Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti (LND), sarà ospite dell’Università di Macerata per una lectio magistralis sul tema “L’organizzazione calcistica in Italia: prospettive ed obiettivi”. L’incontro si terrà lunedì 20 ottobre, alle ore 11, nell’auditorium Unimc di via Padre Matteo Ricci 2.
L’iniziativa si aprirà con i saluti di John McCourt, rettore dell’Ateneo, e di Claudia Cesari, direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza. A introdurre la lectio sarà Stefano Pollastrelli, direttore del Corso di alta formazione per direttore sportivo dell’Università di Macerata.
L’incontro rappresenta un’occasione per approfondire le dinamiche organizzative e le strategie della gestione calcistica in Italia, grazie all’esperienza di uno dei protagonisti del panorama sportivo nazionale. Rientra nelle attività didattiche e formative dell’Università di Macerata nel campo del diritto sportivo e della gestione sportiva, sviluppate attraverso il corso di laurea in Consulente giuridico per lo sport e il corso di alta formazione per Direttore Sportivo.
Nelle giornate di mercoledì, giovedì e venerdì, la Polizia di Stato ha intensificato i controlli del territorio nella provincia di Macerata, concentrandosi in particolare sui comuni di Macerata, Porto Recanati e Civitanova Marche. L’attività è stata svolta con il supporto di unità cinofile e del Reparto Prevenzione Crimine di Perugia.
Durante i controlli sono stati monitorati diversi esercizi pubblici, con particolare attenzione agli avventori presenti, e sono stati istituiti numerosi posti di controllo stradale. Complessivamente, sono state identificate oltre 200 persone, in gran parte cittadini extra-comunitari, tutti in regola con il permesso di soggiorno, ad eccezione di un giovane tunisino di 25 anni.
Il ragazzo è stato individuato grazie al fiuto di un cane antidroga, mentre era in possesso di hashish, che ha consegnato spontaneamente agli agenti. Accompagnato in Questura, è stato foto-segnalato per mancanza di documenti e, al termine degli accertamenti, è risultato irregolare sul territorio nazionale. Nei suoi confronti, il questore della provincia di Macerata Luigi Mangino ha emesso un ordine di lasciare l’Italia entro 7 giorni. Il tunisino è stato inoltre sanzionato sia amministrativamente per possesso di droga, sia penalmente per aver ignorato un precedente ordine di allontanamento emesso dal Questore di Campobasso.
I controlli si sono concentrati sia nelle aree urbane sia in quelle extra-urbane, con particolare attenzione alle stazioni ferroviarie, aree pubbliche e zone del litorale civitanovese. Nel corso dell’attività sono stati fermati oltre 100 veicoli e comminate diverse sanzioni per violazioni del codice della strada.
Nel cuore di Macerata, in Corso Cairoli, due fratelli hanno deciso di dare un volto nuovo all’orologeria, unendo la tradizione di famiglia a un’idea tutta contemporanea di impresa. Giuseppe (30 anni) e Riccardo (23 anni) Privitera sono le menti dietro Privitera Orologi, un progetto che nasce da una lunga eredità artigianale ma guarda al futuro con occhi giovani, che brillano del riflesso di un Rolex. “Abbiamo ancora il negozio storico a Treia, dove nostro nonno faceva l’orologiaio,” raccontano. “Da lì abbiamo preso tutto: la passione, la precisione e il rispetto per un mestiere che richiede tempo e dedizione”.
Oggi il mondo dell’orologeria non è più fatto solo di botteghe e passaparola. La crescita passa attraverso internet e i social, strumenti che i fratelli hanno saputo trasformare in un canale di fiducia e credibilità. “Prima contava solo il passaparola, oggi tutto si muove online”, spiega Giuseppe. “Per questo puntiamo a costruire fiducia con trasparenza e recensioni: è come scegliere un ristorante, guardi le esperienze degli altri e decidi se fidarti”.
Il mercato è vasto e trasversale, con clienti che arrivano da tutta la regione e vendite online anche all'estero. “Vendiamo a tutti: operai, imprenditori, clienti all’estero. Gli orologi vanno dai 10 fino ai 30 mila euro, a volte di più. Il più costoso che abbiamo venduto è stato un Rolex Daytona da 35 mila euro”.
Il Rolex, simbolo di lusso, precisione e investimento, è per loro la misura perfetta tra tradizione e valore nel tempo. “Quel Daytona che un tempo costava 8 milioni di lire, circa 4 mila euro, oggi ne vale 18 mila”, aggiungono. “È la prova che un orologio non è solo un accessorio, ma un bene che cresce nel tempo”.
Dietro ogni vetrina digitale e ogni Rolex esposto, resta la sostanza di un mestiere antico: precisione, calma e mano ferma. “Ci vuole tranquillità, mano ferma, non bisogna essere agitati. E serve passione”, racconta Riccardo. “Non è un lavoro facile, ma se ce l’hai dentro diventa naturale”.
Il futuro dei fratelli Privitera è chiaro: ampliare la collezione, continuare a costruire fiducia con i clienti e rafforzare il loro ruolo come punto di riferimento nell'universo dell’orologeria. In un mondo che corre veloce, Privitera Orologi sceglie di restare al passo con il tempo, senza mai perdere il ritmo delle lancette e l’arte che hanno ereditato dal nonno.
Nuovo riconoscimento per il maceratese Andrea Angeli, funzionario Onu in molte aree di crisi e scrittore di grande sensibilità. Lunedì 15 ottobre, presso Palazzo Borromeo a Roma, sede dell'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede, Angeli ha ricevuto il VI Premio Letterario "Ambasciatori presso la Santa Sede" per il volume "Fede, ultima speranza. Storie di religiosi in aree di conflitto" (Rubbettino).
A consegnargli il prestigioso riconoscimento è stato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, che ha voluto rendere omaggio al valore umano e narrativo dell’opera, definendola “un caleidoscopio di storie di presenza di religiosi in aree di conflitto”.
"Questo libro – ha detto il cardinale Parolin – sa modulare con sapienza parole sofferte e trattenute, parole che hanno il calore del cuore e che sanno raccontare la fede che resiste anche nelle tenebre della guerra".
Nel suo intervento, il porporato ha citato alcune delle pagine più toccanti del volume: dalla messa nella cattedrale di San Giuseppe a Baghdad, due settimane prima di Desert Storm, al racconto di padre Mariano a Nassirya, che celebrava la funzione sotto un tendone, davanti a una grande croce di legno piantata nella sabbia.
Altri capitoli rievocano la Sarajevo dilaniata dal conflitto, dove sacerdoti cattolici e ortodossi si ritrovarono fianco a fianco per mantenere viva la speranza e ricucire legami spezzati. Un viaggio tra fede, umanità e coraggio, in cui i religiosi diventano testimoni di una speranza concreta, radicata nella vicinanza alle popolazioni sofferenti.
