Scontro fra auto e scooter in via San Giuseppe, a Corridonia.
L'incidente è avvenuto intorno alle ore 18:00 del pomeriggio odierno, all'altezza di un incrocio. Sul posto sono prontamente intervenuti i sanitari del 118 con un'ambulanza da Macerata.
Il ragazzo, minorenne, alla guida del ciclomotore, è stato trasportato per accertamenti all'ospedale di Macerata: ha subito traumi di lieve entità.
Intervenuti anche gli agenti della polizia locale e i carabinieri: a questi ultimi sarà affidato il compito di compiere tutti i rilievi del caso per ricostruire quanto accaduto.
“Su indicazione del questore Antonio Pignataro, che in diversi episodi ha contestato a due esercizi commerciali la vendita di cannabinoidi si è provveduto alla sospensione delle attività in applicazione a quanto previsto dall’art. 13 punto 8 della Legge Regionale 27/2009”. Così il sindaco di Civitanova Fabrizio Cirapica nel corso della conferenza stampa che si è tenuta oggi a Palazzo Sforza. “I provvedimenti di sospensione dell’attività ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi sulla Pubblica Sicurezza sono stati trasmessi dalla Questura per competenza al nostro Comune. Pertanto il nostro Ufficio del commercio ieri in applicazione delle leggi ha fatto partire i provvedimenti di chiusura. I negozi in questione (Cb dream e Tutto Cannabis) infatti, nell’arco di un anno hanno reiterato il reato di vendita di cannabis, reati che avevano costretto la Questura ad intervenire chiudendoli temporaneamente”.
“Un atto dovuto in rispetto della legge – ha continuato Ciarapica - ma abbiamo anche ritenuto opportuno condividere l’azione serrata, intrapresa ormai da tempo dal questore Pignataro, di repressione e controllo sul nostro territorio nel contrasto di ogni forma di spaccio di sostanze e anche di vendita illegale che con sentenza della Cassazione a Sezioni Unite ha chiarito definitivamente che la commercializzazione prodotti contenenti cannabis è definitivamente vietata in Italia. Per questo ringrazio il dottor Pignataro”.
“Il plauso vero va lei sindaco, perché è stato il primo sindaco in Italia a revocare due licenze per il suo senso del dovere - ha dichiarato il questore di Macerata -. Ringrazio l’Amministrazione per il provvedimento che ha come principio quello di aiutare le nuove generazioni, anche con l’azione del procuratore Giovanni Giorgio, evitando che le vite dei giovani non finiscano avvelenate da questi problemi terribili”.
"Penso – ha continuato Pignataro - a quei giovani e a quelle famiglie chiuse nelle loro mura che vivono un vero dramma. Occorre che la società civile reagisca. Come ha detto recentemente anche il nostro Capo della Polizia è l’indifferenza e il girarsi dall’altra parte che uccide la nostra società. In quella scelta di campo di indifferenza una parte di noi muore e con essa la società. Noi sappiamo che possiamo contrastare lo spaccio di droga. Il male peggiore che attanaglia la nostra società è l’indifferenza e il girarsi dall’altra parte. In quella scelta di campo una parte di noi muore e anche la società”.
“Nei Paesi dove si è deciso di legalizzare la droga il numero dei consumatori e dei morti è aumentato esponenzialmente e si è prodotta una società intossicata - ha aggiunto il questore -. Tutti dicono che la droga fa male, non c’è medico, non c’è ricerca scientifica o organizzazione nazionale o mondiale di ricerca, che dica il contrario. Ma soprattutto la droga fa male ai giovani ai quali provoca nel cervello danni irreversibili. E mi riferisco anche a commenti di famosi opinionisti ed editorialisti. Quegli opinionisti che dicono il contrario dovrebbero ascoltare i ragazzi nelle comunità o loro familiari. Ancora una volta il sindaco Ciarapica ci dà la dimostrazione di stare dalla parte dei giovani, primo in Italia”.
