Macerata Opera Festival, domenica torna "Il Trovatore": sul palco Piero Pretti e Marta Torbidoni
Si chiude domenica 19 luglio il weekend inaugurale della 62ª edizione del Macerata Opera Festival con il ritorno in scena de Il Trovatore di Giuseppe Verdi, nell'allestimento geometrico ed essenziale firmato dal regista messicano Francisco Negrin, già protagonista allo Sferisterio nelle stagioni 2013 e 2016.
Sul podio dell'Orchestra salirà il maestro Dmitri Jurowski, alla guida di un cast di interpreti di grande esperienza. Nel ruolo del protagonista Manrico debutterà il celebre tenore italiano Piero Pretti, che si alternerà nella recita del 31 luglio con il giovane tenore cinese Haiyang Guo, formatosi all'Accademia del Teatro alla Scala e già apprezzato dal pubblico milanese.
Completano il cast il baritono Vito Priante nel ruolo del Conte di Luna, il soprano marchigiano Marta Torbidoni nei panni di Leonora, il mezzosoprano Sofija Petrovich come Azucena, reduce da importanti debutti all'Opéra di Parigi, il basso coreano Dongho Kim nel ruolo di Ferrando, Alessia Camarin come Ines, Simone Fenotti nei panni di Ruiz e Mauro Sagripanti nel ruolo del Messo.

L'allestimento di Negrin, caratterizzato da una scenografia essenziale e dai suggestivi giochi di luce ideati da Bruno Poet, ripresi per questa edizione da Marc Heimendinger, rappresenta il secondo capitolo della Trilogia Popolare di Verdi avviata dal direttore artistico Marco Vinco nel 2025 con Rigoletto e destinata a concludersi nel 2027 con La Traviata.
Il regista propone una lettura contemporanea dell'opera, rinunciando a ogni riferimento folkloristico per concentrare l'attenzione sulle tensioni psicologiche dei protagonisti e sul conflitto tra memoria e presente.
«Il Trovatore è il peso del passato: un passato che ci perseguita, che distrugge ogni possibilità di un presente, di un futuro o dell'amore. Solo Leonora comprende che l'amore e il presente sono l'unica strada da seguire. Azucena, invece, perseguitata dal ricordo della madre e del figlio bruciati vivi, diventa il tramite attraverso cui il passato continua a consumare i protagonisti. Gli errori che commettiamo quando rifiutiamo di vivere liberamente il presente si ripetono, come i ritornelli delle ballate dei trovatori», spiega Francisco Negrin.
Anche il maestro Dmitri Jurowski sottolinea l'attualità della partitura verdiana: «La musica del Trovatore ha una forza emozionale, un'intensità melodica e un'atmosfera oscura che rispecchiano la tragedia e il conflitto persistente della drammaturgia».
Con questa rappresentazione si conclude il primo fine settimana del Macerata Opera Festival 2026, che proseguirà nelle prossime settimane con gli altri appuntamenti in programma allo Sferisterio.

cielo sereno (MC)
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