri, 3 giugno, è stata rimossa la gru collocata nel cantiere fallito della società Regina Costruzioni S.r.l., località Montefanovecchio. L'amministrazione comunale di Montefano intende comunicare ai cittadini il reale percorso che ha portato allo smontaggio definitivo: "L’Ufficio Tecnico del Comune di Montefano, stimolato dal punto programmatico (Sicurezza, pagina 10 del programma http://bit.ly/2GRHo0z) dell’attuale Amministrazione Comunale, eletta dai cittadini nell’ultima consultazione elettorale, ha interagito tramite e-mail con il curatore fallimentare incaricato, per avviare le procedure per la valutazione dello stato di sicurezza e dell’eventuale messa in sicurezza del cantiere e della gru".
"Il curatore fallimentare su autorizzazione del tribunale di Macerata ha provveduto, senza oneri per il Comune, a rimuovere la summenzionata gru, in data 3 giugno 2019. L’Ufficio Tecnico ha inoltre collaborato per l’ordinanza di chiusura della strada e ha vigilato sull’intera operazione. Stupisce il tanto interesse sulla questione della Lista Montefano Domani, a cui hanno aderito alcuni membri della precedente Amministrazione, che nulla hanno fatto quando avevano il dovere di attivarsi, mettendo così a repentaglio l’incolumità di tutti i passanti".
L’attuale Amministrazione Comunale è pienamente soddisfatta dell’obiettivo raggiunto e si complimenta con l’Ufficio Tecnico Comunale, "vero protagonista" dell'intervento.
La Città di San Severino Marche, e il suo territorio, hanno ospitato il viaggio alla scoperta del fascino delle ville storiche nella terra dei Salimbeni promosso dalla delegazione maceratese del Fai, il Fondo per l’Ambiente Italiano, e che ha coinvolto una nutrita rappresentanza di iscritti alle varie delegazioni marchigiane della fondazione nata per la tutela, la salvaguardia, la valorizzazione del patrimonio artistico e naturale nazionale.
Il tour, guidato dalla delegata settempedana Gabriela Lampa e organizzato insieme al capo delegazione Maria Paola Scialdone e al segretario Giacomo Canullo, è partito da villa Votalarca, nobile dimora del marchese Luzi con uno stupendo giardino all’italiana posta sulla sommità di un colle in località Chiaravalle di Treia ed ha fatto poi tappa a La Villa di Cesolo, storica proprietà appartenuta alla famiglia Coletti e di recente completamente ristrutturata per essere trasformata in una dimora di charme dalla famiglia dell’imprenditore settempedano Sandro Teloni che da qui ha lanciato il progetto Homelike Villas, una rete fatta di ville moderne, casali e dimore storiche che tra Marche, Umbria e Toscana si sta specializzando sempre più nell’incoming straniero, con affitti settimanali, e nel wedding. I delegati Fai qui hanno potuto assaggiare alcuni prodotti tipici del territorio preparati dalla Loggia dei Sapori, dall’azienda di sott’olio Castellino, dal salumificio Ciccarelli. Per accompagnare i piatti sono stati presentati i vini della cantina Colmone della Marca.
Il tour è poi proseguito con una “tappa” a Villa Collio, fiore all’occhiello delle ville neoclassiche della provincia di Macerata purtroppo gravemente danneggiata dalle scosse di terremoto. Poi visita al complesso monumentale di San Domenico e alla pinacoteca civica “P. Tacchi Venturi” dove i delegati Fai sono stati ricevuti e accolti dal vice sindaco e assessore comunale alla Cultura, Vanna Bianconi, che ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale. A presentare i monumenti cittadini ai delegati Fai la guida turistica Paola Pistoni.
Ultima parte dell’escursione in piazza Del Popolo per la visita al teatro Feronia, guidata dal direttore artistico dei Teatri di Sanseverino, Francesco Rapaccioni, e a palazzo Gentili, residenza d’epoca del XVI secolo dove il violinista Paolo Moscatelli ha deliziato gli ospiti con un breve intermezzo musicale. Prima della partenza per un breve giro a Villa Berta, spettacolare passaggio per godere del panorama al tramonto a Castello al Monte dove c’è stato anche il tempo per una visita al Museo archeologico.
