Provincia Macerata

La CBF Balducci HR prova a lottare ma cede in tre set a Chieri nella terza gara dei Playoff Challenge

La CBF Balducci HR prova a lottare ma cede in tre set a Chieri nella terza gara dei Playoff Challenge

Niente da fare a Chieri per la CBF Balducci HR che viene superata in tre set dalla Reale Mutua Fenera nella seconda giornata dei Playoff Challenge (terza gara per le maceratesi che hanno anticipato la quarta giornata). Le ragazze di coach Lionetti, in campo oggi con una formazione inedita (Bonelli e Decortes a riposo) lottano soprattutto nel primo set contro una Chieri che fa in parte turnover, dove non sfruttano un set ball, e poi devono cedere ai colpi della MVP Ferrarini (13 punti con 5 muri), gli stessi centri di Degradi e Dambrink. Le piemontesi attaccano al 45% contro il 31% arancionero e mettono a segno 12 muri contro i 2 maceratesi. Top scorer della CBF Balducci HR è Nicole Piomboni (10). Con questo risultato Bresciani e compagne restano ferme a quota 3 punti in classifica nel Girone A. Il guizzo arancionero in avvio di match (1-4) viene subito spento da Chieri che si affida ai muri e al servizio di Ferrarini (9-6), Piomboni e Kockarevic ricuciono (14-13) e Mazzon aggancia (17-17): la CBF Balducci HR arriva prima al set ball (23-24) ma poi due errori consecutivi maceratesi chiudono il set a favore delle piemontesi, 26-24: 5 punti e 2 muri per Sismondi, 6 centri per Ferrarini, sono 7 i muri di Chieri nel parziale. Nel secondo le padrone di casa partono meglio (4-1), le arancionere danno l’impressione di poter rientrare in gara (8-7) ma la Reale Mutua Fenera piazza il break del 13-9 e le ragazze di Lionetti non riescono più a risalire (25-17): 4 punti con il 57% per Dambrink. Nel terzo Chieri mette subito le mani sul match con battuta e contrattacco molto efficaci e che mettono in crisi le arancionere: 13-3 il break delle piemontesi (Degradi e Cekulaev sugli scudi), ma la CBF Balducci HR ritrova gioco e convinzione proprio dalla linea dei nove metri con Ornoch e Mazzon (16-14): le ospiti tengono il +2 fino al 20-18 poi Chieri firma lo strappo decisivo per il 25-20 finale. Coach Lionetti parte con Batte-Kockarevic, Mazzon.Sismondi, Ornoch-Piomboni, Bresciani libero. Coach Negro risponde con Van Aalen-Dambrink, Cekulaev-Ferrarini, Bah-Degradi, Spirito libero. Contrattacco Sismondi dopo l’ace di Mazzon (1-3), muro Sismondi (1-4), Ornoch non passa (3-4), Bah vincente, 4-4. Muro Ferrarini (5-4), non riesce la combinazione Batte-Sismondi (7-5), Kockarevic a segno (7-6), ace Ferrarini, 9-6. Piomboni passa (9-7), ancora lei (10-8), Bah contrattacco (13-9), Mazzon in fast (13-10), Piomboni contrattacco in pipe, 13-11. Kockarevic vincente (14-12), il video check dà ragione alle arancionere (14-13), Cekulaev allunga (17-14), Piomboni c’è (17-15), Mazzon vincente, 17-16. Ace Sismondi (17-17), dentro Antunovic e Nemeth per Chieri, c’è il muro di Degradi (19-17), poi sbaglia (19-19), Piomboni diagonale, 19-20. Nemeth sbaglia (19-21), rientrano Van Aalen e Dambrink, muro Cekulaev, 21-21. Piomboni passa con l’aiuto del nastro (21-22), muro Van Aalen (23-22), Mazzon passa (23-23), muro Sismondi (23-24), Bah annulla, 24-24. Ornoch non trova le mani del muro (25-24), Sismondi errore, 26-24. Primo break del secondo set di Chieri con l’errore di Ornoch (3-1), Dambrink contrattacco (4-1), Degradi non passa (5-3), Ornoch vincente, 6-4. Sulla riga il muro arancionero (8-6), Degradi sbaglia (8-7), Piomboni a segno (9-8), Ornoch mani out (10-9), fallo seconda linea Kockarevic, 12-9. Dambrink contrattacco (13-9), a terra il tocco di Sismondi (13-10), Chieri resta a +4 (15-11), Degradi out, 16-12. Bah non trova il campo (17-13), Piomboni a segno (18-14), muro Van Aalen (20-14), pipe Kockarevic, 21-16. Dambrink mani out (23-16), Piomboni non trova le mani del muro, 25-17. Nel terzo set c’è Kockarevic in banda con Ornoch opposta, la polacca non trova il campo (3-1), toccato l’attacco Bah (4-1), Kockarevic out, 5-1. La serba va poi a segno (5-2), Dambrink contrattacco (7-2), Degradi vincente (8-2), Ferrarini palla a terra, 9-2. Dambrink ancora (10-2), ace Bah (11-2), Sismondi palla sulla riga (11-3), Cekulaev a filo rete, 13-3. Dambrink sbaglia (13-5), Mazzon fast (14-7), ace Ornoch (14-8), ancora servizio vincente per la polacca (14-9), Piomboni contrattacco, 14-10. C’è Nervini per Degradi nel Chieri, ancora Piomboni (16-12), Kockarevic contrattacco (16-13), ace Mazzon (16-14), Ferrarini contrattacco (18-14), entra Clothier per Sismondi. Sul 19-15 rientra Degradi, Kockarevic vincente (19-16), Piomboni contrattacco (19-17), Clothier a segno (20-18), Degradi contrattacco, 22-18. La palla di Mazzon è fuori di pochissimo (23-18), Piomboni out (24-18), Ornoch a segno (24-19), Mazzon contrattacco (24-20), chiude Degradi 25-20. IL TABELLINO REALE MUTUA FENERA CHIERI '76 - CBF BALDUCCI HR MACERATA 3-0 (26-24 25-18 25-20) REALE MUTUA FENERA CHIERI '76: Degradi 13, Cekulaev 8, Van Aalen 2, Bah 9, Ferrarini 13, Dambrink 13, Spirito (L), Occelli, Németh, Nervini, Alberti, Bonafede (L), Kunzler, Antunovic. All. Negro. CBF BALDUCCI HR MACERATA: Piomboni 10, Mazzon 7, Batte, Ornoch 8, Sismondi 6, Kockarevic 9, Bresciani (L), Decortes, Clothier 1, Bonelli. All. Lionetti. Arbitri: Piana, Brancati. Note - Spettatori: 1013, Durata set: 28', 22', 24'; Totale: 74'. MVP: Ferrarini.

15/03/2026 19:00
Civitanovese a rischio retrocessione: lo 0-0 con il Fabriano Cerreto scatena la rabbia dei tifosi e la squadra delude ancora

Civitanovese a rischio retrocessione: lo 0-0 con il Fabriano Cerreto scatena la rabbia dei tifosi e la squadra delude ancora