Il cardinale Parolin ha voluto ricordare anche il capitolo dedicato al Cile del 1973, quando, dopo il golpe militare, vescovi e sacerdoti si mobilitarono per difendere i diritti umani sotto la guida del cardinale Raúl Silva Henríquez. "Ancora una volta – ha sottolineato Parolin – i sacerdoti sono una luce di speranza, strumenti di salvezza per centinaia di persone grazie alla forza della fede e dell’amore cristiano".
Nel suo intervento, Andrea Angeli ha espresso gratitudine per il riconoscimento e ha sottolineato come l’ispirazione del libro nasca dalle tante missioni vissute in prima persona in contesti difficili: "Dai sacerdoti che ho incontrato in zone di guerra si imparano lezioni che non si trovano né a scuola né sui libri. Sono esempi di umanità che restano impressi per sempre".
Tra le figure ricordate anche padre Giuseppe Moretti, missionario barnabita in Afghanistan, e il cardinale bosniaco Vinko Puljić, testimoni di una fede vissuta nella sofferenza e nella prossimità ai più deboli.
Con questo riconoscimento, Andrea Angeli - che da anni porta il nome di Macerata e delle Marche nel mondo - conferma il suo impegno di testimone di pace e narratore delle zone di frontiera.
Attraverso le sue pagine, che uniscono cronaca, spiritualità e memoria storica, il peacekeeper maceratese continua a dare voce a chi resiste con la forza della speranza, anche nei luoghi dove la guerra sembra aver spento ogni luce.
"Portare luce nelle tenebre e speranza nella tribolazione", ha concluso il cardinale Parolin, citando una delle frasi che meglio riassumono l’anima del libro e, forse, anche la missione di vita di Andrea Angeli.
Nel corso dei servizi di controllo del territorio predisposti dalla Compagnia di Macerata, i Carabinieri della Sezione Radiomobile hanno segnalato alla Prefettura di Macerata un giovane di 18 anni del posto per possesso di stupefacenti.
La notte scorsa, i militari sono intervenuti nel centro città, lungo via Pantaleoni, a seguito di un sinistro stradale. Giunti sul posto per prestare i primi soccorsi e per i rilievi, hanno accertato che il giovane, residente a Macerata, aveva perso il controllo della propria auto andando a schiantarsi contro un veicolo parcheggiato. Il ragazzo ha riportato ferite lievi.
Durante le operazioni, il 18enne ha mostrato insofferenza e agitazione immotivata, allontanandosi improvvisamente a piedi e dirigendosi verso una cassetta dei contatori dell’energia elettrica nei pressi del luogo dell’incidente, dove ha infilato un marsupio.
I Carabinieri hanno immediatamente controllato il marsupio, trovandovi circa 6 grammi di marijuana celati in un sacchetto di plastica. La sostanza è stata sequestrata e messa a disposizione dell’Autorità Amministrativa, mentre il giovane è stato segnalato alla Prefettura come assuntore di stupefacenti.
Una serata intensa, attraversata da parole, musica e memoria. Così si è chiusa ieri, nella cornice del Macerata Humanities Festival, la terza edizione del Premio Letterario Humanities, dedicato quest’anno al tema “La forza del dialogo. Saperi e pratiche per la vita comune”.
Sul palco si sono alternati studenti, docenti, scrittori e musicisti, in un intreccio di voci capace di dare corpo proprio a quel dialogo che il Festival ha scelto come filo conduttore. A introdurre la cerimonia, la musica di Lorenzo Sbarbati, autore e amico di Pietro Polverini, a cui la serata è stata dedicata. Attraverso le note e le parole di chi lo ha conosciuto, come la poetessa e docente Renata Morresi, il ricordo di Pietro – studente e poeta scomparso nel 2023 – si è trasformato in un ritratto vivo e luminoso che ha accompagnato tutto il Premio.
Il rettore John McCourt ha aperto ufficialmente la serata, ricordando l’importanza di creare spazi in cui le nuove generazioni possano esprimersi e confrontarsi con la parola scritta, che non è solo un esercizio estetico, ma un modo per confrontarsi con se stessi e con gli altri. Poi, la voce dell’attore Andrea Pierdicca ha restituito al pubblico i versi di Polverini, alternando letture e riflessioni dell’amico Edoardo Salvioni, in un momento di forte partecipazione emotiva.
Da lì, spazio ai protagonisti: i giovani autori e autrici delle categorie Poesia e Narrativa, suddivise tra studenti universitari e delle scuole superiori, premiati da una giuria composta da Renata Morresi, Evita Greco, Costanza Geddes da Filicaia e Fabiola Branchesi. Sono state 70 le domande pervenute con proposte di spessore che hanno reso difficoltosa la selezione finale.
Per la poesia universitaria, il primo posto è andato a Melanie Bolognini (Università di Macerata, Filosofia), seguita da Lucilla Fantini e Claudia De Palma. Nella categoria dedicata agli istituti superiori, ha conquistato il primo premio Giulia Carloni dell’Istituto “Varano-Antinori” di Camerino, seguita da Giada Pietrogiovanna e Lucia Giovagnotti.
In mezzo alle premiazioni, ancora le parole: quelle delle poesie di Pietro, tornate a vibrare nella voce di Pierdicca, e quelle di Catherine Dunne, ospite speciale del Festival, che ha condiviso con il pubblico una riflessione sulla centralità del dialogo, a partire dalla pacificazione raggiunta in Irlanda dopo decenni di tragici conflitti e oggi l’atteggiamento nei confronti dei migranti.
“Decenni di colloqui difficili. Le lezioni sono chiare. Non arrendersi. Insistere. Parlare con chi si disprezza. Il dialogo non è mai sprecato. È una lezione che dobbiamo continuare a imparare, a ricordare”, ha sottolineato la scrittrice irlandese.
Per la narrativa universitaria, si è imposto Marco Mariani (Storia e Archeologia per l’Innovazione), seguito da Maria Sofia Proserpio e Alessio Bracciatelli. Tra gli istituti superiori, il primo premio è andato alla classe 4A del Liceo “Stella Maris” di Civitanova Marche, rappresentata da Viola Clariond, seguita da Alice Petrozzi e Camilla Novelli.
La cerimonia si è conclusa con la lettura di Angela Polverini, che ha portato al pubblico le parole di ringraziamento di Maria Grazia Cegna, madre di Pietro. Poi, ancora una volta, la voce e la musica si sono intrecciate: Pierdicca ha letto il testo di “Il filo di Sofia”, accompagnato dal sottofondo di Sbarbati, che ha chiuso la serata con la canzone “Leggi di gravità dell’amore”.
Un finale che ha unito ricordo, poesia e speranza, restituendo al pubblico il senso più profondo del Premio Humanities: dare spazio alle parole che sanno unire, ascoltare e generare futuro.
È stata consegnata il 15 settembre, in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico, la nuova palestra della scuola primaria “G. Natali” di Sforzacosta. Si tratta dell’ultima parte mancante per il completamento dell’ABF Hub educativo 0-11, realizzato grazie alla collaborazione tra la Andrea Bocelli Foundation e il Comune di Macerata.
Con questa consegna si chiude un ampio progetto di riqualificazione e rigenerazione urbana avviato nel 2023, che aveva già portato alla costruzione del Polo per l’Infanzia 0-6 (inaugurato il 22 novembre 2023) e alla ristrutturazione della scuola primaria “G. Natali” e del suo giardino.
