Traversata dall'Adriatico al Tirreno passando per i monti Sibillini finisce in tragedia: muore un 59enne escursionista. Il fatto si è verificato nella tarda mattinata di ieri (la notizia è stata diffusa soltanto oggi) sul Monte D’Aria, sopra Serrapetrona, tra Castelraimondo, Camerino e San Severino. L’uomo, originario di Roma, si trovava in compagnia della moglie e di alcuni amici quando in un punto a 200 metri a valle ha accusato un malore e si è accasciato a terra.
I presenti alla spedizione - partita al mattino da San Severino, ma iniziata giorni prima – dopo aver prestato il primo soccorso hanno allertato il 118. L’eliambulanza ha raggiunto la zona del Monte D’Aria insieme a un tecnico del Soccorso Alpino, ma il medico sul posto non ha potuto che constatare l’avvenuto decesso del 59enne.
Sul luogo, nel frattempo, sono giunti anche i Carabinieri per gli accertamenti di rito. Dopo il successivo nullaosta, la salma del 59enne è stata trasferita all’obitorio di Camerino
Accusa malore mentre percorre un sentiero in un bosco: uomo soccorso in eliambulanza. L'allarme è scattato poco dopo le 14, nella zona di Altino, frazione di Montemonaco. L'uomo, un 73enne di San Benedetto del Tronto, si trovava in compagnia del fratello che, accortosi prontamente che qualcosa non andava, ha subito chiamato aiuto.
Sul posto sono giunti i vigili del fuoco e il personale del Soccorso Alpino di Ascoli Piceno. Al momento del malore i due uomini si trovavano in una zona impervia, all'interno di un'area boschiva, tanto da rende difficoltose le operazioni di recupero. Per l'eliambulanza è stato impossibile verricellare un operatore sanitario.
Il 73enne è stato, pertanto, raggiunto e collocato su una barella dai Vigili ascolani e dal Soccorso Alpino che - una volta stabilizzato - lo hanno trasportato fino all'abitato di Altino in un punto dove è stato possibile far atterrare l'elisoccorso, che lo stava attendendo per il trasferimento al vicino ospedale di Ascoli Piceno.
Truffa aggravata continuata nei confronti di don Lauro, parroco della parrocchia Santissima Annunziata di Montecosaro: questa l’ipotesi di reato che ha condotto agli arresti domiciliari un ventunenne pugliese. Il giovane è accusato di aver estorto, con l’inganno, circa 86mila euro all’anziano prelato.
La vicenda ha inizio nel mese di giugno 2021 quando il giovane, fingendo di trovarsi nella provincia maceratese a causa delle gravi condizioni di salute della nonna, muove a compassione il parroco e lo convince dapprima ad offrirgli ospitalità, poi a consegnargli la somma in contanti di 2.500 euro.
Soldi che sarebbero serviti per le cure dell’anziana donna e gli avrebbero permesso di fare rientro ad Andria, sua città natale. A sostegno del suo disegno criminale - e al fine di guadagnarsi la fiducia del prelato - il 21enne, simulando essere il vescovo di Bari, nei giorni successivi contatta telefonicamente Don Lauro e lo esorta ad essere generoso, rassicurandolo che avrebbe lui stesso restituito le somme elargite a titolo caritatevole.
Mentre le richieste di denaro e bonifici divenivano sempre più frequenti, il prelato nei mesi successivi riceve un'ulteriore telefonata dall’indagato che, fingendosi stavolta impiegato postale di Andria, oltre a dichiarare falsamente il suo stato di indigenza, convince con ulteriori raggiri il parroco ad effettuare successivi bonifici per sanare definitivamente la situazione patrimoniale e non incorrere in sanzioni penali per inesistenti illeciti di natura fiscale scaturiti dai numerosi bonifici effettuati.
