Torna in piena attività, con una nuova gestione familiare, la pasticceria e caffetteria “La Pasticciona” in via Giuseppe Collio, a San Severino Marche. Il locale, punto di riferimento per le colazioni e i momenti di pausa, riparte con l’entusiasmo della nuova titolare, Nadire Cani, affiancata dai figli Jurgen ed Elis.
L’attività punta sulla freschezza e sulla qualità delle materie prime, offrendo un’ampia scelta di prodotti dolci e salati artigianali. La vera novità risiede però nell'integrazione culturale dell’offerta: accanto ai classici della pasticceria italiana, i clienti potranno scoprire e gustare alcune specialità tipiche dell’Albania, portando un tocco di internazionalità e golosità.
Al tradizionale taglio del nastro ha voluto partecipare anche il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale a questa nuova sfida imprenditoriale.
“È sempre un momento di grande gioia quando un’attività del nostro territorio riparte con lo stesso slancio di chi l’aveva preceduta e, anche in questo caso, con il coinvolgimento delle famiglie e della nostra comunità. A Nadire e ai suoi figli vanno i miei migliori auguri: il loro coraggio e la volontà di investire nella nostra città, portando anche un pizzico della loro cultura d'origine, sono segnali importanti di vitalità e integrazione per la nostra realtà”.
La festa d’inaugurazione è stata un momento di grande calore umano, che ha visto la partecipazione della famiglia di Nadire, dei precedenti titolari, dei collaboratori, di tutto lo staff e di moltissimi amici e parenti accorsi per festeggiare il nuovo inizio.
Si è svolto nella serata di ieri l’incontro dal titolo “Iran, le ali della libertà”, promosso dalla consigliera comunale del gruppo misto Sabrina De Padova, con il supporto dell’associazione Jungle e il patrocinio del Comune di Macerata. Un evento partecipato e sentito, nato con l’obiettivo di offrire un momento di approfondimento e riflessione sulla drammatica situazione che l’Iran sta attraversando, analizzata sotto il profilo politico, giuridico, economico e umano.
Ad aprire i lavori è stata la consigliera De Padova, che ha ringraziato il pubblico presente e sottolineato l’importanza di non restare indifferenti di fronte alle gravi violazioni dei diritti umani che continuano a colpire il popolo iraniano. A seguire, per i saluti istituzionali, è intervenuta la vicesindaco Francesca D’Alessandro, che ha ribadito la vicinanza delle istituzioni locali alla popolazione iraniana e la necessità di mantenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo, sostenendo con forza i valori della libertà e dei diritti fondamentali".
Nel suo intervento, De Padova ha ricordato il percorso di iniziative promosse nel corso degli anni di consigliatura sul tema iraniano. Il primo appuntamento, “Donna, Vita, Libertà”, nacque quando ricopriva il ruolo di presidentessa del Consiglio delle Donne, in seguito alla morte di Mahsa Amini, divenuta simbolo di una repressione violenta che ha colpito in particolare giovani e donne. Un impegno proseguito nel tempo attraverso incontri dedicati alla storia e alla politica iraniana, all’evoluzione del territorio e alle leggi che hanno segnato profondamente il Paese.
Tra questi, anche la presentazione del film “Leggere Lolita a Teheran”, alla presenza della produttrice Marisa Stocchi, che ha offerto uno sguardo più intimo e umano sulla resistenza culturale e sulla forza della parola come strumento di libertà.
L’evento “Iran, le ali della libertà” si è posto come un nuovo spazio di riflessione sulla situazione politica attuale, ma anche come un momento di speranza, per interrogarsi sul futuro del Paese e sulla possibilità di un riscatto. Oggi, infatti, le informazioni che arrivano dall’Iran sono spesso frammentarie: internet viene frequentemente oscurato, molti giovani hanno perso la vita e le proteste vengono represse con arresti di massa, violenze e un rigido controllo dei media. Il Paese appare inoltre sempre più isolato sul piano internazionale, tra sanzioni e tensioni geopolitiche.
Tra i relatori, il professor Alberto Febbrajo, docente di Sociologia del diritto ed ex rettore dell’Università di Macerata, ha analizzato la rivolta iraniana da una prospettiva sociologica, mettendola a confronto con altri contesti storici di mobilitazione e repressione. Il professor Alberto Pettinari, docente di Economia aziendale, ha invece approfondito la complessa situazione storico-economica del Medio Oriente, soffermandosi sul ruolo dell’Occidente e sugli scenari che potrebbero aprirsi per l’economia globale e il settore petrolifero in caso di un intervento militare statunitense.
Particolarmente toccante la testimonianza di Mojtaba Sadeghi, esperto di cultura iraniana e cittadino iraniano, che ha raccontato in prima persona ciò che sta accadendo nel Paese, dando voce alle paure ma anche alle speranze di una popolazione che continua a lottare per la propria dignità e libertà.
L’incontro si è concluso con un confronto aperto e partecipato tra Sadeghi e alcuni cittadini iraniani presenti in sala, che hanno condiviso esperienze, domande e riflessioni, rendendo il dibattito ancora più intenso e autentico.
Dall’evento è emerso un auspicio forte e condiviso: che sul destino dell’Iran non prevalgano più interessi economici e giochi di potere, ma il rispetto dei diritti umani e la fine delle violenze sulla popolazione civile. “Iran, le ali della libertà” ha rappresentato così non solo un momento di analisi, ma anche un atto di responsabilità civile e di vicinanza concreta a un popolo che continua a chiedere libertà, giustizia e futuro.
Un viaggio lungo venticinque anni, fatto di intuizioni, errori, passione e libertà. È quello di Alfredo Celiberti, imprenditore marchigiano, fondatore e amministratore delegato di Drop|e-business & Love! protagonista dell’ultima intervista realizzata da Picchio News. Un racconto che attraversa la nascita del web, lo scoppio della bolla delle dot-com e l’evoluzione dell’e-commerce fino a diventare oggi una leva strategica per le aziende.
Originario di Macerata, Celiberti si definisce prima di tutto un appassionato. Di musica, di tecnologia, di creatività. «Lavoravo alla Roland, un’azienda straordinaria ma molto strutturata. A un certo punto mi sono stancato di quella rigidità», racconta. È la fine degli anni ’90 quando, spinto anche da un amico, prende una decisione radicale: lascia il posto fisso e fonda la sua azienda, in un’epoca in cui Internet era ancora una scommessa.
Nasce così Drop, un nome scelto quasi per caso, ispirato ai cerchi concentrici disegnati su un pacchetto di sigarette e all’idea di una goccia che cade nell’acqua. «Non avevo né il mindset né l’organizzazione per fare grandi ragionamenti sul branding. Mi piaceva quel suono, era semplice, funzionava». E funziona ancora oggi.
