Cronaca

Si barrica in casa e minaccia di uccidersi: salvato dai Carabinieri

Si barrica in casa e minaccia di uccidersi: salvato dai Carabinieri

Si barrica in casa e minaccia di uccidersi. È accaduto durante la scorsa notte quando i carabinieri sono intervenuti in un'abitazione di Macerata perché avvisati del fatto che un 50enne stava minacciando di suicidarsi con un oggetto da taglio. I militari, che conoscevano l'uomo direttamente, sono riusciti ad instaurare un colloquio con lo stesso e, non senza fatica, lo hanno convinto ad aprire la porta della stanza dove si era chiuso a chiave e a desistere dall’intento. L’uomo è stato accompagnato dai militari all’ospedale dove ha ricevuto le cure del caso.

10/05/2018 17:35
Sentenze esecutive, in carcere pusher 35enne: deve scontare oltre 4 anni

Sentenze esecutive, in carcere pusher 35enne: deve scontare oltre 4 anni

In carcere un pusher 35enne. I carabinieri della stazione di Porto Recanati hanno infatti proceduto all'arresto di S.T. dopo che sono divenute esecutive due sentenze per reato di spaccio di stupefacenti commessi dallo stesso nel 2013 a Potenza Picena. Il 35enne dovrà ora scontare una pena di 4 anni e 5 mesi e dovrà pagare una multa di 26mila euro. 

10/05/2018 16:44
Lupi a valle a Corridonia: non accadeva da 50 anni

Lupi a valle a Corridonia: non accadeva da 50 anni

Uno scenario che non si ripeteva da 50 anni. Nelle campagne di Corridonia la notte tra l'8 e il 9 maggio sono arrivati i lupi che hanno ucciso un intero gregge di pecore e quello che viene raccontato come un "evento" potrebbe rappresentare l'inizio di un'allerta. A denunciare il fatto è l'allevatore Claudio Giacchè che ha raccontato come il suo gregge fosse stato aggredito durante la notte da un branco di lupi. Il fatto è avvenuto in località Pacigliano, tra Corridonia e Monte San Giusto. “Negli ultimi mesi - dice l’allevatore - si parlava di un accadimento simile nelle campagne di Montegiorgio, di avvistamento di lupi, ma nessuno aveva dato peso a tali voci fino alla notte di martedì scorso”. Ingenti anche i danni a livello economico: oltre 5.000 euro persi senza contare il caro prezzo dello smaltimento dei corpi delle pecore. All’appello degli animali dell’allevatore mancano ancora 1 montone e 6 agnelli.

10/05/2018 16:05
Gli scrive un messaggio d'amore sul muro del convento: denunciata una 26enne

Gli scrive un messaggio d'amore sul muro del convento: denunciata una 26enne

Non c'è storia d'amore metropolitana che si rispetti che non abbia come cornice dichiarazioni scritte sui muri. Ed è proprio una frase scritta questa notte sul muro del convento "Stella Maris" di Civitanova che ha fatto finire nei guai una ragazza 26enne. La giovane, di origini romene, sarebbe infatti stata sorpresa dai Carabinieri mentre scriveva con una bomboletta la frase in lingua turca: "Ne yapacaksin kimi sececeksin? beni mi? kendini mi?". Una frase che in italiano suonerebbe più o meno come: "Che cosa hai intenzione di fare? Scegli me o te stesso?" e che lascerebbe sospettare di una storia d'amore travagliata tra la romena e un ragazzo o una ragazza di lingua turca. La ventiseienne è stata denunciata per imbrattamento e deturpamento di edifici ma, come si sa, al cuor non si comanda...

