Schianto nella tarda mattinata lungo la provinciale 78, all’incrocio che conduce alla superstrada, nel tratto compreso tra l’Abbadia di Fiastra e Colbuccaro di Corridonia. L’incidente è avvenuto intorno alle 11.45, nel punto che si trova al termine del rettilineo subito dopo la rotatoria di Colbuccaro. Cinque le persone rimaste ferite, tra cui un bambino di un anno e mezzo, fortunatamente senza gravi conseguenze.
Per cause ancora in fase di accertamento si sono scontrate due vetture. Su una Alfa Romeo Stelvio viaggiavano una giovane mamma di 23 anni, il padre di 32 anni e il loro bambino. Sull’altra auto, una Suzuki, si trovavano invece un uomo di 52 anni e la figlia di 17 anni. L’impatto è stato particolarmente violento: la Stelvio ha riportato gravi danni alla parte anteriore e, dopo lo scontro, si è fermata di traverso sulla carreggiata, occupandola anche oltre la linea di mezzeria.
La Suzuki è stata colpita sulla fiancata lato passeggero e, a seguito dell’urto, si è ribaltata su un lato, quello del conducente, terminando la corsa con il muso disposto parallelamente alla strada e in parte sul prato adiacente. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, personale del 118 con più ambulanze e automedica, la polizia stradale di Camerino per i rilievi, la polizia locale e il soccorso ACI Carlini. L’incidente si è verificato nel territorio al confine tra i comuni di Tolentino e Corridonia.
I sanitari hanno prestato assistenza a tutti e cinque gli occupanti dei veicoli, che sono stati successivamente trasportati al pronto soccorso di Macerata. Le ferite riportate sono risultate di lieve entità. Per permettere le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dell’area, la strada è rimasta temporaneamente chiusa al traffico.
La segreteria provinciale del SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) di Macerata, per voce del segretario generale provinciale Damiano Cioppettini, ha espresso totale solidarietà e profonda vicinanza al poliziotto vittima del "brutale linciaggio avvenuto a Torino".
"Le immagini del poliziotto a terra, accerchiato e colpito con ferocia criminale, non sono solo un attacco a un singolo operatore, ma un insulto a tutto lo Stato" ha dichiarato fermamente Cioppettini, sottolineando come il legame con quanto accaduto in Piemonte sia per la polizia maceratese diretto e profondamente sentito. Gran parte del personale che oggi garantisce la sicurezza nella provincia di Macerata, tra questura, commissariati e specialità, ha infatti prestato servizio per anni proprio presso i reparti mobili di tutta Italia.
"Molti di noi sanno perfettamente cosa significa stare in quella linea – ha sottolineato il segretario – conosciamo la delicatezza e l’estrema difficoltà del servizio di ordine pubblico; abbiamo vissuto sulla nostra pelle la tensione di chi deve difendere la democrazia tra il fango e le pietre".
Secondo Cioppettini, vedere un collega trattato in quel modo colpisce ogni operatore del territorio maceratese, poiché "sotto quella divisa sporca di sangue c’è la stessa storia e lo stesso sacrificio" che molti poliziotti hanno vissuto in prima persona. Il segretario ha poi ribadito con forza che il diritto a manifestare non può e non deve mai diventare una "licenza di caccia all'uomo", aggiungendo che "chi scende in piazza con il volto coperto e la volontà di linciare un servitore dello Stato è un delinquente che va perseguito senza esitazioni".
Un pensiero particolare è stato rivolto ai numerosi agenti rimasti coinvolti negli scontri: "Siamo vicini ai quasi 70 colleghi feriti. La loro professionalità e il loro equilibrio, mantenuti nonostante l'aggressione subita, sono il vanto del nostro Paese".
La ferma condanna del SIULP nasce anche dalla memoria ancora fresca di quanto accaduto proprio nel maceratese il 10 dicembre 2023, in occasione dell'incontro Maceratese-Osimana, dove le forze dell'ordine furono bersaglio di un ininterrotto lancio di bottiglie per oltre mezz'ora."Sebbene la matrice sia differente, politica a Torino e sportiva a Macerata, la violenza non ha colori né scuse e va condannata sempre". ha ribadito il segretario.
"Non permetteremo che la divisa diventi un bersaglio per sfogare frustrazioni ideologiche o tifoserie malate – ha concluso Damiano Cioppettini – la tutela dei nostri colleghi deve tornare a essere una priorità assoluta per le istituzioni".
I carabinieri della compagnia di Macerata - nell'ultimo fine settimana - hanno intensificato i controlli sul territorio per contrastare lo spaccio di stupefacenti, la guida pericolosa e i reati predatori, presidiando con particolare attenzione i centri urbani e le principali arterie stradali della provincia.
