Tremendo incidente intorno alle 13.30 lungo la sp78 in località Macchie di San Ginesio.
Un'auto e un un'Apecar, per cause in corso di accertamento, si sono scontrate frontalmente. Entrambi i conducenti dei mezzi sono rimasti feriti. Ad avere la peggio la persona all'interno dell'Apecar per la quale i sanitari del 118 hanno allertato l'eliambulanza.
Sul posto, oltre al 118, i vigili del fuoco e i carabinieri per i rilievi di rito.
Prendevano di mira tabaccai, li seguivano dopo il ritiro di scatoloni di sigarette in vari depositi dei Monopoli di Stato (Ancona, Bologna, Pescara) e poi, in pochi secondi, rompevano i finestrini delle loro auto per impossessarsi della merce. Era la modalità operativa utilizzata da due pregiudicati campani di 53 e 42 anni, arrestati dai carabinieri della Stazione di Brecce Bianche di Ancona per furto aggravato e danneggiamento.
L'operazione 'Tabacchi, è stata illustrata dal comandante della Compagnia di Ancona, cap. Fabio Ibba, e dal luogotenente Giuseppe Caiazzo. I militari hanno accertato che la batteria di ladri che utilizzava auto noleggiate a Salerno, ha compiuto almeno 25 colpi nelle Marche (15 ad Ancona e poi a Sirolo, Osimo, Castelfidardo, nell'Ascolano, a Macerata, Moresco, Grottammare, Fermo e Sant'Angelo in Vado), in Emilia Romagna e in Abruzzo. L'indagine era partita a fine agosto dal furto di tre scatoloni di sigarette (6.500 euro di valore) appena ritirati dal deposito alla Baraccola. (Ansa)
Il Csa Sisma di Macerata conferma la manifestazione di sabato a Macerata e critica aspramente il ministro Minniti e il sindaco Carancini. In una nota si legge: "Ringrazio Anpi, Cgil, Libera, Arci e le altre associazioni per avere rinviato la manifestazione del 10 febbraio raccogliendo l'appello del sindaco di Macerata. Hanno fatto un atto di amore verso la comunità. Mi auguro che anche le altre organizzazioni che hanno fatto richiesta di svolgimento manifestazioni accolgano la richiesta del sindaco. Se risponderanno positivamente sarà dimostrazione di responsabilità da parte loro, se così non fosse ci penserà il ministero dell'Interno a impedire che si faccia la manifestazione". Queste sono le incredibili e gravissime parole del Ministro dell’Interno. E’ opportuno brevemente riepilogare gli accadimenti delle ultimi folli ore.
Le realtà di movimento delle Marche nel volgere di poche ore, dopo il gravissimo attentato di sabato hanno indetto la manifestazione nazionale che si terrà a Macerata sabato 10 febbraio. Già nel presidio spontaneo tenutosi nel pomeriggio del 4 febbraio la manifestazione è stata annunciata e messa a disposizione di chiunque condividesse la necessità urgente di scendere in piazza dietro lo slogan semplice e chiaro “CONTRO OGNI FASCISMO CONTRO OGNI RAZZISMO”.
Il lancio della manifestazione si è immediatamente diffuso determinando larghissime adesioni in tutta Italia e persino dall'estero. Nonostante questa larghissima e immediata risposta la CGIL, per ragioni di posizionamento e opportunismi puramente interni all’organizzazione non solo ha deciso di non partecipare aderendo all'invito del Sindaco ad annullare ogni manifestazione, ma ha anche avviato una gravissima operazione di boicottaggio facendo circolare la notizia falsa che la manifestazione era stata annullata! Le scelte della CGIL sono state, purtroppo, condivise anche dai vertici di ANPI, LIBERA e ARCI.
Nonostante ciò, tanti attivisti di base, sezioni e circoli territoriali di queste organizzazioni hanno espresso la volontà di non abbandonare la piazza di Macerata e di essere, comunque, presenti.
