Momenti di paura nella tarda mattinata di mercoledì 28 gennaio a Tolentino. Intorno alle 12.20, per cause ancora in corso di accertamento da parte della Polizia Locale, si è verificato un incidente stradale in via Filzi, poco prima dell’ingresso del parcheggio e in prossimità di un attraversamento pedonale.
L’impatto ha dato origine a un tamponamento a catena che ha coinvolto quattro autovetture, tutte condotte da residenti a Tolentino. Si tratta di una BMW guidata da un 68enne, una DR condotta da una giovane di 26 anni,, un Fiat Doblò al cui volante si trovava un 53enne, e un’Audi Q3 guidata da un 51enne.
A seguito dello scontro, due automobilisti sono rimasti feriti. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure e disposto il trasferimento dei due conducenti al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata per accertamenti.
È stato inoltre necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Tolentino per la messa in sicurezza dei veicoli coinvolti, dal momento che una delle auto era alimentata a metano e un’altra a GPL.
La Polizia Locale ha effettuato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e ha gestito la viabilità per limitare i disagi alla circolazione. Il traffico è tornato regolare intorno alle 13.05.
Controlli della Polizia locale di Camerino hanno portato al sequestro di diversi articoli destinati ai bambini, esposti alla vendita senza le necessarie certificazioni di sicurezza. L’intervento rientra nell’ambito delle attività volte a verificare il rispetto della normativa sulla sicurezza dei prodotti e la tutela dei consumatori.
Secondo quanto spiegato dal comandante della Polizia locale, Cristiana Zampetti, gli operatori hanno verificato le autorizzazioni della titolare dell’attività, scoprendo che tutti i prodotti mancavano della marcatura CE, dei requisiti minimi di etichettatura – come composizione, produttore, paese d’origine e indicazioni su eventuali materiali nocivi – e delle istruzioni d’uso.
«Il codice del consumo impone che i prodotti immessi sul mercato riportino informazioni chiare e trasparenti, per garantire la tracciabilità della filiera e i livelli di sicurezza a tutela dei consumatori – spiega Zampetti – In questo caso, si è reso necessario il sequestro amministrativo della merce, oltre all’applicazione di sanzioni elevate con il coinvolgimento della Camera di Commercio di Macerata».
L’operazione conferma l’attenzione delle autorità locali alla sicurezza dei prodotti destinati ai bambini, sottolineando l’importanza di controlli regolari per prevenire rischi e tutelare le famiglie.
Questa mattina a Recanati, intorno alle 8:30, un uomo di 64 anni si è ferito accidentalmente con un coltello in casa, riportando una lesione all’addome.
Subito allertati, i soccorsi della Croce Gialla di Recanati sono intervenuti prontamente. Vista la gravità della ferita, è stato richiesto l’intervento dell’eliambulanza, che ha trasportato il paziente all’ospedale regionale di Torrette di Ancona in codice rosso.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i carabinieri, incaricati di effettuare i rilievi e ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Al momento, non risultano altre persone coinvolte.
Vandali in azione in via Cioci a Macerata. Nella mattinata di oggi, alcuni residenti hanno trovato le proprie autovetture parcheggiate con vetri infranti, chiaro segno di un raid avvenuto durante la notte. In particolare, nonostante i primi rilievi avessero segnalato due auto danneggiate – un lunotto posteriore rotto e un parabrezza infranto – successivamente è emerso che le vetture coinvolte erano in realtà più di due.
I proprietari, accortisi dei danni al momento di riprendere le auto nel parcheggio, hanno subito sporto denuncia contro ignoti presso i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per identificare i responsabili. Le forze dell’ordine stanno verificando la presenza di telecamere di videosorveglianza nella zona, che potrebbero aver ripreso movimenti sospetti e fornire elementi utili alle indagini.
L’episodio ha suscitato forte preoccupazione tra i residenti, che lamentano la situazione di abbandono dell’area: «Non vediamo pattuglie e la zona è completamente scoperta – dicono –. Siamo esasperati e chiediamo maggiore sicurezza e controlli, soprattutto nelle ore notturne».
