Un episodio insolito ha movimentato la prima giornata di voto per le regionali a Porto Recanati. Due rappresentanti di lista si sono presentati al seggio indossando una spilla con l’immagine di un’anguria, diventata simbolo della resistenza palestinese (il frutto richiama i colori della bandiera).
La presenza del distintivo ha suscitato contestazioni da parte di alcuni elettori e delegati. Dopo un confronto con la funzionaria dell’ufficio elettorale e la consultazione delle norme che regolano le operazioni, era stato stabilito che non si trattava di una violazione e che quindi non vi erano motivi per intervenire.
La tensione è però proseguita. Un carabiniere e un finanziere hanno chiesto ai due di togliere le spille oppure di lasciare la sede di voto mantenendosi a distanza. La donna ha accettato, l’uomo invece ha rifiutato ed è stato identificato.
La vicenda si è chiusa solo dopo una verifica con la Prefettura di Macerata: i due rappresentanti hanno ottenuto l’autorizzazione a restare al seggio con le spille.
La Polizia locale di Macerata ha emesso due nuove ordinanze per regolamentare temporaneamente la circolazione in via Mancini e in via Crescimbeni, dove saranno effettuati lavori rispettivamente per allaccio alla rete fognaria e interventi edili.
Per quanto riguarda via Mancini, l’ordinanza entrerà in vigore venerdì 10 ottobre, dalle 8:30 alle 18:30. In quel giorno il lato della via che si affaccia su via Robusti sarà interdetto al transito con sbarramento, eccetto per i residenti e per il carico e scarico fino al civico 18; sarà inoltre in vigore il divieto di sosta con rimozione coatta. Anche strada comunale Torregiana, lato ingresso galleria, avrà divieto di transito, eccetto per i residenti e per coloro che risiedono in via Mancini fino al civico 22.
Il provvedimento riguardante via Crescimbeni sarà valido mercoledì 22 ottobre, dalle 8:30 alle 12:30. In quel tratto sarà interdetto il transito tra via XX Settembre e via Lauri, eccetto per i residenti con accesso alle aree private e per i veicoli di soccorso. Nel tratto compreso tra piazza Vittorio Veneto e via XX settembre, il divieto riguarderà tutti, eccetto carico e scarico e residenti, con obbligo di svolta a destra verso via XX Settembre per chi non è residente. Via XX Settembre, tra via Ricci e via Crescimbeni, subirà un’inversione del senso di marcia con senso unico a salire e obbligo di svolta a sinistra per i veicoli provenienti da piazza Oberdan. Infine, via Domenico Ricci e piazza Vittorio Veneto prevedono direzione obbligatoria a sinistra verso via P. Matteo Ricci per l’uscita dal centro storico.
Gli automobilisti sono invitati a rispettare la segnaletica temporanea e a prestare attenzione ai cambiamenti per evitare disagi e rallentamenti.
Da giovedì a sabato, 2 e 4 ottobre, si terrà al dipartimento di Scienze Politiche, della Comunicazione e delle Relazioni Internazionali dell’Università di Macerata la riunione scientifica annuale dell’Associazione Italiana per la Storia del Pensiero Economico, AISPE, quest’anno incentrata sul tema “Le trasformazioni del lavoro nella storia del pensiero economico” (“Labour Transformations in the History of Economic Thought”).
Si tratta di una tematica di forte attualità, dati gli sconvolgimenti che il mondo del lavoro sta subendo o sarà destinato a subire in virtù della cosiddetta industria 4.0, la transizione digitale e l’avvento dell’intelligenza artificiale. Il forte interesse per questa tematica è implicitamente dimostrato anche dal grande successo in termini di iscrizioni alla conferenza: oltre 105 partecipanti, provenienti da undici paesi e quattro diversi continenti.
“Abbiamo deciso di lavorare perché Macerata diventasse la sede di questa importante riunione scientifica annuale ed individuato nel tema del lavoro e delle sue trasformazioni un oggetto di scottante attualità – spiegano Roberto Lampa e Stefano Spalletti, professori di Storia del Pensiero Economico dell’ateneo e organizzatori dell’evento -. La risposta da parte dei principali ricercatori internazionali di questa disciplina è stata incoraggiante e oltre le più rosee aspettative. Siamo fiduciosi che l’Università di Macerata e la sua comunità di docenti, giovani ricercatori e studenti, potranno beneficiarsi di quest’importante vetrina internazionale ed invitiamo tutti a partecipare alla tre giorni dei lavori”.
Il programma della conferenza è particolarmente ricco e prevede tre lezioni su invito a cura di importanti ospiti internazionali: Pedro Teixeira dell’Università di Porto, Portogallo, Cecilia Rykap della University College di Londra, Gran Bretagna, e Richard Arena dell’Università di Nizza, Francia. Ci saranno poi 22 sessioni tematiche parallele, alcune delle quali a cura di altre società scientifiche nazionali ed internazionali, quali la Società Italiana di Economia e Politica Industriale; la Società Italiana di Storia Economica; la Società Italiana per la Storia dell’Economia Politica; la Asociación Ibérica de Historia del Pensamiento Económico e infine la International Adam Smith Society. In apertura della conferenza si procederà inoltre ad una visita guidata alla biblioteca Pantaleoni. La chiusura sarà invece destinata alla presentazione del carteggio inedito che l’importante economista brasiliano Celso Furtado tenne durante la sua esperienza al fronte in Europa, durante la seconda guerra mondiale.
Un'ondata di entusiasmo e allegria ha invaso piazza del Popolo in occasione della nuova edizione di "Pompieropoli", evento che ha concluso in grande stile il calendario delle manifestazioni per la festa del co-patrono San Pacifico, organizzate dai Frati Minori del Santuario di San Pacifico con il patrocinio del Comune.
L'iniziativa, promossa e organizzata dall'Associazione Nazionale Vigili del Fuoco della sezione di Macerata, ha riscosso un successo straordinario, attirando centinaia di bambini e famiglie.
La piazza si è trasformata per un pomeriggio in un vero e proprio parco a tema, dove i più piccoli hanno potuto vivere l'emozione di diventare "pompieri per un giorno".
Uomini del "115", unità speciali e numerosi volontari hanno allestito un percorso ludico-educativo progettato per far misurare i bambini con reali difficoltà in totale sicurezza. Tra i vari passaggi, i piccoli aspiranti vigili del fuoco si sono cimentati nell'attraversamento di ponti tibetani, nella discesa del palo e nello spegnimento di un incendio simulato, il tutto sotto la guida attenta e esperta del personale.