Al triplice fischio la Civitanovese viene richiamata a rapporto dai tifosi, con alcuni giocatori invitati a togliersi la maglia. La protesta al Polisportivo cresce, e lo 0 a 0 contro il Fabriano Cerreto, ottenuto nonostante l’uomo in più per l’espulsione di Di Cato nella mezzora finale, avvicina pericolosamente la squadra di Massimo Silva alla retrocessione diretta. La curva rossoblù, ancora in attesa della prima vittoria casalinga del 2026, si aspettava molto di più: nelle ultime tre partite sono arrivati solo due punti e a quattro giornate dalla fine solo la matematica permette di sognare di evitare i playout. Tra le delusioni spicca Ardemagni, arrivato per rinforzare un attacco fino a oggi sterile, ma non si può puntare il dito contro un singolo giocatore. Il mercato di riparazione si è rivelato fallimentare, e ora la Civitanovese ne paga le conseguenze. Il primo tempo contro il Fabriano Cerreto, fanalino di coda come i rossoblù, non ha visto alcun tiro in porta della squadra di casa. Nella ripresa qualche spunto in più, ma la delusione resta preponderante. Restano Trodica e Montegranaro in trasferta, Jesina e Fermignanese in casa: le ultime sfide del campionato saranno decisive. Il presidente Francesco Borrelli, arrivato durante le festività natalizie e parlando di 14 finali, ha visto la squadra non essere all’altezza. Prima della partita, gli ultras avevano fatto visita alla squadra durante la rifinitura del sabato mattina, consapevoli dell’importanza vitale dello scontro contro il Fabriano Cerreto: solo la vittoria poteva evitare guai. Silva conferma Ardemagni al centro dell’attacco, rientra Visciano dalla squalifica e parte titolare Nacciarriti. Candia resta fuori per infortunio, mentre Pensalfini non figura tra i convocati per un battibecco con l’allenatore. Un imprevisto colpisce anche l’arbitraggio: uno degli assistenti non è disponibile per uno stiramento, e viene chiamato Nicolò Bruscantini. Tra i tifosi in tribuna si nota l’ex presidente onorario Daniele Maria Angelini, che discute con Borrelli sulle prospettive future, comprese voci di eventuale acquisto di un titolo sportivo in caso di seconda retrocessione consecutiva. Le squadre entrano in campo con oltre mezz’ora di ritardo, mentre la curva canta “Papa Francesco salvaci tu da lassù”, affidandosi a una protezione divina dopo stagioni deludenti. La partita racconta poco: primo tempo senza tiri in porta per i rossoblù, con un’occasione per il Fabriano Cerreto al 40’ con Gnahe che colpisce solo l’esterno della rete. Alla fine della prima frazione i tifosi contestano duramente i giocatori. Nella ripresa, al 49’, Franco serve Ardemagni ma il portiere Tafa respinge. Al 63’ Di Cato viene espulso per proteste, lasciando la Civitanovese in superiorità numerica. Silva inserisce un altro attaccante solo dopo qualche minuto, con l’uscita di Nacciarriti fischiata dai tifosi. Al 74’ Baiocco calcia dal limite, ma Tafa respinge in angolo. Dopo cinque minuti di recupero, il fischio finale conferma il rischio di seconda retrocessione consecutiva. CIVITANOVESE (3-4-2-1): Servalli; Martiarena, Romero, Sanchez (40’ st Sciarra); Marietti (26’ st De Arriba), Visciano, Malaccari, Baiocco (15’ st Piccinin); Franco (42’ st D’Ancora), Nacciarriti (15’ st Alexis Mendes); Ardemagni. A disp.: Massenz, Lorenzoni, Cancellieri, Barone. All. Silva.   FABRIANO CERRETO(3-5-2): Tafa; Stortini, Malagrida, Trillini; Gnahe, Bracciatelli, Malagrida, Danilo Mendes (31’ st Merciari), Bologna; Ndiaye (47’ st Palmieri), Di Cato. A disp.: Palazzo, Brodetto, Crescentini, Broda, Di Matola, Chiavellini, Amico. All. Bonura. Arbitro: Mauro Tomei di Serpi (Bruscantini di Macerata e Lauro di Jesi). Note: spettatori 600 circa. Calci d’angolo 2 a 4. Espulso Di Cato al 18’ del secondo tempo per proteste. Ammoniti Malagrida, Ndiaye, Merciari, Bonura. Recupero: 5’ (1+4).  

15/03/2026 18:40
Elezioni Provinciali, aggiornamento alle 18: oltre 500 votanti su 697

Elezioni Provinciali, aggiornamento alle 18: oltre 500 votanti su 697

L’elezione del nuovo presidente della Provincia ha registrato una partecipazione significativa già nelle prime ore. Alle 12 erano già oltre 300 i voti espressi da sindaci e consiglieri comunali, quasi la metà dei 697 aventi diritto, e alle 18 il dato è salito ulteriormente: più di 500 votanti, pari al 73%. Le urne rimarranno aperte fino alle 20 e lo spoglio avverrà domani. La scelta è tra Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina sostenuto dal centrodestra, e Roberto Paoloni, sindaco di Loro Piceno e candidato civico appoggiato dal centrosinistra (che hanno già votato). Questa mattina si sono visti recarsi alle urne, tra gli altri, l’attuale presidente della Provincia, Sandro Parcaroli. I risultati ufficiali saranno disponibili domani con l’inizio dello scrutinio e la proclamazione del nuovo presidente. Ogni elettore può esprimere un solo voto ponderato, calcolato in base alla fascia demografica del proprio Comune: dalla fascia A (Comuni fino a 3mila abitanti) fino alla fascia E (Comuni tra 30mila e 100mila abitanti). Il sistema di ponderazione determina il “peso” di ciascun voto, rapportando la popolazione di ogni Comune al totale provinciale e moltiplicando il valore arrotondato per mille. In questo modo, ogni voto contribuisce equamente alla rappresentanza territoriale, garantendo una scelta bilanciata e proporzionata tra Comuni di diverse dimensioni.

15/03/2026 18:25
Chiesanuova-Jesina 1-1, Minnozzi gela i biancorossi al 97’: sfuma nel recupero la vittoria salvezza

Chiesanuova-Jesina 1-1, Minnozzi gela i biancorossi al 97’: sfuma nel recupero la vittoria salvezza

Sfuma all’ultimo, in pieno recupero, il sogno del Chiesanuova di tornare alla vittoria proprio in un delicato scontro salvezza. Al 97’ bomber Minnozzi regala l’1-1 alla Jesina e nega ai padroni di casa 3 punti che avrebbero pesato tanto nella volata salvezza. Una mazzata. Quantomeno per il gruppo di Mariotti i risultati dagli altri campi, vale a dire i pareggi delle altre due sfide dirette in programma nella 26° giornata, mantengono tutto inalterato nella zona bassa della classifica. Domenica i biancorossi andranno a Fabriano, ospiti del co-fanalino di coda assieme alla Civitanovese. Cronaca. Nemmeno il tempo di accomodarsi e Di Matteo trova il filtrante per Papa, difesa leoncella alta e la punta supera il portiere (che oltretutto scivola) depositando l’immediato vantaggio. La sfida non poteva iniziare meglio per il Chiesanuova. A metà frazione locali ancora pericolosi, punizione dalla trequarti, Papa anticipa tutti e sfera a lato. Al 32′ e 33’ ecco Minnozzi con due punizioni da buona posizione, entrambe senza trovare il bersaglio grosso. La Jesina cresce e al 36’ costruisce una buona azione, Paglialunga spreca tutto con un sinistro alto. Ripresa. All’8’ brivido per il Chiesanuova quando Minnozzi imbuca per Amedeo Massei, lo shoot è deviato in angolo. Passato lo spavento il Chiesanuova controlla la situazione e si arriva alle battute finali. Al 39’ Sopranzetti lancia in porta il neo entrato Mongiello ma il capitano conclude fuori non capitalizzando la chance del bis sicurezza. Al 51′ un altro subentrato, Giovannini per gli ospiti, potrebbe impattarla ma cicca da due passi. Le speranze leoncelle sembrano svanite ed invece 60 secondi dopo, all’ultimo assalto, Minnozzi in area fa Minnozzi e da centravanti puro è il più lesto su una palla vagante beffando i biancorossi per il gol che vale il preziosissimo 1-1. Chiesanuova: Fatone, Parioli (45’st Negro), Lucarini, Monaco, Hernandez, Tanoni, Di Matteo, Borgia (15’st Pasqui), Papa (31’st Mongiello), Sopranzetti, Busato (20’st Bambozzi). All. Mariotti Jesina: Santarelli, Grillo (22’st Nacciarriti), Paglialunga, Romizi (15’st Angeletti), Stefoni, A. Massei, Manna (31’st Gioacchini), F.Massei (31’st Cingolani), Ceccarelli (31’st Giovannini), Minnozzi, Borocci. All. Puddu   Arbitro: Ballarò di Pesaro   Reti: 3’ Papa, 52’st Minnozzi   Note: spettatori 250 circa; ammoniti Busato, F.Massei, A.Massei, Borgia, Bambozzi, Borocci; corner 2-5; recupero 1’ e 8’

15/03/2026 17:50
Serie D, la Maceratese cade in casa: il Termoli vince 1-0 con Mercuri e aggancia i biancorossi

Serie D, la Maceratese cade in casa: il Termoli vince 1-0 con Mercuri e aggancia i biancorossi

