MACERATA - La corsa verso le elezioni comunali di fine maggio entra ufficialmente nella sua fase più calda. Nei prossimi giorni, i principali schieramenti politici ospiteranno in città i vertici nazionali e regionali per sostenere le rispettive candidature alla carica di sindaco.
Il centrosinistra punta tutto sulla mobilitazione di piazza e sul carisma della propria leadership nazionale. Sabato 2 maggio, alle ore 17, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein sarà in piazza Vittorio Veneto per sostenere la candidatura di Gianluca Tittarelli nell'evento dal titolo "Macerata, si riparte". L’obiettivo della coalizione è chiaro: riconquistare il cuore della città puntando su un rinnovato entusiasmo e su un programma che promette di invertire la rotta rispetto all'amministrazione uscente.
La risposta del centrodestra non si è fatta attendere, puntando sulla continuità amministrativa e sulla filiera istituzionale che lega la città alla Regione. Mercoledì 6 maggio, alle ore 21, sarà il presidente della regione Marche, Francesco Acquaroli, a schierarsi apertamente al fianco del sindaco uscente Sandro Parcaroli. L'appuntamento è fissato presso il Banca Macerata Forum di Fontescodella, dove verrà presentato il manifesto programmatico "Macerata continua a crescere". Un incontro che mira a consolidare i risultati raggiunti e a rilanciare la sfida per un secondo mandato nel segno della stabilità.
Con l'arrivo dei grandi nomi della politica, Macerata si conferma l'osservata speciale di questa tornata elettorale, in un confronto che promette di misurare non solo il consenso locale, ma anche i pesi specifici dei partiti a livello regionale e nazionale.
Il Terzo Polo Macerata, guidato dal candidato sindaco Mattia Orioli, esprime soddisfazione per quello che definisce un crescente apprezzamento “bipartisan” verso le proprie proposte programmatiche, in particolare sulla federazione dei Comuni e su altri punti della visione di città capoluogo.
“Registriamo con favore – afferma la lista – un interesse trasversale che arriva da sinistra, destra e società civile rispetto alle nostre idee per rilanciare Macerata nel ruolo che le compete”.
Tra i temi che, secondo il Terzo Polo, stanno raccogliendo attenzione anche al di fuori del proprio perimetro politico, c’è appunto la proposta di una federazione tra comuni, insieme all’idea di sviluppare un polo tecnologico. “Proposte già oggetto di confronto e ora sempre più presenti nel dibattito cittadino”, sottolinea la coalizione.
A mostrare interesse, secondo quanto riportato dal movimento, sarebbero anche esponenti di schieramenti diversi, tra cui Tittarelli per l’area progressista e l’assessore Iommi per il centrodestra, oltre all’avvocato Perticarari, che avrebbe valorizzato in particolare l’ipotesi del polo tecnologico.
Il Terzo Polo evidenzia inoltre il ruolo di Augusto Pellegrini, “che rappresenta un ponte verso questa idea”, anche in seguito alla scelta di lasciare il ruolo di consigliere comunale a Treia per candidarsi a Macerata nella lista. Un percorso che, secondo il movimento, "si inserisce in un progetto già da tempo condiviso anche da altri esponenti della lista".
Tra i temi toccati anche quello del termovalorizzatore, che – secondo il Terzo Polo – “sta diventando centrale nel dibattito cittadino come possibile visione di lungo periodo per un capoluogo moderno e competitivo”.
Ampio spazio anche alla dimensione culturale e turistica, ambiti nei quali la lista rivendica una visione “pragmatica e moderna, ma sempre radicata nell’identità cittadina”. L’obiettivo dichiarato è quello di una città “vicina alle persone, che rimetta al centro la persona nella sua interezza”.
Il Terzo Polo sottolinea infine come il proprio progetto non sia “contro qualcuno, ma per qualcosa”, con l’intento di superare le contrapposizioni tradizionali. “Vogliamo andare oltre il bipolarismo – si legge nella nota – ricreando le condizioni per una politica concreta, lontana da slogan e divisioni sterili”.
