Pesaro

Cade in un pozzo profondo 20 metri: uomo salvato dai vigili del fuoco

Cade in un pozzo profondo 20 metri: uomo salvato dai vigili del fuoco

PESARO – Momenti di paura nella mattinata per un uomo caduto all’interno di un pozzo profondo circa 20 metri, nel quale era presente anche dell’acqua. Il fatto è avvenuto a Mombaroccio, nel Pesarese. L’allarme è scattato poco prima delle 10.30, e ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco. Sul posto è arrivata la squadra dei vigili del fuoco di Pesaro, supportata da un’autobotte e da un mezzo SAF (Speleo Alpino Fluviale), necessario per effettuare le operazioni di recupero in sicurezza. I soccorritori hanno raggiunto l’uomo all’interno del pozzo e lo hanno recuperato utilizzando le tecniche SAF. Nonostante la profondità e la presenza di acqua, la persona è rimasta sempre cosciente durante le operazioni. Una volta riportato in superficie, l’uomo è stato affidato alle cure del personale sanitario intervenuto sul posto per gli accertamenti e le necessarie valutazioni. Presenti anche i Carabinieri, impegnati nelle attività di supporto e negli accertamenti sull’accaduto. L’intervento dei vigili del fuoco ha permesso di portare rapidamente in salvo l’uomo, evitando conseguenze ancora più gravi.

29/08/2026 13:30
Caro carburante, agricoltura e pesca marchigiane in ginocchio: “Così non possiamo più fare reddito”

Caro carburante, agricoltura e pesca marchigiane in ginocchio: “Così non possiamo più fare reddito”

Il gasolio agricolo arriva a 1,202 euro al litro al netto dell’Iva. Cia Marche: “È in gioco il destino dell’agricoltura nazionale”. In difficoltà anche la pesca, con il carburante marino arrivato a 1,25 euro al litro nel porto di San Benedetto.    Il caro carburante pesa sempre di più sui conti delle aziende agricole marchigiane, alle prese con costi di produzione che continuano a crescere e margini di redditività sempre più ridotti.   L’ultima rilevazione disponibile dei “Prezzi medi al consumo dei prodotti petroliferi nella Regione Marche”, effettuata dalla Camera di Commercio delle Marche, fotografa una situazione particolarmente preoccupante: per le forniture comprese tra 1.001 e 5.000 litri, il prezzo del gasolio agricolo ha raggiunto 1,202 euro al litro al netto dell’Iva.   Un livello che incide direttamente sui costi delle imprese agricole, soprattutto in un periodo dell’anno nel quale l’utilizzo di mezzi, macchinari e attrezzature continua a essere particolarmente intenso.   «Forse non è chiaro che qui è in gioco il destino dell’agricoltura nazionale, non solo marchigiana – dichiara il presidente di Cia Marche Alessandro Taddei –. La curva del costo del carburante, purtroppo, sta confermando le ipotesi più pessimistiche: siamo a 1,50 euro al litro Iva compresa e molti riflettono sul proprio futuro».   Il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno rende ancora più evidente la portata dell'aumento.   «In questo periodo, un anno fa, il gasolio agricolo si attestava intorno agli 80-90 centesimi Iva compresa», ricorda Taddei. Oggi, invece, il prezzo è arrivato a circa il doppio, con conseguenze pesanti sulla capacità delle aziende di produrre reddito.   «Non ci permette più di fare reddito, perché il costo del carburante si ripercuote poi su aumenti generalizzati su tutto. Se un anno fa un’impresa agricola lavorava praticamente “alla pari”, oggi quegli 80 centesimi in più li mette di tasca propria».   Secondo Cia Marche, i provvedimenti messi in campo a livello europeo e nazionale possono contribuire soltanto in parte ad attenuare gli effetti della crisi.   «Europa e Governo italiano cercano di mitigare le nostre difficoltà, ma sono palliativi», sottolinea Taddei, riportando l’attenzione su quello che considera uno dei problemi strutturali del settore: gli squilibri lungo le filiere agroalimentari.   L’aumento dei costi di gasolio, energia elettrica, concimi e sementi si scontra infatti con la difficoltà degli agricoltori di adeguare il prezzo della materia prima prodotta.   «Siamo gli unici che, nonostante gli aumenti di gasolio, elettricità, concimi, sementi, non possiamo permetterci di chiedere un aumento del prezzo della materia prima che produciamo», spiega il presidente di Cia Marche.   Il riferimento è anche al prezzo del grano e, più in generale, alla distribuzione del valore lungo la filiera.   «Viene spontaneo pensare al prezzo del grano: tutti in filiera possono adeguare i prezzi tranne gli agricoltori e, nonostante questo, non possiamo nemmeno dire di fare un sacrificio per i consumatori, perché i prezzi agli scaffali aumentano, anche se non a nostro vantaggio».   Una situazione che alimenta incertezza soprattutto in vista delle prossime campagne agricole.   Secondo Taddei, nelle Marche sono ormai pochissimi i comparti agricoli che riescono a garantire una redditività soddisfacente.   «I settori agricoli che vanno bene, nelle Marche, sono pochissimi e riceviamo decine di telefonate al giorno di associati che ci chiedono cosa potrebbero coltivare, in alternativa a quanto fanno, per risollevarsi».   A preoccupare è anche il rischio che una parte degli agricoltori scelga di non coltivare i propri terreni, aprendo la strada a possibili operazioni speculative.   «La nostra paura è che parecchi agricoltori quest’anno decidano di non lavorare i terreni, facendo partire le speculazioni da parte di quelle grosse compagnie che investono nei terreni per realizzare mega impianti fotovoltaici. Siamo disarmati».   La crescita dei prezzi del carburante non riguarda soltanto il comparto agricolo. A essere duramente colpita è anche la pesca, settore particolarmente esposto all’andamento del costo del carburante marino.   A fotografare la situazione è EUMOFA, l’Osservatorio europeo del mercato dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura della Commissione europea, che monitora anche l’andamento dei prezzi del carburante marino nei principali Paesi europei.   Secondo i dati dell’Osservatorio, rispetto a marzo 2025, quando il gasolio marittimo veniva venduto a 0,64 euro al litro, nello stesso mese del 2026 il prezzo ha registrato un aumento di circa il 55%, raggiungendo 0,99 euro al litro.   A metà maggio, inoltre, EUMOFA ha rilevato nei Paesi europei monitorati prezzi compresi tra 0,97 e 1,14 euro al litro, con un incremento medio dell’83,8% rispetto a maggio 2025.   Un andamento che in pochi mesi ha inciso pesantemente sui costi sostenuti dalla flotta peschereccia italiana e, in particolare, dalle marinerie dell’Adriatico.   A confermare la pressione sui costi è Pietro Ricci, armatore sambenedettese.   «La tendenza all’aumento è evidente – dichiara Ricci – perché un mese fa il prezzo del carburante era di un euro, oggi siamo già a 1,25 euro al porto di San Benedetto, mentre a Chioggia siamo a 1,30 euro».   Un incremento del 25% in appena un mese che rende ancora più difficile la gestione economica delle imprese della pesca.   «È un dato preoccupante che, purtroppo, non ci sorprende – aggiunge Massimo Sandroni, direttore Cia Marche e della sezione PescAgri – perché si tratta dell’effetto congiunto di fattori interni ed esterni».   Secondo Sandroni, se gli operatori non possono intervenire direttamente sulle dinamiche internazionali che stanno contribuendo alla crescita dei costi, esiste però la possibilità di costruire risposte più solide sul piano nazionale ed europeo.   «Se non possiamo fare nulla sul fronte delle vicende internazionali che, indirettamente, stanno mettendo in ginocchio agricoltura e pesca, possiamo però organizzare strumenti economici e politici che non siano emergenziali ma strutturali».   Il caro carburante si conferma così uno dei principali fattori di pressione per due comparti strategici dell’economia marchigiana. Agricoltura e pesca si trovano a fronteggiare costi crescenti, mentre la possibilità di trasferire gli aumenti lungo la filiera resta fortemente limitata.   Una situazione che, secondo Cia Marche, rende sempre più urgente un intervento strutturale capace di sostenere la redditività delle imprese e garantire la continuità di attività che rappresentano una parte fondamentale del tessuto economico e produttivo delle Marche.  