10/05/2018 13:30
Moto contro auto: centauro trasferito a Torrette

Moto contro auto: centauro trasferito a Torrette

Un motociclista é rimasto ferito in un incidente avvenuto poco fa a Chiesanova di Treia, all'altezza della rotatoria che conduce a Cingoli. Sul posto, per ricostruire la dinamica dell'incidente sono in corso i rilevamenti da parte della polizia. Il centauro é stato soccorso dai sanitari del 118 e trasferito in eliambulanza all'ospedale regionale Torrette di Ancona.  (servizio in aggiornamento)

10/05/2018 12:37
Operazione "Nigerians": in manette tre nigeriani che gestivano il traffico di eroina a Macerata

Operazione "Nigerians": in manette tre nigeriani che gestivano il traffico di eroina a Macerata

L'hanno chiamata Operazione Nigerians e ha portato a smantellare un giro d'affari di circa 300000 Euro l'anno. I carabinieri del maggiore Ingrosso, insieme ai colleghi delle stazioni di Mogliano, Cingoli e Macerata,  hanno lavorato con servizi e pedinamenti per oltre sette mesi, fino ad arrivare all'arresto di tre nigeriani che gestivano il traffico di eroina a Macerata. Il tutto da un appartamento situato tra Corso Cairoli e Viale Trieste, affittato ad un trentunenne anch'esso nigeriano. Quest'ultimo, verosimilmente, era il capo dell'organizzazione e affidava i suoi traffici ad altri due connazionali più giovani (26 e 29 anni) che raggiungevano la sua abitazione, si rifornivano di ovuli che trasportavano in bocca e raggiungevano i luoghi dello spaccio. Un sistema, quello degli ovuli di eroina in bocca, che consente agli spacciatori di far sparire la droga ingoiandola nell'eventualità di controlli da parte delle forze dell'ordine. Ma gli spostamenti dei tre erano da mesi tenuti d'occhio dai carabinieri, che hanno smantellato così una organizzazione capace di far circolare in città un totale complessivo di quasi 5kg di sostanze stupefacenti. Ieri per i tre sono scattate le manette a seguito delle richieste di misura cautelare avanzate dal pubblico ministero, Claudio Rastrelli, e disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari, Giovanni Manzoni. 

10/05/2018 12:00
Corridonia: pecore sbranate dai lupi (Attenzione: immagini cruente)

Corridonia: pecore sbranate dai lupi (Attenzione: immagini cruente)

Questa volta é toccato ad una azienda agricola di Corridonia: un gregge di pecore é stato assalito dai lupi in contrada Pacigliano. Le immagini parlano da sole e non serve aggiungere molto, se non che il titolare dell'azienda danneggiata si trova a fare i conti con una perdita economica significativa e certamente non preventivata. Non é la prima volta che sul territorio si verificano episodi di questo genre e, vista la frequenza, si può parlare di vera e propria emergenza per gli allevatori della provincia. L'ultima volta era successo a Matelica, il 16 marzo scorso (qui il nostro articolo).

10/05/2018 10:50
Omicidio Mastropietro, a "Chi l'ha visto?" le intercettazioni choc: "Doveva mangiarla"

Omicidio Mastropietro, a "Chi l'ha visto?" le intercettazioni choc: "Doveva mangiarla"