“La soddisfazione – conclude la coalizione – nasce dalla consapevolezza che il progetto sta trovando attenzione e interesse. Un percorso riformatore, libero, democratico e popolare che punta a rilanciare Macerata rispettandone la storia, ma proiettandola verso il cambiamento che merita”.
Un evento che unisce cinema, moda ed eleganza per celebrare un traguardo importante. Celeste Fashion festeggia i 25 anni di attività con una serata esclusiva ispirata al grande ritorno de Il Diavolo Veste Prada 2, trasformando il Multiplex 2000 in una passerella di stile e creatività.
A raccontare l’iniziativa è Cinzia Tomassoni, che spiega l’idea alla base dell’evento: «Domani sera, dopo vent’anni torna al cinema con il sequel Il Diavolo veste Prada, un evento che non è solo cinema e che non potevamo lasciarci sfuggire». Un format che richiama le grandi premiere internazionali, reinterpretato in chiave locale per offrire ai clienti un’esperienza immersiva tra fashion e spettacolo.
Grazie alla collaborazione con il Multiplex 2000 di Piediripa, sono stati riservati circa 130 posti, andati esauriti in tempi rapidissimi. «Abbiamo riempito praticamente questi 130 posti in quattro giornate», sottolinea Cinzia Tomassoni, evidenziando l’entusiasmo e la partecipazione che hanno accompagnato l’iniziativa fin dalle prime fasi.
La serata prenderà il via alle 20:30 con un brindisi di benvenuto dedicato a tutte le partecipanti, per poi proseguire con l’ingresso in sala. Il dress code sarà parte integrante dell’evento, ispirato proprio all’estetica iconica del film. «Sarà gradito l’abito elegante con i toni che richiamano la locandina e quindi il rosso, il nero e il bianco», spiega Cinzia Tomassoni, invitando a curare ogni dettaglio per vivere appieno l’atmosfera della serata.
Non mancherà anche un momento dedicato alla valorizzazione dello stile personale, con una selezione dei look più riusciti: «I dieci look migliori vinceranno un premio», aggiunge, rendendo l’evento ancora più dinamico e coinvolgente.
I premi sono stati modulati grazie al supporto delle realtà partner che hanno contribuito alla realizzazione della serata. Tra queste la palestra Live Energy, insieme a Lola parrucchieria, al centro estetico Il Segreto Degli Dèi, alla Farmacia Farmarecanati e alla consulente d’immagine Michela Colonnello, specializzata in armocromia.
L’evento si inserisce in un calendario più ampio di iniziative pensate per celebrare i 25 anni di attività di Celeste Fashion, un percorso fatto di passione, ricerca e attenzione alle esigenze delle clienti. «Proseguono gli eventi per celebrare questo traguardo», conferma Cinzia Tomassoni, anticipando nuove occasioni di incontro e condivisione.
Cinzia Tomassoni ha voluto rivolgere un ringraziamento speciale a tutto lo staff, composto da Daniela Stortini, Veronica Potalivo, Asia Molini e Barbara Riccioni, per l’impegno e la dedizione dimostrati, elementi fondamentali per dare vita a un evento che celebra non solo la moda, ma anche una storia lunga venticinque anni fatta di professionalità e passione.
La Cbf Balducci Hr riparte anche da una delle sue certezze: Clara Decortes vestirà ancora la maglia arancionera nella stagione 2026/27 in Serie A1, per lei sarà la terza stagione consecutiva con questi colori. Il club maceratese annuncia il rinnovo dell’accordo con l’opposta bergamasca, classe 1996, 183 cm di potenza ed esperienza, tra le protagoniste dell'ultimo campionato disputato nella massima serie e appena concluso con l'importante traguardo della salvezza.
Dopo aver contribuito in maniera determinante al percorso della squadra verso la promozione in Serie A1 due stagioni fa, Decortes si è infatti confermata tra i principali terminali offensivi pure nel massimo campionato: 491 punti messi a segno in 30 gare disputate, numeri che la collocano in alto nella classifica marcatrici del torneo. Qualità ed efficienza: Clara Decortes rappresenterà ancora un punto di riferimento fondamentale per l’attacco arancionero anche nella stagione 2026/27.