28/08/2026 10:53
Sisma, dieci anni dopo. Castelli: "Ricostruzione atto di giustizia verso le comunità, il riferimento è il Friuli"

Sisma, dieci anni dopo. Castelli: "Ricostruzione atto di giustizia verso le comunità, il riferimento è il Friuli"

Dieci anni non bastano per colmare il dolore, ma sono un tempo sufficiente per misurare la forza di chi ha deciso di non arrendersi. Alle 3.36 del 24 agosto 2016 la terra tremò e il Centro Italia sprofondò nell'incubo: 299 vittime, paesi rasati al suolo e un’intera comunità ferita al cuore. A un decennio da quella notte, Amatrice, Accumoli, Arquata e tutti i borghi del cratere ricordano chi non c’è più, ma guarda avanti. Nel più grande cantiere d’Europa, la ricostruzione ha finalmente ingranato la marcia giusta, trasformandosi in una storia di riscatto e dignità. I numeri del Rapporto 2026 raccontano una svolta concreta, ma ancora molta strada c'é da percorrere. "Quasi il 98 per cento delle opere pubbliche programmate è stato sbloccato e oltre 14 mila cantieri privati sono già stati completati", spiega il commissario sisma Guido Castelli. "Le gru dominano ancora il paesaggio, ma oggi restituiscono case sicure, scuole moderne come l'istituto Betti di Camerino e il Divini di San Severino, ed edifici simbolici della nostra identità spirituale, primo tra tutti la Basilica di San Benedetto a Norcia". Ma la sfida vera, come sottolinea il commissario straordinario non è stata soltanto posare mattoni, bensì "ricucire il tessuto sociale ed economico di un territorio che rischiava lo spopolamento definitivo. Attraverso i fondi dedicati e la strategia di riparazione economica, l'Appennino centrale sta difendendo con le unghie il diritto a restare. I dati confermano una ripartenza reale: l'occupazione cresce a ritmi superiori alla media nazionale, mentre la percentuale di giovani che non studiano e non lavorano è crollata, toccando ad Ascoli e Macerata valori tra i più bassi d'Italia". "Il punto di riferimento resta lo storico modello del Friuli del 1976, ma con la consapevolezza di dover gestire un territorio vastissimo diviso tra quattro regioni. A metà strada da quel traguardo, la rinascita procede a passo spedito. Ogni cantiere che chiude, ogni famiglia che rientra a casa e ogni attività che riapre i battenti rappresentano la vittoria della speranza sulla tragedia, l'omaggio più bello a chi ha perso la vita in quella terribile notte di fine estate".