“Siamo in un Paese democratico e le personalità più importanti, compresi Papa Woitila e Papa Francesco, dicono che la cannabis produce gravi problemi a livello cognitivo e problemi psichici. Tutti sono concordi nel dire questo - ha proseguito Pignataro -. La cannabis è l’apertura verso l’uso di cocaina ed eroina. Io porto l’esperienza delle tante famiglie che vivono il proprio dramma chiusi nelle mura domestiche e che a volte non hanno il coraggio di chiedere aiuto tanto devastate sono le loro vite. Invito queste persone ad avere un contatto con i ragazzi nelle comunità e con le loro famiglie. Noi, come Polizia, vogliamo essere gli angeli di questi ragazzi per non farli cadere nell’autodistruzione. Questi poliziotti sono come il magistrato Gratteri che ha respirato l’odore del sangue dei ragazzi morti a causa delle droghe. Tutti questi – ha concluso Pignataro - dovrebbero avere un contatto diretto con le persone che soffrono per questo terribile dramma”.
Revocata la licenza a due titolari di negozi di "cannabis light" di Civitanova. La decisione è stata presa dal Comune della città costiera che ha applicato il provvedimento di revoca della licenza, in base alla legge sul commercio.
I Grow shop in questione sono Cb dream e Tutto Canapa, i quali erano già stati oggetto di chiusura nei mesi scorsi, su disposizione della questura di Macerata. In prima linea, nel contrasto alla vendita di cannabis light, il questore Antonio Pignataro.
Come disposto dal questore Antonio Pignataro, sono stati rafforzati a Macerata i controlli della Polizia di Stato per contrastare il traffico e il consumo di stupefacentii nella cosiddetta “movida” del giovedì sera.
Gli agenti delle Volanti, della Squadra Mobile e della Divisione di Polizia Amministrativa, con l’ausilio di agenti del Reparto Prevenzione Crimine di Perugia e del nucleo Cinofili antidroga di Ancona, in stretto raccordo con il personale della Polizia locale di Macerata, hanno effettuato numerosi controlli su tutto il territorio cittadino. L’attività si è concentrata in particolare alle zone della città dove vi è una maggiore densità di avventori e nei luoghi dove vengono rilevate situazioni di malcostume e di degrado urbano spesso causate dall’abuso di sostanze alcoliche da parte dei giovani.
Nel corso dei controlli, il personale impiegato ha setacciato ogni via del centro storico della città sottoponendo a controllo amministrativo, unitamente alla Polizia Municipale, due locali in quel momento affollati di giovani, rilevando alcune violazioni alle norme che regolano la conduzione dei locali pubblici.
Inoltre, sono state elevate sette contestazioni amministrative relative al Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Macerata, unitamente alla Polizia Locale, e relative al divieto di urinare sulla pubblica via, in particolare nella zone di vicolo dei Catenati.
Alcuni giovani infatti, incuranti della presenza delle tante persone presenti in centro, sono stati sorpresi a urinare nelle vie del centro storico, motivo per cui sono stati sanzionati amministrativamente dalla Polizia Municiapale.
Sono altresì state elevate tre contestazioni amministrative nei confronti di altrettante persone, tutte di giovanissima età, che versavano in stato di manifesta ebrezza alcolica.
Mentre erano in corso i controlli, l’attenzione degli agenti è stata richiamata da quanto stava accadendo davanti a un locale sito in piazza Vittorio Veneto, dove si stavano picchiando due giovani di origine cubana che sono stati immediatamente separati. I due, entrambi in stato di ubriachezza, sono stati allontanati e sanzionati dalla Municiapale poiché in stato di ubriachezza in luogo pubblico. Al termine dei servizi sono state identificate 56 persone alcune delle quali gravate da precedenti penali.
Intensa anche l’attività della Polizia Locale che ha proceduto al ritiro di una patente di guida per stato di ebrezza e alla contestazione del relativo verbale, alla contestazione di 4 sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, all’accertamento di 25 preavvisi per soste non consentite e ha controllato 6 veicoli.
Un 45enne bangladese, accorgendosi del consumo esageratamente anomalo di energia elettrica dal suo appartamento, sito nella struttura dell’Hotel House a Porto Recanati, ha deciso di denunciare il fatto ai carabinieri.
L’attività di controllo, immediatamente attivata dai militari presso la scala B del condominio multietnico, ha effettivamente permesso di chiarire i reali motivi di tali consumi. Tre cittadini pakistani avevano pensato bene di forzare e manomettere il contatore elettrico ubicato nel vano scala e allacciarsi con un cavo volante per asservire anche la loro abitazione sprovvista di fornitura, naturalmente all’insaputa dell’ignaro condomino che continuava a pagare regolarmente le fatture.