Il raid riporta all’attenzione la necessità di interventi concreti per garantire sicurezza e tutela dei cittadini in quartieri dove episodi di vandalismo diventano sempre più frequenti.
Il Questore della provincia di Ancona, Cesare Capocasa, ha emesso un ammonimento nei confronti di un uomo di 50 anni ritenuto responsabile di condotte aggressive e prevaricatorie nei confronti dell’ex coniuge, sia di natura verbale che fisica. I comportamenti si sarebbero verificati anche pubblicamente e alla presenza dei figli minori, configurando una forma di violenza domestica.
Il provvedimento invita l’uomo a tenere una condotta conforme alla legge e a stenersi dal compiere azioni analoghe in futuro. L’ammonimento rappresenta un primo intervento di prevenzione: qualora il 50enne dovesse continuare a vessare la parte lesa, la sua condotta diventerebbe perseguibile d’ufficio dalle forze dell’ordine, senza necessità di querela da parte della vittima.
«Siamo consapevoli che queste sono battaglie complesse che vanno combattute ogni giorno e non a intermittenza», ha commentato il questore Capocasa, sottolineando l’impegno costante delle forze dell’ordine
Una donna di 83 anni di Pergola (Pesaro Urbino) è ricoverata in prognosi riservata all’ospedale Torrette di Ancona dopo aver riportato un grave colpo alla testa.
Inizialmente sembrava trattarsi di un incidente domestico, ma le indagini hanno preso rapidamente una piega diversa. La badante della donna, una 60enne di origine moldava, è stata arrestata con l’accusa di tentato omicidio e trasferita in carcere.
A dare l’allarme non è stata la badante, presente nell’abitazione al momento dell’episodio, ma la figlia dell’anziana, arrivata per una visita mattutina. Secondo quanto ricostruito, la badante aveva riferito inizialmente al personale sanitario che la caduta fosse accidentale. La versione non ha però convinto i medici, che hanno richiesto l’intervento dei Carabinieri.
Alla presenza dei militari, la figlia ha raccontato di un’altra caduta avvenuta circa un mese fa. Gli accertamenti hanno portato a ipotizzare che il nuovo trauma fosse dovuto a un colpo alla testa non accidentale. I Carabinieri hanno effettuato i rilievi e raccolto campioni biologici per chiarire la dinamica dei fatti.
L’anziana è stata trasferita in codice rosso all’ospedale di Ancona, mentre la badante resta in carcere in attesa di ulteriori sviluppi dell’indagine.
(Fonte Ansa)
Una Peugeot avvolta dalle fiamme in pieno centro e la strada invasa dal fumo. È il bilancio dell'incendio avvenuto poco prima delle 13 di oggi in viale Cesare Battisti, nella zona del Pincio a Morrovalle, dove un'auto è andata quasi completamente distrutta.
La conducente stava percorrendo la via quando ha notato del fumo uscire dal cofano. Ha avuto appena il tempo di accostare e scendere dal veicolo prima che il rogo divampasse con violenza. A complicare le operazioni di spegnimento è stata la natura del carico che la donna trasportava: il bagagliaio era infatti pieno di sacchi di pellet. Il combustibile legnoso ha alimentato rapidamente le fiamme, costringendo i soccorritori a un intervento minuzioso.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Civitanova Marche, che hanno domato l’incendio e messo in sicurezza l’area. Per spegnere definitivamente ogni focolaio, i pompieri hanno dovuto estrarre il pellet dall'abitacolo e riversarlo a terra, bagnandolo accuratamente per evitare che la brace continuasse a covare sotto la cenere.
Nonostante la vettura abbia riportato danni ingenti, non si segnalano persone ferite o intossicate. La viabilità lungo viale Battisti è stata parzialmente interdetta per il tempo necessario alla rimozione dei resti della vettura e alla pulizia della sede stradale.
Controlli a tappeto nei cantieri della ricostruzione post-sismica a Fiuminata, dove nella giornata di ieri la Compagnia dei Carabinieri di Camerino, in collaborazione con il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Macerata, ha svolto un servizio di ispezione su due cantieri edili attivi sul territorio comunale.