In questo contesto, cogliendo l'occasione creata ad hoc dal Sindaco di Macerata e dalle organizzazioni non a caso ringraziate da Minniti per la loro collaborazione, si è inserita l’intimidazione del Ministro dell'Interno e la scelta tutta politica di vietare la manifestazione. Si tratta di una evidente sospensione della democrazia nel nostro Paese, della brusca materializzazione di un fascismo che nelle strade si esprime con le pistole e nelle istituzioni con l'imposizione autoritaria del silenzio. Il divieto dopo una tentata strage fascista di esprimere liberamente e pacificamente la propria indignazione, è un atto che non ha precedenti nella storia della Repubblica. Questo divieto è inaccettabile. L'equiparazione fascismo e antifascismo, razzismo e antirazzismo è inaccettabile. Per questo ribadiamo con fermezza che andremo comunque in piazza per ripristinare l’agibilità democratica e riaffermare quanto sarà scritto nello striscione di apertura del corteo "MOVIMENTI CONTRO OGNI FASCISMO OGNI RAZZISMO". Invitiamo tutte e tutti a non farsi intimidire dal clima creato ad arte dal Ministero dell'Interno ed a raggiungere Macerata per una grande manifestazione popolare. Non è il tempo di stare a casa. Non basta esprimersi sui social. Sono in gioco le nostre libertà fondamentali".
Sulla stessa lunghezza d'onda Potere al Popolo che scrive: "Sono giorni terribili. Sono giorni che segnano la città di Macerata e forse il Paese intero. Sono giorni in cui emerge chiaramente un tessuto sociale fragile, un degrado culturale profondo. Sono giorni in cui un attentato terroristico di matrice neofascista spaventa tutta la città. E poi il coprifuoco, l'esercito.
Sono giorni in cui le autorità politiche e giudiziarie permettono che i partiti neofascisti che hanno rivendicato e sostenuto l'attentato di Traini, vengano in piazza senza problemi.
Sono giorni di follia in cui presìdi democratici istituzionalizzati come l'ANPI decidono di tirarsi fuori da una manifestazione larga di cittadinanza, a cui si è lavorato insieme in tanti. Sono giorni di follia in cui il sindaco Carancini per “spirito di pacificazione” consiglia di non manifestare e non andare in piazza, mettendo sullo stesso livello fascismi e antifascismi, in sfregio della nostra Costituzione. Sono giorni, ieri, in cui il Ministro dell'Interno si permette di minacciare cittadini e manifestanti, dicendosi pronto a impedire fisicamente che si faccia la manifestazione. Ancor più nei giorni di campagna elettorale, le nostre istituzioni decidono di normalizzare la situazione strizzando l'occhio all'illegalità, alla violenza, alla discriminazione. Per questo, oggi più che mai, ogni cittadino democratico, antifascista e antirazzista, deve scegliere di scendere in piazza. Una piazza aperta, accogliente, plurale, non violenta. E soprattutto, democratica e antifascista.
Sono giorni in cui siamo costretti a scegliere. Potere al Popolo ci sarà, contro l'emergenza democratica. Ci saremo, senza bandiere ma con i corpi e le menti di cittadini che pensano e vogliono fermare l'onda lunga della paura nera. Per la Costituzione e la democrazia. Siamo antifascisti"
Cordoglio a Tolentino per la scomparsa di Roberto Vichi, conosciutissimo e stimato in tutta la città.
Dopo aver lavorato per anni alla Conceria del Chienti, ha avviato insieme ai figli una apprezzata azienda di giardinaggio. Lascia la moglie, i due figli e i nipoti.
Domani intorno alle 13 il presidente del Senato Pietro Grasso sarà a Macerata.
Grasso, dopo il Ministro della Giustizia Andrea Orlando che è arrivato in visita questa mattina, arriverà all'ospedale di Macerata domani, 8 febbraio, per verificare di persona la situazione a seguito degli eventi della scorsa settimana e visitare i ragazzi rimasti feriti nella sparatoria.
Oltre trecento persone, malgrado la pioggia, hanno partecipato questa sera a Macerata alla fiaccolata "Una luce per Pamela" per ricordare Pamela Mastropietro. Era presente anche la mamma della giovane, Alessandra Verni. Non c'era invece nessuna rappresentanza dell'amministrazione comunale di Macerata.
Il corteo è partito dai giardini Diaz per arrivare fino in piazza della Libertà.
