L'incidente si è verificato nel primo pomeriggio di oggi, intorno alle 14:00, in Contrada Rotacupa, a Macerata.
L'uomo è caduto da un'altezza di oltre quattro metri mentre stava svolgendo dei lavori sopra a una pianta.
Immediato l'arrivo sul posto dei sanitari del 118 e dell'automedica che hanno allertato l'eliambulanza dall'Ospedale Torrette di Ancona dove l'uomo è stato trasportato. La vittima dell'incidente non è comunque in pericolo di vita.
La scorsa notte i vigili del fuoco sono intervenuti a Monsano, in provincia di Ancona, per un incidente stradale. Un giovane ha perso il controllo della propria Alfa Romeo bianca mentre ne era alla guida abbattendo una trentina di metri di recinzione e scardinando la tubazione dell'acqua.
I vigili hanno prontamente messo in sicurezza lo scenario dell'incidente e collaborato con i tecnici dell'azienda dell'acqua per intercettare la grossa perdita: un getto alto circa quattro metri. Nell’incidente il conducente della vettura è rimasto per fortuna illeso.
Fonte: ANSA
Ladri scatenati nel Fabrianese, dove si contano ben cinque furti messi a segno negli ultimi giorni. La banda di malviventi ha agito per una volta a Fabriano e Matelica, mentre ha messo a segno ben tre colpi a Cerreto D'Esi. Polizia e carabinieri sono alla ricerca di almeno tre furfanti, visti in più occasioni allontanarsi dagli appartamenti svaligiati a bordo di un'Audi A6 nera.
Identico il modus operandi: i ladri sono entrati in azione nel tardo pomeriggio o nelle ore serali; hanno forzato le finestre e rubato contanti e gioielli rovistando ovunque.
Solo a Matelica, i malviventi prima di agire sono stati costretti a disattivare il sistema di allarme, a dimostrazione che si tratta di una banda esperta.
Il bottino complessivo ammonta a diverse migliaia di euro fra gioielli e contanti. L'automobile, era già stata segnalata a Serra San Quirico il 24 gennaio e in Umbria, fra Foligno e Gualdo Tadino. In quest'ultimo caso, si hanno notizie di altri furti in appartamento andati a segno.
Fonte: ANSA
Nel corso della notte a Matelica, intorno alle 00:30, durante lo svolgimento di specifici servizi finalizzati al contrasto dell'attività di spaccio di sostanze stupefacenti, i carabinieri di Camerino hanno tratto in arresto Bernardo Pittirollo. L'uomo, nato a Casal di Principe e residente a Roma, è stato colto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di cocaina e hashish.
Pittirollo, 48 anni, era già gravato da diversi precedenti specifici in materia di stupefacenti. A seguito di perquisizione personale e domiciliare nella sua abitazione, sono stati rinvenuti 100 grammi di hashish e 50 grammi di cocaina da suddivire in dosi per la vendita al dettaglio, due bilancini di precisione e una serie di strumenti utili al confezionamento delle dosi.
L’arrestato, come disposto dall’ autorità giudiziaria, è stato trasferito presso la casa circondariale di Ancona in attesa del giudizio direttissimo.
A seguito di una articolata attività di indagine, avviata da diverso tempo, consistente in osservazioni e appostamenti, volta a contrastare il fenomeno di abbandono rifiuti, i militari delle Stazioni Carabinieri Forestale di Recanati e Cingoli, supportati dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare - NIPAAF di Macerata, hanno colto in flagranza di reato una ditta edile operante nel Maceratese, mentre si apprestava a scaricare rifiuti speciali provenienti da cantieri edili su un terreno privato già oggetto di molteplici scarichi abusivi.
In particolare, i militari hanno fermato in flagranza un autocarro intento a scaricare su un terreno privato, materiale (rifiuti speciali provenienti da cantiere edile) senza alcuna documentazione giustificativa. Questi rifiuti sono stati scaricati all’interno di un’area di lottizzazione a Sambucheto nel Comune di Montecassiano, dove sono stati poi rinvenuti ingenti quantitativi di rifiuti edili, pari a circa 250 metri cubi.