L’attività, finalizzata alla verifica del rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al contrasto del lavoro sommerso, ha permesso ai militari dell’Arma di riscontrare numerose violazioni in materia di salute e sicurezza, coinvolgendo entrambe le ditte impegnate nei lavori di ricostruzione.
Nel primo cantiere, i Carabinieri hanno denunciato un imprenditore italiano di 38 anni, residente a San Severino Marche, amministratore unico e legale rappresentante di una ditta locale.
Le contestazioni hanno riguardato la mancata formazione dei lavoratori, l’assenza del piano operativo di sicurezza, la mancata esibizione del piano del ponteggio e l’omessa installazione delle recinzioni di cantiere. Per tali irregolarità sono state elevate sanzioni per quasi 25 mila euro ed è stata disposta la sospensione dell’attività del cantiere.
Nel corso della stessa attività ispettiva, un secondo imprenditore, 57 anni, residente a Castelplanio e amministratore unico di una ditta della provincia dorica, è stato sanzianato. Anche in questo caso è stata riscontrata una violazione in materia di sicurezza, nella fattispecie la mancata installazione delle recinzioni interne al cantiere. Le sanzioni amministrative ammontano a circa 3mila euro, con conseguente sospensione dell’attività del singolo cantiere. Non sono emersi profili di rilevanza penale.
È morto nella giornata di ieri, nella sua abitazione, Franco Amoroso, 60 anni, paziente oncologico che era diventato suo malgrado il simbolo delle criticità della sanità pubblica marchigiana. Originario di Treviso ma residente da tempo a Senigallia, Amoroso combatteva contro la recidiva di un tumore al colon e si era trovato, nei giorni scorsi, al centro di un caso che aveva scosso l’opinione pubblica.
Il nome di Amoroso era finito sulle prime pagine dopo la denuncia della moglie Cecilia, che aveva raccontato l’odissea vissuta al pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia, dove l’uomo era stato costretto a sdraiarsi sul pavimento a causa della mancanza di letti e barelle. Il dolore, insopportabile, non gli permetteva nemmeno di restare seduto: la moglie aveva descritto quelle ore drammatiche in cui il marito era stato adagiato su una coperta posizionata nel corridoio del presidio sanitario, in attesa di un posto letto che non arrivava.
La notizia aveva provocato un’ondata di indignazione, e l’episodio aveva spinto il direttore generale dell’Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Ancona, Giovanni Stroppa, a presentare scuse ufficiali e ad annunciare verifiche interne. Scuse che, tuttavia, la vedova ha fermamente respinto, ritenendole insufficienti rispetto a quanto accaduto.
Amoroso, che era in procinto di iniziare una nuova terapia all’ospedale regionale di Torrette ad Ancona, non è riuscito a ricevere le cure in tempo. Il peggioramento del suo quadro clinico, già fragile per la recidiva del tumore al colon, ha accelerato il decorso della malattia, portandolo alla morte nella sua casa di Senigallia.
L’Ast di Ancona ha comunicato che gli esiti dell’indagine interna, inizialmente previsti per questi giorni, saranno resi noti in un secondo momento, in segno di rispetto per il lutto della famiglia. La decisione è stata annunciata dopo il clamore suscitato dalla vicenda e dalla reazione della moglie, che ha richiesto tempi più lunghi per elaborare il dolore.
La morte di Franco Amoroso riaccende così il dibattito sulle condizioni dei pronto soccorso e sulla carenza di posti letto, una problematica che in molte strutture sanitarie italiane viene denunciata da anni.
Mattinata di soccorsi e pesanti disagi lungo il tratto maceratese dell’autostrada A14. Poco dopo le 7:15 di oggi, all'altezza del territorio di Civitanova Marche, si è verificato un violento scontro tra un’autovettura e un furgone a noleggio che procedevano in direzione sud.
