Addio a Maria Capuzi: dopo 65 anni d'amore torna a riposare a Ussita accanto al suo Sante
Dopo 65 anni trascorsi insieme, Maria Capuzi tornerà a riposare accanto al marito Sante Nori, scomparso sette mesi fa. La donna, originaria di Vallestretta, frazione di Ussita, è morta oggi, 20 ottobre, all’età di 91 anni al Policlinico Tor Vergata di Roma, circondata dall’affetto dei figli Maria Teresa e Antonio. La salma farà ritorno nel paese d’origine, dove sarà tumulata accanto all’uomo con cui aveva condiviso una vita intera.
La loro è una storia segnata dalla lontananza, ma soprattutto da un legame mai spezzato con le proprie radici. Maria e Sante si erano trasferiti nella Capitale nei primi anni Sessanta, costruendo lì la propria vita. Eppure, il rapporto con Vallestretta e Ussita era rimasto una presenza costante: tornavano tra quelle montagne nelle diverse stagioni dell’anno, ritrovando luoghi familiari, affetti e ricordi.
Nemmeno il terremoto del 2016, con le ferite profonde lasciate nei borghi dell'entroterra maceratese, era riuscito a cancellare quel senso di appartenenza. La loro terra continuava a rappresentare molto più di un luogo d’origine: era la casa a cui sentirsi legati, la comunità nella quale riconoscersi e il paesaggio in cui ritrovare una parte essenziale della propria storia.
Maria e Sante, tuttavia, non hanno potuto assistere alla rinascita dei luoghi tanto amati. Non hanno visto le comunità tornare alla vita e i paesi ritrovare la vitalità di un tempo. Una ferita che accompagna la loro vicenda e quella di tanti abitanti costretti a vivere lontano dalle proprie case, senza mai smettere di sentirle proprie.
Ora Maria farà ritorno a Ussita per ricongiungersi al marito. A sette mesi dalla scomparsa di Sante, i due torneranno a essere fianco a fianco nella terra che li aveva visti crescere e alla quale erano rimasti legati per tutta la vita.
Con la morte di Maria si chiude una storia familiare profondamente intrecciata con quella di Ussita e delle sue frazioni. Resta il ricordo di un amore durato 65 anni e di un’appartenenza capace di resistere alla distanza e alle trasformazioni imposte dal terremoto. Un legame che continuerà a vivere nella memoria dei figli, di quanti li hanno conosciuti e di quei luoghi che, anche da lontano, non hanno mai smesso di chiamare casa.

cielo sereno (MC)
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