Un’imponente valanga si è staccata oggi dalla parete ovest del Monte Argentella, nel cuore dei Monti Sibillini, senza fortunatamente provocare feriti. L’allarme è scattato grazie a uno scialpinista in discesa che ha assistito al distacco della massa nevosa e ha contattato immediatamente il 118. Data la frequentazione dell’area da parte di escursionisti e scialpinisti, il Soccorso Alpino e Speleologico Marche ha subito attivato l’elisoccorso Icaro 02 per una ricognizione approfondita.
Durante le operazioni, l’equipaggio ha effettuato diversi sorvoli di bonifica dell’area, utilizzando sistemi Recco e dispositivi Artva per verificare l’eventuale presenza di persone travolte. A supporto delle attività è stato impiegato anche un drone del Cnsas, che ha permesso una valutazione dettagliata del fronte della valanga insieme a tre tecnici specializzati.
Al termine dei controlli, è stata confermata l’assenza di feriti o persone coinvolte. Sul posto erano presenti anche i Vigili del Fuoco e i Carabinieri di Castel Sant'Angelo sul Nera.
Il Soccorso Alpino e Speleologico Marche ha colto l’occasione per rinnovare l’invito alla massima prudenza: le condizioni nivometeorologiche attuali rendono il manto nevoso instabile, con un rischio valanghe marcato su diversi settori dell’Appennino centrale.
Sicurezza stradale, contrasto allo spaccio e controllo del territorio: è questo il bilancio dell'operazione messa in campo dal Comando provinciale dei carabinieri di Macerata in occasione delle festività pasquali. Il servizio straordinario ha visto l'impiego di 20 militari e 10 pattuglie, concentrando le attività nei territori di competenza delle Compagnie di Civitanova Marche e Tolentino.
Proprio a Tolentino, i carabinieri dell'aliquota radiomobile hanno fermato un 25enne del luogo alla guida della sua vettura. Il giovane, che manifestava i sintomi tipici dell’ebbrezza, è stato sottoposto ad accertamento etilometrico, risultando positivo con un tasso di 0,98 g/l (quasi doppio rispetto al limite consentito). Per lui è scattata la denuncia a piede libero, il ritiro immediato della patente e il sequestro del veicolo.
Sempre nel centro tolentinate, i militari della locale stazione hanno rintracciato e arrestato una donna di 60 anni. Nei suoi confronti il Tribunale di Sorveglianza di Ancona ha emesso un’ordinanza di detenzione domiciliare a seguito di una precedente condanna per reati in materia di stupefacenti commessi nel corso del 2024. La donna espierà la pena presso la propria abitazione.
L'attività si è spostata poi sulla costa, a Porto Potenza Picena, dove i carabinieri hanno arrestato un 35enne di nazionalità marocchina già noto alle forze dell'ordine. L'uomo si trovava già agli arresti domiciliari per atti persecutori, ma a seguito di un provvedimento emesso dal Tribunale di Bergamo, la misura cautelare è stata inasprita con la custodia cautelare in carcere. L'arrestato è stato quindi trasferito presso la casa circondariale di Fermo.
Complessivamente, l'operazione ha permesso di controllare 75 persone e 20 veicoli, oltre a diversi esercizi pubblici della zona, confermando il costante impegno dell'Arma nel garantire la legalità e la sicurezza dei cittadini durante i periodi di maggior afflusso turistico.
Un gravissimo incidente stradale si è consumato intorno alle 3:30 della notte lungo l’autostrada A14, nel tratto compreso tra i caselli di Ancona Nord e Ancona Sud. Il bilancio è pesantissimo: una donna ha perso la vita e tre persone sono rimaste ferite, tra cui un minore.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, una Ford Focus con a bordo quattro persone stava viaggiando in direzione nord, verso Bologna, quando all'altezza del chilometro 218 è finita violentemente contro un mezzo pesante fermo in avaria all’interno di una galleria. L’impatto è stato devastante: a causa del terribile urto, i due occupanti seduti nei sedili anteriori sono stati sbalzati fuori dall'abitacolo, mentre la vittima e il bambino sono rimasti incastrati tra le lamiere contorte della vettura.