Annunciati gli otto vincitori dell'edizione 2019 di Musicultura, festival della canzone popolare e d'autore, in programma a Macerata dal 17 al 23 giugno, con media partner Rai Radio 1. Sono partiti in 719, autori dei loro brani, hanno superato il test di audizioni live entrando tra i 16 finalisti; in otto sono sul podio finale dopo una dura selezione iniziata nell'autunno scorso.
Sono Luca Bocchetti (Roma) con la canzone "Furius", Francesco Lettieri (Giugliano) "La mia nuova età", Lo Straniero (Asti) "Quartiere italiano", Lavinia Mancusi (Roma) "Ninù", Paolantonio (Catania) "Questa assurda storia", Gerardo Pozzi (Vittorio Veneto) "Badabum", Enzo Savastano (Benevento) "Le mogli dei cantanti famosi", Francesco Sbraccia (Teramo) "Tocca a me". "Una canzone ha il potere di cambiarti l'umore di una giornata, è un potere ben riposto nelle mani di questi giovani artisti - commenta il direttore artistico Piero Cesanelli - tra loro c'è diversità di stili e di approcci, ma li accomuna un sincero slancio creativo".
Fonte: ANSA Marche
A quasi tre anni dal sisma, le Marche ferite dal terremoto hanno bisogno di raccontarsi, soprattutto ora, quando l’eco mediatica si è spenta. I luoghi interessati dai terremoti hanno ancora bisogno di mettere in evidenza la loro bellezza che, seppur vulnerabile, resiste insieme ai suoi abitanti che vogliono ritornare a popolare l’entroterra e i Monti Sibillini. Da questi concetti prende il via il progetto “La Vulnerabilità della Bellezza”, promosso dal documentarista civitanovese Manuele Mandolesi che ha coinvolto un gruppo di professionisti nel mondo della cinematografia e dei media. Nasce l’Associazione “Respiro Produzioni” che realizza i docufilm insieme ad altri partner, enti ed aziende che hanno sostenuto il progetto multicanale “La Vulnerabilità della Bellezza”, che mette in luce storie diverse per raccontare le Marche del terremoto e la capacità di vivere una vita diversa da parte dei protagonisti dei racconti.
I documentari saranno distribuiti su più piattaforme e rispondono a linguaggi differenti. Il lungometraggio documentario “Vulnerabile Bellezza”, della durata di 75 minuti, racconta la vita quotidiana di una famiglia di allevatori di Ussita, Michela, Stefano ed i loro figli Diego ed Emma, e del modo in cui superano il trauma del terremoto attraverso il forte legame che li tiene uniti alla loro terra e ai loro animali. Il film documentario “Questa è casa nostra”, della durata di 58 minuti, racconta la vita di Sara e della comunità di irriducibili, ribattezzata “Il Bronx”, che hanno deciso di non abbandonare la propria terra vivendo in roulotte a Visso per circa un anno e mezzo fino alla consegna delle SAE (soluzioni abitative di emergenza). Una comunità che nasce dopo il terremoto per andare avanti e sopravvivere, che rischia poi di smembrarsi alla consegna delle “casette” ma che infine cerca di far rinascere il proprio territorio e si ritrova per condividere quel “vuoto dentro” che è rimasto e che ora, chiusi nei pochi metri quadri delle SAE, torna a farsi sentire più di prima.
La web serie “Chiedi alla polvere”, pillole da 3 minuti, ci porta a conoscere la storia di un gruppo di ragazzi tra i 18 e i 20 anni di Arquata del Tronto che, dopo il terremoto avvertono la perdita della comunità e la sua frammentazione. I ragazzi non ci stanno e decidono di voler fare qualcosa. Aprono una pagina facebook per dare informazioni logistiche alla popolazione colpita dal terremoto. Nasce l’associazione “Chiedi alla Polvere”.
