Il Teatro Velluti di Corridonia ha ospitato una serata di grande prestigio, accogliendo il tre volte premio Oscar Dante Ferretti. "Maestria da Oscar" ha offerto al pubblico un viaggio emozionante attraverso la carriera di uno dei più grandi scenografi del cinema mondiale, capace di dare forma alle visioni di registi del calibro di Pier Paolo Pasolini, Marco Bellocchio, Federico Fellini, Martin Scorsese, Ettore Scola, Dino Risi, Brian De Palma, Tim Burton e Franco Zeffirelli.
Il Maestro Ferretti ha incantato la platea con aneddoti e racconti del suo straordinario percorso, dalle botteghe artigiane alle luci di Hollywood. A dialogare con lui, lo scrittore David Miliozzi, che ha saputo guidare il pubblico tra le tappe di una carriera unica, segnata da dedizione e talento.
«Sono nato a Macerata – ha raccontato Dante Ferretti – e ho deciso di fare lo scenografo sin da piccolo, quando rubavo i soldi a mio padre per andare al cinema. Poi, quando scoprii che la scena della corsa delle quadrighe di "Ben Hur" fu realizzata a Cinecittà, decisi che la scenografia sarebbe stata la mia vita.»
Parole che hanno emozionato e ispirato, sottolineando il legame profondo tra Ferretti e le sue radici. «Ho imparato molto dalla bottega artigiana di mio padre e ogni volta che ho pensato o disegnato delle scene sapevo come realizzarle e come gestire lo spazio. E questo per merito suo.»
La serata ha rappresentato un omaggio non solo al cinema, ma anche alla maestria artigiana e al saper fare che caratterizzano il territorio. Un sentito ringraziamento è stato rivolto dal sindaco di Corridonia Giuliana Giampaoli a Dante Ferretti per aver condiviso la sua arte e la sua storia, e a David Miliozzi per aver sapientemente accompagnato il pubblico in questo straordinario viaggio.
L'evento è stato reso possibile grazie al sostegno dell'Amministrazione Comunale di Corridonia e alla collaborazione di Regione Marche, Provincia di Macerata, Università degli Studi di Macerata e di tutti i partner che condividono il progetto "Maestria".
Quella andata in scena sabato pomeriggio al ‘Vincenzo Pericoli’ di Belforte fra i padroni di casa della Belfortese e il Potenza Picena si candida di diritto a un posto fra le partite dell’anno del calcio dilettantistico marchigiano. Dopo un primo tempo bloccato, conclusosi sullo 0-0, nella ripresa si sono susseguiti ben 7 gol, con la formazione potentina che in maniera rocambolesca è riuscita a imporsi col risultato di 4-3.
Come detto, fra uno sbadiglio e l’altro, il primo tempo si è concluso a reti bianche. Nel secondo tempo si accende la giostra. Al 19' Morbidelli rompe l'equilibrio portando in vantaggio il Potenza Picena. La Belfortese non ci sta e al 22' Fiecconi sigla il pareggio, ma la gioia dura poco: due minuti dopo Vecchione riporta avanti i giallorossi. La squadra di casa reagisce immediatamente e al 28' Alex Di Francesco firma il nuovo pareggio. In 6 minuti si contano ben 4 reti. La Belfortese trova addirittura il vantaggio al 36', quando Castellano, entrato da poco, si inventa una spettacolare rovesciata che lascia tutti a bocca aperta. Il colpo di classe sembra poter decidere la gara.
La partita si fa incandescente e la squadra di Monteneri rimane anche in 10 per l’espulsione di Mosca, che finisce anzitempo sotto la doccia dopo un colpo proibito all’avversario. Con il Potenza Picena in inferiorità numerica, il match sembra viaggiare inesorabilmente verso il successo della Belfortese. Ma arriva un altro colpo di scena: gli ospiti conquistano una punizione dal limite in pieno recupero. Garbuglia calcia e fa 3-3. Mister Monteneri entra in campo per far finire la partita ma l’arbitro dice che si deve giocare ancora. Nell’ultimo giro di lancette il Potenza Picena trova addirittura il gol del 4-3, con un colpo di tacco di Salvati. Esplode la parte giallorossa del pubblico, per un successo tanto rocambolesco quanto prezioso, perchè permette ai potentini di vincere uno scontro diretto e consolidare la zona playoff.
La Macagi Cingoli si regala una serata da sogno davanti al proprio pubblico, battendo 29-28 l’ex capolista Conversano. Ieri, sabato 22 marzo, i ragazzi di Palazzi, infatti, hanno ottenuto la terza vittoria consecutiva in Serie A Gold, portandosi ora a un solo punto dalla zona salvezza diretta.
I cingolani, sotto di 6 reti a 11 minuti dalla fine, hanno rimontato il parziale con un parziale monstre di 7-0, sfruttando anche l’espulsione di Pablo Marrochi, gestendo poi il +1 nei minuti finali. Mai Cingoli aveva battuto Conversano nelle 9 gare precedenti in massima serie.
CRONACA - Nei primi 30 minuti di gioco la partita è equilibrata, con capovolgimenti di fronte continui, con gli ospiti che non sono andati oltre il +3 di vantaggio. Dopo la traversa di Naghavialhosseini, Radovcic apre le marcature, Albanesi si supera su Bulzamini e la Macagi trova il 2-1 con Mangoni e Renaud-David.
Due gol consecutivi di Marrochi valgono il 2-3, ma dall’altra parte ancora Renaud-David e Ciattaglia riportano i locali in vantaggio sul 4-3. Di Giandomenico è provvidenziale su Ciattaglia, permettendo a Goux e Bulzamini di conquistare il nuovo +1 ospite sul 4-5, con in mezzo la traversa di Strappini.
Cingoli torna in vantaggio al 14’, con la coppia Renaud David-Mangoni a trovare il 7-6. Qui, tuttavia, Conversano trova un break di 0-4 firmato Marrochi, Scaramelli, Possamai e Radovicic, portandosi sul 7-10 al 20’. In questi frangenti Di Giandomenico dice di no a Nagahavialhosseini, mentre Coppola evita un passivo peggiore alla sua squadra, neturalizzando i tentativi di Radovicic sul 7-7 e di Scaramelli sul 7-8.
Cingoli, comunque, non lascia scappare gli avversari e, sul 10-13, mette in fila due reti con Maklouf e D’Agostino, portandosi sul 12-13 al 27’ grazie anche a un duplice intervento di Coppola su Possamai e Marrochi. Segue una fase confusa del match: Bulzamini colpisce un palo, Goux segna il 12-14; Di Giandomenico miracoleggia su Ciattaglia, Marrochi colpisce una traversa e Scaramelli fallisce il rigore del nuovo +3. Naghavialhosseini e Renaud-David segnano i gol che permettono ai locali di chiudere i primi 30’ in svantaggio di un solo gol (14-15).
SECONDO TEMPO - Nella ripresa, proprio quando Conversano sembra essere scappata definitivamente, arriva la reazione incredibile della Macagi Cingoli che vale i due punti. All’inizio del parziale Di Giandomenico sembra in stato di grazia, neutralizzando i tentativi di Makhlouf: Bulzamini e Possamai ringraziano, portando i biancoverdi di nuovo a +3 sul 14-17.
Mangoni, Strappini e Renaud-David provano a mantenere aperto il punteggio, ma sul 17-19 un break ospite di 0-4 con tre reti di Bulzamini e una di Saitta portano a +6 i pugliesi sul 17-23 al 42°. Di Giandomenico, in questa fase, intercetta i tentativi di Strappini, Makhlouf e Mangoni, mentre ci sono delle perplessità per alcune non decisioni arbitrali discutibili a svantaggio della Macagi.
