Un uomo é rimasto ferito nel pomeriggio di oggi a seguito di un grave incidente avvenuto all'altezza del Camping Regina, tra Porto Recanati e Porto Potenza. L'uomo, a bordo di una utilitaria Fiat, stava viaggiando insieme alla figlia quando, al momento di svoltare proprio per il Camping, é stato tamponato da un'auto condotta da un giovane. La figlia dell'uomo ed il giovane conducente del secondo veicolo non avrebbero riportato particolari conseguenze, mentre per il primo si é reso necessario anche l'intervento dell'elisoccorso.
Sul posto, oltre alla Croce Azzurra di Porto Recanati e ai sanitari del 118, anche i Vigili del Fuoco e i Carabinieri. La strada al momento risulta chiusa e il traffico deviato su altre arterie.
(servizio in aggiornamento)
Due anni e due mesi di reclusione, la confisca delle somme spese in maniera indebita e l'interdizione dai pubblici uffici. L'accusa era peculato. E' la pesante condanna comminata agli ex consiglieri regionali Franco Capponi, oggi sindaco di Treia, Ottavio Brini e Enzo Marangoni. I tre sono gli unici condannati, almeno per ora, al termine della maxi inchiesta sulle spese pazze in regione, per la quale era stato assolto con il rito abbreviato anche l'ex presidente della Regione, Gian Mario Spacca, e altri ex consiglieri e assessori regionali. Altri 50 imputati erano invece stati prosciolti nei mesi scorsi dal Giudice per l'Udienza Preliminare.
Vigili del Fuoco al lavoro in vari comuni della Provincia per contrastare i danni del temporale che nel pomeriggio ha interessato il territorio.
Interventi si sono resi necessari a Macerata, lungo la strada che conduce a Piediripa da Sforzacosta per la caduta di rami sulla sede stradale, a Pollenza e Tolentino. Nel rpimo pomeriggio, anche a Civitanova Marche si sono registrati disagi alla circolazione, dovuti a pozze d'acqua sulle carreggiate che non hanno risparmiato nemmeno il tratto della superstrada. Interventi in corso anche per contenere allagamenti che si sono verificati a Camerino e Tolentino. Una frana si è registrata lungo la strada che da Tolentino conduce all'Abbadia di Fiastra. Un allagamento si è, poi, registrato a Montecassiano, nei pressi di Decathlon.
(servizio in aggiornamento)
Le più gettonate erano le Hogan, le note scarpe made in Marche che, a quanto pare, risultano essere il marchio più contraffatto nel mercato parallelo dell'abbigliamento e delle calzature che riproduce irregolarmente famose griffe.
Questa volta, però, la Guardia di Finanza di Napoli ha assestato un duro colpo al mercato delle false Hogan, dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 18 soggetti, 14 italiani e 4 stranieri, tutti agli arresti domiciliari, ritenuti responsabili di reati associativi finalizzati alla produzione e commercializzazione di prodotti contraffatti.
L'indagine ha permesso di raccogliere gravi indizi di reato con riguardo a cinque distinte organizzazioni criminali. Le investigazioni, durate più di un anno, sono state riscontrate da numerosi interventi
repressivi che hanno consentito di sequestrare oltre 820 mila pezzi di prodotti contraffatti e di portare alla scoperta di ben 10 opifici abusivi, comprensivi di macchinari, e 6 depositi distoccaggio, allestiti nella città e nella provincia di Napoli. Uno dei soggetti arrestati, operante stabilmente da Malta, vantava basi logistiche nella zona vesuviana per lo smercio di “Hogan” contraffatte.
L'ha avvicinata fuori da un negozio, lungo l'Adriatica in territorio di Civitanova Marche. Poi l'ha chiamata, per nome, e a quel punto l'anziana si é convinta che quella donna la conoscesse. Così si é lasciata avvicinare, ma nel tempo di due parole si é vista sfilare un gioiello che portava al collo. Protagonista, suo malgrado, una ottantenne del posto. Ora i carabinieri sono sulle tracce di una donna di bell'aspett, giovane e ben vestita, con l'anziana che ha saputo fornire una descrizione ben dettagliata della ladra.
Per l'ottantenne, oltre al danno economico, anche quello affettivo, visto che l'oggetto che le é stato rubato era un vecchio ricordo di famiglia a cui era particolarmente legata.
