Il Comune di Loreto si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario relativo all’uccisione di 55 cani rinvenuti morti nell’area di Scossicci, al confine con il territorio di Porto Recanati.
Ad annunciarlo è il sindaco Moreno Pieroni, che ha spiegato come l’amministrazione sia in attesa dei tempi tecnici dell’iter giudiziario per formalizzare la decisione.
«Siamo di fronte a un episodio di estrema gravità – ha dichiarato il primo cittadino – che colpisce non solo per la violenza dell’atto, ma anche per il senso di smarrimento che genera nella nostra comunità».
Il Comune intende dunque assumere un ruolo attivo nel procedimento, rappresentando i valori condivisi dalla cittadinanza in tema di tutela degli animali e rispetto della legalità.
«Con la costituzione di parte civile – ha aggiunto Pieroni – vogliamo affermare con chiarezza che la nostra comunità non tollera atti di violenza e crudeltà».
Un’iniziativa che punta a dare un segnale forte, anche sul piano istituzionale, di fronte a un episodio che ha suscitato profonda indignazione nel territorio.
Nella mattinata del 10 aprile 2026, a Sarnano, i Carabinieri della Stazione locale hanno effettuato un accesso ispettivo in un cantiere edile situato in centro, insieme al Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (N.I.L.) di Macerata.
L’intervento si inserisce in un più ampio dispositivo di controllo volto a verificare il rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e contrasto al lavoro irregolare, soprattutto nei contesti legati alla ricostruzione.
Le verifiche hanno fatto emergere diverse irregolarità, in particolare gravi carenze documentali e organizzative. È stata rilevata l’assenza della documentazione relativa alla formazione e informazione dei lavoratori sui rischi specifici connessi all’attività svolta, oltre alla mancanza delle certificazioni di idoneità alla mansione rilasciate dal medico competente.
Le responsabilità riscontrate hanno riguardato le diverse figure operative del cantiere, tra impresa affidataria, ditta subappaltatrice e coordinamento della sicurezza, con la denuncia di tre soggetti.
A seguito degli accertamenti è stato disposto l’immediato provvedimento di sospensione dell’attività del cantiere e dell’impiego dei lavoratori. Contestate inoltre sanzioni per un totale di circa 65.000 euro in ammende e 4.000 euro in sanzioni amministrative.
Una valanga di notevoli dimensioni si è staccata nella mattinata di oggi sul versante occidentale del Monte Bove, all’interno della Val di Bove, senza fortunatamente causare feriti o persone coinvolte.
L’evento è stato osservato da un gruppo di scialpinisti presenti in zona, che ha immediatamente allertato il Numero Unico di Emergenza 112, facendo scattare la macchina dei soccorsi.
La centrale operativa ha disposto l’intervento dell’elisoccorso regionale Icaro 02, con a bordo un tecnico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), per effettuare una ricognizione aerea e le operazioni di bonifica dell’area, anche attraverso sistemi di ricerca Recco.
Contestualmente, nella zona erano già presenti tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Marche impegnati in attività di addestramento, che si sono resi disponibili a supportare eventuali operazioni di ricerca.
Dopo le verifiche condotte sul posto, tutte le operazioni hanno dato esito negativo: non risultano persone coinvolte dalla valanga.
Attimi di forte tensione nel pomeriggio di ieri sul lungomare Marinai d’Italia a Porto Potenza Picena, dove un giovane è stato tratto in salvo dopo essersi immerso in mare con intenzioni suicidarie.
La scena non è passata inosservata ad alcuni passanti che, notando il ragazzo dirigersi rapidamente verso la scogliera, hanno immediatamente compreso la situazione e allertato i soccorsi.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione locale, i Vigili del Fuoco e una motovedetta della Capitaneria di Porto di Civitanova Marche, dando avvio a un’operazione coordinata di ricerca e assistenza.
Il giovane, un 25enne originario della provincia di Ancona, dopo essersi immerso in acqua ha raggiunto gli scogli, dove si è arrampicato nonostante i tentativi di dissuasione.
Il comandante della Stazione dei Carabinieri, il maresciallo maggiore Alessio Alberigo, insieme al carabiniere scelto Emanuele Cirilli, ha raggiunto il ragazzo a bordo di un pattino di salvataggio di uno stabilimento balneare della zona. Vista la situazione in rapida evoluzione e la mancanza di collaborazione da parte del giovane, il maresciallo si è successivamente tuffato in mare, riuscendo a raggiungerlo sugli scogli.