Sono stati deferiti perciò all’A.G. due soggetti responsabili (proprietario dell’area e ditta dedita al trasporto), nonché si è provveduto al sequestro dell’area di circa 1500 mq e dell’autocarro utilizzato per il trasporto, per il reato di gestione illecita di rifiuti e stoccaggio non autorizzato in violazione al testo unico ambientale D.L.vo 152/2006.
Un'autoscuola di Ancona rilasciava, senza la frequenza effettiva dei corsi, attestati finalizzati a sostenere l'esame alla Motorizzazione civile per conseguire la Carta di qualificazione del conducente (Cqc), titolo abilitativo che attesta la capacità professionale di soggetti già in possesso di patente di guida superiore. Lo hanno scoperto gli agenti del Compartimento Polizia Stradale Marche. Dopo approfondite indagini, in sinergia con funzionari della locale Motorizzazione civile e della Provincia, sono stati denunciati per il reato di falso il responsabile dell'autoscuola e 15 allievi.
Motorizzazione e Provincia hanno compiuto mirati controlli amministrativi per avviare l'iter di revoca dei titoli abilitativi, che consentono di svolgere attività professionale nell'autotrasporto, conseguiti da 22 persone e della qualifica di istruttore di guida assegnato a un allievo. "Un'attività - rileva la polizia, volta a reprimere - condotte che mettono in serio pericolo l'incolumità di cittadini e utenti della strada".
Accolta con molto piacere dal Questore Antonio Pignataro la richiesta di una classe di ragazzi proveniente dalle scuole della città cinese di Taicang, gemellate con il Liceo Classico Linguistico e con il Liceo artistico di Macerata. Il loro desiderio era quello di conoscere piu’ da vicino la Polizia di Stato.
L’idea è frutto di un protocollo di collaborazione sottoscritto tra la città di Macerata e la città di Taicang, che negli scorsi anni ha portato i ragazzi dalla lontana Cina nella nostra città dove, oltre ai siti culturali, hanno avuto modo di visitare anche le sedi di vari enti e di incontrare il personale ivi impiegato.
Ieri mattina un gruppo formato da 15 ragazzi dai 14 ai 15 anni ha fatto visita alla Questura di Macerata accompagnato dai loro insegnanti.
Ad accoglierli il Capo di Gabinetto Edoardo Polce che ha accompagnato i ragazzi in una sorta di percorso preparato per l’occasione attraverso il quale i ragazzi hanno potuto conoscere vari aspetti dell’attività della Polizia di Stato.
Sono stati mostrati infatti ai ragazzi i mezzi in uso alla Polizia di Stato, il poligono di tiro e l’attività del reparto cinofili della Polizia di Stato con esibizioni che hanno visto protagoniste unità cinofile antidroga, anti esplosivo, specializzate in servizi di ordine pubblico e nella cattura di persone pericolose.
Infine, i giovani studenti, interessatissimi, hanno assistito ad una dimostrazione da parte di agenti della Polizia Scientifica che hanno mostrato l’attività posta in essere e le attrezzature utilizzate in occasione dell’intervento nel luogo ove è stato commesso un reato.
Maxi furto questa notte all'Azienda Grandinetti di Porto Potenza Picena, leader nel settore di dischi e mole abrasive dal 1963.
Erano circa le 3:00 quando i malviventi, indubbiamente più di uno, si sono introdotti all'interno dell'azienda, sita in via Guido Rossa, molto probabilmente manomettendo il cancello automatico.
Grazie all'aiuto di un camion, i ladri hanno portato via 200 quintali di dischi abrasivi che sarebbero dovuti essere stati spediti tra lunedì e martedì in Arabia Saudita, Spagna, Portogallo, Iran, Germania e Italia. Stiamo parlando di circa 200 mila pezzi per un valore che si aggira intorno ai 70 mila euro.
Sicuramente una banda di professionisti che sapeva come muoversi: i ladri infatti hanno utilizzato i transpallet per caricare i 20 bancali all'interno camion. I malviventi hanno poi messo a soqquadro l'intero ufficio del titolare, non trovando denaro contante e non asportando nulla, e poi sono scappati.