L’impatto è stato particolarmente violento: l’auto ha centrato con la parte frontale la fiancata del furgone, distruggendo completamente il cofano e accartocciando il lato destro del mezzo commerciale, che si è letteralmente aperto a seguito della collisione. Ad avere la peggio è stato l'uomo al volante della vettura.
I soccorsi si sono attivati immediatamente. I sanitari del 118, giunti sul posto con un'ambulanza della Croce Rossa, hanno prestato le prime cure all'automobilista, rimasto cosciente ma in stato di choc e con forti dolori alla schiena, al collo e alla gamba destra.
Data la dinamica dell'incidente, è stato predisposto il trasferimento d'urgenza: l'uomo è stato accompagnato dall'ambulanza fino alla piazzola d’emergenza nei pressi del centro commerciale Cuore Adriatico, dove nel frattempo è atterrata l’eliambulanza Icaro per il successivo trasporto in codice rosso all'ospedale regionale di Torrette.
Sul luogo del sinistro sono intervenuti i vigili del fuoco dei distaccamenti di Civitanova Marche e Osimo, che hanno lavorato per la messa in sicurezza dei mezzi e della carreggiata, facilitando le operazioni di soccorso. Presente anche la polizia autostradale per i rilievi necessari a ricostruire l'esatta dinamica dello scontro.
L’incidente ha paralizzato il traffico in direzione sud durante l'ora di punta: la viabilità è stata temporaneamente interrotta per consentire la rimozione dei detriti e dei veicoli incidentati, con le code che hanno raggiunto i due chilometri di lunghezza. La situazione è tornata alla normalità solo dopo le ore 9:00.
Porto Recanati si stringe nel dolore per la scomparsa di Ludovico Del Duca, una vita spezzata a soli 29 anni da un male spietato che non gli ha lasciato scampo. Il giovane impiegato si è spento intorno alle 19 di oggi all'ospedale di Torrette di Ancona, dove era ricoverato a seguito del precipitare di una situazione clinica apparsa critica già nelle ultime ore.
Per Ludovico, il destino è stato terribilmente rapido: la diagnosi di una grave malattia era arrivata soltanto un mese fa. In pochissime settimane, quel male lo ha strappato all’affetto della mamma Caterina, del papà Franco e del fratello maggiore Marco, lasciando un vuoto incolmabile in una famiglia già profondamente stimata in tutta la comunità.
Questa perdita colpisce una città già duramente provata da un’altra tragedia avvenuta appena 24 ore prima. Ieri sera, infatti, un malore improvviso dopo cena ha portato via Diego Ruspantini, 47 anni, ex portiere molto conosciuto nel panorama calcistico provinciale per i suoi trascorsi in Serie D con la Monturanese e in Eccellenza. Due lutti ravvicinati che uniscono nel cordoglio l'intera cittadinanza, attonita di fronte a un destino che, in un solo giorno, ha spento due giovani vite.
Un'aggressione violenta è avvenuta nella notte tra sabato e domenica, intorno alle 5:30, nel cuore di Civitanova Marche. Le immagini di un video, diventato virale in rete, mostrano un gruppo di persone circondare un'auto bianca in corso Garibaldi e poi scagliarsi contro due ragazzi, entrambi 24enni originari di Chieti.
Secondo quanto si vede nel filmato, dopo alcuni istanti una persona si avventa contro uno dei giovani, sferrando calci e pugni. Il ragazzo cade a terra e, poco dopo, un’altra persona con il volto coperto da un cappuccio continua a colpirlo con pugni alla testa. In seguito altri due componenti del gruppo lo colpiscono con calci. Dopo l’aggressione, una parte del gruppo si dà alla fuga.
Le prime ricostruzioni parlano di un litigio scoppiato in un locale della zona, che avrebbe poi scatenato la violenza. Gli aggressori sarebbero un gruppo di circa dieci persone di origine nordafricana. Uno dei due ragazzi aggrediti ha riportato contusioni e ferite tali da richiedere il trasferimento in ospedale, dove è stato medicato con una prognosi di due giorni. Sul caso stanno indagando i carabinieri, che stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e di identificare tutti i responsabili.
