Tolentino, stipendi non pagati: Sclavi incontra gli operai saliti sulla gru. "Ora un tavolo in Prefettura"
Prima la protesta sulla gru in piazza San Nicola, poi il confronto con il sindaco. La vicenda dei quattro operai saliti lunedì sulla struttura per denunciare il mancato pagamento degli stipendi (leggi qui) si sposta ora sul terreno delle verifiche e della tutela dei lavoratori. Martedì pomeriggio Mauro Sclavi ha ricevuto i protagonisti della protesta, che gli hanno raccontato le difficoltà vissute nei rapporti di lavoro e chiesto un aiuto per individuare una soluzione.
Un incontro cordiale, nel corso del quale gli operai hanno riconosciuto di aver scelto una forma di protesta eccessiva. «La loro protesta era assolutamente sbagliata ed esagerata», hanno ammesso, spiegando di aver voluto soprattutto attirare l'attenzione sulla propria situazione e precisando che il loro gesto non deve essere imitato. Tra le richieste rivolte al primo cittadino anche quella di una collaborazione per reperire un alloggio.
Restano da chiarire le presunte irregolarità denunciate dai lavoratori, che dovranno essere accertate dagli organi competenti. Gli operai hanno riferito di rapporti di lavoro che, a loro dire, non sarebbero stati rispettati e di difficoltà nel trovare interlocutori in grado di rappresentarli e tutelarne i diritti.
Sclavi ha ascoltato le loro testimonianze, invitandoli a rivolgersi agli uffici preposti e alle forze dell'ordine per affrontare le controversie nelle sedi opportune. Ma il sindaco ha anche colto l'occasione per lanciare un messaggio chiaro: «Salire su una gru è pericoloso e sbagliato. Prima incontriamoci, parliamo e affrontiamo insieme i problemi per trovare soluzioni praticabili».
La protesta riaccende i riflettori sulle condizioni di lavoro nei cantieri della ricostruzione post-sisma, in un territorio interessato da un'intensa attività edilizia e da una crescente presenza di manodopera. «Consideriamo legittime le rimostranze di chi lavora e presta la propria opera e che quindi, giustamente, deve essere pagato per quanto pattuito con il contratto», sottolinea Sclavi. Il problema, secondo il primo cittadino, è trovare strumenti efficaci per risolvere le controversie senza arrivare a gesti estremi.
Sindacati, Ispettorato del lavoro e uffici legali possono intervenire per dirimere le situazioni più delicate. Anche il Comune, ha ricordato il sindaco, può offrire assistenza per individuare soluzioni praticabili.
«I contratti di lavoro devono essere chiari e tutelare i lavoratori oltre alle imprese», rimarca Sclavi, che chiede controlli e verifiche nei cantieri. La ricostruzione, con il suo enorme fabbisogno di manodopera, sta modificando anche il tessuto sociale del territorio. «Ci troviamo a dover contrastare fenomeni che mai si erano verificati nelle nostre zone», osserva il sindaco, auspicando che non si ripetano episodi simili.
L'obiettivo è passare dalle parole ai fatti. Sclavi ha annunciato l'intenzione di chiedere al Prefetto la convocazione di un tavolo tecnico che riunisca associazioni di categoria, sindacati, sindaci dei territori interessati dalla ricostruzione e forze dell'ordine. L'intento è coordinare controlli e accertamenti nei cantieri, individuare eventuali anomalie e prevenire nuove situazioni di tensione.
Il sindaco ha inoltre ringraziato tutti coloro che hanno contribuito a gestire la vicenda: Polizia di Stato e mediatori, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Polizia Locale, sanitari del 118, Croce Rossa, sindacati e amministrazione comunale di Gagliole, dove vivono tre dei quattro uomini coinvolti e che si è attivata per garantire loro vitto e alloggio.
«Ho seguito ogni fase della trattativa che, fortunatamente, con l'apporto di tutti si è conclusa dopo circa undici ore, positivamente. I ragazzi hanno accolto le nostre proposte e hanno deciso di scendere», ha ricordato Sclavi.
La protesta si è chiusa, dunque, con il ritorno a terra degli operai. Ora la partita si sposta sui rapporti di lavoro denunciati e sulla necessità di verificare quanto accade nei cantieri. Perché il diritto a essere pagati per il lavoro svolto deve trovare risposte concrete, senza che la disperazione porti a mettere a rischio la propria incolumità.

nubi sparse (MC)
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