Si è spenta a soli 42 anni Silvia Cesca, dopo una lunga battaglia contro una grave malattia che aveva affrontato per anni con forza e determinazione, cercando fino all’ultimo di restare accanto alla sua famiglia e ai suoi due figli piccoli.
La donna, originaria di Civitanova Marche e residente a Porto Potenza Picena, aveva già combattuto e superato un primo periodo di malattia, riuscendo in passato a tornare alla sua vita quotidiana e al lavoro. Negli ultimi mesi, però, il male si era ripresentato, costringendola a una nuova e difficile lotta che si è purtroppo conclusa con il peggior epilogo.
Molto conosciuta e apprezzata anche per il suo lavoro presso il punto vendita Eurospin di Civitanova, Silvia è ricordata da colleghi, amici e clienti per la sua gentilezza, il sorriso e la grande dedizione alla famiglia, che rappresentava il centro della sua vita.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione nelle due comunità che la conoscevano e la stimavano, Civitanova Marche e Porto Potenza, dove in queste ore si stanno moltiplicando i messaggi di cordoglio e vicinanza rivolti al marito e ai figli.
La camera ardente è stata allestita presso l’impresa funebre Carestia a Porto Potenza. L’ultimo saluto sarà celebrato domani alle 15.30 nella Chiesa Corpus Christi di Porto Potenza, dove familiari, amici e conoscenti si riuniranno per l’addio a Silvia Cesca.
Momenti di forte tensione ieri mattina ad Arcevia, in provincia di Ancona, dove un uomo di 63 anni si è barricato nella propria abitazione durante un accertamento sanitario obbligatorio (Aso), opponendo resistenza e creando una situazione di pericolo per sé e per gli operatori intervenuti.
L’episodio si è verificato intorno alle 12, quando i carabinieri della Stazione locale sono intervenuti insieme al personale medico e alla Polizia Locale per dare esecuzione al provvedimento sanitario disposto nei confronti dell’uomo.
Al loro arrivo, il 63enne si è rifiutato di collaborare e si è chiuso nella camera da letto dell’abitazione, dove avrebbe anche acceso una motosega elettrica, assumendo un comportamento minaccioso nei confronti di chi tentava di avvicinarsi.
Vista la situazione, il comandante della Stazione dei Carabinieri ha atteso un momento di distrazione dell’uomo, impegnato a fumare una sigaretta, per forzare la porta d’ingresso della stanza insieme ai militari presenti.
Una volta all’interno, i carabinieri sono riusciti a immobilizzare il 63enne senza che si verificassero feriti tra gli operatori intervenuti, né tra il personale sanitario.
L’uomo è stato quindi affidato ai sanitari e trasportato in ambulanza al Centro di Salute Mentale di Senigallia, dove è stato successivamente sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio (TSO).
Profondo cordoglio a Tolentino per la scomparsa di Mara Cotogno, 49 anni, conosciuta e stimata da molti per il suo carattere solare e la sua disponibilità. Mara è venuta a mancare lunedì al Policlinico Gemelli di Roma, dove era ricoverata per sottoporsi a cure mediche. Da tempo lottava contro una grave malattia e, negli ultimi giorni, le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate.
Nel corso degli anni aveva svolto diversi lavori, sempre con entusiasmo e impegno. Era stata ausiliaria del traffico, poi promoter nei supermercati e nelle farmacie per sigarette elettroniche e altri prodotti, e in seguito segretaria scolastica in vari istituti del territorio, tra cui le scuole di Tolentino e San Severino Marche. Chi l’ha conosciuta la descrive come una donna instancabile, sorridente e piena di vita.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato una profonda ondata di affetto e vicinanza nei confronti della famiglia. In tanti, amici e conoscenti, si sono stretti attorno alla mamma Giuliana, al fratello Fabrizio, allo zio Aldo, ai cugini e a tutte le persone che le volevano bene.
Le esequie funebri si svolgeranno giovedì alle ore 15:30 nella chiesa di San Catervo, a Tolentino. Il corteo funebre muoverà dalla casa funeraria Rossetti.
Una vicenda di gravi violenze tra le mura domestiche è stata portata alla luce dai carabinieri della stazione di Recanati, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di una donna di 48 anni. Il provvedimento, emesso dall’Ufficio GIP del Tribunale di Macerata, scaturisce dalle indagini condotte dai militari dell’Arma che hanno documentato una condotta delittuosa reiterata nel tempo.