Le indagini, eseguite tra gli impianti elettrici e i grovigli di fili, hanno condotto all’appartamento al piano superiore di tre cittadini stranieri che, posti dinanzi all’evidenza, non hanno potuto che ammettere le responsabilità. I tre sono stati deferiti dai carabinieri all’Autorità Giudiziaria maceratese per furto aggravato di energia elettrica per un danno complessivamente stimato di circa 500 euro.
Uno di loro, benché regolare sul territorio nazionale, era già noto ai militari per i suoi trascorsi penali, mentre gli altri due sono risultati irregolari, pertanto è stata attivata nei loro confronti la procedura amministrativa di allontanamento dal territorio nazionale.
Un 22enne originario della Nigeria, O.J., è stato arrestato, nel pomeriggio di oggi, dai carabinieri di Tolentino.
Quando erano circa le 15:30, i militari del Norm, in collaborazione con i colleghi della stazione di San Severino Marche, nell'ambito di un servizio mirato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato il giovane, disoccupato e senza fissa dimora, nei pressi della stazione ferroviaria di Tolentino che si aggirava con fare sospetto in attesa di possibili acquirenti.
Il 22enne, alla vista dei militari, ha deglutito le dosi di stupefacente suddivise in ovuli che già custodiva in bocca. Fermato dai carabinieri è stato trasportato all'ospedale di San Severino dove è riuscito a espellere gli ovuli ingeriti.
I militari hanno sequestrato complessivamente 10 grammi di eroina e 2 telefoni cellulari.
Il 22enne è stato arrestato ed è stato trasferito presso il carcere di Montacuto.
A segnalare quanto sarebbe avvenuto in un paese della provincia di Ancona è l’avvocato Francesco Miraglia che si è occupato in prima persona dei fatti di Bibbiano. Un “affido mascherato” che sarebbe avvenuto proprio nel Tribunale dorico per i Minorenni. Il Giudice in questione, querelato dal legale Miraglia su richiesta della madre biologica della bambina data in affido, avrebbe avuto degli incontri privati con la psicoterapeuta incaricata delle perizie mediche e l’avrebbe convinta, sotto pressioni, a dichiarare l’infermità della madre biologica della bambina data in affido a una coppia, sempre stando alla denuncia del legale, amica del Giudice.
Nel 2015, quando la minore aveva appena un anno, il Giudice del Tribunale per i Minorenni di Ancona aveva dichiarato “la decadenza della madre biologica dall’esercizio della responsabilità genitoriale sulla figlia minore.” Il provvedimento del Giudice dorico disponeva “la prosecuzione della psicoterapia di coppia dei coniugi affidatari, con cadenza di una volta ogni settimana o ogni 15 giorni, scelta rimessa al prudente apprezzamento della psicoterapeuta” incaricata. Il Tribunale disponeva inoltre “con urgenza una presa in carico da parte del competente CSM del disturbo psichiatrico” della madre biologica, “con l’introduzione di una opportuna terapia psicofarmacologica e quanti altri atti medici si possano rendere necessari per la corretta gestione clinica, incaricando, quale psichiatra curante, un medico diverso da quello che ha già seguito la donna in passato.” Si disponeva inoltre la prosecuzione della psicoterapia per la donna e che la presa in carico psicoterapeutica della signora venisse condotta da uno specialista del servizio pubblico esperto nel trattamento di pazienti con disturbi psichiatrici.
“Nel procedimento sono emerse alcune situazioni che non possono e non devono sfuggire alla Procura della Repubblica competente, altrimenti si cade nel campo degli equivoci e soprattutto nel campo dell’illegittimità” – spiega il legale Miraglia -. L’avvocato parla anche di una “forte pressione” che la minore subiva da parte dei genitori affidatari.
Nella denuncia fatta dalla madre biologica della minora nei confronti del Giudice infatti si parla di segnali di condizionamento della bimba subiti dagli affidatari per ostacolare il rapporto con la madre biologica, con espressioni quali: “papà ho fatto la cattiva come avevi detto, ho detto che voglio rimanere sempre con voi!”. “Non voglio più venire qui, me lo ha detto papà!”. Presunte condotte che hanno portato, in passato, la madre biologica a denunciare la famiglia affidataria per maltrattamenti.
