Aggiornato alle: 01:25 Giovedì, 20 Giugno 2019 cielo sereno (MC)
Cronaca Matelica

Matelica Calcio, la squadra Esordienti intossicata dal monossido: i genitori vogliono risposte

Matelica Calcio, la squadra Esordienti intossicata dal monossido: i genitori vogliono risposte

Di seguito il comunicato stampa inviato alla nostra redazione dallo studio legale Studio 3A-Valore S.P.A, che segue le famiglie di alcuni dei giovani calciatori coinvolti dall'intossicazione di monossido di carbonio verificatasi lo scorso 9 gennaio negli spogliatoi del centro sportivo comunale Giovanni Paolo II di Matelica: 

Quant’è stato elevato il pericolo corso? E, soprattutto, di chi sono le responsabilità?

A oltre cento giorni dal grave episodio chiedono innanzitutto delle risposte i genitori di alcuni dei giovanissimi calciatori rimasti intossicati dal monossido di carbonio.

Un’intossicazione “collettiva” che ha avuto un’eco anche nazionale: l’intera squadra degli Esordienti della locale società di calcio, 18 ragazzini tutti d’età compresa tra i 12 e i 13 anni, si sono sentiti male dopo l’allenamento, accusando cefalea, nausea, tremori, astenia e perdita dei sensi (leggi qui).

Sono finiti tutti all’ospedale di Fabriano e al materno-infantile del Salesi di Ancona e di qui trasferiti ai centri iperbarici di Fano e di Ravenna dove sono stati sottoposti a un intervento urgente e a varie sedute di ossigenoterapia. Per fortuna, si sono salvati tutti e non dovrebbero aver riportato conseguenze permanenti. 

La paura è stata tanta, come del resto i problemi e i disagi dei primi giorni, tra malesseri, ricoveri, visite di controllo, assenze da scuola. E così alcune di queste famiglie hanno deciso di avvalersi di una società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini (Studio 3A-Valore S.P.A., ndr), ma non solo (e tanto) per essere risarcite per i danni fisici patiti dai loro figlioli e per i danni morali subiti: la polizza stipulata in quanto tesserati della società di calcio, infatti, copre solo gli infortuni occorsi durante l’attività sportiva e la compagnia assicurativa ha già fatto sapere che l’intossicazione da monossido di carbonio non rientra tra i “rischi” coperti.

I genitori dei ragazzi vogliono soprattutto delle risposte chiare sulle cause e su eventuali colpe: è stato appurato che i locali si sarebbero saturati di monossido a causa di un guasto o un cattivo funzionamento della caldaia (leggi qui), è stato notificato al sindaco, essendo il Comune proprietario delle strutture, il provvedimento di sequestro della centrale termica e la Procura di Macerata ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, ma da allora non si è più saputo nulla. 

Il timore è che il caso, non avendo – fortunatamente – sortito conseguenze gravi, passi in secondo piano o che si finisca con il consueto valzer delle responsabilità visto che i soggetti coinvolti sono più di uno, quanto meno due: l’Amministrazione comunale e il sodalizio calcistico. Per non parlare della ditta a cui era affidata la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto. 

 

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