23/08/2026 15:37
Dalla missione per Gaza alla protesta in Albania: cinque marchigiani con la Global Sumud Flotilla

Dalla missione per Gaza alla protesta in Albania: cinque marchigiani con la Global Sumud Flotilla

Dalla missione diretta verso Gaza alla protesta in Albania. Cinque attivisti marchigiani partecipano alla nuova iniziativa della Global Sumud Flotilla, dopo aver preso parte alla precedente missione diretta verso la Striscia e fermata dalla Marina israeliana in acque internazionali lo scorso 18 maggio. Si tratta di Marco Montenovi, Maurizio Menghini e Vittorio Sergi, già protagonisti della precedente missione, ai quali in questa occasione si sono aggiunti Daniele Randelli e Valeria Tinti. Le imbarcazioni, recuperate e riparate dai volontari dopo l'episodio dello scorso maggio, sono partite il 16 agosto da Augusta con destinazione Valona, in Albania, dove è previsto l'arrivo dopo una tappa a Brindisi, il 20 agosto. La nuova missione non avrà come destinazione Gaza. L'obiettivo è infatti raggiungere l'isola di Sazan e la zona della laguna di Narta e Zvernec, dove da mesi è in corso una mobilitazione ribattezzata «rivoluzione dei fenicotteri», nata in opposizione a un progetto immobiliare che coinvolge una società legata a Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Tra i partecipanti ci sono anche esponenti del Coordinamento Marche per la Palestina. Montenovi, Sergi e Tinti fanno parte del coordinamento e prenderanno parte alle iniziative previste in Albania nelle giornate del 21 e 22 agosto. Il programma prevede anche la partecipazione al corteo contro il governo di Edi Rama, in programma nella serata del 22 agosto a Tirana. La missione rappresenta dunque una nuova tappa dell'impegno degli attivisti marchigiani, dopo l'esperienza dello scorso maggio. Le imbarcazioni utilizzate nella precedente iniziativa erano state recuperate e successivamente riparate dai volontari, tornando ora in mare per una nuova mobilitazione. Il rientro nelle Marche dei cinque attivisti è previsto entro la fine di agosto. (Foto Ansa) 

19/08/2026 17:34
Donna colpita da un bovino durante l'escursione in bici: interviene l'elisoccorso

Donna colpita da un bovino durante l'escursione in bici: interviene l'elisoccorso

Due interventi in rapida successione per il Soccorso Alpino e Speleologico Marche, impegnato oggi in altrettante operazioni di soccorso sul Monte Nerone e sul Monte Catria. In entrambi i casi è stato necessario l'intervento dell'elisoccorso regionale Icaro 02, che ha consentito di raggiungere rapidamente le persone infortunate e concludere le operazioni senza ulteriori criticità. Il primo intervento si è verificato sul Monte Nerone, dove una donna è stata urtata da un bovino e spinta contro un muretto mentre attraversava un tratto di strada occupato da una mandria di animali con vitelli. La donna si trovava insieme al marito, che si era fermato a causa di una foratura alla bicicletta. Durante l'attraversamento della strada, uno degli animali l'ha colpita, provocandone la caduta contro un muretto. Immediatamente è scattata la macchina dei soccorsi. Sul posto è intervenuto Icaro 02, mentre le squadre territoriali del Soccorso Alpino e Speleologico Marche sono state attivate per fornire supporto alle operazioni. La donna, fortemente spaventata per l'accaduto, è stata presa in carico dal personale sanitario e successivamente trasferita in ambulanza per gli accertamenti del caso. Poco dopo la conclusione del primo intervento, i soccorritori hanno ricevuto una seconda richiesta di aiuto per un'infortunata sul Monte Catria, che aveva riportato un trauma alla caviglia sinistra, con sospetta frattura. L'eliambulanza, trovandosi a pochi minuti di volo dalla zona, ha raggiunto rapidamente il luogo dell'incidente. Il tecnico del Soccorso Alpino e Speleologico Marche, insieme al medico e all'infermiere dell'equipaggio sanitario, ha raggiunto la donna e proceduto alla sua stabilizzazione. Le caratteristiche della zona e le condizioni dell'infortunata hanno reso necessario il recupero mediante verricello, per una calata di circa 50 metri. La donna è stata quindi issata a bordo dell'elicottero e trasferita all'ospedale di Fabriano per ricevere le cure necessarie. Anche in questo secondo caso erano state attivate le squadre territoriali del Soccorso Alpino e Speleologico Marche, pronte a intervenire a supporto dell'equipaggio dell'elisoccorso. Entrambi gli interventi si sono conclusi rapidamente e senza ulteriori criticità, consentendo alle due donne di essere affidate alle cure del personale sanitario. (Foto di repetorio) 

19/08/2026 14:50
Muore dopo inseguimento e colluttazione con i carabinieri: la Procura dispone autopsia e verifiche sul taser