L’anteprima del film documentario “Questa è casa nostra”, si terrà sabato 8 giugno alle ore 18,00 al cine teatro Rossini a Civitanova Marche, nell’ambito del Civitanova Film Festival.
Dopo la proiezione ci sarà un momento dedicato alla spiegazione del film documentario insieme al regista e ai protagonisti del racconto. Il docu-film “Questa è casa nostra” dopo l’anteprima civitanovese, sarà proiettato nei territori colpiti dal sisma.
È stato un incontro molto produttivo quello tra il sindaco Romano Carancini, l’assessore alla cultura Stefania Monteverde e la famiglia di Wladimiro Tulli, la figlia Carla Tulli e il fratello Piero Tulli. Dopo l’incidente che ha provocato il danneggiamento dell’opera “Chimismi” di Tulli, realizzata nel controsoffitto dei locali dell’ex galleria Mirionima durante i lavori di ristrutturazione, gli eredi e l’Amministrazione comunale si sono messi in contatto per valutare lo stato del danno e il percorso di recupero. Nell’incontro è stato messo a punto un programma per valorizzare la figura di Wladimiro Tulli e l’originalità significativa della sua produzione. “Nel 2022 saranno cento anni dalla sua nascita a Macerata, - ha ricordato Carla Tulli. - Noi pensiamo che il modo migliore per celebrare l’anniversario è preparare una grande mostra in città e nelle città delle Marche in cui ci sono ancora testimonianze della sua ampia attività creativa”. Il sindaco ha dato subito la disponibilità dell’Amministrazione.
Soddisfazione reciproca dunque per un progetto importante che vedrà la famiglia Tulli e l’Amministrazione collaborare per la valorizzazione dell’opera del grande artista.
ll 15 e il 16 giugno 2019 si terrà la quinta edizione di Scrivere festival, una due giorni dedicata agli scrittori esordienti e non.L’evento, organizzato dalla Confesercenti di Macerata con la direzione artistica degli scrittori Jonathan Arpetti e Christina Assouad, si terrà a Macerata presso la Domus San Giuliano e offrirà agli iscritti la possibilità di partecipare a conferenze formative tenute direttamente dai massimi esponenti del panorama editoriale nazionale, come anche l’opportunità di proporre il proprio manoscritti, con dei faccia a faccia esclusivi, agli editor delle più grandi case editrici italiane.
Questa edizione si annuncia davvero ricca di ospiti importanti, ogni iscritto a Scrivere festival potrà proporre la sua opera agli editori di: Mondadori, Giunti, Rizzoli, Garzanti, Nottetempo, Voland, Marsilio, Todaro e molti altri.
Nella stessa occasione gli aspiranti scrittori in cerca di un’agenzia letteraria che li rappresenti, potranno confrontarsi con i principali esponenti del settore, quali: Fiammetta Biancatelli della Walk about, Laura Ceccacci Literary agency, Malatesta, Rita Vivian agency.Dalle precedenti edizioni alcuni partecipanti hanno visto la loro opera pubblicata da case editrici nazionali come Fanucci, Leggereditore e quest’anno esordirà una iscritta dell’edizione 2018 con la casa editrice Rizzoli .
Sabato 1 giugno 2019 alle ore 17 s'inaugurerà ad Esanatoglia presso il Palazzo del Municipio la mostra: “760, 220, 3. Malgrado tutto io resto qui!” di Massimo Costantini.
Essa raccoglie le opere a pirografo che l'artista di Camerino ha realizzato nel corso degli anni, traendo ispirazione dal ciclo dei Cavalieri di Villa Varano di Esanatoglia, oggi sede del Municipio, e che negli ultimi anni - a seguito del sisma del 2016/2017 - ha conosciuto una prolifica accelerazione.