Accanto al nome, anche il payoff racconta una visione fuori dagli schemi: Business Love. In piena new economy, mentre il mercato era dominato da immagini fredde e consulenti in giacca blu, Drop sceglie il rosa, i fiori, l’ironia. «Volevamo entrare nel digitale passando dalla creatività e dalla moda, non dalla finanza». Non a caso, i primi clienti arrivano proprio dal distretto calzaturiero marchigiano, con nomi come Fornarina, Sixty, Santoni, Fabi, Cesare Paciotti.
Il 2000, però, è anche l’anno dello scoppio della bolla speculativa. Internet smette improvvisamente di sembrare il futuro per molte aziende. «Per anni l’e-commerce non interessava a nessuno. Ci chiedevano solo siti belli, animati, creativi». Una falsa partenza che diventa però un terreno fertile: alla formazione da ingegnere, Celiberti affianca un’anima artistica che segnerà profondamente l’identità di Drop.
Nel 2003 nasce Grafola, un progetto visionario che anticipa i social network e il commercio digitale dell’arte. Un portale dedicato agli artisti che lavorano in digitale, con opere stampate in tiratura limitata e vendute online. «Non guadagnavamo nulla, ma è stato un incubatore incredibile di idee e relazioni». Da lì passano artisti che diventeranno celebri, come TVBoy e Tokidoki, e prende forma una rete creativa internazionale che ancora oggi rappresenta un patrimonio umano e professionale.
Dal 2007 in poi arriva la vera svolta: Drop diventa un e-commerce provider a 360 gradi. Non più solo siti web, ma piattaforme complesse, gestione delle vendite, logistica, pagamenti, frodi, spedizioni internazionali. L’e-commerce smette di essere un canale e diventa una parte centrale dei processi aziendali, integrandosi con CRM, retail fisico e organizzazione interna delle imprese.
Oggi Drop conta circa 120 persone tra la sede di Montegranaro, al confine con Casette d’Ete, e quella di Milano, per oltre 2.000 metri quadri complessivi. Ma la crescita non è solo numerica. Nel 2023 arriva un passaggio decisivo: il gruppo Horsa acquisisce il 70% dell’azienda.
Una scelta non dettata solo dal fatturato, ma dall’esigenza di evolvere. «Il digitale è diventato sempre più complesso. In sessanta persone non puoi essere eccellente su tutti i fronti». Horsa, realtà composta da oltre 40 aziende, copre ambiti che vanno dal commerce ai gestionali, dalla consulenza alla UX, permettendo a Drop di lavorare su progetti sempre più strutturati attraverso team multidisciplinari.
Al centro di tutto resta però la cultura aziendale. Drop rifiuta le strutture verticali e i modelli rigidi. «Non siamo un’azienda che vive di regole e processi. Preferiamo fiducia, autonomia e collaborazione». Un’organizzazione molto piatta, in cui i gruppi si formano in modo dinamico in base ai progetti e alle competenze richieste. «Funziona perché lavoriamo con clienti molto più grandi di noi e dobbiamo essere in grado di adattarci continuamente».
Un approccio che ha portato risultati concreti: Drop è presente da diversi anni nei ranking del Financial Times, del Sole 24 Ore e di Affari & Finanza tra le aziende italiane a maggior crescita.
Guardando indietro, Celiberti sorride: «Non è stata una visione lucida fin dall’inizio. È stato entusiasmo». Ed è proprio quell’entusiasmo, unito alla libertà di sperimentare, che continua ancora oggi a guidare il percorso di Drop. Un viaggio imprenditoriale e umano che parte da una goccia e continua a generare cerchi sempre più ampi.
Montefano si prepara a celebrare l’amore con un appuntamento esclusivo: sabato 14 febbraio Palazzo Carradori aprirà le sue porte a tutte le coppie desiderose di vivere un San Valentino indimenticabile.
La serata promette un’esperienza completa e multisensoriale, dove gusto, musica e atmosfera si fondono in un percorso emozionale pensato per rendere speciale ogni momento. Al centro dell’evento, un menù degustazione ideato dallo chef della struttura, che racconta l’amore attraverso sapori raffinati e abbinamenti ricercati. L’aperitivo sarà a base di olive e gamberi in tempura, mentre gli antipasti proporranno tartare di ricciola con salsa all’avocado e burratina con mazzancolle e crema di Pachino giallo in agrodolce. Il primo sarà un risotto all’aragosta con lime e frutti di bosco, seguito dal secondo, millefoglie di branzino con crema di zucca e cavolo nero croccante. La cena si concluderà con un tortino al cioccolato dal cuore caldo.
A rendere l’atmosfera ancora più romantica sarà la musica dal vivo del trio Name of the Band, che proporrà grandi classici rivisitati in chiave swing, jazz e funky, creando un sottofondo elegante e coinvolgente perfetto per brindisi e momenti indimenticabili. Maggiori dettagli sul gruppo sono disponibili su Instagram: www.instagram.com/nameoftheband.
L’evento si svolgerà negli ambienti storici di Palazzo Carradori, dove eleganza e accoglienza si incontrano, offrendo uno scenario unico per una serata intima e speciale.
Una proposta originale per regalare – o regalarsi – un San Valentino fuori dal comune, all’insegna del gusto, della musica e delle emozioni da condividere.
Costo della serata: €50 a persona (bevande comprese) . Prenotazione obbligatoria: 348 9046735
(Articolo pubbliredazionale)
CIVITANOVA MARCHE – Perde il controllo dell’auto e finisce nel cortile di un edificio dopo un volo di quattro metri. L’incidente è avvenuto nella serata di venerdì, intorno alle 22, in via Vasco de Gama, a Civitanova.
Per cause ancora in corso di accertamento, il conducente di un’auto ha perso il controllo del veicolo, andando a urtare una recinzione. L’impatto ha fatto letteralmente “decollare” l’auto, che ha compiuto un volo di circa quattro metri prima di terminare la propria corsa nel cortile interno di un edificio condominiale.
Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, il personale sanitario del 118 e la polizia locale. L’uomo alla guida è stato soccorso e trasportato all’ospedale di Civitanova per accertamenti.
La dinamica dell’incidente è ora al vaglio delle forze dell’ordine.
La Civitanovese piazza un innesto di grande esperienza per il reparto offensivo e ufficializza l’arrivo di Matteo Ardemagni. L’attaccante classe 1987 approda in rossoblù portando in dote un curriculum di alto livello maturato tra Serie A, Serie B e Serie C.
Si tratta di un acquisto di peso per la società, impegnata nella difficile corsa per risalire la classifica e rilanciare il progetto tecnico avviato dal presidente Borrelli.
Nel corso della sua carriera il centravanti ha vestito maglie prestigiose del calcio italiano. In Serie A ha giocato con Atalanta e Chievo Verona, mentre è soprattutto in Serie B che ha costruito la propria fama di attaccante affidabile e continuo sotto porta. Tra le squadre con cui si è messo in evidenza figurano Modena, Cittadella, Avellino, Perugia, Ascoli, Frosinone e Carpi, totalizzando complessivamente oltre cento reti nel campionato cadetto.