A fare la tragica scoperta, questa mattina, il titolare Sandro Grandinetti che ha subito denunciato il tutto ai Carabinieri; spetterà ai militari dell'Arma ricostruire quanto accaduto e cercare di intercettare l'eventuale traffico illecito dei dischi abrasivi in questione, un prodotto molto particolare da immettere sul mercato.
Nel frattempo il titolare e i suoi dipendenti si sono subito messi a lavoro per cercare di effettuare comunque le consegne programmate in tempo.
I militari della Compagnia di Civitanova Marche, nell’ambito dei servizi connessi al dispositivo di contrasto ai traffici illeciti hanno sequestrato oltre 20 grammi di hashish e 81 capi contraffatti a carico di un soggetto di orine marocchina, denunciato a piede libero.
I militari del Nucleo Mobile della Compagnia di Civitanova Marche, nell’ambito dei servizi connessi al dispositivo di contrasto ai traffici illeciti, nei pressi della stazione ferroviaria, hanno identificato un 53enne di origine marocchina, residente a San Severino Marche. Il successivo controllo effettuato con l’ausilio dell’unità cinofila antidroga ha permesso di rinvenire, occultato sulla persona, un involucro contenente oltre 20 grammi di hashish e una somma di denaro pari a 440 euro. All’interno di un borsone, che egli portava al seguito, i militari hanno, inoltre, rinvenuto alcuni capi di abbigliamento risultati contraffatti.
La successiva perquisizione presso l’abitazione del soggetto ha permesso di rinvenire all’interno della cantina ulteriori capi contraffatti, mentre all’interno di un vaso riposto nella cucina sono stati trovati 1.000 euro in contanti, presumibilmente frutto delle illecite attività dallo stesso svolte.
Lo stupefacente, i capi di abbigliamento contraffatti ed il denaro contante, sono stati posti sotto sequestro, mentre il soggetto, peraltro già colpito dalla misura cautelare degli arresti domiciliari, con permesso di allontanarsi dal suo domicilio per motivi di lavoro, è stato denunciato a piede libero alla locale Procura della Repubblica.
Questa operazione conferma ancora una volta il costante impegno della Guardia di Finanza a contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti e del commercio di prodotti contraffatti, attività ricomprese in un ampio dispositivo permanente di lotta ai traffici illeciti recentemente rafforzato dal Comando Generale del Corpo.
Alle 15:00 di giovedì 31 gennaio gli uomini della Squadra Volante, diretti dal Commissario Capo Dr. Gabriele Di Giuseppe, unitamente alla Squadra Cinofili della Questura di Ancona, hanno tratto in arresto un pericoloso spacciatore operante nelle zone tra i Giardini Diaz ed il parco Fontescodella.
L’arrestato, uno straniero della Guinea Bissau di appena vent’anni di età, senza fissa dimora, era stato già arrestato dalle Forze dell’Ordine, nei primi mesi dell’anno appena trascorso, per un’ intensa attività di spaccio in Provincia, in quanto individuato quale referente nell’ambito di una più ampia rete di spaccio che prediligeva gli acquirenti di età minore.
La Squadra Volanti aveva già proceduto al suo arresto per detenzione ai fini di spaccio nei mesi di Febbraio 2018, col sequestro di circa 30 grammi di stupefacente (tra Marjuana ed hashish) suddiviso in dosi già pronte per lo spaccio.
Il criminale si era, infatti, spostato dalla zona interno di Tolentino a Macerata, dove aveva intenzione di spostare i propri affari illeciti coinvolgendo specialmente i minori all’uscita delle scuole. Il comportamento del malvivente non è sfuggito alla Squadra Volanti che, attraverso un intensa attività di appostamenti e controlli mirati, già il 17 gennaio scorso ha sorpreso il criminale nella flagranza mentre cedeva a due minorenni della droga.
Lo stesso, era stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma presso la Polizia Giudiziaria e ciò nonostante non aveva intenzione di fermare la sua rete di morte. Ma allo stesso modo, non sapeva che i poliziotti lo stavano ancora controllando.
