Una vasta operazione antidroga, denominata "Giaguaro" ha interessato sei comuni delle province di Macerata, Fermo e Bergamo. Decine e decine i Carabinieri in campo, provenienti da varie stazioni e coordinati dal comandante della compagnia di Fermo, il Maggiore Roland Peluso; dal collega della stazione di Montegranaro, il Maresciallo Giancarlo Di Risio e dalla Procura della Repubblica.
14 gli ‘obiettivi sensibili’ individuati dai militari dell’Arma. Sono 11 le persone denunciate, due quelle arrestate e una con obbligo di firma. 11mila euro i contanti sequestrati e un un grande quantitativo di cocaina destinata allo spaccio.
Per quanto riguarda la provincia maceratese a essere coinvolti i comuni di Corridonia, Civitanova Marche e Montecosaro. Nel Fermano interessate invece Montegranaro, Monterubbiano, Petritoli, Fermo, Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare.
Durante l’operazione, questa mattina, è stata anche perquisita una casa nel quartiere Santa Maria a Montegranaro.
Apprensione questa sera, intorno alle 21:30, in via Roma a Macerata, nel quartiere Collevario. Alcuni condomi infatti hanno notato, presso le proprie abitazioni, un flusso di corrente elettrica "a intermittenza". Un odore acre si è subito levato nell'aria facendo intuire, sin da subito, che nella centrale di smistamento Enel ci fossero dei problemi.
I Vigili del Fuoco, giunti prontamente sul posto, hanno posto sotto controllo l'area in attesa dell'arrivo del tecnico Enel. Una volta sul posto, quest'ultimo, aperta la cabina elettrica, ha notato che c'era stato un cortocircuito e si era generato anche un principio di incendio.
I pompieri e i tecnici sono tuttora al lavoro per mettere in sicurezza l'area e riattivare la regolare fornitura elettrica.
Incendio nella serata di oggi, intorno alle 21:00, in via Santa Chiara a Corridonia.
Il conducente di una Fiat Multipla, non appena posteggiata l'auto, è uscito dall'abitacolo e il mezzo, per cause ancora in fase di accertamento, ha iniziato a prendere fuoco.
Immediato l'arrivo sul posto dei Vigili del Fuoco di Macerata che stanno provvedendo a spegnere il rogo e a mettere in sicurezza l'area.
Nella scorsa notte ignoti, dopo aver forzato una porta, si sono introdotti all’interno della ditta “Rodo”, di Mogliano, che si occupa di pelletterie, asportando scatoloni contenenti centinaia di paia di scarpe per un valore di alcune decine di migliaia di euro.
Il furto si è consumato nel giro di pochissimi minuti.
Sono al vaglio dei Carabinieri della Compagnia di Macerata, sul posto per i rilievi unitamente al personale del reparto operativo del Comando Provinciale Carabinieri di macerata, le immagini delle telecamere di sorveglianza.
L’allarme è scattato dopo le 4.00, e la ditta di vigilanza ha contattato i carabinieri.
Nel corso della nottata odierna (16 maggio, ndr), i carabinieri della Stazione di Tolentino - nell'ambito di un servizio coordinato per il controllo del territorio - hanno tratto in arresto un cittadino italiano di 38 anni, residente in una casa di proprietà a Tolentino, dando esecuzione a un'ordinanza emessa il 15 maggio dalla Procura della Repubblica, presso il Tribunale di Ascoli Piceno, ufficio esecuzioni penali.
L'uomo dovrà scontare una pena di due anni e tre mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta in concorso. L'arrestato è stato condotto presso la casa circondariale di Fermo.
Inoltre, sempre nella nottata odierna, i Carabinieri di Tolentino unitamente al personale della Polizia Locale, dell'Ufficio tecnico e della Protezione Civile comunale, hanno eseguito un approfondito controllo amministrativo sull'intera popolazione residente nei container di via Cristoforo Colombo (240 persone). L'accertamento ha rilevato corrispondenza tra la popolazione residente e censita, non verificando alcuna anomalia.
Nell'ambito del medesimo servizio coordinato sono stati effettuati, infine, controlli sulla circolazione stradale, sottoponendo ad accertamento circa 70 persone e 40 autovetture ed elevando contravvenzioni per infrazioni del codice della strada per complessivi 450 euro.