Allo stadio Helvia Recina la Maceratese cade 0-1 contro il Termoli nella 27ª giornata del campionato di Serie D Girone F. A decidere la sfida è la rete di Mercuri al 36’ del primo tempo, un gol che permette agli ospiti di conquistare tre punti pesantissimi e di agganciare in classifica proprio i biancorossi a quota 30 punti. Dopo la sosta torna dunque il campionato con uno scontro diretto delicatissimo per la zona playout, con il Termoli che arrivava nelle Marche a soli tre punti di distanza. Mister Possanzini sceglie di cambiare volto alla squadra rispetto alla formazione scesa in campo nella pesante sconfitta contro l’Ancona, schierando la Maceratese con il 4-2-3-1 guidato in attacco da Ciabuschi. L’avvio di gara è favorevole ai padroni di casa. Al 6’ è Gagliardi a provare la conclusione dal limite, trovando però la pronta risposta di Iannacone. Pochi minuti più tardi, all’11’, arriva l’occasione più clamorosa per la Maceratese: ancora Gagliardi sfonda sulla fascia e mette un pallone perfetto al centro per Papa, che da posizione favorevole calcia a lato fallendo di fatto un rigore in movimento. Dopo un inizio complicato il Termoli prende coraggio e alza il baricentro, provando qualche conclusione dalla distanza senza però impensierire seriamente Gagliardini. Il primo vero squillo ospite arriva al 34’, quando Biguzzi crossa dalla sinistra e Mercuri anticipa sul primo palo, trovando però la deviazione decisiva di Morganti che salva in angolo. Due minuti più tardi arriva però il vantaggio molisano. Al 36’ la Maceratese non riesce ad allontanare il pallone dalla propria area e Mercuri ne approfitta infilando un potente mancino che si insacca sotto la traversa per lo 0-1. I biancorossi provano a reagire subito e al 39’ Ambrogi tenta la conclusione su calcio di punizione da posizione defilata, ma il pallone termina fuori. Nella ripresa la Maceratese prova a spingere alla ricerca del pareggio. Al 3’ è ancora Gagliardi a provarci con una conclusione potente sul primo palo, ma Iannacone si dimostra ancora attento. Con il passare dei minuti i padroni di casa aumentano la pressione offensiva mentre il Termoli si difende con ordine cercando di colpire in contropiede. Al 28’ Marras mette in mezzo un cross tagliato molto insidioso che Iannacone respinge con i pugni, salvando la propria porta. Due minuti dopo lo stesso Marras rientra dalla destra e tenta il tiro a giro con il mancino, ma la palla esce di poco a lato. Nel finale la Maceratese tenta il tutto per tutto. Nei minuti di recupero arriva anche un’ultima opportunità con Osorio che raccoglie la sponda di Ciabuschi e calcia verso la porta, ma Iannacone blocca in due tempi spegnendo definitivamente le speranze dei biancorossi. Il risultato finale premia così il Termoli che espugna l’Helvia Recina 1-0, conquistando tre punti fondamentali nella corsa salvezza. Con questo successo i molisani raggiungono la Maceratese in classifica a quota 30 punti, rendendo ancora più serrata la lotta nelle zone basse del campionato di Serie D Girone F. MACERATESE-TERMOLI 0-1 (36’ Mercuri)  | 27esima giornata Serie D Gir. F MACERATESE (4-2-3-1): Gagliardini; Perini, Morganti (50’ Osorio), Siniega, Mastrippolito (83’ Cirulli); Ambrogi, Nasic (46’ De Angelis); Marras, Gagliardi, Papa (50’ Ciattaglia); Ciabuschi. A disp. Cusin, Lucero, Arbusti, Ruani, Gironella, Cirulli. Allenatore: Possanzini  TERMOLI (3-5-2): Iannacone; Magnani, Biguzzi, Hysaj; Thiane, Colabella, Colarelli, Ceesay (58’ Avolio), De Risio; Mercuri, Romano. A disp. Troselj, Barone, Galdo, Staffa, Giandomenico, Marsico, Toffolo, Pepa. Allenatore: D’adderio Ammoniti: Ambrogi, De Angelis, Mercuri, Magnani 

15/03/2026 17:20
Eccellenza, il Tolentino si sveglia troppo tardi: il K Sport festeggia e resta primo

Eccellenza, il Tolentino si sveglia troppo tardi: il K Sport festeggia e resta primo

Il K Sport Montecchio Gallo si conferma la bestia nera del Tolentino. Allo stadio "Della Vittoria" la squadra capolista del campionato di Eccellenza Marche si impone per 2-1 e certifica il suo status di formazione più forte del girone. Ad andare a segno Carta e Rivi nel corso di un primo tempo a senso unico. Al Tolentino non basta una ripresa giocata con grande orgoglio. Un risultato che rischia di far naufragare le ambizioni playoff dei cremisi. Cruciale, per una eventuale ricandidatura, sarà la trasferta in programma tra una settimana a Fermo.  LE FORMAZIONI - Padroni di casa in formazione rimaneggiata, soprattutto in avanti. Capezzani, Lovotti, Rotondo e Garcia sono out: Passarini rilancia dal 1' il giovanissimo Papini (2008). In difesa Fontana e Strano (non al meglio) si accomodano in panchina, mentre viene promosso titolare Romitelli. Ospiti, invece, schierati con la formazione tipo. Rispetto alla finale di Coppa Italia di due mesi fa, Magi può contare pure sul talento di Buonavoglia.  LA CRONACA - Prima del fischio d'inizio maglia celebrativa per le 200 presenze in cremisi consegnata a capitan Tizi dalla dirigenza locale. Avvio di partita convincente per Papini, che fa ammonire Nobili dopo soli 5 minuti di partita. All'8' sempre una gran finta di Papini, libera la corsa di Moscati che si incunea nello spazio e chiama alla parata Cerretani con un diagonale velenoso. Replica ospite al 12' con un tiro telefonato di Sollaku. Tre minuti più tardi arriva l'episodio che porta al vantaggio del K Sport. Sollaku conquista una punizione dal limite al 12'. Sul punto di battuta si porta Carta, che pennella una traiettoria su cui Roberto non riesce ad arrivare. Soluzione balistica di rilievo e vantaggio pesarese.  Avanti di un gol, il Montecchio alza la propria linea di pressione e preme in maniera asfissiante sull'uscita dal basso del Tolentino. Al 29' cambio obbligato per Magi: esce l'infortunato Dominici, entra Fabbri. Rivi in volée impegna alla parata in due tempi Roberto al 34'.  Il Montecchio accusa un altro problema muscolare poco più tardi. Il gioco è assai spezzettato. Anche Sollaku alza bandiera bianca, al suo posto Magnanelli. Al 41' arriva il raddoppio ospite ed è un altro gioiello. Rivi trafigge Roberto con una conclusione perfetta dal limite dell'area di rigore. Diagonale imparabile. La superiorità del K Sport è evidente.  L'arbitro concede cinque minuti di recupero al termine della prima frazione. Il Tolentino è completamente in blackout. Il tentativo di Alberione al 46' è frutto più di frustrazione che di costruzione. Il Montecchio arriva, invece, con puntualità al tiro pericoloso. Al duplice fischio è 0-2. Nel secondo tempo il Tolentino ha il merito di approcciare alla partita con più veemenza. Al 50' Moscati si mette in proprio e chiama alla parata in due tempi Cerretani. Quattro minuti più tardi anche Giandomenico impegna il portiere ospite che devia in evidente affanno. Al 62' cremisi anche sfortunati. Un cross tagliato di Giandomenico trova la sponda di Diouane che libera al tiro di prima Moscati: la palla sbatte sul palo. Al 73' il K Sport sfiora il tris. Il neo entrato Broso allarga alla perfezione sulla destra per Magnanelli che supera Roberto, ma non Diouane, bravo a ribattere coi piedi la sfera prima che oltrepassi la linea di porta.  Il forcing dei padroni di casa si allenta, la partita si trascina senza sussulti. All'82' Nunes De Melo mastica la conclusione, deviata in angolo. L'occasione buona per accorciare le distanze arriva all'88'. All'undicesimo calcio d'angolo ottenuto il Tolentino trova il gol con l'incornata di Tomassetti.  Il K Sport vive un finale di partita in costante affanno. I cremisi collezionano corner a iosa ma non riescono a colpire nuovamente la porta difesa da Cerretani. Al triplice fischio la squadra di Magi festeggia con ardore, consapevole di aver superato un grosso ostacolo per la vittoria finale del campionato.  Tabellino Tolentino - K Sport Montecchio Gallo 1-2 TOLENTINO: Roberto, Diouane, Tizi, Tomassetti, Romitelli, Rozzi, Giandomenico (81' Mariani), Tortelli, Alberione, Papini (56' Nunes De Melo), Moscati. All. Passarini  K-SPORT MONTECCHIO GALLO: Cerretani, Camilloni, Procacci, Dominici (29' Fabbri), Nobili, Carta, Torelli, Buonavoglia (91' Mistura), Sollaku (36' Magnanelli), Montagna (84' Romualdi), Rivi (66' Broso). All: Magi  Arbitro: Antonio Tarli di Ascoli Piceno Assistenti: Andi Skura di Jesi e Riccardo Miano di Ascoli Piceno Reti: 15' Carta (K), 41' Rivi (K), 88' Tomassetti (T), ammoniti: Nobili, Tortelli; espulsi: nessuno; corner 14-6; recupero: 5' (1°T) e 4' (2°T). 