Conversano sembra essere in pieno controllo del match, tanto che al 49° il parziale è di 20-26. Qui, però, Cingoli comincia a crederci: rosicchia due reti con Renaud-David e Strappini e si riporta a -4 sul 22-26 al 50’. Qualche istante dopo gli arbitri decidono di espellere Marrochi per un fallo su Naghavialhosseini sulla linea dei 7 metri: gli ospiti perdono sicurezze e la Macagi mette in fila altre 5 reti con Somma, Mangoni, Renaud-David, Mangoni e Naghavialhosseini, per l’incredibile 27-26 al 56’, chiudendo un break monstre di 7-0.
Con un PalaQuaresima diventato una bolgia per trascinare la squadra verso la storia. Radovicic dai 7 metri e Bulzamini pareggiano due volte, con un super Coppola a dire di no ai Saitta. Ci pensa Somma a segnare il gol del decisivo 29-28, dopo un altro grande intervento del portiere siciliano di casa su Iachemet che fa esplodere la festa dei cingolani per un successo storico.
Tabellino Macagi Cingoli 29-28 Conversano (14-15)
Macagi Cingoli: Albanesi, Coppola, Jaziri, D’Agostino 1, D’Benedetto, Ciattaglia 2, Naghavialhosseini 3, Mangoni 7, Somma 3, Bordoni, Latini, Strappini 4, Renaud-David 7, Compangucci, Gigli, Makhlouf 2. All. Palazzi
Conversano: Di Giandomenico, Di Caro, Scaramelli 1, Bulzamini 7, Goux 2, Gligic, Midtun 3, Degiorgio, Radovcic 4, Scarcelli, Possamai 5, Marrochi 4, Iachemet, Saitta 2. All. Tarafino
Arbitri: Rhim-Plotegher
(Credit foto: Doriano Picirchiani)
Per Platone l’amore è "Pazzia Divina", un dono degli Dei, una forza travolgente che spinge l’anima verso una conoscenza spirituale più elevata. Quando ci innamoriamo veniamo pervasi da una magia che ci fa sentire invincibili, eterni, apparendo spesso come dei folli agli occhi di coloro che in quel momento non stanno vivendo la stessa esperienza.
Così ci avventuriamo con fiducia in questo viaggio; ci fidanziamo e sposiamo l’aspettativa di una vita comune delineata da tappe ben precise: un lavoro sicuro, una casa, i figli…A volte viviamo come se l’energia trainante iniziale potesse bastare ad alimentare anni di vita insieme, in una sorta di staticità emotiva.
Diamo per assunto ciò che c’è, senza sentire il bisogno di fermarci per capire dove siamo, dove vogliamo andare e comprendere se qualcosa stia cambiando dentro e fuori di noi. Per poi riconnetterci alla nuova realtà.
La vita è cambiamento, è fluire ed evolvere, noi non potremmo mai essere le stesse persone del passato. Accettare ciò con consapevolezza significa avere la possibilità di ritrovarci nella coppia con una nuova versione di noi stessi.
A volte l’inizio di una crisi comincia con le seguenti parole: "Sei cambiato, non sei più quello di prima…". Una frase che potrebbe nascondere un grande fraintendimento se non la cogliamo nella sua accezione positiva.
Nell’interpretazione negativa cogliamo un significato implicito di recriminazione, una sorta di colpa dell’altro per non essere rimasto come era nella fase iniziale dell’innamoramento. Lo rimproveriamo di non essere più quella persona su cui avevamo posto tutte le nostre aspettative.
L’amore, invece, ha bisogno di evolvere e cambiare, per poi potersi incontrare di nuovo nella nostra versione più evoluta. Aspiriamo a ciò quando ci sentiamo liberi di esprimerci, di fiorire con le nostre peculiarità senza temere di non poter più piacere all'altro.
Questo cammino implica una consapevolezza del singolo, delle proprie fragilità e punti di forza, un percorso della persona che non teme di mettersi in gioco o in discussione con le proprie dinamiche di comportamento.
Significa approcciare la vita di coppia con fiducia, parlare con la verità del cuore senza timore del giudizio, sentirsi di poter entrare in contatto con i propri bisogni e desideri, senza il peso di ciò che è giusto o sbagliato.
Credo che l'Universo nella sua perfezione lavori affinché anime predestinate si presentino all’appuntamento per compiere insieme un percorso più o meno lungo, grazie al quale poter crescere. Ogni incontro vissuto autenticamente e con coraggio è una grande possibilità per la nostra evoluzione spirituale.
Si è conclusa con entusiasmo e grande partecipazione l’edizione 2025 di Cortinametraggio, il festival di riferimento per il cortometraggio italiano, ideato e presieduto da Maddalena Mayneri, organizzato in collaborazione con Giusi Gallotto di Nuove Reti e con la direzione artistica di Niccolò Gentili.
Il premio per la miglior regia è stato assegnato alla potentina Giulia Grandinetti per il suo cortometraggio "Majonezë", in concorso anche ai David di Donatello (leggi qui).
La regista è stata premiata "per aver dato vita a un mondo in cui spazio e tempo si espandono e si contraggono, le emozioni si trasformano in paesaggi dove il colore emerge sul bianco e nero elevando la narrazione. Per aver raccontato una storia che avanza in un tempo dispari, vibrante, ribelle, proprio come la sua protagonista. Per il coraggio di una visione che non teme di sperimentare, per la coerenza stilistica che permea ogni scelta linguistica e per la capacità di trasformare la narrazione in un’esperienza sensoriale e profonda".
Con questa prestigiosa vittoria, Giulia Grandinetti si conferma come una delle voci più innovative del panorama cinematografico italiano, portando avanti un linguaggio audace e originale.
(Credit foto: Anna D'Agostino)
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, "Chiedilo all'Avvocato". In questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica assai attuale relativa alla parità di genere e nello specifico in politica.
Di seguito la risposta dell’avv. Oberdan Pantana alla domanda posta da una nostra lettrice di Pieve Torina, che chiede: "Deve essere garantita la presenza femminile anche nella giunta di un piccolo comune?".
Il caso di specie ci offre la possibilità di far chiarezza su una tematica estremamente attuale, risolta recentemente dal Tar della Campania in merito ad un decreto di un primo cittadino di un piccolo comune campano che provvedeva la nomina della giunta comunale indicando solamente uomini, con la giustificazione del primo cittadino che «è stata riscontrata un’effettiva, oggettiva ed appurata impossibilità di assicurare, nella composizione della giunta comunale, la presenza dei due generi compatibilmente con la natura fiduciaria della carica di assessore», anche alla luce della «necessità di evitare la paralisi dell’azione amministrativa ed il pregiudizio per la realizzazione dell’interesse pubblico».
Tale dichiarazione non è bastata ad una donna del posto, tra l’altro non eletta, la quale ha portato la questione dinanzi ai giudici del TAR Campania, lamentando «l’illegittimità del decreto di nomina della giunta, di composizione esclusivamente maschile, stante il mancato espletamento di un’accurata e comprovata istruttoria da svolgersi mediante avviso pubblico, volto ad acquisire formalmente la disponibilità a ricoprire l’incarico da parte delle concittadine, dovendo comunque escludersi che la natura fiduciaria dell’incarico sia di per sé idonea a limitare un eventuale interpello alle sole persone appartenenti alla stessa parte politica che ha espresso il sindaco».
E poi «le giustificazioni addotte dall’amministrazione comunale sono meramente formali ed elusive delle norme a presidio della parità di genere, non essendo sufficiente la menzione di quattro atti di indisponibilità ad assumere l’incarico, per di più nemmeno protocollati con data antecedente il decreto di nomina né allegati ad esso», aggiunge la donna.