Dopo aver instaurato un dialogo e conquistato la sua fiducia, il militare è riuscito a farlo desistere dal gesto, mettendolo in sicurezza e accompagnandolo a riva, dove è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118.
Incidente stradale nelle prime ore della mattinata di oggi, 11 aprile, lungo la strada Regina, nel territorio comunale di Potenza Picena. Intorno alle 7.30, per cause ancora in fase di accertamento, un furgone e una Fiat Freemont si sono scontrati all’altezza di un incrocio.
L’impatto è stato particolarmente violento: entrambi i mezzi sono finiti fuori strada, terminando la corsa nel fossato che costeggia la carreggiata. Immediato l’intervento dei soccorsi, allertati da alcuni automobilisti di passaggio.
Sul posto sono giunti i sanitari del 118 e i vigili del fuoco del distaccamento di Civitanova Marche, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e a prestare assistenza ai coinvolti.
Il bilancio è di sette persone rimaste coinvolte nell’incidente: tre sono state curate sul posto, mentre quattro feriti sono stati successivamente trasferiti al pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova Marche per ulteriori accertamenti.
Sono in corso i rilievi della polizia stradale per chiarire l’esatta dinamica dello scontro.
Una mattinata che la famiglia difficilmente potrà dimenticare, conclusasi con il più dolce dei finali. Poco dopo le ore 10:00, una donna di Appignano ha dato alla luce il suo terzo figlio tra le mura della propria abitazione, protagonista di un parto improvviso e velocissimo che non ha lasciato il tempo di raggiungere l’ospedale di Macerata.
Tutto è iniziato quando la donna ha avvertito la rottura delle acque, segnale di un travaglio già in fase estremamente avanzata. Il marito e il suocero, presenti in casa, hanno immediatamente allertato i soccorsi chiamando il numero di emergenza. Mentre una squadra del 118 si metteva in viaggio a sirene spiegate verso l'abitazione, il personale della centrale operativa ha compreso che non c’era un istante da perdere: il piccolo era già pronto a venire al mondo.
Con estrema lucidità, il marito ha trasformato il salotto di casa in una sala parto improvvisata, seguendo passo dopo passo le istruzioni fornite via telefono dagli operatori sanitari. Grazie a questa preziosa guida a distanza e all'esperienza della mamma, in appena venti minuti il bimbo è nato, precedendo l'arrivo dell'ambulanza. All’ingresso dei sanitari nell'appartamento, il nuovo arrivato, un maschietto, aveva già emesso il suo primo vagito tra le braccia del papà.
Dopo i primi controlli sul posto, che hanno confermato le ottime condizioni di salute di entrambi, mamma e neonato sono stati trasferiti al reparto di ostetricia dell’ospedale di Macerata per i monitoraggi di rito.
(Foto di repertorio)
Una violenta lite domestica si è conclusa con un provvedimento di allontanamento d'urgenza dalla casa familiare per un operaio senegalese di 64 anni, incensurato e residente a Tolentino. L’operazione è stata condotta dai carabinieri della stazione locale, in esecuzione di una misura precautelare autorizzata dall'autorità giudiziaria nei confronti dell’uomo, ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia.
L’intervento dei militari è scattato a seguito di una segnalazione giunta alla centrale operativa, che ha inviato una pattuglia del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Tolentino presso l'abitazione della coppia. Al loro arrivo, i carabinieri hanno trovato la coniuge dell’uomo, una donna di 57 anni, anch'essa di nazionalità senegalese, con evidenti segni di aggressione.
Secondo quanto accertato durante i primi rilievi, la donna era stata colpita ripetutamente dal marito al culmine di un alterco. A causa della gravità delle percosse ricevute, è stato necessario l'immediato trasporto della vittima al pronto soccorso dell'ospedale di Macerata, dove i medici le hanno riscontrato lesioni alle costole e alle braccia, con una prognosi di guarigione di 30 giorni.
Le successive indagini condotte dai carabinieri della locale stazione hanno permesso di ricostruire un quadro più ampio e allarmante: l’episodio che ha portato all'intervento non sarebbe stato un caso isolato. L'attività investigativa ha infatti documentato pregressi episodi di maltrattamenti subiti dalla donna all'interno delle mura domestiche. Proprio alla luce della sistematicità delle violenze e della pericolosità della situazione, l'uomo è stato deferito all'autorità giudiziaria competente che ha disposto l'immediato allontanamento dalla casa familiare.
