Momenti di tensione si sono verificati lo scorso 14 marzo presso la struttura sanitaria di Villa Igea, in via Maggini, ad Ancona. Un uomo di 69 anni, residente a Potenza Picena e già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai militari dell'aliquota radiomobile della Compagnia di Ancona per resistenza a pubblico ufficiale.
L’uomo si era presentato in mattinata per sottoporsi a un piccolo intervento chirurgico programmato, ma è apparso da subito in stato di alterazione, probabilmente a causa dell’abuso di alcol. Considerate le sue condizioni, i medici hanno deciso di rinviare l’operazione, scatenando la reazione violenta del paziente, che ha iniziato a inveire contro il personale sanitario e a danneggiare gli arredi della struttura.
Allertati dalla direzione sanitaria, i carabinieri del Norm di Ancona sono intervenuti per riportare la situazione sotto controllo. Tuttavia, alla loro vista, il 69enne ha continuato a opporsi con urla e schiamazzi, rifiutando l’identificazione e tentando di colpire uno dei militari con uno schiaffo.
Gli agenti sono riusciti a immobilizzarlo e metterlo in sicurezza senza che nessuno tra i presenti riportasse conseguenze fisiche. Dopo l'arresto, l'uomo è stato posto inizialmente agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Potenza Picena. Il giorno successivo, il Tribunale di Ancona ha convalidato la misura. Si ricorda che il 69enne è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
Il 13 marzo scorso, presso i Giardini Diaz di Macerata, si è verificata una violenta rissa che ha portato alla segnalazione di tre individui alla Procura della Repubblica. Due degli uomini coinvolti, di origine kossovara, e uno di origine albanese, sono stati identificati dalla polizia.
Nel corso dell'incidente, i due uomini kossovari hanno riportato lesioni che sono state giudicate guaribili in 30 giorni e 10 giorni con prognosi riservata. Entrambi sono stati soccorsi e trasportati al Pronto Soccorso per le necessarie cure.
Durante le indagini, le forze dell’ordine hanno proceduto al rinvenimento e al sequestro di armi pericolose: un'asta metallica di 56 cm con tondini in ferro avvitati e uno storditore elettrico. I due uomini di origine kossovara, per il possesso di tali oggetti, sono stati segnalati anche per il reato di porto di armi o oggetti atti a offendere. La polizia ha avviato un’indagine per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e per individuare eventuali ulteriori coinvolgimenti.
Nella notte tra il 16 e il 17 marzo 2025, a Porto Sant'Elpidio si è verificato un inseguimento che ha coinvolto un giovane di 23 anni e due agenti di polizia. Intorno alle 23:30, una pattuglia della polizia di Stato ha intimato l'alt a una utilitaria. Il conducente non si è fermato, dando inizio a un inseguimento che si è concluso quando l'auto del giovane è andata a sbattere. Uno degli agenti ha tentato di estrarre il ragazzo dall'abitacolo, ma il giovane ha ingranato la retromarcia, causando l'infortunio alla gamba dell'agente, la cui gamba è rimasta incastrata nello sportello.
Il 23enne è riuscito a fuggire a piedi, ma dopo circa 30 minuti è stato individuato vicino alla stazione ferroviaria. Durante il tentativo di fermarlo, gli agenti hanno utilizzato un taser, ma senza successo, poiché il giovane ha continuato la sua fuga. Successivamente, è stato richiesto l'intervento del 118 per una persona ferita a una gamba, presumibilmente a causa di un colpo d'arma da fuoco. Sul posto, è stato identificato il 23enne, che ha riferito di essere stato colpito dal taser. È stato quindi accompagnato in ospedale, dove sono stati curati anche i due poliziotti feriti durante l'inseguimento.
Il giovane è stato denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. Le indagini sono in corso per ricostruire completamente l'accaduto.
Nella notte tra sabato e domenica, intorno alle 2, un'incendio ha devastato un'auto Alfa Romeo all'interno del garage di un condominio in via Ignazio Silone, a Macerata. Secondo quanto ricostruito, sotto il veicolo è stato trovato un materasso che, con ogni probabilità, è stato utilizzato per innescare il rogo, lasciando supporre che si tratti di un incendio di natura dolosa.
Sul luogo sono prontamente intervenuti i vigili del fuoco, che hanno lavorato a lungo per domare le fiamme. L'intervento, durato oltre tre ore e supportato dall'autobotte, ha evitato che l'incendio si propagasse ulteriormente, proteggendo lo stabile e gli altri veicoli nel garage. Nonostante il rogo, non si sono registrati danni strutturali né pericoli per i residenti del condominio.