Non ci si può e non ci si deve arrendere di fronte alle avversità che la vita e quindi la natura pongono sul nostro cammino, neanche quando vengono feriti quasi mortalmente i luoghi dove è sedimentata la nostra storia, cultura e identità. È questo il messaggio che vuole arrivare a chi visiterà la mostra. Villa Varano di Esanatoglia, poi, è il luogo ideale per ospitarla, non solo perché ne è in parte ispiratrice, ma soprattutto perché è un luogo “ritrovato” della nostra memoria e quindi della nostra identità; una identità troppo spesso dimenticata e che invece potrebbe essere alimento di un progetto di rinascita e di futuro per una terra bella e martoriata. Visitare la mostra è anche l'occasione di conoscere una delle più suggestive dimore varanesche, il borgo che la ospita, il paesaggio che la circonda.
Ogni sabato del mese di giugno con inizio alle ore 17 si terranno degli incontri con l'autore secondo il seguente calendario:
8 giugno - incontro con Clara Schiavoni, autrice di: "Sono tornata" (Edizioni Simple) e "Saprò ricominciare" (Affinità elettive) sulla figura di Elisabetta Malatesta Varano (1407-1477);
15 giugno - incontro con Mario Carassai, autore di: "Le Marche sugli scudi. Atlante storico degli stemmi comunali" (Andrea Livi editore) sull'araldica civica marchigiana;
22 giugno - incontro con Vincenzo Luzi, autore di: "Il casino di campagna" (Italic Pequod Edizioni) sulla figura della marchesa Margherita Sparapani Gentili Boccapadule (1735-1820);
29 giugno - incontro con Massimo Costantini, autore di: "Il sistema difensivo dello Stato di Camerino" (Edizioni La nuova Stampa) di Massimo Costantini su rocche e castelli del territorio camerinese nell'anno 1502.
La mostra resterà aperta tutti i giorni del mese di giugno dalle ore 10,00 alle 12,30; il sabato anche dalle ore 16,00 alle 19,00.
Debutta nelle Marche l’opera-tango Maria de Buenos Aires di Astor Piazzolla su testi di Horacio Ferrer. A portarla in scena domenica 2 giugno, alle 21.15, al Teatro Feronia di San Severino Marche sarà il regista jesino Matteo Mazzoni (nel 2019 firmerà la regia della Madama Butterfly al Teatro Pergolesi di Jesi) con un cast di artisti argentini e la collaborazione di un ensemble dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana.
L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto Marche In Vita – Lo spettacolo dal vivo per la rinascita dal sisma sostenuto dall’accordo Regione Marche-Mibac, ed è realizzato anche in collaborazione con il Comune di San Severino Marche – Assessorato alla Cultura, l’AMAT, il Consorzio Marche Spettacolo, la FORM, il Teatro Feronia di San Severino Marche.
L’Orchestra Filarmonica Marchigiana prosegue così il suo apporto alla comunità dell’entroterra maceratese, colpita dal terremoto, dopo i numerosi educational riservati alle scuole e la rassegna estiva dello scorso anno nei luoghi dei Comuni del cratere.
Maria de Buenos Aires rappresenta uno dei momenti più alti nel grande universo del tango: la musica di Astor Piazzolla, una vera e propria leggenda, il libretto di Ferrer, illustre poeta visionario argentino, la lirica che incontra il tango, il teatro, il ballo: tutto in un’opera unica famosa nel mondo.
Attraverso un complesso gioco di luci e di videoproiezioni, tra simboli e atmosfere tipiche del mondo porteño, lo spettacolo racconta le origini oniriche del tango, in un’esperienza unica offerta da autentici specialisti argentini in palco, tra coreografie di ballo e teatro d’opera, mentre gli archi, il flauto, il piano, la chitarra, le percussioni, rincorrono il bandoneon, strumento simbolo del funambolico vortice musicale di Piazzolla.
Sul palco del Feronia suonerà un grande bandoneonista argentino, Hugo Satorre, come argentini so-no il direttore d’orchestra, Pablo Boggiano, e il cast di cantanti: Liliana Rugiero, Lisandro Guinis e Martin Ruiz Rueda.
Le coreografie sono a cura di Jorge Bosicovich, nato e cresciuto a Buenos Aires, da anni protagonista della scena del tango a Vienna, mentre il video artist è Wilhelm Von Starck e i costumi sono della Sartoria Arianna.