Prima di esaminare la questione, i magistrati amministrativi hanno fissato un punto fondamentale: «sia la nomina che la revoca di un assessore comunale sono atti amministrativi, non rientrando nel novero dei cosiddetti atti politici. Né il contenuto altamente discrezionale dell’atto di nomina di un assessore comunale – in ragione della natura fiduciaria e dettata da ragioni prevalentemente politiche del rapporto che s’instaura con il sindaco che lo sceglie – è in grado di sottrarlo al sindacato del giudice amministrativo».
Valutabili, quindi, le obiezioni sollevate dalla donna e tese a denunciare l’illegittima compressione del diritto, garantito dalla Costituzione, alla rappresentanza di genere femminile nella compagine di governo locale e, pertanto, alla verifica di legittimità della composizione della giunta con riferimento al principio della parità di genere.
Ciò alla luce del suo status di cittadina residente nel Comune, con annessa titolarità del correlativo diritto all’elettorato attivo, oltre della sua appartenenza al genere femminile sottorappresentato e dell’essere potenziale destinataria della nomina ad assessore comunale. Detto ciò, però, «la natura fiduciaria della carica assessorile non può giustificare la limitazione di un eventuale interpello alle sole persone appartenenti alla stessa lista o alla stessa coalizione di quella che ha espresso il sindaco. Ciò è tanto più vero in realtà locali non particolarmente estese», come quella del piccolo comune di una provincia campana, «nelle quali sia il limitato numero di soggetti in astratto idonei sia la natura delle relazioni interpersonali rendono non eccentrica una simile soluzione», osservano i magistrati.
Di conseguenza, è legittima la contestazione mossa dalla donna al decreto di nomina della giunta adottato dal sindaco del piccolo comune. I principi costituzionali di eguaglianza formale e sostanziale e del libero accesso in condizioni di eguaglianza agli uffici pubblici ed alle cariche elettive trovano attuazione, in materia di composizione delle giunte degli enti locali, nelle disposizioni del "Testo unico degli enti locali".
In particolare, «gli statuti comunali e provinciali stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna e per garantire la presenza di entrambi i sessi nelle giunte. Il sindaco e il presidente della Provincia nominano, nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi, i componenti della giunta».
Per i giudici non ci sono dubbi: «la ratio sottostante le disposizioni legislative e statutarie è di garantire l’effettiva pari e reciproca opportunità, evitando che l’esercizio delle funzioni politico-amministrative sia precluso ad uno dei due generi, ed in questo modo assicurando anche il principio di uguaglianza predicato dalla Costituzione, con riferimento all’accesso alle cariche elettive. Peraltro, «la natura fiduciaria della carica assessorile non giustifica di per sé limitazioni soggettive di un eventuale interpello alle sole persone appartenenti alla stessa lista o coalizione di quella che ha sostenuto il sindaco», e ciò ancora di più «in realtà locali piccole».
Pertanto, in risposta alla domanda posta dalla nostra lettrice, risulta corretto affermare che, "E’ illegittimo il decreto del sindaco riferito alla nomina di una giunta tutta al maschile per la violazione del principio di uguaglianza costituzionale anche in riferimento all’accesso alle cariche elettive elemento prioritario per garantire la pari opportunità tra donna e uomo anche nell’esercizio delle funzioni politico-amministrative” (Tar Campania, Sez. I, sentenza del 10.02.2025, n. 1087).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
L’Università di Macerata si conferma un punto di riferimento nel dibattito scientifico sulle trasformazioni della democrazia nell’era digitale. Nell’ambito del progetto di ricerca "Le nuove sfide alla democrazia nell’ecosistema digitale", finanziato dall’Ateneo come “Costellazione collaborativa di ricerca” e coordinato dai costituzionalisti Giovanni Di Cosimo e Angela Cossiri, Macerata ospiterà nei prossimi mesi una serie di iniziative di respiro internazionale che vedranno protagonisti alcuni tra i più autorevoli studiosi della materia, mentre docenti di Unimc saranno chiamati ad intervenire nell’ambito di eventi internazionali.
Si partirà dal diritto di non usare internet, un tema tanto provocatorio quanto cruciale, al centro del corso dottorale che si terrà dal 25 al 27 marzo con Elżbieta Kużelewska dell’Università di Bialystok, in collaborazione con il progetto Dipartimento di Eccellenza di Giurisprudenza.
Ad aprile, il focus si sposterà sulla crisi della democrazia e il fenomeno dei populismi, con una conferenza di Federico Finchelstein, storico della New York School for Social Research, esperto di fama mondiale su fascismo, populismo e dittatura, coordinata da Angelo Ventrone, docente di Unimc specializzato in storia politica contemporanea.
Il 19 maggio, il webinar "Trasformare il linguaggio della democrazia" vedrà confrontarsi Mario Caligiuri, presidente della Società Italiana di Intelligence, e Carlo Cambini, membro del direttivo della Società Italiana di Economia e Politica Industriale, con il coordinamento di Lorenzo Compagnucci, Flavia Stara e Gillian Susan Philip.
A chiudere questo ciclo di incontri sarà, il 27 maggio, Daniel Innerarity, titolare della cattedra in AI & Democracy presso l’Istituto Universitario Europeo di Firenze, che terrà un workshop coordinato da Benedetta Giovanola.
Ma il contributo di Unimc alla ricerca internazionale su questi temi non si ferma qui. Nell’ambito del progetto RightNets, finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU, gli ingegneri informatici Emanuele Frontoni e Paolo Sernani hanno sviluppato un dataset innovativo per analizzare le interazioni su X e Facebook durante la campagna elettorale europea 2024.
Inoltre, le docenti Selena Grimaldi e Angela Cossiri sono state selezionate per coordinare un panel sulle sfide poste alla democrazia dalle campagne elettorali online e dalla disinformazione al Congresso Mondiale dell’Associazione di Scienza Politica, che si terrà a Seoul dal 12 al 16 luglio.
Un percorso di ricerca e confronto che porterà l’Università di Macerata sempre più al centro del dibattito internazionale sul rapporto tra democrazia, tecnologia e comunicazione politica.
La CBF Balducci HR fa 13: le arancionere espugnano il campo della Nuvolì Altafratte Padova per 3-1 in rimonta e conquistano il tredicesimo successo fila (8 su 8 in Pool Promozione). Continua così la corsa in classifica delle maceratesi, che possono festeggiare la certezza matematica del secondo posto (+8 su Messina, terza, a due giornate dal termine), restando sempre a -5 dalla capolista San Giovanni in Marignano, vincente anche oggi a Trento.
Una gara difficile quella disputata sul campo veneto: le Nuvolì spinge tantissimo in battuta e parte fortissimo conquistando il primo set, poi la CBF Balducci HR sistema la ricezione, cresce al servizio (5 ace) e a muro (10), alzando anche le percentuali di attacco. Decisivo il finale ai vantaggi nel terzo set, sugli scudi l'mvp Decortes (19 punti), in doppia cifra anche Fiesoli (15, entrata a gara in corso). Padova firma 4 ace e 11 muri con 18 punti di Erika Esposito, ma non bastano per fermare la corsa delle maceratesi.
Primo set in salita per le arancionere: il servizio di Haart manda in crisi la ricezione maceratese (3 ace per la statunitense) e scava un break importante in due fasi del parziale, le venete inoltre attaccano quasi al 60% (Grosse Scharmann 5 punti), il finale è nettamente per la Nuvolì, 25-14.
Nel secondo set la CBF Balducci HR sembra reagire, arriva sul 3-10 ma poi si fa rimontare fino al 10-11, continuando a soffrire in ricezione (25% di positività): salgono però il servizio e l’attacco arancioneri (Fiesoli 50%, Bulaich 67%) e costruiscono un nuovo break che le maceratesi tengono fino al 19-25 conclusivo.