Le forze dell'ordine sono giunte sul posto per avviare le indagini, concentrandosi sull'ipotesi di dolo. Al momento, non sono stati forniti dettagli sul possibile movente, ma le indagini sono in corso per fare luce sull'accaduto.
Perde il controllo dell'auto e si schianta contro un palo della luce. È quanto avvenuto nel pomeriggio odierno, poco prima delle 15:30, in viale Francesco Puccinotti, a Macerata.
Stando alle prime informazioni, una Lancia Musa è finita fuori dalla carreggiata ed ha arrestato la propria corsa sulle aiuole poste a bordo strada. L'impatto ha completamente divelto un lampione. Nessun altro veicolo è stato coinvolto nel sinistro.
Sul posto è prontamente intervenuta una pattuglia della polizia locale di Macerata che ha provveduto a svolgere i rilievi del caso e a gestire la circolazione sino alla messa in sicurezza del tratto. Fortunatamente il conducente della vettura non ha riportato traumi a seguito del sinistro.
I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Camerino, hanno denunciato un giovane 24enne, residente a Camerino per guida in stato di ebbrezza alcolica. Il giovane fermato mentre era alla guida della sua autovettura, nel centro cittadino camerte, è stato sottoposto agli accertamenti mediante apparecchio etilometrico in dotazione dell’equipaggio, a seguito del quale è risultato positivo.
Il 24enne è stato, quindi, denunciato all’autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza alcolica. Per lui è scattato anche il ritiro immediato della patente di guida per la successiva sospensione.
Ancora violenza sulla costa marchigiana: un giovane è morto e tre sono rimasti feriti nello scontro tra gang. Prima una lite in una discoteca a San Benedetto del Tronto, forse per futili motivi, e poi la violenza a colpi di coltello in strada. Ad avere la peggio il ventiquattrenne Amir Bhenkarbush ucciso all'alba sul lungomare nord di San Benedetto del Tronto: nato in Italia da una famiglia di origini nordafricane, risiedeva a Giulianova.
Dei tre feriti uno versa in gravi condizioni. Si tratta di un giovane italiano residente a Grottammare, coinvolto nella violenta rissa tra due gruppi provenienti da Giulianova e Grottammare. Il ragazzo è stato operato all'ospedale Torrette ad Ancona.
Bhenkarbush, e uno dei feriti, erano entrambi sotto processo davanti al tribunale di Teramo per un tentato omicidio avvenuto nel 2023 in un pub della costa, episodio in cui era stato utilizzato un machete. Dopo un periodo di custodia cautelare, erano stati scarcerati.
Per ora la Procura di Ascoli e i carabinieri non hanno ancora emesso provvedimenti e proseguono le indagini per accertare i contorni della rissa violenta, la dinamica e il movente. In queste ore, presso la stazione dei carabinieri di San Benedetto in viale dello Sport, vengono ascoltate diverse persone.
Gli investigatori stanno inoltre acquisendo le immagini delle telecamere di sicurezza sia del locale dove è scoppiata la lite, sia sul lungomare, nella speranza di ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare le singole responsabilità dei soggetti coinvolti in questa tragica vicenda.
Tante le reazioni all'ennesimo episodio di violenza giovanile. "Credo che si sia arrivati ad un punto di non ritorno nel tortuoso percorso volto a rafforzare la presenza tangibile e diffusa di personale delle forze dell'ordine", ha detto il sindaco di San Benedetto del Tronto, Antonio Spazzafumo, aggiungendo però che "bisogna agire nel profondo di un malessere sociale di cui evidentemente le istituzioni non hanno ben compreso la portata".
"E' inadeguato il dispositivo di sicurezza in Riviera, l'avvenuto omicidio ne è l'ennesima dimostrazione. E' necessario un cambio della politica sull'ordine e sicurezza pubblica, partendo da chi ne ha la responsabilità" ha detto il segretario provinciale del sindacato della Polizia di Stato Siulp, Benedetto Fanesi, mentre il collega del Sindacato Autonomo di Polizia Massimiliano D'Eramo chiede "interventi drastici, come la chiusura dei locali rigorosa e senza eccezioni e la vendita di bevande alcoliche vietata dopo le 2:00 del mattino".