Muore dopo inseguimento e colluttazione con i carabinieri: la Procura dispone autopsia e verifiche sul taser

Un'autopsia per chiarire le cause del decesso e accertamenti tecnici sul funzionamento del taser in dotazione ai carabinieri. Sono i due principali filoni dell'indagine aperta dalla Procura di Ancona sulla morte di un 35enne di nazionalità ucraina, deceduto per arresto cardiaco a bordo di un'ambulanza dopo un pericoloso inseguimento in auto e una violenta colluttazione con i militari a Senigallia. Il fascicolo, affidato alla pm Valeria Cigliola e sotto la guida del procuratore capo Monica Garulli, verrà iscritto con la formula dell'annotazione preliminare, procedura adottata quando sussiste un fatto compiuto in presenza di una causa di giustificazione, senza procedere per ora all'iscrizione immediata nel registro degli indagati. Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo, in forte stato di alterazione, avrebbe iniziato una serie di manovre azzardate a bordo di una Bmw bianca tra Fano e Marotta, guidando contromano e urtando diversi veicoli. Intercettato a Senigallia, ha speronato una gazzella dell'Arma prima di tentare la fuga a piedi. Raggiunto dalle forze dell'ordine, ne è nata una violenta colluttazione nella quale il 35enne ha morso un dito a un militare. I carabinieri hanno fatto ricorso al dispositivo taser, ma gli inquirenti intendono verificare se l'apparecchiatura abbia funzionato correttamente, dato che l'uomo avrebbe continuato a reagire con aggressività. I soccorritori del 118 e della Croce Rossa sono intervenuti sedando l'uomo le cui condizioni iniziali e i cui parametri vitali risultavano sotto controllo; tuttavia, durante il tragitto verso l'ospedale, si è verificato il repentino ed esiziale arresto cardiaco. L'esame autoptico verrà eseguito nei prossimi giorni all'ospedale regionale di Torrette ad Ancona.

03/08/2026 16:50
Marche senza sportelli bancari: oltre 103 mila cittadini vivono in comuni privi di filiali

Marche senza sportelli bancari: oltre 103 mila cittadini vivono in comuni privi di filiali

Nove marchigiani su dieci sono insoddisfatti della riduzione o della chiusura delle filiali bancarie nel proprio territorio. È uno dei dati più significativi che emerge dal terzo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria, “L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025”, che fotografa le conseguenze della progressiva riduzione della presenza degli istituti di credito nelle comunità locali. Secondo l’indagine, nelle Marche il 91,4% dei cittadini considera negativa la diminuzione degli sportelli bancari nei luoghi in cui vive. La presenza di un bancomat, sottolinea il rapporto, non viene percepita come una sostituzione adeguata del rapporto diretto con il personale bancario. I numeri raccontano una trasformazione profonda del sistema bancario regionale. Tra il 2020 e il 2025 i comuni marchigiani serviti da banche sono passati da 184 a 143, con una riduzione del 22,3%. Nello stesso periodo le filiali sono scese da 790 a 585, con un calo del 25,9%: significa che in cinque anni sono stati chiusi 205 sportelli, con una media di 3,4 chiusure al mese. La conseguenza è che oggi 103.439 cittadini marchigiani risiedono in comuni privi di uno sportello bancario. Una situazione che, secondo Uilca, non riguarda soltanto la comodità di effettuare operazioni bancarie, ma coinvolge anche il ruolo sociale delle banche nei territori. “Dietro ogni sportello chiuso – evidenzia il segretario generale Uilca Fulvio Furlan – c’è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia”. Il fenomeno viene collegato anche al rischio di ulteriore spopolamento delle aree interne e dei piccoli centri. Per il 63,4% dei cittadini marchigiani, infatti, la presenza di una filiale bancaria rappresenta un elemento che può influenzare la scelta di vivere o meno in un territorio. Inoltre, l’82,3% degli intervistati ritiene che la chiusura degli sportelli contribuisca alla marginalizzazione delle comunità locali. Tra le criticità evidenziate dal rapporto c’è anche il tema della sicurezza. La riduzione del rapporto diretto con gli operatori bancari potrebbe aumentare la vulnerabilità dei cittadini più fragili rispetto a truffe e frodi. Nelle Marche il 79% delle persone intervistate ritiene che la scomparsa delle filiali favorisca il rischio usura, mentre l’86,6% considera la presenza del personale bancario importante per aiutare i cittadini a difendersi da phishing e truffe online. La Uilca chiede quindi un cambio di prospettiva: non solo una rete bancaria basata sull’efficienza economica, ma anche un presidio vicino alle persone e ai territori. “La banca – conclude Furlan – deve recuperare e rafforzare il proprio ruolo sociale, mettendo al centro le persone”.