Secondo quanto emerso dall'attività investigativa, la donna avrebbe sottoposto i propri genitori conviventi, entrambi di circa 80 anni, a ripetute vessazioni e comportamenti violenti. Tale situazione di prevaricazione aveva reso la convivenza familiare ormai insostenibile, configurando il reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi previsto dall'articolo 572 del codice penale.
Data la gravità degli episodi e la fragilità delle vittime, l'autorità giudiziaria ha disposto per la 48enne la misura degli arresti domiciliari. Tuttavia, in considerazione della delicatezza del contesto e per garantire la necessaria assistenza, al termine delle formalità di rito la donna è stata trasferita presso il reparto psichiatrico dell'ospedale di Civitanova Marche. Qui rimarrà ristretta in regime di detenzione domiciliare a disposizione del magistrato, assicurando al contempo la sicurezza dei genitori e il monitoraggio sanitario della donna.
CAMERINO – Tre persone sono state denunciate dai militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Camerino per il reato di rissa aggravata.
L’episodio si è verificato all’interno di un cantiere, dove – secondo quanto ricostruito – una discussione per motivi ritenuti banali è degenerata in uno scontro fisico. Coinvolti tre cittadini di origine egiziana: un 29enne e un 24enne residenti a Tolentino e un 31enne residente a Milano.
Nel corso della lite, ad avere la peggio sono stati i due uomini residenti a Tolentino. Il terzo coinvolto si è inizialmente allontanato dal luogo dell’accaduto, ma è stato successivamente identificato dai carabinieri anche grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza.
Al termine degli accertamenti, per tutti e tre è scattato il deferimento all’autorità giudiziaria per rissa aggravata, ai sensi dell’articolo 588 del codice penale.
Durante le operazioni di identificazione e perquisizione, il 29enne è stato trovato in possesso di una modica quantità di hashish, pari a 0,9 grammi. Oltre alla denuncia, per l’uomo è scattata anche la segnalazione alla Prefettura per uso personale di sostanze stupefacenti. La sostanza è stata sottoposta a sequestro amministrativo.
Un incidente agricolo si è verificato intorno alle ore 10:00 di oggi nelle campagne di contrada Rofanello, a Tolentino. Un uomo di 66 anni stava tagliando l'erba a bordo del suo trattore quando il mezzo è scivolato lungo un pendio, finendo la sua corsa in una zona di boscaglia.
A seguito dell'impatto con la vegetazione, il trattore ha preso fuoco. Il conducente è riuscito a uscire dall'abitacolo prima che le fiamme si estendessero al mezzo e, dopo l'arrivo dei soccorsi, è stato affidato al personale sanitario del 118. L'uomo è stato successivamente trasferito all'ospedale di Macerata per gli accertamenti di rito.
Sul posto è intervenuta una squadra dei vigili del fuoco che ha spento l'incendio, evitando che il rogo coinvolgesse le piante circostanti, e ha provveduto alla messa in sicurezza dell'area.
GROTTAMMARE – PEDASO – Incidente stradale questa mattina lungo l’autostrada A14 al chilometro 288 sud, a Cupra Marittima nel tratto compreso tra Grottammare e Pedaso. Intorno alle 10:00 un furgone e un’autocisterna adibita al trasporto di olio sono rimasti coinvolti in un tamponamento.
A seguito dell’impatto, il conducente del furgone è rimasto incastrato nell’abitacolo. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, che hanno provveduto all’estrazione dell’uomo utilizzando attrezzature specifiche, affidandolo poi alle cure del personale sanitario presente.
Il ferito è stato successivamente trasportato in ospedale per accertamenti. Non si segnalano dispersioni del carico trasportato dall’autocisterna.
L’incidente ha provocato la temporanea chiusura della corsia sud per consentire le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dell’area. Sul posto sono intervenuti anche la Polizia Autostradale e il personale della società Autostrade.
La circolazione è tornata regolare dopo le 11:30, al termine delle operazioni.
ANCONA – Sono diventate definitive le condanne per il filone bis del procedimento giudiziario relativo alla strage della discoteca Lanterna Azzurra, avvenuta nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018, in cui morirono cinque minorenni e una donna di 39 anni.
La quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato o dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da sette imputati che avevano scelto il rito abbreviato. Con questa decisione, diventa irrevocabile la sentenza della Corte d’Appello di Ancona.