L'evento è stato arricchito dalla presenza di numerosi mezzi e unità speciali, che hanno catturato la curiosità di grandi e piccini. Oltre alle moderne unità mobili e a quelle speciali che hanno permesso la discesa con le corde da una delle finestre dell’edificio che ospita il teatro Feronia, erano presenti anche le unità cinofile e quelle per il soccorso in acqua, con un acquascooter e un gommone. Un dispiegamento di forze che ha offerto un'opportunità unica di conoscere da vicino il lavoro e l'impegno quotidiano dei Vigili del Fuoco.
"Pompieropoli" si è confermata come una manifestazione non solo di grande divertimento, ma anche di alto valore educativo, veicolando in modo giocoso i concetti di sicurezza, prevenzione e solidarietà che sono alla base della missione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Il critico d’arte e politico Vittorio Sgarbi si è recato alle urne nel Comune di San Severino Marche nel pomeriggio di domenica 28 settembre per esprimere il proprio voto in occasione delle elezioni regionali per il rinnovo del presidente della Giunta regionale e del Consiglio delle Marche.
Accompagnato dalla compagna Sabrina Colle e dall’avvocato Giampaolo Cicconi, Sgarbi ha votato presso la Sezione numero 9. Ad accoglierlo al suo arrivo in città è stata il sindaco, Rosa Piermattei.
Sui social Sgarbi ha scritto: "Più marchigiano di un marchigiano. Felice di aver ritrovato l’appassionata sindaca Rosa Piermattei".
In questa occasione di civico impegno, il professor Vittorio Sgarbi si è lasciato un po’ del suo prezioso tempo per ammirare la mostra "Rinascimento Marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma lungo i cammini della fede”. La visita, che ha catalizzato l'attenzione del pubblico e dei suoi tanti estimatori, si è svolta in un contesto di grande significato con una comunità, quella settempedana, che ha letteralmente accolto di nuovo tra le sue braccia il “professore”, già sindaco di San Severino Marche tra il 1992 e il 1993.
Allestita nel piano nobile del Palazzo Comunale, nella splendida cornice di piazza Del Popolo, la mostra “Rinascimento Marchigiano” rappresenta un vero e proprio percorso culturale e spirituale. Non si tratta di una semplice esposizione, ma di una celebrazione della resilienza e della bellezza. I capolavori esposti, strappati alle macerie del sisma del 2016, sono tornati a risplendere grazie a importanti interventi di restauro, simboleggiando la capacità di rinascita di un intero territorio. L’iniziativa, promossa da Anci Marche e dal Pio Sodalizio dei Piceni, con il patrocinio del Comune di San Severion Marche e il sostegno della Regione, del Ministero della Cultura e di numerosi enti, è un esempio virtuoso di collaborazione che ha già richiamato tanti visitatori.
Ricevuto in Municipio dal sindaco Rosa Piermattei, il professor Sgarbi era accompagnato dalla sua compagna, Sabrina Colle, e dall'amico e avvocato di fiducia, il settempedano Giampaolo Cicconi. L'atmosfera è stata di grande cordialità, a testimonianza del forte legame che unisce il critico alla città di San Severino Marche.
Il tour all'interno della mostra è stato guidato da Paola Pistoni, guida turistica abilitata della Regione Marche. Sgarbi, con la sua inconfondibile passione, si è soffermato in particolare davanti a due opere emblematiche. La prima, di Pietro Alemanno, ha catturato la sua attenzione per la sua raffinatezza stilistica. La seconda, un capolavoro di Lorenzo d'Alessandro, la Madonna in trono col Bambino e sant’Anna, san Rocco e san Sebastiano, ha suscitato un profondo interesse per la sua provenienza: l'opera capolavoro del grande artista di San Severino Marche presente in mostra tra le opere più importi è stata recuperata dalla scomparsa chiesa di San Michele Arcangelo a Matelica.
Il tour di Sgarbi si è concluso con una tappa inattesa e suggestiva. Dopo aver ammirato i dipinti del Rinascimento marchigiano, il critico si è concesso alcuni istanti per tornare ad contemplare i bozzetti di Filippo Bigioli esposti nella Galleria d'Arte Moderna del Palazzo Comunale. Sebbene non facciano parte del percorso della mostra, questi 27 quadretti con scene tratte dalla Divina Commedia, miracolosamente recuperati dallo stesso critico, offrono ai visitatori l’opportunità di riflettere sul genio creativo che unisce arte e letteratura.
Colpo a sorpresa del San Marino, che al "Nicola Tubaldi" di Recanati conquista i primi tre punti della stagione battendo 2-0 la Recanatese. I titani, ultimi in classifica a zero punti, sfruttano la superiorità numerica dopo l’espulsione del portiere giallorosso Zagaglia alla mezz’ora del primo tempo per un fallo fuori area su Babbi.
La Recanatese, reduce da un solo punto nelle ultime tre gare e priva degli infortunati Ghio (nessuna frattura dopo lo stop a L’Aquila) e Chiarella, regge fino all’intervallo, ma nella ripresa crolla. Al 55’ Visconti sblocca su assist di Stikler, poi Babbi chiude i conti al 77’ servito da Gasperoni.
Nel frattempo, il club giallorosso ha salutato Vessella (passato al Montegranaro) e attende rinforzi in difesa, come confermato dal direttore tecnico Cianni. Ma ora servono riflessioni: la Recanatese, attesa da ben altri obiettivi, incassa la terza sconfitta in cinque giornate.
Il tabellino:
RECANATESE: Zagaglia; Giusti, Cocino, Fiumanò, Mordini; Carano (15’ st Domizi), Ferro; Re (32’pt Fioravanti), Ciccanti (15’ st Di Francesco), Capanni (32’ st Pierfederici); D’Angelo (1’ st Lovotti). Adisp.: Paoltroni, Morichetta, Gori, Pesaresi. All. Savini
SAN MARINO: Meli; Stickler (22’ st Provazza), Lecchi (43’ st D’Antona); Tosi (15’ st Brighi),Agustin Alè, Pericolini; Useini, Maimone (1’ st Gulinatti), Babbi (34’ st Giacomini), Visconti,Gasperoni. A disp. Dighionno, Golfarelli, Menini, Merlonghi. All. Malgrati.
Arbitro: Christian Ferruzzi di Albano Laziale (Gambale di Albano Laziale e Venturini di Ostia Lido).
Reti: st. 10’ Visconti (SM), 33’ Babbi (SM).