La madre biologica della bambina parla anche di un “vero e proprio interesse personale nella vicenda ma soprattutto nell’affidamento e collocazione di mia figlia. Il Giudice più volte, durante le udienze, mi ha “consigliato o meglio minacciato” di ritirare le denunce mosse nei confronti della famiglia affidataria, oltretutto ha sempre sostenuto in udienza che io dovessi farmene una ragione di non dovermi più occupare di mia figlia, in quanto la stessa stava bene con la famiglia affidataria.”
Ci sarebbe, di illegittimo, anche un incontro “privato”, avvenuto il 21 ottobre di quest’anno, tra la psicoterapeuta incaricata di seguire il caso, che avrebbe manifestato le piene capacità genitoriali della madre biologica, e il Giudice incaricato, su richiesta di quest’ultimo. “In seguito all'incontro, in data 30 ottobre, la psicoterapeuta contattava il mio avvocato – racconta la madre biologica della bambina - sia all’utenza fissa che direttamente al cellulare. L’incontro e soprattutto l’atteggiamento prepotente e arrogante del Giudice aveva preoccupato non poco la dottoressa. La psicoterapeuta dichiarava di aver percepito un tale disagio e preoccupazione da quell’incontro, tale da doverne parlare con il suo dirigente, in quanto riteneva inaccettabile un comportamento simile da parte di un giudice, tanto da doversi intromettere in un percorso di psicoterapia o addirittura in una diagnosi, pur di garantire la collocazione della bambina alla famiglia affidataria. Oltretutto, il Giudice riferiva alla dottoressa di non informare assolutamente il mio avvocato di fiducia del loro incontro e degli argomenti trattati”. Un incontro durante il quale il Giudice avrebbe anche pronunciato la seguente frase: “La bambina non la daremo mai alla signora (madre biologica)… in quanto malata psichica”. Il Giudice avrebbe condizionato dunque la valutazione della psicoterapeuta che più volte avrebbe invece confermato la capacità genitoriale della madre biologica della bambina.
La donna ha anche spiegato che “più volte mia figlia mi riferiva di conoscere il Giudice in quanto amica degli affidatari. Più volte mia figlia, rivolgendosi al Giudice, la indentificava con un vezzeggiativo (diminutivo del suo nome, ndr.). Effettivamente ho avute informazioni, oltre che verificare sui social, che effettivamente il Giudice nel privato è chiamata con tale vezzeggiativo e non con il suo nome di battesimo.” La bambina, nell’ultimo incontro con la madre biologica, avrebbe anche chiesto a quest’ultima di “portarle un cellulare, di nascosto, in modo da poter parlare con me liberamente.”
Il legale Miraglia ha chiesto così alla Procura della Repubblica di disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti esposti e acquisire l’intero fascicolo presso il tribunale dei Minorenni di Ancona, al fine di poter valutare gli eventuali profili di illiceità penale. Al Giudice del Tribunale dei Minori di Ancona, il legale Miraglia, contesta i reati di abuso di ufficio; false dichiarazioni all'autorità giudiziaria; lesioni personali e concorso di persone nel reato.
Una forte scossa di terremoto è stata registrata in provincia de L'Aquila alle 18:35.
La magnitudo al momento stimata dall'Ingv è tra 4.4 e 4.9: l'epicentro a 5 chilometro a sud est di Balsorano, a una profondità di 14 chilometri.
Una scossa che fa tornare la paura nel centro Italia e che ricorda i drammatici momenti del 6 aprile 2009.
La scossa di terremoto è stata avvertita anche a Roma, Napoli e Caserta.
(Foto del centro de L'Aquila dopo la scossa del 2009)
Lavori edili mai eseguiti, o fatti in parte e per un valore inferiore al reale, pagati con soldi pubblici a un cartello di imprese amiche in cambio di una serie di utilità.
La Polizia di Stato di Ancona ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare: una nei confronti di un dipendente pubblico in servizio al Comune di Ancona e quattro nei confronti di imprenditori del settore dell'edilizia. Le indagini sono iniziate un anno fa, nell’autunno del 2018, e gli indagati sono ritenuti responsabili di corruzione aggravata.