01/08/2026 13:28
Maltempo, stato di Calamità nelle province di Ascoli e Fermo - Acquaroli: "lo chiederemo per tutta la regione

Maltempo, stato di Calamità nelle province di Ascoli e Fermo - Acquaroli: "lo chiederemo per tutta la regione

Le Marche fanno i conti con gli effetti dell’ondata di maltempo che ha colpito diversi territori, provocando danni al comparto agricolo, alle attività produttive e alle infrastrutture. Da sud a nord della regione sono arrivate segnalazioni di criticità e la Regione ha avviato il percorso per chiedere al Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha annunciato l’avvio della ricognizione dei danni, con il coinvolgimento dei Comuni chiamati a raccogliere e trasmettere le informazioni necessarie per delineare il quadro complessivo delle conseguenze provocate dagli eventi atmosferici e predisporre la richiesta di intervento. “Ci sarà lo stato di calamità per la provincia di Ascoli e per alcuni comuni della provincia di Fermo, ma noi chiederemo per tutta la regione, perché ci sono stati danni anche nella provincia di Pesaro, qui a Macerata sulla costa, nell’Anconetano”, ha spiegato Acquaroli ieri a Macerata, intervenendo al convegno organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. La richiesta regionale punta quindi ad ampliare il riconoscimento dell’emergenza anche alle altre aree marchigiane che hanno registrato danni, oltre ai territori già interessati dal provvedimento nazionale. Nel frattempo è arrivata la decisione del Consiglio dei ministri sullo stato di emergenza per gli eccezionali fenomeni meteorologici che hanno interessato, tra il 26 marzo e il 3 aprile, la provincia di Ascoli Piceno e il Comune di Amandola, in provincia di Fermo. Il provvedimento avrà una durata di dodici mesi. Per fronteggiare le prime esigenze sono stati messi a disposizione 4 milioni e 310 mila euro, attraverso il Fondo per le emergenze nazionali. Le risorse saranno destinate agli interventi più urgenti a sostegno delle zone colpite. La Regione prosegue ora il lavoro di raccolta delle segnalazioni per arrivare a una stima completa dei danni e definire il fabbisogno necessario per accompagnare la ripartenza dei territori coinvolti.

24/07/2026 17:45
Maltempo nelle Marche, quasi 300 interventi dei vigili del fuoco. Piergallini: "Subito lo stato di emergenza"

Maltempo nelle Marche, quasi 300 interventi dei vigili del fuoco. Piergallini: "Subito lo stato di emergenza"

MARCHE – Prosegue l'intensa attività dei vigili del fuoco per fronteggiare i danni provocati dall'ondata di maltempo che nelle ultime ore ha investito la regione. Finora sono stati effettuati circa 300 interventi, in gran parte per la rimozione di alberi e rami caduti, allagamenti e danni causati dalle forti raffiche di vento. Per sostenere il dispositivo di soccorso marchigiano è stato inviato anche un modulo operativo del Comando dei vigili del fuoco di Roma, entrato in azione per dare supporto alle squadre impegnate a rispondere alle numerose richieste ancora aperte. Nella notte, tra le 20 di ieri e le 7 di questa mattina, i vigili del fuoco hanno effettuato 22 interventi nella provincia di Pesaro Urbino, 33 in quella di Ancona, 21 nel Maceratese, 22 nel Fermano e 38 nell'Ascolano. Le operazioni proseguono anche oggi per completare gli interventi e ripristinare le condizioni di sicurezza nelle aree più colpite. Sul fronte politico, il vicepresidente dell'Assemblea legislativa delle Marche e consigliere regionale del Partito Democratico, Enrico Piergallini, chiede alla Regione di attivarsi immediatamente presso il Governo per ottenere il riconoscimento dello stato di emergenza. Secondo Piergallini, dopo le violente grandinate che hanno colpito il Piceno e altre zone delle Marche, causando danni ad abitazioni, automobili, colture e attività produttive, è necessario garantire risorse straordinarie a famiglie, imprese e aziende agricole. Il consigliere sottolinea inoltre come molte aziende rischino di vedere compromesso il lavoro di un'intera stagione e invita la Giunta regionale ad avviare con la massima urgenza una ricognizione dei danni, coinvolgendo Comuni, Protezione civile e associazioni di categoria, così da attivare rapidamente tutte le procedure necessarie per ottenere risposte concrete. Alla richiesta di interventi immediati si associa anche Cna, che sollecita misure tempestive a sostegno delle imprese colpite dagli eventi meteorologici estremi.

22/07/2026 10:15
Marche, via libera alla legge "anti Kebab": la maggioranza parla di identità, l’opposizione attacca

Marche, via libera alla legge "anti Kebab": la maggioranza parla di identità, l’opposizione attacca

