Macerata - "I giovedì universitari? Costretti a barricarci nei locali, un Vietnam dei giorni d'oggi"
La movida universitaria di Macerata finisce nuovamente al centro delle preoccupazioni degli esercenti. A intervenire è l'Associazione Commercianti Macerata (ACM), presieduta da Paolo Perini, titolare del locale Hab. Il presidente ha presentato un esposto alla Questura di Macerata per chiedere una presenza più costante delle forze dell'ordine durante le serate della movida.
A farsi portavoce delle ragioni dell'associazione è Vieri Cicconi, consulente sulla sicurezza sul lavoro, che descrive una situazione ritenuta sempre più difficile per chi lavora nel centro storico.
"Nella nostra cara Macerata, risulta sempre più difficile poter donare ai giovani che la frequentano un ambiente sereno dove poter divertirsi in modo sereno e spensierato, giusto per la loro età. Si verificano sempre più spesso atti di violenza, risse e locali che vengono devastati", si legge nel comunicato elaborato dallo stesso Cicconi.
"Tra i tanti ragazzi tranquilli che amano solo divertirsi spesso, in tarda serata, capita che soggetti estranei alla festa vadano oltre" tanto da "essere costretti a non uscire dal locale dove ci si barrica... un Vietnam dei giorni di oggi", si legge ancora. Una ricostruzione che porta Cicconi a concludere: "Lavorare non è più sicuro, né per i titolari né per i dipendenti".
Il nodo della sicurezza sul lavoro
Nel comunicato, il consulente richiama il decreto legislativo 81/2008, soffermandosi sugli obblighi dei datori di lavoro nei confronti del personale impiegato nelle aree esterne dei pubblici esercizi.
"Anche se l'area è formalmente suolo pubblico, dal momento in cui viene concessa all'esercente per lo svolgimento dell'attività commerciale, essa diventa a tutti gli effetti un luogo di lavoro ai sensi dell'art. 62 del D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro ha quindi l'obbligo giuridico di tutelare il proprio personale da rischi esterni, inclusi gli episodi di aggressione o violenza da parte di terzi (clienti, passanti o malintenzionati)", si legge nel documento.
Cicconi elenca quindi gli adempimenti che, a suo avviso, devono essere presi in considerazione: "Il Datore di Lavoro deve integrare all'interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) il rischio di aggressione, molestie o violenza da parte di terzi legato al lavoro all'esterno (es. turni serali/notturni, vicinanza a zone della movida)".
Tra le misure indicate figurano anche la formazione del personale sulle procedure di gestione dei conflitti, l'organizzazione dei turni per evitare che un dipendente rimanga isolato nelle aree esterne e la possibilità di ricorrere a strumenti di protezione. Nel comunicato vengono citati, tra gli altri, videosorveglianza, dispositivi antipanico, illuminazione adeguata e addetti ai servizi di controllo iscritti negli appositi elenchi prefettizi.
La richiesta di maggiori controlli
Il comunicato si rivolge anche alle istituzioni e alle forze dell'ordine, mettendo in discussione l'efficacia dei controlli effettuati dopo l'esposto presentato da Perini: "Possibile che dopo l'esposto alla Questura di Macerata è stato possibile solamente un controllo con il presidio delle forze dell'ordine? Per le altre nefaste nottate?".
Nel comunicato viene chiamata in causa anche l'amministrazione comunale: "Il Comune come risponde? Inutile parlare di sicurezza sui luoghi di lavoro e della pubblica sicurezza quando poi ogni giovedì la piazza è piena di urla e di gente che riprende con i telefonini mentre altri corrono a chiamare disperati i soccorsi", conclude il consulente.
La richiesta dell'ACM è dunque quella di rafforzare i controlli durante le serate della movida, affinché il centro storico possa continuare a essere un luogo di incontro e divertimento senza che commercianti e dipendenti siano costretti a temere per la propria incolumità.

cielo coperto (MC)
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