L’operazione più significativa è stata portata a termine dai militari della stazione di Treia, i quali hanno arrestato un 38enne di origini tunisine residente in città in esecuzione di un ordine di carcerazione. L'uomo deve scontare una condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per i reati di rapina, lesioni e porto di armi o oggetti atti ad offendere, commessi in concorso nel 2022; al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato condotto presso la casa circondariale di Fermo.
Parallelamente, il nucleo operativo e radiomobile è intervenuto sul fronte della sicurezza stradale a seguito di alcuni sinistri avvenuti tra Macerata e Monte San Giusto. In un primo episodio, un giovane di 21 anni è stato deferito in stato di libertà poiché, dopo essere rimasto coinvolto in un incidente con feriti, è risultato positivo ai cannabinoidi a seguito degli accertamenti clinici. Sorte simile è toccata a un 51enne di Monte San Giusto che, protagonista di un incidente che ha causato danni ai soli mezzi, è stato trovato con un tasso alcolemico di 1,77 g/l (oltre tre volte più alto rispetto al limite di legge). Per l'uomo sono scattati immediatamente il ritiro della patente, il sequestro del veicolo e la denuncia all’autorità giudiziaria.
L’attività di prevenzione si è estesa anche al centro di Pollenza, dove i carabinieri della locale stazione hanno controllato un cittadino argentino di 30 anni residente nel capoluogo. L’uomo, fermato durante la notte, è stato trovato in possesso di circa due grammi e mezzo di hashish per uso personale, circostanza che ha fatto scattare il sequestro della sostanza e la segnalazione amministrativa alla prefettura.
"Il Tribunale minorile delle Marche è sempre più vicino alla paralisi operativa". A lanciare l’allarme è il presidente Sergio Cutrona, intervenuto questa mattina a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in corso ad Ancona, dove ha denunciato una situazione ormai critica legata alla grave carenza di personale, in particolare amministrativo.
«Ci troviamo veramente alla disperazione e non riusciamo più a garantire la gestione delle udienze – ha spiegato Cutrona –. Sarò costretto necessariamente a sospendere quelle penali». Una prospettiva concreta che potrebbe tradursi in una riorganizzazione forzata dell’attività giudiziaria, con sospensioni a rotazione delle diverse tipologie di udienze.
Il presidente sta infatti valutando diverse ipotesi: «Sto riflettendo se sospendere per qualche mese tutte le udienze gup o se procedere a una sospensione “a macchia di leopardo”: un mese le udienze gup, un mese quelle dibattimentali, un mese quelle gip».
Alla base della crisi c’è un organico ridotto all’osso. «I dipendenti sono eccessivamente stressati e non hanno alcuna speranza di ricevere rinforzi – ha aggiunto Cutrona –. Dobbiamo evitare che il sistema crolli, perché attualmente il personale in servizio è circa la metà di quello previsto».
Una situazione che, secondo il presidente del Tribunale minorile delle Marche, resta critica anche nell’ipotesi di una copertura completa dei posti: «Anche se l’organico fosse pienamente coperto, sarebbe comunque insufficiente a garantire tutte le esigenze del Tribunale».
Un quadro che apre interrogativi seri sulla tenuta del sistema giudiziario minorile regionale e sulla capacità di assicurare continuità ed efficacia alla tutela dei minori.
(Foto Ansa)
Negli ultimi mesi, nell’area del Terminal–Pizzarello, si sono verificati episodi che hanno acceso una forte preoccupazione tra le famiglie. Alcuni genitori hanno deciso di rendere pubblico il proprio punto di vista attraverso una lettera, nella quale ricostruiscono una serie di fatti avvenuti a partire da dicembre 2025 e già segnalati alle autorità competenti.
"Abbiamo deciso di scrivere questa lettera perché nella nostra città sono accaduti dei fatti che non possono essere più ignorati. Nel mese di dicembre 2025 alcuni ragazzini, perché di questo si tratta, 14/15 anni, sono stati derubati da coetanei, in pieno giorno nella zona Terminal-Pizzarello.
Il primo episodio denunciato è stato il furto di scarpe e soldi subito da un quattordicenne mentre aspettava l’autobus per rientrare a casa all’uscita di scuola. Allontanato dai compagni con una scusa banale è stato accerchiato da tre coetanei che, dopo un tira e molla di “richieste” e velate intimidazioni, lo hanno obbligato a consegnare le scarpe e il denaro che aveva con sé".