Le indagini condotte dai militari a seguito di dettagliata denuncia presentata dal parroco stesso, e coordinate dalla Procura della Repubblica di Macerata, hanno permesso di raccogliere in breve tempo univoci e concordanti elementi di reità a carico dell’indagato quale unico autore dei raggiri che hanno indotto Don Lauro ad elargire fino al mese di febbraio di quest’anno la somma complessiva di circa 86mila euro tra bonifici e contanti, nell’erroneo convincimento di aiutare una persona bisognosa.
Quindi, tenuto conto delle particolari modalità esecutive della condotta illecita, il Gip di Macerata ha ritenuto idonea la misura custodiale degli arresti domiciliari, eseguita nei suoi confronti venerdì ad Andria, laddove ha nominato quali difensori di fiducia gli avvocati Raffaele Lo Sapio e Giangregorio De Pascalis del Foro di Trani. Sono in corso ulteriori indagini poiché non è escluso che ci siano ulteriori ignare vittime.
Alla guida ubriachi e con la droga nella vettura: denunciati diversi automobilisti. Nella tarda serata di ieri e nei giorni immediatamente precedenti i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile e delle Stazioni Carabinieri di Civitanova Marche, Porto Potenza Picena, Montelupone e Porto Recanati hanno effettuato un servizio coordinato a largo raggio sulle strade del Maceratese.
I controlli sono stati effettuati nei punti nevralgici e sulle arterie di maggior transito per la circolazione stradale, hanno consentito ai militari di individuare ben quattro conducenti in stato di ebrezza, tre dei quali al momento del controllo avevano valori di alcolemia che oscillavano tra 1,14 g/l e 1,94 g/l, quindi sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Macerata per la violazione prevista dall’art. 186 del codice della strada, mentre soltanto uno è rimasto nel limite di 0,80 g/l, quindi è incorso nella sanzione amministrativa pari ad euro 543,00, oltre alla sospensione della patente per tutti.
Un quarantottenne di Porto Recanati è stato fermato, inoltre, alla guida della sua autovettura e trovato in possesso di quattro dosi di cocaina per un peso complessivo di quattro grammi, insieme ad un bilancino di precisione di cui ha cercato invano di disfarsi durante il controllo, anche per lui è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria maceratese per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Mentre, una quarantacinquenne salentina è stata sorpresa mentre indisturbata girava per le vie del centro civitanovese, nonostante fosse destinataria di foglio di via obbligatorio emesso nei suoi confronti dalla Questura di Macerata, come del resto un cittadino straniero rintracciato ieri a Montelupone, ove invece era stato allontanato con altro foglio di via obbligatorio. Sono stati entrambi deferiti per inosservanza del provvedimento dell’autorità.
Nel corso dell’intero servizio sono state identificate complessivamente 175 persone, controllati 98 veicoli, accertate complessivamente 23 violazioni al codice della strada, principalmente per mancato uso delle cinture, uso dei telefoni cellulari, mancata revisione e copertura assicurativa.
Precipita dalla finestra: un 89enne in gravi condizioni a Torrette. L'episodio è avvenuto nella mattinata di oggi, intorno alle 7, al secondo piano di una palazzina sita in via Giotto, in località Trodica di Morrovalle.
Immediatamente è stato soccorso dai sanitari del 118 giunti sul posto, e poi trasportato al nosocomio di Torrette in eliambulanza. Le condizioni dell'uomo sono molto gravi. Da chiarire ancora l'esatta dinamica di quanto avvenuto sulla quale indagano i Carabinieri. L'ipotesi più probabile, al momento, è che si sia trattato di un gesto volontario.
I Carabinieri della Compagnia di Jesi hanno arrestato un 25enne del posto, poiché ritenuto responsabile dell'incendio di un'autovettura parcheggiata davanti alle vetrine del centro commerciale Globo, in viale Don Minzoni, interessando la facciata e il solaio. Il fatto è avvenuto nella tarda serata di ieri.
Sul posto sono giunti i Vigili del fuoco di Jesi, Ancona e Arcevia, che hanno evitato il propagarsi delle fiamme all'interno della struttura. L'arrestato, per motivi in corso di accertamento, avrebbe appiccato il fuoco per poi dileguarsi nelle vie limitrofe buie.