Per consentire le operazioni di getto in un cantiere di un edificio oggetto di ricostruzione post sisma, il giorno 29 settembre 2025 dalle ore 9:30 alle ore 12:00 la circolazione in via Isonzo è disciplinata come segue: l’istituzione del divieto di transito veicolare ad esclusione dei residenti ed ai mezzi necessari per lo svolgimento dell’intervento, nel tratto di strada compreso tra l’intersezione con Viale Vittorio Veneto e l’intersezione con Viale Trento Trieste;
Il doppio senso di circolazione regolamentato con senso unico alternato esclusivamente per i residenti, nel tratto di strada compreso tra Viale Vittorio Veneto ed il civico n. 2 di Via Isonzo e nel tratto di strada compreso tra Viale Trento e Trieste ed il civico n. 2 di Via Isonzo. La ditta esecutrice dei lavori dovrà provvedere: all’impiego di “movieri” per la regolamentazione della modifica alla circolazione in Via Isonzo, secondo quanto disposto con il seguente atto, i quali dovranno presenziare fino a quando non sia stata ripristinata la viabilità ordinaria;
Alla delimitazione dell’area occupata dal cantiere al fine di impedire l’accesso ai pedoni al fine di salvaguardarne la sicurezza e la loro incolumità, prevedendo percorsi alternativi apponendo la necessaria e regolare segnaletica stradale; la segnaletica di presegnalazione della modifica della viabilità disposta con il presente atto dovrà essere apposta con almeno 24 ore di anticipo in tutte le vie che intersecano con Viale Vittorio Veneto e viale Trento e Trieste;
All'installazione della relativa segnaletica stradale temporanea con le relative limitazioni, obblighi e preavvisi necessari alle modifiche apportate alla circolazione veicolare e alla copertura della segnaletica esistente se in contrasto con quanto disposto dalla presente Ordinanza; alla rimozione della segnaletica temporanea istallata nel termine di scadenza del presente atto ed al completo ripristino delle condizioni di sicurezza della circolazione veicolare e pedonale.
L’Ufficio Tecnico Comunale è incaricato della predisposizione e collocazione della occorrente segnaletica stradale, a norma del Codice della Strada e relativo Regolamento di esecuzione, per la temporanea modifica della circolazione in Via Piave.
Aurora Treia e Corridonia si affronta nel match valevole per la quarta giornata del Girone B di Promozione. I cucinieri ripropongo il tridente d’attacco Borrelli, Cirrottola e Mazzoni per restare a punteggio pieno in testa al campionato. I corridoniani si presentano con Verini al centro dell’attacco, spalleggiato dal neo acquisto Merzoug e dall’ex di turno Pucci.
Avvio tambureggiante degli ospiti che creano due occasioni pericolose nel giro di un minuto. Dopo soli 38 secondi, Atzori crossa per Verini che impegna subito Testa. Poco più tardi tenta Salvatelli con una conclusione velenosa che viene deviata in corner.
L’Aurora passa in vantaggio al 7’ su calcio di rigore. Guzzini viene spinto fallosamente all’interno dell’area ospite e l’arbitro assegna la massima punizione ai padroni di casa. Borrelli si presenta per la prima volta sul dischetto e batte Pettinari con freddezza. Il Corridonia reagisce al 19’ con Verini che chiama in causa Testa tramite un tiro dalla distanza.
Al 25’, viene assegnato il secondo penalty all’Aurora tra le plateali proteste dei rosso-verdi. Il direttore di gara viene richiamato dall’assistente che dichiara di aver visto un fallo di reazione commesso da Bordi su Cirrottola all’interno dell’area ospite. Il gioco rimane sospeso per diversi minuti e Paoletti decide di assegnare il secondo rigore ai treiesi. Resta in dieci uomini il Corridonia che perde Bordi in una fase cruciale dell’incontro.
Dagli undici metri va ancora Borrelli che batte nuovamente Pettinari nonostante la sua intuizione. Sul calare della prima frazione di gara sono i biancorossi a sfiorare il tris più volte. Al 43’, Mazzoni pesca Cirrottola sul secondo palo che manda la sfera alta a porta praticamente sguarnita.
In pieno recupero, Guzzini calcia all’interno dell’area piccola e Pettinari si supera. All’ultimo Guglielmo colpisce di testa ed è ancora Pettinari a compiere un ottimo intervento.
Ad inizio ripresa i padroni di casa centrano il palo con Cirrottola che manca l’appuntamento con la sua prima rete in stagione. Il 3-0 è opera di Guglielmo che sorprende Pettinari grazie ad una conclusione precisa che si infila alle spalle di Pettinari. Il poker è servito da Borrelli che grazie alla sua tripletta vola a quota 6 reti nella classifica marcatori. Nel finale c’è tempo per assistere alla conclusione dalla lunga distanza di Dominino che manca di poco il bersaglio.
4 vittorie su 4 per l’Aurora che continua a macinare goal e prestazioni convincenti. Seconda battuta d’arresto per il Corridonia che resta ferma a quota 4 punti in classifica.
AURORA TREIA: Testa (74’ Palazzo), Calamita, Tavoni (68’ Dominino), Alla, Ballanti,
Bartolini, Guglielmo, Guzzini, Cirrottola (66’ Melchiorri), Borrelli (79’ Bonifazi), Mazzoni (71’
Cacciamani). A disposizione: Di Gennaro, Garcia F, Zeqiri, Gabrielli. Allenatore: Simone Ricci.
CORRIDONIA: Pettinari, Bordi, Salvatelli (45’ Marinelli), Marengo, Ciccalè, Del Moro, Atzori
(56’ Bellesi), Bedetta N (63’ D’Angelo), Verini (56’ Ogievba), Merzoug (45’ Monachesi), Pucci. A disposizione: Mazzocca, Bedetta F, Mitillo, Borra. Allenatore: Martino Martinelli.
MARCATORI: Borrelli 7’ (RIG), 30’ (RIG), 66’, Guglielmo 63’.
ARBITRO: Lorenzo Paoletti – Sezione di Fermo.
ASSISTENTI: Aniello Sorrentino – Sezione di S.Benedetto del Tronto; Alessio Cantarini –
Sezione di Macerata.
NOTE: ammoniti Bordi, Ciccalè; espulso Bordi; angoli 4-3; recuperi 5’-2’; presenti oltre 250
spettatori al “Leonardo Capponi” di Treia.
Dopo il dittico pesarese (Urbania e Urbino) in cui ha raccolto soltanto un punto, il Tolentino torna ad affrontare un derby maceratese. Allo Stadio Della Vittoria arriva la Civitanovese, reduce da un'estate di controversie societarie e capace di raccogliere un solo punto in tre partite. Sul campo termina in pareggio per 1-1, risultato che lascia amarezza in entrambe le compagini. A segno Tortelli e Handzic nel primo tempo. Notevole il colpo d'occhio sugli spalti, tra tifoserie amiche.