Incidente nella mattinata odierna, quando erano le 10:30, in via dei Velini a Macerata.
Ancora da chiarire l'esatta dinamica del sinistro fatto sta che due auto e uno scooter si sono scontrati mentre stavano percorrendo l'arteria del capoluogo.
Violentissimo l'impatto tanto che il motociclista è stato sbalzato sulla carreggiata stradale.
Immediato l'arrivo sul posto dei sanitari del 118 e dell'automedica che hanno deciso di allertare l'eliambulanza dall'Ospedale Torrette di Ancona, atterrata presso l'elisuperficie dell'Ospedale di Macerata. Il centauro, un ragazzo di 34 anni, è stato trasportato presso il nosocomio dorico.
Sul posto anche la Polizia Locale per tutti i rilievi del caso.
Nella notte appena trascorsa è stato segnalato il furto di una Golf serie 7 a Fontespina, quartiere di Civitanova Marche. Ieri ad essere stata sottratta è stata una Ranger Rover Evoque.
Per quest'ultimo modello si tratta del terzo furto negli ultimi due mesi. Il sospetto dei carabinieri della stazione di Civitanova Marche è che le autovetture sottratte vengano rivendute nella zona del foggiano.
Si stanno esaminando le telecamere comunali per acquisire elementi utili alle indagini. Non molto tempo fa, i militari hanno denunciato per questa tipologia di reato tre soggetti italiani, residenti a Cerignola.
L'impatto si è verificato nella prima mattinata di oggi, quando erano circa le 9:35, lungo la strada che collega Treia e Passo di Treia.
A scontrarsi, lateralmente, un camion, trasportante compost, e un'auto: violentissimo l'impatto. Il bilancio dei feriti è di quattro persone: tre quelle che occupavano la vettura, padre, madre e il bambino, più il conducente del mezzo pesante. Tra gli occupanti della vettura anche un bambino di quattro anni: le sue condizioni non risultano essere gravi.
I sanitari del 118, giunti sul posto, hanno deciso di allertare l'eliambulanza dall'Ospedale di Fabriano. Sul luogo dell'incidente anche i Vigili del Fuoco di Macerata. Icaro ha trasportato il padre presso il nosocomio dorico, in codice rosso; mentre la madre e il bambino sono stati trasferiti al Salesi. Nessuna conseguenza per l'autista del camion. L’incidente ha causato la temporanea chiusura della strada.
(notizia in aggiornamento)
La Procura di Macerata ha sospeso la chiusura dei negozi di cannabis light in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione, prevista per il 30 maggio.
Esattamente una settimana fa, il 9 maggio, il Questore di Macerata, Antonio Pignataro, aveva sospeso l'attività di due negozi di cannabis light di Civitanova Marche per 15 giorni. Una battaglia, quella del Questore di Macerata, che viene portata avanti da un anno: nel caso in cui venissero rinvenute percentuali, anche minime, di tetraidrocannabinolo, il Questore ha ordinato di procedere alla sospensione delle attività di cannabis light. Dopo l'annuncio, nella mattinata del 9 maggio, del Questore, il Ministro dell'Interno Matteo Salvini, impegnato nel suo tour politico in alcune città marchigiane, aveva deciso di visitare a sorpresa anche la città rivierasca in occasione della notizia che era arrivata dalla Questura del capoluogo.
È di oggi la notizia che il Procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio, ha sospeso i sequestri fino a quando la Cassazione non avrà chiarito la situazione: i giudici del Palazzaccio si pronunceranno il 30 maggio su una questione molto dibattuta che ha spaccato un intero paese.
In attesa della decisione delle Sezioni Unite della Cassazione, il Procuratore ha chiarite che "preferisce soprassedere sull'ulteriore corso dei procedimenti in atto. Il 30 maggio, la Cassazione chiarirà quale è l'orientamento sul tema."
Intorno alle ore 17:00 di questo pomeriggio a Civitanova Marche, in via Cristoforo Colombo, un'auto e uno scooter sono entrate in collisione lungo la statale 16 per motivi tuttora in corso di accertamento. Ad avere la peggio è stato il conducente del motociclo, che - in seguito alla caduta dovuta al tamponamento - ha riportato diversi traumi, per i quali è stato trasportato al Nosocomio civitanovese: le sue condizioni, in ogni caso, non destano particolari preoccupazioni.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118: illeso il conducente a bordo dell'autoveicolo.