Tra la sera del 28 e la notte del 30 gennaio scorso i poliziotti avevano notato movimenti sospetti dello straniero, per cui hanno scelto di continuare nell’attività di pedinamento e appostamento: lo spacciatore, infatti, era stato visto entrare di corsa nel parco e uscirne altrettanto frettolosamente.
È così che, in data di eri, tre agenti della Questura e della Squadra Cinofili, entrando dal lato del parco confinante con via D. Rossi, hanno subito notato il criminale, seduto in disparte sulle panchine poste sotto gli alberi, come ad attendere qualcuno.
Subito i suddetti operatori di Polizia, seppure a distanza, hanno riconosciuto, nel giovane seduto, il noto spacciatore, ripetutamente oggetto di controlli nel parco di Fontescodella.
In ragione di ciò, il personale di Polizia tenta di avvicinarsi senza essere visto, in modo da poterne osservarne le mosse e comprenderne le intenzioni. Lo straniero però, si accorge della presenza di qualcuno, e lancia alle sue spalle un involucro in plastica bianca del tipo cellophane, cercando di allontanarsi dalla zona.
L’azione non è sfuggita ai poliziotti che, con scatto repentino, hanno prontamente raggiunto e bloccato lo straniero, quindi lo hanno sottoposto ad un attento controllo.
A questo punto l’unità cinofila ha dato forti segni di interessamento verso una delle tasche del giubbotto dello straniero, che era aperta.
I poliziotti hanno recuperato l’involucro in plastica bianca, del quale tentava di disfarsi: all’interno, venivano rinvenuti 14 involucri termosaldati contenenti stupefacente del tipo hashish per circa 20 grammi. L’intera attività di indagine, ha inoltre consentito di sequestrare, a carico dello spacciatore, ulteriore sostanza stupefacente – sempre suddivisa in dosi – per un totale di 70 grammi di stupefacente tra hashish e marjuana.
Ieri, una sentenza della Cassazione ha annullato senza rinvio il sequestro che era stato disposto dal Riesame di Macerata nei confronti di un giovane di Civitanova Marche che avevamo messo in vendita nella sua tabaccheria la cosiddetta "cannabis light" in quanto non può essere considerata sostanza stupefacente e quindi soggetta alle leggi relative alla droga. La Corte di Cassazione ha infatti stabilito che "la liceità della vendita delle inflorescenze con percentuale di Thc entro lo 0,6% è un corollario logico-giuridico della liceità della coltivazione, permessa e promossa dalla legge 242 del 2016. Non va, quindi, considerata sostanza stupefacente soggetta alla legge sulle droghe".
Una decisione, quella della Cassazione, che però non cambia la posizione del Questore di Macerata, Antonio Pignataro, che si dice intento a continuare la "battaglia".
La rapina è avvenuta ieri sera, poco dopo le 18:30, nella tabaccheria Tabac Art di via Risorgimento a Recanati, nel rione Castelnuovo.
L'uomo, un giovane con l'accento straniero di età compresa tra i 20 e i 25 anni, armato di coltello, è entrato nell'esercizio commerciale e ha minacciato il titolare della tabaccheria con un l'arma bianca per farsi dare l'incasso della giornata. Il rapinatore, con il volto parzialmente travisato, si è fatto consegnare qualche centinaio di euro e alcuni pacchetti di sigarette ed è poi scappato nelle via del rione.
Spetterà ora ai Carabinieri ricostruire quanto accaduto e risalire all'identità del malvivente che, molto probabilmente, ha agito insieme a un complice che lo stava attendendo fuori dalla tabaccheria.
Il fatto è accaduto questa mattina, intorno alle 8:00, a Tolentino, in un'azienda metalmeccanica in via Cristoforo Colombo.
Un uomo stava lavorando con una pressa quando, probabilmente per cause accidentali, si è schiacciato il pollice di una mano.
Immediata è scattata la chiamata ai sanitari del 118 che, giunti sul posto, hanno allertato l'eliambulanza dall'Ospedale Torrette di Ancona dove l'operaio è stato trasportato e dove, con ogni probabilità verrà operato d'urgenza per cercare di recuperare il pollice della mano.