LE FORMAZIONI - Coach Passarini deve fare a meno dello squalificato Marasca e, dunque, ridisegnare gli "under" tra gli undici titolari. Out anche Strano, il suo posto al centro della difesa viene preso dal classe 2009 Fontana. A centrocampo schierato il 2008 Papavero con Dolciotti preferito a Capezzani dal 1' dietro le punte. Il riferimento offensivo centrale è Pietrani. In casa Civitanovese si rivede bomber Handzic come titolare, con il totem Visciano a capitanare il pacchetto arretrato rossoblù.
LA CRONACA - A partire meglio sono gli ospiti. Al 2' Handzic scalda il piede con un diagonale che termina a lato. Al 9' bella ripartenza del Tolentino, culminata con il tocco di suola di Moscati a liberare il tiro di Tortelli, ciccato. È il segnale di cui i padroni di casa avevano bisogno per destarsi. Al 10' Moscati elude in slalom speciale la marcatura di un paio di avversari e serve un cioccolatino che stavolta Tortelli non spreca: piattone preciso e vantaggio Tolentino.
La partita è vibrante. Al 15' la difesa cremisi si addormenta sul movimento di Handzic che, liberato a tu per tu con Marricchi, lo scavalca con un preciso pallonetto. Pareggio immediato.
Ancora rossoblù pericolosi al 20'. Luciani svetta indisturbato sugli sviluppi di corner ma non centra la porta. Conclusione dalla distanza senza pretese di Giuggioloni al 25'. Il Tolentino fatica tremendamente in mezzo al campo a costruire la consueta trama di passaggi e fitto possesso palla. Troppi gli errori di precisione.
Sono gli ospiti a farsi preferire. Un gran cross tagliato di Lorenzoni non trova la deviazione in spaccata di Cappa per questione di centimetri. Il numero dieci rossoblù incoccia la traversa su punizione poco più tardi. Nel Tolentino è sempre e solo Moscati a fare la differenza. L'attaccante si procura un fallo e batte lui stesso il calcio piazzato dalla trequarti offensiva, senza inquadrare lo specchio.
SECONDO TEMPO - Al rientro dagli spogliatoi, come prevedibile, Passarini cambia. Dentro Rozzi e Mariani per Fontana e Dolciotti, parsi entrambi in difficoltà. Nella Civitanovese Malavolta rileva Baiocco. Pronti, via e subito Civitanovese vicina al gol. Cappa se ne va sulla fascia destra e impegna Marricchi alla parata, sulla ribattuta Macarof spara fuori.
Al 52' grande percussione di Malavolta sulla destra che si beve avversari in serie e suggerisce per Handzic al centro dell'area di rigore. Il colpo di tacco del centravanti è troppo pretenzioso per impensierire Marricchi.
Sempre Civitanovese in avanti. I due subentrati Malavolta e Pitronaci flirtano con la rete nel giro di 60 secondi, a cavallo tra il 56' e il 57'. La pessima costruzione dal basso del Tolentino scatena i fischi di disapprovazione della tribuna. Da un ennesimo errore dei padroni di casa nasce una nuova occasione che Macarof cestina in malo modo.
Il Tolentino ha bisogna di una luce e Passarini fa alzare dalla panchina Capezzani, quando il cronometro segna l'ora di gioco. Primo squillo cremisi della ripresa col solito Moscati. Al 62' fa tutto da solo, ma conclude in maniera debole e innocua per Forconesi.
Tra i padroni di casa arriva anche il momento di Iori, ma è sempre Moscati a provarci: Forconesi para bene (66'). Le sostituzioni cambiano il volto della partita. Il Tolentino alza i giri del suo possesso palla. Al 71' il tiro di Capezzani, da ottima posizione, è troppo centrale.
Al 74' chance per Iori che incorna perfettamente un cross dell'onnipresente Moscati, ma Forconesi compie un grande intervento in tuffo. All'82' Mariani si mette in proprio e tenta il tiro a giro, senza fortuna. Quattro minuti più tardi Moscati, annebbiato dalla fatica, "grazia" la Civitanovese sparando fuori una semi-rovesciata da posizione più che favorevole.
Allo scoccare del 90' Capezzani accusa un fastidio fisico e abbandona il campo per lasciare spazio a Salvucci. Sono sei i minuti di recupero concessi e, al 94', Pompili si divora il gol dell'1-2 calciando altissimo a tu per tu con Marricchi. È l'ultima emozione del match.
Tabellino Tolentino - Civitanovese 1-1
TOLENTINO: Marricchi; Romoli, Tomassetti, Fontana (45' Mariani), Tizi; Giuggioloni (60' Capezzani poi sostituito da Salvucci al 90'), Tortelli, Papavero; Dolciotti (45' Rozzi); Moscati, Pietrani (64' Iori). All: Passarini
CIVITANOVESE: Forconesi, Baiocco (45' Malavolta), Cosignani, Visciano (84' Candia), Luciani, Cahais, Macarof, Lorenzoni, Renzi (77' Pompili Pagliari), Cappa (53' Pitronaci), Handzic (74' Apicella). All: Mercanti
Arbitro: Mattia Gasparoni di Jesi
Reti: 10' Tortelli (T), 15' Handzic (C) ammoniti: Fontana, Tizi, Luciani, Malavolta, Macarof, Tortelli, Visciano; corner 3-4; recupero: 0’ e 6'
La CBF Balducci HR conquista il terzo posto nel Trofeo SEA Gruppo di Pesaro, superando con un netto 3-0 le bulgare del Levski Sofia nella finalina del torneo disputato al PalaMegabox. Le arancionere, dopo il ko con San Giovanni di ieri, si mostrano superiori per tutto l’arco del match (8 muri contro 3 e ben 11 ace, con quasi il 50% in attacco) alla giovane formazione bulgara: coach Lionetti coglie l’occasione anche per provare varie soluzioni nei sestetti schierati in campo nell’arco del match. Questo odierno è stato l’ultimo test del pre-season, da lunedì 6 ottobre si farà sul serio con la prima giornata di Serie A1 al Fontescodella con Cuneo.
Primo set tutto di marca arancionera: 3 ace e 2 muri, insieme al 60% di Kokkonen e ai 10 errori bulgari, sanciscono il 25-16 finale. Stessa musica nel secondo parziale: Decortes attacca all’83% (6 punti), Kockarevic al 75%, arrivano anche 7 ace arancioneri (Clothier ben 5): 25-15. Nel terzo set Decortes (top scorer del match con 13 punti) continua a martellare, un piccolo calo di tensione in campo CBF Balducci HR permette alle bulgare di risalire nel finale ma le arancionere gestiscono e chiudono 25-20.