Per la Fondazione, quello di Sforzacosta rappresenta il quinto intervento nelle Marche nelle aree colpite dal sisma del 2016, e testimonia l’efficacia di un modello fondato sulla collaborazione tra pubblico e privato, con la comunità al centro del processo educativo.
All’interno della nuova palestra, i bambini e i ragazzi troveranno un murales realizzato dall’artista Alice Lotti durante un workshop di wall painting svoltosi il 25 marzo scorso.Il laboratorio ha coinvolto studenti e cittadini nella fase ideativa: i più piccoli hanno contribuito a definire il tema dell’opera, mentre l’artista ha curato la realizzazione durante il cantiere.
Il risultato è un’illustrazione che trasforma la palestra in uno spazio accogliente e giocoso, capace di rappresentare l’identità della comunità scolastica e di rispecchiare pienamente la filosofia ABF: scuole innovative, inclusive e partecipate.
Alla cerimonia di consegna hanno partecipato Veronica Berti Bocelli, vicepresidente ABF, e Laura Biancalani, direttrice generale ABF, insieme al sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, all’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori, all’assessore all’Istruzione Katiuscia Cassetta, al campione paraolimpico Alessandro Ossola, alla campionessa di ginnastica ritmica Anna Piergentili, ai giocatori della Lube Francesco Bisotto e Mattia Boninfante e al prestigiatore Andrea Paris.
Laura Biancalani ha sottolineato che “la palestra è molto più di uno spazio sportivo: è un luogo di incontro, di scoperta e di crescita condivisa. Con la sua apertura si conclude un percorso costruito insieme al territorio, che oggi può contare su un Hub educativo capace di accogliere e valorizzare ogni bambino, ogni ragazzo, ogni storia”.
Veronica Berti Bocelli ha aggiunto che “con l’inaugurazione della nuova palestra celebriamo la conclusione di un percorso ma anche l’inizio di una nuova stagione per l’intera comunità. In questi spazi, nati nel cuore ferito del sisma, rinasce la fiducia nella forza dell’educazione, nella tenacia delle persone e nella gioia dei bambini che torneranno a correre e a giocare insieme”.
Il sindaco Sandro Parcaroli ha evidenziato come “l’ABF Hub educativo 0-11 rappresenti un polo unico e integrato, accessibile anche oltre l’orario scolastico e pensato per rafforzare il legame tra scuola e comunità”, ringraziando la Fondazione “per la vicinanza e il sostegno costante al territorio”.
Mentre Sforzacosta festeggia la conclusione del suo Hub, ABF guarda già avanti. Proseguono infatti i lavori per il nuovo IPSIA “R. Frau” di San Ginesio (MC), un complesso scolastico innovativo progettato in collaborazione con gli Uffici del Commissario per la Ricostruzione post Sisma.
La nuova struttura comprenderà tre blocchi adiacenti, pensati per attività scolastiche, laboratoriali, sportive e ludico-creative, per un totale di oltre 2.800 metri quadrati.Sarà antisismica, con impianto fotovoltaico da 40 kWp e certificata in classe IV, a conferma dell’impegno di ABF per la sicurezza, la sostenibilità e il futuro delle giovani generazioni.
Con la consegna della palestra “G. Natali”, Sforzacosta diventa così un simbolo concreto di rinascita, dove l’educazione torna ad essere il cuore pulsante della comunità.
Dopo il successo al Castelli Romani Film Festival Internazionale di Frascati, dove ha ricevuto il premio come miglior film sociale e una menzione speciale per la miglior attrice a Corinna Coroneo, il cortometraggio “La paura dei numeri” di Mauro John Capece sarà presentato oggi, 17 ottobre 2025, alle ore 21.00, presso il Teatro Concordia di San Benedetto del Tronto , all’interno del Piceno Cinema Festival. Nel frattempo, l’opera è in attesa di ricevere il premio per la migliore fotografia all’Amsterdam New Cinema Film Festival.
Patrocinato dalla Marche Film Commission, il cortometraggio affronta i temi del tempo, della diversità e dell’autismo attraverso un approccio rigorosamente formale. La storia, ispirata alla leggenda marchigiana raccontata ne “Il fantasma della fontana” di Elisabetta Garbati, segue le vicende di una bambina di undici anni affetta dalla sindrome dello spettro autistico. Attraverso il suo punto di vista, il film intreccia due piani temporali — il 1923 e l’oggi — interrogandosi su come venivano trattati i bambini autistici nel passato e su come la società li accoglie oggi.“Noi non siamo diversi, sono gli altri che sono tutti uguali”, recita una delle frasi chiave del cortometraggio.
Capece commenta:“La sceneggiatura di questo piccolo capolavoro mi ha spinto a tornare a raccontare storie essenziali, restando fedele alla mia cifra cinematografica. Ho voluto mostrare il trattamento riservato ai bambini autistici un secolo fa, spesso sottoposti a pratiche estreme come gli esorcismi, e confrontarlo con l’attenzione e il sostegno che ricevono oggi”.
Il cortometraggio è sceneggiato da David Miliozzi, Jonathan Arpetti e Valerio Tatarella, con la collaborazione di Lorena Pinciaroli e della stessa Garbati, presente anche nel cast insieme a Corinna Coroneo, Miliozzi, Andrea Pierdicca, Meri Bracalente, Maurizio Boldrini, David Romano, e ai debuttanti Margherita Caracini e Francesco Pugnaloni. Capece si è occupato anche della fotografia, mentre scenografia e costumi sono curati da Cristina Alaimo e il montaggio da Danny Mecozzi e Demetra Diamantakos.
Prodotto dall’Associazione Culturale Picus con produzione esecutiva di Evoque Art House, il cortometraggio conferma la capacità del cinema marchigiano di raccontare storie socialmente rilevanti con rigore estetico e sensibilità.
Nei giorni 13 e 15 ottobre la Polizia di Stato di Macerata ha effettuato due distinti interventi che hanno portato al sequestro di un coltello a serramanico e di modiche quantità di hashish. Le operazioni rientrano nell’ambito dei servizi quotidiani di prevenzione e controllo del territorio disposti dal questore Luigi Mangino per garantire la sicurezza urbana e contrastare il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti negli spazi pubblici.
Il primo episodio è avvenuto nel pomeriggio di domenica 13 ottobre, intorno alle 16:20, nei giardini di via Isonzo, dove una “volante” è intervenuta a seguito di una segnalazione per un diverbio tra giovani. Gli agenti hanno identificato tre ragazzi, tra cui un 30enne italiano residente a Corridonia, già noto alle forze dell’ordine.
Durante il controllo, l’uomo ha dichiarato di possedere della sostanza stupefacente; la successiva perquisizione ha permesso di rinvenire un coltello a serramanico di 18,5 cm e una piccola quantità di hashish. Privo di documenti, è stato accompagnato in Questura per l’identificazione, denunciato per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere e segnalato alla Prefettura di Macerata per uso personale di stupefacenti. La sostanza è stata sequestrata.