Per la passeggera di 62 anni, residente a Chiaravalle, i soccorsi si sono rivelati purtroppo inutili e i sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso una volta estratta dal veicolo. Le altre tre persone a bordo sono state trasportate d'urgenza in ospedale in condizioni critiche.
Il conducente, un uomo di 52 anni anch'egli di Chiaravalle, è stato trasferito in codice rosso all'ospedale di Torrette dove è arrivato intubato ed è attualmente in prognosi riservata. Presso lo stesso nosocomio regionale si trova ricoverata in prognosi riservata la sorella della vittima, una donna di 47 anni, mentre un bambino di 10 anni, figlio del conducente, è stato affidato alle cure dei medici dell’ospedale Salesi di Ancona. Il minore non è in pericolo di vita.
Sul luogo della tragedia è scattata immediatamente la macchina dei soccorsi con l'invio di due automediche da Ancona e Osimo, oltre alle ambulanze della Croce Gialla di Camerano e della Croce Verde di Castelfidardo. Fondamentale è stato l'intervento dei vigili del fuoco per liberare i feriti e mettere in sicurezza l'area della galleria. I rilievi di rito sono stati affidati alla Polizia Autostradale, impegnata a ricostruire con esattezza le cause del sinistro che ha provocato pesanti rallentamenti e code chilometriche per gran parte della notte lungo la carreggiata nord.
(Immagine di repertorio)
Un grave incidente stradale si è verificato intorno alle ore 20:20 di questa sera in via dell'Industria, a Corridonia. Il sinistro ha visto coinvolto un giovane di 15 anni che si trovava alla guida di un motociclo classe 50.
Secondo una prima ricostruzione, il ciclomotore condotto dal minore si sarebbe scontrato frontalmente con un furgone Volkswagen, alla cui guida si trovava un uomo. L'impatto è stato violento e ha fatto sbalzare il quindicenne a terra.
Immediato l'allarme, che ha permesso l'intervento tempestivo del personale sanitario del 118. Dopo le prime cure prestate sul posto per stabilizzare il ragazzo, i medici, considerata la dinamica del frontale e la giovane età del ferito, hanno disposto il trasferimento d'urgenza all'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona. Il tragitto verso il nosocomio dorico è avvenuto via terra a bordo di un'ambulanza.
Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i carabinieri, ai quali sono stati affidati i rilievi necessari a ricostruire l'esatta dinamica e accertare eventuali responsabilità. I militari hanno provveduto a mettere in sicurezza l'area e a gestire la viabilità in via dell'Industria durante le operazioni di soccorso.
Un incidente stradale si è verificato nel primo pomeriggio di oggi lungo la SS77 della Val di Chienti, all’altezza del chilometro 67.Il sinistro, un tamponamento causato da un cambio di corsia, è avvenuto nel tratto compreso tra Belforte del Chienti e lo svincolo di Tolentino Ovest, in direzione mare, e ha visto il coinvolgimento di tre autovetture e di un motociclista.
Nonostante l'elevato numero di persone a bordo dei veicoli, dieci in totale, il bilancio non riporta conseguenze di particolare gravità. Due di queste persone coinvolte nel sinistro sono state trasportate all'ospedle di Macerata e l'altra a quello di Camerino per i necessari accertamenti.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno provveduto alla messa in sicurezza dell'area e dei mezzi incidentati e l Polizia stradale di Civitanova. La viabilità ha subito rallentamenti per permettere i rilievi di rito e le operazioni di sgombero della carreggiata, effettuate dal soccorso stradale Carlini che ha rimosso i veicoli. La situazione è tornata gradualmente alla normalità dopo il completamento degli interventi di ripristino.
Frontale tra due auto nelle prime ore del mattino: due persone ferite, di cui un giovane di 25 anni trasportato all’ospedale di Torrette ad Ancona.