Sembra sul punto di cadere l'accusa di omicidio per Desmond Lucky e Lucky Awelima, attualmente detenuti in carcere in relazione al brutale assassionio di Pamela Mastropietro. Con la conseguenza logica che, così, ad oggi l'unico chiamato a rispondere del delitto della diciottenne romana resterebbe Innocent Oseghale.
Le risultanze dell'esame autoptico sul corpo della ragazza, però, dicono chiaramente che a commettere l'omicidio e tutto lo scempio successivo non può essere stata una persona sola. Quindi, Desmond Lucky e Lucky Awelima in quale contesto rientrebbero nel delitto Mastropietro qualora venisse stralciato il capo di accusa di omicidio? E, soprattutto, chi sono le altre persone che hanno preso parte al delitto?
Sono le stesse domande che tormentano anche Alessandra Verni, la mamma di Pamela, che giorno dopo giorno è sempre più devastata dal dolore e dall'incertezza del quadro investigativo. E si sfoga, rivolgendosi a Oseghale: "Chissà perchè il 29 gennaio, Oseghale insieme a Lucky sono andati a comprare l'acido, che per fortuna non hanno trovato, per poi comprare la candeggina? Dovevano far sparire qualcosa. In più il 30 gennaio le ha fatto comprare una siringa (che mia figlia odiava). Che scusa le hai detto brutto pezzo di m...? Che forse serviva per tua figlia e tu non avevi i soldi per compragliela? Oppure quale altra cosa ti sei inventato? Ho letto che la tua donna racconta di come l'hai rimorchiata con gentilezza... fai così con tutte? Povera figlia mia e povera figlia tua che hanno incontrato un mostro schifoso! La tua donna parla anche di una videochiamata che ti ha fatto il 30 gennaio, dicendo di aver sentito altre voci oltre quella di Pamela. Chi sono gli altri che ti hanno aiutato a fare del male alla mia cucciola...? Ormai anche a te rimane solo da sopravvivere. E ricordati: io non mollo. Prima o poi ci incontreremo anche noi. Io aspetto. Per ora posso solo dirti che ti odio dal più profondo e ti maledico in questa e anche in quell'altra vita!".
L'allarme arriva dal parroco di San Lorenzo Martire, don Andrea Bezzini, che dal proprio profilo social mette in guardia la comunità dai truffatori in giro per il paese, di cui è venuto a conoscenza, che chiederebbero dei contributi per una festa, senza che siano stati autorizzati da nessuno."È giunta voce - scrive infatti il sacerdote - che qualcuno sta approfittando della situazione e della buona fede delle persone per passare di casa in casa a chiedere un contributo per la festa del 17 giugno in memoria di Andrea Capozucca. Una raccolta è stata fatta in alcune aziende e negozi ma è ormai terminata"."Ci tengo a precisare - conclude Don Andrea - che per il resto, nessuno è autorizzato a raccogliere offerte per questo scopo e pertanto si tratta di truffatori dai quali diffidare".
Si intrufolava nelle case inagibili per il terremoto, ma è stato fermato e arrestato dai carabinieri. In manette è finito un 40enne, già noto alle forze di polizia.
L'uomo è stato arrestato questo pomeriggio dai militari della Stazione di Pollenza, dopo che aveva tentato di introdursi in due immobili disabitati della periferia pollentina in quanto inagibili a seguito del terremoto.
Sul territorio erano già in servizio preventivo, finalizzato proprio al contrasto dell’odioso fenomeno dello sciacallaggio, le pattuglie della polizia locale e dei carabinieri di Pollenza che, grazie alle preziose segnalazioni ricevute dalle vittime, in breve tempo, in perfetta collaborazione, ormai collaudata e ancor più incisiva in queste circostanze, hanno rintracciato l’uomo, che corrispondeva perfettamente alle descrizioni acquisite.
Durante gli accertamenti è anche emerso che il soggetto, nel primo pomeriggio, si era introdotto in un'altra abitazione sempre nelle campagne pollentine, pure inagibile e non occupata, dove avrebbe rubato una bilancia: per questo è stato anche denunciato. Sono in corso indagini per verificare ulteriori sviluppi. Il 40enne si trova ora agli arresti domiciliari e domani dovrebbe tenersi l’udienza con rito direttissimo in tribunale a Macerata.