Il secondo intervento è avvenuto nella serata di martedì 15 ottobre, verso le 21:00, in viale Trieste. Una pattuglia in transito ha notato un giovane che, alla vista della Polizia, ha gettato a terra un involucro.
Il giovane, un cittadino tunisino di 21 anni, regolare sul territorio nazionale, è stato subito fermato e controllato.Gli agenti hanno recuperato un sacchetto con due involucri di hashish. Non essendo emersi elementi riconducibili ad attività di spaccio, il ragazzo è stato segnalato alla Prefettura come assuntore. Anche in questo caso, la sostanza è stata sequestrata e sarà analizzata dalla Polizia Scientifica.
Si è svolto giovedì scorso a piazza della Libertà a Macerata l’incontro organizzato dalla Sezione locale dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato (ANPS), dedicato alla cultura della prevenzione e alla promozione della cittadinanza attiva.
L’evento ha visto la partecipazione delle autorità locali: la vicesindaco Francesca D’Alessandro e l’assessora alla cultura Katiuscia Cassetta hanno sottolineato come l’esempio di impegno civile dell’ANPS possa essere esteso per creare una rete di legalità e solidarietà sempre più ampia.
Immigrazione e sovraffollamento carcerario
Sul tema dell’immigrazione, il magistrato di Sorveglianza di Ancona Filippo Scapellato, membro della Commissione per gli Affari Penitenziari del Consiglio Superiore della Magistratura, ha evidenziato come le statistiche mostrino una correlazione tra aumento dell’immigrazione e sovraffollamento carcerario, suggerendo come possibile rimedio l’espiazione della pena nello Stato d’origine del detenuto.
Particolarmente toccante è stata la testimonianza di Mustafà, ospite della Caritas, che ha raccontato il difficile viaggio dal Gambia a Lampedusa, attraversando Nigeria, Algeria e Tunisia e viaggiando su un barcone sovraffollato con altri 55 migranti.
Il tema del rispetto delle forze dell'ordine. è stato affrontato dal commissario capo Valter Angelici e dal professore di Diritto Penale Roberto Acquaroli. Angelici ha ricordato che polizia significa protezione e tutela dei diritti, non repressione, mentre Acquaroli ha sottolineato l’importanza di linee guida operative per garantire la sicurezza degli operatori, anche in contesti ad alto rischio.
Un ampio dibattito ha riguardato la prevenzione dei fenomeni di droga e violenza di genere, con interventi del medico del Pronto Soccorso Roberto Staffolani, dell’assessore alla famiglia Marco Caldarelli, del giornalista Maurizio Verdenelli, della prof.ssa Alessandra Fermani e di altre figure legate all’educazione e all’associazionismo.
Tra i punti chiave emersi: gli istituti del Codice Rosa e Codice Rosso non solo intervengono dopo gli episodi, ma hanno una funzione di educazione e prevenzione. La famiglia come nucleo di solidarietà e educazione responsabile. L’associazionismo sportivo, con esempi virtuosi come la Lube Academy, promuove integrazione e sviluppo dei giovani.
L’importanza di una informazione equilibrata, che dia spazio anche a notizie positive, per contrastare l’idea diffusa di una realtà dominata da pericoli. Il ruolo delle parole e dei messaggi culturali, sia nella musica sia nel linguaggio della criminalità, che possono influenzare comportamenti devianti.
L’incontro ha offerto così uno spazio di confronto multidisciplinare, sottolineando come la prevenzione passi attraverso l’educazione, la cultura, lo sport e il sostegno sociale, creando reti di protezione e partecipazione attiva per i giovani e la comunità.
Una mattinata di sport, valori e comunità. Nella sede di Banca Macerata, title sponsor della formazione biancorossa, si è svolta oggi una conferenza stampa ricca di contenuti e significati: al centro, la rinnovata partnership tra la banca e la società sportiva, la consegna delle Borse di Studio “Paolo Mercuri” e la presentazione ufficiale delle nuove maglie per la stagione.
I riconoscimenti, istituiti per premiare studenti che si distinguono sia per i risultati scolastici che sportivi, sono stati assegnati a Tommaso Campanella (categoria scuole superiori) e Viola Stefani (scuole medie).
Il presidente Gianluca Tittarelli ha sottolineato come queste borse rappresentino “un tributo all’impegno e alla costanza, valori che incarnano perfettamente lo spirito della nostra società e il ricordo di Paolo Mercuri”.
Presenti anche le istituzioni cittadine. Il vicesindaco Francesca D’Alessandro ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, evidenziando l’importanza di “fare rete sul territorio, promuovendo salute ed educazione attraverso lo sport”. L’assessore allo sport Riccardo Sacchi ha invece espresso orgoglio per “il ritorno di Macerata in Serie A”, sottolineando che “grazie a queste partnership, il nome della città tornerà a viaggiare in tutta Italia”.
La conferenza ha confermato la sinergia tra Banca Macerata e il Gruppo Medico Fisiomed, da anni al fianco della società. La direttrice commerciale Debora Falcetta ha dato il benvenuto ai presenti definendo la sede “una vera Casa Banca Macerata, aperta al territorio”.
Il direttore generale Toni Guardiani ha ribadito come la partnership rappresenti “una scelta strategica di vicinanza alla comunità”, mentre Italo Vullo ha ringraziato la banca “per il sostegno concreto che consente di regalare al pubblico una stagione di grande pallavolo”.Per Fisiomed, Giulio Murjia ha ricordato che “l’unione tra sport, sanità e territorio è un connubio naturale, capace di generare valore e benessere per la comunità”.
In chiusura, spazio al momento più atteso: la presentazione delle nuove divise ufficiali. La prima maglia sarà biancorossa, la seconda biancoverde, affiancate da quella del libero. Divise che i giocatori indosseranno con orgoglio nei palasport di tutta la Serie A2.
L’appello finale è andato ai tifosi: “Tutti al Banca Macerata Forum per la prima in casa”, dopo l’esordio esterno di lunedì 20 ottobre a Catania. Un invito a sostenere i biancorossi e vivere insieme l’entusiasmo di una stagione che si preannuncia ricca di emozioni.
Un nuovo legame tra sport e benessere prende forma a Macerata. Il Gruppo Fisiomed, da sempre vicino al mondo sportivo sia professionistico che dilettantistico, diventa sponsor ufficiale e medical partner della società Macerata Scherma.L’accordo è stato presentato nella sede del gruppo medico, nella zona industriale di Sforzacosta, alla presenza di un gruppo di atleti che rappresentavano i più di sessanta tesserati della società, dai più giovani ai veterani.
A fare gli onori di casa è stato Enrico Falistocco, amministratore di Fisiomed, che ha sottolineato il valore simbolico della partnership: “Ci fa piacere entrare nella nobile disciplina della scherma, tanto più in un anno significativo per voi, in vista della nuova struttura di Piediripa. Questa collaborazione ribadisce la nostra volontà di essere radicati sul territorio e di sostenere tutte le realtà sportive, perché lo sport è salute e prevenzione. Con un presidente come Alberto Affede e una responsabile tecnica come Carola Cicconetti, i vostri atleti sono in ottime mani. Noi garantiremo supporto, rapidità ed efficienza nelle diagnosi e nelle terapie riabilitative”.
