Auto si scontra frontalmente contro un camion che proviene in senso opposto sull'altra corsia di marcia: incidente mortale nel comune di Cagli. A perdere la vita un uomo di 61 anni. Il tremendo sinistro è avvenuto poco prima delle 13, lungo la strada provinciale 3, al chilometro 239. Ancora da ricostruire l'esatta dinamica di quanto avvenuto, la cui ricostruzione spetterà alla Polizia Stradale di Pesaro e di Cagli.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 e i Vigili del Fuoco. I pompieri hanno estratto il conducente dell'auto dalle lamiere dell'abitacolo, ma per lui non c'è stato nulla da fare. Il personale sanitario non ha potuto far altro che constatarne il decesso. La SP3 è stata chiusa in entrambe le direzioni per tutta la durata dell’intervento, per consentire la messa in sicurezza dei mezzi coinvolti da parte dei vigili del fuoco.
Percorre un tratto di superstrada in bicicletta: uomo fermato dai Carabinieri. Il fatto è avvenuto, intorno alle 12, lungo la SS 77 della Val di Chienti. In base alle segnalazioni giunte alla Polizia stradale, un uomo ha imboccato la superstrada in bicicletta all’altezza dello svincolo Tolentino est, procedendo in direzione Civitanova Marche. Sul posto sono accorsi subito i Carabinieri, allertati dai colleghi della stradale.
All’arrivo dei militari l’uomo, di origine colombiana, si era fermato a un distributore di benzina. L’intervento dei Carabinieri ha consentito l’uscita in sicurezza del ciclista dall’arteria stradale, fortunatamente senza gravi conseguenze. Quello di oggi rappresenta l’ennesimo episodio di una lunga serie lungo la SS 77, visto che nell'ultimo anno si è registrata la pericolosa presenza di auto contromano, uomini a piedi, in bicicletta e per ultimo di un giovane in monopattino.
Non si sono fatte attendere le prime reazioni dei maceratesi per la riconferma di Sergio Mattarella come Presidente della Repubblica per altri sette anni. Molti i "no comment" ricevuti, ulteriore dimostrazione della disaffezione nei confronti delle attuali forze politiche, incapaci di trovare valide alternative per il Quirinale.
“Sicuramente Mattarella è il meno peggio – hanno dichiarato alcuni cittadini – ma è vergognoso che i partiti alla fine si siano rifugiati dietro questa scelta”. C’è chi avrebbe preferito una figura femminile alla poltrona del Quirinale, e chi pensa che non esista nessuno in grado di ricoprire il ruolo di Capo dello Stato.
C’è stato persino chi si è detto molto sfiduciato, definendo questo Mattarella bis come "un vero e proprio fallimento della politica italiana". “Non ho seguito direttamente le elezioni – ha commentato un altro ragazzo – ma in generale non credo nella politica. Per me le cose alla fine non cambieranno molto”.
Di seguito, la video-testimonianza di alcuni maceratesi:
Fugge dal pronto soccorso con vestaglia e flebo e fa perdere le sue tracce. Sembra essere svanita nel nulla la 43enne che domenica scorsa si era ferita alla gola nel suo appartamento sito in centro storico a Macerata (leggi qui cosa è accaduto) . In base a una ricostruzione fatta dalla Polizia, la donna si trovava nell’edificio in via Gioberti, in compagnia di due uomini, quando al culmine di un litigio si è ferita alla gola. Subito l’intervento del 118, che ha traferito la donna all’ospedale del capoluogo. Fortunatamente la ferita non si è rivelata profonda e la 43enne è stata subito operata.
Ieri mattina, però, la donna, approfittato probabilmente di un momento di distrazione del personale, si è allontanata dal reparto. Aveva una flebo attaccata al braccio ed era in vestaglia, non ha soldi con sé, a quanto risulta, dunque non è possibile che sia riuscita ad allontanarsi più di tanto. Non è tornata a casa, percò sono in corso le ricerche da parte di Polizia e Carabinieri.
Tre kg di marijuana in casa pronta per essere spacciata.I Carabinieri della Stazione Carabinieri di Appignano hanno tratto in arresto un 36enne Maceratese per detenzione di sostanze di stupefacenti ai fini di spaccio. Nella mattinata dello scorso lunedì 31 gennaio, i militari della Stazione Carabinieri di Appignano, nel corso di uno dei consueti servizi di controllo del territorio finalizzati a contrastare l’uso ed il commercio di sostanze stupefacenti, hanno sorpreso nel comune di Appignano un giovane con a bordo della propria autovettura un involucro contenente 25 grammi di marijuana.