Per l'onorevole Giorgio Fede (M5S): "Dopo una simile escalation, ci saremmo aspettati di vedere al lavoro il ministro dell'Interno Piantedosi con soluzioni per aumentare le risorse, incrementare organici e dotazioni e rendere il commissariato di primo livello". Secondo il sottosegretario Lucia Albano "è necessario avviare un dialogo costruttivo che coinvolga tutte le istituzioni, la famiglia, la scuola, le comunità educanti tutte, per affrontare le serie questioni che interessano i giovani, in un momento di cambiamento sociale così profondo e repentino".
Nel Fermano continua l'intensa attività di contrasto alle truffe, con i carabinieri che hanno denunciato cinque persone coinvolte in frodi informatiche e truffe online. Le vittime sono state raggirate in diverse località della provincia, e le modalità utilizzate dai truffatori variano dalle telefonate false a transazioni su piattaforme di e-commerce.
A Fermo, i carabinieri della Stazione locale hanno denunciato due uomini, un 49enne di Foggia e un 31enne di Napoli, per frode informatica e sostituzione di persona. I due malviventi hanno agito utilizzando la tecnica dello spoofing, spacciandosi per operatori della banca Bper e della Questura di Fermo. Convincendo una donna a effettuare due bonifici, i truffatori sono riusciti a sottrarre ben 33.000 euro dalla vittima. La tecnica dello spoofing, che consente ai truffatori di manipolare i numeri telefonici per sembrare quelli di numeri ufficiali, ha reso difficile per la vittima riconoscere il raggiro.
A Sant'Elpidio a Mare, i carabinieri hanno denunciato un 22enne di origini russe per truffa. Il giovane si è finto la figlia di una vittima, riuscendo a convincerla a ricaricare una carta PostePay con 1.300 euro. La truffa, basata sulla fiducia familiare, ha colpito duramente la vittima, che ha perso una somma considerevole.
A Montegranaro, un 23enne napoletano è stato denunciato per truffa e ricettazione. Il giovane aveva pubblicizzato su un sito web di e-commerce la vendita di un giubbotto K-Way, ma alla vittima è stato inviato un prodotto contraffatto, difforme da quello promesso. La truffa ha causato un danno economico alla vittima, che si è vista recapitare un articolo di bassa qualità, privo dei requisiti promessi.
Infine, è stata denunciata anche una 40enne napoletana, accusata di truffa nei confronti di una vittima che aveva versato 130 euro per l'acquisto di una consolle Nintendo Switch. Tuttavia, la truffatrice non ha mai consegnato l'oggetto, lasciando la vittima con il denaro perso e senza il prodotto acquistato.
Le indagini dei carabinieri continuano per risalire agli altri eventuali complici e per fare luce su altre frodi simili
La scorsa notte, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Osimo hanno arrestato due fratelli di nazionalità albanese, un 24enne e un 30enne, in flagranza di furto in appartamento. Entrambi già noti alle forze dell'ordine per reati simili, i due sono stati fermati durante un’operazione mirata contro i reati predatori, nell’ambito di un piano di sicurezza del Comando Provinciale di Ancona.
L’arresto è stato il risultato di un'attenta attività di controllo sul territorio, finalizzata a contrastare i furti che si sono verificati negli ultimi giorni in diversi comuni della provincia. Solo pochi giorni prima, due furti erano stati commessi a Osimo, precisamente in via Pavarotti, dove denaro, gioielli e capi di abbigliamento griffati erano stati rubati durante l’assenza dei proprietari.
I carabinieri di Osimo, già dalla giornata precedente, avevano intensificato i controlli e, nel pomeriggio, avevano individuato un'autovettura sospetta, risultata in uso ai due fratelli arrestati. Dopo aver avviato un pedinamento, i militari hanno seguito i due fino ad Ancona, dove i due si sono mossi tra vari edifici in via Togliatti e via Sparapani, accedendo ad alcuni appartamenti per pochi minuti prima di proseguire. Dopo essersi ricongiunti con un terzo complice, sono ripartiti in auto verso Castelfidardo, dove sono stati fermati dai carabinieri. Il terzo complice, approfittando dell’oscurità, è riuscito a scappare a piedi, ma ha abbandonato diversi strumenti di effrazione, gioielli e denaro contante, provento dei furti appena compiuti.
Nel frattempo, la Centrale Operativa dei Carabinieri di Ancona aveva ricevuto la denuncia di due furti in abitazione da parte dei proprietari che erano rientrati nelle loro case e avevano constatato il furto. La perquisizione dell’auto e dell'abitazione dei fratelli a Pedaso ha portato al recupero di altri gioielli in oro, che sono ora sotto indagine per verificarne la provenienza, oltre a vari strumenti di effrazione e ricetrasmittenti.