Coach Lionetti riparte con Bonelli-Decortes, Clothier-Crawford, Kokkonen-Kockarevic, Caforio libero. Coach Arsov sceglie Ivanova-Naydenova, Kolarova-Malinova, Koleva-Zlatanova, Adamek libero.
Partenza sprint arancionera con il servizio di Crawford (ace) e il muro di Clothier (4-0), Bonelli e Decortes firmano il 7-1. Clothier va in fast (9-2), il Levski ci prova con l’ace di Naydenova (11-4) ma arriva il lungolinea di Kokkonen (12-4), Crawford non trova il campo (12-6) poi si rifà con il primo tempo del 15-7. Le bulgare risalgono con il contrattacco del 16-9, Decortes piazza il pallonetto del 19-10, entrano Batte e Piomboni per Bonelli e Decortes, Kockarevic allunga con l’ace del 22-11, le arancionere gestiscono il vantaggio e il parziale si chiude 25-16.
Nel secondo set in campo Ornoch in banda per Kokkonen, il break arriva col servizio di Clothier (5-3) e il muro di Crawford (8-3), il tocco morbido di Decortes vale l’11-6, entra Sismondi per Crawford. Kockarevic va a segno (13-7), il muro di Zlatanova e l’errore di Ornoch riportano sotto le bulgare (14-11), Decortes contrattacca per il nuovo +5 (16-11). Arrivano tre ace consecutivi di Clothier (19-11), Sismondi va in fast (20-13), ci sono altri due ace stavolta di Ornoch (24-14), chiude Kockarevic 25-15.
Mazzon per Crawford e Piomboni per Kockarevic sono la novità del terzo set, Piomboni firma il 6-2, Ornoch non trova le mani del muro (7-6), Mazzon spinge a terra il 9-6, suo anche l’11-8. Piomboni a segno due volte (14-10), Ornoch mette il 15-11, Bonelli inventa il 17-11, ancora Ornoch firma il 19-11. Mazzon contrattacca (20-11), sul 21-12 entrano Batte in regia e Kokkonen come opposta, torna anche Sismondi per Clothier al centro. Il Levski sale di livello in difesa e contrattacco, approfittando di un calo di tensione arancionero e trovando una serie di colpi che permettono alle bulgare di risalire fino al 23-20, chiude il muro di Piomboni 25-20.
IL TABELLINO
CBF BALDUCCI HR MACERATA: Bresciani, Batte, Sismondi 1, Kokkonen 3, Kockarevic 6, Bonelli 3, Mazzon 6, Piomboni 7, Ornoch 7, Caforio (L), Crawford 3, Clothier 7, Decortes 13. All. Lionetti
LEVSKI SOFIA: Ivanova, Stefanova n.e., Naydenova 2, Vasileva n.e., Zhekova n.e., Ivanova 2, Radeva 3, Koleva 6, Malinova 1, Mehandzihiiska 4, Adamek (L), Zlatanova 6, Bogdanova (L), Kolarova 5. All. Arsov
Parziali: 25-16, 25-15, 25-20
La Maceratese conquista la prima vittoria casalinga della stagione battendo 2-0 la Sammaurese all’“Helvia Recina – Pino Brizi”. Per i biancorossi si tratta del secondo successo consecutivo, frutto di una prestazione solida e concreta, suggellata dalle reti di Ruani e Neglia nel finale di primo tempo.
La giornata è stata aperta dal commosso ricordo di Augusto Sabbatini, autentica bandiera della Maceratese con 15 stagioni e 377 presenze in biancorosso. Prima del fischio d’inizio la famiglia è stata omaggiata sotto la Curva Just con una maglia celebrativa e un mazzo di fiori, in un’atmosfera di grande emozione e partecipazione.
La Sammaurese parte subito forte e al 1’ si rende pericolosa, ma la Maceratese cresce col passare dei minuti. Al 23’ ci prova Ambrogi su punizione, bloccata da Pollini. Al 41’ arriva il vantaggio: Marras esce bene dal pressing e serve Neglia, che con i tempi giusti premia l’inserimento di Ruani. Il numero 10 scaglia un mancino imprendibile sotto l’incrocio per l’1-0.
Passano pochi secondi e Osorio conquista un calcio di rigore dopo una splendida giocata che induce Zaccariello al fallo. Dal dischetto, al 45’+1, Neglia apre il destro e firma il raddoppio per il 2-0 con cui si va al riposo.
Nella ripresa gli ospiti provano a reagire: al 13’ Casolla va vicino al gol, ma la difesa biancorossa si salva. La Maceratese sfiora più volte il tris con Neglia, Marchegiani e Cirulli. Al 36’ la Sammaurese resta in dieci per l’espulsione di Dimitri (doppio giallo). Nel finale gli ospiti hanno un’ultima occasione di testa su calcio piazzato, senza inquadrare la porta.
La Maceratese porta a casa tre punti pesanti, confermando solidità difensiva e cinismo in avanti. Successo che arriva davanti al proprio pubblico e che consolida il buon momento della squadra di mister Possanzini, capace di unire qualità e determinazione.
TABELLINO
MACERATESE-SAMMAURESE 2-0
Marcatori: 41’ Ruani (M), 45’+1 rig. Neglia (M)
MACERATESE: Gagliardini, Perini, Morganti, Mastrippolito, Ciattaglia, Ambrogi (20’ st Marchegiani, 30’ st Papa), De Angelis, Ruani (20’ st Nasic), Marras (20’ st Gagliardi), Osorio, Neglia (23’ st Cirulli).
A disp.: Cusin, Pazzaglia, Vanzan, Sabattini.
All.: Possanzini.
SAMMAURESE: Pollini, Oppizzi, Magnanini, Sare, Zaccariello (46’ st Said), Dall’Osso, Dimitri, Bertrami, Casolla (41’ st Infantino), Nisi (46’ st Amadori), Conti (41’ st Lucatti).
A disp.: Pazzini, Moncastelli, Tombesi, Deshkaj, Infantino, Pericolo.
All.: Asta.
Note: espulso Dimitri al 36’ st per doppia ammonizione. Recupero: 1’ pt, 3’ st.
L’Anthropos di Civitanova Marche alza al cielo la nona Coppa Italia per società di Atletica Fisdir (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali) nella sua storia, l’ottava consecutiva.
Nella tarda mattinata di oggi, al Campo di Atletica “Tullio Biscuola”, Rovigo, si sono conclusi i Campionati Italiani di Atletica Promozione, valevoli anche per l'attribuzione della Coppa tricolore.