Per l’opposta si tratta della prosecuzione di un percorso importante in Serie A1, categoria che aveva già affrontato con le maglie di Brescia e Roma. Nel corso della sua carriera ha inoltre maturato una solida esperienza in Serie A2 (Brescia, Orvieto, San Giovanni in Marignano, Roma, Mondovì e appunto Macerata), conquistando ben tre promozioni nella massima serie, a conferma del suo valore e della sua capacità di incidere nei momenti decisivi.
Clara Decortes, hai scelto di restare a Macerata: cosa ti ha convinto?
"Ho scelto Macerata perché qua ormai è quasi come una seconda casa. Sto bene, è un ambiente dove ho potuto giocare a pallavolo con serenità e quindi mi è sembrata la scelta più naturale".
Sarà la prima volta che rimani così a lungo nello stesso Club
"Sì, stare tre stagioni qua significa che non voglio rinunciare a questo bellissimo progetto. È una novità per me, perché tre anni nello stesso posto non li avevo mai fatti, però è una scelta che mi sento pienamente di fare".
È stato il tuo primo anno giocato in Serie A1 con continuità: cosa ti ha lasciato questa stagione?
"È stata una stagione molto impegnativa. Però è stato anche un anno divertente, perché ci siamo continuamente messe in gioco. Io personalmente mi sono messa in discussione e credo di uscire da questa stagione con più consapevolezza: sia del tipo di giocatrice che sono, sia del fatto che posso ancora crescere e dare qualcosa in più".
Ora lo sguardo è già alla prossima stagione, con aspettative ancora più alte
"L’anno prossimo proveremo ad alzare l’asticella. Mi aspetto un campionato come quello di quest’anno: combattuto, sofferto, ma pieno di emozioni. Io sono pronta a mettermi in gioco e a togliermi altre soddisfazioni".
Un incidente stradale si è verificato questa mattina, intorno alle ore 08:40, in contrada Vallebona, nel territorio comunale di Macerata. Per cause in corso di accertamento, un giovane alla guida di una Fiat Panda ha perso il controllo del veicolo, finendo nella scarpata adiacente alla carreggiata.
Sul posto è intervenuta una squadra dei vigili del fuoco del Comando di Macerata. Gli operatori hanno provveduto a mettere in sicurezza il mezzo e ad aiutare l'occupante a uscire dall'abitacolo. Il ragazzo è stato poi affidato al personale sanitario del 118, giunto sul luogo con un'ambulanza per i controlli di rito. Secondo le prime informazioni, il conducente non avrebbe riportato lesioni tanto da rifiutare il trasporto in ospedale.
Il sinistro non ha visto il coinvolgimento di altre vetture. Gli agenti della polizia locale si sono occupati dei rilievi necessari a ricostruire la dinamica dell'accaduto e della gestione del traffico veicolare per consentire le operazioni di recupero dell'auto da parte del soccorso stradale.
Il cartellone della XXXVII edizione di Musicultura entra nel vivo. Dopo l'annuncio della presenza di Brunori Sas, il festival della canzone popolare e d’autore svela i nuovi grandi nomi che calcheranno il palco dello Sferisterio nelle serate finali del 19 e 20 giugno. Un cast che mescola sapientemente la storia della musica italiana con la freschezza delle nuove generazioni.
Per Ron e Tosca si tratta di un gradito ritorno a casa. Entrambi membri del Comitato Artistico di Garanzia di Musicultura, i due artisti sono considerati dal festival una certezza assoluta in termini di qualità. "Artisti come loro sono una garanzia di sostanza - ha dichiarato il direttore artistico Ezio Nannipieri - con la capacità di riversare nella dimensione live un plus di risorse espressive unico".