L'allarme scattato dalla centrale operativa a tutte le auto dei Carabinieri impiegate sul territorio, ha permesso ai militari di attivarsi immediatamente per la ricostruzione dei fatti e di ricerca del responsabile. I Carabinieri hanno in pochi minuti individuato il presunto autore e lo hanno rintracciato in una via nei pressi della stazione ferroviaria di Jesi.
Furgone contro bici, 22enne finisce al pronto soccorso. La segnalazione è scattata intorno alle 7 di questo mattina: la giovane in sella alla bici è stata urtata da un furgone tra Trodica di Morrovalle e Villa San Filippo all'altezza dell'uscita della superstrada.
Sul posto è intervenuto prontamente il personale del 118 per fornire i soccorsi necessari: a seguito dei traumi riportati dalla ragazza - che ha picchiato sull'asfalto - i sanitari ne hanno disposto il trasferimento all'ospedale di Civitanova. Le condizione della 22enne mnon desterebbero, tuttavia particolari preoccupazioni.
Insieme ai sanitari si è precipitata sul luogo dell'incidente anche la Polizia Stradale, alla quale spetterà il compiuto di ricostruire con esattezza la dinamica di quanto avvenuto.
Violenza sessuale nei confronti del nipote minorenne: in manette 51enne. Nel tardo pomeriggio di ieri i Carabinieri della Stazione di Treia hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso lo stesso giorno dal Tribunale Ordinario di Macerata - Ufficio Esecuzioni Penali nei confronti di un operaio 51enne nato in Marocco, il quale deve scontare la pena di 5 anni e 6 mesi di reclusione per il reato di violenza sessuale nei confronti del nipote di 9 anni. Il fatto è stato commesso in più circostanze in Marocco e Treia tra i mesi di agosto e ottobre 2015. L'uomo è stato tradotto al carcere di Fermo.
Palestra abusiva in casa: nei guai un’operaia 54enne. Operazione congiunta portata a termine dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Camerino e della Polizia Locale di Tolentino. A destare sospetto ai finanzieri, la pubblicità diffusa via social dalla stessa donna. Infatti, nei filmati promozionali pubblicati in rete, si intuiva che l'ambiente della palestra fosse piuttosto casalingo, anche se ben provvisto di attrezzi e pesi, ma quando lei stessa in un video ha affermato "benvenuti a casa mia", a quel punto non ci sono stati più dubbi. E a casa sua sono andate le Fiamme Gialle camerti.
A finire nei guai è stata una donna di 54 anni di Tolentino che proprio nel piano terra della sua abitazione aveva messo in piedi una vera e propria palestra completamente abusiva. Sui social si identificava come fitness coach, ma in realtà lavora come operaia in un'azienda che si trova fuori dalla provincia di Macerata. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato attrezzi e pesi e segnalato tutto alla Procura della Repubblica di Macerata. Secondo quanto riscontrato, erano circa una trentina i clienti della donna.
Sono in corso di approfondimento da parte della Polizia Locale alcuni presunti abusi edilizi rilevati nel corso delle operazioni. Infine, gli elementi acquisiti nel corso del controllo saranno utilizzati per i successivi approfondimenti di carattere fiscale volti alla ricostruzione dei compensi percepiti durante l'attività illecita.
Brutta caduta in casa per un’anziana. È successo nella tarda mattinata di oggi a Civitanova in via Cavallotti. La donna, pare a seguito di un malore, è caduto dalle scale della propria abitazione riportando vari traumi.
Immediati i soccorsi con l’ambulanza della l’auto infermieristica del 118 e l’ambulanza della Croce Verde. È stato anche disposto l’invio dell’elisoccorso decollato da Ancona. Dopo aver ricevuto le prime cure sul posto, la donna è stata trasportato all’ospedale dorico di Torrette in codice rosso.