Numeri che certificano le qualità di un attaccante strutturato fisicamente, abile nel gioco aereo e particolarmente efficace dentro l’area di rigore. Nel corso degli anni Ardemagni si è distinto anche per la capacità di lavorare per la squadra e per la leadership dimostrata negli spogliatoi, caratteristiche che la Civitanovese punta a sfruttare in una fase delicata della stagione.
Restano però alcune incognite legate principalmente all’età, con l’attaccante che si avvicina ai 39 anni, e alla condizione fisica. Nella prima parte di stagione, infatti, Ardemagni ha vestito la maglia del Pavia in Serie D senza riuscire a trovare la via del gol. Un dato che inevitabilmente alimenta interrogativi, ma che non cancella il valore e l’esperienza di un giocatore abituato a contesti e pressioni importanti.
L’arrivo del nuovo centravanti garantisce comunque al tecnico Marinelli una soluzione offensiva di grande personalità, ritenuta fondamentale per aumentare la concretezza sotto porta e dare maggiore peso al reparto avanzato.
Con questo innesto la Civitanovese lancia un segnale chiaro sul mercato, confermando la volontà di rinforzare la rosa per centrare l’obiettivo salvezza e consolidare il nuovo corso societario. Ora la domanda che accompagna l’ambiente rossoblù è inevitabile: Ardemagni riuscirà, con la sua esperienza e il suo fiuto del gol, a trascinare la Civitanovese verso la permanenza in categoria?
L’amministrazione comunale di Castelraimondo ha dato il via libera a una nuova importante misura di sostegno per il welfare locale attraverso l’approvazione del "Regolamento per la concessione del voucher idrico anno 2026". Si tratta di un intervento concreto volto a garantire la sostenibilità delle tariffe dell'acqua per i cittadini che si trovano in condizioni di maggiore fragilità economica, confermando l'attenzione della giunta verso la tutela delle fasce sociali più meritevoli.
Il voucher consiste in uno sconto applicato direttamente sugli importi dovuti per la fornitura del servizio idrico integrato e il beneficio verrà accreditato direttamente sulla prima bolletta utile, semplificando così le procedure per l'utente finale. Per poter accedere alla misura, i residenti devono possedere un indicatore ISEE che non superi la soglia dei 20.000 euro, un limite fissato per intercettare una platea ampia di famiglie e singoli cittadini del borgo che necessitano di un aiuto nel pagamento delle utenze domestiche.
Tutti coloro che intendono concorrere all'ottenimento del contributo devono però prestare attenzione alle tempistiche burocratiche: la domanda deve essere presentata obbligatoriamente all'Ufficio Servizi Sociali del comune entro e non oltre le ore 13:00 del 31 marzo 2026. L'istanza è fondamentale per essere inseriti nella lista degli aventi diritto e ricevere lo sgravio economico previsto dal nuovo regolamento.
Per ricevere assistenza nella compilazione della domanda o per consultare il testo integrale del regolamento, il Comune mette a disposizione i propri uffici situati in via Giovanni XXIII n. 2. Il personale addetto è disponibile per informazioni dal lunedì al sabato, nella fascia oraria che va dalle 10:30 alle 13:00, oppure telefonicamente al numero 0737/641723. Ulteriori dettagli e la modulistica necessaria sono inoltre reperibili sul sito istituzionale dell'ente.
Triplo annuncio in casa Civitanovese, che piazza tre innesti nel tentativo di rilanciare la propria stagione. Il club rossoblù ha ufficializzato gli arrivi del difensore Leon Sciarra e dei centrocampisti Mattia Pensalfini e Alexis Mendes, rinforzi voluti per cercare di abbandonare l’ultimo posto in classifica e dare continuità al nuovo ambizioso corso lanciato dal presidente Borrelli.
Se i primi due nomi erano già nell’aria, il terzo rappresenta invece un’operazione più sorprendente e dal respiro internazionale. Si tratta di Alexis Mendes, classe 2002, originario di Capo Verde ma nato ad Athis-Mons, in Francia. Il centrocampista arriva dall’Eccellenza Siciliana, dove ha militato nella Polisportiva Gioiosa, dopo essere sbarcato in Italia con la maglia della Leonfortese. La Civitanovese ha presentato così il nuovo innesto: “Giocatore dinamico e moderno, Mendes è un centrocampista che abbina ottime doti tecniche ed atletiche, capace di dare qualità, intensità e ritmo alla manovra. Profilo completo, unisce visione di gioco, capacità di inserimento e grande disponibilità al lavoro, risultando efficace in entrambe le fasi”.
In difesa arriva invece Leon Sciarra, reduce dall’esperienza alla Maceratese, con cui aveva rescisso il contratto nei giorni scorsi. Classe 2005, Sciarra è un difensore duttile, capace di ricoprire sia il ruolo di centrale che quello di terzino. Nella passata stagione aveva contribuito alla vittoria del campionato di Eccellenza con la formazione biancorossa.
L’altro rinforzo per la mediana è Mattia Pensalfini, proveniente dal Trodica. Il centrocampista non è riuscito a ritagliarsi grande spazio nelle gerarchie di Mister Buratti, complice anche la forte concorrenza nel reparto, ma rappresenta un profilo che può garantire freschezza e nuove soluzioni nello scacchiere rossoblù.
I tre nuovi acquisti saranno subito a disposizione di mister Marinelli per la delicata trasferta sul campo dell’Urbania, sfida storicamente complicata. La Civitanovese, però, non può più permettersi passi falsi: la corsa verso la salvezza passa inevitabilmente anche da queste settimane decisive di campionato.
Questa mattina i Giardini Diaz di Macerata hanno ospitato la cerimonia commemorativa per l'ottavo anniversario della scomparsa di Pamela Mastropietro. Come ogni anno, accanto alla targa commemorativa, è stata piantata una camelia bianca, simbolo della purezza di una giovane vita stroncata prematuramente, ma ancora viva nel ricordo della comunità e soprattutto di chi l'ha amata.
Alessandra Verni, che non ha mai smesso di cercare giustizia per sua figlia, ha voluto ribadire l'importanza del ricordo: "Oggi sono qui perché lo devo a mia figlia e perché è ciò che lei vorrebbe. Questa è un'occasione per commemorarla, ma questa storia, così come molte altre, dovrebbe essere ricordata tutti i giorni. La mia battaglia non è ancora finita, perché i complici di Oseghale sono ancora a piede libero".
Durante la mattinata, si sono susseguiti gli interventi di monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata, del sindaco Sandro Parcaroli e di Francesca D'Alessandro, vicesindaco e assessore alle pari opportunità. Ma sono state soprattutto le parole del prefetto Giovanni Signer, ad aver colpito nel segno: "Dal punto di vista giudiziario, una responsabilità individuale è stata riconosciuta, ma io credo che qui si debba parlare di responsabilità collettiva. Quando Pamela lasciò Corridionia, furono in molti a vederla e ad accorgersi che si trovava in difficoltà. Questa tragedia, quindi, ci rende tutti responsabili: è la responsabilità morale di tutti coloro che si sono voltati dall'altra parte. La nostra Costituzione ci dice che quello della solidarietà è un dovere fondamentale: spero che questa cerimonia e questa camelia siano un monito per tutti noi".