La CBF Balducci HR aggiusta il tiro in ricezione nel terzo set, ne viene fuori un parziale punto a punto chiuso ai vantaggi (24-26) dai colpi di Decortes, buono l’ingresso di Busolini al centro (67% in attacco). Il quarto, invece, si indirizza subito verso l’arancionero: le maceratesi attaccano al 43% contro il 31% delle patavine, fanno subito il break ad inizio parziale e lo tengono fino in fondo (17-25).
LA CRONACA - Coach Lionetti sceglie di nuovo Bonelli-Decortes, Mazzon-Caruso, Battista-Bulaich, Bresciani libero. Coach Sinibaldi schiera Stocco-Grosse Scharmann, Bovo-Haart, Erika Esposito-Fiorio, Maggipinto libero. Primo break arancionero sull’ace di Mazzon (1-3), Scharmann contrattacca agganciando il 4-4, Battista pesta la seconda linea (5-4) e il servizio della tedesca propizia il 6-4.
Decortes va a segno (7-6) ma Haart trova l’ace del 9-6, Bulaich viene fermata da Stocco ed è 10-6, c’è anche l’ace di Haart (11-6), Scharmann firma il 12-6. Bulaich sblocca (12-7) ma Bovo allunga in primo tempo (14-7), entra Morandini per Bulaich in seconda linea. Bonelli mura (14-9), entra anche Fiesoli per Battista sul 15-9, Decortes c’è (15-10), Fiesoli piazza il 16-11.
Decortes va ancora a segno (17-12), Fiorio contrattacca (19-12), c’è Allaoui in regia per Bonelli, ancora Decortes vincente (19-13), Haart mette un altro ace (21-13), Bovo ferma Mazzon (22-13), Fiorio va a segno (23-13), chiude Esposito 25-14.
Subito reazione arancionera nel secondo set (c’è Fiesoli in campo per Bulaich): Decortes firma lo 0-3, Esposito sbaglia (0-4), Caruso aggancia a muro (1-6), Fiesoli contrattacca (1-7). Decortes va a segno (3-9) e ancora Fiesoli firma il 3-10, c’è l’ace di Grosse Scharmann (5-10), Fiesoli c’è (5-11), Esposito però contrattacca (7-12) e mura Decortes per l’8-11. Haart ferma ancora l’opposta (9-11), Ghibaudo (entrata in regia) mura il 10-11, Mazzon trova il cambio palla (10-12) in primo tempo.
Entra Busolini per Mazzon, Bulaich (entrata per Battista) contrattacca l’11-14, Caruso mura Esposito (11-15), Scharmann non passa (11-16) poi contrattacca il 13-16. Ancora la ricezione arancionera soffre sul servizio di Ghibaudo (14-16), c’è il muro di Haart (15-16), Bulaich mette il lungolinea (15-17), Caruso a filo rete firma il 15-18. Erika Esposito non trova il campo (15-19), entra Lisa Esposito al suo posto, Fiesoli firma il 15-20, rientra Stocco in regia per la Nuvolì, c’è il fallo di formazione Padova (15-21), ancora Fiesoli mette il 16-22. Entra Morandini al servizio, Fiorio sbaglia (17-23), c’è l’ace di Decortes (17-24), Haart contrattacca (19-24), Decortes chiude 19-25.
Nel terzo set Padova trova subito il 3-1, Fiesoli va a segno (5-4), Bulaich mette il pallonetto del 6-5, Decortes il diagonale del 7-6. Erika Esposito allunga in contrattacco (9-6), Decortes mette il 9-7, Caruso l’ace del 10-9 ma la Nuvolì risponde ancora col servizio (12-9), Fiorio sbaglia (12-11), Fiesoli fa il mani out del 13-12.
Fiorio non passa (13-13), Busolini mette il 14-14, arriva l’ace di Bonelli (15-16), Scharmann sbaglia (16-17). Sul 17-18 entra Morandini al servizio, c’è il muro di Haart (19-18), Fiesoli va a segno (19-19), Busolini contrattacca (19-20), Fiesoli vincente (20-21). Arriva il muro di Bonelli (21-22), Esposito sbaglia (22-23), Decortes va a segno (23-24), Esposito annulla (24-24). Fiesoli va a segno (24-25), Decortes chiude in contrattacco 24-26.
La CBF Balducci HR riparte bene nel quarto (0-3), Decortes mette il diagonale (2-5), Haart non passa (2-6), Busolini contrattacca (2-7), entra Lisa Esposito per Fiorio, c’è il muro di Erika Esposito (4-7) e poi quello di Stocco (5-7), Busolini risponde sempre a muro (5-8). Bulaich contrattacca (5-9) e Decortes anche (5-10), arriva l’ace di Fiesoli (5-11), Busolini mura (6-12), Caruso contrattacca (6-13).
Caruso ancora a filo rete (7-15), sul 9-17 c’è Morandini al servizio, Stocco mura (11-17) e un errore arancionero vale il 12-17, Busolini va in primo tempo (12-18). Decortes va a segno (13-19), Scharmann sbaglia (15-21), Caruso non passa (17-21), Decortes contrattacca (17-23), Fiesoli firma il mani out del 17-24, chiude sempre Fiesoli 17-25.
IL TABELLINO
NUVOLI' ALTAFRATTE PADOVA - CBF BALDUCCI HR MACERATA 1-3 (25-14 19-25 24-26 17-25)
NUVOLI' ALTAFRATTE PADOVA: Stocco 4, Esposito 18, Bovo 11, Grosse Scharmann 14, Fiorio 8, Hart 12, Maggipinto (L), Esposito 3, Ghibaudo 1. Non entrate: Michielini, Occhinegro (L), Talerico, Pridatko, Fanelli. Allenatore Sinibaldi.
CBF BALDUCCI HR MACERATA: Bulaich Simian 7, Mazzon 3, Bonelli 4, Battista 1, Caruso 10, Decortes 19, Bresciani (L), Fiesoli 15, Busolini 6, Allaoui 1, Morandini. Non entrate: Sanguigni, Tartabini (L), Orlandi. Allenatore Lionetti.
Arbitri: Marigliano, De Nard.
Note - Durata set: 20', 26', 33', 24'; Totale: 103'. MVP: Decortes.
(Credit foto: LVF)
Apre martedì 25 marzo la collettiva di pittori marchigiani organizzata nella palazzina sud del Lido Cluana con il patrocinio del comune di Civitanova Marche e organizza da Vittoria Cattolica, per conto del padre Raffaele. Nato a Civitanova Marche il 27 Febbraio 1921, fin da bambino aveva attitudine per la pittura e disegno, dedicando ad esse il suo tempo libero. La mostra personale di Cattolica si svolgerà sempre al Lido dal 16 al 22 aprile.
In esposizione nella collettiva di pittura, le opere di Mario Buccolini, Raffaele Cattolica e Ornella Rogani. L’ingresso è gratuito a partire dalle ore 16,00, fino al 31 marzo 2025.
Dopo mesi di indagini, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Tolentino hanno eseguito un'ordinanza di misura cautelare nei confronti di un giovane di 27 anni, di origini straniere e residente in Abruzzo, accusato di furto aggravato. L’uomo è stato sottoposto all'obbligo di dimora nel comune di Chieti e all’obbligo di firma tre volte alla settimana.
I FATTI - Il furto risale al 23 agosto scorso, quando l’indagato si è introdotto in un supermercato di Tolentino e ha prelevato cosmetici per un valore di 1.510 euro, occultandoli in una busta verde. Dopo aver oltrepassato le casse senza pagare, è fuggito a bordo di un’auto a noleggio, percorrendo persino il parcheggio in contromano per allontanarsi rapidamente.