Precipita dalla finestra della sua abitazione da un’altezza di 10 metri: muore una donna di 38 anni. Il dramma si è consumato, nella mattinata di oggi intorno alle 7:30, a Morrovalle in via Raffaello Sanzio.
Una volta scattato l'allarme, sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e della Croce Verde. Il medico, tuttavia, non ha potuto far altro che constatare il decesso della donna.
Spetta ai Carabinieri della Compagnia di Morrovalle e Civitanova ricostruire l’esatta dinamica di quanto avvenuto: da stabilire se si sia trattato di un gesto volontario o di un tragico incidente.
(In aggiornamento)
Dramma all’alba a Porto Sant'Elpidio, dove è stato trovato il cadavere di un uomo, di circa 40 anni, sulla riva della spiaggia nei pressi dello chalet La Playa di Cococciò. Secondo una ricostruzione, il decesso risalirebbe a circa le 5 del mattino . Quando sul posto è giunta l'ambulanza, i soccorritori non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.
Sul luogo del ritrovamento la Polizia di Stato che sta indagando per risalire all’identità dell’uomo, considerato che non aveva con sé documenti o effetti personali. Ancora sconosciute le cause del decesso: al momento viene esclusa la morte violenta non essendo stati trovati sul corpo dell’uomo segni particolari o ferite. Presenti sul posto anche il medico legale e la Capitaneria di Porto.
“Non c'è movente, non sono utilizzabili le analisi della medicina legale in quanto è stato leso il diritto alla difesa; diversi testimoni hanno ritrattato quanto detto in sede di indagini e, soprattutto, Wick è innocente a prescindere da tutto ciò, non avendo mai fatto nulla che potesse ledere la salute degli anziani pazienti”.
Lo hanno detto gli avvocati Tommaso Pietropaolo e Francesco Voltattorni nell'arringa difensiva di oggi davanti alla Corte d'Assise di Macerata nel processo in cui l'infermiere ascolano Leopoldo Wick deve rispondere di otto omicidi e quattro tentati omicidi in relazione al caso delle morti sospette alla Rsa di Offida (Ascoli Piceno). Decessi dovuti - secondo l'accusa - a indebita somministrazione di farmaci e sulle quali ha indagato il procuratore di Ascoli Piceno Umberto Monti che ha chiesto la condanna dell'imputato all'ergastolo.
"Si tratta di un processo indiziario e la giurisprudenza insegna che in questi casi serve che ci sia un movente, che qui nessuno ha individuato, anzi nemmeno accennato" ha affermato l'avvocato Pietropaolo. Il co-difensore Voltattorni ha invece concentrato l'attenzione sulle analisi della medicina legale durante le indagini "fatte senza che Wick fosse avvisato come previsto dalla legge, ledendo quindi il sacrosanto diritto alla difesa dell'indagato. Analisi - ha concluso - inutilizzabili anche perché non è stata rispettata la catena della conservazione".
'Call center' per la vendita di cocaina direttamente in casa: denunciata una donna. Il tutto si svolgeva in via Pietro Nenni a Lido Tre Archi di Fermo: dopo un contatto telefonico seguiva, da parte degli acquirenti, un semplice squillo del campanello dell'abitazione per la consegna di dosi di stupefacente.
La venditrice, anche in pantofole e vestaglia da camera, usciva dal portone e, con una sola mano, consegnava al compratore le dosi concordate ricevendone in cambio la somma pattuita: di solito involucri da 0,3 grammi al prezzo di 20 euro o applicando uno sconto per i clienti più affezionati, tre dosi a 50 euro.
Ad accertare e documentare circa 430 cessioni di cocaina, per un totale di 670 dosi e 160 grammi di sostanza, per un valore di circa 12mila euro, sono stati gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Fermo anche con appostamenti ed esame di filmati di videosorveglianza.
Le indagini della Polizia, coordinate dalla Procura di Fermo, hanno portato alla denuncia della spacciatrice e all'esecuzione a carico della donna della misura cautelare decisa dal gip, del divieto di dimora nella regione. Gli agenti avevano fermato anche un cliente in possesso di involucri con cocaina appena acquistati dalla donna, repertati dalla Scientifica: è stato segnalato alla Prefettura come assuntore di droga.