Un pakistano di 26 anni, Shehryar Aslam, ha patteggiato quest'oggi al Tribunale di Ancona quattro anni di carcere dopo essere stato trovato in possesso di 324 grammi di droga destinati a raggiungere l'Hotel House di Porto Recanati.
L'uomo, che aveva nascosto la droga all'interno di uno zaino, era stato arrestato lo scorso 29 settembre al termine di un'operazione della Guardia di Finanza.
I militari avevano intercettato Shehryar in una stazione di servizio a Loreto, dove si era fermato il pullman nel quale viaggiava e che lo avrebbe dovuto condurre all'Hotel House: sua destinazione finale, come dichiarato nell'interrogatorio di garanzia.
La droga in polvere era stata impacchettata in un'unico ovulo contenente eroina e morfina in polvere. Dalle analisi effettuate a posteriori si è evinto come un quantitativo di droga pari a quello sottratto al pakistano poteva portare alla divisione in ben 3.400 dosi.
Il pakistano in sua difesa ha dichiarato di aver ricevuto il pacchetto da un suo connazionale mentre era a Napoli e di non conoscerne l'effettivo contenuto: attualmente si trova recluso nel carcere di Montacuto.
Preoccupante furto lampo quello subito da una coppia di genitori intorno alle ore 16:05 di oggi pomeriggio. L'episodio è avvenuto nei pressi dell'Istituto Giacomo Leopardi di Potenza Picena, dove i genitori si erano recati per riprendere il figlio da scuola.
Come testimoniano le immagini, nel solo tempo impiegato per recuperare il bambino, i ladri hanno rotto il vetro del finestrino posteriore della vettura appropriandosi di tutto ciò che si trovava all'interno dell'auto.
Il tutto è avvenuto davanti a una scuola elementare in un'orario particolarmente trafficato come quello dell'uscita dei bambini da scuola. Sono in corso le indagini dei Carabinieri per accertare quanto successo e tentare di individuare i colpevoli.
I carabinieri forestali di Recanati, durante il servizio di polizia idraulico-fluviale e prevenzione contro le violazoni in danno all'ambiente, hanno comminato una multa di quasi sette mila euro totali nei confronti dei proprietari di quattro autovetture trovate in evidente stato di abbandono.
È stato possibile risalire agli effettivi proprietari dei veicoli in seguito ad accertamenti avvenuti tramite consultazione di banche dati.
Nell'ambito della medesima attività, i carabinieri forestali hanno scoperto molteplici rifiuti urbani abbandonati lungo gli argini del fiume Potenza. A seguito di riscontri investigativi, sono stati individuati due soggetti ritenuti responsabili dell'abbandono che hanno ricevuto una multa complessiva di 1200 euro.
Nella trasmissione di Rai Uno "Storie Italiane" andata in onda questa mattina si è trattato il tema della morte di Pamela Mastropietro. Ospite in studio la moglie di un detenuto che avrebbe incontrato in carcere Innocent Oseghale, chiamata con un nome di fantasia "Antonella" e intervenuta nel programma con una voce distorta.
Il detenuto in questione sarebbe entrato in confidenza con Oseghale e - in quanto collaboratore di giustizia - avrebbe rivelato particolari agghiaccianti sulla morte di Pamela. Ospite in studio anche lo zio di Pamela Mastropietro, l'avvocato Marco Valerio Verni.
L'INCONTRO - La donna racconta tramite una lettera il rapporto intercorso tra suo marito e Oseghale, sin da primo incontro: "Il 5 luglio scorso mio marito è stato portato nel carcere di Marino del Tronto. Mio marito è stato ubicato in una sezione con due celle, in una c'era lui insieme ad un altro collaboratore di Palermo, nell'altra il nigeriano Innocent Oseghale. Nonostante mio marito stia scontando una lunga pena, non ha mai tollerato certi reati. L'8 luglio incontrò Oseghale e lo insultò, ci fu un'aggresione. Le guardie li allontanarono. In quei giorni mio marito stava collaborando a processi importanti, per gli interrogatori veniva trasferito in modo diverso dagli detenuti".