I due fratelli sono stati arrestati e trattenuti in cella di sicurezza a Osimo, in attesa del processo di convalida dell'arresto, che si è svolto questa mattina presso il Tribunale di Ancona. Le indagini proseguono, con i carabinieri che stanno cercando il terzo complice e indagando su possibili legami con altri furti recenti nella zona.
I carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Camerino hanno denunciato un giovane di 24 anni, residente nella città, per guida in stato di ebbrezza alcolica. Il fatto è avvenuto nel centro cittadino, dove il giovane è stato fermato mentre era alla guida della propria autovettura.
Sottoposto agli accertamenti mediante un etilometro in dotazione ai militari, il 24enne è risultato positivo al test. Di conseguenza, è stato denunciato all’autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza alcolica.
Oltre alla denuncia, il giovane ha subito anche il ritiro immediato della patente di guida, con conseguente sospensione della stessa.
Nella giornata del 14 marzo, un’importante operazione della Squadra Mobile di Macerata ha portato all’arresto di un cittadino extracomunitario di 36 anni, originario della Nigeria, accusato di detenzione ai fini di spaccio.
L'uomo, disoccupato e con precedenti penali per reati legati alla droga e al patrimonio, è stato arrestato in flagranza di reato dagli agenti della Sezione Antidroga, dopo un’intensa attività investigativa svolta dalla polizia di Stato. L’indagine è partita dal costante monitoraggio del territorio, che viene effettuato quotidianamente da parte della Squadra Mobile, sia nelle vie del centro di Macerata che nelle zone più periferiche della provincia.
Nelle ultime settimane, la Sezione Antidroga aveva avviato una serie di accertamenti per identificare un soggetto sospettato di essere coinvolto nello spaccio di sostanze stupefacenti. Grazie a giorni di osservazione e alla presenza di agenti in borghese, gli investigatori sono riusciti a intercettare il pusher e a fermarlo durante l’operazione.
Durante la perquisizione, gli agenti hanno trovato circa 10,55 grammi di eroina, suddivisa in 15 dosi termosaldate, pronte per essere vendute. Parte della droga era nascosta nella tasca dei pantaloni dell’uomo, mentre altre dosi, insieme a un coltello di 27 cm utilizzato per il taglio della sostanza e a un telefono cellulare per i contatti con i consumatori, sono state rinvenute all’interno della sua abitazione, nella camera da letto.
Dopo aver completato le formalità di rito, il 36enne è stato arrestato per il reato di detenzione a fini di spaccio e posto agli arresti domiciliari. Il soggetto è stato successivamente messo a disposizione dell’autorità giudiziaria per il proseguimento delle indagini.
La città di Macerata piange la prematura scomparsa di Alessia Dezi, giovane mamma di 42 anni, spirata all'ospedale regionale di Torrette dopo aver combattuto a lungo contro una malattia. Nel corso della sua carriera Alessia ha lavorato come impiegata in diverse aziende, distinguendosi per la sua dedizione. La donna lascia una figlia di 5 anni, il marito, la madre e il padre.
Da anni viveva con la sua famiglia ad Ancona, coltivando nel tempo libero la sua grande passione per la danza. Un amore che il marito, Luigi Apollonio, ha voluto ricordare con un commovente messaggio sui social: "Balla, amore mio, balla sempre. Noi da quaggiù ammireremo lo spettacolo nel cielo. Buon viaggio, amore mio".
L'ultimo saluto ad Alessia si terrà domani, sabato 15 marzi, alle 15 nella Cattedrale di San Giovanni, in piazza Vittorio Veneto a Macerata. La camera ardente è stata allestita presso il Centro funerario di via dei Velini, dove sarà possibile renderle omaggio oggi dalle 16 alle 20 e domani mattina dalle 8 alle 14.
Nel primo pomeriggio di oggi, poco prima delle 15:30, un uomo è rimasto ferito mentre lavorava un piccolo appezzamento di terra con una motozappa. L'incidente è avvenuto nella frazione di Centobuchi, nel comune di Monteprandone, richiedendo l'intervento immediato dei soccorsi.
La squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di San Benedetto del Tronto è giunta rapidamente sul posto per liberare l'uomo, rimasto incastrato nelle lame dell'utensile agricolo. I soccorritori hanno dovuto smontare le zappe della motozappa per estrarlo in sicurezza, prima di affidarlo alle cure dei sanitari giunti con un'ambulanza.