L'episodio di Civitanova Marche arriva a una settimana da un'altra aggressione avvenuta nella notte tra sabato e domenica, sempre nella provincia di Macerata. Anche in quel caso un gruppo di persone avrebbe colpito un ragazzo, provocandogli la rottura di un braccio. Su quella vicenda indaga la Polizia di Stato, impegnata nelle ricerche per individuare i responsabili.
SANT'ELPIDIO A MARE - Momenti di preoccupazione questa mattina, intorno alle 11:00, quando un cane, investito da un veicolo, è finito accidentalmente all’interno di un pozzetto delle acque, in località Casette d'Ete .
Sul posto è prontamente intervenuta la squadra dei Vigili del Fuoco di Fermo, che ha recuperato l’animale in sicurezza. Il cane è stato poi affidato agli operatori del servizio veterinario per gli accertamenti e le cure necessarie.
Presenti anche i Carabinieri, che hanno eseguito le verifiche del caso e raccolto le informazioni sull’incidente. Grazie all’intervento tempestivo dei soccorritori, l’animale non ha riportato gravi conseguenze.
I Carabinieri della Stazione di Corridonia hanno eseguito un’ordinanza di sospensione di una misura alternativa alla detenzione, con conseguente ripristino della pena in carcere, emessa dall’Ufficio di Sorveglianza di Macerata.
Il provvedimento riguarda un uomo di 42 anni, originario della provincia di Pescara e domiciliato a Corridonia, che in precedenza era stato ammesso all’affidamento in prova ed era inserito presso una comunità terapeutica. Nei suoi confronti risulta inoltre una sentenza definitiva di cumulo di pene per reati contro il patrimonio.
L’uomo è stato rintracciato dai militari e arrestato. Dopo le formalità di rito è stato trasferito alla Casa circondariale di Fermo, dove resta a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
I Carabinieri della Stazione di Macerata, al termine delle indagini, hanno denunciato in stato di libertà quattro persone ritenute coinvolte in due distinti episodi di furto avvenuti nel capoluogo: uno ai danni di una donna mentre era a fare la spesa, l’altro all’interno di un luogo di culto.
Il primo caso nasce dalla denuncia presentata a fine dicembre da una 60enne residente a Macerata. La donna ha raccontato di essersi accorta alla cassa di un supermercato di non avere più il portafoglio, che aveva riposto nella busta della spesa. Poco dopo il portafoglio le è stato riconsegnato dal personale, che lo aveva trovato abbandonato in un anfratto tra gli scaffali. All’interno, però, mancavano una carta di pagamento e circa 100 euro in contanti. Verificando i movimenti della carta, la donna ha inoltre scoperto che erano stati effettuati acquisti online per oltre 200 euro. L’analisi delle immagini di videosorveglianza e gli accertamenti telematici hanno permesso ai militari di risalire a due uomini, di nazionalità egiziana, denunciati per furto e indebito utilizzo di carta di pagamento.
Il secondo episodio riguarda invece un furto in una chiesa, dove è stata sottratta la cassetta delle offerte. Anche in questo caso l’attività investigativa della Stazione di Macerata si è basata su riscontri video, pubblici e privati, che avrebbero consentito di individuare l’auto utilizzata. Ulteriori elementi sarebbero emersi dall’esame del traffico telefonico relativo a un’utenza in uso a uno degli indagati, ricostruendone la presenza nella zona e nella fascia oraria del reato. A finire denunciati per furto aggravato sono un 23enne italiano e una donna di 41 anni di origine serba, entrambi residenti in provincia di Perugia e già noti alle forze dell’ordine.
Le persone denunciate sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria: le responsabilità saranno valutate nelle sedi competenti.
Operazione anticontraffazione della Guardia di Finanza di Civitanova Marche in occasione del mercato settimanale cittadino. Nel corso di un servizio mirato di controllo economico del territorio, le Fiamme Gialle hanno sequestrato oltre mille articoli di bigiotteria contraffatti e denunciato il venditore, titolare di una ditta individuale.