15/03/2026 17:00
Vic Gravel Day: oltre 200 ciclisti fanno tappa alla RE.I.CAL. per il ristoro della cicloturistica

Vic Gravel Day: oltre 200 ciclisti fanno tappa alla RE.I.CAL. per il ristoro della cicloturistica

Alle ore 11.15 la cicloturistica Vic Gravel Day ha fatto tappa presso la sede dell’azienda RE.I.CAL., scelta come punto di ristoro di metà percorso. Un momento molto atteso dai partecipanti, che hanno potuto fermarsi per una breve pausa prima di riprendere il tragitto. Sono oltre 200 i ciclisti arrivati da tutta la regione Marche per prendere parte a questa giornata all’insegna dello sport, della natura e della scoperta del territorio. Il percorso si snoda tra alcune delle località più suggestive dell’entroterra maceratese, attraversando i comuni di Treia, Pollenza e Tolentino, tra colline, strade bianche e panorami tipici del paesaggio marchigiano. La manifestazione rappresenta un’importante occasione per unire la passione per la bicicletta alla valorizzazione del territorio. Eventi come il Vic Gravel Day confermano infatti il crescente interesse per il cicloturismo, una modalità di viaggio lento che permette di vivere e scoprire in modo autentico le bellezze dell’entroterra.  

15/03/2026 17:00
Donna tra eccellenza e quotidianità: incontro culturale allo Scrigno della Gioia a San Severino Marche

Donna tra eccellenza e quotidianità: incontro culturale allo Scrigno della Gioia a San Severino Marche

L’incontro culturale “Donna tra eccellenza e quotidianità”, ospitato presso lo Scrigno della Gioia di San Severino Marche, ha rappresentato un momento di riflessione, condivisione e valorizzazione del ruolo della donna nella società contemporanea. Un’occasione preziosa per ricordare quanto il contributo femminile sia stato determinante nella costruzione di una società più giusta, inclusiva e attenta ai valori della persona. Un sentito ringraziamento per il piacevole invito culturale va al docente Giammario Borri, presidente dello Scrigno della Gioia, e alla professoressa Nazzarena Lambertucci, responsabile regionale CISL, per l’impegno e la sensibilità dimostrati nel promuovere un’iniziativa capace di unire cultura, memoria e riflessione sociale. Nel corso dell’incontro è stato naturale celebrare figure femminili che hanno segnato profondamente la storia e la società italiana, ognuna nel proprio ambito. Tra queste spicca Tina Anselmi, simbolo di impegno politico e sociale, e donne dello sport come Samantha Cristoforetti, Arianna Brignone e Lollobrigida, che con talento e determinazione hanno rappresentato l’eccellenza italiana nelle rispettive discipline. La moda è stata onorata dalle sorelle Fendi, icone internazionali di stile e creatività, mentre l’arte culinaria e i mestieri domestici hanno trovato spazio grazie a Suor Germana e alle abilità delle artigiane degli uncinetti, in un riconoscimento della grandezza anche dei lavori più quotidiani e domestici. L’evento ha incluso un intermezzo danzato di Studio Danza 91 e momenti poetici con poesie in dialetto di Mariella Scattolini, magistralmente recitate da Cesare Bordo e Alberta Ricottini, che hanno aggiunto profondità culturale e legame con le tradizioni locali. Non meno importante, seppur in un ambito diverso, è stata ricordata Sandra Mondaini, attrice e conduttrice televisiva che, insieme al compagno di vita e di scena Raimondo Vianello, ha saputo raccontare con ironia e leggerezza la vita domestica, trasformando situazioni comuni in momenti di riflessione sorridente e avvicinando il pubblico italiano alla realtà della vita di coppia. Queste donne hanno avuto un impatto profondo sulla società italiana, innovando in politica, sport, moda, cultura, cucina e spettacolo, e dimostrando come talento, passione e determinazione possano creare cambiamento e ispirare le nuove generazioni. Celebrare oggi il ruolo della donna significa riconoscere l’impegno, la dedizione e il coraggio di chi ha aperto nuove strade e contribuito a una società più equa e inclusiva. Le donne portano una prospettiva unica e una sensibilità che arricchisce ogni ambito della vita sociale, dalla famiglia alla comunità fino al tessuto culturale più ampio. Il loro contributo rappresenta una delle forze più dinamiche per il progresso collettivo, e celebrare il loro ruolo significa guardare al futuro con consapevolezza, valorizzando ogni talento e costruendo una società più equilibrata e prospera.   

15/03/2026 16:30
Musicultura, Giovanni Toscano conquista il Lauro Rossi: è lui il preferito del pubblico

Musicultura, Giovanni Toscano conquista il Lauro Rossi: è lui il preferito del pubblico

Il cuore di Macerata batte al ritmo della nuova musica d'autore. Nel sempre gremito Teatro Lauro Rossi, le Audizioni Live della XXXVII edizione di Musicultura continuano a regalare emozioni e scoperte. La terza serata ha visto trionfare Giovanni Toscano, che si è aggiudicato il Premio del Pubblico Banca Macerata, consegnato dal direttore della filiale di Porto San Giorgio, Marco Turtu’, insieme al critico musicale di Rai Radio 1 John Vignola. Toscano, classe 1996, è un artista poliedrico già noto al grande pubblico per i suoi ruoli cinematografici con Paolo Virzì e nelle fiction Rai. Sul palco maceratese ha convinto tutti con "Emma" e "A volte", brani di un cantautorato intimo capace di unire narrazione profonda e respiro internazionale. A valutare i 60 artisti convocati in città (selezionati su ben 1328 candidature) è una giuria di altissimo profilo guidata dal direttore artistico Ezio Nannipieri. Tra i giurati figurano nomi illustri come Stefano Bonagura, la cantautrice Roberta Giallo e la regista Giulia Grandinetti, reduce dai successi internazionali. Fondamentale, come da tradizione, l’apporto del mondo accademico con la presenza della prof.ssa Gillian Susan Philip per l'Università di Macerata e del prof. Daniele Tomassoni per l'Università di Camerino, oltre alle giurie composte dagli studenti dei due atenei, partner storici del Festival. La serata ha offerto un caleidoscopio di generi e storie. Grande curiosità per il debutto del duo Dea Culpa e Ciao sono Vale: le due artiste, coppia nella vita e già note al circuito di Sanremo Giovani, hanno portato sul palco una scrittura senza filtri intrisa di complicità. Atmosfere diametralmente opposte per Kresta, che ha scosso il teatro con la sua elettronica tagliente e cinica, mentre la siciliana Daniela Spalletta ha incantato la platea con una voce di rara estensione, fondendo jazz e influenze ethno-world. Hanno completato il quadro delle audizioni il romano DIECI, con i suoi ritratti intimi dedicati alla "Città Eterna", e la milanese Carillon, che ha saputo mescolare la disciplina del karate (praticato per vent'anni) con sonorità urban e R&B. La kermesse non si ferma. Oggi, domenica 15 marzo, i riflettori si accendono nel pomeriggio: alle ore 17:00 saliranno sul palco MilleAlice, SCURO, ZEROFILTRO, LaMar, Mìvola e Mirall. L'attesa cresce però per la serata di domani, lunedì 16 marzo (ore 21:00), che vedrà protagonista il talento locale con l'esibizione di Giovanni Neve da Civitanova Marche e dei XGIOVE da Porto Sant’Elpidio. Gli spettacoli sono a ingresso libero fino a sabato 21 marzo e possono essere seguiti in streaming sui canali social del Festival e su èTv Marche.