Un 39enne siciliano è stato denunciato dai carabinieri per truffa. All'uomo i militari della stazione di Appignano sono arrivati inseguendo l'annuncio di vendita di un orologio a cui aveva risposto un cliente del posto. Trecento euro versate su una Poste Pay per un acquisto che non si era mai completato: soldi versati, ma nessuna traccia dell'orologio. Quindi la denuncia e le indagini che sono risalite al presunto truffatore, ora denunciato.
I carabinieri della Stazione di Cingoli hanno denunciato due soggetti, un uomo di 43 anni e una donna di 39, entrambi noti alle cronache e residenti in provincia di Ancona, per furto aggravato.
I due sono penetrati in un’area di pertinenza di un sito che si occupa di attività ambientali nel territorio di Cingoli e si sono resi conto di essere stati ripresi dalle tre telecamere di videosorveglianza. A quel punto, hanno pensato bene di portarsele a casa, nel tentativo di non essere rintracciati.
Ma quando sono intervenuti, i carabinieri hanno visionato i video registrati sul sistema informatico dell’azienda e hanno diramato le immagini dei soggetti. Nel giro di poco tempo li hanno identificati e denunciati: nella loro abitazione i militari hanno recuperato tutte le telecamere che la coppia aveva già installato.
E' caduto rovinosamente a terra mentre era in sella ad un cavallo. L'incidente si è verficato nella prima serata di oggi, in contrada Serrone a San Ginesio. A seguito dell'impatto violento col terreno, per il giovane si è subito temuto che potessero esserci conseguenze serie.
Sul posto è intervenuta un'auto medicalizzata del 118 ed è stato richiesto anche l'intervento dell'elisoccorso per il successivo trasporto ad Ancona. Le condizioni del ferito sono ritenute gravi.
Scende per fare una consegna, ma viene avvicinato da due banditi che lo feriscono con un taglierino e poi lo rapinano.
E' successo intorno alle 13 a Macerata, in via Fontemaggiore. La vittima è un corriere maceratese, M.D.B. di 43 anni, che è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso per i tagli riportati al volto e a una gamba.
Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto, i due malviventi avrebbero seguito il furgone delle consegne fin quando non si è fermato e a quel punto sarebbero entrati in azione. Il bottino si aggira intorno ai 1000 euro. Le condizioni del corriere non sono gravi.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Volante e della Digos.
La Procura della Repubblica di Macerata ha chiuso una lunga e complessa inchiesta su un presunto giro di appalti truccati per opere pubbliche nel Maceratese: le 31 persone inizialmente indagate sono scese a 16, i reati ipotizzati sono turbativa d'asta, corruzione, falso e evasione fiscale. A tre imprenditori viene contestata l'associazione per delinquere. Gli altri indagati sono di Macerata, Pollenza, Grottazzolina, Porto San Giorgio, Cupramontana, Castignano, Porto Sant'Elpidio, Gagliole, Camerino, Senigallia, Mogliano e Tolentino.
All'esame della Guardia di Finanza, che ha condotto le indagini, gare per lavori pubblici per 26 milioni di euro. Secondo l'accusa i tre imprenditori avrebbero creato un 'cartello' per spartirsi gli appalti, con il supporto anche di altri colleghi o funzionari pubblici compiacenti. Tra gli indagati anche un finanziere in congedo. Le 16 persone che hanno ricevuto l'avviso di chiusura delle indagini potranno presentare memorie difensive e chiedere di essere ascoltate. (Ansa)
Una moglie e una figlia deluse e amareggiate. Un marito e padre ammazzato barbaramente e due assassini, padre e figlio, che dovranno scontare uno l'ergastolo e l'altro venti anni di prigione. E' questo lo scenario che si presenta dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso presentato dalla famiglia di Pietro Sarchiè, il commerciante ucciso qualche anno fa sulle colline tra Camerino e Pioraco ed il cui cadavere era stato ritrovato a San Severino Marche.
Le indagini, all'epoca dei fatti, portarono presto a Giuseppe e Salvatore Farina, padre e diglio, entrambi da poco tempo concorrenti sul mercato ambulante del pesce dello stesso Pietro Sarchiè. E l'omicidio, sempre secondo le indagini, sarebbe maturato proprio per conquistare quel mercato, eliminando un competitor. Una prima sentenza aveva stabilito che giuseppe Farina dovesse scontare l'ergastolo, mentre Salvatore venti anni. Una sentenza contro cui la famiglia Sarchié aveva presentato ricorso. Ma quel ricorso é stato respinto dalla Cassazione che, di fatto, ha confermato le condanne.