Biglietti a 15 euro, ridotto 10 euro. Info: 071/2072439.
Una festa della poesia che ha attraversato tutto il Paese. Questo è stato “#200infinito”, la giornata dedicata alle celebrazioni per i duecento anni de “L’Infinito” di Giacomo Leopardi. Migliaia di studenti e cittadini si sono ritrovati in tutta Italia, in piazze, strade, chiostri, istituti scolastici, per unirsi “a distanza” alla Piazzuola del Sabato del Villaggio di Recanati dove oltre 2.800 ragazzi, insieme al Ministro Marco Bussetti e a Olimpia Leopardi, alle 11.30 hanno recitato insieme alcuni dei versi più conosciuti e amati della letteratura italiana.
Non solo una lettura collettiva e simultanea. “L’Infinito” è stato omaggiato con danze, canti, performance artistiche, flash mob. Gli studenti italiani hanno potuto scoprire il valore della lirica e condividerlo con la propria comunità scolastica e con le loro famiglie. Hanno fatto rivivere nel presente versi senza tempo.
“Oggi è un giorno di grande festa per tutte le scuole d’Italia, anzi una festa dell’Italia realizzata dalle scuole, da voi ragazzi e dai vostri docenti - ha dichiarato il Ministro Marco Bussetti -. Ho fortemente voluto queste celebrazioni perché rendere omaggio a Leopardi e al suo idillio più famoso significa rendere omaggio al nostro Paese, alla nostra civiltà, alla nostra cultura e tradizione. ‘L'Infinito’ è un punto di riferimento imprescindibile nel percorso formativo che i nostri giovani portano avanti da generazioni nell’iter scolastico.
È stato veramente un piacere, oltre che un grande successo, poter stimolare e suscitare riflessione critica, creatività ed espressività degli studenti. Abbiamo il dovere culturale e civile di conoscere il nostro passato, di custodirlo, di valorizzarlo. E di farlo rivivere nel nostro presente, come abbiamo fatto qui oggi a Recanati e nelle altre Regioni, rinnovandone la parola e il messaggio”.
“Ragazzi, siete il futuro e avete davanti a voi il meraviglioso cammino della vita che sarà emozionante e bellissimo ma, come inevitabilmente accade, troverete anche degli ostacoli - ha aggiunto Olimpia Leopardi, rivolgendosi agli studenti in piazza -. Qui ci aiutano Giacomo e il meraviglioso messaggio che ci ha regalato con ‘L’lnfinito’. I limiti devono servire non per fermarci ma per insegnarci a guardare oltre. L’anima immagina ciò che è precluso allo sguardo e così ci permette di vedere le infinite possibilità che abbiamo dentro di noi. Quindi, ragazzi, vi lascio con l’augurio di non permettere mai alla realtà di sopraffare i vostri sogni”.
La manifestazione è stata organizzata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nata da un’idea di Olimpia Leopardi, realizzata con Casa Leopardi, in collaborazione con la RAI e con il Comune di Recanati.
Durante l’incontro, il Ministro Marco Bussetti e Olimpia Leopardi, inoltre, hanno premiato gli Istituti vincitori del Concorso Nazionale “Il mio Infinito”, rivolto a tutte le scuole di ogni ordine e grado, con l’obiettivo di stimolare la riflessione, la creatività e l’espressività degli studenti attraverso un percorso che li ha portati a cimentarsi con la propria visione di “Infinito”: per la categoria Scuole primarie, il Circolo Didattico “Sant’Orso” di Fano (PU), che ha partecipato con un coro che ha proposto un brano musicale inedito - “Il mio Infinito” - nato dalla riflessione in classe sul tema della poesia; per la categoria Scuole secondarie di I grado, l’Istituto Comprensivo “Valentino Orsolini Cencelli” di Sabaudia (LT), che ha conquistato il premio con la performance “Il tutto oltre la Siepe”, un dialogo tra un giovane Leopardi e un ragazzo “dei nostri tempi”; per la categoria Scuole secondarie di II grado, il Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II” di Arezzo, che ha partecipato con quattro illustrazioni che interpretano situazioni e stati d’animo degli studenti, scaturite da una riflessione sui versi de “L’Infinito”.