15/03/2026 14:00
Dalle Marche alla corsa agli Oscar, Giulia Grandinetti: "Come regista vorrei far sentire le persone meno sole" (VIDEO)

Dalle Marche alla corsa agli Oscar, Giulia Grandinetti: "Come regista vorrei far sentire le persone meno sole" (VIDEO)

Nel corso della conversazione emerge una visione molto chiara del cinema: non come evasione, ma come uno strumento per interrogare il presente. Per Giulia Grandinetti i film più importanti sono quelli capaci di aiutare a orientarsi nel mondo e a non sentirsi soli. Una riflessione che arriva proprio alla vigilia della notte più importante per il cinema mondiale. Tra poche ore, infatti, gli occhi dell’industria cinematografica saranno puntati sulla cerimonia degli Academy Awards, gli Oscar. Un appuntamento che quest’anno ha sfiorato da vicino anche il percorso della regista originaria di Potenza Picena, che abbiamo ospitato nel Picchio Podcast, il format di Picchio News dedicato alle figure più interessanti del territorio che hanno saputo affermarsi anche oltre i confini locali. Negli ultimi anni il suo nome ha iniziato a circolare nei festival internazionali grazie ai suoi cortometraggi e in particolare a Majonezë, film che ha attraversato il circuito mondiale entrando nella corsa agli Oscar grazie alla vittoria in festival qualificanti, tra cui quello di Los Angeles. Ma dietro ai riconoscimenti c’è soprattutto una visione del cinema molto precisa: non tanto un traguardo, quanto un processo. La storia di Giulia Grandinetti parte da una realtà piccola, quella di Potenza Picena. Un contesto lontano dai grandi centri cinematografici, ma proprio per questo fertile per l’immaginazione. «Da bambina passavo molto tempo a inventare giochi e storie con gli altri», racconta. «Sono cresciuta in un’epoca in cui non eravamo ancora sommersi dalla tecnologia e quella noia diventava quasi una necessità creativa». Il primo contatto con il linguaggio delle immagini arriva presto, grazie al padre, appassionato di fotografia. A tredici anni le affida una videocamera di casa: da quel momento inizia a esplorare il mondo attraverso l’obiettivo. Non c’è però un momento preciso in cui decide di diventare regista. Piuttosto, un lungo atto di fiducia nel processo creativo. «Non ho mai creduto al risultato finale – spiega – ma alla necessità di provare. È stato un atto di fede nel processo. Ho avuto anche tanti fallimenti, ma sono stati fondamentali». Curiosamente, una delle caratteristiche più singolari del suo percorso è proprio l’assenza iniziale di una formazione cinematografica tradizionale. «Sono cresciuta senza cinema», ammette. «Nel mio paese non c’era un cinema facilmente raggiungibile, quindi ho visto soprattutto film in televisione. Quando sono arrivata a Roma a diciotto anni per studiare recitazione mi sono accorta di avere enormi lacune». I suoi coetanei citavano autori, correnti e film. Lei invece non aveva mai sentito nominare giganti come Fellini, Pasolini o Kubrick. «All’inizio mi sono sentita in difetto, poi ho capito che era anche una grande opportunità: potevo scoprire tutto da zero mentre iniziavo a fare i primi passi in questo mondo». Tra i pochi riferimenti dell’infanzia c’era Steven Spielberg, scoperto anche grazie alla serie Dawson's Creek, dove il protagonista Dawson Leery sognava di diventare regista. Per Grandinetti il cinema non è mai un gesto puramente autobiografico. I film nascono piuttosto come strumenti per mettere sul tavolo domande collettive. «Cerco sempre di non parlare direttamente di me», spiega. «Mi interessa mettere al centro qualcosa che riguarda tutti e che possa far sentire le persone meno sole». Questo approccio si riflette anche nel suo modo di vivere il lavoro di regista: una continua attenzione ai dettagli. «Nella vita ho molti difetti», scherza, «ma quando faccio regia quei difetti diventano qualità. La mia pignoleria, per esempio, sul set diventa una risorsa». Molti dei suoi lavori hanno esplorato universi distopici. Ma oggi, osservando il mondo contemporaneo, la regista ammette di sentirsi in una fase diversa. «Negli ultimi anni ho la sensazione che non ci sia più bisogno di inventare la distopia: la stiamo vivendo», riflette. Una riflessione maturata anche attraverso la lettura del sociologo Zygmunt Bauman, autore del concetto di “retrotopia”, la nostalgia per un passato percepito come più stabile rispetto a un futuro incerto. Da qui nasce una posizione sempre più esigente nei confronti del cinema. «Oggi sento il bisogno che i film si assumano una responsabilità rispetto al tempo che stiamo vivendo. Non importa il budget o la dimensione del progetto: conta la domanda che il film pone al mondo». Il cortometraggio Majonezë è stato il progetto che più di tutti ha portato la regista marchigiana sulla scena internazionale. La partecipazione alla corsa agli Oscar è arrivata grazie alla vittoria in festival qualificanti, tra cui l’AFI Fest di Los Angeles. Da lì è partita una campagna di promozione durata circa un mese e mezzo tra New York, Los Angeles, Parigi e Londra. «Non abbiamo pensato agli Oscar come obiettivo finale», racconta. «La cosa importante era continuare a far vedere il film». Negli Stati Uniti l’opera ha sorpreso molti spettatori per la sua natura europea e per il modo in cui è stata realizzata con mezzi limitati ma grande inventiva. «Lì sono rimasti colpiti anche dal retroscena della produzione. Noi europei spesso dobbiamo essere creativi perché abbiamo meno risorse». Il vero premio, però, non sono state le candidature o i riconoscimenti. «La cosa più bella è stata incontrare artisti con carriere straordinarie e poter parlare con loro del film. Anche solo prendere un caffè insieme e ascoltare le loro storie». Tra gli incontri più sorprendenti del viaggio americano c’è quello con Oliver Stone, regista premio Oscar e autore di film come Platoon e JFK. Durante una cena tra amici, Stone – che aveva visto il corto – ha improvvisamente proposto un brindisi dedicato proprio a Majonezë. «Mi ha detto che trovava il film estremamente depresso e mi ha chiesto se fossi depressa anche io», racconta sorridendo. «Ma il fatto che un regista di quella statura si sia fermato a fare un brindisi per una regista emergente è stato incredibile». Per Grandinetti momenti come questo dimostrano una cosa semplice: i grandi artisti restano profondamente umani. «Credo che abbiano bisogno di rimanere in contatto con il mondo reale. Altrimenti come potrebbero continuare a fare film che parlano del mondo?». Dopo una trilogia di cortometraggi, la regista sta lavorando al suo primo lungometraggio, un progetto che porta avanti da diversi anni. La domanda centrale è tanto "semplice" quanto universale: che cos’è l’amore? «È un film che mi ha già insegnato moltissimo anche prima di essere girato», racconta. «Spero di realizzarlo presto». Nel cinema, del resto, il tempo ha ritmi molto diversi: tra scrittura, produzione, riprese e distribuzione possono passare anni. «È una sorta di condanna», scherza, «ma fa parte del processo». Prima di chiudere, Grandinetti torna a parlare del territorio da cui tutto è iniziato. Le Marche negli ultimi anni stanno diventando sempre più un set cinematografico. Ma per la regista il vero valore non sta solo nei paesaggi. «Quando si sceglie un luogo per un film bisogna sentire che ha a che fare con la storia che si sta raccontando», spiega. Secondo lei la regione custodisce un elemento ancora poco esplorato: una dimensione quasi mistica. «Le Marche hanno un’energia particolare che spesso viene raccontata solo come cartolina. In realtà c’è molto di più da indagare». E forse è proprio qui che si misura il senso del percorso di Giulia Grandinetti. Non nei premi, nei festival o nella corsa agli Oscar che ha accompagnato Majonezë, ma nella domanda che continua a inseguire attraverso il cinema: che cosa può ancora dirci un film sul mondo che stiamo vivendo? Per la regista marchigiana il cinema non è una fuga dalla realtà, ma uno spazio in cui provare a rimettere ordine dentro un tempo confuso. Un luogo dove porre domande, accendere discussioni, creare incontri. Anche scomodi. È forse questo il paradosso più affascinante del suo percorso: partire da una piccola città delle Marche, senza una vera educazione cinematografica alle spalle, e arrivare a dialogare con alcuni dei protagonisti del cinema mondiale. Ma senza perdere quella stessa curiosità con cui, a tredici anni, prendeva in mano per la prima volta una videocamera per provare a raccontare una storia. Perché alla fine, più che la carriera o il successo, ciò che sembra muovere davvero il suo lavoro è un’altra urgenza: continuare a cercare immagini e storie capaci di restituire un senso al presente. Anche quando quel senso, come accade spesso nel cinema migliore, non arriva come una risposta ma come una domanda che resta aperta.  