La collaborazione non si limita alla sola attività agonistica. La Macerata Scherma si distingue infatti anche per il suo impegno nel campo dell’inclusione, con progetti rivolti a ragazzi e adulti con disabilità motorie, sensoriali e presto anche cognitive.Il presidente Alberto Affede ha ricordato con orgoglio questa missione:
“Ringrazio Fisiomed per aver creduto in noi e in uno sport di cui spesso ci si ricorda solo durante le Olimpiadi. Condividiamo la stessa attenzione al benessere delle persone, fisico e psicologico. Dal 2022 ci dedichiamo anche alla scherma inclusiva, un impegno che comporta costi e difficoltà ma regala enormi soddisfazioni. Con la nuova palestra potremo estendere l’attività anche alle disabilità cognitive”.
A chiudere l’incontro è stata Carola Cicconetti, maestro e già campionessa mondiale con due ori a squadre e un argento individuale: “La scherma non sembra uno sport ad alto rischio fisico, ma gli infortuni muscolari sono frequenti. Fisiomed colma una nostra lacuna, offrendoci la possibilità di intervenire con tempestività e professionalità.”
La nuova partnership conferma l’impegno di Fisiomed nel promuovere una cultura dello sport come veicolo di salute, socialità e inclusione, rafforzando al tempo stesso la rete di eccellenze sportive del territorio maceratese.
"Continuate a sognare, non con la testa tra le nuvole ma con i piedi ben radicati a terra". Con queste parole, Gino Cecchettin ha chiuso uno dei momenti più intensi del Macerata Humanities Festival. Nel dialogo con il rettore John McCourt e la prorettrice dell'Università di Trento Barbara Poggio, Cecchettin, in collegamento da Vienna dove è volato per festeggiare la laurea della figlia Elena, ha condiviso un messaggio di forza e di fiducia nelle nuove generazioni, invitando a trasformare il dolore in azione e a credere nel potere dell'empatia. "Merito è di Giulia stessa, ma soprattutto di Elena, se sono riuscito a fare quello che ho fatto, perché loro per prime avevano trovato il coraggio di cambiare, di esporsi e di denunciare un problema", ha proseguito Cecchettin.
"Quando ho capito l'opportunità che Giulia aveva lasciato come messaggio, ho deciso che era giusto dare il mio contributo. Non posso cambiare quello che è successo, ma posso cambiare quello che verrà. Quando diamo sfogo alle emozioni più negative, di fatto ci facciamo del male senza nemmeno saperlo. Bisogna dare più respiro a un concetto di vita comune, dove l'empatia verso l'altro è centrale. Quando si ragiona in termini di comunità, il paradigma cambia totalmente".
Ad accompagnare le sue parole, la voce vibrante di Elena Mil, che con il solo ukulele e testi profondamente intimi ha conquistato l'anima del pubblico, suggellando un incontro che resterà tra i momenti più significativi del Festival. In apertura di serata, Lorenzo Augusto dell'Erba, presidente di Federcasse BCC: "Siamo felicissimi di sostenere la Fondazione Giulia Cecchettin".
Il Macerata Humanities Festival, promosso dall'Università di Macerata con il patrocinio della Regione Marche, del Comune di Macerata e della Fondazione Marche Cultura, e con il sostegno di iGuzzini, BCC Recanati e Colmurano, Fior di Grano, BPER Banca e Lube, prosegue oggi e domani con un programma ricco di appuntamenti che continuano a registrare una grande partecipazione di pubblico.
Questo pomeriggio, alle 18 nella sala conferenze di piazza Strambi 1, interverrà in collegamento da remoto Rossella Miccio, presidente di Emergency, per raccontare l'impegno dell'organizzazione umanitaria fondata da Gino Strada.
In serata, alle 21:15 al Teatro della Filarmonica, il Festival intreccerà poesia, musica e memoria. L'attore Andrea Pierdicca renderà omaggio a Pietro Polverini, poeta e studente UniMc prematuramente scomparso, attraverso i suoi componimenti e il ricordo di chi lo ha conosciuto. Seguiranno la riflessione della scrittrice irlandese Catherine Dunne, che da sempre esplora nei suoi romanzi la complessità delle relazioni umane, e la musica del cantautore Lorenzo Sbarbati, in una serata che ospiterà anche la cerimonia di premiazione del concorso letterario "Humanities", dedicato agli studenti universitari e delle scuole superiori.
Il Festival prosegue venerdì 17 ottobre. Tra gli appuntamenti della giornata: il laboratorio sul tema delle carceri, la tavola rotonda sugli aiuti di Stato e l'economia circolare, e il seminario organizzato dall'associazione Piombini Sensini per celebrare i 130 anni della sua attività, dedicato al valore della cura e delle relazioni che sostengono bambini e famiglie. Alle 11 alla Biblioteca Statale, Catherine Dunne tornerà protagonista con la presentazione del suo romanzo "Una madre", vincitore del Premio Europeo di Rapallo Bper Banca.
Nel pomeriggio, alle 15 alla Loggia del Grano, l'Istituto Confucio di UniMc proporrà "Li dadù de Li Madou", un laboratorio ludico e un percorso di trekking urbano ispirato alla figura di Matteo Ricci, aperto a grandi e piccini. Non serve prenotazione.
Alla stessa ora, nell'aula Omero Proietti di via Garibaldi 20, il fotografo e videoreporter Andrea Petinari presenterà il libro "Stare bene, un giorno", un viaggio tra volti e storie di anziani, ricco di umanità e saggezza. Alle 15:30 alla Biblioteca Statale, Giovannantonio Forabosco e Giorgio Sangiorgi analizzeranno l'Italia del dopoguerra attraverso il cinema comico d'esordio.
Il pomeriggio proseguirà con la tavola rotonda sulla giustizia riparativa (ore 16, Polo Sibillini) e il dialogo tra il rettore John McCourt e il rettore eletto dell'Università di Perugia Massimiliano Marianelli sul futuro delle Humanities (ore 17, piazza Strambi). Alle 18, nell'aula Proietti, Filomeno Lopes e Meraf Villani porteranno la voce di italiani provenienti da altre culture in un dialogo sui nuovi orizzonti dell'identità.
A chiudere la giornata, alle 21:15 al Teatro Lauro Rossi, sarà Domenico Iannacone con lo spettacolo "Che ci faccio qui? In scena", un intenso momento di teatro civile che dà spazio a storie vere raccolte ai margini, per risvegliare coscienze e alimentare partecipazione. L'ingresso è libero fino a esaurimento posti. I biglietti sono in distribuzione già da oggi, giovedì 16 ottobre, alla biglietteria dei teatri in piazza Mazzini.
Il Cus Macerata è stato uno dei team che più ha impressionato nella giornata inaugurale della serie B di calcio a5. Gli universitari hanno aperto la quarta partecipazione di fila nella categoria superando con un sonoro 7-1 lo Spes di Poggio Fidoni.