La cerimonia si è conclusa con l'appello di una madre che non si è mai arresa, e che sta ancora lottando per ottenere la verità, ma soprattutto la giustizia che merita: "Sono qui oggi come madre e come testimone di un dolore e di un amore che non possono essere seppelliti dal silenzio e dalla paura. Calpestare queste strade significa ripercorrere i passi di Pamela, passi che sono stati interrotti brutalmente tra l'ombra di queste colline, in via Spalato. Davanti ai resti di mia figlia, in obitorio, mi è stato detto di dimenticare. Ma io, oggi, chiedo a voi: come si può chiedere a una madre di dimenticare la propria carne? Dire a una madre di dimenticare è come sputare sulla croce, è come andare ai piedi della Madonna mentre piange suo figlio e dirle di tacere, di dimenticare, di far finta di nulla. Io non dimentico. L'ho promesso all'obitorio baciando la fronte fredda di mia figlia".
Ma il suo discorso non si è limitato a sottolineare il valore eternante del ricordo e l'impossibilità di una madre di lasciarsi alle spalle il dolore di una perdita brutale e disumana. Alessandra Verni ha infatti proseguito con una esplicita denuncia dei mali "invisibili" e intoccabili che appestano la comunità: "Non c'è palazzo del potere, non c'è sagrestia, non c'è vicolo oscuro che possa nascondere per sempre ciò che è stato fatto. Pamela è stata vittima di un male che non è solo di strada, ma ha radici profonde in antichi riti di potere, consumati nel silenzio di palazzi e sedi che pensate essere invisibili. No, io non posso dimenticare: ci sono ancora troppe domande a cui non è stata data risposta e ci sono ancora molti punti oscuri e zone d'ombra che pesano su questa città e sul mio cuore. Ma non c'è segreto, per quanto occulto, che non sia destinato a essere incenerito dalla verità".
La spesa sanitaria pubblica continua a crescere anno dopo anno, ma non abbastanza da tenere il passo con i bisogni reali del Paese. Il bilancio pubblico fatica a sostenere l’aumento dei costi e il modello di sanità universale, già sottoposto a forti pressioni, rischia ulteriori tensioni nel prossimo futuro, soprattutto alla luce dei cambiamenti demografici.
I segnali di allarme sono evidenti. Secondo l’ultimo monitoraggio annuale della Ragioneria generale dello Stato, nel 2024 ben 16 Regioni e Province autonome su 21 hanno dovuto coprire con risorse proprie la differenza tra il finanziamento nazionale e la spesa sanitaria effettivamente sostenuta. Il disavanzo complessivo regionale ha raggiunto i 2,57 miliardi di euro, in crescita del 47,8% rispetto all’anno precedente.(fonte il Sole 24 Ore)
In questo quadro complesso, solo cinque territori sono riusciti a chiudere i conti senza ricorrere a fondi propri: Lombardia, Veneto, Marche, Lazio e Campania. Un dato che colloca le Marche tra le Regioni considerate più virtuose sotto il profilo dei conti sanitari, evitando il ripiano del deficit che altrove ha comportato la sottrazione di risorse ad altri capitoli di spesa pubblica.
La dinamica non è nuova. Dal 2018 la spesa corrente sanitaria supera stabilmente il Fondo sanitario nazionale, con un divario che, dopo il picco del 2021, è tornato ad ampliarsi nel 2024 fino a 4,3 miliardi di euro. Come sottolineato anche dalla Corte dei conti, il sistema di finanziamento resta orientato più a preservare l’esistente che a rafforzare strutturalmente servizi e capacità del sistema sanitario.
A pesare sui conti è soprattutto la demografia. L’invecchiamento della popolazione è destinato ad aumentare la spesa sanitaria di circa 15 miliardi di euro entro il 2040, con il rischio, in assenza di nuovi finanziamenti, di una riduzione delle risorse pubbliche pro capite. In questo contesto fragile, anche le Regioni in equilibrio, come le Marche, sono chiamate a coniugare sostenibilità economica, qualità dei servizi e innovazione.
È su questo terreno che si inserisce l’azione del neo assessore regionale alla Sanità delle Marche, Paolo Calcinaro, chiamato a governare una fase delicata per il sistema sanitario regionale. Lo abbiamo intervistato per fare il punto sulle prime scelte, sulle criticità del territorio maceratese e sulle prospettive future della sanità marchigiana.
Dai dati pubblicati dal Sole 24 Ore emerge che le Marche sono tra le regioni che non hanno utilizzato fondi propri per coprire il disavanzo tra spesa sanitaria e fondo sanitario statale. È un dato che può essere letto in modo diverso: c’è chi lo considera positivo e chi negativo. Qual è la sua interpretazione?
"Guarda, te lo dico molto chiaramente e voglio anche anticipare una cosa: non devo elogiare me stesso, perché in quegli anni io non c’ero. Anzi, se avessi voluto, avrei tutto l’interesse a criticare. La verità è che se una Regione poteva innalzare il tetto di spesa del personale del 5%, lo poteva fare solo se rispettava determinati vincoli. Se quei vincoli non c’erano, non era possibile farlo. Questo chiarisce già molto del dibattito".
Questo ci porta alla seconda domanda: come si è mosso nei primi mesi dal suo ingresso in assessorato?
"Innanzitutto cercando di conoscere con attenzione le realtà esistenti, ciò che è in atto, le problematiche, le tematiche e il territorio. È un lavoro che sto ancora facendo e che, in un certo senso, non finirà mai. Parallelamente abbiamo iniziato a ragionare su strategie di breve, medio e lungo periodo".
Entrando nello specifico del territorio, visto che siamo un giornale della provincia di Macerata: ieri era a Tolentino e qui a Macerata il tema ricorrente è l’ospedale da costruire a la Pieve. Quali sono oggi le principali criticità della provincia?
"Una tematica che accomuna tutti i territori è la difficoltà legata alla chiusura di 13 pronto soccorso. Per quanto riguarda il Maceratese, invece, siamo molto avanti sugli ospedali di comunità. Ti anticipo un’idea: questi ospedali di comunità dovranno essere strettamente collegati al pronto soccorso. Le dimissioni dovranno essere gestite direttamente tramite un bed manager, cioè una figura che si occupa della gestione dei posti letto, per ridurre il fenomeno dei pazienti in attesa nei corridoi o nei reparti di emergenza".
Un altro tema centrale è quello delle liste d’attesa. C’è stata l’iniziativa delle prestazioni nei fine settimana, di cui ha parlato anche sui social. Può aggiornarci su come sta andando?