“I legali di Oseghale escludono la violenza sessuale e hanno riferito che la morte di Pamela è stata dovuta all’assunzione di eroina e non alle coltellate inferte da Oseghale; io penso che il dibattimento sia chiaro. I consulenti legali e tossicologici hanno escluso categoricamente la morte per overdose e accertato la vitalità delle ferite inferte a Pamela quando era ancora in vita: sono queste le prove regina di questo processo” così il legale della famiglia Mastropietro, Marco Valerio Verni, ha commentato l’arringa della difesa di Innocent Oseghale.
“Su Marino noi ci siamo già espressi: è una persona attendibile che ha raccontato quello che gli ha riferito Oseghale in carcere e ci sono diversi punti che possono coincidere con quelli che sono i dati scientifici – ha continuato Verni -. Al contrario, i tre teste portati dalla difesa, mi riferisco ai tre detenuti che erano in cella con Oseghale, hanno dimostrato di aver riferito un racconto pieno di incongruenze importanti.”
“Noi rimaniamo fermi su ciò che abbiamo detto la scorsa volta e oggi ci sono stati più punti di schermaglia che di sostanza da parte dei difensori di Oseghale – ha proseguito il legale -. Nella concretezza del dato processuale rimaniamo fermi su ciò che abbiamo detto la scorsa volta: Pamela è morta per le coltellare ricevute e, secondo noi, c’è stata violenza sessuale.”
“Gli stessi magistrati non escludono la violenza sessuale. Dicono che è un’ipotesi suggestiva rimasta, in quel momento, senza elementi probatori importanti. Così come Tombolini disse, all’inizio, che c’erano due coltellate mortali e non poteva comunque escludere, essendosi Pamela allontanata da una comunità, che l’overdose potesse essere una causa della morte. Gli accertamenti successivi hanno poi dimostrato che così non è stato quindi noi siamo sereni.”
Quella di oggi è l'ultima udienza del processo che vede imputato Innocent Oseghale, davanti alla Corte d'Assise del Tribunale di Macerata, per l'omicidio di Pamela Mastropietro, prima del 29 maggio, giorno in cui verrà pronunciata la sentenza definitiva di primo grado nei confronti del 30enne nigeriano.
In aula, questa mattina, i due difensori di Oseghale, i legali Umberto Gramenzi e Simone Matraxia, hanno presentato la loro arringa di difesa dopo che, nell'udienza di mercoledì scorso, il Procuratore Giovanni Giorgio, il pm Stefania Ciccioli e le parti civili Mastropietro, Villa Potenza e Comune di Macerata hanno chiesto l'ergastolo per l'imputato.
Non ci è piaciuto il richiamo dell'operato dei difensori che non hanno fatto altro che il loro lavoro in maniera onesta. Siamo stati i primi a non voler dilungare il procedimento e non abbiamo fatto perdere tempo alle indagini. Non tollero il sindacato sulle nostre scelte difensive" - inizia con uno sfogo l'arringa di Simone Matraxia, uno dei due legali di Innocent Oseghale.
"Spetterà a me ricostruire il reato di violenza sessuale sotto il profilo del movente e della sussistenza e poi l'omicidio sotto il profilo medico legale - ha continuato il legale -. L'iter di questo processo è stato ondivago, incerto e dubbioso, fatto di improvvise accelerazioni e altrettante retromarce: un quadro probatorio che destra incertezza e fatto di un forte clamore mediatico. Un valore mediatico dato dalla morte assurda, drammatica e incomprensibile e dalla nazionalità dei soggetti implicati: tutto ha alimentato in maniera spropositata la vicenda per consegnare alla giustizia e all'opinione pubblica i responsabili. Tutto ciò non ha giovato alla verità sostanziale in un'ottica di forsennata ricerca del colpevole."
"A ciò si aggiunge l'irruzione di soggetti di spessore criminale che si sono anche vantati di ciò che hanno commesso: mi riferisco al Signor Vincenzo Marino, un mitomane e un protagonista. È difficile quindi collegare l'imputato all'omicidio dando rilievo a tali soggetti come portatori di verità, ce lo insegna il processo Meredith - ha continuato Matraxia che, rivolgendosi alla Corte ha proseguito -: mi auguro che la valutazione di Marino venga considerata pari a zero."