Ovviamente non c’è da esaltarsi troppo, però è un avvio decisamente diverso rispetto ad un anno fa, quando i cussini festeggiarono il primo successo solo al sesto turno. Tra i protagonisti del settebello Matteo Francavilla, classe 2000 e ormai cussino dentro visto che (come molti compagni) è approdato in Prima squadra dalle giovanili. Lui per la precisione ha cominciato con l’Under16.
Matteo, soddisfatto della partenza?
“Un inizio ottimo. Nelle ultime due settimane ci eravamo allenati proprio bene e poi in campo tutto ciò lo ritrovi. Al di là dei 7 gol, secondo me la differenza l'ha fatta lo spirito di sacrificio e l'attenzione che abbiamo avuto in fase difensiva”.
C’è anche la tua firma nella vittoria…
"Sì un gol diciamo brutto perché sfruttando la porta rimasta libera e calciando dalla distanza. Lo Spes aveva adottato la tattica del portiere di movimento e averla punita subito è stato importante per spegnere le loro speranze”.
A proposito di speranze, quali sono quelle cussine per questo campionato? Siete molto giovani ma anche talentuosi e aver mantenuto l'ossatura del gruppo, solo 3 gli innesti, può essere un vantaggio specie ad inizio campionato?
"Ce lo auguriamo visto che l'anno scorso invece eravamo partiti male. Sarà compito mio, del capitano Di Gregorio, di Francesco Marangoni, di Gutierrez che siamo i più esperti, guidare i giovani. L'obiettivo è chiaramente la salvezza, poi vedremo se potremmo ambire ad altro".
La rosa del Cus Macerata 2025-2026. Portieri: Alvaro Gutierrez, Paolo Grassetti; laterali Samuele Bellesi, Marco Cippitelli, Alessandro Di Gregorio, Pietro Marangoni, Rocco Menichelli, Lorenzo Nardi, Tommaso Parrino, Marco Petetta, Lorenzo Tesei; centrali Matteo Francavilla, Tommaso Seresi, Andrea Molinari; pivot Francesco Marangoni, Francesco Seresi, Nicolò Becerica e Mohamed Kantè; universale Adriano Porro. Allenatore Michele Zampolini.
Una sinergia concreta tra scuola, istituzioni e mondo produttivo porta a Recanati una novità assoluta nel panorama formativo nazionale. A partire dall’anno scolastico 2025/26, l’Istituto di Istruzione Superiore "Enrico Mattei" attiverà la nuova articolazione "Conduzione del mezzo" all’interno dell’indirizzo "Trasporti e Logistica", grazie al parere favorevole della Regione Marche e dell’Ufficio Scolastico Regionale.
Si tratta di un traguardo importante, reso possibile dalla collaborazione tra l’istituto e un gruppo di imprese locali, con Pepa Group in prima linea, insieme a CHR Ciccioli Trasporti di Macerata, Cirioni Trasporti, Mifram, Click and Find Software, Omec, TransAdriatico, FAI e Confartigianato.
Il nuovo percorso formativo nasce dall’esigenza di rispondere in modo più puntuale alle richieste del mercato del lavoro, offrendo ai giovani la possibilità di prepararsi alle professioni moderne della mobilità e della logistica, sempre più tecnologiche e specializzate. La figura del conducente, spiegano i promotori, non è più quella di qualche anno fa, ma oggi rappresenta un professionista altamente qualificato, capace di gestire mezzi complessi e sistemi integrati che dialogano con l’intelligenza artificiale.
L’idea ha origini curiose: tutto è nato dalla passione di alcuni imprenditori del settore, abituati a coinvolgere i figli e i giovani familiari nelle attività aziendali. Durante una festa di compleanno, alcune aziende misero a disposizione gru e mezzi pesanti, trasformando il momento in un’esperienza sorprendente per i bambini. Da quel successo inatteso è maturata la volontà di strutturare un percorso educativo vero e proprio, portando l’esperienza nelle scuole.
La collaborazione con l’IIS “E. Mattei” si è concretizzata in occasione degli Open Day scolastici, durante i quali le aziende hanno messo a disposizione i propri veicoli, offrendo agli studenti la possibilità di toccare con mano la tecnologia dei mezzi moderni e di capire quanto sia cambiato questo mestiere. L’obiettivo era anche sfatare vecchi stereotipi e far conoscere un lavoro che oggi guarda al futuro, aperto alle innovazioni digitali e all’automazione.
Il progetto si è arricchito con la realizzazione di un laboratorio dedicato alle nuove tecnologie, dove gli studenti potranno approfondire l’elettronica di bordo, la gestione dei sistemi digitali integrati e l’uso dell’intelligenza artificiale applicata alla logistica e alla guida assistita. Le aziende partner hanno contribuito sia economicamente, sia nella definizione degli obiettivi didattici, assicurando un forte legame tra teoria e pratica.
Grande la soddisfazione per quello che viene definito un esperimento unico in Italia. Un risultato che dimostra come la collaborazione tra scuola e imprese possa generare opportunità concrete per i giovani e contribuire alla crescita di un settore strategico per l’economia del territorio.
E i risultati non si sono fatti attendere: due ex studenti del Mattei hanno già trovato impiego presso alcune delle aziende coinvolte nel progetto, confermando che l’integrazione tra formazione e mondo del lavoro è la strada giusta per costruire il futuro delle nuove generazioni.
Macerata – Numeroso pubblico alla conviviale del Rotary Club Macerata Matteo Ricci dedicata alla teoria della "Società del Rischio" del sociologo tedesco Ulrich Beck, illustrata dal Professor Carlo Menghi, già Ordinario di Filosofia del Diritto presso l'Università di Macerata.
Il Presidente Tobia Sardellini, nel dare il benvenuto alle autorità rotariane e civili presenti e agli ospiti intervenuti, ha ricordato il legame speciale del Professor Menghi con Beck: fu proprio il docente maceratese a invitare il filosofo tedesco nel 2006 per il conferimento della laurea honoris causa da parte del Magnifico Rettore Professor Sani.
Nella sua relazione, Menghi ha illustrato la cesura epocale individuata da Beck: il passaggio dalla "cultura della scelta" alla "cultura delle connessioni non scelte". Viviamo in un'epoca caratterizzata da sempre meno scelta consapevole e sempre più rapida concatenazione incontrollabile di eventi. Le imprese producono senza pensare adeguatamente ai rischi per i consumatori, mentre gli stessi consumatori non sono in grado di comprendere i pericoli cui sono esposti per la complessità tecnico-scientifica dei prodotti contemporanei.
Il relatore ha evidenziato la trasformazione della sovranità dallo Stato-nazione verso una globalizzazione imperniata sul valore del profitto, dove perde significato persino la categoria della nazionalità. Emerge invece la contraddizione tra diritto al consumo e diritto al lavoro: i consumatori pretendono prodotti economici, alimentando delocalizzazioni che distruggono occupazione locale.