La moglie e la figlia di Pietro Sarchié si sono dette amareggiate e deluse, per una decisione dei giudici che non rende onore alla memoria di un marito e di un padre che nessuno potrà mai restituire loro.
Legato ad una ringhiera. È così che oggi pomeriggio un cane è stato trovato dalla polizia municipale a Macerata, all'ingresso dell'ascensore che porta al parcheggio Garibaldi.
L'animale è stato abbandonato, o forse è scappato perdendo la via del ritorno, ed è stato guardato a vista dai vigili per oltre un'ora in attesa dell'arrivo del servizio sanitario veterinario dell'Asur. Gli agenti della municipale stanno cercando di capire se a legarlo alla ringhiera sia stato il padrone (in quel caso l'animale dovrebbe avere un chip) o qualche passante che ha voluto evitare al cane di finire sotto ad una macchina.
Si ribalta con l’auto in Viale Bruno Buozzi a Tolentino. Incidente per un signore del ‘34, B. G., che oggi pomeriggio intorno alle 18 si è ribaltato con la propria auto.
Ad estrarlo i vigili del fuoco. L’uomo ha riportato solo lievi ferite.
Denuncia la scomparsa del marito, preoccupata dal fatto di non riuscire a raggiungere telefonicamente l'uomo che da qualche tempo si era trasferito a Milano per lavoro.
La donna, di origini cinesi, l'altra notte ha chiamato i carabinieri dicendo che non riusciva a parlare al telefono col marito da almeno un giorno e da 24 ore non aveva notizie dall'uomo. Poi, alle 8 di mattina, la svolta. I carabinieri hanno infatti appreso che l'uomo non rispondeva solo per un motivo: era stato arrestato. Il giovane cinese era finito nei guai per spaccio di sostanze stupefacenti.
Mondo della cultura in lutto, a San Severino Marche, per la scomparsa della maestra Maria Carla Bellucci Polgrossi. Aveva avuto un ruolo fondamentale nella nascita prima del Centro studi “Salimbeni” e poi del premio “Salimbeni” per la storia e la critica d’arte di cui era stata a lungo segretaria. Aveva 98 anni.
"Credo nella giustizia". Nessun commento, solo questo concetto è stato espresso da Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, durante la "protesta silenziosa" con sit-in ed esposizione di striscioni davanti al Tribunale di Ancona per chiedere giustizia per la figlia 18enne romana uccisa e fatta a pezzi a Macerata.
Con lei il fratello e avvocato di famiglia, Marco Valerio Verni, e un gruppo di amici: "Pamela grida giustizia e noi siamo la sua voce" e "il disagio non può essere un alibi per un massacro", sono alcune frasi scritte sugli striscioni. L'iniziativa si è svolta in concomitanza con l'udienza del Riesame in cui la Procura di Macerata ha chiesto di applicare il carcere al principale sospettato - Innocent Oseghale, 29 anni, nigeriano - anche per violenza sessuale oltreché per omicidio volontario, vilipendio, distruzione, occultamento di cadavere e spaccio di droga.L'udienza, a cui ha presenziato Oseghale con i suoi legali, è terminata. La decisione arriverà tra qualche giorno.
(Fonte Ansa)
Alcuni automobilisti hanno segnalato alle forze dell'ordine un motociclista che sfrecciava a folle velocità in Valnerina. E quando i carabinieri lo hanno rintracciato e fermato, non solo hanno scoperto che viaggiava senza patente e in sella a una moto rubata, ma che nascondeva addirittura un ingente quantitativo di droga.
Aveva, infatti, oltre 20 chili di hascisc e una cinquantina di grammi di cocaina, il marocchino di 30 anni arrestato dai carabinieri dopo essere stato bloccato lungo la Valnerina.In manette anche tre suoi connazionali, due donne e un uomo, considerati complici del presunto corriere della droga e fermati nell'appartamento di quest'ultimo a Spoleto, in Umbria. Qui i militari hanno sequestrato 8 mila euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio.Il marocchino è stato individuato grazie alla segnalazioni di alcuni automobilisti.
(fonte Ansa)