Dopo le prime cure sul posto, l'uomo è stato trasportato in ospedale di San Benedetto del Tronto per le necessarie cure mediche. Non si trova in gravi condizioni. Sul luogo dell’accaduto sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno avviato accertamenti per ricostruire con esattezza le cause dell’incidente.
Lutto nel mondo pugilistico marchigiano. È deceduto ieri all'età di 85 anni, Luigi Vasari ex pugile e direttore sportivo dell'Accademia Pugilistica Maceratese. Vasari ha donato tutta la sua vita alla sua unica passione, la boxe: prima da pugile negli anni '50 poi quale direttore sportivo della Pugilistica Maceratese.
Nel passato quadriennio ha anche ricoperto la carica di rappresentante delle Associazioni presso il Comitato regionale Marche. Instancabile, sempre dinamico, fino a qualche mese fa lo si vedeva ancora a bordo ring nel corso delle manifestazioni sportive fornire preziosi suggerimenti ai suoi giovani pugili in combattimento.
L'anno scorso è stato insignito della Stella di bronzo al merito sportivo dal Presidente del Coni Giovanni Malagò in riconoscimento delle benemerenze acquisite nella sua attività dirigenziale. Il Presidente del Comitato regionale Marche Fpi Luciano Romanella nel porgere le più sentite condoglianze di tutto il pugilato alla famiglia, ha disposto che venga osservato un minuto di raccoglimento per la prossima manifestazione. Le esequie si svolgeranno sabato 15 marzo alle ore 15:00 presso la Chiesa Collegiata Santa Maria Assunta di Montecassiano.
I carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Macerata hanno denunciato un 28enne tunisino, residente a Civitanova Marche e con precedenti di polizia, per truffa aggravata ai danni dello Stato. L'episodio è avvenuto ieri presso la Motorizzazione Civile di Macerata, durante la prova teorica per il conseguimento della patente di guida.
L'esaminatrice, insospettita dal comportamento sospetto di uno dei candidati, ha segnalato l'incidente ai carabinieri. L'intervento dei militari ha portato alla perquisizione dell'indagato, durante la quale è stato rinvenuto un kit ricetrasmittente, completo di microfono Bluetooth, nascosto nella manica del cappotto. Questo dispositivo era utilizzato per comunicare con l'esterno della sala d’esame, con l'intento di frodare il sistema di valutazione.
Il giovane tunisino è stato deferito all'autorità giudiziaria, mentre l’apparecchiatura elettronica è stata sequestrata e messa a disposizione della Magistratura.
Il 12 marzo scorso, la polizia di Stato ha revocato il permesso di soggiorno a un cittadino albanese di 23 anni, residente a Macerata e impiegato nel settore edile. Il giovane era infatti coinvolto in numerosi crimini commessi sul territorio comunale, l’ultimo dei quali di natura sessuale.
In seguito ai reati perpetrati, il prefetto di Macerata ha emesso un decreto di espulsione nei confronti dell’uomo, il quale è stato accompagnato alla frontiera marittima di Ancona grazie all’intervento della polizia di Stato e dell’Ufficio Immigrazione della Questura. Dopo aver ricevuto la convalida dal giudice di pace, l’uomo è stato imbarcato su una nave diretta in Albania, concludendo così il suo esodo dal territorio italiano.
Questa operazione rientra nell’ambito delle politiche di sicurezza del Comune di Macerata, finalizzate alla protezione della comunità e al contrasto all'immigrazione clandestina.
Un raid notturno dei ladri ha colpito la zona commerciale di Collevario a Macerata, dove i malviventi, utilizzando un metodo ben studiato, hanno messo a segno un furto presso i locali del centro commerciale. L'incidente è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, quando i ladri sono riusciti a entrare nel deposito di Moscati Auto, in via Roma, portando via due autovetture di valore: un'Audi e una Volkswagen Golf.
Secondo quanto ricostruito dal proprietario della struttura, i ladri sono riusciti ad accedere all'area attraverso il cancello principale, scassinato con abilità. Una volta all'interno, si sono diretti verso una finestra che dà su un ufficio, da dove sono riusciti a entrare nell'edificio. Una volta dentro, hanno forzato una cassetta contenente le chiavi delle auto in deposito, prendendole per poi fuggire con le vetture. Dopo il furto, il proprietario ha denunciato l'accaduto alla polizia, che hanno avviato le indagini per risalire agli autori del crimine.