Decisive per l’identificazione del responsabile sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza, sia del supermercato che del Comune. Attraverso la targa dell'auto, i militari sono risaliti alla società di autonoleggio in provincia di Pescara. Qui hanno acquisito ulteriori filmati che hanno permesso di identificare il soggetto che aveva restituito il veicolo: un uomo già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio.
Le immagini hanno mostrato che, al momento della riconsegna dell’auto, l'uomo ha scaricato una busta verde simile a quella utilizzata per il furto. Proseguendo con le indagini, i carabinieri hanno accertato che il reale autore del colpo fosse il figlio del sospettato. Il confronto tra i fotogrammi delle telecamere e il volto del giovane ha permesso di confermare la sua identità. Inoltre, l’analisi dei tabulati telefonici ha attestato la sua presenza sul luogo del furto il giorno del reato.
A seguito delle evidenze raccolte, il Pubblico Ministero ha richiesto l’applicazione di una misura cautelare, che il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Macerata ha disposto lo scorso 28 febbraio. Il giovane, inizialmente irreperibile, è stato localizzato il 21 marzo grazie alla collaborazione tra i carabinieri di Tolentino e quelli di Chieti.
Ora il 27enne dovrà rispettare le misure imposte dall’autorità giudiziaria, in attesa di ulteriori sviluppi nell’indagine.
La Climacalor cede inaspettatamente e con largo punteggio (72-92) ad avversario ed influenza e si complica maledettamente il cammino per poter chiudere la stagione nella parte nobile della classifica, quella che consentirebbe di disputare l’avvio dei play-off con il vantaggio del fattore campo.
«Siamo stati costretti ad inseguire fin da subito – commenta il tonfo interno il diesse Gabriel Cingolani -, con il primo quarto perso di 4 (16-20, ndr) ed il secondo addirittura di 12 lunghezze, tanto da arrivare all’intervallo lungo sul -16, rendendo la seconda parte del match in netta salita. Purtroppo al rientro dopo 20’ di gara non c’è stata la reazione che ci aspettavamo ed anzi, al secondo intervallo corto abbiamo lamentato un ritardo abissale, di 28 punti, rendendo quindi il quarto d’epilogo una formalità.
Se è vero che abbiamo dovuto registrare il forfait in extremis di capitan Severini per la febbre, che Uncini e Corvatta erano reduci anche loro dall’influenza ed hanno giocato non al top come anche Vissani, quest’ultimo sotto antibiotico, è altrettanto innegabile che abbiamo sofferto la loro fisicità e voglia di vincere, perché di questo si è trattato. All’andata avevamo giocato in 7 effettivi e ci eravamo imposti di ben 17 lunghezze ad Ascoli, i giocatori ascolani di venerdì al palas Ciarapica erano gli stessi della gara di andata… Sapevamo che sarebbero venuti a giocare col coltello fra i denti perché necessitavano di punti salvezza e così è stato, non altrettanto possiamo dire del nostro impegno».
Ora, però, bisogna voltare pagina perché è alle porte il derbissimo con il Tolentino, sabato prossimo alle 18.45, al palazzetto dello sport Giulio Chierici. «Dobbiamo recuperare la migliore forma fisica ma soprattutto la grinta del girone di andata, che ci ha permesso di sostare tre le prime tre posizioni». All’andata Tolentino si impose a sorpresa al Ciarapica con un netto 70-49, stavolta i biancorossi di coach Samuele Campetella tenteranno di… rendere il favore.
CLIMACALOR-ASCOLI BASKET 72-92
CLIMACALOR: Magnatti 1, Bottacchiari n.e., Belli 10, Potenza 9, Uncini, Della Rocca 10, Corvatta 11, Tiranti 16, Ortenzi 6, Vissani 7, Strappaveccia 2
All. Campetella
ASCOLI: Santini 26, Falcioni 7, Tiranti, Casalini n.e., Troiani 13, Panfini 4, Bernabeo 15, Elling 20, Celani, Iannotti 7
NOTE: parziali: 16-20/16-28/13-25/27-19; progressivi: 16-20/32-48/45-73/72-92; usciti per 5 falli Magnatti (Climacalor).
Add. stampa Luca Muscolini
Rocambolesco incidente nel tardo pomeriggio di oggi a Recanati, nei pressi dello stabilimento Fratelli Guzzini Casalinghi.
Una Fiat Grande Punto, per cause ancora al vaglio delle autorità, si è ribaltata sull'asfalto all'altezza dell'accesso dell'azienda Guzzini andando a finire a testa in giu al centro della careggiata
Immediato l'intervendo della Polizia Locale che ha dovuto gestire il traffico rimasto paralizzato in entrambe le direzioni. Sul posto anche i Vigili Del Fuoco di Macerata ed il personale sanitario del 118 intervenuti con un ambulanza
Nonostante il serio incidente, il conducente non ha riportato gravi conseguenze ed è stato assistito sul posto
importanti i disagi alla circolazione tuttora rallentata in entrambe le direzioni
Un volume che racconta la storia della tessitura dalla preistoria e un tour virtuale sulla fasi di produzioni: è “Trame mitiche: dalla fibra alla tela”, il prossimo Colloquio eum in programma lunedì 24 marzo alle ore 17.30 al Museo della Tessitura - Laboratorio “La Tela” (Vicolo Vecchio 6) di Macerata. Parteciperanno il rettore dell’Università di Macerata John Mc Court, la presidente della casa editrice di Ateneo Eum Simona Antolini, la responsabile del museo della tessitura Maria Giovanna Varagona, l’allieva della Scuola di Studi Superiori “G. Leopardi” Chiara Versienti e il dottorando Federico Ameli.
Verranno presentati i risultati del progetto scientifico “Techne”, acronimo di “Ancient technologies, and workshops network”, realizzato dall’Università di Macerata in collaborazione con l'Università Politecnica delle Marche e con i Musei della Tessitura di Macerata e di Appignano.
In particolare, si parlerà del tour virtuale che mostra le diverse fasi della produzione dei tessuti, dalla lavorazione delle fibre fino alla tessitura, e del libro "Intrecci. Studi sul tessile e la tessitura nel Mediterraneo antico", curato da Simona Antolini e Jessica Piccinini, recentemente pubblicato dalle eum e liberamente disponibile online. Il volume raccoglie studi su come si è sviluppata la produzione tessile nel Mediterraneo dall’età preistorica fino all’epoca tardo-antica: l’artigianato tessile ha mantenuto caratteristiche simili per millenni, diffondendosi in ogni area geografica fino all’arrivo della rivoluzione industriale.
«Si parte dalla tessitura, una delle manifatture più antiche e conservative nei processi di lavorazione delle materie prime e di produzione delle merci. – spiega Simona Antolini - Muovendo dalla raccolta e dallo studio di fonti antiche molto diverse fra loro, non solo per l'ampiezza dello spettro cronologico e geografico, ma anche per la varietà dell'approccio metodologico, per la prima volta una rete di Atenei italiani e gruppi di ricerca internazionali di diversi ambiti disciplinari - orientalisti, archeologi, storici greci e romani, giuristi, filologi, epigrafisti - ha affrontato questioni comuni da punti di vista profondamente diversi, in un dialogo consapevole e proficuo. La miscellanea costituisce un primo risultato, una sintesi dello stato dell'arte e un punto di partenza per l'approfondimento di alcuni specifici campi di indagine spesso trascurati».