Contemporaneamente all’evento che si è tenuto a Recanati, tutta l’Italia ha partecipato alla giornata con adesioni da tutte le Regioni, con centinaia di istituti scolastici partecipanti, migliaia di studenti e cittadini coinvolti.
Una festa che ha animato anche la Rete e i social network: gli studenti, all’interno delle proprie scuole o nelle piazze delle città, hanno preso parte all’iniziativa anche documentando la propria lettura collettiva dell’intera poesia con un video e condividendolo sui social, sul canale Youtube o sul sito della scuola, utilizzando l’hashtag #200infinito e la menzione alle pagine ufficiali @miursocial e @casaleopardirecanati. Inoltre, sia i ragazzi che tutti i cittadini hanno partecipato al social contest su Instagram dedicato: una selezione dei video verrà condivisa sul canale Instagram del MIUR.
Penultimo appuntamento domani, 29 maggio, della rassegna "Compagnia a Teatro" al cine-teatro Conti di San Marone, con "Alda Merini, i beati anni dell'innocenza", uno spettacolo biografico sulla vita di Alda Merini nato da un'intervista realizzata dall'attore e drammaturgo Antonio Lovascio.
Verrà raccontata una poetessa dalle mille contraddizioni, capace di creare versi poetici durante una banale conversazione e poco dopo di lamentarsi riguardo alle futili questioni condominiali, come una qualsiasi persona di una certa età.
L'interprete sarà Isabella Carloni, attrice, cantante, autrice e regista per il teatro, che ha lavorato come interprete per alcuni tra i registi più rappresentativi della scena contemporanea (fra cui Cecchi, Baliani, Servillo, De Capitani, Cerciello, De Summa).
L'ingresso è di cinque euro e l'abbonamento per l'intera rassegna (5 spettacoli tutti alle ore 21 al teatro Conti) è di quindici euro.
“Compagnia a teatro” è una nuova rassegna teatrale curata e diretta da un giovane civitanovese, Massimiliano Follenti e organizzata dall’associazione Aps “Sentinelle del mattino” con il sostegno dell'Assessorato alla Cultura del comune di Civitanova Marche e la collaborazione di “Sted” e “Veder crescere con il dialogo”.
Venerdì 31 maggio, alle ore 9.30, all’Auditorium ITE “Alberico Gentili”, in via Cioci, 6 a Macerata, sarà presentato il libro “La luna è dietro le sbarre, il mare ha il colore del sole” che ha preso forma dall’esperienza della scuola di istruzione per adulti nel carcere di Marino del Tronto. Interverranno gli autori Glauco Giostra Ordinario di procedura penale, Facoltà di Giurisprudenza Università degli Studi di Roma La Sapienza e Francesco Petrelli dell’Unione delle Camere Penali Italiane. Modera i lavori Riccardo Minnucci Videomaker di Popsophia.
Il progetto “La Scuola in Carcere” – ricorda la Dirigente scolastica del Centro Provinciale Istruzioni Adulti di Macerata Sabrina Fondato - si è svolto per la maggior parte nella casa circondariale di Marino del Tronto. Sono state raccolte brevi testimonianze riportate da parte di alcuni detenuti e di alcuni giovani migranti, riguardanti ricordi ed esperienze che ricostruiscono le loro storie di vita.
Il progetto rappresenta un tentativo di sviluppare un percorso di integrazione socio-culturale attraverso forme di scrittura partecipata, che ripercorra, attraverso la memoria, i momenti più importanti della vita delle persone che hanno accettato di coinvolgervisi. Le storie di vita sono state raccolte tramite incontri, interviste e laboratori di scrittura con i detenuti ed i migranti, che privilegiassero l’ascolto e l’empatia come atteggiamento da parte degli insegnanti promotori del progetto.