Menghi ha introdotto il concetto di "dromocrazia", il governo della velocità che impedisce riflessione e valutazione delle conseguenze, generando il pericolo di rischi indeterminati. La società contemporanea si caratterizza per la capacità di convivere con "contraddizioni compatibili": riconosciamo i rischi catastrofici ma continuiamo nei comportamenti che li alimentano.
La relazione è stata seguita da un vivace dibattito che ha animato la conclusione della serata, con numerosi interventi su temi quali la responsabilità delle classi dirigenti, l'applicazione del principio di precauzione, il rapporto tra libertà individuale e responsabilità collettiva.
Il Presidente Sardellini, nel chiudere i lavori, ha ringraziato il Professor Menghi e auspicato che questa serata rappresenti l'inizio di un percorso di approfondimento culturale che il Rotary continuerà a promuovere al servizio della comunità.
C’è un po’ di rammarico ma anche tanta consapevolezza nel viaggio di ritorno della CBF Balducci HR Macerata, che dalla trasferta di Firenze porta a casa un punto dopo una sfida spettacolare e intensa nella terza giornata di andata della Serie A1 Tigotà.
Le arancionere, avanti di due set, hanno visto sfumare il successo sotto i colpi e i muri de Il Bisonte Firenze, che ha completato la rimonta vincendo al tie break (3-2).
Non sono bastati i 27 punti di Emmi Kokkonen, autentica trascinatrice e top scorer del match. L’MVP è andato invece alla fiorentina Nika Knollema (25 punti), decisiva nei momenti caldi.La chiave? Il muro: 12 vincenti per Firenze contro i 4 di Macerata, un dato che ha pesato come un macigno nei set finali.
L’avvio è tutto di marca maceratese. Con Decortes e Kokkonen in grande spolvero (rispettivamente 5 e 7 punti nel primo set), la squadra di coach Lionetti impone il ritmo e chiude il parziale sul 20-25. Stesso copione nel secondo: precisione in attacco (53%), buona difesa e un servizio efficace permettono alle arancionere di dominare anche il secondo set (18-25), con Firenze ferma al 28% in attacco.
Nel terzo parziale cambia l’inerzia: Il Bisonte trova più continuità grazie al turno di servizio di Malesevic e alla crescita di Bukilic. Le toscane ribaltano l’11-13 in un 25-22 che riapre il match.Nel quarto set sale in cattedra Tanase, autrice di 7 punti, e Firenze piazza il break decisivo nel cuore del set (da 13-13 a 20-16), chiudendo 25-20 e portando la gara al tie break.
Nel quinto e decisivo parziale le padrone di casa partono a razzo (7-1), ma Macerata non si arrende: Clothier e Kokkonen guidano la rimonta fino al 12-11. Qui però arriva di nuovo il muro fiorentino, con Acciarri e Morello a firmare i punti del definitivo 15-11.
Nonostante la sconfitta, la CBF Balducci HR torna da Firenze con indicazioni positive: la crescita offensiva, la solidità in ricezione nei primi due set e la conferma del rendimento altissimo di Kokkonen e Decortes. Servirà però maggiore continuità e concretezza nei finali di set, dove Firenze ha mostrato più lucidità e solidità a muro.
IL TABELLINO
IL BISONTE FIRENZE - CBF BALDUCCI HR MACERATA 3-2 (20-25 18-25 25-22 25-20 15-11)
IL BISONTE FIRENZE: Villani 4, Acciarri 8, Morello 3, Knollema 25, Malesevic 10, Bukilic 17, Valoppi (L), Tanase 11, Kacmaz 1, Zuccarelli 1, Bertolino, Agrifoglio. Non entrate: Lapini (L), Colzi. Allenatore Chiavegatti.
CBF BALDUCCI HR MACERATA: Kockarevic 9, Clothier 4, Bonelli 2, Kokkonen 27, Mazzon 11, Decortes 21, Caforio (L), Piomboni 2, Bresciani, Crawford. Non entrate: Batte, Ornoch, Capodacqua (L), Sismondi. Allenatore Lionetti.
Arbitri: Zavater, Cavalieri.
Note - Spettatori: 501, Durata set: 26', 25', 28', 26', 18'; Totale: 123'. MVP: Knollema.
(FOTO LVF)
Domenica 19 ottobre il Centro Commerciale Val di Chienti di Piediripa di Macerata ospiterà un grande evento all'insegna dello sport, della solidarietà e della partecipazione collettiva: la prima edizione della Val di Chienti Charity Run for CorriADMO, una camminata ludico-motoria organizzata in occasione della sesta edizione di CorriADMO.
Quest'anno, per la prima volta, l'iniziativa si arricchisce della collaborazione con il Centro Commerciale Val di Chienti, dando vita a una giornata capace di unire attività fisica, promozione della salute e sostegno concreto alla missione di Admo Macerata. L'evento, prenderà il via alle 9:30 dal piazzale del Centro Commerciale, con la possibilità di scegliere tra tre percorsi di 2,6 km, 4,3 km e 8 km, accessibili a tutti, famiglie comprese.
L'iscrizione ha un costo simbolico di 5 euro (gratuita per i bambini sotto i 6 anni) e dà diritto a un pacco gara per i primi 1.000 iscritti, con t-shirt e prodotto alimentare. Ogni pettorale venduto permetterà alle scuole e associazioni coinvolte di trattenere la metà della quota (2,50 €) per attività di autofinanziamento, mentre il resto sarà devoluto ad Admo Macerata. Già oltre 400 persone hanno aderito, con la partecipazione attiva di 15 associazioni e numerosi istituti scolastici del territorio.
Il Centro Val di Chienti ha scelto di aprire le proprie porte a questa iniziativa con l'obiettivo di legarsi sempre più al territorio. "L'unione di due realtà per un progetto di sport ma non solo. Abbiamo coinvolto le associazioni del territorio donando metà del costo del pettorale a loro. Proseguiamo nell'intento di legarci al meglio del territorio. Prendiamo molto dal territorio e cerchiamo di fare al territorio. Apriamo una porta su un fine nobile e importante", ha dichiarato Gianluca Tittarelli, direttore del Centro Commerciale Val di Chienti.
Nel pomeriggio, a partire dalle 14:00, spazio all’Admo Sport Festival, che trasformerà l’area esterna del centro in una grande festa. L’anfiteatro sarà animato da esibizioni, coreografie e performance di palestre e società sportive, mentre Multiradio porterà musica live e il Vip Clown divertirà grandi e piccini.
Sarà anche possibile ricevere informazioni e iscriversi al Registro Donatori di Midollo Osseo grazie alla presenza del Centro Trasfusionale di Macerata, che permetterà anche di effettuare il tampone salivare per valutare la compatibilità. Oggi in Italia ci sono circa 500.000 iscritti al registro, e in 25 anni si sono trovati appena 100 donatori compatibili, di cui 40 solo negli ultimi 5 anni: numeri che sottolineano quanto ogni nuova iscrizione possa fare davvero la differenza.