La squadra del sodalizio civitanovese si è presentata con 29 atleti, 8 tecnici, il presidente Nelio Piermattei e numerosi familiari al seguito."Ancora un grande successo e un riconoscimento per il nostro lavoro, per l'attaccamento ai colori dei ragazzi, per la passione e competenza dei tecnici, per la presenza delle famiglie. A rendermi orgoglioso di quello che facciamo, oltre all’ennesimo successo, c’è anche l’aver potuto e saputo regalare ai nostri ragazzi un bel fine settimana di amicizia, condivisione, divertimento e crescita. Ringrazio di cuore tutti coloro che collaborano con noi nel raggiungimento di questi traguardi e quelle società del territorio, come la SAF Fermo e l’AVIS Macerata, che collaborano con noi per il settore dell’atletica promozione" ha detto Piermattei.
Una due giorni intensissima di gare e successi anche a livello individuale per i ragazzi, che hanno regalato una partenza sprint facendo subito capire di poter riconfermare il titolo che dal 2017, fatta eccezione per il 2020, anno in cui le gare sono saltate a causa della pandemia, vede il nome del sodalizio civitanovese nell’Albo d’Oro dei vincitori.
La mattinata di oggi non ha spostato gli equilibri. Il team marchigiano ha ottenuto i risultati migliori: l’ennesimo successo di un gruppo di ragazzi e istruttori che sa dare continuità e rinnovarsi, con l’innesto di nuovi tesserati, rispettando le attese nonostante il serrato testa a testa con la Polisportiva Valcamonica.
Nona Coppa Italia Fisdir nel palmares dell’Anthropos dopo Macerata 2014, Roma 2017, Firenze 2018, Padova 2019 e 2021, Palermo 2022, Ferrara 2023 e Ancona 2024.
Si è conclusa con un bilancio estremamente positivo l'iniziativa Borghi Aperti che si è tenuta ieri, sabato 27 settembre, a Montefano. La manifestazione, promossa da Noi Marche, ha registrato una straordinaria affluenza di pubblico, confermando il grande interesse per la scoperta dei borghi della nostra regione.
Particolarmente significativa è stata la numerosa partecipazione di turisti provenienti da fuori paese, attratti dalla promessa di un viaggio immersivo nella storia, nell'arte e nella bellezza del borgo maceratese. I visitatori sono stati accolti e guidati con passione e competenza dai volontari Pier Marino Simonetti, Luigi Storani e Sandro Braconi, che hanno saputo trasmettere l'anima autentica di Montefano.
Alla visita, coordinata dal Vicesindaco Mirco Monina, erano presenti i delegati dell'Associazione Culturale La Rondinella, Marco Bragaglia, Giuseppe Biagiola, Stefania Stura e Franco Coppetta, e i membri Claudia Scipioni e Andrea Delsere dell’Associazione Effetto Ghergo, a testimonianza del forte legame tra l'Amministrazione Comunale e le realtà culturali presenti nel territorio.
Il tour, partito dal maestoso Palazzo Comunale Carradori-Olivi, ha condotto i partecipanti attraverso un percorso ricco di bellezze inaspettate. Grande è stato l'incanto di fronte al Teatro Comunale La Rondinella, un gioiello architettonico unico nel suo genere, e si è manifestato un forte interesse all’interno del Museo Ghergo, che custodisce gli scatti iconici del celebre fotografo montefanese Arturo Ghergo. La visita si è conclusa con un tuffo nel passato al Ciclo Museo, dove l'ingegno degli antichi mestieri su due ruote ha strappato sorrisi e curiosità.
L'evento non è stato solo un successo in termini di numeri, ma soprattutto un'occasione per mostrare la grande ricchezza culturale e artistica di Montefano.
La giornata di ieri conferma l'efficacia di iniziative come Borghi Aperti nel promuovere un turismo consapevole e di qualità, capace di valorizzare le comunità e le loro tradizioni. Un ringraziamento speciale va a tutti i partecipanti, ai volontari e alle istituzioni che hanno reso questo pomeriggio un'esperienza da ricordare.
La pallavolo italiana scrive una pagina indimenticabile della propria storia: dopo la straordinaria vittoria della Nazionale femminile, che si è laureata Campione del Mondo aggiungendo un altro prestigioso trofeo al già ricco palmarès dopo l’oro olimpico di Parigi 2024, è arrivato anche il trionfo della Nazionale maschile, capace oggi di imporsi in 4 set sulla Bulgaria e conquistare a sua volta il titolo iridato.
Un doppio successo che esalta l’intero movimento e che viene condiviso anche da BigMat, sponsor ufficiale delle Nazionali italiane di pallavolo dal 2023.
La partnership, nata con una durata biennale e già rinnovata fino al 2028, va oltre la semplice sponsorizzazione: è una collaborazione basata su valori comuni come spirito di squadra, determinazione, impegno quotidiano e radicamento sul territorio. Principi che guidano la rete BigMat, il più grande Gruppo europeo di rivenditori indipendenti di materiali per costruire, ristrutturare e abitare, con oltre 250 punti vendita in Italia.
Tra le realtà più rappresentative c’è BigMat Fabio Sbaffi, storica azienda marchigiana fondata nel 1977, con sedi a Villa Potenza, Piediripa e Castelraimondo. Un’impresa che ha fatto della qualità e del rapporto diretto con il cliente i propri punti di forza, unendo tradizione e innovazione.
"BigMat è dal 2023 sponsor di tutte le nazionali italiane di pallavolo – ha dichiarato Riccardo Sbaffi, titolare dell’azienda – una sponsorizzazione cercata e voluta, perché rispecchia i nostri valori. È anche un’opportunità importante di visibilità sul territorio, in un momento in cui la pallavolo sta vivendo una fase di grande crescita".
Con il logo BigMat sulle maglie degli azzurri e delle azzurre, la doppia vittoria mondiale assume un valore ancora più grande: è il successo di un progetto che unisce sport, impresa e territorio, portando l’Italia intera a celebrare con orgoglio i propri campioni e campionesse.
Arrivano i primi dati sull'affluenza alle urne. Seggi aperti dalle 7 di questa mattina fino alle 15 di domani, lunedì 29 settembre, per eleggere i membri del Consiglio regionale.
In provincia di Macerata l'affluenza è stata del 10,15% degli aventi diritto (nel capoluogo l'affluenza è superiore e si attesta all'11,58%), il secondo dato più basso della Regione Marche dove l'affluenza media è del 10,59%.
Sempre secondo i dati diffusi dall'Ufficio Elettorale della Regione, sulla totalità delle 1.572 sezioni, la provincia dove l'afflusso alle urne è stato più alto è quella di Pesaro-Urbino (12,35%), davanti a Fermo (10,90%) e Ascoli Piceno (10,33%). Ancona è all'ultimo posto con il 9,60% degli aventi diritto al voto che si sono recati alle urne.