Nella puntata di ieri sera la trasmissione "Chi l'ha visto?" è tornata sul caso dell'omicidio di Pamela Mastropietro, con la ricostruzione di alcuni dialoghi intercettati nella cella che i due nigeriani, Awelima e Desmond, condividono nel carcere di Montacuto. "Quel giorno lui mi ha chiamato - dice Awelima, riferendosi a Oseghale - ho sentito che una ragazza piangeva dove stava lui. Mi ha chiamato e mi ha detto che una ragazza stava dormendo da lui, solo che non lo so di che ragazza si tratta". Sapendo che Desmond era stato nell'appartamento per portare dell'eroina, Awelima chiede: "Ma prima tu, in quel momento che sei andato, hai visto qualcosa?". I due parlano poi del momento dell'arresto di Desmond, nel quale era in possesso di sei dosi di eroina, ingoiate mentre era in caserma e recuperate tra le feci, una volta tornato a casa. Addirittura, nelle loro intercettazioni, uno dei due dice: "Quando ce ne andiamo da quà, ci devono dare 500 euro al giorno", motivate, secondo loro, con l'ingiusta detenzione a causa della loro presunta innocenza riguardo l'omicidio, come se lo spaccio non sia un reato. L'ultimo dialogo intercettato è quello più duro, più crudo, nel quale parlano di come avrebbe dovuto fare Oseghale per far scomparire il corpo della povera Pamela. "L'intestino poteva tagliarlo a pezzi - dice Awelima - così poteva buttarlo a pezzetti. Così sarebbe stato più facile. Forse lui (Oseghale) ha già ucciso una persona così". I due parlano quindi del cuore, dicendo che era stato asportato e suggerendo che poteva metterlo in frigo e mangiarlo, così come il resto del corpo. "Sarebbe stato meglio per lui - dice Desmond, riferendosi a Oseghale - mangiare il corpo" e Awelima conferma e risponde: "Sarebbe stato meglio. Avrebbe avuto solo il problema per la testa, quella avrebbe dovuto buttarla. Tutto il resto invece lo metteva dentro il frigo e poi quando voleva lo cucinava". Dialoghi veramente raccapriccianti, di una crudeltà inaudita e talmente dettagliati che lasciamo intuire come queste atrocità su di un cadavere, probabilmente siano già state commesse dagli stessi.

10/05/2018 10:30
Schianto di ritorno dalla finale di Coppa Italia: otto feriti, sono tutti ragazzi dell'Associazione Amadown

Schianto di ritorno dalla finale di Coppa Italia: otto feriti, sono tutti ragazzi dell'Associazione Amadown

È di otto feriti il bilancio del singolare incidente che si è verificato questa notte lungo la Foligno - Civitanova, tra le uscite di Camerino e Caccamo. I feriti sono tifosi di Potenza Picena, che stavano rientrando dopo la finale di coppa Italia giocata ieri sera a Roma tra Juventus e Milan. I ragazzi, disabili dell'Associazione Amadown di Porto Potenza, erano quindici in totale e viaggiavano a bordo di due pulmini. Per cause in corso di accertamento, uno dei due mezzi andando ad impattare contro le barriere protettive, finendo poi per essere travolto dall'altro pulmino che lo seguiva. Sul posto sono intervenute varie ambulanze della Croce Rossa di Camerino, Macerata e Visso. Quattro dei feriti sono stati trasportati all'ospedale di Macerata, gli altri quattro a Camerino. Nessuno, comunque, è in pericolo di vita. L'incidente si è verificato intorno alle 3,30 e sul posto sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco di Camerino. Uno dei feriti, questa mattina, é stato trasferito presso l'ospedale regionale Torrette di Ancona. (servizio in aggiornamento)

10/05/2018 08:10
Senza biglietto sul bus, aggredisce il controllore: denunciato

Senza biglietto sul bus, aggredisce il controllore: denunciato

Ha minacciato e aggredito il controllore che gli aveva chiesto di mostrargli il biglietto dell'autobus che, l'uomo, un marocchino di 35 anni, non aveva. L'extracomunitario, incensurato, residente a Macerata, è stato denunciato per resistenza a incaricato di pubblico servizio. L'episodio si è verificato oggi pomeriggio a Corridonia, sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo radiomobile di Macerata. Il controllore ha riportato lievi lesioni. 

09/05/2018 20:49
Macerata: in carcere tre spacciatori nigeriani

Macerata: in carcere tre spacciatori nigeriani

I Carabinieri di Macerata hanno arrestato nel pomeriggio di oggi tre cittadini nigeriani per spaccio di sostanze stupefacenti. I dettagli dell'operazione condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile dela capoluogo di provincia saranno illustrati domani. Non si fermano, dunque, le operazioni di prevenzione e controllo da parte delle forze dell'ordine sul fronte del contrasto al commercio e alla circolazione di droga, in particolare in una città che ormai da tempo fa i conti con troppi episodi di devianza e marginalità legati agli abusi e allo spaccio.