LE CONFIDENZE - "Oseghale vedendo quel trattamento si rivolse ad uno dei suoi compagni di cella per riappacificarsi con lui. Mio marito accettò di conoscerlo. Oseghale gli chiese scusa, voleva il suo aiuto. Fu così che iniziò a confidarsi. Mio marito avvisò subito un ispettore del carcere e un brigadiere. Riferì agghiaccianti rivelazioni. Il 19 luglio, durante un interrogatorio, disse tutto ciò che aveva saputo. Riferì anche che Oseghale gli propose di fare da testimone in sua difesa. Avrebbe dovuto testimoniare che Pamela era morta di overdose in quanto collaboratore estremamente credibile"
LA MORTE DI PAMELA - Secondo la ricostruzione fornita dalla donna sarebbe nota anche la dinamica che ha portato alla morte della Mastropietro: "Pamela il giorno in cui se ne andò dalla comunità pagò la droga a Desmond Lucky con una collanina d'argento che le aveva regalato la mamma, Oseghale le diede due euro per comprare la siringa. Andarono al supermercato e poi a casa di Oseghale. Desmond voleva un rapporto con Pamela e Oseghale, ma Pamela seppur sotto l'effetto della droga rifiutò. Si alzò dal divano e respinse Desmond, lui le diede uno schiaffo e Pamela cadde vicino al seggiolone della figlia di Oseghale battendo la testa. Desmond allora se ne andò. Oseghale le gettò dell'acqua in faccia per cercare di risvegliarla. A quel punto la spogliò e abusò di lei".
"Quando Pamela si riprese minacciò di chiamare la polizia e si avvicinò alla porta per scappare e cercare di difendersi graffiando Oseghale al collo. Oseghale in preda alla rabbia accoltellò Pamela, la lasciò che stava malissimo e in preda alla paura uscì per cercare Desmond. Voleva farsi aiutare ma Desmond si rifiutò. Oseghale tornò a casa convinto che Pamela fosse morta. Quando si accorse che non era così, la colpì di nuovo e poi iniziò a sezionarne il corpo per poi nasconderlo in due valigie".
LA MAFIA NIGERIANA - Oseghale avrebbe anche confidato di appartenere alla mafia nigeriana: "Disse a mio marito che se lo avesse aiutato gli avrebbe fatto arrivare 100 mila euro da Castel Volturno. Gli rivelò di essere un referente della mafia nigeriana a Macerata e di appartenere a un gruppo criminale chiamato Black Cats. Gli fece vedere dei segni incisi sull'addome, simbolo di affiliazione a questa organizzazione criminale nigeriana. Voleve entrare in affari con mio marito.
In carcere aveva molta disponibilità economica. Gli disse che il suo ruolo all'interno della mafia nigeriana era quello di trovare case per ospitare ragazze da avviare alla prostituzione e di gestire traffici di droga. Il punto di snodo di arrivi e partenze è Castel Volturno. Per far arrivare le ragazze la mafia nigeriana ha appoggi importanti in Libia. Gli disse anche che lui era ritenuto insospettabile in quanto compagno di una ragazza italiana.
Da quando mio marito ha iniziato a collaborare io ho paura. Ho chiesto a mio marito di non collaborare più".
Ecco il link completo dell'intervista, la vicenda di Pamela Mastropietro viene trattata a partire dal minuto 46: clicca qui
I Carabinieri del Nucleo Operativo e radiomobile della compagnia di Tolentino, coadiuvati dai colleghi della Stazione Carabinieri di Urbisaglia, nel tardo pomeriggio di ieri hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, due coniugi, lui 36enne N.P., lei 34enne O. L. B., entrambi dell'alto maceratese, trovati in possesso di un vero e proprio market della droga.
In particolare i militari da qualche giorno erano sulle tracce di una nuova filiera di approvvigionamento che stava per radicarsi nell'alto maceratese. La capillare penetrazione nel connettivo sociale dei militari dell'Arma e l'alto livello di attenzione rivolta dagli stessi verso il nuovo mercato delle droghe sintetiche, ha permesso di stroncare la fiorente attività che la coppia di coniugi aveva di recente intrapreso e che già aveva reso loro cospicui guadagni.