"Sì, questo weekend l’iniziativa è partita in modo più strutturato. Credo sia un segnale importante. Non è una soluzione definitiva, lo sappiamo tutti, ma dimostra che il sistema pubblico può essere flessibile e adattarsi: non è qualcosa di immutabile".
Tornando ai dati citati nell’articolo: le cinque regioni (Lombardia, Veneto, Marche, Lazio e Campania) che non hanno utilizzato il disavanzo. Abbiamo chiarito che si tratta di un dato positivo, ma questo non esclude la necessità di innovare. Quali sono le prossime mosse?
"Sì, il dato è positivo, ma non basta. L’innovazione resta fondamentale. La prima volta che ci siamo visti da assessore è stata all’ospedale di Macerata per l’inaugurazione dei nuovi macchinari: quello è un esempio concreto di come, anche grazie alla collaborazione con il privato, si possano offrire nuove possibilità ai pazienti. L’obiettivo è migliorare sia l’organizzazione sia le attrezzature".
Quindi non solo strutture, ma anche altro?
"Esatto, non solo. Una priorità è migliorare la tecnologia a supporto del territorio, non soltanto degli ospedali. Penso alla telemedicina, che sarà fondamentale soprattutto per gli anziani e per le aree interne, dove spostarsi è più difficile. È uno strumento davvero utile e proiettato al futuro".
Ultima domanda, anche più tecnica: che margine di manovra ha l’assessore regionale su questi temi? C’è un contatto diretto con lo Stato e con le ASUR sul territorio?
"Il nostro compito è proporre e fissare obiettivi alle sette aziende ospedaliere, in particolare alle cinque che operano sul territorio. Per la prima volta, nonostante i fondi fossero disponibili da anni, abbiamo avviato assunzioni sul territorio: circa 380 unità nelle cinque province, destinate non agli ospedali ma ai servizi territoriali. Questo è un passo importante. Poi sarà anche mio compito cercare di trattenere e ottenere più fondi a livello statale".
Si è svolta ieri sera, presso il ristorante Le Case, una conviviale interclub che ha visto protagonisti il Rotary Club Macerata, presieduto da Annunziata Pagliariccio, e il Rotary Club Macerata “Matteo Ricci”, guidato da Tobia Sardellini. All’incontro hanno partecipato autorità rotariane, civili e numerosi soci, a conferma di un appuntamento particolarmente sentito nel calendario dei due club.
Ospite della serata è stato il professor Fabio Berellini, del Rotary Club Assisi, facilitatore dell’apprendimento distrettuale nello staff del Governatore Roberto Calai, che ha condotto una sessione formativa dal titolo “Uniti dai valori, formati per servire – La formazione rotariana nel Distretto 2090”.
Nel suo intervento, Berellini ha posto l’attenzione sul valore concreto del tempo che i rotariani dedicano al servizio delle comunità. Citando uno studio del Johns Hopkins Center for Civil Society Studies, è emerso come il volontariato rotariano abbia un impatto economico di rilievo: il contributo di oltre 1,4 milioni di rotariani nel mondo è stimato in circa 850 milioni di dollari all’anno. Una cifra che rappresenta quasi nove volte le spese annuali complessive del Rotary International, a testimonianza della capacità moltiplicatrice dell’impegno volontario.
Non solo competenze professionali messe a disposizione, ma anche ore di lavoro, dedizione e presenza attiva che producono un impatto misurabile sulle comunità locali e internazionali.
La serata è stata anche un momento di riflessione per i due club maceratesi sull’importanza di valorizzare sempre più il tempo come risorsa preziosa, l’impegno come investimento sociale e la professionalità come strumento di trasformazione del territorio.
L’incontro si è concluso con un confronto aperto tra i partecipanti sulle opportunità formative offerte dal Distretto 2090, ribadendo il ruolo centrale della formazione continua come elemento fondante dell’azione rotariana e del servizio alla comunità.
Dopo settimane di indiscrezioni e trattative, è arrivata l’ufficialità: Samuele Neglia e la Maceratese si separano. L’attaccante ha risolto consensualmente il proprio rapporto con il club biancorosso ed è pronto a iniziare una nuova avventura al Giulianova, formazione inserita nel girone F di Serie D, lo stesso della Rata.
Arrivato in estate a Macerata tra grandi aspettative, Neglia rappresentava uno dei colpi più importanti del mercato estivo biancorosso. Reduce da esperienze di alto profilo tra cui Bari, Reggiana e Fermana, l’attaccante era stato chiamato a portare qualità ed esperienza in una squadra dall'età media molto giovane, con il duro compito anche di raccogliere la pesante eredità lasciata sotto questo punto di vista dall’ex capitano Luca Cognigni.
Tuttavia, il rapporto tra il giocatore e l’ambiente maceratese non è mai decollato del tutto. Neglia ha mostrato soltanto a sprazzi il proprio talento, collezionando 11 presenze e mettendo a segno 2 reti: una su calcio di rigore contro la Sammaurese e una giocata di grande classe, con un colpo di tacco contro il Teramo, che resta probabilmente il momento più brillante della sua esperienza in biancorosso. A fine novembre era poi arrivata la decisione della società di metterlo fuori rosa, preludio alla separazione ufficializzata nelle ultime ore.
Questo il comunicato diffuso dal club: “La Società Sportiva Maceratese comunica di aver risolto consensualmente il rapporto sportivo con il calciatore Samuele Neglia. La società ringrazia Neglia per l’impegno profuso durante la sua esperienza in biancorosso e gli augura le migliori fortune professionali e personali per il prosieguo della carriera”.
Per Neglia si aprono ora le porte del Giulianova, che proprio nelle ultime ore ha salutato un altro ex professionista (oltre che ex Fermana) come Elio De Silvestro, passato al Valmontone, nel girone G di Serie D. Neglia tornerà dunque da avversario all’Helvia Recina alla penultima giornata di campionato, questa volta con la maglia giallorossa.
Sul fronte Maceratese, l’addio dell’attaccante riaccende inevitabilmente il mercato. La società è da tempo alla ricerca di un rinforzo offensivo, richiesto a gran voce anche dalla piazza per aumentare la concretezza sotto porta. Un aspetto emerso con evidenza nell’ultima gara casalinga persa contro il Sora, match nel quale i biancorossi, nonostante ben 21 conclusioni complessive, non sono riusciti a ribaltare il risultato. I nomi sul taccuino della dirigenza non mancano, ma il tempo stringe: la chiusura del calciomercato è fissata per domani e la Maceratese è chiamata a sciogliere rapidamente le riserve per consegnare allo staff tecnico un reparto offensivo più incisivo in vista della parte decisiva della stagione.
(Foto Francesco Tartari | S.S. Maceratese)
Civitanova Marche si prepara a vivere una settimana dedicata alle emozioni, alla cultura e all’amore con “Civitanova in Love – La città si innamora”, il nuovo progetto promosso dall’assessore al Turismo Mara Orazi in occasione di San Valentino. Un format diffuso e innovativo che intreccia letteratura, musica, spettacolo e commercio, coinvolgendo il centro cittadino e la Città Alta.