Nei giorni successivi, secondo quanto riportato, la situazione si sarebbe aggravata: "Pochi giorni dopo nella stessa zona, la storia si ripete, questa volta vengono sottratti cellulari, giubbetti con l’aggravante che il gruppo di teppisti è più numeroso e armato di coltelli. I fatti sono stati tutti regolarmente denunciati alle autorità competenti".
Secondo i firmatari, quanto accaduto non può più essere letto come una semplice sequenza di episodi sporadici: "Ci sentiamo di dire che non si tratta più di episodi isolati o di ragazzate ma di atti criminali veri e propri che stanno generando paura, insicurezza e senso di abbandono.
I nostri ragazzi devono uscire di casa per andare a scuola, incontrare gli amici, vivere la loro età invece si trovano esposti a minacce, intimidazioni e violenza. Questo è inaccettabile".
Da qui nasce l’appello alle istituzioni, ritenuto urgente: "La situazione è grave e se non si interviene può sfuggirci di mano. Per questo chiediamo al sindaco di assumere un ruolo attivo, coordinando interventi concreti e al questore di rafforzare la presenza e i controlli nelle aree più a rischio. Chi ha responsabilità istituzionali ha anche il dovere di agire e lo deve fare adesso. Non possiamo aspettare che accada l’irreparabile".
I genitori sottolineano inoltre che gli autori dei fatti sarebbero noti nell’ambiente cittadino: "I giovani responsabili di questi gesti agiscono a volto scoperto e sono noti, Macerata non è una metropoli, i nomi girano e in virtù di questo chiediamo un’accelerazione nella loro identificazione e nel risolvere il problema. Invitiamo tutti coloro che sono stati infastiditi da questo gruppo di farsi avanti e denunciare alle autorità competenti. Inoltre chiediamo ai ragazzi di confidarsi con i genitori che sono sempre pronti ad aiutarvi".
"Infine- concludono - volevamo fare un appello anche ai genitori dei responsabili di questi gesti orribili: non possiamo credere che non sappiano proprio nulla. Sicuramente mettere la testa sotto la sabbia non giova. L’amore verso un figlio si dimostra anche con il coraggio di ammettere che c’è un problema, avere la forza di mettersi da parte e affidarlo a chi può aiutarlo con razionalità e competenza, cose che una mamma e un papà emotivamente coinvolti non hanno".
PETRIOLO – Nei giorni scorsi i carabinieri della Stazione di Mogliano, in collaborazione con il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Macerata, hanno effettuato un controllo presso un cantiere edile di Petriolo, impegnato nei lavori di ricostruzione post-sismica.
L’attività ispettiva era finalizzata alla verifica del rispetto delle norme in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, nonché al contrasto del fenomeno del lavoro sommerso. Al termine degli accertamenti, i militari hanno denunciato all’autorità giudiziaria tre persone: due imprenditori e il coordinatore per la sicurezza del cantiere.
In particolare, nei confronti dell’amministratore unico di una prima impresa edile è stato contestato il fatto di non aver provveduto a proteggere le aperture presenti nei solai e nelle piattaforme di lavoro mediante idonei parapetti, omettendo così le misure necessarie a prevenire il rischio di caduta nel vuoto dei lavoratori.
L’amministratore di una seconda impresa edile è stato invece deferito per aver omesso la verifica delle condizioni di sicurezza dei lavori affidati e il controllo sull’applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni previste dal PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento).
Contestato al coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione il non aver verificato, durante la realizzazione dell’opera, l’effettiva applicazione delle disposizioni contenute nel PSC da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, né la corretta osservanza delle procedure di lavoro previste.
Al termine delle attività ispettive, i carabinieri hanno comminato ammende per un importo complessivo superiore a 21.000 euro. È stata inoltre disposta la sanzione accessoria della sospensione dell’attività imprenditoriale, considerata la mancata protezione delle aperture nel vuoto, situazione che comportava un concreto e grave rischio di caduta dall’alto per i lavoratori impiegati nel cantiere.
CIVITANOVA MARCHE – Perde il controllo dell’auto e finisce nel cortile di un edificio dopo un volo di quattro metri. L’incidente è avvenuto nella serata di venerdì, intorno alle 22, in via Vasco de Gama, a Civitanova.
Per cause ancora in corso di accertamento, il conducente di un’auto ha perso il controllo del veicolo, andando a urtare una recinzione. L’impatto ha fatto letteralmente “decollare” l’auto, che ha compiuto un volo di circa quattro metri prima di terminare la propria corsa nel cortile interno di un edificio condominiale.
Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, il personale sanitario del 118 e la polizia locale. L’uomo alla guida è stato soccorso e trasportato all’ospedale di Civitanova per accertamenti.