L’intervento rientra nell’ambito delle attività di contrasto all’abusivismo commerciale e ai traffici illeciti, intensificate in concomitanza con eventi e appuntamenti a forte afflusso di pubblico. I finanzieri hanno sottoposto a controllo una bancarella allestita nel mercato settimanale, sulla quale erano esposti numerosi oggetti di bigiotteria recanti marchi e segni distintivi riconducibili a note case di moda italiane ed estere.
Dagli accertamenti è emerso che il titolare della ditta non era in possesso delle necessarie autorizzazioni rilasciate dalle aziende titolari dei marchi per la riproduzione dei segni distintivi sui prodotti in vendita. Per questo motivo la merce è stata sottoposta a sequestro: in totale 1.002 articoli tra bracciali, collane, orecchini e anelli.
Il responsabile è stato deferito alla Procura della Repubblica di Macerata per le ipotesi di reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e di vendita di prodotti industriali con segni mendaci, ferma restando la presunzione di innocenza fino all’accertamento definitivo delle responsabilità.
PORTO RECANATI – Un dolore improvviso e profondo ha colpito Porto Recanati e l’intero movimento calcistico marchigiano. È scomparso nella serata di ieri Diego Ruspantini, 46 anni, stroncato da un malore improvviso nella sua abitazione.
Secondo quanto ricostruito, Ruspantini aveva trascorso una serata tranquilla con la moglie e i due figli. Dopo cena aveva avvertito un malessere e si era coricato per riposare. Poco dopo, la moglie lo ha trovato privo di sensi. Inutili i soccorsi del personale sanitario del 118: per lui non c’era più nulla da fare. Il decesso sarebbe riconducibile a cause naturali.
Nato a Loreto nel 1979 e residente da anni a Porto Recanati, Diego Ruspantini era un volto conosciutissimo nel panorama calcistico regionale. Portiere di grande affidabilità e personalità, aveva iniziato la sua carriera proprio nella squadra della città rivierasca, per poi vestire numerose maglie marchigiane. In Serie D aveva difeso la porta della Monturanese, mentre in Eccellenza aveva giocato, tra le altre, con Cingolana, Osimana, Fermana, Biagio Nazzaro, Camerano, Anconitana e Vis Civitanova.
Conclusa l’attività agonistica, aveva continuato a vivere il calcio da protagonista intraprendendo il percorso di allenatore dei portieri, ruolo ricoperto anche al Porto Recanati, mettendo la propria esperienza al servizio dei giovani e trasmettendo valori umani prima ancora che sportivi.
La notizia della sua scomparsa ha profondamente scosso l’intera comunità sportiva. Numerosissimi i messaggi di cordoglio arrivati in queste ore, a partire da quello del Comune di Porto Recanati, che ha voluto ricordarlo con parole sentite: “Diego ci ha lasciati. È stato un grande atleta, un bravissimo portiere, protagonista di anni straordinari del calcio marchigiano che resteranno per sempre nella memoria collettiva. Tutta Porto Recanati si è stretta intorno alla famiglia Ruspantini. Ciao grande uomo".
Messaggi di affetto e vicinanza sono arrivati anche da molte delle società in cui Ruspantini ha militato o collaborato nel corso degli anni, da Castelfidardo a Potenza Picena, dall’Ancona all’Osimana, fino a Biagio Nazzaro, Cingolana, Fermana e Vis Civitanova. Tutti hanno ricordato non solo il valore tecnico del portiere e del preparatore, ma soprattutto le sue qualità umane, la correttezza e il forte senso di appartenenza al mondo del calcio.
Intervento dei Vigili del Fuoco nella notte a Porto Recanati per un incendio divampato all’interno di un appartamento situato all’undicesimo piano di un edificio in via Salvo D’Acquisto. L’allarme è scattato poco prima delle 2:30.
Sul posto è intervenuta la squadra dei Vigili del Fuoco di Civitanova Marche, supportata da rinforzi provenienti dal comando di Macerata. Per domare le fiamme sono state impiegate tre autobotti e un’autoscala. Le operazioni si sono concluse con lo spegnimento dell’incendio e la successiva messa in sicurezza dei locali.