Evento di punta della rassegna sarà l’incontro con Francesco Sole, autore tra i più seguiti dal pubblico giovane, con oltre 4 milioni di follower sui social, in programma sabato 14 febbraio al Teatro Annibal Caro. L’autore presenterà il romanzo “I giorni in cui ho imparato ad amare”, accompagnato da un’esibizione musicale dedicata alle canzoni d’amore.
Tra le principali novità spicca anche lo spettacolo di videomapping sulla facciata di Palazzo Sforza, realizzato da Ad PlayMarche, spin off dell’Università di Macerata, e offerto dall’agenzia di comunicazione Saks: una narrazione visiva che trasformerà uno dei luoghi simbolo della città in un’esperienza suggestiva ed emozionale.
“Ho voluto immaginare un San Valentino come un percorso di emozioni diffuso in tutta la città, dal cuore del centro fino alla Città Alta – spiega l’assessore al Turismo Mara Orazi – per valorizzare luoghi, flussi e identità diverse di Civitanova. Francesco Sole rappresenta un linguaggio vicino alle nuove generazioni, mentre il videomapping è un segnale di innovazione e visione. Civitanova può raccontarsi anche attraverso eventi capaci di coinvolgere ed emozionare”.
Il calendario prende il via sabato 7 febbraio con l’accensione delle luminarie nel centro cittadino. Alle ore 17, ai Giardini Sesto Bruscantini, spazio alla musica con “Selfie d’amore in musica” e alla riflessione con il filosofo Paolo Morbidoni, protagonista dell’incontro “L’amore abita qui”. Nella stessa area sarà allestita anche un’installazione a forma di cuore, pensata come punto iconico per foto e momenti di condivisione.
Il programma prosegue domenica 8 febbraio alle ore 17.30 con lo spettacolo di videomapping su Palazzo Sforza, mentre per tutta la settimana, dal 7 al 14 febbraio, le Vetrine d’Amore coloreranno la città grazie alla collaborazione delle associazioni dei commercianti Centriamo e Viviamo Civitanova.
Il momento conclusivo sarà sabato 14 febbraio, giorno di San Valentino: nel pomeriggio, ai Giardini Sesto Bruscantini, l’esibizione musicale “Un cuore di emozioni” e, a seguire, l’incontro con Francesco Sole al Teatro Annibal Caro. L’ingresso è gratuito, con prenotazione consigliata su Eventbrite.
La Zona Economica Speciale può incidere anche sul comparto agricolo marchigiano. Per questo Coldiretti Marche ha avviato una serie di incontri informativi sul territorio, rivolti alle imprese, per illustrare contenuti, strumenti e ricadute operative della Zes, con il supporto di tecnici ed esperti del settore.
Una delle tappe si è svolta all’Abbadia di Fiastra, dove Coldiretti Macerata, con il presidente Francesco Fucili e il direttore David Donninelli, ha approfondito temi centrali come lo sportello unico, il credito d’imposta Zes, il piano Industria 4.0, l’iperammortamento e le opportunità legate all’innovazione tecnologica.
“In vista dell’apertura dei nuovi bandi – ha spiegato il presidente Fucili – abbiamo voluto avviare questo percorso di incontri insieme ai nostri fiscalisti per far comprendere fino in fondo la portata di uno strumento strategico, capace di sostenere la crescita e la competitività dei territori e rafforzare il ruolo dell’agricoltura come motore di sviluppo economico, occupazionale e ambientale”.
Oltre alle semplificazioni amministrative valide su tutto il territorio marchigiano, le PMI agricole con sede nei Comuni ricadenti nelle aree più svantaggiate – 48 solo nella provincia di Macerata – possono accedere a un credito d’imposta pari al 58,78% per investimenti in macchinari agricoli, tecnologie 4.0, impianti di irrigazione, laboratori di trasformazione, energie rinnovabili ed efficientamento energetico.
Gli esempi concreti illustrati durante l’incontro rendono evidente l’impatto della misura: a fronte di un investimento di 250mila euro per trattore e attrezzature, l’azienda può ottenere un beneficio fiscale di 146.950 euro, riducendo il costo reale a poco più di 103mila euro. Ancora più vantaggioso il caso di un trattore 4.0 interconnesso da 150mila euro, che consente di cumulare il credito Zes con Industria 4.0, arrivando a un recupero complessivo di oltre 118mila euro, pari a quasi il 79% dell’investimento.
“Le imprese agricole – ha sottolineato il direttore Donninelli – avranno la possibilità di programmare gli investimenti con una visione di medio-lungo periodo, ammodernando il settore nel segno dell’innovazione tecnologica, al servizio dell’imprenditore e di una gestione sempre più efficiente”.
La Sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam organizza per il prossimo martedì 3 febbraio a Camerino un incontro con l’obiettivo di confrontarsi sullo stato delle conoscenze geologiche, sismologiche, geotecniche e geoingegneristiche necessarie per fare del ponte sullo Stretto di Messina una struttura quanto più possibile sicura.
La giornata ha lo scopo di fornire informazioni chiare ai partecipanti, sia studentesse e studenti dei corsi di laurea di Geologia sia alunne e alunni dell'IIS Varano-Antinori, che saranno presenti accompagnati dai loro insegnanti. L’incontro è aperto a chiunque interessato.
La giornata organizzata presso il Polo di Geologia vuole mettere al centro dell’attenzione i dati scientifici spiegati da un team interdisciplinare di esperti. I geologi, geofisici e ingegneri Unicam, Eleonora Paris, Stefano Mazzoli, Nicola Alessandro Pino, Andrea Dall’Asta e Francesca Dezi, si alterneranno nell’illustrare le caratteristiche dell’area tra Calabria e Sicilia, la sua storia geologica e il rischio sismico, e presenteranno anche il progetto del ponte, le soluzioni tecniche ingegneristiche e le problematiche, insieme alle strutture geotecniche necessarie per opere di questo tipo.
Questo evento è il primo di una serie di "Incontri di Geo-attualità", un’iniziativa per la cittadinanza e le scuole per evidenziare in forma divulgativa non solo quanto sia importante conoscere il territorio in cui si vive e i temi ambientali, ma anche per illustrare il lavoro dei tecnici che lavorano in questi ambiti.
Un report dettagliato sulle attività della Polizia Locale nel triennio 2023–2025 evidenzia un costante rafforzamento del presidio sul territorio e un utilizzo sempre più efficace delle tecnologie a supporto della sicurezza urbana. I dati, forniti in collaborazione con il comandante commissario coordinatore Andrea Isidori, mostrano una crescita significativa in tutti gli ambiti di competenza del corpo.
Sul fronte della viabilità, nel 2025 sono state rilevate 3.518 infrazioni al Codice della Strada, con sanzioni pari a 447.558,83 euro. Particolarmente incisivo è stato l’utilizzo delle telecamere OCR, che ha consentito di rilevare 94 violazioni per mancanza di assicurazione, rispetto alle 45 del 2023 (+109%), e di sequestrare 70 veicoli. Anche le contestazioni per revisione obbligatoria sono aumentate da 259 a 591 (+128%).