15/03/2026 13:30
Elezioni provinciali, affluenza al 45% alle 12: sfida aperta tra Gentilucci e Paoloni

Elezioni provinciali, affluenza al 45% alle 12: sfida aperta tra Gentilucci e Paoloni

Sono iniziate questa mattina le operazioni di voto per il rinnovo della Presidenza della Provincia di Macerata. Il seggio, allestito nella sala consiliare di corso della Repubblica, ha fatto registrare una buona affluenza sin dalle prime ore: alle 12:00 erano già oltre 300 i votanti che si sono espressi, pari a poco meno della metà degli aventi diritto (complessivamente 697 tra primi cittadini e consiglieri comunali del territorio). La sfida per la guida dell'ente di area vasta vede contrapposti due sindaci del territorio: Alessandro Gentilucci (Pieve Torina) e Robertino Paoloni (Loro Piceno). I seggi resteranno aperti fino alle ore 20:00 di questa sera, mentre per conoscere il nome del nuovo Presidente bisognerà attendere la giornata di domani, lunedì 16 marzo, quando si terranno lo scrutinio e la proclamazione ufficiale. Trattandosi di un'elezione di secondo livello, il voto non è uguale per tutti ma segue il criterio della ponderazione. Il "peso" della preferenza espressa da ogni elettore varia infatti in base alla fascia demografica del Comune di appartenenza. Il sistema suddivide i centri della provincia in cinque aree cromatiche: Dalla fascia azzurra, che raggruppa i 30 piccoli comuni sotto i 3mila abitanti (la più numerosa con 325 elettori), si passa alla fascia arancione (comuni tra 3 e 5mila abitanti) e alla grigia (fino a 10mila). Il peso specifico aumenta sensibilmente per i rappresentanti della fascia rossa (tra 10 e 30mila abitanti) e della verde, che comprende i due centri maggiori della provincia tra 30 e 100mila abitanti, dove 58 elettori spostano gli equilibri dello scrutinio. L’indice di ponderazione viene calcolato rapportando la popolazione di ogni fascia a quella totale della provincia; il valore ottenuto viene poi ripartito sul numero degli elettori della singola fascia. Un meccanismo tecnico che punta a garantire una rappresentatività equilibrata tra i piccoli borghi dell'entroterra e i centri più popolosi della costa e del capoluogo.

15/03/2026 13:03
Iran: due aggressori e un aggredito. Cuba il prossimo obiettivo di Trump

Iran: due aggressori e un aggredito. Cuba il prossimo obiettivo di Trump

Ebbene sì, ci sono due aggressori e un aggredito: Israele e Stati Uniti d’America, nella violazione della lettera e dello spirito del diritto internazionale, stanno sottoponendo l’Iran a una infame e deplorevole aggressione imperialistica, volta a piegare uno degli Stati che più resistono all’imperialismo assassino di USraele. Ma, curiosamente, non è più di moda la narrazione secondo cui l’aggressore ha sempre ragione e l’aggredito ha sempre torto: detta narrazione andava bene, evidentemente, quando si trattava di delegittimare la Russia di Putin, che oltretutto non ha aggredito proprio nessuno, essendo stata essa stessa aggredita gradualmente dall’occidente mediante un accerchiamento principiato fin dagli anni novanta. Quando l’aggressore coincide con la civiltà occidentale sotto cupola atlantista, allora diventa per magia benefica ed emancipativa, e l’aggredito prende a essere delegittimato come terrorista e retrogrado. Donald Trump ha recentemente dichiarato che la guerra in Iran è praticamente completata. Corregge lievemente il tiro il criminale di guerra Netanyahu, il quale precisa contro la Persia quanto segue: “vi stiamo spezzando le ossa e non abbiamo finito”. Parole che non hanno nulla a che vedere con la postura che si richiederebbe a un dignitoso capo politico, essendo invece proprie di un qualsivoglia gangster di periferia. E tuttavia la scellerata banda imperialistica di Washington e di Tel Aviv sembra aver fatto male i conti, in ragione del fatto che l’Iran sta rivelando una straordinaria capacità di resistenza: centinaia di manifestazioni ogni giorno per le piazze iraniane contro l’invasione imperialistica e una incredibile capacità di difesa da parte dell’esercito iraniano. Neppure bisogna dimenticare di fare i conti con la storia: in passato, non è mai andata bene a chi provò a invadere la Persia. L’Iran resiste eroicamente e noi non possiamo che supportare pienamente la sua sacrosanta resistenza patriottica contro l’invasore imperialista. A questo riguardo, già da alcune settimane, Donald Trump va dichiarando che Cuba è in procinto di essere "liberata" dall’interventismo imperialistico della civiltà del dollaro. Più precisamente, il presidente americano ha chiarito che presto si attuerà un cambio di regime sotto la guida dell’imperialismo etico americano con bombe intelligenti e missili democratici. Ciò permette di svolgere alcune considerazioni. Anzitutto, Donald Trump si pone in perfetta continuità con il ben collaudato imperialismo statunitense, poco cambia se con Bush o con Trump, con Obama o con Clinton. In secondo luogo, gli Stati Uniti d’America non sembrano disposti a fermarsi: dopo il Venezuela e dopo l’Iran sarà la volta di Cuba e di chissà quanti altri Stati disallineati ancora. In terzo luogo, la vicenda di Cuba fa definitivamente crollare l’ordine discorsivo imperialistico: nessuno può seriamente dire che attualmente Cuba rappresenti una minaccia per il mondo. Semplicemente, Cuba figura come uno stato non ancora inglobato nell’ordine del mondialismo capitalistico sotto l’egida di Washington. Gli Stati Uniti d’America stanno provando in maniera scomposta a far valere ancora una volta la loro dominazione sul mondo intero, fingendo che la Russia e la Cina non esistano, quando in realtà si sta platealmente disegnando un nuovo ordine mondiale di tipo multipolare, in cui l’egemonia statunitense sta sempre più rapidamente tramontando.

15/03/2026 12:30
Le patologie dell’addome: quando e perché bisogna intervenire chirurgicamente

Le patologie dell’addome: quando e perché bisogna intervenire chirurgicamente

L’addome è sicuramente quell’ambito del nostro corpo dove è più frequente la necessità di interventi chirurgici per eliminare patologie degli organi e preservarne la loro funzione. La chirurgia addominale è forse, della specialità chirurgica generale, quella che ha avuto un maggiore sviluppo di utilizzo tecnologico e di protocolli sempre meno invasivi. Ne parliamo con il Dr. Giuseppe Musolino, chirurgo addominale, già dirigente medico dell’U.O. di chirurgia dell’ospedale di Macerata, operativo poi in varie strutture ed oggi anche consulente del centro medico Associati Fisiomed. Dr. Musolino, di che cosa si occupa nello specifico il chirurgo addominale? "Il chirurgo addominale si occupa delle patologie che riguardano gli organi che si trovano all’interno dell’addome come lo stomaco, l’intestino (per polipi, diverticolite o tumori) il fegato, la colecisti e la parete addominale dove possono formarsi le ernie". Parlando di ernia: cos’è esattamente e perché talvolta occorre operarla? "L’ernia è la fuoriuscita di una parte dell’intestino o del tessuto addominale attraverso un punto di debolezza della parete muscolare. Spesso si manifesta come un piccolo rigonfiamento che può comparire in alcuni momenti come, ad esempio, quando si solleva qualcosa di pesante, si tossisce o si sta in piedi a lungo. L’ernia non provoca sempre dolore immediato, ma nel tempo può crescere e l’intervento chirurgico si rende necessario quando appaiono sintomi importanti, oppure quando esiste il rischio che l’intestino rimanga “incastrato” nell’ernia provocandone lo strozzamento. Si tratta di un intervento rapido, quasi sempre eseguito in anestesia locale, che generalmente dura meno di un’ora e il paziente può tornare a casa il giorno stesso. Anche il recupero è relativamente veloce, con ripresa della vita normale dopo pochi giorni, seppure con qualche accortezza (evitare sforzi fisici intensi o attività sportiva per qualche settimana)". Negli ultimi decenni la chirurgia è molto evoluta, quali sono i benefici per i pazienti? "È così, negli ultimi decenni la chirurgia addominale è diventata sempre meno invasiva con l’avvento, ad esempio, della laparoscopia, che consente di eseguire interventi attraverso piccole incisioni e con l’aiuto di una telecamera e di strumentazione dedicata. Uno degli interventi che ormai viene eseguito quasi sempre con chirurgia laparoscopica è l’asportazione della colecisti, necessaria in presenza di calcoli biliari che causano dolore o infiammazione. I benefici di queste nuove tecniche sono evidenti per il paziente: meno dolore dopo l’intervento, tempi di recupero molto più brevi e cicatrici più piccole o addirittura invisibili". Cosa consiglia a chi dovesse affrontare un intervento di chirurgia addominale? "Il consiglio che darei, per poter affrontare questo percorso con serenità, è di essere ben informato e capire quali sono le ragioni che hanno reso l’intervento necessario, come si svolgerà e quali saranno i tempi di recupero. La paura di non sapere cosa accadrà è il principale nemico, non bisogna quindi esitare a porre domande al proprio chirurgo con il quale ci deve essere un dialogo aperto e sincero. È altrettanto importante seguire le indicazioni prima e dopo l’intervento, perché la collaborazione del paziente è fondamentale per il buon esito di qualsiasi intervento chirurgico".