I militari, ricorrendone le condizioni, hanno dato corso alle attività previste dalla procedura eseguendo la perquisizione personale estesa poi all’abitazione ove risiede sita a Macerata, recuperando ulteriori 14 involucri contenenti la medesima sostanza stupefacente per un peso totale di circa 2960 grammi pronta per essere spacciata, materiale per il confezionamento, bilancino di precisione e denaro contante per euro 250.
Il giovane, indiziato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, è stato quindi dichiarato in stato di arresto e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria posto ai domiciliari nell’abitazione di residenza, in attesa di giudizio direttissimo fissato per la mattinata di oggi.
Conclusa la complessa indagine di polizia giudiziaria e di polizia economico-finanziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Macerata, convenzionalmente denominata “K2”, che un anno fa aveva portato alla luce una gigantesca frode fiscale basata sull’illecita compensazione di crediti tributari generati da false fatturazioni. Disposto il sequestro di beni per oltre 4.200.000 euro. Indagate 13 persone, tra avvocati, commercialisti e imprenditori.
Circa 300 erano i soggetti individuati, sparsi sull’intero territorio nazionale, che avevano portato in compensazione crediti fittizi e, per 56 di essi, oltre agli aspetti amministrativi, era scattata anche la segnalazione all’Autorità Giudiziaria, essendosi configurato il reato tributario di “indebita compensazione”. La prosecuzione delle indagini da parte delle Fiamme Gialle maceratesi è stata quindi orientata a rintracciare il profitto che gli autori della frode avevano conseguito a seguito dell’attività illecita, onde procedere al relativo sequestro.
Sulla scorta di capillari accertamenti, basati sul minuzioso esame dell’enorme mole di documentazione acquisita, nonché sull’analisi delle risultanze di intercettazioni telefoniche autorizzate dall’Autorità Giudiziaria e del contenuto degli apparati informatici e dei devices rinvenuti a seguito di perquisizioni, i finanzieri sono riusciti a ricostruire i movimenti degli ingenti flussi di denaro incamerati attraverso la cessione dei crediti fasulli.
In particolare, grazie anche alle possibilità offerte dai preziosi strumenti di cooperazione internazionale, è stato appurato come i sodali si siano adoperati attivamente allo scopo di porre in essere comportamenti idonei a ostacolare l’identificazione della provenienza illecita delle risorse, impiegandole, sostituendole o trasferendole in attività economiche, finanziarie e imprenditoriali, in molti casi al di fuori del territorio nazionale.
Le modalità concretamente adottate dal sodalizio per “ripulire” il denaro frutto dell’illecita attività si sono estrinsecate prevalentemente nell’utilizzo massiccio di fatture emesse a fronte di operazioni inesistenti, in modo da giustificare i flussi di denaro da e per l’estero; attività, questa, senz’altro agevolata dalla circostanza che molti dei soggetti coinvolti detenevano quote, in alcuni casi maggioritarie, di società ubicate oltreconfine, in particolare Bulgaria e Romania.
È stato altresì appurato il coinvolgimento di alcune società pakistane, facenti capo a soggetti stranieri, aventi diverse cointeressenze anche sul territorio nazionale, beneficiarie di consistenti bonifici provenienti dall’Italia a fronte di cessioni di beni o prestazioni di servizi privi di sottostanti rapporti commerciali.
Il solido quadro probatorio ricostruito dagli inquirenti ha consentito di segnalare all’Autorità Giudiziaria 13 soggetti (tra avvocati, commercialisti e imprenditori), a vario titolo, in concorso nei reati di riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori, tutti aggravati dal carattere della “transnazionalità”.
A carico degli stessi, il G.I.P. presso il Tribunale di Macerata, in accoglimento della richiesta avanzata dal Pubblico Ministero titolare delle indagini, ha disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, della somma di oltre 4.200.000 euro, al quale è stata data esecuzione dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Macerata sull’intero territorio nazionale.