09/05/2018 20:21
Civitanova, trovato con cocaina e contanti: nei guai 45enne figlio di un imprenditore

Civitanova, trovato con cocaina e contanti: nei guai 45enne figlio di un imprenditore

E' stato trovato in possesso di 4 grammi di cocaina e 6mila euro in contanti un 45enne di Civitanova, figlio di un noto imprenditore, denunciato ora a piede libero per detenzione a fini di spaccio. L'uomo è stato individuato dai carabinieri impegnati in un'attività di indagine concentrata sul contrasto allo spaccio di droga. Droga e soldi sono stati rinvenuti in seguito alla perquisizione da parte dei militari dei sei appartamenti nella disponibilità del 45enne. Al vaglio anche altro materiale sequestrato durante l'operazione.

09/05/2018 17:27
Schianto lungo la Settempedana, ferita anche una bambina (FOTO)

Schianto lungo la Settempedana, ferita anche una bambina (FOTO)

Un frontale tra un'autoarticolato ed una macchina, tra i feriti anche una bambina. E' quanto accaduto poco prima delle 16 lungo l'asse viario che collega San Severino Marche e Castelraimondo. Stando alle pochissime notizie trapelate, l'auto condotta da una donna si é schiantata frontalmente con il camion che procedeva in senso opposto. Sul posto sono al lavoro i Vigili del Fuoco, che hanno da poco liberato la conducente dell'auto dalle lamiere. L'autotrasportatore e la bambina che viaggiava con la donna, invece, non sarebbero gravi contrariamente a quanto si era creduto in un primo momento. La minore é comunque stata trasferita al Torrette, isieme alla madre, per accertamenti. Inizialmente entrambi i velivoli del 118 erano stati allertati.  

09/05/2018 16:26
Mobilificio inagibile e con puntellamenti di fortuna. Sequestrato un capannone a Muccia, due denunciati

Mobilificio inagibile e con puntellamenti di fortuna. Sequestrato un capannone a Muccia, due denunciati

Il mobilificio era inagibile, ma continuava ad essere frequentato e l’attività andava avanti nonostante l’ordinanza di inutilizzabilità dell’immobile, con puntellamenti “di fortuna”. Così la Guardia di Finanza di Camerino, a seguito di un controllo, ha fatto scattare il sequestro per un capannone di oltre 2500 metri quadrati, a Muccia. Amministratore e titolare della ditta sono stati denunciati. Nell’ambito dell’attività di controllo finalizzata alla verifica del regolare assolvimento degli obblighi imposti dalla normativa sul lavoro e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, i finanzieri delle Tenenza di Camerino hanno constatato, infatti, che il mobilificio, benché gravato da un’Ordinanza del Sindaco che ne dichiarava l’inagibilità totale con categoria “E” (la più grave), determinata dagli eventi sismici dello scorso anno 2016, era in realtà rimasto operativo con dipendenti al lavoro. L’Ordinanza, emanata già dal novembre 2016, disponeva l’assoluto divieto di utilizzo per i proprietari, per gli occupanti a qualunque titolo, nonché per chiunque vi potesse accedere, sino al perdurare delle condizioni rilevate e comunque fino alla sua messa in sicurezza mediante l’esecuzione di tutte le opere necessarie.      Tuttavia, una volta giunti presso la sede del mobilificio, i finanzieri hanno constatato non solo che il fabbricato fosse aperto, con la presenza di dipendenti intenti alla lavorazione del legno, ma anche che la struttura era sorretta, nei suoi punti nevralgici, ovvero sulle intersezioni delle travi portanti e al centro dell’edificio, da pericolosissimi puntellamenti “fai da te”: sostegni in legno apposti in maniera approssimativa all’immobile. In un punto, in particolare, è stata sistemata una pila di tavole in legno poste una sopra l’altra fino al soffitto, per sostenere la travatura del capannone. Al fine di garantire la sicurezza e l’incolumità pubblica, oltre che degli operai al lavoro, si è proceduto immediatamente all’evacuazione dell’intero immobile, il quale è stato sottoposto a sequestro penale, mentre l’amministratore dell’impresa ed il proprietario dello stabile sono stati denunciati alla competente Autorità Giudiziaria per l’inosservanza del provvedimento dell’Autorità.  L’operazione, che segue l’analogo sequestro di un centro commerciale operato dagli stessi militari nel settembre scorso, evidenzia ancora una volta il costante presidio della Guardia di Finanza attuato su tutto il territorio, a tutela dei cittadini, della sicurezza e dell’incolumità pubblica.