"La droga è stata ceduta da Desmond Lucky con un contributo concorsuale dell'imputato e questo ce lo dimostrano le intercettazioni - prosegue Matraxia -: le stesse parlano di 'droga- veleno, di una cosa non buona'."
"Nessuno era presente quando tutto è successo e quindi non potremmo mai ricostruire ciò che è accaduto - le parole del legale della difesa -. In tre casi su quattro (tre presso il Gip di Macerata e uno presso il Tribunale delle Libertà di Ancona) il reato di violenza sessuale nei confronti dell'imputato è stato respinto."
Matraxia ha poi proseguito "è indispensabile un’operazione mentale per valutare serenamente ciò che è accaduto: mettete da parte quelle immagini che sono state proiettate in aula perché non sono collegate al reato di omicidio, non vanno collocate nella dinamica omicidiale ."
Secondo la difesa, non c'è stata nessuna violenza sessuale. "Non risulta che nessuno dei condomini abbia sentito urla o grida di colluttazione - ha continuato -. Inoltre non c'è automatismo tra lo stato di inferiorità psichica di un soggetto e il dissenso. Nessuno ha dimostrato il rapporto in casa e, anche fosse, chi può dire che non era consensuale? Il rapporto sessuale è avvenuto ai Giardini Diaz nelle modalità riferite dell'imputato, non lo neghiamo. Ma non c'è stata violenza sessuale."
"Siamo davanti a una ipotesi accusatoria che viene meno sia probatoriamente, sia collegata a una illogicità di fondo, nonché da assenza totale di elementi certi. Per forza deve esserci un antecedente logico penalmente rilevante? - la domanda di Matraxia - O forse perché non c'è una spiegazione vogliamo dare questa? Qui non c'è stato nulla di logico. Accetto un giudizio, ma che sia fondato su verità scientifiche, non sulle testimonianze di Desmond, Awelima o Marino."
Matraxia è poi passato alle due lesioni C e D, rispettivamente di 10 e 1,5 centimetri, inferte nella zona parietale destra del corpo di Pamela Mastropietro. "La scienza è affidata all'uomo, la medicina non è quindi una scienza esatta - ha esordito il legale -. Non c'è una robustezza sulla vitalità delle lesioni e la colpevolezza dell'imputato deve essere comprovata oltre ogni ragionevole dubbio."
Matraxia ha successivamente esposto i dubbi della difesa "sull'utilizzo dei marcatori e sul fatto che siamo davanti a lesioni da taglio. Una lesione inferta con una certa forza dovrebbe causare una ferita viscerale che qui non c 'è. Lo stesso Cingolani dà una informazione molto importante: la coltellata è stata inferta senza una energia di scorrimento rilevante."
In conclusione "il fatto storico è certamente riconducibile all'imputato, ma l'evento morte no; lo stesso movente deve essere perseguito. La violenza sessuale non sta in piedi, a mio avviso, né dal punto di vista logico né giuridico; le coltellate sono state inferte senza energia vincolante; non si sono uditi lamenti o grida che facessero pensare a una colluttazione; la vitalità delle ferite è minata da quanto esposto da Bacci; la Procura ha condiviso, inizialmente, una richiesta di supplemento istruttorio. Come facciamo a dire per certo che Innocent Oseghale ha ucciso Pamela? Non si emettono sentenze né per compiacere il popolo né i mass media."
Gramenzi ha poi continuato l'arringa della difesa incentrandosi sul teste Vicenzo Marino. "Marino vuole essere riammesso al programma di protezione: è questo l'intento che lo muove. La sua figura è inattendibile e lui mente spudoratamente." Il legale di Oseghale ha poi parlato della violenza sessuale che viene contestata all'imputato: "lo stato di ebrezza o l'essere sotto l'effetto di sostanze stupefacenti non incide sul consenso e la versione più corretta e coerente data fino a oggi è quella di Oseghale. Il fatto che Pamela volesse andare via dall'abitazione dell'imputato è un'invenzione giuridica" - ha continuato Gramenzi.