"Ho saputo che Traini ha acceso un cero e di questo lo ringrazio, perchè una preghiera è sempre una buona cosa. Ma con il gesto che ha fatto non siamo d'accordo. Di Pamela ho scritto tutto sui social, non devo dire altro. Grazie comunque" ha detto la signora Verni.
"E' disumano quello che hanno fatto a mia figlia, una violenza assurda. Quella di Pamela era una morte che poteva essere evitata" ha aggiunto. Alessandra Verni ha annunciato l'intenzione di creare un'unica associazione no profit a livello nazionale insieme all'associazione 'L'esistenza ora' che ha organizzato la fiaccolata. "Ne ho già parlato con il sindaco di Roma Virginia Raggi", ha detto.
L'associazione dovrebbe occuparsi di ragazzi in difficoltà, con il supporto di psicologi e di volontari.
Un gruppetto di manifestanti ha raggiunto via Gramsci a Macerata dopo aver attraversato piazza Mazzini. Al grido "Noi i fascisti non li vogliamo" sono arrivati nei pressi del bar Venanzetti dove ci sono stati degli scontri con la polizia.
Alcuni dei manifestanti sono stati fermati e identificati. La loro posizione è al vaglio delle autorità.
Orietta Quarchioni e Deborah Pantana, in rappresentanza dell'associazione L'esistenza ora, hanno depositato questo pomeriggio un mazzo di fiori all'ingresso del palazzo in via Spalato 124 a Macerata dove si sarebbe consumato l'orrore sul corpo di Pamela Mastropietro.
Alla cerimonia era presente anche don Giuseppe Branchesi che ha impartito la benedizione. Nell'abitazione di Innocent Oseghale, intanto, i carabinieri stanno svolgendo ulteriori sopralluoghi.
Intanto questa sera, alla fiaccolata "Una luce per Pamela", organizzata ai Giardini Diaz in memoria della diciottenne romana, parteciperanno anche la mamma di Pamela, Alessandra Verni, e lo zio Marco Valerio Verni che è anche il legale che assiste la famiglia della ragazza.
Uno striscione di solidarietà verso Luca Traini, l'attentatore razzista di Macerata. E' quanto accaduto nella serata di ieri a Roma, in zona Ponte Milvio, dove la grande scritta nera su fondo bianco è stata esposta per alcuni minuti e poi rimossa.
La foto dello striscione è inizialmente circolata sul web in modo virale su gruppi vicini all'estrema destra, per poi essere ripresa sui social da diversi movimenti antifascisti. Tra loro, l'Anpi, che l'ha condivisa su Twitter denunciando l'accaduto.(Adnkronos)
Nel pomeriggio di lunedì 5 febbraio i carabinieri della Compagnia di Civitanova hanno effettuato dei controlli straordinari su Porto Recanati e in particolare all'Hotel House.
Dagli stessi sono conseguite cinque denunce. Un soggetto è stato denunciato per detenzione di sostanze stupefacenti, una donna per aver violato il foglio di via obbligatorio e tre stranieri per violazione delle norme sull'immigrazione in quanto non in possesso del regolare permesso di soggiorno.
Nella notte appena trascorsa una banda di quattro persone incappucciate ha messo a segno dei furti su due tabaccherie.
La prima a Recanati verso le 2 di notte circa e l'altra a Civitanova Marche mezz'ora più tardi. Il bottino sottratto è stato quantificato in cinquemila euro per il tabaccaio recanatese e quasi il doppio per quello di Civitanova.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri che stanno visionando le immagini delle telecamere per cercare di individuare gli autori dei furti.
Occultamento e vilipendio di cadavere. Sono queste le sole accuse per cui il gip di Macerata Giovanni Maria Manzoni ha convalidato il fermo di Innocent Oseghale nell'inchiesta sulla morte di Pamela Mastropietro.
Il giudice, confermano fonti giudiziarie, ha ritenuto non vi fosse fosse prova certa per sostenere l'addebito di omicidio per il quale Oseghale resta indagato. Un altro pusher nigeriano è invece indagato per la cessione di eroina alla 18enne il cui cadavere smembrato è stato trovato in due trolley. (Ansa)
Nei giorni scorsi, dal momento della fuga dalla comunità, al tragico ritrovamento dei resti all'interno dei due trolley, la figura di riferimento nella famiglia di Pamela Mastropietro è stata sempre la mamma, Alessandra Verni, che ha esternato più volte il suo pensiero e soprattutto il suo dolore, tramite i media.