Nell' ambito della perquisizione domiciliare i militari hanno trovato vari tipi di droghe sintetiche del tipo: metanfetamine, SPEED, chetamine, LSD, EXTASI, oppio e circa kg 0,600 di hashish, oltre che materiale idoneo (bilancino, cellophane, nastro adesivo e bustine plastificate) a confezionare le singole dosi ed una considerevole somma di danaro, circa 3.000 euro, di cui la coppia non ha saputo dare giustificazione adeguata, dato che non hanno occupazioni stabili.
Gli arrestati hanno occultato la loro “preziosa “ merce in comuni bombolette contenenti deodoranti spray. Gli involucri erano stati modificati e perfettamente funzionati attraverso una carica ridotta di deodorante che, premendo l’ugello consentiva l’erogazione del prodotto, di fatto, poi, una parte della bomboletta poteva essere svitata e quindi consentiva di poter nascondere nello spazio residuo lo stupefacente. Altra parte della droga era stata preservata nel freezer del frigorifero insieme a prodotti alimentari.
L'uomo è stato tradotto presso il carcere di Montacuto, mentre la donna è stata posta agli arresti domiciliari dovendo assistere il figlio di sette anni.
Nel pomeriggio di ieri a Macerata sono stati svolti servizi finalizzati al contrasto dei reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Con l’impiego di alcune pattuglie e di personale sia in borghese che in divisa, sono stati passati al setaccio ancora una volta i parchi pubblici e le aree verdi della città, nonchè i luoghi di ritrovo maggiormente frequentati dai giovani come il terminal bus.
Nel corso dell’attività, quando era già buio, gli agenti hanno notato nei pressi dei giardini Diaz un soggetto allontanarsi velocemente.
Accertamenti effettuati sul posto hanno consentito di rinvenire un involucro in cellophane contenente 15 grammi di sostanza stupefacente che, analizzata dal locale Gabinetto provinciale di Polizia Scientifica, è risultata essere hashish.
La droga è stata sequestrata ed è in corso attività anche da parte della Squadra Mobile per giungere all’identificazione del giovane, che con molta probabilità si trovava sul posto in attesa di “compratori”.
Nel corso dei servizi sono state identificate 25 persone e sottoposti a controllo 18 veicoli.
Due espulsi (un nigeriano e un pakistano) e una denuncia nei confronti di una cittadina ucraina per immigrazione clandestina nella mattinata di ieri ad opera del personale dell’Ufficio Immigrazione, diretto dal vice questore Maurizio Marcucci, a cui il questore Antonio Pignataro ha dato il massimo impulso per quanto riguarda la lotta ai reati connessi all’immigrazione clandestina.
Il cittadino pakistano, 35 anni, al quale era stato diniegato l’asilo politico, presentatosi presso lo sportello dell’Ufficio Immigrazione, e’ stato colpito da provvedimento di espulsione prefettizia e intimato dal Questore a lasciare il territorio italiano entro 7 giorni.
Stesso iter burocratico e’ stato effettuato sempre dalla sezione espulsioni nei confronti di un cittadino nigeriano, 27 anni, rintracciato dalla volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico nei pressi di un centro commerciale dove chiedeva l’elemosina.
Il nigeriano, poiche’ privo di documenti e destinatario anch’egli di un rifiuto del permesso di soggiorno del Questore di Macerata e del diniego della protezione internazionale, veniva colpito da espulsione emessa dal prefetto di Macerata Iolanda Rolli e scortato dal personale della Questura che lo ha accompagnato al centro di permanenza e rimpatri di Potenza.
Invece, una cittadina dell’ucraina, presentatasi per chiedere un permesso di soggiorno, e’ risultata clandestina e pertanto deferita all’autorita’ giudiziaria per il reato di immigrazione clandestina ai sensi dell’art. 10 bis del Testo Unico immigrazione. La stessa ha poi espresso la volonta’ di chiedere asilo politico.