Da tempo, riferiscono gli inquirenti, i pusher non conservano più molte dosi in casa per evitare, in caso di perquisizione, di essere denunciati o arrestati per spaccio e così si 'organizzano' per ordini mirati.
Un cavallo, per la precisione una puledra, le sferra un calcio alla schiena: giovane soccorsa dal 118. Brutto incidente quello avvenuto in tarda mattinata, dopo le 13, a Cingoli, in un maneggio presso il Lago di Castreccioni. Immediato l'intervento del personale del 118 che, dopo una prima valutazione dei traumi riportati dalla ragazza, ne ha subito disposto il trasferimento - per accertamenti - al pronto soccorso dell'ospedale di Jesi, in codice giallo.
Scontro tra due auto all'incrocio, una finisce contro un palo: 70enne soccorsa dal 118. L'incidente si è verificato questa mattina, intorno alle 12:45, all'incrocio tra Corso Garibaldi e via Mazzini, in pieno centro cittadino, a Civitanova Marche.
Per cause ancora in fase di accertamento da parte della Polizia Locale, sono entrare in collisione una Subaru e una Toyota Yaris, che ha terminato la propria corsa contro un palo. I sanitari del 118, dopo aver constatato le condizioni dei conducenti, hanno disposto il trasferimento al pronto soccorso dell'ospedale di Civitanova Marche della donna al volante della Yaris per accertamenti: non si trova in gravi condizioni.
Grave incidente sul lavoro per un uomo di 32 anni, a Tolentino. È quanto avvenuto nella mattinata di oggi, all'interno di una ditta sita in contrada Rosciano. Per cause ancora da chiarire, un operaio ha riportato l'amputazione di due dita.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 che, constatati i traumi riportati dall'uomo, ne hanno disposto il trasferimento in codice rosso all'ospedale Torrette di Ancona tramite ambulanza. Ai rilievi, per ricostruire con esattezza la dinamica di quanto avvenuto, procedono i Carabinieri di Tolentino.
Frode fiscale e riciclaggio internazionale: prosegue l’operazione “K2” del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Macerata. Sequestrata a uno dei professionisti coinvolti l’intera eredità dei genitori.
Alla fine del mese di gennaio di quest’anno, le fiamme gialle avevano dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip presso il Tribunale di Macerata della somma di oltre 4.200.000 euro, a carico di 13 soggetti (tra avvocati, commercialisti e imprenditori) responsabili, a vario titolo, dei reati di riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori, tutti aggravati dal carattere della “transnazionalità” (leggi qui)
Il provvedimento cautelare rappresentava l’epilogo dell’operazione convenzionalmente denominata “K2”, una complessa indagine di polizia giudiziaria e di polizia economico-finanziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Macerata, che un anno fa aveva portato alla luce una gigantesca frode fiscale basata sull’illecita compensazione di crediti tributari generati da false fatturazioni.
Circa 300 i soggetti individuati, sparsi sull’intero territorio nazionale, che avevano portato in compensazione crediti fittizi e, per 56 di essi, oltre agli aspetti amministrativi, era scattata anche la segnalazione all’Autorità Giudiziaria, essendosi configurato il reato tributario di “indebita compensazione”.
Sulla scorta di capillari accertamenti, i finanzieri erano altresì riusciti a ricostruire i movimenti degli ingenti flussi di denaro incamerati attraverso la cessione dei crediti fasulli; in particolare, era stato appurato come i sodali si fossero adoperati attivamente allo scopo di porre in essere comportamenti idonei a ostacolare l’identificazione della provenienza illecita delle risorse, impiegandole, sostituendole o trasferendole in attività economiche, finanziarie e imprenditoriali, in molti casi al di fuori del territorio nazionale.