09/05/2018 11:03
Mithun non si é suicidato: un giallo maturato nell'ambiente degli incontri a luci rosse?

Mithun non si é suicidato: un giallo maturato nell'ambiente degli incontri a luci rosse?

I familiari lo avevano sempre sostenuto: Mithun non si è suicidato. E le indagini sembrerebbero indirizzarsi proprio verso l’ipotesi di un vero e proprio giallo. La storia del ragazzo del 27enne di Treia trovato morto a Porto Sant’Elpidio (qui il nostro articolo) aveva assunto torbidi contorni sin dal tragico rinvenimento del corpo del ragazzo. In un primo momento si era pensato al suicidio, ma adesso dal telefono del giovane emergono elementi che lasciano ipotizzare tutt’altro scenario. Un omicidio, forse, maturato nell’ambiente delle chat per incontri occasionali. L’ipotesi non sembra affatto campata per aria, visto che il luogo in cui era stato trovato impiccato il ragazzo è notoriamente teatro di incontri a luci rosse, nell’ambiente omosessuale ma non solo. Sul cellulare del giovane, trovato diversi giorni dopo la sua scomparsa, ci sono foto e chat cancellate proprio alla vigilia di quel sedici agosto che è stato, di fatto, l’ultimo giorno di vita di Mithun. Altro materiale, tra cui alcune foto, sarebbe invece stato cancellato addirittura giorni dopo la morte del ventisettenne. E c’è un contatto, in particolare, che non è stato ancora identificato. Un nickname utilizzato da un utente di un social per incontri tra omosessuali su cui ora si sta concentrando tutta l’attenzione degli inquirenti. A questo si aggiungono altre testimonianze, già raccolte, di persone che in qualche modo hanno avuto a che fare con Mithun nei giorni della scomparsa. Uno si è recato spontaneamente a rilasciare dichiarazioni, riferendo di aver avuto contatti, sempre via chat, con il giovane, proprio in uno dei tanti siti dedicati agli incontri occasionali. C’è poi, il racconto dell’ultima persona che aveva visto Mithun in vita, ossia l’uomo a cui il giovane aveva chiesto aiuto, suonando il campanello della sua abitazione nudo e in stato confusionale. Aveva raccontato di essere stato derubato e quell’uomo gli aveva dato un paio di pantaloni e una maglietta. Troppe ombre ancora e troppi elementi da chiarire, quindi, con la convinzione della famiglia del giovane, ossia che Mithun non si é affatto suicidato ma é stato ucciso (qui il nostro articolo), che sembra prendere sempre più piede nelle stanze della procura della Repubblica di Fermo, che sta indagando sul caso per competenza territoriale. 