Prima di colpire Moscati Auto, però, i ladri avevano tentato di entrare nella tabaccheria e nell'agenzia di assicurazioni Antinori, che si trovano vicine tra loro. Inizialmente, i malviventi sono riusciti ad accedere all'edificio dell'agenzia Antinori, entrando dal tetto, convinti fosse quello della tabaccheria. Da lì, hanno causato danni ingenti alla struttura e hanno provato a forzare la parete che dà verso la tabaccheria con colpi ripetuti, ma nonostante i danni alla parete, questa ha resistito, impedendo loro di entrare. I ladri avrebbero tentato di intrufolarsi anche nella Farmacia Collevario, anche in questo caso invano. A quel punto, hanno deciso di concentrarsi sul deposito. Sul luogo sono intervenuti la polizia e gli agenti della scientifica.
Gli inquirenti proseguono nelle indagini, cercando di fare luce su un episodio che potrebbe rappresentare un nuovo capitolo di una serie di furti che sta mettendo a dura prova la tranquillità di Macerata.
Un tragico incidente è avvenuto in località Lido di Fermo, nella serata di ieri. Alle 19:30 circa, è stato lanciato l'Sos per un automobilista coinvolto in un sinistro lungo la statale Adriatica, in località Lido di Fermo. L’uomo, un 71enne, ha perso il controllo della sua auto e si è schiantato contro un palo dell’illuminazione.
All’arrivo dei sanitari del 118, il conducente è stato trovato privo di sensi al volante del suo veicolo. Nonostante i tentativi di rianimazione da parte dei militi della Croce Azzurra di Porto San Giorgio, ogni sforzo è stato vano. La causa dell'incidente sembra essere un malore improvviso che ha colto l'uomo mentre era alla guida. Il malore, purtroppo, si è rivelato fatale e ha provocato la perdita di controllo del veicolo, che ha poi centrato il palo della luce.
Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Fermo e una pattuglia della polizia stradale per gestire la situazione e accertare la dinamica dell’incidente. Non sono stati segnalati altri feriti.
Dopo due anni di maltrattamenti fisici e psicologici, una giovane donna di 22 anni è riuscita a sfuggire al marito violento, un 24enne tunisino, con la scusa di una visita medica per una sospetta gravidanza. Una volta sola con i sanitari del pronto soccorso di Jesi, la ragazza ha trovato il coraggio di raccontare l'incubo che stava vivendo.
Il personale ospedaliero, resosi immediatamente conto della gravità della situazione, ha attivato la rete di protezione prevista dal Codice Rosso, allertando il 112. Le indagini, condotte dalla polizia giudiziaria del Commissariato di Jesi, hanno confermato un quadro di violenze prolungate: la giovane era vittima di vessazioni, insulti e aggressioni fisiche, tra cui calci, pugni e schiaffi, che il marito giustificava con la gelosia.
La coppia aveva vissuto negli ultimi mesi in un bed & breakfast a Jesi e, successivamente, era stata ospitata da un amico. In queste strutture si erano consumati diversi episodi di violenza, tra cui un'aggressione con un coltello per futili motivi. Inoltre, l'uomo rimproverava alla compagna la precarietà del suo permesso di soggiorno e l'aveva convinta a sposarlo per ottenere la cittadinanza italiana.
A seguito della denuncia, il Gip di Ancona ha emesso un'ordinanza di allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla vittima. Poiché il 24enne ha rifiutato di indossare il braccialetto elettronico, è stato disposto anche il divieto di dimora in tutta la provincia di Ancona.
Grazie al coraggio della giovane e all’intervento tempestivo dei sanitari e delle forze dell’ordine, la 22enne ha potuto sottrarsi a una situazione di pericolo e avviare un percorso di protezione. Il caso è l’ennesima testimonianza dell'importanza di strumenti come il Codice Rosso per tutelare le vittime di violenza domestica.
I carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche hanno posto agli arresti domiciliari, in una casa di cura, una donna 50enne residente in un comune della provincia, in esecuzione di ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Macerata.
La donna è ritenuta responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia aggravati, commessi ai danni della madre 87enne. L’indagata era già destinataria del provvedimento di divieto di avvicinamento alla parte offesa, ma non ha prestato il suo consenso all’applicazione del braccialetto elettronico, quindi nei suoi confronti è stata disposta l’applicazione della misura cautelare più grave della detenzione domiciliare, che fruirà presso una struttura sanitaria della provincia.