La dinamica dell’incidente è ora al vaglio delle forze dell’ordine.
Sorpresi all’interno di un casolare abbandonato di proprietà dell’Ente regionale per l’abitazione pubblica (Erap), concesso al Comune di Porto Sant’Elpidio, due uomini sono stati denunciati dai carabinieri per invasione di terreni o edifici. Si tratta di un 52enne di nazionalità marocchina e di un 42enne di origini tunisine, entrambi senza fissa dimora e già noti alle forze dell’ordine. I militari li hanno rintracciati all’interno dell’immobile, risultato in stato di abbandono.
L’operazione rientra in un più ampio servizio di controllo del territorio effettuato nei giorni scorsi dai reparti della Compagnia Carabinieri di Fermo, che hanno operato in coordinamento tra loro, con il supporto del Nucleo Carabinieri Cinofili di Pesaro e del personale della Polizia Locale di Porto Sant’Elpidio.
Dopo i rilievi foto-segnaletici, i due uomini sono stati accompagnati all’ufficio immigrazione della Questura di Fermo per accertamenti sulla loro posizione sul territorio nazionale. Dagli approfondimenti è emerso che entrambi risultano al momento autorizzati a permanere in Italia per motivi di giustizia. Nel corso dell’attività, le forze dell’ordine hanno inoltre controllato altri tre casolari in stato di abbandono, identificando ulteriori due cittadini extracomunitari.
Come sottolineato dai carabinieri, l’Amministrazione comunale di Porto Sant’Elpidio si è impegnata a mettere in sicurezza le strutture dismesse attraverso interventi murari finalizzati a prevenire future occupazioni abusive. L’attività svolta, evidenziano i militari, conferma l’importanza di una costante presenza sul territorio per garantire il rispetto delle normative e tutelare la collettività da situazioni di illegalità e degrado urbano. I controlli proseguiranno anche nei prossimi mesi nell’ambito delle strategie di prevenzione e contrasto ai fenomeni che incidono sulla sicurezza urbana.
Un report dettagliato sulle attività della Polizia Locale nel triennio 2023–2025 evidenzia un costante rafforzamento del presidio sul territorio e un utilizzo sempre più efficace delle tecnologie a supporto della sicurezza urbana. I dati, forniti in collaborazione con il comandante commissario coordinatore Andrea Isidori, mostrano una crescita significativa in tutti gli ambiti di competenza del corpo.
Sul fronte della viabilità, nel 2025 sono state rilevate 3.518 infrazioni al Codice della Strada, con sanzioni pari a 447.558,83 euro. Particolarmente incisivo è stato l’utilizzo delle telecamere OCR, che ha consentito di rilevare 94 violazioni per mancanza di assicurazione, rispetto alle 45 del 2023 (+109%), e di sequestrare 70 veicoli. Anche le contestazioni per revisione obbligatoria sono aumentate da 259 a 591 (+128%).
Gli incidenti stradali registrati nello stesso anno sono stati 124 (+75% rispetto al 2023), di cui 20 con feriti e uno mortale, confermando una maggiore capacità di intervento e monitoraggio del territorio, anche in collaborazione con altre forze di polizia.
Significativo anche il lavoro sul fronte della mobilità urbana: sono stati effettuati 180 sopralluoghi per concessioni di Occupazione Suolo Pubblico, elaborati diversi piani di viabilità per cantieri edili e contestate 41 sanzioni ai sensi dell’art. 21 del Codice della Strada (+583%), a testimonianza del controllo accurato sulle opere che incidono sulla sicurezza stradale. Le richieste di accesso agli atti sono passate da 127 a 178 (+40%) e i sopralluoghi per accertamenti anagrafici da 408 a 576 (+41%).
Nel 2025 la Polizia Locale ha svolto circa 700 servizi di pattuglia, affiancati da 10 controlli straordinari coordinati con la questura di Macerata. Tra le altre attività, sono stati effettuati sopralluoghi per la verifica delle Comunicazioni di Ospitalità, con l’identificazione di 30 cittadini stranieri non appartenenti all’UE, di cui 10 risultati irregolari. Per quanto riguarda la tutela ambientale, sono state accertate 10 violazioni in materia di rifiuti e raccolta differenziata e 4 controlli edilizi.
Dal punto di vista amministrativo, nel 2025 sono stati rilasciati 408 permessi di sosta per residenti, 12 nuove autorizzazioni per passi carrabili e 81 permessi per disabili. Inoltre, sono state emesse 541 ordinanze di modifica della viabilità.