L’incidente è avvenuto intorno alle 4,30 di questa mattina lungo la Strada Provinciale 78 (SP78), dove si sono scontrate una Opel, guidata da un 25enne di Urbisaglia, e una Peugeot 306, condotta da una donna che procedeva in direzione monti.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il personale del 118 e i carabinieri, che hanno prestato i primi soccorsi e avviato i rilievi. Entrambi i feriti sono stati inizialmente trasportati all’ospedale di Macerata.
Successivamente, a causa della gravità delle condizioni, il 25enne è stato trasferito all’ospedale di Torrette, ad Ancona. Le sue condizioni sono gravi ma non sarebbe in pericolo di vita.
Sono in corso gli accertamenti da parte dei carabinieri della Compagnia di Civitanova, impegnati nella ricostruzione della dinamica dell’incidente.
Momenti di forte apprensione questa mattina intorno alle 10 a Cingoli, dove una coppia è stata coinvolta in un incidente stradale avvenuto nei pressi del ristorante Ragno d’oro, lungo viale Valentini.
Secondo una prima ricostruzione, un uomo e una donna stavano attraversando la strada quando sono stati colpiti da un’auto in arrivo da destra. L’impatto è stato violento e ad avere la peggio è stato l’uomo, che ha riportato un trauma alla testa facendo scattare immediatamente l’allarme.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, che dopo le prime cure hanno richiesto l’intervento dell’eliambulanza. Le condizioni dell’uomo hanno reso necessario il trasferimento urgente all’ospedale regionale di Torrette ad Ancona, dove è stato trasportato in volo.
La donna, rimasta anch’essa ferita ma in condizioni meno gravi, è stata invece accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata per gli accertamenti del caso.
(in Aggiornamento)
CIVITANOVA MARCHE - Un normale controllo di routine che si trasforma in un provvedimento amministrativo. A finire nei guai questa volta è un ragazzo di 20 anni, di origini straniere e residente a Montegranaro, intercettato dai militari della locale Stazione mentre si aggirava per le vie della città costiera. A tradire il giovane è stato il suo stesso comportamento: durante l'identificazione, l'eccessivo nervosismo e l'atteggiamento sospetto hanno spinto gli uomini dell'Arma ad approfondire l'accertamento con una perquisizione sul posto.
L'intuizione dei militari si è rivelata corretta. Nelle tasche del ventenne sono state infatti rinvenute due dosi di hashish, per un peso complessivo di circa 0,8 grammi. Una quantità modesta, ma sufficiente a far scattare l'immediato sequestro amministrativo della sostanza.
Per il giovane è partita inevitabilmente la segnalazione alla Prefettura di Macerata.
MACERATA – Una Pasqua di controlli serrati sulle strade del Maceratese. Mentre la provincia festeggiava, le pattuglie della Polizia di Stato hanno presidiato le principali arterie della costa, nel tentativo di arginare quella "recrudescenza" di incidenti che troppo spesso vede protagonisti i giovanissimi.
Sotto la spinta delle direttive ministeriali e del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal prefetto, il questore Luigi Mangino ha dato il via a un’operazione capillare. In campo gli uomini della Sezione Polizia Stradale, schierati strategicamente lungo le vie che portano ai locali e ai luoghi di aggregazione del litorale.
Sono state 13 le patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza alcolica. L'identikit dei trasgressori è chiaro: quasi tutti ragazzi tra i 20 e i 30 anni, di cui ben 5 donne. Sei conducenti sono risultati positivi ai test di screening: cinque di loro avevano assunto cannabis (THC), mentre uno guidava sotto l’effetto di anfetamine.
In totale, gli agenti hanno elevato 14 sanzioni al Codice della Strada, con una vera e propria emorragia di punti dalle patenti: ben 160 quelli decurtati in una sola notte. Per quattro di loro la situazione si fa ancora più seria: è scattato infatti il deferimento all'autorità giudiziaria.