Lo ha fatto anche ieri sera, nell'intervista andata in onda su Canale5, dove è comparso per la prima volta di fronte alle telecamere anche Stefano Mastropietro, il papà della povera ragazza.
Occhi lucidi e accenna un sorriso la signora Alessandra, mentre inizia a parlare della figlia: "Pamela era stupenda, Pamela era solare, dolce". Quando le viene chiesto dello spacciatore che ha fatto scempio del cadavere, la donna si fa seria e afferma che avendolo di fronte, gli farebbe le stesse cose che sono state fatte a Pamela, e continua: "Per lui mi aspetto il carcere ma non può stare in una cella d'isolamento, gli facessero vivere il carcere". Conclude l'intervista la signora Alessandra, parlando del gesto di Luca Traini, condannandolo ed affermando di essere contro la violenza, ma di essere stanca ed arrabbiata, in quanto italiana, della situazione di immigrazione incontrollata che stiamo vivendo.
Quasi non riesce a parlare invece il papà di Pamela e proferisce solo poche parole, rotte dall'emozione. "Avevamo un rapporto speciale io e mia figlia - inizia a dire, poi si interrompe, fa un lungo sospiro e continua - spero solo che la giustizia faccia il suo corso. Non si può morire a 18 anni in quel modo", poi ancora una pausa e faticosamente riesce a dire le ultime parole, esortando le forze dell'ordine ad intervenire contro il fenomeno della droga.
Profondo cordoglio nel mondo forense maceratese per la prematura scomparsa dell'avvocato Donatella Strappa.
L'avvocato Strappa aveva 54 anni e si è spenta ieri a seguito di una inesorabile malattia. Titolare di uno studio legale in via Mozzi a Macerata, era molto conosciuta e stimata. Aveva collaborato con la CGIL della Provincia di Macerata, con la FederConsumatori e la Sunia Provinciale di Macerata.
Ha insegnato anche materie giuridico-economiche in diverse scuole superiori della provincia.
L'Italia "ha bisogno di sentirsi comunità, senza diffidenza. La mancanza di senso di comunità porta a diffidenza, intolleranza e a volte alla violenza". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al Quirinale con quello che è parso un chiaro riferimento alle vicende di Macerata.
(Fonte Ansa)
Un incendio è scoppiato oggi pomeriggio intorno alle 14.20 a Santa Maria in Selva, in via Arno, all’interno di una porzione di un capannone che era adibito a deposito di materiale combustibile vario.
Il tempestivo intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco è servito scongiurare l’esplosione di alcune bombole di GPL presenti all’interno, e il propagarsi delle fiamme a tutto il materiale che vi era accatastato, evitando inoltre danni alle strutture portanti. Ingenti i danni causati dal fumo. Fortunatamente non ci sono persone coinvolte.
Le cause sono in via di accertamento da parte dei Vigili del Fuoco. Sul posto anche carabinieri, polizia locale, polizia provinciale e ARPAM.
"Il dottor Volpini, presidente della Quarta Commissione Sanità consiliare regionale, mi ha chiesto di accompagnarlo a fare visita ai ragazzi rimasti coinvolti nella sparatoria di sabato. La sua è stata una visita personale e puramente casuale l'incontro con troupe televisive".
Così Alessandro Maccioni direttore dell'Area Vasta 3.
"È stato comunque un modo - continua il direttore Maccioni - per fare l'ulteriore punto della situazione sulle condizione dei pazienti. Per Mahamadou Toure, ricoverato in Rianimazione, è stato disposto il trasferimento a Torrette, con il consenso del personale sanitario di Ancona, nel reparto di Chirurgia d'urgenza perché il suo ematoma si è aperto nella cavità toracica. Il paziente non è comunque in pericolo di vita".
Stabili gli altri ragazzi feriti e ricoverati a Macerata. Wilson Kofi resta in Chirurgia con condizioni stabili e salvo complicazioni la prognosi verrà sciolta in trenta giorni. Jennifer Otiotio, l'unica donna rimasta colpita nella sparatoria, si trova invece in Ortopodia e mercoledì verrà operata per la frattura. Infine Gideon Azeke, tornato oggi all'ospedale di Macerata dopo essere voluto uscire, verrà spostato dal reparto di Ortopedia a Malattie infettive per un quadro di infezione locale.