“I dati delineano un quadro di attività articolata e in costante crescita, con un presidio operativo concreto e un utilizzo integrato del sistema di videosorveglianza”, sottolinea il comandante Isidori. “Le telecamere non servono solo all’accertamento delle violazioni, ma supportano indagini, ricostruzione degli eventi e collaborazione interforze”, aggiunge.
Il sindaco Mauro Sclavi evidenzia la dedizione del corpo: “L’attività della Polizia Locale parla da sola: competenza, professionalità e costante presenza sul territorio sono al servizio della comunità. Stiamo inoltre completando l’adeguamento della connettività delle telecamere per migliorarne l’efficienza. Ringraziamo il Comandante e tutti gli agenti per il loro impegno quotidiano”.
I Carabinieri della Stazione di Recanati hanno denunciato un uomo di 72 anni, residente in provincia di Vicenza e già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di truffa ai danni di un cittadino recanatese.
Le indagini, avviate a seguito della denuncia della vittima, hanno permesso di ricostruire i fatti avvenuti nell’ottobre 2025. L’uomo avrebbe messo in vendita un camioncino su una nota piattaforma di e-commerce, proponendolo al prezzo di 3.600 euro. A rispondere all’annuncio è stato un 66enne residente a Recanati, che, convinto dell’affidabilità del venditore, ha versato una caparra di 500 euro.
Dopo aver incassato la somma, il presunto venditore si è però reso irreperibile, interrompendo ogni contatto e senza mai procedere alla consegna del veicolo né alla restituzione del denaro.
Grazie alle attività investigative svolte dai militari dell’Arma, è stato possibile risalire all’identità dell’uomo, che è stato deferito all’autorità giudiziaria competente.
L’Arma dei Carabinieri coglie l’occasione per rinnovare l’invito ai cittadini a "prestare la massima attenzione nelle compravendite online, verificando l’affidabilità dei venditori e segnalando tempestivamente alle forze dell’ordine qualsiasi situazione sospetta".
Controllo straordinario interforze nella mattinata odierna all’Hotel House di Porto Recanati, dove agenti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Locale e del Corpo dei Vigili del Fuoco hanno effettuato una vasta operazione di verifica del complesso residenziale.
Il servizio, disposto dal questore della provincia di Macerata Luigi Mangino, rientra nelle attività concordate in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, coordinato dal prefetto, ed è finalizzato al contrasto dell’immigrazione clandestina, dei reati legati allo spaccio e alla detenzione di sostanze stupefacenti, dei reati contro il patrimonio, oltre alla verifica delle condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza dell’immobile.
Nel corso dell’operazione, gli agenti della Squadra Mobile, dell’Ufficio Immigrazione, della Polizia Scientifica e le unità cinofile della Guardia di Finanza hanno identificato oltre 100 persone, in gran parte cittadini extracomunitari. Diversi di loro risultano con precedenti di polizia, ma tutti sono regolari sul territorio nazionale.
Sono stati controllati 18 appartamenti, con il supporto della Polizia Locale per la verifica del rispetto delle normative in materia di residenza, e due esercizi commerciali situati all’interno del complesso residenziale River Village.
L’esito dei controlli ha confermato una situazione di criticità sotto il profilo igienico-sanitario, in particolare nelle aree esterne dell’edificio. Le maggiori problematiche sono state riscontrate nelle zone retrostanti, nei piani seminterrati e nelle parti comuni del complesso.
Nel corso delle verifiche, i Vigili del Fuoco hanno inoltre provveduto alla rimozione di alcune bombole di GPL, rinvenute all’interno di appartamenti in violazione delle normative vigenti sull’utilizzo domestico, poiché potenzialmente pericolose per la sicurezza degli occupanti.
L’attività rientra nel più ampio piano di controlli finalizzati a garantire sicurezza, legalità e condizioni di vita adeguate all’interno del complesso.
FABRIANO - Mattinata di disagi lungo la SP16 Varano–Campodiegoli, dove poco prima delle ore 10:00 un autoarticolato è finito fuori dalla carreggiata, rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco.
Il mezzo pesante, per cause in corso di accertamento, è uscito parzialmente dalla sede stradale con il semirimorchio rimasto in bilico. Parte del carico, costituito da bobine di carta, è fuoriuscito creando una situazione di potenziale pericolo. Sul posto è intervenuta la squadra dei Vigili del fuoco di Fabriano che, con il supporto dell’autogru giunta dal Comando di Ancona, ha provveduto a mettere in sicurezza l’autoarticolato e a ricondurlo sulla carreggiata.
Per consentire le operazioni di soccorso e ripristino delle condizioni di sicurezza, la strada è rimasta chiusa al traffico per tutta la durata dell’intervento. Presenti anche gli agenti della polizia locale per la gestione della viabilità e i rilievi del caso. L’intervento si è concluso senza conseguenze per le persone coinvolte.