CIVITANOVA MARCHE – Si sono aperte le porte del carcere per un uomo di 65 anni, originario del trapanese ma residente da tempo nel territorio, rintracciato dai Carabinieri della Stazione di Civitanova Marche Alta. L'arresto è avvenuto in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio di Sorveglianza di Macerata.
L'uomo si trovava già inserito in un percorso riabilitativo presso una comunità terapeutica locale, dove stava beneficiando di una misura alternativa alla detenzione. Tuttavia, l'ordine dell'autorità giudiziaria ha stabilito il ripristino della custodia in carcere per l'espiazione della pena residua.
I reati contestati, che hanno portato alla condanna definitiva, sono gravi: maltrattamenti contro familiari e conviventi ed estorsione. Secondo quanto stabilito dal provvedimento, il 65enne dovrà scontare una pena complessiva di 4 anni, 4 mesi e 10 giorni di reclusione.
Dopo l'arresto e l'espletamento delle formalità di rito presso la caserma locale, i militari hanno provveduto al trasferimento dell'uomo presso la Casa Circondariale di Fermo. Il condannato resta ora a disposizione dell’autorità giudiziaria per la prosecuzione della detenzione.
Una Pasqua di immenso dolore quella che ha colpito la comunità di Falconara Marittima. Un ragazzo di appena 18 anni è deceduto nel pomeriggio di oggi presso l'ospedale regionale di Torrette, dopo essere caduto mentre percorreva in bicicletta il tratto litoraneo.
La tragedia si è consumata nella mattinata di oggi, lungo il percorso sterrato che costeggia l’area dell’ex Montedison, nel tratto compreso tra Falconara Marittima e Marina di Montemarciano. Il giovane, che indossava regolarmente il caschetto protettivo, è stato trovato esanime a terra da un passante, con la propria mountain bike riversa accanto a lui.
L’allarme è scattato immediatamente, mettendo in moto una complessa macchina dei soccorsi che ha visto impegnati i sanitari della Croce Gialla, il personale del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri.
Dopo aver proceduto a rianimare il ragazzo in strada con manovre che si sarebbero protratte per circa 30 minuti, medici e infermieri lo hanno caricato sull'eliambulanza e trasportato d'urgenza al nosocomio dorico.
Nonostante il tempestivo intervento e i successivi sforzi dei medici del reparto di rianimazione, il cuore del giovane ha cessato di battere poche ore dopo l'arrivo in ospedale.
I carabinieri sono ora impegnati negli accertamenti di rito per ricostruire con esattezza la dinamica dell'accaduto e chiarire se la caduta sia stata l'effetto di un malore fulminante o la conseguenza di un tragico incidente accidentale lungo il sentiero.
Una telefonata, pochi minuti decisivi e la prontezza di chi sa riconoscere i segnali giusti. È così che Elisabetta Buschittari, infermiera di Treia in servizio all’ospedale di Macerata, ha contribuito a salvare la vita a Sebastiano Marano, 34 anni, colpito da un infarto mentre stava lavorando.
A segnalare la vicenda alla redazione di Picchio News è stato Salvatore Marano, fratello di Sebastiano e fidanzato della stessa Elisabetta, che ci ha informato dell’episodio, sottolineando il ruolo decisivo dell’intervento a distanza dell’infermiera. Abbiamo poi ascoltato il racconto di Elisabetta.
Tutto è accaduto mercoledì primo aprile. Sebastiano, impegnato nella consegna di ossigeno a bordo del suo furgone, ha iniziato ad avvertire un forte dolore al petto irradiato alle braccia. In quel momento ha deciso di chiamare Elisabetta, sapendo che lavorava in ospedale, ma senza voler allarmare nessuno. Cercava rassicurazioni, sperando che si trattasse di un malessere passeggero.