I Carabinieri della Compagnia di Civitanova hanno portato a termine due distinti interventi finalizzati al rafforzamento della sicurezza pubblica e al rispetto della legalità.
Il primo episodio ha visto protagonisti i Carabinieri della Stazione di Potenza Picena, che hanno dato esecuzione a un provvedimento emesso dal Tribunale di Macerata nei confronti di un uomo di 44 anni, di origine albanese, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione per i reati di tentato omicidio e lesioni personali aggravate. La pena sarà scontata in regime di detenzione domiciliare presso la propria abitazione, dove si trovava già sottoposto agli arresti domiciliari.
Parallelamente, sul fronte del contrasto al consumo di sostanze stupefacenti, i Carabinieri della Stazione di Civitanova Marche hanno segnalato alla Prefettura un uomo di 35 anni, residente nel comune, come assuntore di droga. Il comportamento sospetto e particolarmente guardingo dell’individuo ha spinto i militari ad approfondire il controllo, culminato in una perquisizione personale.
Nel corso dell’operazione sono stati rinvenuti 2,10 grammi di hashish, immediatamente sequestrati. La sostanza sarà successivamente distrutta secondo le procedure previste dalla normativa vigente.
RECANATI – Operazione antidroga della Polizia Locale di Recanati nel quartiere Fonti San Lorenzo, dove giovedì 2 aprile un giovane è stato fermato in flagranza per possesso di sostanza stupefacente.
L’intervento è avvenuto nel corso di un servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto del degrado urbano. Gli agenti, impegnati nell’attività di prevenzione, hanno notato tre giovani appartati e hanno deciso di procedere a un controllo.
Alla vista degli operatori, uno dei ragazzi si è dato alla fuga tra le strade secondarie del quartiere. Ne è scaturito un inseguimento, conclusosi poco dopo con il blocco del giovane da parte della Polizia Locale.
Durante gli accertamenti è stata rinvenuta sostanza stupefacente del tipo hashish, successivamente dichiarata per uso personale. La droga è stata sequestrata.
Nei confronti del giovane è stata contestata la violazione amministrativa ed è scattata anche la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.
FABRIANO – È stato fatto salire a forza su un’auto, privato del cellulare, poi gettato fuori dalla vettura in corsa e infine rapinato di 500 euro. È quanto denunciato nei giorni scorsi da un uomo al Commissariato di Fabriano.
Determinante per le indagini il contributo della Polizia Locale e le immagini della videosorveglianza comunale, che hanno ripreso le fasi iniziali dell’aggressione e l’introduzione forzata della vittima all’interno del veicolo.
Le verifiche successive hanno permesso agli agenti della Polizia di Stato di risalire, attraverso la targa, all’intestatario e agli utilizzatori dell’auto. I tre presunti responsabili sono stati successivamente individuati e riconosciuti dalla vittima presso il Commissariato.
Si tratta di tre uomini, residenti fuori regione, di età compresa tra i 20 e i 50 anni, già noti alle forze dell’ordine. Sono stati denunciati per i reati di rapina aggravata e sequestro di persona.
Nei loro confronti il questore di Ancona, Cesare Capocasa, ha disposto anche la misura di prevenzione del Foglio di Via Obbligatorio, con divieto di ritorno nel comune di Fabriano per un periodo compreso tra uno e due anni.
SEFRO – Intervento dei vigili del fuoco intorno alle 19 di oggi in località Sefro per il soccorso a un escursionista rimasto bloccato in un tratto impervio. L’uomo si trovava nella zona della Fossa di Buttaone quando, non riuscendo più a proseguire lungo il sentiero, ha lanciato l'allarme.
La Sala operativa di Macerata ha localizzato il punto esatto e, data la natura del terreno, ha richiesto l'intervento del reparto volo di Arezzo. Sul posto è giunto l’elicottero Drago 70 che ha provveduto al recupero dell’uomo tramite l’utilizzo del verricello.
L’escursionista, che non ha riportato ferite ed è apparso in buone condizioni di salute, è stato trasferito a terra e affidato alla squadra dei vigili del fuoco di Camerino, che ha provveduto a ricondurlo alla propria autovettura. Le operazioni si sono concluse in serata.
I carabinieri della stazione di Fiuminata hanno tratto in arresto nella giornata di ieri due cittadini rumeni di 34 e 27 anni, entrambi residenti a Perugia e già noti alle forze dell'ordine. Le accuse nei loro confronti sono pesanti: falsa attestazione a pubblico ufficiale sull'identità personale, sostituzione di persona e possesso di documenti di identificazione contraffatti.