Alle Regionali del 2020, alla stessa ora, aveva votato il 13,43% degli elettori. Complessivamente hanno espresso la propria preferenza 140.390 marchigiani, a fronte dei 175.999 votanti registrati cinque anni fa. Ricordiamo come lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi (lunedì 29 settembre alle 15:00).
Una notte di paura quella appena trascorsa per due giovani di 18 e 19 anni, entrambi rimasti feriti in episodi distinti verificatisi tra le 3.30 e le 4.30 del mattino, al termine di una serata in discoteca trascorsa in due locali differenti.
Secondo quanto riportato dalle autorità, il più giovane dei due avrebbe riportato una ferita a un braccio compatibile con una bottiglia rotta, mentre l’altro ragazzo ha riferito di essere stato colpito alla testa sempre con una bottiglia. Fortunatamente, le lesioni sono state giudicate lievi, e i ragazzi sono stati immediatamente soccorsi dai sanitari del 118.
Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato locale e i carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche, che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica degli episodi e identificare i responsabili.
Questa mattina, il padre di uno dei ragazzi ha pubblicato un post su Facebook per cercare testimoni e informazioni utili: "Scrivo chiedendovi se qualcuno ieri sera, o il proprio figlio, era al Donoma. Mio figlio per la prima volta era lì. E’ uscito per fumare ed è stato inseguito e con una bottiglia rotta e lo hanno colpito, lasciandolo a terra sanguinante. Se qualcuno avesse info o video lo portasse ai carabinieri di Civitanova Marche. Fortunatamente si è difeso con il braccio altrimenti non so come poteva andare. Ringrazio di cuore chi avesse informazioni".
Le forze dell’ordine stanno analizzando eventuali filmati di sorveglianza e raccogliendo testimonianze nella speranza di identificare gli aggressori e chiarire quanto accaduto durante la notte.
Un traguardo speciale quello raggiunto dai nati nel 1985, che si sono ritrovati nella serata di sabato per celebrare i 40 anni con una cena all’insegna di ricordi, musica e beneficenza.
Circa cinquanta i partecipanti, provenienti dai comuni di Tolentino, Caldarola, Cessapalombo, Belforte del Chienti e San Severino Marche, hanno animato la serata, accompagnati dalle note di Multiradio, tra aneddoti e momenti di convivialità.
Il locale Chiaroscuro di Belforte del Chienti ha fatto da cornice all’incontro, offrendo uno spazio accogliente per riscoprire legami di vecchia data e condividere emozioni legate all’infanzia e all’adolescenza.
Non solo festa, ma anche solidarietà: tutto l’incasso della serata sarà devoluto alla “Fondazione Lorenzo Lambertucci”, che finanzia attività ed enti dedicati alla salute dei bambini. A rendere la serata ancora più speciale, la pesca di beneficenza con diversi premi messi in palio dagli sponsor che hanno contribuito all’iniziativa.
L’appuntamento è già fissato per il 2035, quando i partecipanti torneranno a incontrarsi per celebrare i 50 anni, continuando così una tradizione di amicizia e solidarietà.
"Il 3 novembre la Russia invaderà l'Europa e ci sarà la terza guerra mondiale": sono queste le parole decisamente allarmanti pronunziate dall’ex vice comandante supremo alleato in Europa della NATO, il generale britannico Richard Shirreff, in un video diffuso dall'emittente televisiva 'La7'. Continua dunque imperterrita la narrazione dell'imminente invasione russa dell'Europa, il pezzo forte dello storytelling odierno della NATO e dell'Unione Europea.
Finora gli zelanti pretoriani del discorso a senso unico, politicamente e geopoliticamente corretto, si erano limitati a parlare vagamente di imminente invasione russa dell'Europa: adesso si spingono oltre, e addirittura prevedono il giorno esatto, quasi come se si trattasse di un'eclissi solare. Nella previsione, manca solo l'ora esatta, in effetti...
Non abbiamo naturalmente alcun argomento per dire se la previsione del generale britannico sia vera o falsa. Quel che possiamo dire con ragionevole certezza è, però, che essa si inscrive perfettamente nel quadro ideologico e nella cornice cognitiva (ampiamente propagandistica) dell'odierno Occidente, anzi dell’u(c)cidente liberal-atlantista, che di tutto sta facendo per provocare la Russia e per propiziare l'incipit del conflitto, salvo poi fingere che sia la Russia stessa a voler invadere l'Europa.
E non possiamo neppure nascondere di essere attraversati dal sottile sospetto che dietro questo modus operandi si nasconda la longa manus di Washington, forse pronta a mandare avanti in avanscoperta il suo alleato sciocco, cioè l’Unione Europea, per poi poter intervenire attivamente con bombe umanitarie e missili democratici, una volta che la miccia della guerra sia stata innescata.
Ipotesi interpretative le nostre, certo; ipotesi che tuttavia riteniamo degne di essere seriamente prese in considerazione.
Del resto, risulta piuttosto difficile in questa fase seguire le dichiarazioni di Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo: esse appaiono spesso contraddittorie e senza una logica interna, quasi come se fossero trovate del momento e Trump si esprimesse per intervalla insaniae, come si diceva di Lucrezio.
L'ultima sua dichiarazione ci pare che possa essere letta in questo quadro ermeneutico: il codino biondo ha infatti dichiarato che il guitto di Kiev, l'attore Nato Zelensky, è "un grande uomo" (sic!) e che deve "riconquistare i territori occupati". Dichiarazione curiosa, invero, se si considera che in un passato non remoto Donald Trump aveva apostrofato piuttosto sprezzantemente la marionetta della NATO, peraltro maltrattandola incondizionatamente durante l’incontro che ebbero in presenza nei mesi scorsi.
Perché adesso Trump celebra il guitto di Kiev e, di più, lo esorta a rioccupare i territori e dunque a procedere nel conflitto? Non diceva con orgoglio Trump di volere la pace e la fine di ogni conflittualità con la Russia? A che giuoco sta realmente giocando?
Sorge sempre più il sospetto che gli Stati Uniti d'America stiano conducendo una guerra per procura contro la Russia di Putin, mandando avanti al massacro anzitutto l’Ucraina del guitto di Kiev e, a seguire, l’Unione Europea, sempre più condannata al ruolo lugubre di serva sciocca di Washington.
Quasi come se Washington attendesse il divampare del conflitto dell'Europa con la Russia per poi poter intervenire trionfalmente, presentandosi come suo solito alla stregua della potenza liberatrice e democratica e interviene per promuovere la pace e la libertà.