“Mi ha chiamato dicendo che aveva un dolore toracico che si irradiava alle braccia – racconta Elisabetta Buschittari – stava guidando il furgone e mi ha detto che si sarebbe fermato per capire meglio cosa stesse succedendo”. Dall’altra parte del telefono, l’infermiera ha iniziato subito a porre domande precise per valutare la situazione.
“Gli ho chiesto se il dolore cambiava con i movimenti e se aveva sudorazione fredda. Quando mi ha detto che sudava freddo e faceva fatica a respirare, ho capito che poteva essere qualcosa di cardiaco”, spiega.
A quel punto Elisabetta ha invitato con decisione Sebastiano a chiamare il 118, ma lui ha inizialmente rifiutato. “Non voleva chiamare, continuava a dirmi che aspettava, che magari gli passava”, racconta. Un atteggiamento dettato dalla paura di creare allarmismi.
Capita la gravità della situazione, l’infermiera ha deciso di agire comunque. “Gli ho detto di stare fermo e di non muoversi, che avrei chiamato io il 118”, spiega. Nel frattempo ha allertato i familiari e ha dato indicazioni precise al fratello su cosa fare e cosa comunicare ai soccorritori.
Durante quei momenti concitati, Elisabetta è rimasta costantemente in contatto con Sebastiano. “Sono rimasta al telefono con lui per tutto il tempo, mi sono fatta dire dove si trovava e controllavo che restasse cosciente e stabile”, aggiunge.
Grazie a questa gestione lucida e tempestiva, i soccorsi sono stati attivati rapidamente. L’ambulanza è arrivata nel giro di pochi minuti, quando Sebastiano si trovava ancora nel furgone, quasi al termine del turno di lavoro. Da lì il trasporto in ospedale e le cure necessarie.
La prontezza e la competenza dell’infermiera, unite alla capacità di mantenere il sangue freddo e guidare a distanza ogni passaggio, hanno invece permesso di trasformare un potenziale dramma in una storia a lieto fine. Un episodio che evidenzia ancora una volta quanto sia fondamentale riconoscere subito i segnali di un infarto e intervenire senza esitazioni.
Oggi Sebastiano sta meglio anche grazie a quella telefonata che, nei momenti più critici, ha fatto la davvero la differenza.
I Carabinieri della Compagnia di Macerata hanno denunciato a piede libero un cittadino libico di 20 anni. Il giovane, residente a Loro Piceno e già noto alle forze dell'ordine per precedenti di polizia, è ritenuto responsabile del reato di furto aggravato.
L'operazione è stata condotta dai militari della Sezione Radiomobile del N.O.R. a seguito di una chiamata giunta al numero di emergenza 112. A richiedere l'intervento è stata la vicedirettrice di un supermercato situato in via dei Velini, nel capoluogo, la quale aveva segnalato la presenza di un soggetto dal comportamento sospetto all'interno dei reparti.
I militari, giunti sul posto in breve tempo, hanno proceduto all'identificazione del ventenne. In seguito alla perquisizione, è emerso che il giovane aveva prelevato dagli espositori tre bottiglie di birra, occultandole sotto i propri indumenti per eludere il controllo alle casse. La merce è stata interamente recuperata e restituita alla direzione dell'esercizio commerciale.
In base agli accertamenti condotti, per il 20enne è scattato il deferimento alla Procura della Repubblica.
CAMERINO – Tradito dalle telecamere e dalla traccia digitale lasciata dopo uno shopping sfrenato. I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Camerino hanno chiuso il cerchio su un episodio di microcriminalità che ha visto come vittima uno studente universitario della città ducale. A finire nei guai è un giovane 21enne, di origini egiziane formalmente residente a Milano ma di fatto domiciliato nella provincia maceratese, ora denunciato all’autorità giudiziaria per l’indebito utilizzo di strumenti di pagamento.
Tutto ha avuto inizio quando lo studente, nel consultare il proprio estratto conto online, si è accorto con amaro stupore di un ammanco importante. Una transazione da alcune centinaia di euro, effettuata in un esercizio commerciale della zona, che non portava la sua firma. Solo in quel momento il giovane si è reso conto che la sua carta di credito era sparita, probabilmente sottratta con destrezza in un momento di distrazione.