Nel corso dell’incontro, oltre al volume Intrecci, sarà presentato anche il Virtual tour sulle fasi di trasformazione e di produzione del tessuto dalla lavorazione delle fibre alla tessitura. «Il Virtual tour – afferma Maria Giovanna Varagona – è stato realizzato all’interno del Museo della Tessitura di Macerata e della Stanza del telaio del Museo della Tessitura di Appignano. Abbiamo, inoltre, collaborato alla realizzazione del percorso museale con la produzione di risorse testuali e audiovisive». Il Virtual tour sarà completamente accessibile attraverso una postazione fissa al Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Macerata, che sfrutta le tecnologie di Realtà Estesa (Extended Reality, XRT), e parzialmente visitabile sul sito web tramite diversi dispositivi. Con i Musei della Tessitura di Macerata e di Appignano, infine, è stato impostato un modello di lavoro fondato sulla pratica della Citizen Science, attraverso percorsi di archeologia sperimentale rivolti sia alla comunità accademica e studentesca, sia al pubblico in generale.
Il terzo appuntamento del ciclo Civitalk, patrocinato dal Comune di Civitanova Marche, si terrà lunedì 24 marzo, alle ore 21:15, nella Sala Consiliare e proporrà una discussione su luci e ombre del Green Deal Europeo, fuori da ideologia e retorica. Parteciperà Cristiana Lauri, professoressa di Diritto dell’Ambiente e dell’Energia all’Università degli Studi di Macerata.
Esperta in materia di legislazione ambientale europea, darà al pubblico gli strumenti per comprendere il dibattito che in Italia come nel resto dell’Unione è in corso sul Green Deal Europeo. Porterà invece la sua grande esperienza sul campo Eleonora Gasparrini, amministratore delegato di Energy & Co, azienda di servizi che accompagna le imprese nel loro percorso di transizione ecologica. La sua testimonianza metterà in luce come le aziende del territorio si sono mosse nel solco delle nuove leggi sul clima, a volte virtuosamente, ma spesso con qualche difficoltà.
L’incontro non sarà una conferenza, bensì un’occasione di dialogo tra esperti di materia ed un pubblico generalista, con il fine di promuovere un dibattito libero, aperto e consapevole, necessario alla formazione dell’opinione pubblica. Obiettivo non solo di questo evento ma dell’intero ciclo, infatti, è come detto stimolare la partecipazione.
Ad organizzare, Omar Midoun, Laurea Triennale all’Università Cattolica e una Laurea Magistrale (Management) all’Università Bocconi, e negli Stati Uniti, dove ha ottenuto un Master (International Business) dalla Darla Moore School of Business, University of South Carolina.
"Il sindaco Fabrizio Ciarapica ha più volte sottolineato l'importanza di dare il benvenuto alle nuove attività che aprono a Civitanova, come segno di coraggio e di fiducia nel futuro economico della città. In particolare, una sua dichiarazione risuona forte: 'Aprire un'attività oggi significa mettersi in gioco, avere coraggio e credere nelle potenzialità di Civitanova"'. Un’affermazione che racchiude una grande verità, un incoraggiamento per coloro che decidono di investire in un territorio che ha fatto della tradizione commerciale e della moda il suo punto di forza. Tuttavia, dietro a queste parole c’è una grande responsabilità politica e amministrativa". Questo il commento dell'asscociazione ViviAmo Civitanova, dopo le nuove aperture di attività commerciali nel centro cittadino.
“Occorre preoccuparsi soprattutto del sostentamento del tessuto economico esistente e cercare di invertire questa tendenza negativa,” continua l’associazione Se da un lato l'entusiasmo per le nuove aperture è palpabile, dall’altro la realtà delle chiusure di vecchie attività resta una preoccupazione crescente per il futuro del commercio locale".
L'associazione non nasconde la sua preoccupazione per il futuro delle attività civitanovesi, un futuro che dipende anche dalle politiche di supporto messe in campo dall’amministrazione. “Siamo felici delle nuove aperture, ma rimaniamo in attesa di politiche concrete a sostegno di chi crede e investe in questa città”. continua Gironacci, evidenziando che le parole di incoraggiamento non sono sufficienti senza misure che possano realmente aiutare a sostenere le attività sul mercato.
Il quadro nazionale e regionale del commercio non è dei più rassicuranti. Secondo Confcommercio, tra il 2012 e il 2024, in Italia hanno chiuso ben 118.000 negozi al dettaglio, con un calo del 21,4%, mentre sono sparite 23.000 attività di commercio ambulante, con una diminuzione del 24,4%. La stessa Confcommercio ha lanciato l’allarme sulla cosiddetta “desertificazione commerciale” che, secondo loro, potrebbe trasformarsi in un vero e proprio declino delle città.
A Civitanova, purtroppo, i dati non sono migliori. “Nel 2024, ogni giorno hanno chiuso 169 attività contro le 139 del 2020”, commenta l’associazione ViviAmo Civitanova, sottolineando come questo dato sia preoccupante per la città. L'analisi dei dati a livello provinciale evidenzia un trend altrettanto negativo: tra gennaio e dicembre del 2024, la provincia di Macerata ha registrato 61.634 chiusure di attività, contro solo 23.188 nuove aperture. Un risultato peggiore rispetto agli ultimi dieci anni, con una media di 49 chiusure al mese, pari a una riduzione del 22% delle imprese del commercio dal 2018 ad oggi.
Le cause di questa “desertificazione commerciale” sono molteplici e vanno ben oltre la crisi economica: l’invecchiamento della popolazione, la difficoltà di accesso al credito, la concorrenza dei grandi gruppi e dell’e-commerce, e la continua evoluzione del mercato. A queste sfide si aggiungono politiche di liberalizzazione e globalizzazione che hanno reso ancora più difficile per le piccole imprese sopravvivere.
L'associazione non manca di sottolineare come, oltre agli aspetti economici, la desertificazione commerciale abbia un impatto sociale significativo: “Le chiusure delle attività del nostro Borgo Marinaro stanno spegnendo la luce sulla bellezza e sulla vivacità di Civitanova. In un centro storico sempre più vuoto, anche il modo di socializzare e scambiare beni e servizi si fa più difficile”, afferma Gironacci.
L’analisi delle chiusure e delle aperture deve andare oltre la mera conta dei negozi che aprono. “Si aprono attività sulla scia dell’appello di Civitanova, ‘capofila per il commercio nelle Marche’, ma non è detto che queste attività sopravvivano nel lungo periodo. Non basta dire che la situazione è in controtendenza, bisogna chiedersi come sostenerle”, avverte l’associazione ViviAmo Civitanova, chiedendo a gran voce un impegno maggiore da parte delle forze politiche e del sindaco per sostenere le nuove sfide commerciali.
In questo momento di difficoltà, è fondamentale che si crei una sinergia tra le istituzioni, le imprese e le associazioni locali, per invertire una tendenza che minaccia non solo il commercio, ma anche la qualità della vita nella nostra città. “Ringraziamo chi ha scelto Civitanova come città su cui investire, ma non possiamo restare a guardare, sperando che il futuro sia più roseo. Bisogna impegnarsi a fondo per creare le condizioni affinché queste attività possano sopravvivere e crescere”.
Nella serata di venerdì 21 marzo presso il ristorante “Officina “. il Consigliere Comunale Gianluca Crocetti con la sua rassegna FilosofARTE è riuscito, ancora una volta, a creare uno spazio di confronto libero e stimolante, riunendo ben tre sindaci marchigiani allo stesso tavolo: Fabrizio Ciarapica, sindaco di Civitanova Marche, Luca Paolorossi sindaco di Filottrano e Marco Fioravanti Sindaco di Ascoli Piceno.
Dopo un’ introduzione del sindaco Fabrizio Ciarapica e del consigliere Regionale Pierpaolo Borrioni il dibattito è subito entrato nel merito con la presentazione dei due libri “I miei primi cento anni“ e “Noi siamo l’ambiente”, scritti rispettivamente dai due ospiti Luca Paolorossi e Marco Fioravanti.