Gli incidenti stradali registrati nello stesso anno sono stati 124 (+75% rispetto al 2023), di cui 20 con feriti e uno mortale, confermando una maggiore capacità di intervento e monitoraggio del territorio, anche in collaborazione con altre forze di polizia.
Significativo anche il lavoro sul fronte della mobilità urbana: sono stati effettuati 180 sopralluoghi per concessioni di Occupazione Suolo Pubblico, elaborati diversi piani di viabilità per cantieri edili e contestate 41 sanzioni ai sensi dell’art. 21 del Codice della Strada (+583%), a testimonianza del controllo accurato sulle opere che incidono sulla sicurezza stradale. Le richieste di accesso agli atti sono passate da 127 a 178 (+40%) e i sopralluoghi per accertamenti anagrafici da 408 a 576 (+41%).
Nel 2025 la Polizia Locale ha svolto circa 700 servizi di pattuglia, affiancati da 10 controlli straordinari coordinati con la questura di Macerata. Tra le altre attività, sono stati effettuati sopralluoghi per la verifica delle Comunicazioni di Ospitalità, con l’identificazione di 30 cittadini stranieri non appartenenti all’UE, di cui 10 risultati irregolari. Per quanto riguarda la tutela ambientale, sono state accertate 10 violazioni in materia di rifiuti e raccolta differenziata e 4 controlli edilizi.
Dal punto di vista amministrativo, nel 2025 sono stati rilasciati 408 permessi di sosta per residenti, 12 nuove autorizzazioni per passi carrabili e 81 permessi per disabili. Inoltre, sono state emesse 541 ordinanze di modifica della viabilità.
“I dati delineano un quadro di attività articolata e in costante crescita, con un presidio operativo concreto e un utilizzo integrato del sistema di videosorveglianza”, sottolinea il comandante Isidori. “Le telecamere non servono solo all’accertamento delle violazioni, ma supportano indagini, ricostruzione degli eventi e collaborazione interforze”, aggiunge.
Il sindaco Mauro Sclavi evidenzia la dedizione del corpo: “L’attività della Polizia Locale parla da sola: competenza, professionalità e costante presenza sul territorio sono al servizio della comunità. Stiamo inoltre completando l’adeguamento della connettività delle telecamere per migliorarne l’efficienza. Ringraziamo il Comandante e tutti gli agenti per il loro impegno quotidiano”.
Le aree interne della provincia di Macerata si compattano per intercettare le grandi opportunità offerte dall'Europa. È stato siglato ufficialmente l’accordo che porta il centro Europe Direct Marca di Camerino all’interno dell’Unione Montana Potenza Esino Musone, sancendo una collaborazione strategica tra territori contigui che puntano a fare rete per lo sviluppo locale.
L’accordo, firmato nella mattinata di oggi, garantirà a cittadini, imprese ed enti locali dell'area di San Severino e Matelica un accesso diretto alle informazioni su bandi, finanziamenti e programmi dell'Unione Europea. Il servizio prenderà il via a breve con l’apertura di uno sportello fisico a cadenza quindicinale presso la sede dell'Unione Montana Potenza Esino Musone.
«Si tratta di un accordo volto a potenziare e ampliare l’operatività del Centro Europe Direct, fiore all’occhiello della nostra Unione», ha sottolineato Alessandro Gentilucci, presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino. Il rinnovo del contratto con l'UE per il quinquennio 2026-2030 permette infatti una programmazione strutturata: «È un lavoro che è frutto di una visione ampia del territorio su cui stiamo investendo da tempo».
Grande soddisfazione è stata espressa anche da Denis Cingolani, presidente dell’Unione Montana Potenza Esino Musone e sindaco di Matelica: «Offriamo alle nostre comunità un servizio in più in un ambito fondamentale per l’attivazione di progettualità e risorse finalizzate allo sviluppo».
L'iniziativa rappresenta un passo concreto per accorciare le distanze tra Bruxelles e l'entroterra maceratese, fornendo strumenti tecnici per trasformare le idee in progetti finanziati, fondamentali per il rilancio socio-economico della montagna.
Sono passati oltre nove anni dal terremoto del 2016 che ha devastato Ussita e il suo territorio, lasciando dietro di sé non solo macerie, ma anche un senso di attesa e incertezza tra i cittadini. Oggi, a quasi dieci anni dall’evento sismico, la ricostruzione continua a procedere lentamente, e le famiglie, gli imprenditori e i giovani della zona vivono ancora una realtà difficile.
A sollevare la questione è il consigliere comunale di minoranza Guido Rossi, che con il suo gruppo “Insieme per la ricostruzione e il futuro" ribadisce la necessità di maggiore trasparenza e confronto con la cittadinanza.
“Nove anni di attesa, di incertezze, di promesse non mantenute e di una ricostruzione che continua a procedere con estrema lentezza”, denuncia Rossi. “La popolazione ha dovuto affrontare enormi difficoltà: famiglie ancora nelle SAE, giovani scoraggiati, proprietari di seconde case senza risposte, imprenditori locali con un futuro incerto. Tutto questo ha generato sconforto e demoralizzazione, sentimenti che oggi non possono più essere ignorati”.
Il consigliere sottolinea l’importanza di creare canali strutturati di informazione: “A fronte di continue voci, indiscrezioni e notizie frammentarie, mancano momenti di informazione diretta, strutturale e partecipata. Gli incontri occasionali o le dichiarazioni sui media non sono sufficienti a rispondere alle domande legittime dei cittadini”.
Rossi ricorda come in passato, anche durante la campagna elettorale, il gruppo abbia espresso la volontà di confrontarsi pubblicamente: “Purtroppo, questa disponibilità è stata disattesa per ben tre volte, nonostante le nostre richieste formali. Oggi, la comunità ha il diritto di conoscere il proprio futuro immediato. La maggior parte dei cittadini vive ancora una condizione di precarietà abitativa ed economica. Siamo tutti terremotati, accomunati dalle stesse difficoltà e, proprio per questo, crediamo che serva coesione, trasparenza e responsabilità istituzionale".
Il gruppo di minoranza ha quindi chiesto, per la quarta volta, la convocazione di un’assemblea pubblica: “Un'assemblea pubblica non è una concessione ma un atto di rispetto verso una popolazione che attende risposte da troppo tempo. Continuare a rimandare significa alimentare sfiducia e allontanare ulteriormente i cittadini dalle istituzioni. Ussita merita verità, chiarezza e partecipazione”.
Il consigliere Rossi conclude ribadendo la disponibilità alla collaborazione con l’Amministrazione: “Lo facciamo unicamente per il bene della nostra comunità, nonostante l’esclusione dalle scelte e il sistematico rifiuto delle nostre proposte”.