In particolare, le Fiamme Gialle maceratesi hanno sottoposto a sequestro: 2 appartamenti e 4 locali commerciali a Foggia e 1 appartamento a Montecatini Terme (PT), nei confronti di tre indagati; 2 appartamenti e 5 locali commerciali, collocati sulla costa garganica (Manfredonia), del valore stimato di oltre mezzo milione di euro, a carico di una società “schermo” riconducibile a uno degli indagati, frutto del riciclaggio di denaro realizzato attraverso fittizie triangolazioni finanziarie con la Bulgaria; 8 terreni agricoli per oltre 30.000 mq, posti nel territorio dei comuni di Foggia e Ordona (FG); un’ autovettura BMW serie 2; quote societarie relative a 5 imprese aventi sede a Foggia, Milano e Roma, blocco dei conti correnti e di una cassetta di sicurezza su 54 Istituti di Credito.
Dal 1° febbraio entrano in vigore le nuove norme previste dal Governo Draghi con obbligo vaccinale per tutti gli over 50. Novità anche per negozi, banche e uffici postali, dove l’affluenza sarà limitata ai soli possessori del Green Pass, così come l’accesso presso i luoghi di lavoro. Le multe per chi verrà trovato sprovvisto del certificato verde - di base o rafforzato - arriveranno anche a 1500 euro.
“Stiamo già lavorando pochissimo – ha commentato il gestore di un bar del centro storico di Macerata – e dovremo fare anche i conti con il caro-bollette. Ormai siamo in una situazione per cui o moriamo di Covid oppure di fame. Siamo veramente stanchi”.
Anche fra i cittadini ci sono molte perplessità. “È giusto che le persone si sottopongano al vaccino – ha dichiarato un cittadino ultra cinquantenne – ma non ritengo sia necessario imporre obblighi, tanto meno ai bar e le tabaccherie. Ormai siamo abituati a ricevere nuove regole, ma siamo sicuri che servano davvero? Oppure le impongono perché non sono stati capaci di gestire la situazione sin dall’inizio?”
Molti esercenti hanno voluto persino evitare di rilasciare dichiarazioni, esasperati dalle ennesime misure anti-contagio che rischiano seriamente di mettere in ginocchio le varie attività, se non a costringerle alla chiusura definitiva per le spese insostenibili.
Di seguito, alcune delle testimonianze raccolte per le vie di Macerata:
Entra in cantiere con il Green pass scaduto: sanzionati un operaio edilie e il suo datore di lavoro. Si era sottoposto a tampone con esito negativo ottenendo un Green pass valido per un arco temporale limitato. Con quello aveva accesso all’attività lavorativa mostrando immediatamente il certificato verde che però alla scadenza naturale non aveva provveduto a rinnovare. L'uomo aveva poi conservato la copia cartacea del certificato scaduto senza procedere al rinnovo con un un altro tampone.
Un trucco illegittimo che non è sfuggito ai Carabinieri della Compagnia di Camerino, nel corso dei controlli svolti nell’ambito del territorio relativi ai cantieri della ricostruzione post sisma. I militari hanno sanzionato infatti sia il lavoratore sprovvisto di valido certificato che il datore di lavoro responsabile di non aver sviluppato i dovuti accertamenti.
È scattato nella notte il blitz delle forze dell’ordine. L’operazione “Free Credit” attuata nella Regione Marche – in contemporanea con Emilia Romagna, Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino e Veneto – ha portato alla scoperta di una frode da 440 milioni di euro in falsi crediti locazioni, sismabonus e bonus facciate.
Si tratta di alcune delle misure di sostegno emanate dal Governo con il dl 34/2020, indirazzate a imprese e commercianti in difficoltà a causa della pandemia. I falsi crediti di imposta attuati con la truffa avrebbero maturato un corrispettivo di guadagno in metalli preziosi e criptovalute.
Sono attualmente indagate 78 persone, applicate 35 misure cautelari – 8 in carcere, 4 ai domiciliari e 23 interdittive. Fra queste, 9 avrebbero anche presentato domanda di reddito di cittadinanza e altri 3 comprovato l’appartenenza ad associazioni di stampo mafioso. Il gip del Tribunale di Rimini ha pertanto emesso un provvedimento a carico dei soggetti, ritenuti colpevoli di aver dato vita ad un “articolato sodalizio criminale con base operativa a Rimini ma ramificato in tutto il territorio nazionale”.