La loro esibizione è in programma per la serata di sabato 20 giugno, promettendo momenti di grande intensità emotiva sotto le stelle dell'Arena. La serata di apertura di venerdì 19 giugno vedrà invece protagonisti i marchigiani Maria Antonietta & Colombre. Reduci dal recente successo al Festival di Sanremo, il duo porterà a Macerata un progetto artistico che Nannipieri definisce "vivace e fresco", sottolineando come la coppia riesca a completarsi perfettamente non solo nella vita, ma anche nella scrittura delle canzoni. Nella stessa serata di venerdì, il pubblico potrà assistere anche alla performance del già annunciato Brunori Sas.
Le due serate rappresentano l'atto conclusivo di un lungo percorso di selezione che vedrà i vincitori del concorso sfidarsi per il titolo finale proprio insieme a questi grandi ospiti. Con questi nuovi innesti, Musicultura conferma la sua vocazione di "officina della canzone", capace di far dialogare i mostri sacri del cantautorato con le realtà più interessanti del panorama indipendente attuale.
La città di Macerata e la Chiesa Diocesana piangono la scomparsa del Cavalier Giampaolo Nerpiti, per tutti Paolo, spentosi a seguito del rapido aggravarsi di una malattia con cui conviveva da tempo. Nato nel capoluogo il 2 ottobre 1941, Nerpiti è stato una figura di riferimento assoluto per la comunità, capace di coniugare una luminosa testimonianza di fede con una riconosciuta professionalità.
Il suo impegno per la Chiesa locale è stato instancabile: ricopriva infatti l'incarico di Presidente dell’Istituto Diocesano Sostentamento del Clero. Oltre al ruolo istituzionale, la sua vita è stata profondamente segnata dalla spiritualità mariana. Insieme alla moglie Maria, aveva fondato l’Associazione Mariana Regina dell'Amore e la Comunità dei Figli del Sacro Cuore di Gesù, realtà che hanno coinvolto e sostenuto tantissime persone nel loro cammino di fede.
La notizia ha colpito profondamente i vertici della Curia. Il vescovo Nazzareno Marconi, a nome di tutta la Chiesa maceratese, ha voluto tributargli un commosso omaggio: "Giampaolo è stato un prezioso dono di Maria Santissima alla nostra Chiesa Diocesana - ha affermato monsignor Marconi -. Lo raccomandiamo al Signore mentre preghiamo insieme alla moglie Maria, alla Comunità dei Figli del Sacro Cuore di Gesù e a tutti i suoi cari".
La sua testimonianza e la sua dedizione, ben note non solo nel territorio diocesano ma in tutta la città, sono state vissute con coerenza e forza d'animo fino all'ultimo istante. La salma è stata esposta presso il Centro Funerario di via dei Velini n. 235 a Macerata. Le esequie solenni si terranno domani, mercoledì 29 aprile, alle ore 10.30, nella Cattedrale dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista (San Giovanni), dove la comunità potrà stringersi attorno alla famiglia per l'ultimo saluto a un uomo che ha lasciato un segno indelebile nel tessuto sociale e religioso della città.
Si è concluso con una condanna il processo a carico di un’operaia di 43 anni, accusata di aver scaraventato il proprio gatto dal balcone di casa. Il Giudice monocratico del Tribunale di Macerata, Domenico Potetti, ha inflitto alla donna una pena di quattro mesi di reclusione e 4.000 euro di multa per il reato di maltrattamento di animali. La pena è sospesa.
L’episodio risale alla serata del 2 dicembre 2024. Intorno alle 21, un vicino di casa della donna aveva notato un oggetto volare giù da un balcone al secondo piano di una palazzina. Avvicinatosi per controllare, il testimone aveva scoperto con sgomento che si trattava di un gatto bianco e nero.
Sul posto erano immediatamente intervenuti i carabinieri del Nucleo Radiomobile e un medico veterinario per prestare i primi soccorsi all'animale e avviare gli accertamenti che hanno poi portato alla denuncia della proprietaria.
L'imputata, difesa dall'avvocato Paolo Cognini, ha scelto di essere giudicata con il rito abbreviato. Durante l'udienza, la donna ha tentato di respingere le accuse, sostenendo che il gatto fosse particolarmente irrequieto e che si fosse lanciato autonomamente dal parapetto, sottolineando inoltre come il veterinario non avesse riscontrato lesioni permanenti. Una versione che però non ha convinto il giudice, il quale ha accolto la tesi dell'accusa, sostenuta dal pm Francesca D'Arienzo.