09/05/2018 10:56
Macerata, aperto il processo a Luca Traini - VIDEO

Macerata, aperto il processo a Luca Traini - VIDEO

Si è aperto a Macerata il processo a Luca Traini, il 28enne di Tolentino accusato di strage, tentato omicidio plurimo, porto illegale di pistola e munizioni e danneggiamento, tutti reati aggravati dall'aver commesso il fatto per ragioni di odio razziale. In aula erano presenti le parti civili, comprese le persone che il 3 febbraio furono ferite nel corso del raid di Traini a Macerata: oltre al Comune di Macerata, che ha annunciato l'intenzione di costituirsi parte civile, infatti, dovrebbero farlo anche i feriti e un paio di organizzazioni che li assistono, oltre al Partito Democratico nazionale e locale.  Imponenti le misure di sicurezza. Alcuni dei migranti feriti da Traini si sono fermati a parlare con i giornalisti. Uno di loro ha sollevato la camicia per fare vedere le cicatrici delle ferite nella zona del fegato.  Il legale di Luca Traini, l'avvocato Giancarlo Giulianelli, dopo le costituzioni di parte civile, chiederà il rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. 

09/05/2018 09:53
Perde il controllo dell'auto e finisce contro un albero: grave 73enne

Perde il controllo dell'auto e finisce contro un albero: grave 73enne

Un uomo di 73 anni è rimasto gravemente ferito questa mattina in un incidente stradale che si è verificato intorno alle 5.15 al bivio tra la strada provinciale 127 e la 158, in località Parolito, a San Severino. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, l'auto è finita sull'aiuola spartitraffico dell'incrocio e, ormai fuori controllo, è finita fuori strada, risalendo un pezzo di scarpata fino ad andare a sbattere contro un albero. Sul posto i vigili del fuoco che hanno provveduto a estrarre il ferito dall'abitacolo per affidarlo poi al personale del 118. Il 73enne è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Macerata. 

09/05/2018 08:08
Processo al via, Traini é tranquillo: "Volevo colpire gli spacciatori neri" - VIDEO

Processo al via, Traini é tranquillo: "Volevo colpire gli spacciatori neri" - VIDEO

“E’ tranquillo, per quella che può essere la tranquillità di una persona che si appresta ad affrontare un processo con imputazioni pesanti”. L’avvocato Giancarlo Giulianelli sintetizza così lo stato d’animo di Luca Traini alla vigilia della prima udienza del processo per strage, tentato omicidio plurimo, porto illegale di pistola e munizioni e danneggiamento, tutti reati aggravati dall'aver commesso il fatto per ragioni di odio razziale. “Ci siamo sentiti la scorsa settimana – ha affermato l’avvocato Giancarlo Giulianelli – quindi non so come sta affrontando queste ore, ma il suo stato d’animo e le sue posizioni non sono mai cambiati in questi mesi. E’ tranquillo, per quella che può essere, chiaramente, la tranquillità di una persona nelle sue condizioni. In carcere riferisce di stare abbastanza bene e si dice pentito solo di aver colpito la donna”. E, a proposito della venticinquenne nigeriana ferita ad una spalla nel giorno del raid, Luca Traini sapeva del risarcimento (750000 Euro) che la ragazza chiederà in sede processuale (qui il nostro articolo). “Sapeva tutto perché già ne aveva avuto notizia in carcere – ha affermato Giulianelli – E’ al corrente anche dell’entità della cifra di cui si parla, ma è una notizia che non ha commentato”. Processo al via, quindi, senza particolari colpi di scena, con l’avvocato Giulianelli che conferma che una delle questioni da affrontare dovrà essere, sicuramente, quella della capacità di intendere e di volere di Luca Traini nel giorno del raid razzista in cui ha ferito sei persone, tutte di colore, prima di consegnarsi nelle mani dei Carabinieri. Come già anticipato, l’imputato chiederà di potersi sottoporre a giudizio con il rito abbreviato, anche se resta da stabilire se tale richiesta sarà condizionata o meno dall’ipotesi di una perizia psichiatrica. La difesa potrebbe far riferimento anche all'infanzia del ragazzo di Tolentino, fortemente condizionata da episodi di bullismo di cui sarebbe stato vittima. "Avevo questo odio represso dentro - ha detto Traini - non dico per la società, ma per chi non mi accettava". Intanto, in alcuni video pubblicati dal quotidiano "ilTempo", Traini conferma che ha maturato l'idea di compiere un vero e proprio raid all'indomani dell'omicidio di Pamela Mastropietro. Significativo, e anche emblematico di una logica controversa, il passaggio in cui afferma "Non volevo colpire i neri. Volevo colpire gli spacciatori e a Macerata gli spacciatori sono di colore. Non tutti i neri sono spacciatori, ma gli spacciatori a Macerata sono tutti neri". 