La pubblicazione che ne è derivata è stata fortemente voluta dalla dirigente prof.ssa Sabrina Fondato e dal prof. Nazzareno Cioni, docente di lettere nella casa circondariale, che hanno creduto nel valore educativo e di integrazione del progetto stesso, che mira a far riflettere gli autori delle storie sui loro percorsi di vita personali. Per la parte grafica la prof.ssa Isabella Crucianelli ha generosamente messo a disposizione le immagini delle proprie opere che meglio potevano essere associate al significato profondo dei racconti.
L’attuale fase di disseminazione si pone l’obiettivo di accrescere la conoscenza della comunità scolastica intorno alle circostanze di vita che possono favorire episodi di devianza e di rimuovere qualche pregiudizio nei confronti dell’alterità, del diverso, che possono manifestarsi in tante forme nella società di oggi.
Ancora una volta lo spazio espositivo MayDay di Porto Potenza Picena viene scelto da un artista di caratura nazionale per incontrare il pubblico. Franco Tempesta, pittore, scultore, ed illustratore della scena internazionale, sabato 1 giugno arriva a Porto Potenza con i suoi Mondi Mutanti, una selezione di opere scultoree e pittoriche dalla forte connotazione poetica e immaginifica.
Classe ’66, milanese di nascita ma cittadino del mondo, Franco Tempesta si diploma illustratore e fumettista nel 1988 e comincia da subito a collaborare come free lance per le maggiori case editrici e agenzie di pubblicità italiane e internazionali (tra i principali National Geographic Children’s Book, Armando Testa, Saatchi & Saatchi, Obras Communication). La sua attività di paleoillustratore lo porta a realizzare lavori per importanti musei ed istituzioni: lo Smithsonian Institute, il Museo di Paleontologia di Napoli, il Museo Civico di Storia Naturale di Verona.
Dal 1994 avvia un nuovo percorso artistico, con il quale affianca all’illustrazione iperrealistica un percorso onirico ed interiore, fatto di ricerca di nuove tecniche e materiali riciclati in pittura e scultura.
MayDay è lo scenario ideale per la presentazione dei suoi lavori più intimi e personali, attraverso i quali Franco Tempesta si racconterà al pubblico in una serata evento informale e colloquiale, come oramai caratteristica dell’istituzione potentina. La mostra resterà aperta fino al 16 giugno, dal giovedì alla domenica, dalle 17 alle 20.
INFO
Ingresso libero.
Inaugurazione sabato 1 giugno ore 19.00
Apertura mostra dall’1 al 16 giugno giovedi, venerdì, sabato e domenica ore 17.00 – 20.00
Info 0733 1776765 e tramite i canali social di MayDay, Facebook e Instagram
MayDay: via IV Novembre, Porto Potenza Picena
Sabato 25 maggio 2019 alle ore 17.30, presso la galleria d’arte L’Angolo D’Ombre di Via Giulia 5 a Spello (PG), avrà luogo l’inaugurazione della seconda mostra di arte contemporanea dal titolo “I COLORI DEGLI INSIGNITI OMRI”(Ordine al Merito della Repubblica Italiana), che si protrarrà fino al 30 giugno 2019.
L’evento è stato organizzato dal Cav. Gianluca Insinga, presidente della sezione ANCRI di Foligno, mentre l’allestimento della mostra è a cura del Cav. Aldo Canzi . Tra gli ospiti d’onore anche il Cav. Tommaso Bove, in qualità di Presidente Nazionale ANCRI, a cui si aggiunge il prestigioso supporto e intervento di esperti del Ministero dei Beni Culturali e della Galleria Nazionale dell’Umbria.
L’iniziativa rientra tra i compiti statutari dell’Associazione Nazionale Cavalieri al merito della Repubblica Italiana, infatti nell'articolo 5 viene sancita la valorizzazione e la promozione di iniziative d'interesse artistico - culturale, quindi quale miglior occasione se non quella di offrire, al pubblico italiano e straniero, l’arte contemporanea.
Le opere esposte raccontano un percorso di vita tra arte, colori e passioni assumendo, quindi, un grande pregio artistico. L'evento, unico nel suo genere, sarà sicuramente vanto non soltanto per la Città di Spello, che lo ospita, ma anche per la Sezione di Foligno che l'ha ideato, voluto e realizzato.