Oltre alla condanna penale, il Tribunale ha disposto la confisca definitiva del felino. Se nessuna associazione accreditata presenterà domanda di affidamento, l'animale resterà formalmente sotto la tutela del Comune di Macerata.
Al processo si erano costituite parte civile tre diverse sigle animaliste: Oipa Italia, Leal e "Rispetto per tutti gli animali". Sebbene il giudice abbia riconosciuto la responsabilità penale della donna, ha rigettato le istanze di risarcimento avanzate dai legali delle associazioni. I volontari dell'Oipa hanno già annunciato che seguiranno da vicino l'iter per l'eventuale adozione del gatto, garantendogli una nuova sistemazione sicura.
In una limpida giornata di primavera, la Riviera del Conero ha fatto da cornice a un evento che celebra la forza dei nuovi inizi. Lo scorso 24 aprile, presso il municipio di Sirolo, Marco Battellini e Alina Duleanti si sono uniti in matrimonio, formalizzando un legame nato poco più di un anno fa da un fortuito incontro domenicale.
La cerimonia, caratterizzata da un tono di sobria eleganza, ha visto la partecipazione di familiari e amici vicini. Tra i presenti, hanno voluto portare il proprio saluto anche figure di rilievo istituzionale come Vincenzo Bennardo, direttore generale dei Vigili del Fuoco delle Marche, e Varo Benucci, alto ufficiale della Marina Militare di Ancona, a testimonianza dell'amicizia e della stima che circonda la coppia.
Il seguito dei festeggiamenti si è svolto a Porto Recanati, dove il ristorante Mami ha accolto gli ospiti per un pranzo conviviale. L'atmosfera, intima e raccolta, ha messo al centro il valore degli affetti più cari: accanto agli sposi sedevano le madri, Francesca Ascenzo e Filotea Duleanti, testimoni di un passaggio importante che ha visto l'abbraccio tra due famiglie.
Il momento più significativo della giornata è stato rappresentato dalla presenza delle figlie, Greta e Rebecca per Marco, e Alessia e Francesca per Alina. La loro partecipazione ha trasformato la celebrazione in un autentico progetto di vita condiviso, segnando l'inizio di un cammino comune fondato sulla serenità e sulla reciproca appartenenza.
Un weekend amaro quello appena concluso in via Cioci per l'Ares Safety Macerata, che nella quinta giornata della Serie A1 di Softball ha ceduto il passo alla Lacomes New Bollate. Le lombarde si sono imposte in entrambi i match (6-8 e 2-9), confermandosi la vera rivelazione del campionato e proiettandosi in piena zona playoff. Per Macerata resta il rammarico di aver mostrato solo a sprazzi le proprie qualità, mancando di cinismo nei momenti decisivi delle partite.
La prima sfida è stata una vera battaglia, caratterizzata da continui capovolgimenti di fronte e un totale di 20 valide complessive. Il New Bollate parte forte portandosi subito sul 3-0, ma Macerata risponde con un doppio di Mengoli che accorcia le distanze.
Al quinto inning, l'Ares Safety sembra aver trovato la chiave del match: grazie al triplo di Carter e alla valida di Terrenzio, le padrone di casa effettuano il sorpasso portandosi sul 5-4. La gioia dura però poco: le lombarde pareggiano al sesto e scappano definitivamente al settimo inning grazie a un triplo di Perricelli. Inutile il tentativo finale di rimonta firmato dalla volata di sacrificio di Tittarelli, che fissa il punteggio sul 6-8.
Nel secondo incontro, la Lacomes ha preso il comando sin dalle battute iniziali, sfruttando la potenza delle proprie battitrici. Sotto 4-1 al secondo inning, Macerata non è riuscita a contenere i colpi di Kortokrax e Colino, entrambe autrici di fuoricampo da due punti che hanno scavato il solco definitivo.