15/03/2026 12:00
La coppia aperta

La coppia aperta

Già negli anni ‘20, i due intellettuali francesi Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre proclamarono un nuovo modello di coppia: un legame in cui ciascuno potesse esprimere liberamente la propria individualità e sperimentare relazioni multiple, pur restando insieme. Erano convinti che la monogamia non rispondesse ad un’esigenza biologica. La loro unione durò oltre cinquant’anni, esercitando un’influenza profonda su filosofia, letteratura e femminismo. «La mia libertà non deve cercare di cogliere l’essere, ma di svelarlo», affermava Simone de Beauvoir. La filosofa riteneva che si potesse realizzare il passaggio dall’essere all’esistere attraverso l’emancipazione dell’individuo. Negli anni, questo approccio si è evoluto e oggi il concetto di relazione aperta gode di un riconoscimento sempre più diffuso. Cosa si intende per coppia aperta? Entrambi i partner, di comune accordo, scelgono di vivere esperienze al di fuori del rapporto, per consentire a sé stessi e all’altro di esplorare altre connessioni romantiche o sessuali. I motivi che spingono a questa scelta non devono nascere dalla necessità di risolvere problemi preesistenti, ma dovrebbero scaturire dal desiderio di migliorare la qualità della relazione. L’esclusività resta garantita sul piano emotivo, ma non su quello fisico: la coppia originaria rimane l’unico punto di riferimento. A differenza del poliamore, in cui si accetta che l’altro possa amare più persone, qui i sentimenti si concentrano sul partner principale. Ciò che consolida una coppia aperta è una base di sincerità e onestà: si stabiliscono accordi che possono essere rivisti in caso di disagio. Fondamentale è la condivisione delle emozioni, per poter manifestare gelosie, preoccupazioni o dubbi. Una comunicazione aperta permette di preservare l’intimità e di crescere senza tensioni. Quali sono i pro di una relazione aperta? Libertà di esplorare desideri e bisogni, apertura a nuovi interessi e possibilità di esprimere diversi aspetti di sé. Quali i limiti? Gestire la gelosia e la conseguente insicurezza, ansie di abbandono e cali di autostima. Difficoltà nella gestione del tempo e impegno emotivo costante richiesto per definire i confini. La coppia aperta nasce da un’esigenza di ripensare l’amore come atto di libertà consapevole, dove la fedeltà si misura non nel possesso, ma nella scelta quotidiana di tornare l’uno dall’altro.

15/03/2026 11:48
Chiedilo all'avvocato: figlio trasferito in un'altra città, cosa rischia il genitore?

Chiedilo all'avvocato: figlio trasferito in un'altra città, cosa rischia il genitore?

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa alla separazione dei coniugi e del relativo affidamento dei minori. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da un lettore di Civitanova Marche che chiede: "In caso di trasferimento in una città lontana di uno dei genitori insieme al figlio in regime di affidamento condiviso cosa comporta?".  Il trasferimento di uno dei genitori in un’altra città, quando comporta anche lo spostamento della residenza del figlio minore, rappresenta una delle questioni più delicate nel diritto di famiglia. In questi casi entrano in tensione due principi fondamentali: da un lato la libertà costituzionale di ciascun individuo di scegliere dove vivere (art. 16 Cost.), dall’altro il diritto del minore a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori (artt. 30 Cost. e 337 ter c.c.). La giurisprudenza evidenzia come il trasferimento unilaterale della residenza del figlio costituisca certamente una violazione dei doveri di cooperazione tra genitori. La decisione di modificare il luogo di vita del minore, infatti, è una questione di particolare importanza che dovrebbe essere assunta con il consenso di entrambi i genitori o, in caso di disaccordo, con l’intervento dell’autorità giudiziaria. Ciò nonostante, tale condotta non determina automaticamente conseguenze sanzionatorie sul piano dell’affidamento o del collocamento. L’ordinamento non prevede un automatismo che imponga il rientro del genitore o il trasferimento del collocamento presso l'altro genitore. Il giudice è invece chiamato a svolgere una valutazione guidata dal principio del “best interest of the child” (il superiore interesse del fanciullo). L’attenzione deve concentrarsi sugli effetti che tale scelta produce sulla vita e sull’equilibrio del bambino: qualora il minore si sia ormai inserito nel nuovo contesto scolastico e relazionale, un ulteriore spostamento forzato potrebbe risultare più dannoso. L’autorità giudiziaria non può imporre a un genitore dove risiedere, ma può valutare se sia più conforme all’interesse del minore seguirlo nella nuova città oppure rimanere nel luogo originario con l’altro genitore, modificando eventualmente il collocamento. Il principio di bigenitorialità non implica una perfetta parità quantitativa di tempo o una necessaria prossimità territoriale, ma il diritto del minore a ricevere da entrambi cura, educazione e assistenza. Quando la distanza è notevole, il giudice può intervenire rimodulando le modalità di esercizio del diritto di visita, prevedendo periodi di permanenza più lunghi durante le vacanze e l'uso di strumenti di comunicazione a distanza. Naturalmente, il trasferimento non può essere utilizzato per ostacolare il rapporto con l’altro genitore. Qualora emerga l'intento di recidere tale legame, il giudice può adottare provvedimenti correttivi (art. 709 ter c.p.c.) o, nei casi più gravi, procedere alla limitazione della responsabilità genitoriale. Pertanto, in risposta al nostro lettore risulta corretto affermare che: "Il trasferimento unilaterale del genitore con il figlio costituisce una condotta censurabile, ma non comporta automaticamente la modifica del collocamento del minore; la decisione finale deve essere guidata dalla valutazione concreta delle esigenze del minore, privilegiando la continuità delle cure e la stabilità emotiva" (Cass. Civ. Sez. I, Ord. 24.02.2026 n. 4110). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

15/03/2026 11:15
Lieve sciame sismico a Sant'Angelo in Pontano: serie di scosse nella mattinata

Lieve sciame sismico a Sant'Angelo in Pontano: serie di scosse nella mattinata

La terra torna a tremare con lievi movimenti nel distretto sismico maceratese. Dalla tarda serata di ieri e per tutta la mattinata odierna, i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno rilevato una serie di scosse localizzate nel territorio comunale di Sant'Angelo in Pontano. Si tratta di uno sciame sismico di bassa intensità, composto per lo più da eventi definiti "strumentali".  Il picco della sequenza è stato raggiunto alle 09:59 di oggi, 15 marzo, con una magnitudo di 2.9. L'epicentro è stato individuato proprio nei pressi del centro abitato, con un ipocentro fissato a una profondità di circa 24 chilometri. L'attività era iniziata a intensificarsi già nelle prime ore della notte, quando alle 01:32 e alle 03:17 erano state registrate due scosse di magnitudo 2.4. Successivamente all'evento principale delle dieci meno un minuto, lo sciame è proseguito con altre repliche minori, tra cui due scosse di magnitudo 2.3 rilevate rispettivamente alle ore 10:01 e alle ore 10:24. Tutti i fenomeni sismici registrati nell'area presentano una profondità costante, compresa tra i 23 e i 25 chilometri. Nonostante la frequenza degli episodi in un arco temporale così ristretto, non si registrano criticità o danni a persone e strutture. 