Un falso allarme per movimenti bancari anomali si è trasformato in una truffa da 18.000 euro ai danni di una residente di Treia. I carabinieri della locale stazione, a conclusione di una mirata attività investigativa, hanno denunciato all'autorità giudiziaria un uomo di 53 anni, di origini campane e già noto alle forze dell’ordine, con l'accusa di truffa.
L’indagine è scattata a seguito della querela presentata dalla vittima, una sua coetanea residente a Treia, raggirata nel mese di novembre 2025. La dinamica, purtroppo sempre più frequente, ha visto il truffatore contattare telefonicamente la donna spacciandosi per un addetto dell’ufficio clienti di un prestigioso marchio di carte di credito. Con tono professionale e persuasivo, l'uomo ha allarmato la vittima segnalandole presunte operazioni sospette sul suo conto corrente.
Il falso impiegato, attraverso abili artifici e raggiri, è riuscito a convincere la donna che l'unico modo per mettere al sicuro i propri risparmi fosse quello di spostare il denaro. Indotta in errore, la vittima ha eseguito due bonifici istantanei, dell’importo di 9.000 euro ciascuno, verso un codice IBAN fornito dal malvivente durante la chiamata.
La svolta nelle indagini è arrivata grazie agli accertamenti bancari e al tracciamento meticoloso del flusso finanziario operato dai carabinieri. I militari sono riusciti a risalire all'identità del titolare del conto corrente destinatario della somma: l'Iban è risultato infatti riconducibile al 53enne indagato, che ne aveva la piena disponibilità. Per l'uomo è scattato il deferimento alla Procura della Repubblica di Macerata.
Una traccia biologica infinitesimale, lasciata su una torcia elettrica, ha permesso ai carabinieri della stazione di Pollenza di dare un nome e un volto all'autore di un colpo ingente messo a segno quasi tre anni fa. Un cittadino albanese di 34 anni, senza fissa dimora, è stato deferito all'autorità giudiziaria con l'accusa di furto aggravato.
I fatti risalgono al marzo 2023, quando una banda di malviventi era riuscita a penetrare nello show-room di un'azienda locale dopo aver forzato una porta d'accesso. In quell'occasione, i ladri avevano asportato un'intera cassaforte contenente circa 13mila euro in contanti, assegni circolari per un valore di 85mila euro, chiavi di mezzi aziendali e diversi carnet di assegni in bianco. Un bottino complessivo che sfiorava i 100.000 euro.
Il colpo sembrava destinato a restare irrisolto, ma un dettaglio non è sfuggito ai militari della sezione operativa della compagnia di Macerata durante il sopralluogo effettuato subito dopo il furto. Sul pavimento della ditta era stata rinvenuta e sequestrata una torcia elettrica. Analizzando le immagini del sistema di videosorveglianza interna, i carabinieri hanno notato un particolare decisivo: uno dei malviventi, per avere le mani libere durante l'azione, teneva la torcia stretta tra i denti.
L'oggetto è stato quindi inviato ai laboratori della sezione di biologia del RIS di Roma. Gli specialisti dell'Arma sono riusciti a estrapolare un profilo genetico maschile che è stato inserito nella Banca Dati Nazionale del DNA.
L'incrocio dei dati ha dato esito positivo: il profilo genetico è risultato compatibile con quello del 34enne. L'uomo, nel frattempo, era finito in manette per un altro furto commesso in provincia di Alessandria, dove era stato fotosegnalato e sottoposto a campionamento biologico.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Macerata, hanno così permesso di chiudere il cerchio su un episodio che aveva destato forte preoccupazione nel tessuto produttivo di Pollenza. L'operazione sottolinea ancora una volta l'efficacia delle moderne tecniche della polizia scientifica, capaci di trasformare un piccolo errore del criminale in una prova schiacciante a distanza di anni dai fatti.
MACERATA – Attimi di paura martedì sera per Mattia Quatrini, titolare della tabaccheria Vintage Tab in piazza Pizzarello. Al momento della chiusura dell’attività, l’esercente si è trovato faccia a faccia con un individuo incappucciato che ha tentato di farsi consegnare l’incasso della giornata. Secondo il racconto di Quatrini, il malintenzionato si sarebbe avvicinato con fare minaccioso chiedendo i soldi. La reazione del commerciante, che ha iniziato ad urlare, ha però messo in fuga l’uomo, evitando conseguenze peggiori. Nessun ferito, ma tanta paura e una forte sensazione di insicurezza.