"Questa iniziativa è molto più di un evento sportivo. È un’occasione per far incontrare le persone, creare comunità e sostenere concretamente realtà fondamentali come Admo, le scuole e le associazioni locali", ha aggiunto Tittarelli. La giornata vedrà anche la presenza attiva di realtà come Avis provinciale, Croce Rossa - Comitato di Macerata, e Aiace, che ha collaborato alla pulizia del percorso, rendendolo più accogliente per tutti.
Emozionato e determinato il commento di Eleonora Salvatori, responsabile Admo Macerata: "Ringraziamo Val di Chienti per l'organizzazione. È un’iniziativa che serve per informare oltre che raccogliere fondi. Chi sta organizzando questa corsa regala tempo per trasmettere un messaggio: abbiamo bisogno di donatori di midollo osseo. Voglio ringraziare Banca Macerata, AVIS, Croce Rossa e tutti i volontari, oltre alla Polizia Locale per il supporto nei percorsi". Salvatori ha anche ricordato la figura di Anastasia Baroni, volontaria ADMO mancata a causa dell’assenza di un donatore compatibile, sottolineando quanto il messaggio della donazione sia urgente e necessario.
Un forte richiamo al valore della rete associativa è arrivato anche da Morena Soverchia di Avis Macerata: "I donatori di sangue sono ottimi candidati per il registro. Sono piccoli gesti che fanno la differenza. Invito tutti a partecipare e portare un amico: è un momento di festa che aiuta".
La collaborazione con Banca Macerata è stata ribadita da Irene Croceri, responsabile marketing: "Non vogliamo solo finanziare e sparire, ma supportare concretamente e condividere le iniziative benefiche. ADMO rappresenta il vero senso di essere presenti nel territorio".
A chiudere il cerchio, le parole dell’Assessore al Turismo di Macerata, Riccardo Sacchi: "Su 40.000 abitanti abbiamo 154 società sportive. La vera ricchezza della città è la rete di associazioni. Grazie alla sinergia con Val di Chienti, questa iniziativa può crescere ancora di più".
Le iscrizioni saranno aperte anche la mattina stessa dell’evento, dalle 7.30 alle 8.30 presso lo stand Admo. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: raggiungere le 1.000 presenze, un traguardo che sarebbe simbolo tangibile di quanto lo sport possa davvero unire per una causa di vita.
Giovedì 9 ottobre il Convitto Nazionale "Giacomo Leopardi" di Macerata ha dato vita alla terza edizione di "Cammina che ti passa", un’iniziativa che, passo dopo passo, è diventata molto più di una passeggiata: un invito a educare al movimento, alla consapevolezza, alla memoria delle proprie radici e al piacere di stare insieme.
In duecentocinquanta, tra studenti semiconvittori dai 6 ai 14 anni, educatori, docenti, famiglie e personale della scuola, si sono radunati alla sede di via Capuzi, pronti a trasformare il percorso in un messaggio di speranza, riflessione e scoperta.
Accanto a loro, anche alcuni ex insegnanti ed educatori del Convitto che hanno scelto di camminare nuovamente con la "loro" scuola, in un gesto simbolico di affetto e appartenenza che unisce passato e presente della comunità convittuale.
L'evento, ideato e coordinato con passione dall'educatrice Romina Diletti, si è svolto con il supporto degli agenti della polizia locale, che hanno garantito la sicurezza lungo il percorso, e dei volontari dell'associazione podistica A.S.D. Valtenna, storici sostenitori del Convitto nelle iniziative dedicate al benessere e allo sport educativo, inclusa la partecipazione dell’istituto alle Convittiadi, le prestigiose Olimpiadi dei Convitti Nazionali italiani.
"Camminare insieme significa riscoprire il tempo dell'ascolto e della relazione - spiega Romina Diletti -. È un gesto semplice ma potente: il movimento diventa connessione, cura, libertà e memoria. I ragazzi imparano a guardarsi intorno, a dialogare e a condividere storia, spazio e passo con gli altri”.
Un gesto educativo e simbolico allo stesso tempo: dalla sede di via Capuzi il gruppo del Convitto ha infatti raggiunto Piazza della Libertà, sostando davanti alla storica struttura di Piazza Marconi, ferita e ferma dal sisma del 2016, ma sempre nel cuore dei maceratesi. Una foto di gruppo e un momento di riflessione hanno ricordato quanto quell’edificio, assegnato in uso perpetuo e gratuito al Convitto da oltre un secolo e mezzo, rappresenti un patrimonio unico per la città e le Marche.
Un cammino simbolico e intenso, quello della comunità del Convitto, per salvare uno scrigno storico e culturale che incarna l’identità e la memoria viva di generazioni di studenti e famiglie.
Al rientro, le classi hanno riflettuto sull’esperienza attraverso semplici attività espressive, trasformando emozioni e pensieri in un racconto collettivo racchiuso in un grande cartellone modulare, una vera e propria “colonna di pensieri” esposta all’ingresso dell’istituto in via Capuzi.
“La scuola non è solo un luogo dove si apprende - sottolinea il rettore e dirigente scolastico Alessandra Gattari - ma uno spazio dove si cresce insieme. Camminare in gruppo aiuta bambine e bambini, ragazze e ragazzi a sviluppare attenzione, empatia e senso di responsabilità. Ogni passo condiviso diventa un’occasione per conoscersi meglio e costruire una comunità più consapevole, che ha a cuore le proprie radici, perché, come insegna questa iniziativa, è solo camminando insieme che si costruisce il futuro”.
"Cammina che ti passa" si conferma così un piccolo grande rito collettivo che ogni anno rinnova il legame tra scuola, città e territorio, ricordando a tutti che, per ritrovare equilibrio e armonia, a volte basta solo mettersi in cammino.
Un gesto di grande generosità e senso civico arricchisce la comunità di Macerata. La Giunta comunale ha, infatti, deliberato di accettare un legato testamentario disposto da una cittadina maceratese, scomparsa lo scorso giugno, che ha scelto di donare al Comune due anelli e una collana in oro con brillanti.
Secondo le volontà espresse nel testamento, i gioielli dovranno essere venduti e il ricavato utilizzato per acquistare materiale utile alle attività sportive che si svolgono presso lo stadio Helvia Recina, con una particolare attenzione - dove possibile - all’acquisto di un defibrillatore.
"Il lascito della signora, che ringraziamo per questo nobile gesto, è un atto di grande valore civico e un esempio di coinvolgimento nella vita sociale cittadina - ha dichiarato l'assessore al patrimonio, Andrea Marchiori -. Il patrimonio della città si arricchisce non solo di un bene salvavita, ma anche e soprattutto del sentimento di chi in vita ha avuto a cuore la comunità e il suo futuro".
Gli uffici comunali competenti sono stati incaricati di far stimare i gioielli da un orafo per procedere alla loro vendita e all'acquisto del materiale sportivo previsto. Inoltre, la Giunta ha approvato l'installazione di una targa commemorativa - previa autorizzazione dell'erede - per ricordare il gesto della benefattrice, che ha scelto di rimanere anonima. Un'iniziativa che unisce memoria, solidarietà e attenzione alla sicurezza, trasformando un atto privato in un dono concreto per tutta la collettività maceratese.