08/05/2018 17:53
Cittadino denuncia sindaco e prefetto di Macerata: "Non hanno vigilato e tutelato il territorio loro affidato"

Cittadino denuncia sindaco e prefetto di Macerata: "Non hanno vigilato e tutelato il territorio loro affidato"

Spaccio a Macerata, chi è al vertice della città non poteva non sapere. Con questa motivazione, in estrema sintesi, un cittadino ha denunciato il sindaco Romano Carancini e il Prefetto Roberta Preziotti. Una denuncia giunta a palazzo municipale nei mesi scorsi e protocollata a febbraio. Quella che da giorni circolava in rete come una provocazione, dunque, è un documento ufficiale. Una denuncia realmente presentata e che chiama in causa, oltre al primo cittadino, anche la Prefettura. A firmarla il signor Antonio Pastori, pesarese di origini ma residente a Milano, e fondatore del movimento Liberi e Armati.    “Denuncio – si legge nel documento protocollato in comune - il sindaco di Macerata Romano Carancini e il prefetto Roberta Preziotti per aver consentito lo spaccio di sostanze stupefacenti permettendo che pericolosi clandestini con ordine di espatrio, in complicità con richiedenti asilo, già respinti in prima istanza dal suolo italiano, si dedicassero abitualmente allo spaccio di droga nel polmone verde della città. Questa attività criminale era di dominio pubblico, nota sia al Sindaco che al Prefetto di Macerata, e rappresentava una minaccia alla pubblica sicurezza, destinata a deflagrare in tutta la sua devastante potenzialità.   Chiedo all’Autorità Giudiziaria di imputare a Romano Carancini, sindaco di macerata, e a Roberta Preziotti, prefetto di Macerata,  quei reati di corruzione ed imperizia che li hanno resi corresponsabili nella violenza carnale e atroce omicidio di pamela Mastropietro, delitti messi in atto con le aggravanti di crudeltà, atti di cannibalismo e vilipendio di cadavere.  Denuncio, altresì, il Sindaco Carancini ed il Prefetto Preziotti per aver concesso alla Mafia Nigeriana di radicarsi in quel territorio a loro affidato e che avrebbero dovuto tutelare”. 

08/05/2018 15:46
Muore nel sonno a 78 anni: la figlia disabile la veglia per giorni

Muore nel sonno a 78 anni: la figlia disabile la veglia per giorni

Per giorni e giorni ha continuato a vivere insieme alla madre, una 78enne morta nel sonno per cause naturali, e a dormire vicino al cadavere, finché l'odore della decomposizione ha allertato i vicini che hanno chiamato la polizia. Gli agenti del commissariato di Osimo e i vigili del fuoco che hanno aperto la porta di casa, un condominio in periferia, hanno trovato la figlia, 51 anni, disabile e non autosufficiente stesa sul letto vicino alla madre. La 51enne non si nutriva regolarmente da giorni e era rimasta accanto alla mamma, forse sperando che si svegliasse e l'accarezzasse. Gli accertamenti della polizia scientifica, l'esame cadaverico di un medico legale e le informazioni fornite di familiari hanno confermato che si tratta di un decesso per cause naturali dato che l'anziana soffriva di varie patologie: su disposizione del pm di turno, la salma è stata restituita alla famiglia per le esequie. La figlia è stata affidata ai parenti. (Ansa)

08/05/2018 15:02
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