Si è svolta ieri, 29 gennaio, presso l’Istituto comprensivo “Mattei” di Matelica la cerimonia di premiazione del concorso internazionale “Un poster per la pace”, promosso da Lions International. Il tema dell’edizione 2025/2026 era “Uniti per una sola cosa”.
Alla cerimonia erano presenti la dirigente scolastica Roberta Carboni, la presidente del Lions Club Matelica Matilde Amina Murani Mattozzi, il sindaco di Matelica Denis Cingolani e il vicesindaco di Esanatoglia Debora Brugnola.
Il progetto ha visto la partecipazione degli studenti delle scuole secondarie di primo grado “Mattei” di Matelica e “Dalla Chiesa” di Esanatoglia. Sotto la guida delle professoresse di arte Antonella Servili e Alice Clementi, i ragazzi hanno realizzato lavori espressivi e ricchi di significato, interpretando con sensibilità il tema proposto.
“Un’occasione importante, che da oltre un decennio educa le nuove generazioni ai valori del dialogo e dell’integrazione, promuovendo una cultura del rispetto e della pace per un mondo migliore”, sottolineano gli organizzatori.
Anche il sindaco Denis Cingolani ha voluto complimentarsi con gli studenti: “Una bella occasione insieme ai ragazzi delle terze medie del nostro istituto comprensivo, che hanno realizzato i poster e sono poi stati premiati. Grazie al Lions Club e alle insegnanti che hanno seguito il progetto in questi mesi”.
Il concorso rappresenta, anno dopo anno, un’opportunità per i giovani di esprimere la propria creatività al servizio di un messaggio universale di pace e solidarietà.
Ultime battute del calciomercato nel mondo dei dilettanti, dalla Serie D fino alle categorie inferiori. Il termine per risoluzioni dei contratti di lavoro e conseguenti ricollocazioni è fissato a domani, sabato 31 gennaio: da febbraio, infatti, non saranno più consentiti trasferimenti. Nei professionisti, invece, la sessione invernale si chiuderà lunedì 2 febbraio alle ore 20.
Il colpo più importante in Serie D lo mette a segno L’Aquila, che si assicura le prestazioni dell’ex Maceratese Lorenzo De Grazia. Centrocampista offensivo con quasi 200 presenze in Serie C, l’ex “Invincibile” arriva dalla Clodiense, con cui ha collezionato 20 presenze impreziosite da 5 reti e 3 assist nel girone C di Serie D. De Grazia ritroverà la Maceratese da avversario il prossimo 15 febbraio, quando al “Gran Sasso d’Italia” andrà in scena la sfida valida per la 24ª giornata di campionato.
Proprio in casa Maceratese sono ore febbrili. Il mercato resta legato all’eventuale partenza di Neglia, seguito dal Giulianova e da diverse squadre di Eccellenza. Un’operazione difficile ma non impossibile nelle ultime ore di trattative. In caso di cessione, tra i nomi seguiti per sostituirlo spicca quello del bomber della Fermignanese Giovanni Cordella, attuale capocannoniere del campionato di Eccellenza. In caso contrario, la rosa rimarrà invariata fino al termine della stagione.
Sempre nel girone F, la Recanatese continua a coltivare il sogno Eleuteri, come confermato dal direttore tecnico Cianni, intenzionato a regalare un innesto di spessore a mister Giovanni Pagliari.
In Eccellenza si muove con decisione il Trodica, che ha ingaggiato il bomber argentino Romero (LEGGI QUI) per sopperire al lungo infortunio di Marchionni. La società ha inoltre annunciato l’ingresso di Rinaldo Chiappini nello staff con il ruolo di responsabile dell’area tecnica.
La Sangiustese ha ufficializzato l’arrivo del difensore classe 2002 Juan Bautista Ferrer. Cresciuto nel settore giovanile dell’Independiente, Ferrer ha proseguito il proprio percorso nella formazione Primavera dell’Argentinos de Quilmes prima di approdare in Italia la scorsa stagione con l’Aygreville, in Eccellenza piemontese. Nella prima parte di questa stagione ha militato nel campionato di Eccellenza molisana con il Matese.
Il Chiesanuova ha invece rescisso il rapporto con il difensore Epson Mosquera, pronto a una nuova esperienza fuori regione. Dopo la separazione con Perri, trasferitosi al Montegranaro in questa sessione, la società si prepara ad annunciare l’arrivo dell’attaccante classe 1998 Lucas Lezcano, prelevato dal Costa Amalfi, con cui ha realizzato 9 reti in 14 presenze nel campionato di Eccellenza Campania.
La Civitanovese è pronta ad accogliere due nuovi innesti: il difensore classe 2005 Leon Sciarra, che ha rescisso consensualmente con la Maceratese, e il centrocampista classe 2002 Mattia Pensalfini, proveniente dal Trodica. Lascia invece i colori rossoblù l’esperto difensore argentino Matias Cahais, trasferitosi al Bacigalupo Vasto, in Eccellenza abruzzese.
In Promozione spicca l’attivismo del Borgo Mogliano, protagonista di un’ottima stagione da neopromosso e atteso dal big match contro l’Aurora Treia. Per consolidare la propria posizione, la società ha ingaggiato l’attaccante Del Brutto dal Casette Verdini e ha riportato a Mogliano Fabio Campilia, che aveva iniziato la stagione all’Appignanese.
Importante rinforzo anche per la Settempeda, che si assicura il centrocampista Alessio Bonifazi, ex Chiesanuova e Sangiustese, proveniente proprio dall’Aurora Treia. Saluta invece i biancorossi il difensore Romoli, trasferitosi al Visso in Seconda Categoria.
In Prima Categoria, girone D, il Salvano si rende protagonista con un doppio innesto: arrivano il centrocampista Alex Misin, con trascorsi tra Fermana e Vis Pesaro e reduce dalla prima parte di stagione alla Sangiorgese, e l’attaccante Leonardo Zira. Quest’ultimo vanta esperienze in Serie D con il Porto Sant’Elpidio e numerose stagioni tra Eccellenza e Promozione con Montegiorgio, Sangiustese, Atletico Azzurra Colli e Monturano, oltre all’esperienza recente alla Palmense Fermana.
Grande dinamismo anche in Seconda Categoria, dove la Stese, dopo gli importanti innesti di Teodori e Balloni, completa il proprio mercato con l’ingaggio del centrocampista Andrea Lattanzi, ex Corridonia e Casette Verdini. A lui si aggiunge il giovane classe 2005 Lorenzo Marcellino, proveniente dal Corridonia, a conferma dell’attenzione verso i giovani da parte del presidente Manuel Micucci e del direttore sportivo Alessandro Magnamassa. Sul fronte delle uscite, salutano la formazione rossoblù il portiere William Apolloni e l’attaccante Saad Ennachat.
Con le ultime ore a disposizione, le società dilettantistiche sono chiamate a completare le rispettive rose prima della chiusura definitiva del mercato, in vista di una seconda parte di stagione che si preannuncia decisiva su tutti i campi.