Tra gli artisti che daranno lustro all’evento, ci sarà anche il Cav.Uff. Carlo Iacomucci, della sezione ANCRI di Macerata, la cui presenza, è particolarmente gradita, come testimonianza diretta della sua fertile carriera di incisore e pittore. Personaggio eclettico, Iacomucci nel suo lunghissimo excursus artistico, si è cimentato in percorsi e stili differenti che hanno avuto, come denominatore comune, la tematica del segno attraverso i motivi ricorrenti delle gocce o tracce o segni, che rappresentano la sua inconfondibile impronta.
In molte sue opere, sono presenti anche personaggi e oggetti (come ad es. l'onnipresente aquilone) che danno dinamismo ai suoi quadri e, allo stesso tempo, esprimono un significato simbolico e realistico della natura da difendere.
Numerosi e prestigiosi i premi e riconoscimenti che il Maestro Iacomucci ha ricevuto: ha partecipato alla 54^ Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, padiglione Italia per regioni; gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere e di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per motivi artistici e culturali con decreto del Presidente della Repubblica. Nel 2017 ha ricevuto il premio “L’Orgoglio Marchigiano” per la sezione cultura.
Tutti questi numerosi riconoscimenti, rendono il Maestro Iacomucci il testimonial ideale per portare avanti e mantenere alto il nome delle Marche in Italia e fuori dai confini nazionali. Carlo Iacomucci nasce e studia ad Urbino, vive e opera a Macerata.
A quarant’anni dal successo planetario di Innamoramento e amore una nuova straordinaria indagine dell’universo amoroso. Francesco Alberoni, celebre sociologo e autore di best-seller mondiali, sarà ospite al Politeama di Tolentino insieme alla ricercatrice e psicoterapeuta Cristina Cattaneo. Martedì 28 maggio alle ore 18,00 presenteranno il loro libro Amore mio come sei cambiato, uno sguardo sulle trasformazioni, negli ultimi decenni, delle relazioni amorose fra uomini e donne.Coordinerà l’incontro Sibilla Leanza, naturopata e counselor.
Uomini e donne sono più uguali o più diversi? Cercano nell’altro le affinità o le differenze? E queste affinità o differenze affondano nella natura o nella cultura? E la rivoluzione comunicativa di Internet e dei social come ha cambiato i processi dell’innamoramento e dell’amore? Con un apparato di coinvolgenti case- histories, Alberoni e Cattaneo ci condurranno nelle pieghe più profonde del più affascinante dei misteri umani.
Ha fatto scalpore la notizia delle quattordici donne tutte fidanzate, senza saperlo, con lo stesso ragazzo conosciuto su Facebook. Nessuna dubitava di lui. Tutte si sentivano amate e innamorate a loro volta. Dopo la rivoluzione sessuale, non è stato solo il web a stravolgere le dinamiche affettive, e molto c’è da comprendere sulle nuove modalità di formazione della coppia e dell’identità sessuale, sui processi del desiderio, sull’intimità e la costruzione di una storia amorosa durevole nel tempo. Molte aree oscure devono essere illuminate da uno sguardo libero da preconcetti ideologici e al contempo attento alle peculiarità di uomini e donne. Mentre per millenni si sono amplificate le differenze fra i due sessi, negli ultimi cinquant’anni si è diffusa l’ideologia dell’uguaglianza. Ma né l’uno né l’altro dei due concetti esemplificano una realtà complessa.
L’evento si svolgerà nella sala spettacolo del Politeama e sarà ad ingresso libero fino ad esaurimento posti, non è prevista la prenotazione.
Il Politeama si afferma sempre più come luogo di arricchimento culturale e scambio di idee, oltre che di formazione e spettacolo di qualità. Sono state oltre 20 le presentazioni di libri che si sono tenute nella struttura nell’ultima stagione. Fino a luglio sono previsti altri eventi, con il poeta Umberto Piersanti e il giornalista Mario Giordano.