L’appartamento interessato è stato dichiarato temporaneamente non fruibile. Le persone residenti sono riuscite a uscire autonomamente dall’abitazione prima dell’arrivo dei soccorsi e non si registrano feriti.
Sul luogo dell’intervento erano presenti anche le forze dell’ordine per gli accertamenti del caso. Restano da chiarire le cause dell’incendio.
L’allarme che scatta, il buio improvviso e la risposta immediata delle pattuglie. È stata una serata di tensione quella vissuta in Contrada Calcavenaccio, a Tolentino, dove i carabinieri della locale Compagnia sono riusciti a intercettare uno dei presunti componenti di una banda di ladri d'appartamento.
Tutto è iniziato intorno alle ore 19:00 di ieri. I malviventi hanno preso di mira l’abitazione di una donna di 64 anni, utilizzando una tecnica precisa: prima hanno oscurato l’illuminazione esterna per agire indisturbati e poi hanno forzato una porta laterale. Una volta dentro, sono riusciti a sottrarre alcuni oggetti in rame.
Tuttavia, il sistema di allarme della casa è entrato in funzione, costringendo i ladri alla fuga e allertando simultaneamente la centrale operativa. I militari del nucleo operativo e radiomobile, insieme ai colleghi della locale stazione, si sono precipitati sul posto.
Durante il rastrellamento dell'area circostante, l'attenzione dei carabinieri è caduta su una Fiat Panda bianca parcheggiata a poca distanza dal luogo del furto. L’auto, risultata di proprietà di una società di autonoleggio, non è sfuggita all'occhio dei militari: a bordo si trovava un 33enne albanese, senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo stava verosimilmente attendendo il ritorno dei complici per caricare la refurtiva e fuggire. Il 33enne, finora incensurato, è stato deferito in stato di libertà all’autorità giudiziaria per furto in abitazione. Le indagini proseguono ora senza sosta per dare un volto e un nome agli autori materiali dello scasso.
L'episodio si inserisce in un momento di particolare attenzione per la città. A seguito dei recenti furti che hanno generato allarme sociale, il Comando Compagnia ha disposto un significativo rafforzamento dei servizi di controllo.
"Lo Stato c'è e la vigilanza è massima", fanno sapere dall'Arma. La strategia prevede un aumento delle pattuglie nelle zone periferiche e meno illuminate, oltre a posti di blocco serrati lungo le arterie principali per intercettare movimenti sospetti. L'obiettivo è duplice: prevenire nuovi colpi e aumentare la percezione di sicurezza tra i residenti.
I carabinieri rinnovano l’appello alla cittadinanza: in caso di movimenti o rumori sospetti, è fondamentale chiamare immediatamente il 112. La collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine resta il primo, fondamentale argine contro la microcriminalità.
Doveva essere un breve periodo di libertà vigilata, ma si è trasformato in una fuga. I carabinieri della stazione di Recanati hanno denunciato a piede libero un 41enne italiano con l'accusa di evasione.
L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, stava scontando una pena in regime di arresti domiciliari presso la propria residenza nel comune leopardiano. Secondo quanto ricostruito dai militari, il 41enne aveva ottenuto dall'autorità giudiziaria un regolare permesso giornaliero che gli consentiva di allontanarsi temporaneamente da casa per determinate esigenze.
Il problema è sorto al momento del controllo. I carabinieri, impegnati nei quotidiani servizi di pattugliamento del territorio e di verifica del rispetto delle misure restrittive, si sono recati presso l'abitazione dell'uomo nell'orario in cui sarebbe dovuto essere già rientrato. Tuttavia, del 41enne non c'era traccia.
Constatata l'assenza ingiustificata e il superamento dei limiti orari imposti dal giudice, i militari hanno fatto scattare immediatamente le procedure previste per il reato di evasione.
Nonostante le ricerche avviate tempestivamente in tutta la zona e nei luoghi abitualmente frequentati dal soggetto, l'uomo non è stato ancora rintracciato. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti e la denuncia per evasione comporterà quasi certamente un aggravamento della misura cautelare a cui era sottoposto.