Subito dopo l’episodio, Quatrini ha deciso di denunciare pubblicamente l’accaduto attraverso un post sui social, trasformando la sua esperienza personale in un appello più ampio sul tema della sicurezza nel quartiere. "Questa sera, al momento della chiusura della mia attività, mi sono trovato davanti una persona con il volto coperto che mi ha chiesto i soldi – scrive –. Ho iniziato ad urlare e sono riuscito a farlo fuggire".
Il titolare sottolinea come l’episodio non sia isolato né casuale, ma frutto di una situazione che, a suo dire, va avanti da anni. "Opero in questo quartiere da oltre 12 anni, con orari di lavoro molto lunghi, senza aver mai riscontrato una presenza costante delle forze dell’ordine negli orari più delicati", afferma.
Parole che diventano una vera e propria denuncia: "Quanto accaduto non è un episodio da sottovalutare, ma il risultato di una mancanza di sicurezza che chi lavora subisce ogni giorno. Questo post è una denuncia pubblica e una richiesta di attenzione. La sicurezza non è un privilegio: è un diritto".
Si è spenta all'età di 87 anni la professoressa Maria Carla Romiti, figura centrale del panorama culturale maceratese e punto di riferimento per intere generazioni di studenti e intellettuali. Definirla semplicemente "professoressa" sarebbe riduttivo per una donna che ha fatto della conoscenza un’arma di apertura verso il mondo e uno strumento di connessione umana.
Il ricordo commosso arriva da chi con lei ha condiviso palcoscenici e riflessioni, come Maurizio Boldrini, direttore del Minimo Teatro, che ne tratteggia un profilo di rara profondità: una "donna-ponte" capace di unire mondi diversi, dall'attivismo con Amnesty International ai laboratori di scrittura, fino alle avanguardie teatrali.
Maria Carla Romiti non si limitava a insegnare; indicava strade. La sua cultura — un intreccio di letteratura, filosofia e antropologia — era una forza viva capace di innestarsi nei contesti più disparati. È stata una pioniera dei laboratori didattici quando ancora la parola stessa era sconosciuta ai più, portando i giovani verso "panorami intellettuali nuovi", ben lontani dai sentieri battuti delle antologie scolastiche.
"La sua cultura è stata un viaggio continuo, sia per il mondo, sia a Macerata", ricorda Boldrini. "Sapeva parlare con la stessa disinvoltura alle persone semplici e a quelle più complicate, seminando cultura senza clamore".
Tra i tanti aneddoti che definiscono il suo rigore e la sua dolcezza, spicca quello legato alla stesura del libro di Boldrini, "La voce recitante". Alla richiesta di correggere le bozze, la professoressa pose una condizione ferma: non lo avrebbe fatto da sola, ma solo alla presenza dell'autore.
Quella che doveva essere una revisione tecnica si trasformò in un "magnifico viaggio di conoscenza", dimostrando come per lei l'insegnamento non fosse mai una correzione unilaterale, ma un atto di confronto che metteva l'interlocutore "in rotta con se stesso", spingendolo a evolversi.
Macerata perde un esempio autentico di poetica affettiva, una donna schietta e senza filtri che ha lasciato tracce indelebili in chiunque abbia avuto il privilegio di starle accanto. Le esequie per l'ultimo saluto a Maria Carla Romiti si terranno oggi, giovedì 29 gennaio, alle ore 18:00, presso il Centro Funerario di via Dei Velini.
Incidente stradale nella serata di oggi a Recanati. Poco prima delle 20, in contrada Addolorata, si è verificato uno scontro tra un’auto e uno scooter, per cause che sono ancora in corso di accertamento.
Ad avere la peggio è stato il giovane che si trovava alla guida del mezzo a due ruote. Dopo l’impatto, le sue condizioni hanno reso necessario l’intervento dei soccorsi: il ragazzo è stato stabilizzato sul posto e successivamente trasportato in ambulanza all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona, per ulteriori accertamenti e cure.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno provveduto a effettuare i rilievi di rito e a gestire la viabilità, oltre ad avviare gli accertamenti necessari per ricostruire l’esatta dinamica dello scontro.
Una strategia d’urto per fermare l’ondata di furti e restituire tranquillità ai residenti. È questo l'obiettivo designato a seguito della riunione del Comitato per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico riunitosi oggi in Prefettura a Macerata, convocato d'urgenza su richiesta del sindaco Mauro Sclavi per affrontare l'allarme criminalità che sta interessando il territorio comunale.
Il prefetto Giovanni Signer, insieme ai vertici delle forze dell'ordine e della Questura, ha accolto le istanze presentate dalla vicesindaco Alessia Pupo e dal comandante della polizia locale Andrea Isidori. Il piano d'azione prevede un immediato rafforzamento dei servizi di controllo dinamico sul territorio.