Maccioni ha ribadito come l'emergenza sia stata gestita nella maniera più appropriata.
"Dopo essere venuti a conoscenza dei gravi fatti - commenta - ho personalmente richiamato tutto il personale medico ed infermieristico impiegato nella gestione dell'emergenza. Non avevamo idea di quando e come si sarebbe conclusa l'ondata dei feriti. La risposta del personale è stata pronta e puntuale".
Jennifer Otiotio, l'unica donna rimasta colpita nella sparatoria, si trova invece in Ortopodia e in settimana verrà operata per la frattura. Infine Gideon Azeke è anche lui in Ortopedia ma verrà spostato in Malattie infettive per un quadro di infezio
Quattro i feriti rimasti coinvolti nella sparatoria di sabato attualmente ancora ricoverati all'ospedale di Macerata. E' l'ospedale di Macerata a comunicare le condizioni dei feriti. Mahamadou Toure si trova ancora in Rianimazione, mentre Wilson Kofi in Chirurgia concondizioni stabili e salvo complicazioni la prognosi verrà sciolta in trenta giorni.
Jennifer Otiotio, l'unica donna rimasta colpita nella sparatoria, si trova invece in Ortopodia e in settimana verrà operata per la frattura. Infine Gideon Azeke è anche lui in Ortopedia ma verrà spostato in Malattie infettive per un quadro di infezione locale.
"Come sta la ragazza? Non volevo colpirla". Malgrado l'assenza di segni di pentimento per aver ferito sei persone a Macerata con la sua Glock 9x21, Luca Traini, 28 anni, in carcere per strage aggravata dall'odio razziale, ha chiesto al suo difensore notizie sulle condizioni di Jennifer, una giovane donna nigeriana colpita ad una spalla nei pressi della stazione ferroviaria di Macerata. Lo ha riferito l'avvocato Giancarlo Giulianelli, che lo ha incontrato in carcere ad Ancona e lo ha trovato "tranquillo".
Nelle sue dichiarazioni spontanee davanti ai Carabinieri di Macerata, Traini ha detto che voleva "vendicare Pamela e fare qualcosa contro l'immigrazione", aggiungendo: "Il fenomeno dell'immigrazione clandestina va stroncato". La procura di Macerata formalizzerà oggi le richieste di convalida dell'arresto al Gip nei confronti dell'uomo e molto probabilmente domani ci sarà l'interrogatorio per la convalida dell'arresto. L'accusa nei suoi confronti è di strage aggravata dalle finalità di razzismo. Al giovane sono contestati anche porto abusivo di armi e altri reati. L'uomo ha lasciato la caserma dei Carabinieri all'una di notte: a testa alta e sguardo dritto davanti a sé non ha detto una parola ai cronisti che erano ad attenderlo. Traini è ora nel carcere di Montacuto, lo stesso dove è rinchiuso Innocent Oseghale, il nigeriano presunto assassino di Pamela. Proprio la morte brutale di Pamela Mastropietro sarebbe all'origine della tentata strage di ieri. Traini lo ha ribadito ai Carabinieri. "Ero in auto e stavo andando in palestra quando ho sentito per l'ennesima volta alla radio la storia di Pamela. Sono tornato indietro - avrebbe raccontato - ho aperto la cassaforte e ho preso la pistola". Dalla casa della madre di Traini i carabinieri hanno sequestrato una copia del Mein Kampf, una bandiera con la croce celtica e altre pubblicazioni riconducibili all'estrema destra. Gli investigatori hanno anche sequestrato i computer dell'uomo per verificare se vi siano elementi utili alle indagini.
(Fonte Ansa)
Si introducono in un bar nel cuore della notte e rubano qualche centinaia di euro in monete.
E' quanto è accaduto nella notte a Porto Recanati in un bar del corso. A denunciare l'accaduto i proprietari che se ne sono accorti stamattina all'apertura. I ladri si sarebbero introdotti nel locale attraverso una finestra. I carabinieri stanno indagando sull'accaduto.