Interessante conoscere questi due uomini, così diversi e allo stesso tempo uniti nell’intento di creare una realtà circostante migliore. Entrambi sostenitori di uno spirito critico e di un'osservazione onesta dei fatti.
Marco Fioravanti con le sue parole, frutto di studi e approfondimenti, sensibilizza il lettore ad una nuova consapevolezza dell'ambiente, ricordando che da esso dipende la nostra sicurezza e la salute.
Egli propone un cambiamento culturale, che prevede il prendersi cura del contesto in cui viviamo, dove costruiamo le nostre case e le attività economiche. Luca Paolorossi, imprenditore di successo e stilista, dotato di una personalità esplosiva si racconta con spontaneità, definendosi un “sindaco del fare”, non ama il rigore istituzionale in cui non si riconosce, preferisce comunicare ed agire in modo aperto e diretto.
Motivo per cui ha scelto di svelarsi nel suo libro “I miei primi cento anni”. Paolorossi ci dice che alla base di questo scritto c’è la volontà di non lasciare nulla al non detto, ci racconta i fatti nella loro verità, riconoscendo con coraggio ed umiltà i propri errori e fragilità.
Tornando al suo incarico politico, ci confessa di devolvere il suo stipendio mensile ad associazioni benefiche, perché per sua esperienza diretta ha imparato l’umiltà della gavetta e l’impegno in ciò che si fa, per cui si impara prima il mestiere e poi si guadagna.
A conclusione dell’interessante dibattito, il cantante lirico Augusto Celsi si è esibito con la sua magnifica voce, emozionando il pubblico.
Il 21 marzo scorso si è tenuto ad Appignano un incontro pubblico promosso dall’Anpi in collaborazione con l’associazione ecologista “Salviamo il Futuro” di Potenza Picena, durante il quale l’ingegnere Sandro Bisonni ha illustrato i contenuti del Piano Regionale dei Rifiuti delle Marche.
Nel suo intervento, Bisonni ha messo in evidenza come la proposta di realizzare un unico impianto di incenerimento del valore di 370 milioni di euro, cofinanziato da soggetti privati, rischi di compromettere la gestione dei rifiuti nella regione per i prossimi 30 anni. Ha sottolineato i potenziali effetti negativi, sia dal punto di vista ambientale che economico, di una tale strategia, che potrebbe disincentivare la raccolta differenziata e rallentare l’introduzione di soluzioni innovative e sostenibili per il trattamento dei rifiuti.
All'incontro hanno partecipato anche il sindaco di Appignano, Mariano Calamita, e Richard Dernowski, consigliere provinciale AVS. Il sindaco, dopo aver citato il recente rapporto di Legambiente, ha presentato la "piramide dell’economia circolare" e ha sottolineato i positivi risultati ottenuti dal suo Comune, che si trova al terzo posto nella graduatoria regionale per la raccolta differenziata. Ha evidenziato come le buone pratiche avviate nel suo territorio possano servire da esempio per altre realtà marchigiane.
Richard Dernowski ha evidenziato l’importanza dell’impegno politico nella tutela della salute pubblica, dell’economia locale e dei diritti dei cittadini. Nel suo discorso ha rimarcato che la partecipazione attiva di amministratori, associazioni e cittadini è fondamentale per orientare le scelte verso modelli di sviluppo più sostenibili e giusti per la comunità.
L’incontro si è concluso con un appello di Luigi Romagnoli, presidente dell’associazione “Salviamo il Futuro”, che ha invitato i presenti "a informarsi e a impegnarsi per una gestione dei rifiuti che rispetti il territorio, rafforzi le economie locali e migliori la qualità della vita nelle Marche".
Un ringraziamento speciale è stato rivolto all’ANPI per il suo impegno e a tutti i partecipanti per la loro presenza e attiva partecipazione.
Inizia con l’’Ode a Leopardi’ di Pietro Mascagni il Memorial Gigli e non poteva essere altrimenti in quella che era la Giornata Mondiale della Poesia: ieri sera (venerdì 21 marzo, ndr) è andato in scena come da programma il concerto dedicato alla nascita del celeberrimo tenore recanatese, di cui quest’anno ricorrono i 135 anni. Una serata di altissima lirica, ancora una volta celebrata nell’Aula Magna del Comune di Recanati, dove sia quest’evento che il Premio Gigli, che con il Memorial rappresenta l’altra ‘metà’ delle iniziative gigliane, hanno trovato nelle ultime edizioni il loro luogo istituzionale naturale.
Ricco ed emozionante il programma proposto, con musiche di Giordano, Cilea, Donizetti, Verdi, eseguite subito dopo il prologo della serata che, dopo i saluti istituzionali del sindaco Emanuele Pepa e dell’assessore alla Cultura Ettore Pelati, ha visto appunto l’esecuzione dell’Ode a Leopardi e la nomina di Denia Gavazzeni Mazzola‘ambasciatore nel mondo’ di Beniamino Gigli oltre che ospite d’onore della serata. La stessa Denia Mazzola ha poi ricevuto il primo ‘Premio Beniamino Gigli alla Memoria’ assegnato al marito, Maestro Gianandrea Gavazzeni, indimenticabile Direttore d’Orchestra che, oltre a lasciare un segno indelebile nel mondo dell’opera, ebbe anche il piacere di dirigere il tenore recanatese in un memorabile Elisir d’Amore, andato in scena il 17 gennaio del 1953 al Teatro San Carlo di Napoli.
Il Premio alla Memoria è stato di fatto la novità di questa edizione del Memorial, organizzata dall’Associazione Beniamino Gigli e dall’Associazione Controvento con il patrocinio del Comune di Recanati, intendendo onorare, appunto, la memoria di artisti del passato che hanno fatto grande l’opera proprio come il celeberrimo tenore. A questo, si è aggiunta anche la nomina di ‘ambasciatori’ dell’Associazione Beniamino Gigli nel mondo, per rendere sempre più internazionale il Premio Gigli: quest’anno, sono stati nominati il tenore cinese Yan Wang, il tenore giapponese Mashio Nao e la pianista Hsiao Pai Ku, di Taiwan, che hanno ricevuto simbolicamente le pergamene giovedì mattina in collegamento web con il sindaco Pepa e il Presidente dell’Associazione B. Gigli Pierluigi Trucchia.
Emozionante e vibrante la serata del memorial, specialmente nelle esibizioni degli artisti della associazione Ab Harmoniae, che fa capo alla Mazzola. È significativo ricordare che l’Ode a Leopardi eseguita in testa al concerto, commissionata a Mascagni nel 1899 dal Comitato per le celebrazioni del centenario della nascita di Leopardi, fu eseguita per la prima volta al Teatro Persiani di Recanati alla presenza di Giosuè Carducci, dallo stesso Mascagni con Maria Farneti come voce solista. Solo un’altra volta il poema venne nuovamente eseguito a Recanati, ovvero nell’estate del 1987. Fino a ieri sera, quando ha trovato nuova vita e nuovo pubblico.
Oltre alle Istituzioni, hanno concesso il loro patrocinio anche l’ENAC Ente Nazionale Attività culturali e i Soroptimist International Club di Ancona, Macerata, Milano La Scala e Pescara. La manifestazione è organizzata da Associazione Beniamino Gigli, Controvento APS in collaborazione con Ab Harmoniae Onlus, Amici della Lirica Franco Corelli, Media Dux e con il contributo di Lympho Care, Clinica Lab, Punto Amianto e Cipef.