Senza perdere tempo, il ragazzo si è rivolto ai militari dell’Arma, dando il via alle indagini. Gli uomini della Compagnia di Camerino hanno incrociato i dati bancari con le tracce telematiche della transazione, ma la svolta decisiva è arrivata dall'analisi certosina dei sistemi di videosorveglianza. Le immagini registrate all'interno del negozio hanno immortalato il ventunenne mentre utilizzava la tessera rubata per saldare il conto della sua spesa.
Il giovane è stato denunciato.
Un incubo durato giorni, consumato nel silenzio di un’abitazione del centro, si è concluso grazie al coraggio di una fuga disperata e al pronto intervento dei Carabinieri della locale Stazione e del Norm Un uomo di 39 anni, cittadino libico residente a Ora (Bolzano) ma domiciliato a Tolentino, è finito in manette con accuse che vanno dai maltrattamenti al sequestro di persona, fino alla violenza sessuale aggravata e al revenge porn.
Tutto è iniziato con una segnalazione di scomparsa. Un’amica di una donna brasiliana di 44 anni, non avendo più sue notizie, si è rivolta ai militari temendo il peggio. Le ricerche, scattate immediatamente, hanno portato al ritrovamento della vittima presso la stazione ferroviaria. La donna, in evidente stato di shock e confusione, ha iniziato a raccontare una verità agghiacciante.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 39enne avrebbe costretto la compagna a tornare a Tolentino sotto il ricatto di diffondere immagini intime. Una volta richiusa in casa, la donna sarebbe stata privata della libertà e sottoposta a continue violenze fisiche e sessuali. Solo un attimo di distrazione del suo aguzzino le ha permesso di scappare nel pomeriggio e cercare rifugio verso i binari.
I Carabinieri hanno rintracciato l'uomo poco dopo nella sua abitazione. Durante la perquisizione sono spuntati anche 36 grammi di hashish, un bilancino e mille euro in contanti, elementi che hanno fatto scattare anche l'accusa di detenzione ai fini di spaccio. La vittima è stata trasportata d'urgenza al Pronto Soccorso di Macerata: ha riportato diverse lesioni ma non è in pericolo di vita. Per lei è stato attivato il protocollo Codice Rosso. L'aggressore si trova ora nel carcere di Montacuto.
Di fronte a tanta brutalità, l’Arma ha voluto lanciare un appello accorato alla cittadinanza, ricordando che la tempestività della segnalazione può fare la differenza tra una tragedia e la libertà. I militari esortano "chiunque subisca minacce, ricatti o violenze a rivolgersi con fiducia alle forze dell'ordine, sottolineando che esistono strumenti normativi e reti di protezione pronti a garantire l'incolumità di chi è in pericolo. In caso di emergenza, l'invito resta quello di contattare subito il 112 o il numero antiviolenza 1522".
PORTO RECANATI – Il giallo delle carcasse di Scossicci arriva a una prima svolta. C’è un indagato per il ritrovamento degli oltre cinquanta cani morti abbandonati in una scarpata lungo il litorale di Porto Recanati: si tratta di un uomo di 53 anni, residente a Loreto, su cui ora pende l’accusa di uccisione di animali.
Il blitz dei carabinieri forestali è scattato nell'abitazione dell'uomo, in provincia di Ancona. Durante la perquisizione i militari hanno sequestrato materiale ritenuto di estremo interesse investigativo: documenti cartacei, un’agenda fitta di nomi e numeri di telefono, oltre a diverse attrezzature e al cellulare del sospettato. Proprio dall'analisi dei dispositivi informatici e dei contatti contenuti nel diario, gli inquirenti contano di ricostruire la rete dietro quello che appare come un vero e proprio "cimitero dell'orrore".