ANCONA – Dopo settimane di polemiche, il Consiglio regionale delle Marche ha approvato la proposta di legge presentata dalla Giunta guidata dal presidente Francesco Acquaroli, ribattezzata nel dibattito politico e mediatico "legge anti kebab". Il provvedimento, approvato con 19 voti favorevoli e 9 contrari, punta a fornire ai Comuni nuovi strumenti per la valorizzazione dei centri storici, favorendo le attività considerate espressione dell'identità del territorio e limitando l'insediamento di alcune tipologie commerciali ritenute non coerenti con il contesto urbano. La norma nasce con l'obiettivo dichiarato di contrastare il progressivo impoverimento commerciale dei centri cittadini, sostenendo botteghe artigiane, produzioni locali, attività legate alla tradizione marchigiana e iniziative capaci di preservare il decoro urbano. Per la maggioranza si tratta di una risposta concreta a un fenomeno che negli ultimi anni ha visto molti negozi storici chiudere i battenti, lasciando spazio a serrande abbassate e locali sfitti. A difendere il testo in Aula è stato Marco Ausili, consigliere regionale di Fratelli d'Italia e relatore di maggioranza. «La legge approvata oggi serve a ridare identità, qualità e futuro ai nostri centri storici, non a discriminare nessuno», ha dichiarato, respingendo le accuse rivolte dalle opposizioni. Secondo Ausili, il provvedimento mette a disposizione dei Comuni strumenti per programmare meglio lo sviluppo commerciale e salvaguardare le caratteristiche delle città marchigiane. Di segno opposto la posizione del centrosinistra, che ha contestato il provvedimento sia nel metodo sia nel merito. Le opposizioni hanno criticato l'assenza di risorse economiche dedicate, ritenendo difficile rilanciare davvero il commercio senza investimenti concreti, e hanno evidenziato il mancato coinvolgimento delle associazioni di categoria e degli operatori economici nella fase di elaborazione della legge. Per Massimo Seri, consigliere della lista Ricci Presidente e relatore di minoranza, il testo non offre risposte efficaci alle difficoltà dei Comuni e delle imprese. «Mi aspettavo qualche elemento innovativo che aiutasse concretamente amministrazioni e operatori economici, ma non lo ritrovo», ha affermato, tornando a sottolineare anche il tema delle coperture finanziarie. Il confronto si è concentrato anche su uno degli aspetti più discussi della norma: la possibilità di limitare l'apertura di attività commerciali legate a prodotti etnici o non riconducibili alle produzioni tipiche locali. Un punto che ha alimentato il dibattito politico fin dalla presentazione della proposta e che ha portato il provvedimento a essere definito, dai suoi critici, "legge anti kebab". Con l'approvazione in Consiglio regionale si chiude l'iter legislativo della norma. Ora l'attenzione si sposterà sulla sua attuazione concreta e sul ruolo dei Comuni, chiamati a tradurre le nuove disposizioni in strumenti urbanistici e regolamenti locali. Sullo sfondo resta un confronto politico destinato a proseguire, tra chi vede nella legge un'opportunità per rilanciare i centri storici e chi, invece, la considera un intervento privo delle risorse necessarie per affrontare la crisi del commercio di prossimità.

21/07/2026 19:09
Autovelox, nelle Marche spenti 15 dispositivi dopo la riforma: 76 quelli omologati

Autovelox, nelle Marche spenti 15 dispositivi dopo la riforma: 76 quelli omologati

La nuova disciplina sugli autovelox entra in vigore e nelle Marche scatta la revisione dei dispositivi presenti sul territorio. Dopo la riforma voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, sono stati 15 gli autovelox disattivati perché non ancora in possesso dei requisiti previsti dalla nuova normativa. A comunicarlo è lo stesso Ministero, che fa il punto sulla situazione regionale: attualmente risultano 76 dispositivi omologati sui 91 complessivamente installati nelle Marche. La riforma punta a introdurre criteri uniformi per tutti gli strumenti di rilevazione automatica della velocità, mettendo ordine in un sistema che, secondo il Ministero, è rimasto senza regole comuni per oltre trent'anni. "Dopo 34 anni si è dunque messo fine al caos delle multe da rilevamento automatico grazie all'individuazione di criteri univoci per tutti i dispositivi utilizzati", si legge nella nota del dicastero. Il ministro Salvini ha sottolineato come il controllo della velocità debba avere come obiettivo principale la sicurezza degli automobilisti e non possa trasformarsi in un semplice strumento per aumentare gli incassi degli enti locali. "Se da un lato è fondamentale garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti, dall'altra il controllo per la sicurezza non può trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini", ha ribadito il ministro. La revisione degli autovelox proseguirà anche nei prossimi mesi con l'obiettivo di uniformare il sistema nazionale e garantire maggiore chiarezza sulle modalità di utilizzo degli apparecchi di controllo della velocità.

18/07/2026 12:00
Pd Marche, Thomas Braconi è il nuovo segretario regionale

Pd Marche, Thomas Braconi è il nuovo segretario regionale

Il Partito Democratico delle Marche riparte da Thomas Braconi, eletto all'unanimità nuovo segretario regionale nel corso dell'assemblea del partito. L'elezione arriva dopo le dimissioni dell'ex segretaria Chantal Bomprezzi, rassegnate all'indomani delle ultime elezioni amministrative. Braconi, già eletto un anno fa alla guida del PD della provincia di Ancona, assume ora la responsabilità di guidare il partito marchigiano in una fase considerata cruciale per il rilancio dell'organizzazione e per la preparazione delle prossime sfide politiche. Soddisfazione è stata espressa da Matteo Ricci, che ha definito l'elezione il risultato di un lungo lavoro di ricomposizione interna. «Finisce l'era delle divisioni. È stato un lungo mese di faticosa tessitura unitaria e sono molto soddisfatto del risultato raggiunto. Finalmente è prevalsa la responsabilità di tutti e la voglia di ricostruire e rilanciare il partito marchigiano, che viene da almeno dieci anni di grandi difficoltà. L'unità è la precondizione per tornare a vincere», ha dichiarato. Ricci ha inoltre sottolineato come l'accordo raggiunto abbia consentito di evitare il commissariamento del partito regionale. «Oggi non abbiamo solo evitato un commissariamento, che avrebbe avvilito ulteriormente il nostro elettorato, ma abbiamo posto le basi per tornare a essere forti in vista delle prossime sfide e per costruire un'opposizione efficace al sempre più mediocre governo della Regione», ha aggiunto. Con l'elezione di Thomas Braconi si apre dunque una nuova fase per il Partito Democratico delle Marche, chiamato a ritrovare compattezza interna e a rafforzare la propria azione politica sul territorio in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. 