La Cantina Fattoria Duri nasce in località Colleluce, a San Severino Marche, per dare seguito al lavoro già svolto da Rino Duri, venuto a mancare nel 2002, attualmente la conduzione dell’azienda è affidata al figlio Dante. Egli ha svolto studi in giurisprudenza e ha acquisto esperienza di vendita nel settore di edilizia per interni ad alto livello, ma il legame con la terra è sempre stato forte, soprattutto con la viticoltura, praticata in famiglia almeno dal lontano 1867.
Dante è cresciuto aiutando la sua famiglia in tutti i lavori necessari in vigna e cantina, imparando così ad amare questo lavoro e la Vernaccia Nera. Ha da sempre creduto dal valore di questo vitigno e nelle sue potenzialità anche grazie al suo sapere unico ed alla versatilità straordinaria. Infatti la Vernaccia Nera si presta molto bene a diverse tipologie di vinificazione. Dante Duri ha scelto di non spumantizzare e produrre solo vini fermi perché così ha conosciuto i vini creati da suo padre e dagli anziani del territorio. La Vernaccia Nera è un vitigno autoctono antichissimo, per secoli è stato vinificato come vino fermo da pasto e come vino passito per le stragrandi occasioni. Dante è ripartito da questa certezza, con un piede nel passato, guardando però al futuro. Così è nata la sua prima etichetta proposta “Il Piccato”, un vino rosso passito da uve di Vernaccia Nera uscito nel settembre 2012.
Il vigneto è stato realizzato nel 2006, conservando comunque quello del 1961. Può svelarci come è composto e come funziona?
Questo vigneto l’ho conservato perché è innanzitutto testimone della viticoltura applicata dai nostri anziani ma soprattutto perché ha un grande valore proprio per le uve prodotte. Infatti è noto che un vigneto acquisisca la maturità adulta solo dopo i 30-35 anni e più è vecchio il vigneto e più sono buone le uve perché le radici di queste viti così antiche scendono più in profondità, riescono a nutrirsi meglio di minerali più difficilmente raggiungibili dalle viti giovani che hanno radici superficiali. Questo si riconosce all’assaggio perché questi vini ottenuti da viti così antiche sono maggiormente sapidi e saporiti.
Dal vigneto del 1961 otteniamo due vini: un bianco ed un rosso, che sono dei blend, rispettando la composizione dei vari vitigni presenti in vigna. Il bianco è principalmente composto da uve di Trebbiano, poi ci sono un paio di vitigni aromatici. Abbiamo un po’ di Malvasia e un po’ di Garofanata. Il rosso è ugualmente un blend, composto principalmente da uve di Sangiovese, poi vi sono un altro paio di vitigni, il Ciliegiolo e una parte di uve di Merlot».
Qual è il punto di forza della Cantina Fattoria Duri?
«Il punto di forza aziendale avendo solo due ettari, è sicuramente il grande lavoro manuale che si applica in tutte le fasi di allevamento della vite e di produzione di queste uve. Da noi non esiste la raccolta meccanizzata, la vendemmia viene fatta a mano controllando ogni singolo grappo e togliendo con le forbicine, con attenzione certosina, tutti gli acini d’uva rovinati. Questo ci porta ad avere poi delle uve il più possibile perfette e sane per abbattere poi in cantina l’uso di solfiti e ottenere quindi più puliti, più profumati, che rispettino le caratteristiche del vitigno».
Tra i vostri prodotti qual è secondo lei la chicca? E… perché?
«Noi ora siamo arrivati a ben nove diverse etichette, per noi questi vini prodotti sono come dei figli. Se lei facesse una domanda ad un padre o ad una madre, dicendo quale dei suoi figli è il preferito, penso che nessun genitore le saprebbe rispondere. Tutti i nostri vini sono da noi amati ed apprezzati. Li abbiamo creati e siamo soddisfatti delle nostre proposte. Siamo stimati soprattutto per lo sforzo, per la volontà che mettiamo nel proporre in tante diverse tipologie di vinificazione, perché siamo già arrivati a sette diversi vini fermi ottenuti da uve di Vernaccia Nera e le persone del mondo del vino apprezzano molto questa nostra volontà di far conoscere in ogni modo le diverse vinificazioni possibili ed attuabili da questo vitigno.
La nostra ultima proposta è per noi un grande risultato perché siamo appena usciti con il “Collelucus”, un vino già certificato come Doc Serrapetrona, ma ottenuto da una vendemmia tardiva di questi grappoli, lasciati finire di maturare in vigna fino alla fine di novembre. Devo dire che all’uscita di questo vino in bottiglia abbiamo riscontrato unanimi consensi anche per aver proposto una tipologia di vino veramente originale perché una vendemmia tardiva nella zona della Vernaccia Nera credo non sia ancora stata fatta e dà dei sentori davvero particolari. Nel complesso è un vino rotondo, molto corposo e strutturato, che rispecchia ed esalta le caratteristiche del vitigno».
Ha dei progetti in cantiere?
«Credo che abbiamo raggiunto date le nostre dimensioni un numero di etichette già ampio così come siamo messi ora. Penso dunque che il nostro proposito migliore per il futuro sia consolidare questi prodotti, sfruttare al meglio la nostra esperienza per realizzarli ancora meglio nelle future annate e farli conoscere a più persone possibili».
È stato inaugurato oggi il G Palace Residence, la nuova residenza turistica sorta al posto dell’ex Hotel Diana, in via Camillo Benso Conte di Cavour, a pochi passi da piazza XX Settembre e dal lungomare sud di Civitanova. Il progetto, voluto dall’imprenditore tolentinate Umberto Giorgi e redatto dall’architetto Luigi Guardiani, ha trasformato l’edificio in una struttura moderna, sostenibile e innovativa.
Il complesso è composto da 19 mini appartamenti, di cui due accessibili a persone con disabilità, realizzati con una combinazione di struttura in acciaio e pannelli in legno. Ogni unità abitativa dispone di bagno privato, camera da letto, zona giorno, balcone e posto auto riservato. Grande attenzione è stata dedicata alla sostenibilità e all’innovazione. L’impiego di materiali come acciaio e legno ha consentito la creazione di un edificio dal design moderno e a basso impatto ambientale, contribuendo alla riqualificazione urbana del centro cittadino. Inoltre, il G Residence Giorgi sfrutta energie rinnovabili, confermandosi un esempio virtuoso di edilizia sostenibile.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, l’assessore Ermanno Carassai e i consiglieri Gianluca Crocetti e Nicolò Renzi. Nel suo discorso, il sindaco ha sottolineato come il G Residence Giorgi rappresenti un valore aggiunto per l’offerta turistica della città, in linea con il progetto “Civitanova Wedding Destination".
L’inaugurazione del G Residence Giorgi è un segnale positivo per lo sviluppo turistico della nostra città - ha detto il sindaco Ciarapica- Questa struttura moderna e accogliente si inserisce perfettamente nella visione di Civitanova come destinazione d’eccellenza. Grazie alla sua posizione strategica e alla qualità dei servizi offerti, il residence potrà ospitare non solo turisti e famiglie, ma anche coppie che scelgono la nostra città per il loro giorno speciale. Con il progetto ‘Civitanova Wedding Destination’ vogliamo valorizzare il territorio e attrarre sempre più visitatori, offrendo loro strutture ricettive all’altezza delle aspettative. Ringrazio l’imprenditore Giorgi e la sua famiglia per questo importante investimento a Civitanova”.
Presente all’evento, oltre ad amici ed imprenditori, anche Giuseppe Pezzanesi, ex sindaco di Tolentino, che ha elogiato l’iniziativa e l’amministrazione locale: “Civitanova si conferma una città attrattiva grazie a un’amministrazione forte, guidata dall’amico Fabrizio, con il quale abbiamo condiviso importanti scelte per la costa e per l’entroterra".