Al centro del sistema c'era proprio il dipendente del Comune: per gli inquirenti, l'uomo non rispettava il principio di rotazione di inviti e assegnazioni dei lavori e liquidava i compensi in modo "diretto e sistematico" alla stessa rosa di ditte amiche. Sono anche emersi, in seguito alle indagini, altri fatti delittuosi che hanno coinvolto altri trenta indagati, a vario titolo per i reati di abuso d'ufficio, falsità materiale e ideologica in atti pubblici, turbata libertà degli incanti e in materia ambientale, truffa aggravata ai danni dello Stato finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche, rifiuto di atti d'ufficio. Eseguite da parte della Polizia anche numerose perquisizioni.
Investimento intorno alle 9:45 della mattinata odierna in via Nazionale a Porto Recanati, lungo la Statale. Un ciclista, 70enne e originario del posto, è stato investito da un'auto con dinamica ancora in corso di accertamento.
Sul posto sono intervenute due ambulanze, la Croce Azzurra e la Croce Gialla di Recanati che hanno soccorso l'uomo e constatati i traumi riportati hanno disposto l'intervento dell'elisoccorso: le sue condizioni sono piuttosto gravi ed è stato trasportato all'ospedale Torrette di Ancona.
Presente anche la Polizia locale per disporre tutti i rilievi del caso.
Non rispondeva ai familiari, 65enne trovato morto in casa. La tragica scoperta è stata fatta da un parente, che è andato a cercarlo nella sua abitazione, non avendo sue notizie, e lo ha trovato senza vita. L'episodio è avvenuto a Macerata in via Gasparri, nel pomeriggio di oggi, intorno alle 16:30.
Immediata la richiesta di soccorso da parte del familiare dell'uomo. I sanitari del 118, giunti sul posto, hanno solo potuto constatare il decesso dell'uomo. A stroncare il 65enne probabilmente un malore.
Sul posto per gli accertamenti del caso anche i carabinieri.
Il noto imprenditore 50enne di Appignano, Enrico Calamante, si è sparato un colpo di pistola questa mattina nel cortile dell'abitazione nella quale viveva fino a qualche anno fa con la moglie, in via 4 novembre. È successo questa mattina, intorno alle 8:30.
A trovarlo, ancora in vita, e a dare l'allarme è stato l'ufficiale giudiziario con il quale doveva incontrarsi per una valutazione dell'immobile.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 che hanno prediposto le cure del caso per salvargli la vita. Da Ancona è intervenuto anche l'elisoccorso, per trasportare d'urgenza il 50enne a Torrette: l'uomo è in gravi condizioni ma sarebbe fuori pericolo di vita.
Presenti i carabinieri della stazione di Appignano per i rilievi di rito. L'arma usata dall'uomo era detenuta legalmente.
L'incidente sul lavoro si è verificato intorno alle 8 di questa mattina a Passo Colmurano.
L'uomo, un 48enne, che stava lavorando in un campo, è stato colpito al torace dalla barra laterale protettiva del rimorchio di un escavatore che, per cause in corso di accertamento, si è staccata.
Lanciato l'allarme si è attivata la macchina dei soccorsi: sul posto 118 e Vigili del Fuoco.
I sanitari, valutata la situazione, hanno allertato l'eliambulanza che, atterrata nelle vicinanze del luogo dell'incidente, ha poi trasportato l'uomo a Torrette in codice rosso. Il 48enne non sarebbe comunque in pericolo di vita, ed è rimasto sempre cosciente all'arrivo dei soccorsi: ha riportato un forte trauma toracico.
L'investimento si è verificato intorno alle 19 di questa sera in via Roma a Macerata.
Per cause in corso di accertamento, un giovane di 25 anni è stato travolto da un furgone mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali.
Sul posto sono accorsi immediatamente i sanitari del 118 per le cure del caso. Il ferito, uno straniero, è stato trasportato in codice rosso all'ospedale Torrette di Ancona. L'uomo non sarebbe comunque in pericolo di vita.
Per ricostruire quanto accaduto è giunta sul luogo dell'investimento la Polizia locale.
Tentativo di furto nel tardo pomeriggio di ieri a Tolentino presso un’abitazione.
Ignoti sono saliti sul balcone di un appartamento, sito al primo piano, tentando di forzare la porta-finestra per introdursi all’interno.
I ladri però hanno desistito dal loro intento dopo aver visto il proprietario dell’abitazione rientrare. A quel punto si sono dati alla fuga per le vie limitrofe. Nel tentativo di effrazione della porta-finestra, i malviventi hanno creato dei danni all’infisso. Il proprietario dell’appartamento, un 21enne, ha subito denunciato il fatto ai carabinieri.