Ancora in corso le ricerche e i controlli da parte delle fiamme gialle - dislocate nei 44 reparti territoriali del Paese - supportate dallo S.c.i.c.o e dal Nucleo speciale frodi tecnologiche: risultano finora 80 perquisizioni, insieme al sequestro dei falsi crediti, di beni e assetti societari per il reato di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato.
Un grosso albero cade su un'auto in transito: il conducente ne esce illeso. È quanto avvenuto all'alba, poco prima delle 6:30 in Contrada Paganuccia, nel Comune di Montefano.
Sul posto le squadre dei Vigili del Fuoco della sede di Macerata che hanno avuto bisogno del supporto del personale da Ancona con l'autogru per sollevare l'albero di alto fusto finito sul veicolo. I pompieri hanno messo in sicurezza l'area e la vettura prima di procedere alla rimozione e al taglio della pianta.
Si ferisce alla gola con un coltello: 40enne trasportata all'ospedale. Il fatto è avvenuto, intorno alle 20:30, in un'abitazione sita in via Gioberti a Macerata, pieno centro storico. Una volta scattato l'allarme, sono accorsi sul posto i sanitari del 118 che, dopo le prime cure del caso, hanno trasportato la donna al pronto soccorso dell'ospedale del capoluogo.
In base a una prima ricostruzione si tratterebbe di un gesto autolesionistico, la donna avrebbe, infatti, tentato il suicidio tagliandosi alla gola con il coltello. A chiamare i soccorsi il compagno. Secondo fonti mediche, la 40enne non si troverebbe in pericolo di vita. Sul posto la Polizia per svolgere tutti gli accertamenti del caso.
Un agricoltore di 72 anni è morto dopo essere stato travolto dalla sua motozappa. Il tragico incidente è avvenuto nel primo pomeriggio in via Molino Mosca, località Candelara, nei pressi di Pesaro.
L'agricoltore è stato trovato senza vita da un vicino che era accorso sentendo uno strano rumore della motozappa. A terra, schiacciato tra un albero e il mezzo agricolo, c'era il corpo senza vita del 72enne.
All'arrivo dei soccorsi, il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo, risalente ad almeno mezz'ora prima. Sul posto sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco e la Polizia per i rilievi di rito.
Auto in fiamme in superstrada: intervengono i Vigili del Fuoco. La strada statale 77 var “Della Val di Chienti” è provvisoriamente chiusa al traffico in direzione Civitanova per la presenza di un’auto in fiamme all’interno della galleria “Maddalena”, ubicata al km 32 nel territorio comunale di Muccia.
I vigili del fuoco sono sul posto per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area. Non si registrano feriti o intossicati, la donna alla guida è stata soccorsa da alcuni passanti ed è riuscita a mettersi in salvo non appena è incominciato a uscire fumo dalla sua vettura. Presente sul luogo dell’accaduto anche il personale Anas per la gestione della viabilità e per il ripristino della normale circolazione nel più breve tempo possibile.
Aggiornamento delle 19:15
Completate le operazioni di soccorso e messa in sicurezza, il tratto stradale è stato riperto al traffico e ripristinata la normale circolazione
Un bullo di appena 8 anni tormenta un’intera classe, tanto da indurre i genitori degli altri alunni a non mandarli a scuola per protesta. È successo nei giorni scorsi nella scuola primaria di viale Verdi “Collodi”, a Jesi. Stando a quanto raccontato dalle mamme e dai papà degli altri bimbi, gli episodi di bullismo andrebbero avanti da almeno due anni. Da qui il gesto con cui vogliono spingere la dirigente scolastica a "prendere provvedimenti".
Lo “sciopero” di alunni e genitori è iniziato lo scorso giovedì, coinvolgendo 14 studenti. Sarebbero continue le angherie – stando sempre al racconto dei genitori – perpetrate nel tempo dal bambino nei confronti dei compagni di scuola: pugni nel naso, denti rotti, amuchina negli occhi.
Negli anni sono stati molti i provvedimenti che hanno portato all’intervento anche di diverse figure professionali, tra cui gli assistenti sociali. Ora, però, i genitori chiedono altre misure ancora più efficaci
Cade sulla pista da sci: 59enne soccorso in eliambulanza. L'incidente è avvenuto, intorno alle 13, nel comprensorio sciistico La Maddalena a Sarnano. In base a una prima ricostruzione, l'uomo sarebbe caduto mentre scendeva dalla seggiovia.