18/07/2026 10:13
Marche - Allarme giovani, persi 28 mila under 35 in sei anni. Cisl: "La sfida è rendere la regione attrattiva"

Marche - Allarme giovani, persi 28 mila under 35 in sei anni. Cisl: "La sfida è rendere la regione attrattiva"

  ANCONA – Una regione che perde giovani, cresce meno delle aree più dinamiche del Paese e fatica a garantire salari competitivi, ma che continua a possedere un tessuto produttivo solido, una buona qualità della vita e un capitale umano di valore. È questa la fotografia delle Marche scattata dalla seconda edizione del Report dell'Ufficio Studi della CISL Marche, presentata al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona nel corso dell'incontro dedicato al tema "Per lo sviluppo delle Marche. Il ruolo delle giovani generazioni". Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti, che ha posto al centro del dibattito la questione giovanile. Il dato più preoccupante riguarda proprio la demografia. Negli ultimi sei anni le Marche hanno perso oltre 28 mila residenti tra gli 0 e i 34 anni e, secondo le proiezioni, entro il 2050 potrebbero venir meno oltre 100 mila giovani, con inevitabili ripercussioni sul mercato del lavoro, sulla sostenibilità del welfare e sulla competitività dell'intero sistema economico regionale. A illustrare il rapporto è stato il coordinatore dell'Ufficio Studi della CISL Marche, Matteo Moretti, che ha evidenziato una serie di criticità strutturali. Tra queste emergono una crescita del PIL inferiore rispetto alle regioni più dinamiche del Nord-Est, investimenti fermi da oltre vent'anni, livelli di produttività inferiori ai principali territori concorrenti, salari medi sotto la media nazionale, aumento della povertà relativa, crescita dei giovani Neet e del disagio psicologico, oltre a un utilizzo ancora limitato del trasporto pubblico locale e a un ricorso eccessivo alla discarica per lo smaltimento dei rifiuti. Il report, tuttavia, mette in luce anche gli elementi positivi su cui costruire il rilancio della regione. Le Marche possono infatti contare su un diffuso sistema di piccole e medie imprese, una buona qualità della vita e un capitale umano qualificato, con una significativa presenza di laureati e punte di eccellenza nella formazione tecnica. Ad arricchire il confronto, moderato dalla giornalista Chiara Cuccinella, sono state le testimonianze di Raffaello Cesoni, Maria Laura Berti, Guido Mancini, Simone Neri, Tamara Smolina e Ledjana Sula, giovani che hanno deciso di restare o tornare nelle Marche. Esperienze differenti, ma accomunate dagli stessi valori: il forte legame con il territorio, l'importanza della formazione, la qualità della vita e la convinzione che la regione possa ancora rappresentare un luogo capace di attrarre competenze e opportunità. Nel suo intervento, Marco Ferracuti ha ribadito come il vero nodo non sia trattenere i giovani, ma creare le condizioni affinché scelgano di vivere e lavorare nelle Marche. "Abbiamo incontrato ragazze e ragazzi preparati, consapevoli e competenti. La domanda non è se siano all'altezza delle sfide del futuro, ma se le Marche saranno all'altezza dei loro giovani", ha affermato. Secondo il segretario della CISL Marche, senza lavoro di qualità diventa difficile costruire qualsiasi progetto di vita. I salari, ha spiegato, dipendono dalla competitività del sistema produttivo, ma il lavoro significa anche benessere e qualità della vita. Ferracuti ha inoltre ricordato il Protocollo sul benessere lavorativo, annunciato dall'assessore regionale Giacomo Bugaro e in programma per la firma il prossimo 31 luglio con la Regione Marche, definendolo un passo importante verso un nuovo modello di sviluppo. Fondamentale, infine, il tema della formazione: "La vera tutela non è soltanto conservare un posto di lavoro, ma possedere le competenze per trovarne sempre uno nuovo. Il futuro non si aspetta: si costruisce", ha concluso. Il presidente del Comitato Scientifico del Report, Gian Luca Gregori, già rettore dell'Università Politecnica delle Marche, ha sottolineato la necessità di una strategia di lungo periodo. "Serve un modello di sviluppo coerente. Il fattore decisivo resta il capitale umano: senza capitale umano non c'è competitività", ha evidenziato. L'assessore regionale Giacomo Bugaro ha ricordato le difficoltà affrontate negli ultimi anni dalla regione, dal fallimento di Banca Marche e della Antonio Merloni fino alle conseguenze del terremoto. Oggi, ha osservato, in uno scenario internazionale complesso e altamente competitivo, le Marche hanno bisogno di un autentico piano industriale capace di rilanciare il sistema economico regionale. Il presidente dell'ISTAT, Francesco Maria Chelli, ha richiamato l'importanza delle analisi statistiche come base delle politiche pubbliche. "Senza dati non si governa", ha affermato, ricordando anche come le Marche presentino un saldo migratorio positivo, segnale che la regione continua ad attrarre nuovi residenti, compresi giovani provenienti da altri territori. A chiudere l'incontro è stata la segretaria generale della CISL nazionale, Daniela Fumarola, che ha indicato le priorità per rendere le Marche una regione capace di trattenere e attrarre nuove generazioni. "Un giovane resta, o torna, se trova lavoro di qualità, formazione, servizi efficienti, trasporti, sanità, casa e opportunità per costruire il proprio progetto di vita", ha dichiarato. Fumarola ha riconosciuto il valore del sistema produttivo marchigiano, fondato su manifattura, artigianato, agricoltura, turismo e università, ma ha anche ricordato le difficoltà ancora aperte: la crisi dell'industria, il rallentamento dell'export delle piccole imprese e il recupero ancora incompleto del potere d'acquisto dei salari. Particolare attenzione è stata dedicata alle aree interne, per le quali la leader della CISL ha invocato una strategia integrata che metta insieme sanità, scuola, formazione, trasporti, infrastrutture, sostegno alle imprese e incentivi fiscali. Infine, il riferimento all'estensione della Zona Economica Speciale (ZES) a Marche e Umbria, considerata un'opportunità importante, ma solo se accompagnata da investimenti, infrastrutture, risorse europee, sviluppo delle filiere produttive e occupazione di qualità. Il messaggio emerso dal confronto è chiaro: le Marche possiedono ancora le risorse per costruire il proprio futuro, ma sarà necessario un progetto condiviso che metta al centro giovani, lavoro, formazione e innovazione, trasformando le criticità evidenziate dal Report in occasioni di crescita e sviluppo sostenibile.    