L’operazione è scattata durante un normale servizio di controllo del territorio. I militari hanno notato un'auto che, alla vista della pattuglia, ha effettuato un brusco e repentino cambio di direzione nel tentativo di dileguarsi. Il comportamento sospetto ha spinto i carabinieri a raggiungere e bloccare immediatamente il veicolo per procedere all'identificazione degli occupanti.
Alla richiesta dei militari, i due hanno dichiarato di essere di nazionalità polacca, esibendo documenti che a un primo esame sono apparsi dubbi. Per approfondire gli accertamenti, i soggetti sono stati accompagnati in caserma e sottoposti a fotosegnalamento. Le verifiche hanno svelato la realtà: i due uomini erano in realtà rumeni, gravati da numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, e i documenti polacchi mostrati erano completamente contraffatti.
A fronte della flagranza di reato, i due sono stati arrestati e trattenuti presso le camere di sicurezza delle stazioni dei carabinieri di Pioraco e Macerata. Nella mattinata odierna sono stati condotti davanti al giudice per il rito direttissimo.
I Carabinieri della Stazione di Macerata, al termine di un’articolata attività investigativa, hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 34 anni, residente a Napoli, con l’accusa di truffa.
L’indagine è partita dalla denuncia-querela presentata lo scorso marzo da un 59enne maceratese, vittima di un raggiro legato all’acquisto online di un motore per veicolo. I militari sono riusciti a ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti, risalenti al 10 marzo scorso.
Secondo quanto accertato, l’uomo aveva risposto a un annuncio pubblicato su un sito web specializzato, entrando poi in contatto con il presunto venditore tramite WhatsApp. Quest’ultimo si presentava come referente di un’azienda di autoricambi e, dopo una breve trattativa, le parti avevano concordato un prezzo di 1.100 euro.
Per concludere la vendita, il venditore aveva richiesto il versamento di una caparra di 350 euro, da effettuare tramite bonifico bancario su un IBAN fornito. Dopo aver eseguito il pagamento, la vittima è stata nuovamente contattata con la richiesta di effettuare un secondo bonifico dello stesso importo, con la motivazione che il primo non fosse andato a buon fine.
A quel punto, il 59enne ha intuito di trovarsi di fronte a un possibile raggiro e ha deciso di interrompere immediatamente la trattativa, chiedendo la restituzione della somma versata. Il denaro, tuttavia, non è mai stato restituito.
Grazie a accurati accertamenti bancari e telematici, i Carabinieri sono riusciti a identificare i titolari dei conti correnti coinvolti. È emerso che il primo IBAN utilizzato per la caparra è intestato a una donna residente a Napoli, mentre il secondo conto, destinato a ricevere un ulteriore pagamento, risulta intestato proprio al 34enne denunciato.
Le indagini sono ancora in corso per chiarire il ruolo e le eventuali responsabilità della donna coinvolta nella vicenda.
Uno screzio tra familiari degenerato in un'aggressione fisica, culminata con il ricovero in ospedale e un’accusa formale per lesioni personali aggravate. È questo lo scenario giudiziario discusso questa mattina presso il Tribunale di Macerata davanti al giudice Enrico Pannaggi, nel procedimento a carico di M.T., 61enne di Tolentino, accusato di aver aggredito la propria sorella al culmine di una discussione.
I fatti risalgono al pomeriggio del 14 settembre 2024, in Vicolo degli Orti, a Tolentino, all'esterno dell'abitazione della defunta madre. Secondo il decreto di citazione a giudizio firmato dal sostituto procuratore Enrico Barbieri, l’uomo avrebbe afferrato la sorella per il collo, colpendola ripetutamente e facendola urtare con violenza contro una Lancia Y parcheggiata nelle vicinanze.
Un dettaglio cruciale emerso dai verbali riguarda i momenti immediatamente successivi all'aggressione: la donna, visibilmente scossa e dolorante, si è presentata prima di ogni altra cosa presso la locale stazione dei carabinieri. È stato proprio davanti ai militari che è scattata la macchina dei soccorsi: gli uomini dell'Arma, constatate le condizioni della donna, hanno richiesto l'intervento del 118 che ha poi provveduto al trasporto della vittima presso il pronto soccorso dell'ospedale di Macerata.