L'ipotesi al vaglio della Procura di Macerata è che il cinquantatreenne possa aver agito su commissione, offrendo un servizio di smaltimento illegale per conto di terzi. Resta da capire chi siano i mandanti e da dove provenissero quegli animali, tutti sprovvisti di microchip. Risposte fondamentali potrebbero arrivare dalle autopsie disposte sulle carcasse, necessarie per stabilire le cause del decesso, la razza e l'età degli esemplari.
Sulla vicenda è intervenuta con fermezza la "Lndc Animal Protection", che ipotizza uno "smaltimento sistematico". Piera Rosati, presidente dell’associazione, ha parlato di un possibile «sistema di morte lucido e organizzato», una realtà che, se confermata dalle indagini, delineerebbe un quadro di rara crudeltà ed etica calpestata.
Intervento tempestivo dei Carabinieri della Stazione di Porto Recanati che hanno denunciato tre persone, residenti tra le province di Macerata e Ancona, per tentata truffa aggravata ai danni di una donna.
L’episodio si è verificato nella giornata di ieri, quando una 71enne del posto ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è finto “maresciallo dei Carabinieri”. L’interlocutore le ha riferito che il marito era stato arrestato e che sarebbe stato necessario consegnare una somma di denaro, tra contanti e gioielli, per ottenerne la liberazione.
Insospettita dalla richiesta, la donna ha prontamente informato il marito, il quale ha immediatamente allertato i Carabinieri. I militari sono intervenuti in tempi rapidi presso l’abitazione, dove hanno sorpreso uno dei malviventi mentre tentava di portare a termine la truffa.
Le successive indagini hanno permesso di individuare anche gli altri due complici, fermati poco dopo a bordo di un’auto dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Civitanova Marche, intervenuti in supporto.
I tre soggetti, una volta identificati, sono stati denunciati. L’episodio conferma ancora una volta l’importanza di prestare massima attenzione a telefonate sospette e di contattare immediatamente le forze dell’ordine in caso di dubbi.
Il fronte meridionale del Libano continua a essere teatro di violenze e tensioni crescenti, con la missione Unifil delle Nazioni Unite ancora una volta coinvolta direttamente nei combattimenti tra Israele e Hezbollah. Un razzo ha colpito il quartier generale del contingente italiano nella base di Shama, nel settore ovest dell’operazione, causando danni lievi alle infrastrutture ma fortunatamente nessun ferito tra il personale.
L’episodio si inserisce in un contesto già fortemente deteriorato lungo la cosiddetta Blue Line, la linea di demarcazione tra Libano e Israele. Nei giorni precedenti, infatti, l’escalation aveva portato alla morte di tre caschi blu indonesiani, alimentando la preoccupazione delle cancellerie internazionali e riaccendendo il dibattito sulla sicurezza dei contingenti impegnati nella missione.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha immediatamente attivato i contatti con i vertici militari, tra cui il Capo di Stato Maggiore della Difesa e i comandanti operativi, per monitorare costantemente la situazione e verificare le condizioni dei militari italiani, risultati tutti illesi. Non si tratta del primo episodio recente: già il 16 marzo, nella stessa area di Shama, i soldati italiani avevano rischiato a causa dei detriti di un razzo intercettato dai sistemi israeliani.
In questo scenario complesso si inserisce il ruolo del generale Andrea Fraticelli, che lo scorso 2 marzo ha assunto il comando del contingente italiano e del settore ovest della missione Unifil. Originario di Macerata, 49 anni, Fraticelli sta guidando il contingente italiano e il settore ovest dell’Unifil, con responsabilità operative su circa 2.800 caschi blu, tra cui mille italiani, in gran parte appartenenti alla Brigata Sassari, nota come i “Dimonios”. Si tratta della quarta volta che questa brigata assume un ruolo di primo piano nel Paese dei cedri.
Il contingente sotto il suo comando comprende diverse unità, tra cui il 152° Reggimento fanteria “Sassari”, il Reggimento logistico, il 5° Reggimento genio guastatori e il 45° Reparto Comando e Supporti Tattici “Reggio”, confermando il peso strategico della componente italiana nella missione.