I giudici di secondo grado avevano già riconosciuto la responsabilità degli imputati per i reati di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro colposo, legati alle condizioni di sicurezza del locale.
Le pene confermate variano da 3 anni fino a 5 anni e un mese di reclusione. In particolare, tre anni sono stati confermati per le proprietarie del locale Letizia Micci e Mara Paialunga; 5 anni e un mese per Marco Cecchini, indicato come dj e gestore di fatto; 3 anni e 4 mesi per il socio Carlantonio Capone; 3 anni e 8 mesi per Gianni Ermellini, responsabile della sicurezza; 4 anni per Alberto e Marco Micci, anch’essi proprietari.
Per Cecchini è stata esclusa una contravvenzione già dichiarata prescritta in appello, senza effetti sul totale della pena.
Il procedimento riguarda le condizioni di sicurezza della discoteca al momento dei fatti. Secondo quanto ricostruito nelle sentenze, la tragedia avvenne durante il tentativo di fuga del pubblico, dopo l’utilizzo di spray al peperoncino all’interno del locale e il cedimento di una balaustra nei pressi dell’uscita di sicurezza numero 3, che contribuì alla calca fatale.
Nel medesimo filone erano già stati definiti due patteggiamenti in primo grado: quello di Francesco Bartozzi, amministratore unico della Magic Srl, e del buttafuori Alessandro Righetti.
Provvedimento del questore di Ancona, Cesare Capocasa, nei confronti di un ventenne già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di una serie di furti d’auto avvenuti nelle ultime settimane a Senigallia.
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, il giovane avrebbe prima sottratto un’auto parcheggiata all’interno di un cortile privato. Il veicolo sarebbe stato poi abbandonato poco dopo in strada a causa di una foratura.
In un secondo episodio, il ventenne avrebbe rubato un’altra vettura, perdendone però il controllo e causando danni sia al mezzo sia all’insegna di un esercizio commerciale. Non solo: in una terza circostanza si sarebbe introdotto nella pertinenza di un’abitazione nel tentativo di appropriarsi di un ulteriore veicolo, senza riuscirci.
Alla luce dei fatti, il questore ha disposto nei suoi confronti un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel comune di Senigallia fino al 2029. La violazione del provvedimento comporta sanzioni penali, tra cui la reclusione e una multa.
Prosegue senza sosta l’attività di controllo del territorio da parte dei carabinieri della Compagnia di Camerino, impegnati nel garantire la sicurezza stradale e il rispetto della legalità. Nelle ultime ore, i militari delle locali stazioni hanno denunciato due persone alla Procura della Repubblica per gravi violazioni al Codice Penale e al Codice della Strada.
A Camerino, i militari della locale Stazione hanno fermato per un normale controllo alla circolazione un cittadino egiziano di 29 anni, residente a Castelraimondo. L'uomo ha esibito una patente di guida che è apparsa immediatamente sospetta agli occhi degli operanti.
I successivi accertamenti approfonditi hanno confermato i dubbi dei carabinieri: il documento non era conforme ai modelli originali. Per il giovane è scattato il deferimento per il reato di falsità materiale commessa dal privato (art. 482 c.p.). La patente contraffatta è stata ritirata e posta sotto sequestro penale.
A Castelraimondo, in località Rustano, i carabinieri hanno intercettato un 39enne del posto alla guida della propria autovettura. Sottoposto ad accertamento mediante etilometro, l’uomo è risultato positivo con un tasso alcolemico rientrante nella fascia intermedia prevista dal Codice della Strada.
Dagli accertamenti è emerso un ulteriore dettaglio critico: il conducente stava circolando nonostante la sua patente fosse già stata sospesa dall'autorità amministrativa. L'auto è stata quindi sottoposta a fermo amministrativo ai fini della successiva confisca, mentre l'uomo è stato denunciato a piede libero
Si è conclusa con una denuncia in stato di libertà la vicenda che ha coinvolto una coppia di coniugi ospitati in una struttura ricettiva di Treia e poi allontanatisi senza saldare il conto.
I Carabinieri della Stazione locale, al termine di un’attività investigativa mirata, hanno denunciato all’autorità giudiziaria un uomo di 34 anni e una donna di 26 anni, entrambi residenti a Chieti e domiciliati a Tollo, già noti alle forze dell’ordine. L’ipotesi di reato contestata è quella di insolvenza fraudolenta in concorso.