Nonostante la volata di sacrificio di Grifagno per il 7-2, l'attacco ospite non ha concesso tregua, chiudendo la contesa sul 9-2 in sole cinque riprese. Un risultato pesante che premia la maggiore scaltrezza delle ospiti, capaci di centrare il terzo "sweep" consecutivo in questo avvio di stagione.
La giornata di A1 ha visto anche l'ennesima conferma delle campionesse in carica del Quick Mill Bollate, ancora imbattute dopo il successo contro Caronno. Negli altri campi, spicca il pareggio tra Castelfranco e Forlì, mentre Saronno e Pianoro imitano il New Bollate centrando bottino pieno rispettivamente contro Collecchio e Rovigo. Per l'Ares Safety Macerata l'obiettivo è ora ritrovare quella determinazione necessaria per finalizzare le situazioni favorevoli in vista dei prossimi impegni.
L’Università di Macerata ospita una puntata speciale di “Un caffè con il Rettore”: il rettore John McCourt ha incontrato Adrián N. Bravi, scrittore argentino di lingua italiana, bibliotecario dell’Ateneo maceratese da trent’anni e una delle voci più originali della narrativa italiana contemporanea. La puntata sarà trasmessa domani, martedì 28 aprile alle 21 sui canali Facebook e YouTube ufficiali di Unimc.
Nato a Buenos Aires, Bravi è arrivato in Italia alla fine degli anni Ottanta per studiare filosofia all’Università di Macerata. Ha scelto di restare, a Recanati, e di scrivere in italiano, una lingua che non era la sua lingua madre, ma che è diventata il suo strumento d’elezione per la creazione letteraria. Il suo primo romanzo in italiano è uscito nel 2004; da allora ha pubblicato oltre dieci libri, tradotti in inglese, francese, spagnolo e arabo.
Il suo romanzo “Adelaida”, dedicato alla vita di Adelaida Gigli Valeiras, nipote del tenore Beniamino Gigli, attraverso le dittature e gli esili dell’Argentina del Novecento, è stato selezionato nella dozzina del Premio Strega 2024 e ha vinto il Premio Comisso 2024. Il suo ultimo libro, “La nuotatrice notturna”, affronta il tema dell’identità e della ricerca delle radici attraverso la storia di un uomo che, alla morte del padre, si mette in viaggio verso il Portogallo. Nel 2026 ha vinto ex-aequo la prima edizione del Premio Volver — Antonio Dal Masetto, dedicato ad autori di madrelingua non italiana che hanno adottato l’italiano come lingua di creazione.
Incidente questa mattina, intorno alle 9:30, in via Spalato a Macerata, dove un’auto e una moto si sono scontrate frontalmente, mentre procedevano in direzioni opposte. Le cause dell’impatto sono ancora in fase di accertamento.
Ad avere la peggio è stato il motociclista, un giovane di 25 anni, che è finito a terra dopo l’urto. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure e disposto il trasporto all’ospedale di Macerata per accertamenti. Secondo le prime informazioni, le sue condizioni non sarebbero gravi.
Illesa, seppur scossa, la conducente dell’auto coinvolta.
L’incidente ha causato qualche rallentamento al traffico. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale, incaricati di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
È morto Marco Campetti, storico gestore della pizzeria Taverna degli Amici, scomparso all’età di 59 anni dopo aver combattuto contro una malattia che lo ha stroncato. La notizia ha destato profondo cordoglio in città e tra tutti coloro che lo conoscevano.
A dare l’annuncio della sua scomparsa è stato il fratello Franco Campetti, con cui Marco condivideva la gestione del locale, attraverso un messaggio carico di dolore: «In chi lo ha conosciuto e apprezzato lascia un grande vuoto. Ciao Marco, il mio cuore è con te». Subito dopo la pubblicazione, il post ha ricevuto un grande numero di messaggi e commenti di vicinanza e ricordo.
Marco Campetti lascia il figlio Tommaso, la sorella Barbara e il fratello Franco. La sua figura era profondamente legata alla storia della pizzeria, punto di riferimento per molti clienti nel corso degli anni.