Lanciato l'allarme lo sciatore è stato soccorso dapprima dall'associazione sciistica Sibillini, che poi ha subito richiesto l'intervento dell'eliambulanza. L'elicottero del soccorso, atterrato nei pressi del luogo dell'accaduto, ha trasferito, quindi, l'uomo all'ospedale di Macerata per le cure del caso. Le condizioni del 59enne - secondo fonti mediche - non sono gravi.
Nell’ottobre del 2017 alcuni amici di Renata Rapposelli, pittrice anconetana di 64 anni, ne denunciarono la scomparsa. La donna venne ritrovata morta il mese successivo, a Tolentino, lungo l’argine del fiume Chienti, da un muratore che si era fermato lì per una sosta.
Gli investigatori si concentrarono immediatamente sulla famiglia Santoleri: Giuseppe, 70 anni e Simone, 46 anni, rispettivamente ex marito e figlio della donna uccisa.
Dalle indagini era emerso che la donna nei giorni della scomparsa si era recata nella loro casa a Giulianova (Teramo). Padre e figlio l’avevano invitata con la falsa scusa di gravi problemi di salute del figlio Simone, mentre in realtà l’intento era quello di farla desistere dalle sue pretese economiche per il mantenimento.
Al termine di un’accesa discussione la donna sarebbe stata strangolata dal figlio. In particolare i giudici di primo grado, nella sentenza che ha condannato Simone a 27 anni e il padre a 24 anni di carcere per omicidio volontario in concorso e per la distruzione del cadavere, hanno descritto il movente nel “mai sopito disprezzo della figura materna” nutrito dal figlio.
Il 46enne l'avrebbe strangolata a mani nude in casa, per poi scaricare il corpo a Tolentino, lungo l’argine del fiume, dentro un sacchetto della spazzatura, con l’aiuto del padre. I giudici hanno riscontrato “indizi gravi, precisi e concordanti che rilevano in modo innegabile un radicato e risalente sentimento di rancore (da parte del figlio) nei confronti della vittima”.
Simone ha sempre negato le accuse, mentre il padre invece ha dichiarato di aver assecondato sempre le scelte del figlio perché “remissivo e succube”. Il 16 dicembre 2021 la Corte d’Assise d’ Appello del tribunale de l’Aquila ha confermato la condanna per Simone, mentre l’ex marito Giuseppe ha avuto uno sconto della pena da 24 a 18 anni.
Dalla perizia psichiatrica è emerso il risentimento di Simone nei confronti della madre; quello stesso risentimento che l’uomo non ha nascosto nelle interviste televisive rilasciate anche nell’immediatezza del fatto. Un disagio familiare protrattosi nel tempo, oltre che dissapori per il denaro .
Un figlio che i testimoni hanno descritto come “una persona disturbata che aveva deliri e allucinazioni”. E’ proprio la sua ex compagna ad aver raccontato che “Simone con la religione aveva un rapporto molto particolare, ha avuto un periodo in cui diceva che vedeva il diavolo che lo prendeva e lo faceva alzare da terra, lo e lo attaccava ai muri”.
Un disagio relazionale “co costruito”, all’interno di una famiglia che prima di disgregarsi era una famiglia benestante, ma all’interno della quale un figlio è cresciuto con evidenti sofferenze e mancanze che probabilmente i genitori non sono riusciti a riconoscere e colmare.
Lo scenario di quello che è accaduto è molto complesso proprio per le dinamiche di quella famiglia, disgregata e segnata da sentimenti forti e profonde lacerazioni.
Si è da poco concluso l'ottavo spoglio delle votazioni per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica: Sergio Mattarella ricoprirà l'incarico per un altro settennato, fino al 2029. Come anticipato nel corso della giornata dalle varie informazioni, indiscrezioni e confronti, i partiti hanno trovato alla fine un'intesa - non scevra da polemiche - nel richiedere direttamente a Mattarella di essere "garante dell'unità nazionale" per un secondo mandato.
Alle ore 20.20 è stato ufficialmente raggiunto il quorum dei 505 voti necessari, accolto con una lunga standing ovation da parte dell'intera Camera dei Deputati.
