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Cronaca Monte San Giusto

Monte San Giusto - Turista inglese rapito, c'è un quinto complice: arrestato

Monte San Giusto - Turista inglese rapito, c'è un quinto complice: arrestato

Turista inglese rapito, in manette il quinto complice del sequestro.  Sono stati i carabinieri del Ros, con il supporto dei comandi provinciali di Macerata e Fermo, ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di Firenze su richiesta dalla procura. L'arrestato, un giovane di 24 anni, è indagato per sequestro di persona a scopo di estorsione in concorso e rapina. Il giovane, che all'epoca dei fatti viveva nel Fermano, è stato fermato lo scorso lunedì a Civitanova. Secondo gli inquirenti avrebbe avuto avuto un ruolo attivo nel sequestro del giovane turista inglese. 

Patrick Demilecamps, 25enne rampollo di una famiglia londinese, già da qualche mese in Italia in vacanza, era stato liberato in un appartamento di Monte San Giusto (leggi qui). Era stato trovato provato e denutrito, sofferente, con visibili escoriazioni e lividi e legato. Secondo l’accusa era anche stato sottoposto a sevizie. Per il rapimento erano già stati arrestati Rubens Beliga Gnaga, 18 anni di Monte San Giusto, Ahmed Rajraji, 21 anni, Dona Conte, 23, entrambi di Montegranaro, finiti tutti ai domiciliari con braccialetto elettronico, e la ventenne Aurora Carpani, di Montegranaro, per cui sono stati disposti i domiciliari senza bracciale.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, il giovane inglese era stato attirato a Firenze il 6 ottobre, lì sarebbe poi stato aggredito, narcotizzato e trasferito nell’appartamento di via Carducci a Monte San Giusto. Il quinto rapitore, arrestato in questi giorni,  avrebbe avuto un ruolo proprio in questa fase e nella rapina degli oggetti personali, alcuni di valore, del 25enne. Da qui sono poi iniziati otto giorni di prigionia, con un richiesta di riscatto di 7mila euro.

La mattina del 13 ottobre Demilecamps, secondo quanto ha raccontato agli inquirenti, sarebbe essere riuscito a prendere il suo telefono e a inviare la posizione ai genitori. I familiari, subito allarmati, hanno avvertito la Nca inglese (Unità anticrimine) che ha attivato i colleghi italiani. Una volta accertata l’autenticità del fatto, i militari del Ros - guidati dal Maggiore Francesco D’Ecclesiis - hanno dato il via alle indagini che hanno portato alla liberazione del 25enne.

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