L’indagine è stata avviata a seguito della denuncia presentata il 8 aprile 2026 dal titolare della struttura ricettiva. Secondo quanto ricostruito, la coppia aveva concordato verbalmente un soggiorno della durata di due mesi, al costo di 750 euro mensili più il rimborso delle utenze.
Dopo alcune settimane, il gestore, non avendo ricevuto i pagamenti nei termini stabiliti, ha effettuato un sollecito. In risposta, i due avrebbero versato un acconto di 500 euro, apparentemente per regolarizzare la situazione.
Il giorno successivo, però, la coppia ha lasciato improvvisamente la struttura senza alcun preavviso, facendo perdere le proprie tracce. Oltre al residuo canone di affitto pari a 250 euro, sono rimaste insolute anche le spese delle utenze, quantificate in circa 330 euro.
Grazie agli accertamenti svolti dai Carabinieri di Treia, i due sono stati successivamente identificati e segnalati alla Procura della Repubblica. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’allontanamento sarebbe avvenuto con modalità tali da far ritenere l’intenzione di non adempiere agli obblighi economici assunti.
Una truffa ai danni di un’anziana residente nel Fermano è stata sventata dai Carabinieri, che hanno arrestato in flagranza due uomini di 49 e 27 anni, entrambi di nazionalità marocchina, uno dei quali richiedente protezione internazionale, con l’accusa di concorso in truffa aggravata.
Il raggiro, messo in atto con il noto schema del “finto nipote” e del “finto carabiniere”, ha portato alla sottrazione di circa 5mila euro tra denaro e monili in oro a una donna di 84 anni.
L’intervento è scattato pochi giorni fa a seguito di diverse segnalazioni giunte al 112 da parte di cittadini che avevano notato tentativi sospetti di truffa telefonica nella zona. I truffatori si spacciavano per appartenenti all’Arma dei Carabinieri, sostenendo che un familiare della vittima fosse coinvolto in problemi giudiziari e che fosse necessario consegnare denaro e gioielli per evitare conseguenze legali.
Le indagini e il pronto intervento dei militari della Compagnia di Fermo hanno permesso di individuare un’auto a noleggio proveniente da Napoli, ferma nei pressi di un’abitazione nel quartiere Santa Caterina. Gli agenti hanno osservato un uomo scendere dal veicolo, entrare nell’abitazione e uscirne poco dopo con una scatola, prima di risalire rapidamente in auto.
A quel punto è scattato il blocco del veicolo e la perquisizione dei due occupanti. Il passeggero è stato trovato in possesso di 500 euro in contanti, mentre nella scatola sono stati rinvenuti numerosi gioielli in oro. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire l’inganno ai danni dell’anziana, che era stata convinta telefonicamente a consegnare beni e denaro a un presunto “amico carabiniere” per evitare l’arresto di un parente.
Il bottino è stato interamente recuperato e restituito alla vittima, che ha successivamente sporto denuncia presso il Comando dei Carabinieri di Fermo.
I due arrestati sono stati trasferiti nel carcere locale. Dopo la convalida, per entrambi è stato disposto il divieto di ritorno nelle Marche e l’obbligo di firma quotidiano presso le autorità competenti nei rispettivi luoghi di residenza.
Momenti di paura questa mattina lungo l’autostrada A14, dove intorno alle 10:45 una coppia di motociclisti è rimasta coinvolta in un incidente nel tratto in direzione Ancona, tra i caselli di Loreto e Ancona Sud. I due, entrambi 50enni residenti a Pollenza, viaggiavano a bordo di una Bmw quando la donna, che si trovava come passeggera, è stata colta da un malore improvviso perdendo conoscenza.
Il marito, accortosi immediatamente della situazione, ha cercato di mantenere il controllo del mezzo, ma il peso della donna priva di sensi ha reso impossibile evitare la caduta, con la moto che è finita a terra. L’incidente avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi, ma fortunatamente è avvenuto in un momento senza traffico sopraggiungente, evitando il rischio di essere investiti da altri veicoli.
Dopo la caduta, i due sono riusciti a fermarsi nella corsia di emergenza, in attesa dei soccorsi, allertati da alcuni automobilisti di passaggio. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 112, con l’automedica dell’ospedale di Osimo e un’ambulanza della Croce Verde di Castelfidardo, oltre alle pattuglie della polizia Stradale. Inizialmente è stato richiesto anche l’intervento dell’eliambulanza da Torrette, poi rientrato.