15/03/2026 11:00
I socialisti serrano i ranghi a Tolentino: Scipioni riconfermato segretario provinciale

I socialisti serrano i ranghi a Tolentino: Scipioni riconfermato segretario provinciale

Il Partito Socialista Italiano della provincia di Macerata riparte da Tolentino. Nella giornata di ieri si è celebrato il congresso straordinario provinciale, un appuntamento che ha visto una partecipazione nutrita e un dibattito focalizzato sulla necessità di riportare una visione strategica all'interno della politica locale e nazionale. Al centro dei lavori, la mozione del segretario uscente Sandro Scipioni, rieletto all’unanimità alla guida della federazione maceratese. Nel suo intervento, Scipioni ha tracciato la rotta del "nuovo corso" socialista, puntando tutto sulla "politica dell’ascolto" e sulla concretezza. «Nella politica odierna manca una visione strategica per affrontare i nodi principali ancora irrisolti», ha sottolineato il segretario, rilanciando una linea basata sul fare e sulla partecipazione aperta, senza preclusioni. La vera novità del congresso riguarda il rinnovamento generazionale dei quadri dirigenti. La federazione ha infatti eletto come vicesegretario provinciale Matteo Teloni, giovane studente di vent’anni, a dimostrazione della volontà del garofano rosso di stringere una collaborazione sempre più stretta con il mondo giovanile e studentesco. Ad affiancare Scipioni e Teloni sarà Claudio Simonetti, eletto nel ruolo di presidente provinciale del partito. L'assemblea, presieduta dal segretario regionale Antonio Gitto, ha visto anche la partecipazione di figure di rilievo del panorama politico provinciale, segnale di un dialogo aperto nel campo del centrosinistra. Tra gli ospiti erano presenti Angelo Sciapichetti (Pd), il consigliere regionale di Progetto Marche Michele Caporossi e il candidato sindaco di Macerata Gianluca Tittarelli. Il confronto è entrato nel merito delle grandi questioni attuali: dai prossimi referendum alle elezioni comunali, senza dimenticare i pilastri storici del socialismo come scuola, lavoro, giustizia e sviluppo economico. L'obiettivo dichiarato per il prossimo mandato è chiaro: trasformare il partito in un laboratorio di idee aperto alla cittadinanza, dove "la partecipazione non sia un semplice slogan ma una pratica quotidiana".

15/03/2026 10:40
Macerata sul podio ad Atene: Leonardo Archini è bronzo internazionale nel Kung Fu

Macerata sul podio ad Atene: Leonardo Archini è bronzo internazionale nel Kung Fu

Il Kung Fu maceratese brilla sotto il cielo di Atene. Si è conclusa con una prestigiosa medaglia di bronzo la trasferta di Leonardo Archini al 6° Acropolis International Wushu Open, svoltosi nella suggestiva cornice dello stadio olimpico ellenico. L’atleta, portacolori della scuola maceratese Asd Wuxing, è stato convocato con la delegazione italiana per misurarsi con i migliori interpreti internazionali della disciplina. Archini ha conquistato il terzo gradino del podio nella specialità Tui shou (spinta con le mani) a piedi fissi, una prova che richiede una gestione millimetrica dell'equilibrio e della forza interna. Il risultato non è solo un trofeo da mettere in bacheca, ma la conferma della qualità dell'insegnamento marziale portato avanti nel capoluogo. Grande soddisfazione è stata espressa dai tecnici Andrea Bordi e Massimiliano Pallotti, che hanno seguito da vicino la preparazione dell'atleta. "Il piazzamento ottenuto rappresenta un utile test per verificare il lavoro svolto sulla struttura e sull'equilibrio - hanno commentato i preparatori - e la competizione internazionale è stata un'occasione di confronto necessaria per valutare la tenuta tecnica dell'atleta in un contesto esterno alla nostra scuola". Lo stesso Leonardo Archini ha voluto sottolineare l'importanza dell'esperienza, spiegando come il suo obiettivo principale fosse quello di tradurre nella pratica agonistica i principi millenari dello stile Hung Gar. Un percorso di studio rigoroso che Archini segue a Macerata sotto la guida del Maestro Bordi e con la supervisione tecnica del Maestro Luigi Martone. Per la Asd Wuxing, scuola che da anni rappresenta un punto di riferimento a Macerata per lo studio delle arti marziali tradizionali, questo bronzo aggiunge un tassello fondamentale nel percorso di crescita collettivo. Il risultato di Atene conferma la validità di un metodo che unisce la tradizione del Kung Fu alla capacità di competere ad altissimi livelli, portando il nome della città sul podio dei grandi eventi internazionali.

15/03/2026 10:30
Porto Recanati, l'opposizione 'chiama' Michelini in aula: "Chiarezza sul salvataggio del mattatoio di Macerata"

Porto Recanati, l'opposizione 'chiama' Michelini in aula: "Chiarezza sul salvataggio del mattatoio di Macerata"

La partecipazione di Porto Recanati alla cordata di Comuni per il salvataggio del mattatoio di Villa Potenza finisce sotto la lente della minoranza. I consiglieri Maria Grazia Nalmodi, Salvatore Piscitelli, Alessandro Rovazzani, Angelica Sabbatini e Rosalba Ubaldi hanno depositato una richiesta ufficiale per la convocazione d’urgenza di una seduta straordinaria del Consiglio Comunale.  L’obiettivo è quello di spingere il sindaco Andrea Michelini a riferire in Aula sui dettagli di un’operazione che, pur riguardando una struttura sita nel territorio di Macerata, rischia di avere un" impatto diretto sulle casse porto-recanatesi", sottolineano dalla minoranza. L'ombra del "salvataggio" sui conti pubblici nasce dall'assemblea tenutasi lo scorso 12 marzo a Macerata, durante la quale l'amministrazione avrebbe espresso la volontà di far parte del gruppo di enti locali pronti a rilevare o gestire la struttura per evitarne la chiusura. Un intento che per l'opposizione presenta "troppe zone d'ombra", poiché tale operazione comporterebbe inevitabilmente "oneri finanziari certi e responsabilità gestionali pluriennali per il bilancio comunale". La minoranza non accetta il silenzio della Giunta e chiede che il sindaco illustri punto per punto "i termini esatti dell'accordo tra i vari Comuni coinvolti e, soprattutto, quale sia la quota di partecipazione economica spettante a Porto Recanati". Secondo i firmatari, "è fondamentale che vengano presentate le garanzie di sostenibilità economica dell'iniziativa per evitare che l'ente si faccia carico di impegni programmatici rischiosi".  

15/03/2026 10:20
Patente internazionale falsa e mai conseguita: fermato 32enne nel maxi-blitz a Tolentino

Patente internazionale falsa e mai conseguita: fermato 32enne nel maxi-blitz a Tolentino

Maxi operazione "Largo Raggio" dei carabinieri della Compagnia di Tolentino: 76 persone identificate e numerosi sequestri tra patenti false e guida senza licenza. Il controllo del territorio resta una priorità nell'Alto Maceratese, dove l'ultima operazione coordinata dai carabinieri ha visto in campo 14 militari e 7 pattuglie. Il bilancio parla di una serie di illeciti legati principalmente alla circolazione stradale e al mancato rispetto dei provvedimenti giudiziari. A Tolentino, un 32enne di origini egiziane è stato fermato alla guida con un permesso internazionale risultato completamente falso; l'uomo, che non aveva mai conseguito una licenza di guida, è stato denunciato e sanzionato. Sorte simile per un 50enne macedone, sorpreso nuovamente al volante senza patente: per lui è scattata la denuncia per recidiva e il sequestro del veicolo. Sempre nel centro di Tolentino, un 40enne è finito nei guai per aver violato i doveri di custodia. L'uomo aveva la responsabilità di un ciclomotore già sotto sequestro, ma lo aveva prestato a terzi ignorando il divieto. Il mezzo è stato definitivamente confiscato. Un caso analogo si è registrato a San Severino Marche, dove un 35enne è stato sorpreso a circolare con un'auto già sottoposta a sequestro amministrativo; durante la perquisizione, i militari hanno rinvenuto anche un coltello a serramanico di 17 cm, facendo scattare la denuncia per porto d'armi bianche. L'attività si è conclusa con la segnalazione alla Prefettura di un 40enne di origini lucane, trovato in possesso di cocaina a San Severino mentre guidava con patente revocata. Infine, i militari sono intervenuti per sedare le urla di una 32enne straniera che, in preda ai fumi dell'alcol, stava molestando i passanti nel centro cittadino. La donna è stata sanzionata per ubriachezza molesta.

15/03/2026 10:00
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