Appena ristabilito l'ordine, il presidente Roberto Fico ha ripreso con la conta delle schede, fino alle ore 20.45. Così il risultato finale dopo il computo, su 983 votanti: 759 i voti per Mattarella, 90 Nordio, 37 Di Matteo, 9 per Berlusconi, 6 per Belloni, 5 per Draghi e Casini, 25 le schede bianche, 13 quelle nulle. Alle ore 20.53 Roberto Fico ha comunicato ufficialmente l'investitura.
Sergio Mattarella diventa anche il secondo Capo dello Stato ad ottenere più voti ad un'elezione: meglio di lui solamente Sandro Pertini (eletto nel 1978 con 832 voti).
Le parole del Presidente: "Ringrazio per la fiducia espressa nei miei confronti. Il momento difficile che stiamo attraversando sul fronte sanitario, economico e sociale richiama al senso di responsabilità. Non mi sottraggo ai doveri, e devono prevalere su altre considerazioni e su prospettive personali differenti. Con l'impegno di interpretare le attese e le speranze dei nostri concittadini".
Un appartamento abitato da una famiglia e sito in via G. Leopardi nel comune di Morrovalle ha preso fuoco nel pomeriggio, facendo scattare subito l'allarme da parte della comunità. Sul posto sono intervenuti subito i Vigili del Fuoco della squadra di Macerata in collaborazione con i colleghi di Civitanova Marche: le fiamme sono state quindi domate e l'intera area messa in sicurezza, in modo da permettere alle forze dell'ordine di trarre in salvo gli inquilini.
Lo stabile dichiarato inagibile - ma che non sembra aver riportato gravi danni - è stato sottoposto ai consueti accertamenti per risalire alla causa dell'incendio: si sospetta possa essere stato un guasto tecnico. Insieme ai Vigili del Fuoco sono sopraggiunti nelle ultime ore anche i periti, a sostegno delle indagini; alla famiglia è stata nel frattempo predisposta assistenza e riparo in attesa di poter far ritorno nel proprio appartamento.
Una coltre di fumo ha avvolto la città di Senigallia nel primo pomeriggio. Ad andare a fuoco è stata l'ex discoteca Shalimar. Il locale, da tempo abbandonato, che si trova in località Scapezzano è stato divorato dalle fiamme per motivi in fase di accertamento. Ancora non è chiara, infatti, la matrice del rogo.
Sul posto le squadre di Senigallia, Arcevia e Ancona con autopompe, autobotti e autoscala hanno spento le fiamme che hanno causato ingenti danni materiali all'edificio. Non si segnalano persone coinvolte. Sul posto anche la Polizia e i Carabinieri. Tutte le strade di accesso all'area sono state momentaneamente bloccate.
I poliziotti della Divisione di Polizia Amministrativa, dell’Ufficio Immigrazione e della Polizia Scientifica, hanno effettuato controlli in ambito provinciale per la verifica del rispetto delle norme anti Covid.
Nel corso dell’attività, frutto di una forte sinergia tra il personale della Questura di Macerata e il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, è stato effettuato - nella serata di giovedì - un controllo all'Eden di Trodica dove, senza alcuna forma di autorizzazione, veniva effettuata attività di intrattenimento: un night "mascherato" da circolo.
Al termine del controllo, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro hanno proceduto alla sospensione dell’attività imprenditoriale per lavoro in nero e mancanza del rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro, nonché alla chiusura dell’attività per 5 giorni per il mancato rispetto della normativa anti Covid.
Nella circostanza infatti, sono stati identificati 38 dipendenti impiegati in modo irregolare tra i quali cinque ragazze che venivano sanzionate poiché sprovviste di green pass. Analogamente, alla titolare del circolo, sono state elevate 5 sanzioni amministrative per il mancato controllo della Certificazione Verde rafforzata. La stessa è stata, inoltre, deferita all’Autorità Giudiziaria per le infrazioni rilevate di natura penale.
Inoltre, all’interno del locale sono state rintracciate due dipendenti straniere prive del permesso di soggiorno, la cui posizione è al vaglio dell’ufficio immigrazione. Durante i servizi sono state identificate complessivamente 85 persone, sottoposti a controllo 16 esercizi pubblici, 12 sono le sanzioni amministrative elevate per l’ammontare di 180mila euro mentre sono stati controllati 175 green pass ad altrettante persone.