La donna, dopo le prime cure sul posto, è stata trasportata al pronto soccorso di Torrette in codice rosso precauzionale, mentre il marito ha riportato escoriazioni e contusioni non gravi. Nonostante la dinamica dell’incidente, entrambi non risultano in pericolo di vita.
Un laboratorio calzaturiero che di giorno produceva tomaie, ma che di notte si trasformava in una vera e propria casa da gioco clandestina. È quanto scoperto dai carabinieri della stazione di Montecosaro che, nella serata del 30 aprile, hanno portato a termine l’operazione convenzionalmente denominata "Game Over".
L'indagine, nata da una capillare attività informativa sul territorio, è culminata in un’irruzione fulminea in un locale seminterrato di un edificio di tre piani. I militari, supportati dai colleghi di Porto Potenza Picena e del nucleo radiomobile di Civitanova Marche, hanno sorpreso all'interno 13 cittadini di nazionalità cinese impegnati in sessioni di "Mahjong", un gioco d’azzardo basato sulla fortuna e su forti puntate di denaro.
Il locale era stato allestito nei minimi dettagli: tre tavoli tecnici professionali erano già pronti con tessere e fiches per la gestione delle puntate, ricreando l’ambiente di una bisca a tutti gli effetti.
L’attività investigativa ha permesso di denunciare a piede libero tutte le 13 persone presenti per esercizio di gioco d'azzardo. Tra questi, i carabinieri hanno individuato i presunti organizzatori: una coppia di coniugi residenti a Montecosaro, trovati in possesso della "cassa" dell'attività illegale.
Il bilancio dell'operazione comprende: 6.500 euro in contanti, rinvenuti tra i giocatori e nella cassa centrale; attrezzatura professionale, tra cui tavoli tecnici, fiches e tessere da Mahjong; sequestro preventivo dell'immobile, l'intero seminterrato è stato infatti sigillato dai militari.
"Questo risultato testimonia l'importanza della presenza capillare dell'Arma territoriale", commentano dal Comando Provinciale. La capacità dei militari di intercettare segnali anomali in contesti produttivi apparentemente silenti si è rivelata decisiva per smascherare un giro d'affari sommerso che operava nel cuore della zona industriale.
Non si ferma l’attività di prevenzione e contrasto al consumo di stupefacenti in città. I carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Macerata hanno condotto nelle ultime ore una serie di controlli mirati che hanno portato alla segnalazione alla Prefettura di tre giovani, sorpresi in contesti diversi con dosi di hashish e cocaina.
Il primo intervento è avvenuto nel cuore della città, dove i militari hanno fermato per un controllo un 24enne di origini egiziane, residente a Milano ma domiciliato nel capoluogo. Il giovane, già noto alle forze dell'ordine, è stato trovato in possesso di 1,52 grammi di hashish.
Più pesanti le conseguenze per un 29enne di origini marocchine intercettato in tarda serata in via Verga alla guida di una Seat Althea. Durante l’ispezione del veicolo, i carabinieri hanno rinvenuto 0,62 grammi di cocaina e 0,85 grammi di hashish.
Oltre alla segnalazione amministrativa, per l'uomo è scattato l'immediato ritiro della patente di guida, come previsto dalla normativa per chi viene colto in possesso di sostanze stupefacenti al volante.
L'ultimo sequestro è avvenuto nel pomeriggio di ieri nella frazione di Piediripa. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile sono intervenuti inizialmente per sedare una lite tra familiari, ma durante le fasi di identificazione dei presenti l'attenzione si è spostata su un 22enne ungherese residente a Mogliano. La perquisizione sul posto ha confermato i sospetti degli operanti: il giovane nascondeva 13,73 grammi di hashish.
Tutta la droga rinvenuta è stata posta sotto sequestro e sarà successivamente distrutta. I tre giovani dovranno ora rispondere della violazione dell'Art. 75 del D.P.R. 309/1990 per detenzione di stupefacenti ad uso personale.
Una violenta spedizione punitiva, nata per "chiarire" vecchi dissapori per futili motivi, si è trasformata in una brutale colluttazione che ha macchiato il cuore di Porto Potenza Picena. A distanza di mesi dai fatti, la meticolosa attività investigativa dei carabinieri della locale Stazione si è chiusa con la denuncia a piede libero di otto giovani, tutti di età compresa tra i 20 e i 22 anni.