La Taverna degli Amici ha cambiato sede nel tempo: inizialmente si trovava in via Mozzi, successivamente si è spostata in via Ghino Valenti, per poi stabilirsi da diversi anni in via Roma, dove è diventata una realtà conosciuta e frequentata della città.
A Villa Potenza, in via dell’Acquedotto, si è verificato un incidente stradale che ha coinvolto una donna, sulla settantina, finita in ospedale dopo aver perso il controllo della propria auto. Secondo quanto ricostruito, il veicolo è prima andato a impattare contro una staccionata e successivamente contro un muretto.
Sul posto è intervenuta la polizia locale per i primi rilievi nell’area interessata dall’accaduto. Presenti anche i vigili del fuoco e un’ambulanza del 118, che hanno prestato i primi soccorsi alla conducente.
La donna è stata successivamente trasportata all’ospedale di Macerata, ma le sue condizioni non risultano gravi. Restano in corso ulteriori accertamenti per chiarire le cause che hanno portato alla perdita di controllo del veicolo e alla conseguente sbandata.
La Maceratese vede ormai molto vicino il traguardo della salvezza, dopo il pareggio ottenuto contro il Giulianova, anche se manca ancora la certezza matematica. A tenere aperto un minimo spiraglio resta il Sora, che però al momento ha una differenza reti peggiore rispetto alla Rata in caso di arrivo a pari punti all’ultima giornata. Per cambiare la situazione servirebbero combinazioni molto ampie di risultati e passivi pesanti per la Maceratese, che chiuderà il campionato a Chieti, mentre i ciociari saranno impegnati a Castelfidardo.
La sfida è stata fortemente condizionata dalle condizioni climatiche e dall’importanza della posta in palio. Il gran caldo ha inciso sul ritmo della partita, che è rimasta per lunghi tratti bloccata e poco fluida. La gara si è poi accesa nella ripresa, quando in pochi minuti sono arrivati i due episodi decisivi che hanno fissato l’1-1 finale, risultato che si è rivelato sufficiente per i biancorossi nel percorso verso l’obiettivo stagionale. Il Giulianova, squadra abituata ai pareggi in questa stagione, ha confermato la propria tendenza.
In casa Maceratese si sono messi in evidenza soprattutto Sabattini e Ciabuschi, tra i più continui, mentre tra gli ospiti hanno lasciato il segno Esposito e il sempre insidioso Chiarella. Le principali emozioni si sono concentrate in una breve fase della ripresa, quando il vantaggio abruzzese ha rischiato di complicare i piani della Rata, subito però brava a reagire e a rimettere in equilibrio la gara.
La formazione biancorossa arrivava all’appuntamento con l’obiettivo di lasciarsi alle spalle la sconfitta di Pomezia e provare a chiudere il discorso salvezza davanti ai propri tifosi, nell’ultima gara interna della stagione all’Helvia Recina-Pino Brizi, prima della trasferta conclusiva a Chieti. Di fronte un Giulianova già senza obiettivi, fuori dalla zona playoff e playout, ma desideroso di riscatto dopo la sconfitta nel derby della settimana precedente contro il Chieti.
Mister Lauro ha dovuto rinunciare allo squalificato Siniega, con Morganti schierato al centro della difesa al suo posto, mentre per il resto l’assetto è rimasto invariato. Sul fronte opposto il tecnico abruzzese ha cambiato diversi uomini, anche a causa delle assenze di Scarsella e Guerriero. Nei primi minuti è stato il Giulianova a prendere il controllo del gioco, con la Maceratese più attendista e concentrata sulla fase difensiva.
L’avvio è stato molto bloccato, con poche giocate degne di nota e grande intensità sugli spalti, dove le tifoserie hanno animato la gara con cori e bandiere. Il Giulianova ha provato a gestire il possesso, mentre la Rata ha faticato a risalire il campo e a rendersi pericolosa. Il primo vero sussulto è arrivato al 29’, quando una punizione conquistata da Sabattini ha portato alla conclusione di Osorio, con il pallone uscito di poco sopra la traversa.