La situazione sul terreno resta estremamente critica. L’offensiva delle forze israeliane nel sud del Libano si è intensificata dopo la decisione del premier Benjamin Netanyahu di ampliare la zona cuscinetto per proteggere l’Alta Galilea dai lanci di razzi di Hezbollah. Secondo quanto rilevato dai caschi blu italiani, nell’ultima settimana si sono registrati oltre cento lanci quotidiani da parte delle milizie sciite e circa trecento da parte dell’Idf, costringendo il personale ONU a rifugiarsi frequentemente nei bunker.
Nonostante le difficoltà operative, la missione Unifil continua a svolgere il proprio mandato, garantendo pattugliamenti per la protezione dei civili e facilitando l’accesso delle agenzie umanitarie, seppur con limitazioni imposte dal contesto bellico. Dopo gli attacchi ai contingenti internazionali, inclusi quelli francesi, la Francia ha chiesto la convocazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Durante la riunione, Jean-Pierre Lacroix ha ribadito l’importanza della missione, sottolineando gli sforzi per mantenere il dialogo tra le parti e prevenire ulteriori escalation, chiedendo al contempo un sostegno forte e unanime da parte della comunità internazionale.
Il Soccorso Alpino e Speleologico Marche invita alla massima prudenza tutti coloro che, durante le festività pasquali, intendano frequentare le aree montane della regione, in particolare i Monti Sibillini, i Monti della Laga e la Montagna dei Fiori.
A seguito della recente perturbazione che ha interessato il Centro Italia, le condizioni in quota sono particolarmente critiche. "Le nevicate recenti, combinate con vento e rialzo termico, hanno determinato un grado di pericolo valanghe marcato/forte, con diffusa instabilità del manto nevoso e possibilità di distacchi anche spontanei", si legge in una nota.
Il Soccorso Alpino raccomanda a escursionisti, sci alpinisti e ciaspolatori di "valutare con attenzione ogni uscita, pianificando itinerari compatibili con le condizioni attuali. È essenziale consultare bollettini meteo e nivologici aggiornati, disporre di equipaggiamento idoneo (ARTVA, pala e sonda) e possedere le competenze necessarie al loro utilizzo".
In queste situazioni, la consapevolezza e la preparazione sono determinanti: la prudenza resta il primo presidio di sicurezza in montagna.
Un normale servizio di controllo del territorio si è trasformato in una violenta colluttazione a Porto Recanati. I carabinieri della locale stazione hanno denunciato a piede libero un cittadino tunisino di 31 anni. L'uomo, residente in città, deve rispondere dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.
I fatti sono iniziati quando una pattuglia ha intercettato il 31enne a bordo della propria auto all'esterno della sua abitazione. Il soggetto è risultato essere sottoposto alla misura della libertà vigilata (emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Macerata nel dicembre 2025), che gli imponeva restrizioni specifiche in quel momento violate. Alla vista dei militari, l'uomo ha tentato una repentina fuga in auto, venendo però raggiunto e bloccato dopo un breve inseguimento.
Una volta fermato, il trentunenne ha opposto una strenua resistenza fisica contro i carabinieri. Nel tentativo di sottrarsi al controllo, l'uomo ha inoltre messo in atto gravi gesti di autolesionismo: secondo il rapporto dei militari, avrebbe colpito ripetutamente il capo contro il suolo, arrivando a infrangere con una testata il lunotto posteriore di un'auto in sosta.
Solo l'intervento di rinforzo dei militari dell'Aliquota Radiomobile ha permesso di immobilizzare il soggetto in sicurezza. Nello scontro, entrambi i carabinieri intervenuti hanno riportato lesioni fisiche. L'aggressore, dopo essere stato soccorso dal 118, è stato trasportato all'ospedale di Civitanova Marche, dove si trova attualmente piantonato e in osservazione per le ferite che si è autoinflitto.