I fatti risalgono alla notte del 15 giugno 2025. Intorno alle 00:30, la centralissima Piazza Douhet è diventata il ring di uno scontro tra due fazioni contrapposte. I giovani coinvolti, provenienti da vari comuni della provincia (Corridonia, Potenza Picena, Pollenza, Civitanova Marche e Macerata), si erano dati appuntamento per risolvere alcune pendenze personali.
La situazione è però degenerata rapidamente: quello che doveva essere un confronto verbale è diventato uno scontro fisico fatto di calci e pugni. Ad avere la peggio è stato un ragazzo di Potenza Picena che, nello scontro, ha riportato una frattura composta al cranio, giudicata guaribile dai sanitari con una prognosi di 30 giorni.
Il deferimento degli otto responsabili, accusati di rissa e lesioni personali, è stato possibile grazie a un incrocio tra tecnologia e indagini tradizionali. Fondamentali sono state le riprese del sistema di videosorveglianza comunale, che hanno permesso ai militari di cristallizzare le fasi del pestaggio e i volti dei partecipanti.
Gli uomini dell’Arma hanno poi incrociato i frame video con la conoscenza del territorio, riconoscendo diversi soggetti già noti alle forze dell’ordine e ricostruendo la rete di contatti che aveva portato il gruppo in piazza quella notte.
L'operazione, conclusasi formalmente lo scorso 30 aprile, ribadisce la linea della fermezza contro la violenza urbana. L'identificazione di tutti i coinvolti a distanza di quasi un anno sottolinea la determinazione dei carabinieri nel non lasciare impuniti episodi che minano la sicurezza pubblica e il decoro dei luoghi di aggregazione sociale.
Momenti di apprensione nel primo pomeriggio di oggi nei pressi del celebre itinerario delle Lame Rosse, nel territorio comunale di Fiastra, dove un’escursionista si è trovata in seria difficoltà, rimanendo bloccata in una zona impervia.
L'allarme è scattato poco prima delle 15:00, attivando immediatamente una complessa macchina dei soccorsi. Sul posto è intervenuta tempestivamente la squadra dei Vigili del Fuoco di Camerino, supportata dagli specialisti del nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale). Decisivo per l’esito dell’operazione è stato l’impiego della tecnologia: il nucleo SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) della Direzione Regionale Marche ha infatti sorvolato l’area con i droni, riuscendo a localizzare con precisione la giovane in tempi brevi.
Una volta individuata, la ragazza è stata raggiunta dai soccorritori che, attraverso specifiche manovre di derivazione alpinistica e l'ausilio di attrezzature dedicate, hanno provveduto al suo recupero in sicurezza.
L’operazione ha visto la stretta collaborazione tra i Vigili del Fuoco e il personale del Soccorso Alpino, presenti sul luogo per monitorare le fasi del salvataggio. Una volta riportata sul sentiero principale, l'escursionista è stata affidata ai sanitari del 118 per i controlli di rito. Nonostante lo shock per l'accaduto, la giovane sarebbe in buone condizioni.
I Carabinieri della Stazione di Visso, al termine di un’articolata attività d’indagine avviata a seguito della querela di un 27enne del posto, hanno denunciato due persone ritenute responsabili di una truffa informatica ai danni di un annuncio di vendita online.
La vittima aveva pubblicato su una nota piattaforma di annunci la vendita della propria motocicletta al prezzo di 9.000 euro. Poco dopo è stata contattata da un giovane che, attraverso una serie di raggiri, è riuscito a trasformare la trattativa in una frode.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il truffatore ha inizialmente convinto il venditore a versare 220 euro su una carta Postepay intestata a un complice. Successivamente, con il pretesto di “sbloccare il pagamento”, ha guidato la vittima presso uno sportello bancomat, inducendola a inserire codici numerici che hanno generato cinque ulteriori versamenti da 498 euro ciascuno verso una seconda carta prepagata.
Grazie agli accertamenti telematici e bancari, i Carabinieri sono riusciti a identificare i responsabili: un 19enne di origini nordafricane residente a Mira (Venezia), ritenuto l’autore delle istruzioni fraudolente e responsabile anche del reato di riciclaggio, e un 36enne residente a Padova, denunciato per truffa aggravata.