"Ci sono poi evidenze processuali che ci dimostrano che la ragazza possa essere morta per overdose - ha continuato l'avvocato -.Sui 300 microlitri di sangue andava fatta una indagine mirata per scoprire il quantitativo di eroina perché erano sufficienti. Quelli eseguiti di Froldi sono calcoli indiretti, fatti per via indiziaria, che non si usano più. Lui dice di aver ricavato il quantitativo di morfina che c'era nel sangue della vittima dall'umor vitreo secondo la letteratura; ma la comunità scientifica non riconosce affatto questo tipo di calcolo. Quello che noi contestiamo è quindi la metodica. In conclusione l'indagine elisa è buona ma non ha valore legale anche perché la sostanza, si è detto, era stata metabolizzata ma non neutralizzata."
Gli avvocati della difesa hanno chiesto l'assoluzione per i reati di omicidio e violenza sessuale e il minimo della pena per i reati di vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere (chidendo che l'occultamento venga assorbito dalla distruzione di cadavere). La difesa ha infine richiesto un accertamento istologico sulle ferite: i guidici comunicheranno la loro decisione nella prossima udienza.
Continua il fenomeno delle scritte sui muri contro il questore di Macerata Antonio Pignataro.
Questa mattina è stata rinvenuta l'eloquente frase:"Pignataro vattene" lungo la S.S. 77 direzione mari- monti su un muro di contenimento nei pressi del lago di Caccamo.
Eloquente la scritta apparsa: "Pignataro Vattene" .
Non è la prima volta che il questore viene preso di mira con scritte offensive che si sono propagate in vari luoghi della provincia, si ricordano i casi di Macerata, Tolentino (leggi qui) e Fabriano.
Ignoti gli autori o l'autore del gesto.
Verso le ore 21.00 di ieri, una “Volante” della Polizia è intervenuta in questa Piazza della Libertà a Macerata, ove presso un bar era stata segnalata una lite tra avventori. Gli agenti, immediatamente intervenuti, hanno verificato che vi era stata poco prima una lite tra ragazzi, appartenenti alla stessa comitiva, scoppiata per futili motivi senza che alcuno riportasse lesioni.
Nella circostanza sono stati identificati 7 ragazzi 4 uomini e 3 donne, intenti a consumare delle bevande nei tavoli antistanti i quali non sono risultati apparire in stato di ebrezza.
Nella circostanza gli stessi hanno riferito agli agenti che vi era stata una lite tra due di loro, ma che la vicenda si era subito conclusa senza ulteriori conseguenze.
Sempre assidui i controlli della Polizia nella nostra provincia, tesi al contrasto dei fenomeni legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, così come disposto dal Questore Antonio Pignataro.
Nel pomeriggio di ieri sono stati effettuati dalla Polizia servizi di controllo a Macerata con l’impiego di numerosi agenti sia in uniforme che in borghese. Nel corso di uno di questi, verso le ore 17.00 in via Marchetti, sono stati individuati due giovani i cui movimenti, al fine di verificare eventuali contatti nella zona, sono stati seguiti per alcuni minuti da agenti della Squadra Mobile diretti e coordinati dalla D.ssa Maria Raffaella Abbate. Improvvisamente gli agenti hanno deciso di intervenire coadiuvati anche da personale della “Volante” quando i due, alla vista della Polizia, hanno tentato di defilarsi. Subito raggiunti, sono stati identificati e sottoposti a perquisizione.
All’interno delle tasche dei pantaloni di uno dei due, un 25enne originario della Macedonia residente in provincia, è stato rinvenuto un flaconcino del tipo usato nelle strutture Sert per la somministrazione di metadone, vuoto e senza etichetta. Anche l’altro ragazzo, 22 anni, originario della Nigeria e residente in provincia di Ancona aveva con sé un flaconcino simile al precedente contenente liquido per circa un quarto della capacità, presumibilmente metadone, con una etichetta riportante il nominativo dell’altro ragazzo che evidentemente lo aveva ceduto all’amico.
La sostanza è stata sottoposta a sequestro mentre il giovane di origini macedoni che ha dichiarato di essere in cura al Sert, è stato deferito all’Autorità Giudizia. per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il giovane che deteneva la sostanza invece, è stato segnalato alla locale Prefettura quale assuntore di sostanze stupefacenti. Sono in corso ulteriori indagini al fine di verificare la provenienza della sostanza rinvenuta.
Tragedia sfiorata questa mattina alle 10.30 circa lungo le campagne di Civitanova, nei pressi del ristorante Casablanca in Contrada San Michele.
Un'auto Fiat Stilo di colore grigio, condotta da un anziano, centra uno scatolone di cartone che si trova in mezzo alla carreggiata e inizia a prendere fuoco.