Una donna di 71 anni, residente a Sarnano, ha denunciato ai carabinieri di essere stato vittima di un furto all'interno della propria abitazione. Tutto è avvenuto nel pomeriggio di ieri, 4 novembre, quando un sedicente dipendente comunale, con il pretesto della verifica della raccolta rifiuti, le è entrato in casa distraendola.
Nella circostanza, un complice è penetrato nell'appartamento attraverso una porta lasciata aperta, rovistando in casa e sottraendo 1500 euro in contanti oltre a diversi gioielli in oro, custoditi nella camera da letto.
Il danno, non assicurato, è stimato in circa 2000 euro. Le indagini dei carabinieri sono tuttora in corso. L'allarme è stato lanciato via social anche dal sindaco Luca Piergentili (clicca qui).
Ci sono anche Innocent Oseghale, Lucky Awelima e Desmond Lucky tra i dodici indagati in merito al giro di spaccio di eroina in mano ai nigeriani nel capoluogo. Le indagini, giunte al termine, erano state avviate dopo l'omicidio di Pamela Mastropietro, per il quale Oseghale è stato condannato, in primo grado, all'ergastolo (CLICCA QUI).
Gli inquirenti contestano centinaia di cessioni di eroina (in un caso marijuana) avvenute tre il 2017 e il 2018 a Macerata: cessioni che avevano fruttato diverse migliaia di euro.
Nei guai sono finiti anche Happines Uwagbale, Chizon Ezihe, Ik Ikechuku, Isaac Hillary Etumudon, John Earnest, Cletus Umunede, Faith Osagie, Chinedu Okara e Godwin Akhigbe.
Il Gup Claudio Bonifazi ha fissato per il 12 novembre l’udienza preliminare.
Sorpreso a rubare nello stabilimento, viene tratto in arresto. Questa notte i Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Civitanova coadiuvati dal personale della Stazione di Porto Potenza Picena, sono intervenuti presso uno noto stabilimento del Lungomare Marinai a Porto Potenza Picena. Grazie all'allarme scattato sul proprio telefono, il proprietario dello stabilimento è riuscito a richiamare prontamente l'intervento dei carabinieri che hanno braccato il cittadino straniero autore del tentato furto.
Appena si è accorto di essere circondato dai militari e dal proprietario intanto sopraggiunti, il ladro ha improvvisato una fuga verso l’arenile, ma è stato prontamente bloccato e tratto in arresto per tentato furto aggravato.
Le immagini dell’impianto di videosorveglianza acquisite dai Carabinieri hanno chiarito in via definitiva quanto accaduto. L'uomo è stato filmato mentre entra indisturbato nello chalet e, dopo aver scardinato gli infissi dell’ingresso, tenta di forzare anche l’accesso alla cucina e al magazzino, dove avrebbe trovato quanto cercava.
L’arrestato, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti per reati analoghi, è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria e oggi sarà presentato dinanzi al Tribunale di Macerata per l’udienza di convalida e il giudizio di rito.
Ladri in azione a Tolentino.
Nella serata di oggi, dei malviventi si sono introdotti all'interno di un'abitazione, in via Aldo Moro.
I ladri hanno agito indisturbati, approfittando del fatto che nessuno fosse presente in casa al momento del furto. Una volta entrati, probabilmente forzando una finestra, se ne sono andati trafugando qualche gioiello e oggetti d'oro. Ancora da quantificare il bottino.
La proprietaria dell'abitazione, una volta rientrata, ha sporto denuncia ai carabinieri.
L'incidente si verificato lungo la provinciale, a Santa Lucia, nel Comune di Recanati.
Ad essere coinvolti nel sinistro tre veicoli, che per cause in corso di accertamento si sono scontrati tra loro.
Lanciato l'allarme si è attivata la macchina dei soccorsi: sul posto 118 e Vigili del Fuoco.
Il bilancio è di un ferito che è stato trasportato dai sanitari all'ospedale di Recanati per le cure del caso. Le sue condizioni non sono gravi. Le altre tre persone che erano a bordo delle auto coinvolte nel sinistro, sono state curate sul posto e hanno rifiutato il trasporto all'ospedale.
I Vigili del Fuoco hanno messo in sicurezza le auto e l'area dell'incidente. I rilievi spetteranno alla Polizia Stradale