Una parte delle somme sottratte, circa 2.500 euro presenti sulla seconda carta, è stata bloccata grazie a una procedura interbancaria attivata tempestivamente, consentendo alla vittima di recuperare il denaro.
I Carabinieri rinnovano l’invito alla prudenza nelle compravendite online, ricordando che "nessun acquirente legittimo richiede versamenti o operazioni tramite bancomat per ricevere un pagamento".
In caso di richieste sospette, viene raccomandato di "interrompere subito la trattativa e rivolgersi alle forze dell’ordine".
Un 28enne di Recanati è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Montecassiano con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è stata condotta nella tarda mattinata lungo la strada provinciale 77, in località Valle Cascia, nell’ambito di un servizio mirato al contrasto dei reati legati alla droga.
Il giovane, già noto alle forze dell’ordine, è stato fermato mentre era alla guida della propria autovettura. Durante il controllo, i militari hanno rinvenuto una prima dose di cocaina all’interno dell’abitacolo. La successiva perquisizione personale ha consentito di trovare, nascosti in un marsupio, ulteriori 3,53 grammi della stessa sostanza.
Le verifiche sono state quindi estese all’abitazione del 28enne, dove nella camera da letto sono stati trovati 2.740 euro in contanti, ritenuti riconducibili all’attività di spaccio.
L’operazione ha avuto un ulteriore sviluppo con la perquisizione presso l’abitazione dei genitori della convivente del giovane, luogo nella sua disponibilità. Nella soffitta i Carabinieri hanno scoperto un ingente quantitativo di droga: 5,376 chilogrammi di hashish suddivisi in 55 panetti e 555 grammi di cocaina, oltre a materiale per il confezionamento e la pesatura delle dosi.
Lo stupefacente, il telefono cellulare e gli strumenti utilizzati per il taglio sono stati sequestrati, mentre il denaro sarà versato al Fondo Unico Giustizia.
Al termine delle formalità di rito, il 28enne è stato trasferito presso la casa circondariale di Ancona, a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida.
Ha tentato di saldare il conto di un soggiorno in hotel utilizzando carte di credito clonate memorizzate sul proprio smartphone, ma è stato scoperto e denunciato dalla Polizia di Stato. Protagonista della vicenda un 23enne italiano residente a Rimini, fermato a Civitanova Marche.
Tutto è partito da una segnalazione arrivata lo scorso 24 aprile al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche. A contattare la sala operativa è stato un cittadino austriaco di 47 anni, che ha denunciato l’utilizzo indebito della propria carta di credito, ancora in suo possesso ma risultata attiva per pagamenti in una struttura ricettiva della città marchigiana. L’uomo ha immediatamente bloccato la carta, allertando contestualmente le forze dell’ordine.
Gli agenti dell’Ufficio Controllo del Territorio, giunti sul posto, hanno ricostruito quanto accaduto grazie al racconto del titolare dell’hotel. Il giovane aveva tentato per tre volte di pagare il soggiorno – due notti per due persone – utilizzando diverse carte di credito salvate in formato digitale sul telefono, ma tutte le transazioni erano state respinte dai sistemi di sicurezza.
Durante uno dei tentativi, il proprietario della struttura ha ricevuto anche una telefonata in inglese proprio dal cittadino austriaco, che lo avvisava del possibile tentativo di truffa e lo invitava a non insospettire il cliente mentre contattava la polizia.
Ulteriori verifiche hanno accertato che il 23enne aveva già provato a pagare al momento del check-in, la sera precedente, sempre senza successo, con transazioni rifiutate per “carta non valida” o “sicurezza violata”.
Gli agenti hanno quindi identificato e perquisito il giovane, sequestrando lo smartphone contenente numerose carte di credito memorizzate, nessuna delle quali presente fisicamente. Durante il controllo è stata inoltre trovata una modica quantità di sostanza stupefacente, presumibilmente hashish, anch’essa sequestrata.
Accompagnato in Commissariato, il 23enne è risultato avere diversi precedenti di polizia, anche per episodi analoghi. È stato quindi denunciato a piede libero per indebito utilizzo e possesso di carte di credito, insolvenza fraudolenta e segnalato per detenzione di sostanza stupefacente ad uso personale.
A conclusione della vicenda, il cittadino austriaco ha inviato una lettera di ringraziamento alla Polizia di Stato, esprimendo apprezzamento per la rapidità e l’efficacia dell’intervento.