Sono sospetti suffragati, oltretutto, dal fatto che fin dagli anni Novanta la civiltà del dollaro, grazie al suo braccio armato detto Nato, si va espandendo negli spazi postsovietici con l’obiettivo di accercare la Russia in vista della sua normalizzazione in senso liberale e atlantista.
Arrivano grandi news dalle Filippine per la ventunesima edizione dei Campionati Mondiali di pallavolo maschile che oggi avranno il loro atto conclusivo. Sono state due settimane davvero intense con tutte le principali corazzate a emozionare il pubblico asiatico e non solo.
Non sono mancati i colpi di scena – basti pensare a Giappone, Brasile e Francia eliminate incredibilmente nella fase a gironi -, con l’Italia che, dopo una partenza “in sordina”, ha paurosamente ingranato con vittorie molto convincenti contro Argentina, Belgio e soprattutto Polonia nella fase eliminatoria.
Se Giannelli e compagni partono da favoriti alla ricerca di un bis storico, la vera sorpresa di questo mondiale è la Bulgaria, che grazie al lavoro del coach Blengini ha raggiunto per la prima volta nella sua storia la finale iridata. Un traguardo che migliora il miglior risultato ottenuto fino a oggi, un argento ai Mondiali casalinghi del 1970.
La Bulgaria ha esordito con grande determinazione, battendo Germania, Slovenia e Cile, ma il capolavoro è arrivato ai quarti, con la rimonta sugli USA, e in semifinale contro un’altra rivelazione, la Repubblica Ceca. Ora si spalancano le porte della finale, con Rusi Zhelev, schiacciatore e nuovo acquisto della Banca Macerata Fisiomed, che sarà anche lui parte della contesa.
Per la Pallavolo Macerata è un momento storico: mai prima d’ora un proprio giocatore ha lottato per palcoscenici così importanti. Le aspettative crescono, così come la soddisfazione per un atleta che merita di essere dov’è. Oltre a Rusi, la Bulgaria può contare su stelle come lo schiacciatore della Lube Civitanova Alex Nikolov e Asparuhov, pronte a guidare la squadra verso un oro che sarebbe davvero miracoloso.
L’Italia resta la favorita, ma in pallavolo è sempre il campo a decidere il risultato finale. Una cosa è certa: la società biancorossa rimarrà comunque con il sorriso, pronta a festeggiare sia in caso di vittoria azzurra, sia in caso di trionfo storico per il suo nuovo schiacciatore. "Qualunque sia l’esito, sarà una finale da ricordare. Forza Rusi, Macerata ti aspetta!", sottolinea la società.
Tra tutte le relazioni umane, quella tra genitore e figlio è tra le più profonde, complesse e difficili da comprendere pienamente. Nell’infanzia siamo esseri indifesi che dipendono completamente da chi ci ha messo al mondo. Ci aspettiamo amore incondizionato e protezione costante, è una fase in cui la relazione sembra avere un senso chiaro. Tuttavia, con il passare del tempo il copione si rompe o si trasforma e l’adolescenza porta con sé un primo inevitabile processo di ridefinizione del legame originario.
Si comincia a sentire il desiderio di affermare la propria identità distinta ed autonoma da coloro che fino a quel momento sono stati un esempio. Figure idealizzate che all’improvviso vediamo nelle loro fragilità.
Arriva poi, con l’età adulta, il bisogno imprescindibile di esprimere la nostra essenza, di tracciare un percorso autonomo che spesso entra in conflitto con quel senso di fedeltà implicita alla famiglia di origine.E’ qui che nascono i primi sensi di colpa: scegliere strade diverse da quelle attese, allontanarsi fisicamente o emotivamente può essere vissuto come un tradimento silenzioso, anche quando è una tappa naturale della crescita.
Il processo prosegue poi con il progressivo invecchiamento dei genitori che diventano più vulnerabili, bisognosi di cure e attenzioni. Si ribaltano i ruoli, chi un tempo si prendeva cura ora ha bisogno di essere accudito.Si accentua la separazione tra chi è ancora in fase evolutiva, il figlio, e chi invece ora sembra fermarsi o regredire, il genitore.Da qui sorge un grande conflitto interiore per riuscire a bilanciare il desiderio di realizzazione personale con il senso di responsabilità verso chi ci ha cresciuti.
Molte vite adulte convivono con questa tensione costante nel cercare di armonizzare l’amore per la propria libertà e il dovere verso chi amiamo.Diventa quindi importante ridefinire consapevolmente la relazione con i genitori. Ciò significa, da un lato, superare il senso di colpa legato alla distanza fisica o emotiva e dall’altro perdonare i genitori, riconoscendo che hanno dato ciò che hanno potuto secondo le personali risorse interiori e culturali.Non sempre abbiamo ricevuto ciò che avremmo desiderato, ma questo non può togliere valore all’amore ricevuto.Questo ci consente di amare senza recriminazioni, uscendo dalle aspettative di figlio, accettando, da adulti, i reciproci limiti.
Se il figlio vive il senso di colpa per una sorta di debito affettivo, il genitore, invece, attraversa un momento di profonda vulnerabilità nel dover lasciare andare il proprio figlio, per permettergli di costruire la sua vita. Significa riconoscere che al posto di quel bambino che un tempo era al centro della propria esistenza ora c’è un individuo autonomo, capace di camminare da solo.
La difficoltà maggiore si ha quando l’identità dell’adulto si è definita quasi esclusivamente attraverso il ruolo di genitore. In questi casi la separazione può essere vissuta con un grande senso di vuoto.Il rischio è di innescare forme più o meno consapevoli di manipolazione affettiva volta a mantenere il figlio in una condizione di dipendenza emotiva.Questa dinamica può mettere in pericolo il processo di maturazione del figlio ed ostacolare la sua evoluzione.
Al contrario, un genitore che è riuscito a creare nel tempo un’identità autonoma con propri desideri, interessi, relazioni e passioni sarà più predisposto ad accettare il distacco, visto come una naturale evoluzione del percorso affettivo.Egli comprende che lasciare andare un figlio significa avere fiducia nella persona che è diventata.
Al riguardo lo psicologo Erik Erikson parla di “generatività” per indicare la capacità di creare e poi restituire al mondo ciò che si è costruito, come crescere un figlio per prepararlo ad essere se stesso e a non aver più bisogno di noi.
Se ben vissuta la fase della separazione è una grande opportunità per entrambi: da un lato il genitore ha la possibilità di ritrovare i propri spazi e creare nuovi progetti con una sorta di rinascita malinconica, dall’altra il figlio può abbracciare serenamente la propria vita con libertà e con la consapevolezza di avere una base sicura alle spalle a cui poter tornare ogni volta.