Le conseguenze cliniche, certificate dai sanitari, descrivono un quadro di contusioni multiple alla piramide nasale, alla mandibola e alla zona cervicale, oltre a traumi agli arti, giudicati guaribili con una prognosi di sette giorni.
In aula, la persona offesa ha formalizzato la propria costituzione di parte civile affidandosi alla tutela legale dell'avvocato Oberdan Pantana. Il noto penalista ha depositato la documentazione medica e l'atto di costituzione, rimarcando la gravità del gesto avvenuto "in un contesto familiare che dovrebbe essere, al contrario, luogo di protezione".
L’imputato, difeso dall'avvocato Stefano Chiodini, dovrà ora rispondere del reato di lesioni personali aggravate dal legame di parentela. Il giudice Pannaggi ha dato il via alla fase dibattimentale per accertare le responsabilità penali dell'uomo, dopo l'udienza predibattimentale tenutasi stamane. Il processo proseguirà il prossimo 25 maggio, davanti al giudice Vittoria Lupi.
Un lungo calvario fatto di prevaricazioni, insulti quotidiani e aggressioni fisiche brutali, avvenute persino durante la gravidanza e sotto gli occhi dei figli minori. È il drammatico quadro emerso questa mattina, 8 aprile, presso il Tribunale di Macerata, nell’udienza preliminare davanti al giudice Daniela Bellesi a carico di S.M., 44enne residente a Tolentino, accusato di maltrattamenti in famiglia aggravati.
Al centro dell’udienza, la ferma posizione della persona offesa, una donna di Corridonia, che ha formalizzato la propria costituzione di parte civile attraverso il suo legale di fiducia, l'avvocato Oberdan Pantana. Pantana ha depositato un dettagliato atto di costituzione, sottolineando la gravità delle condotte contestate e chiedendo il risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e morali, subiti dalla donna e dai suoi due figli piccoli.
Secondo il capo d’imputazione formulato dal sostituto procuratore Francesco Carusi, le vessazioni sarebbero iniziate nel 2020 per protrarsi fino al luglio del 2024. Gli episodi contestati sono molteplici: in un’occasione, l'uomo avrebbe sferrato un pugno contro il parabrezza dell'auto aziendale, mandandolo in frantumi, mentre la compagna - all’epoca incinta - e la figlia primogenita sedevano all’interno. Il secondo figlio della coppia sarebbe venuto al mondo appena il giorno successivo a quel terribile trauma.
Le indagini hanno ricostruito anche un violento episodio avvenuto il 29 luglio 2024 presso l'azienda di famiglia della vittima. Qui, l'imputato avrebbe afferrato la donna per il collo, spingendola contro il portellone di un'auto e stringendo la presa per circa quaranta secondi, lasciandola senza fiato finché l'intervento dei familiari della donna non ha interrotto l'aggressione.
L'avvocato Oberdan Pantana ha evidenziato come l’indole aggressiva dell’uomo non risparmiasse nemmeno i figli neonati, spesso scossi con forza per farli smettere di piangere o testimoni delle minacce di morte rivolte alla madre («Ti ammazzo», «Ti strozzo»). Una situazione di pericolo già riconosciuta in sede civile, dove è stato stabilito che l’imputato possa vedere i figli esclusivamente in presenza di persone di fiducia o della nonna paterna.
Al termine dell'udienza odierna, il Gup del Tribunale di Macerata ha accolto la richiesta della Procura e della parte civile rappresentata dall'avvocato Oberdan Pantana, disponendo il rinvio a giudizio per l'imputato. Il dibattimento, che segnerà l'inizio della fase processuale vera e propria per l'accertamento delle responsabilità, è stato fissato per il prossimo 4 marzo 2027 davanti al giudice Federico Simonelli, presso il Tribunale di Macerata. L'imputato è difeso dall'avvocato Alessandro Traini del foro di Fermo.
Un incidente stradale ha interessato il primo pomeriggio di oggi Macerata, bloccando la circolazione in un importante snodo cittadino. Intorno alle 13:30, tre auto si sono scontrate (due frontalmente) all'inizio di via dei Velini, nel tratto noto come 'la corta', in direzione Macerata provenendo da Villa Potenza.
L'impatto ha richiesto l'intervento immediato dei soccorsi. Sul posto sono giunti i sanitari del 118, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e la Polizia Locale, che si è occupata della gestione della viabilità. Nulla di grave per gli occupanti dei mezzi che sono stati curati sul posto.