Sulla base del solido quadro probatorio fornito dagli inquirenti, la locale Autorità Giudiziaria aveva emesso un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente, in esecuzione del quale erano stati sottoposti a sequestro disponibilità finanziarie, quote societarie, beni mobili registrati, terreni, appartamenti (anche di pregio), locali commerciali, in provincia di Foggia e a Montecatini Terme.
Nei confronti di uno dei professionisti coinvolti nell’illecita attività, a carico del quale era stata disposta la misura cautelare reale per quasi 600.000 euro - corrispondente al profitto conseguito grazie ai reati ascritti - l’esecuzione del provvedimento aveva consentito di sottoporre a vincolo solo poche migliaia di euro, in quanto il medesimo non risultava intestatario di nessun bene immobile o mobile registrato nei confronti dei quali estendere il sequestro per equivalente.
Tuttavia, il costante monitoraggio di tutti i rapporti bancari riconducibili al medesimo, unito a un’efficace attività di ricerca informativa, ha consentito di appurare come il soggetto interessato, alcune settimane dopo l’esecuzione del sequestro di gennaio, fosse venuto in possesso di disponibilità finanziarie e, soprattutto, avesse acquisito la titolarità di un ingente complesso di terreni e fabbricati ubicati nelle province di Ancona e Macerata.
Tale sopravvenuta disponibilità era derivata dalla scomparsa, in un breve lasso temporale, di entrambi i genitori, alla morte dei quali il figlio aveva incamerato l’intero compendio ereditario. I finanzieri hanno quindi provveduto a estendere tempestivamente il sequestro ai beni così individuati, sottoponendo a vincolo denaro per quasi 30.000 euro, 8 unità immobiliari e 21 terreni per oltre 26.000 metri quadrati, per un valore complessivo stimato in oltre 500.000 euro.
Auto contro moto: centauro trasportato a Torrette. È il bilancio di un incidente avvenuto, intorno alle 15:40, all’incrocio di Santa Maria Apparente in via del Molino.
Per cause in corso di accertamento da parte delle forze dell’ordine, una vettura e una moto sono entrate in collisione. Ad avere la peggio l’uomo in sella alla due ruote che è stato disarcionato dal mezzo ed è finito a terra.
Lanciato l’allarme sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118. Gli operatori dell’emergenza, prestate le prime cure del caso, hanno allertato l’eliambulanza. L’elicottero del soccorso ha trasferito il centauro all’ospedale di Torrette. L’uomo era cosciente al momento dell’arrivo dei sanitari.
Ore di shock quelle che hanno caratterizzato la mattinata presso l’ospedale pediatrico Salesi di Ancona: un uomo di origine asiatica – in evidente stato di agitazione – ha fatto irruzione nel cortile del presidio e, armato di coltello, ha inizato a minacciare medici e infermieri, accusandoli di avergli “ucciso” la figlia.
La bimba era stata sottoposta il giorno prima a un delicato intervento chirurgico, per il quale si era ritenuta necessaria – oltre all’anestesia - anche la sedazione post operatoria. Nel voler ricevere informazioni, l’uomo aveva provato ad effettuare stamattina una videochiamata, ma vedendo la propria figllia immobile – ancora sedata – l’ha creduta morta. In pochi minuti, lo stesso si è messo alla guida da Macerata – dove risiede – fino ad Ancona, in preda alla disperazione.
Sanitari, Croce Gialla e carabinieri intervenuti sul posto hanno provato a chiarire l’equivoco, finché l’uomo non è stato avvicinato da un prete – anche lui asiatico – che è riuscito a tranquillizzarlo e a convincerlo nel liberarsi dell’arma da taglio. Il dialogo fra i due è poi proseguito fino alle ore 14, quando è sopraggiunta anche la moglie che, scortata dalle forze dell’ordine, ha accompagnato il marito all’ospedale Torrette per essere sottoposto ad accertamenti e opportune cure mediche.
Fortunatamente, nessuno dei presenti alla scena consumatasi al Salesi è rimasto ferito.