Fortunatamente l'uomo alla vista del fumo e delle fiamme, è riuscito, dopo aver fermato il veicolo, a scendere velocemente e a mettersi in salvo.
Sul posto sono quindi intervenuti i Vigili del Fuoco che hanno spento subito l'incendio e messo in sicurezza il mezzo e l'area.
Incidente nella mattinata di oggi, quando erano le 11.30 circa, lungo la S.S. 77 che conduce a Recanati in località San Leopardo, nei pressi dell'azienda Fratelli Guzzini .
Per cause da accertare, una Opel condotta da una donna di circa 60 anni, dopo aver speronato un'auto, è finita fuori strada andando a terminare la sua corsa contro un albero.
Sono giunti subito sul luogo i mezzi dei soccorsi. È stata allertata anche l'eliambulanza, ma il suo intervento non si è reso necessario. La donna alla guida della Opel è stata trasportata in ambulanza in codice rosso all'Ospedale di Macerata. Illeso invece il conducente dell'altra auto.
Sul posto sono giunti anche i Carabinieri di Recanati e i Vigili del Fuoco.
Episodio scioccante nella mattinata di oggi a Civitanova Alta, quando erano circa le 8.15 .
Una donna di 30 anni, di origine romena, è precipitata da un muraglione di Viale della Rimembranza, per un volo di circa di 5 metri.
Un gesto drammatico, probabilmente volontario, che si è consumato davanti agli occhi di molti passanti che affollano la tramvia, dove ci sono esercizi commerciali e dove transitano gli studenti.
Coloro che hanno assistito alla tragica scena hanno immediatamente allertato i soccorsi. Vista la situazione, è stata chiamata l'eliambulanza che ha trasportato la donna all'Ospedale di Ancona.
La 30enne era comunque cosciente al momento del trasporto.
Sul posto anche i Carabinieri per ricostruire la scena e capire se il gesto sia volontario, come sembra da una prima ricostruzione, o meno.
Incidente, quando erano passate da poco le 16 a Civitanova, lungo la Provinciale 485 a Santa Maria Apparente, all'altezza dell'incrocio con via Cavallino.
Secondo una prima ricostruzione, una ragazza alla guida di una Fiat 500 si sarebbe immessa nella Provinciale non accorgendosi che stava sopraggiungendo un'altra auto, una Ford condotta da una 45enne.
La donna alla guida della 500 nel tentativo di evitare l'impatto, dopo aver colpito lo spigolo della via, ha speronato la Ford che è finita fuori strada, percorrendo diversi metri tra l'erba e la recinzione di un'abitazione..
Immediato l'arrivo sul posto dei soccorsi, la donna alla guida della Ford è stata trasportata dal personale del 118 in ambulanza all'Ospedale di Civitanova e non è in gravi condizioni. Illesa invece la conducente della Fiat 500.
Sono aspettati ai carabinieri giunti sul luogo i rilievi del caso e la ricostruzione dell'esatta dinamica del sinistro. Sono intervenuti sul posto anche i Vigili del Fuoco per la messa in sicurezza dei mezzi e della strada.
Sono 23 le persone indagate dai Carabinieri Forestali nell'ambito di un'indagine che ha portato all'emersione di un traffico illecito di veicoli nonchè la gestione e combustione di rifiuti speciali da parte di soggetti di nazionalità prevalentemente serba, residenti a Jesi.
L'operazione ha tratto avvio da un primo intervento dei militari a seguito della combustione illecita di una roulotte. Insospettiti dalla presenza di numerosi veicoli nella zona in cui si è verificato l'incendio, i carabinieri hanno effettuato una perquisizione che ha consentito di rinvenire e sequestrare un’officina abusiva, all'interno della quale erano accumulati centinaia di ricambi di autoveicoli.
Sono stati sequestrati in totale 12 autoveicoli, 4 ciclomotori, un'officina ed un deposito di pezzi di ricambio, unitamente a targhe, certificati di proprietà e carte di circolazione detenuti abusivamente dal proprietario dell’area.
I militari hanno inoltre fermato due soggetti di nazionalità straniera, un lituano e un serbo, trovati in possesso di 21mila euro in contanti importati dall'estero e di 16 timbri falsi utilizzati per contraffare la documentazione fiscale dei veicoli.