Per permettere le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza della carreggiata, l'arteria stradale è stata temporaneamente interdetta al traffico. La chiusura ha generato pesanti disagi: la concomitanza con il rientro dal lavoro e l'uscita dagli istituti scolastici ha causato la formazione di lunghe code, con ripercussioni sulla fluidità del traffico in tutta la zona periferica.
I Carabinieri della Stazione di Montecosaro hanno denunciato in stato di libertà un giovane di 24 anni, residente nella provincia di Bergamo e già noto alle forze dell’ordine, per furto con strappo ai danni di un coetaneo all’interno di una discoteca locale.
L’intervento dei militari è avvenuto durante il servizio di controllo e vigilanza del territorio, dopo la segnalazione di un furto. Stando a quanto ricostruito, il 24enne, approfittando della confusione tipica dei locali notturni, avrebbe strappato una collana d’oro del valore di alcune centinaia di euro dal collo della vittima.
Grazie all’aiuto di testimoni e degli addetti alla sicurezza del locale, l’autore del gesto è stato immediatamente rintracciato e fermato in attesa dell’arrivo dei Carabinieri. Dopo aver raccolto le testimonianze, i militari lo hanno accompagnato in caserma, dove è stato denunciato in stato di libertà per furto con strappo.
A pochi giorni dall'inaugurazione della sede elettorale di corso Matteotti (LEGGI QUI), uno dei manifesti elettorali affissi in città del sindaco uscente Sandro Parcaroli, ricandidato alle prossime elezioni comunali di Macerata del 24 e 25 maggio, è stato imbrattato con alcune scritte offensive, tra cui “cretino” e “scemo”.
A denunciare l’episodio è stato il vicepresidente provinciale Luca Buldorini, da sempre vicino a Parcaroli, che postando una foto sui propri canali social non ha usato mezzi termini: “Questa non è politica. È feccia”.
"Imbrattare il volto di Sandro Parcaroli, insultarlo, sfregiarlo così non è dissenso: è odio vigliacco - continua Buldorini - Qui non colpiscono un sindaco. Colpiscono un uomo. Un padre. Un nonno. E chi parla di democrazia ma agisce così, la democrazia la calpesta. Solidarietà totale a Sandro Parcaroli. Condanna senza se e senza ma. L’odio non è un’opinione. È fallimento”.
Su un altro manifesto, invece, qualcuno ha pensato di “personalizzare” il volto del candidato disegnandogli un vistoso dente nero. Di certo, per la campagna elettorale non è proprio l’inizio ideale: manifesti appena affissi e già da sostituire. Più che una corsa alle elezioni, per ora sembra una corsa… alla tipografia.
Una studentessa di 15 anni è stata investita questa settimana a Macerata mentre si recava a scuola.
L’incidente è avvenuto intorno alle 7:15 in piazza Pizzarello, in un orario di intenso traffico legato all’ingresso degli studenti. Secondo una prima ricostruzione, la ragazza stava attraversando la strada quando è stata urtata da un’auto condotta da una donna che non è riuscita a evitare l’impatto.
Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 e gli agenti della polizia locale, che hanno effettuato i rilievi per chiarire la dinamica dell’accaduto.
La giovane è stata trasportata all’ospedale per accertamenti, ma le sue condizioni non sarebbero gravi.
Disagi alla circolazione nel pomeriggio di oggi lungo la strada statale 77 “della Val di Chienti”, dove un tamponamento ha provocato la chiusura temporanea del tratto al chilometro 108,300 tra lo svincolo della zona industriale e l'uscita per l'autostrada, nel territorio comunale di Civitanova Marche.
Il sinistro, le cui cause sono ancora in fase di accertamento, ha coinvolto tre autovetture e un mezzo pesante. Nel violento impatto due persone sono rimaste ferite in maniera lieve: sul posto è intervenuto il personale del 118 per prestare i primi soccorsi.
A seguito dell’incidente, la viabilità ha subito pesanti ripercussioni. Si registrano infatti lunghe code e rallentamenti lungo l’arteria, con disagi per gli automobilisti diretti verso la costa.
Presenti sul luogo anche le squadre Anas e le forze dell’ordine, impegnate nella gestione del traffico e nella messa in sicurezza dell’area, oltre che nei rilievi utili a chiarire la dinamica dell’accaduto.
L’obiettivo è quello di ripristinare la circolazione nel più breve tempo possibile, ma la situazione resta complessa e si consiglia agli automobilisti di prestare attenzione e, se possibile, di utilizzare percorsi alternativi.