18/07/2026 10:05
Maltempo Marche, alberi e rami caduti: 70 interventi dei Vigili del fuoco nella notte

Maltempo Marche, alberi e rami caduti: 70 interventi dei Vigili del fuoco nella notte

È stata una notte di intenso lavoro per i Vigili del fuoco delle Marche, impegnati in circa 70 interventi a causa del forte vento che ha interessato gran parte della regione. Le richieste di soccorso hanno riguardato soprattutto alberi e rami caduti sulla carreggiata, oltre alla messa in sicurezza di elementi pericolanti che rappresentavano un rischio per la circolazione e la pubblica incolumità. La provincia maggiormente interessata è stata quella di Macerata, dove sono stati effettuati 30 interventi. Seguono Ancona con 21, Pesaro Urbino con 10, Fermo con 6 e Ascoli Piceno con 5. Nel frattempo, i Vigili del fuoco marchigiani sono stati chiamati a fornire supporto anche fuori regione. Nella serata di ieri personale dei Comandi delle Marche è partito alla volta di Reggio Emilia per affiancare i colleghi emiliani, impegnati a far fronte alle numerose richieste di soccorso provocate dall'ondata di maltempo che ha colpito il territorio.

16/07/2026 09:30
Andrea Passacantando eletto presidente del Crel Marche, Giorgio Andreani è il vicepresidente

Andrea Passacantando eletto presidente del Crel Marche, Giorgio Andreani è il vicepresidente

Si è insediato il nuovo Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro (Crel) delle Marche che, nella prima seduta ospitata nell'Aula del Consiglio regionale, ha provveduto all'elezione del presidente e del vicepresidente dell'organismo. A guidare il Crel sarà Andrea Passacantando, che succede a Luca Talevi, mentre la vicepresidenza è stata affidata a Giorgio Andreani, chiamato a raccogliere il testimone di Gilberto Gasparoni. Andrea Passacantando, nato a Tolentino nel 1968, è laureato in Giurisprudenza con una specializzazione in diritto comunitario. Titolare di un'azienda agricola nel Maceratese, vanta una consolidata esperienza nel settore agricolo e nell'associazionismo di categoria. «Intendo mettere la mia esperienza al servizio del Crel – ha dichiarato il neo presidente – affinché questo organismo diventi sempre più centrale e dinamico, capace di contribuire concretamente allo sviluppo economico e sociale della nostra regione». Il nuovo vicepresidente Giorgio Andreani, segretario organizzativo della Uil Marche, da anni impegnato nei settori delle infrastrutture e dei trasporti, ha sottolineato la volontà di rafforzare ulteriormente il ruolo dell'organismo. «L'obiettivo è offrire il mio contributo perché il Crel possa diventare un organismo sempre più autorevole e punto di riferimento per il territorio», ha affermato. Alla seduta inaugurale ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale, Gianluca Pasqui, che ha evidenziato il valore del Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro quale organismo consultivo a supporto dell'attività istituzionale della Regione. «Il Crel rappresenta un luogo di confronto capace di mettere a disposizione competenze, analisi e proposte qualificate a sostegno dell'attività legislativa e della programmazione regionale», ha sottolineato Pasqui. Il Crel, istituito dalla legge regionale n. 15 del 2008, è composto da 35 rappresentanti delle categorie economiche, sociali e degli ordini professionali marchigiani. L'organismo resterà in carica per l'intera durata della legislatura regionale, mentre per il presidente e il vicepresidente è prevista una verifica di metà mandato, trascorsi 30 mesi dall'elezione.

14/07/2026 18:00
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