"I numeri del 2025, d'altronde, confermano l'impegno già in atto: la polizia locale ha garantito circa 700 servizi di pattuglia, a cui si sono aggiunti 10 controlli straordinari coordinati dalla Questura", sottolinea il sindaco Sclavi. Ora, però, la stretta sarà ancora più evidente, con una presenza diffusa e continuativa che non si fermerà nemmeno nei giorni festivi.
Sul fronte tecnologico, è stato annunciato un importante aggiornamento del sistema di videosorveglianza cittadino. In collaborazione con ASSM, la polizia locale sta passando alla fibra ottica per rendere il monitoraggio più veloce, stabile e capace di fornire immagini ad alta definizione in tempo reale alle forze dell'ordine.
Ma la sicurezza non passa solo dalle divise." Il Prefetto ha chiesto di dare un impulso decisivo al "Controllo di Vicinato", uno strumento di cittadinanza attiva considerato vitale soprattutto per presidiare le frazioni e le aree periferiche - precisa Sclavi -. L'amministrazione ha dato immediata disponibilità e organizzerà a breve incontri pubblici per informare i cittadini su come prevenire i furti e come segnalare correttamente ogni anomalia al numero di emergenza 112".
"Ringraziamo il prefetto e le forze dell'ordine per l’attenzione dimostrata - ha concluso Sclavi -. Quanto concordato oggi sarà attuato già dai prossimi giorni per dare risposte concrete alle preoccupazioni dei nostri concittadini".
È stato necessario l'intervento congiunto di vigili del fuoco e soccorso alpino per recuperare un uomo precipitato in un canalone in località Serrungarina, nel territorio comunale di Colli al Metauro. Un'operazione tecnica complessa, scattata intorno alle 13:45, per estrarre l'infortunato da una profondità di trenta metri e permetterne il trasporto d'urgenza a Torrette.
Sul posto è intervenuta inizialmente la squadra dei vigili del fuoco di Fano, supportata da tre unità SAF (Speleo Alpino Fluviali) giunte dal Comando di Pesaro. Data la conformazione del terreno, è stato attivato anche il Soccorso Alpino e Speleologico delle Marche, che ha operato in sinergia con i tecnici dell’elisoccorso Icaro 02.
Le manovre di recupero, rese delicate dalla pendenza e dalla vegetazione, si sono svolte con tecniche specifiche per ambienti impervi. Una volta raggiunto e messo in sicurezza, l’uomo è stato riportato a livello della sede stradale e affidato all'equipe medica dell’eliambulanza per il trasferimento immediato all'ospedale regionale. La rapidità dell'intervento coordinato ha permesso di stabilizzare l'infortunato nonostante le difficoltà operative del sito.
Una risposta decisa per riportare la serenità a Tolentino. Su esplicita richiesta del sindaco Mauro Sclavi, preoccupato dall'ondata di furti che ha recentemente colpito diverse abitazioni del comune, il prefetto di Macerata Giovanni Signer ha convocato questa mattina una riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia per pianificare un intervento straordinario sul territorio.
L'incontro, a cui hanno partecipato la vicesindaco Alessia Pupo e il comandante della polizia locale Andrea Isidori insieme ai vertici provinciali di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, è servito per analizzare nel dettaglio le ultime segnalazioni. Il prefetto ha dato direttive immediate per un rafforzamento dei servizi di controllo e ha sollecitato l'amministrazione comunale a dare impulso al "controllo di vicinato", strumento ritenuto essenziale per presidiare soprattutto le frazioni e le aree periferiche.
La giornata in Prefettura è proseguita con una seconda riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, dedicata alla sicurezza nei luoghi del divertimento. In linea con la direttiva del Ministero dell’Interno emanata il 19 gennaio scorso dopo la tragedia di Crans-Montana, è stata decisa una stretta sui controlli nelle attività di intrattenimento e pubblico spettacolo.
Il Prefetto ha sottolineato che verranno programmate verifiche rigorose sulla corrispondenza tra le autorizzazioni concesse e l'effettivo esercizio delle attività. I controlli riguarderanno in particolare le misure antincendio, la gestione delle emergenze, il rispetto dei limiti di capienza e l'uso di fiamme libere o fuochi d'artificio.
Per contrastare l'organizzazione illegale di eventi, le forze dell'ordine monitoreranno costantemente i canali social e le piattaforme web, così da intercettare tempestivamente feste abusive organizzate in modo estemporaneo all'interno di bar o ristoranti non idonei.