La risposta degli ospiti è arrivata poco dopo con un’azione di Bolondi, che ha servito Chiarella, ma la sua deviazione non ha centrato lo specchio della porta difeso da Cusin. La partita ha iniziato così a muoversi dopo una lunga fase statica. Il Giulianova ha poi continuato a spingere e al 36’ ha avuto una buona occasione ancora con Chiarella, fermato in corner dall’intervento del portiere biancorosso.
Nel finale di primo tempo la Maceratese si è riaffacciata in avanti su calcio piazzato: dopo un’uscita non perfetta di Negro, la palla è rimasta in area e Lucero ha provato la conclusione, ma senza precisione. Il primo tempo si è chiuso senza recupero e con uno 0-0 che, in quel momento, garantiva comunque alla Rata una posizione favorevole nella corsa salvezza.
La ripresa ha visto una Maceratese più attiva nei primi minuti, con una conclusione di Sabattini che ha sfiorato il palo e una risposta immediata di Chiarella dall’altra parte. Il ritmo è rimasto comunque basso, con poche vere occasioni da rete e portieri raramente chiamati in causa. Intorno al quarto d’ora si è acceso un confronto fisico tra Osorio ed Esposito, subito sedato dall’arbitro, mentre poco dopo Ciabuschi ha sfiorato il gol con un tiro a incrociare.
Al 27’ il Giulianova ha trovato il vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo: colpo di testa di Chiarella, palla per Menna e conclusione respinta da Cusin, ma secondo la terna arbitrale il pallone aveva già varcato la linea. La Maceratese ha reagito subito con un colpo di testa di Osorio su corner di De Angelis, parato da Negro, e con un’altra conclusione respinta poco dopo.
Il pareggio è arrivato al 34’: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, una deviazione di testa di Ciabuschi ha portato al gol che ha fissato l’1-1, con la rete accolta dalle proteste ma poi confermata e festeggiata sotto la Curva Just. Nel finale il risultato non è più cambiato, con il pari che consente alla Maceratese di compiere un passo importante verso la salvezza in Serie D, al termine di una gara intensa ma con poche vere emozioni.
MACERATESE (4-3-3): Cusin 6; Perini 6, Lucero 6, Mastrippolito 6, Morganti 6; Ciattaglia 6, De Angelis 6, Sabattini 6,5; Marras 5 (dal 28’ s.t. Ruani5,5), Ciabuschi 6,5, Osorio 6 (dal 43’ s.t. Gagliardi s.v.). (Gagliardini, Ambrogi, Fratini, Nasic, Cirulli, Papa, Marchegiani). All. Lauro 6.
GIULIANOVA (3-5-2): Negro 6,5; Morri 6, Callegari 6,5, Thiago Menna 6,5; Misuraca 6, Bolondi 5 (dal 44’ st. Di Ruggiero s.v.), Panzera 6 (dal 41’ s.t.Vesprini s.v.), Esposito 6,5, Masawoud 6 (dal 40’ s.t. Martiniello s.v.); Chiarella 6 (dal 35’ s.t. Neglia s.v.), Odianose 5,5 (dal 39’ s.t. Carbonelli s.v.).(Vandelli, Machì, Vuillermoz, Pertosa). All. Pergolizzi 6.
TERNA ARBITRALE: Catalani di Ciampino 6 (assistenti Amarante di Castellammare di Stabia e De Rosa di Napoli).
RETI: Menna (G) al 27’, Ciabuschi (M) al 34’s.t.
Tutto esaurito al Multiplex di Piediripa per l’anteprima maceratese dell’art film “La paura dei numeri” di Mauro John Capece, prodotto dall’Associazione Culturale Picus e già premiato in diversi festival internazionali, tra cui l’American Golden Film Festival e l’Amsterdam Film Festival.
L’evento, condotto dal giornalista e attore David Romano – presente anche nel cast del film – ha accompagnato il pubblico dentro un incontro che è andato ben oltre la semplice proiezione, trasformandosi in un momento di confronto su cinema, territorio e soprattutto sul tema centrale dell’opera: lo spettro autistico. Il cortometraggio affronta infatti la condizione dello spettro autistico attraverso la storia di Anna e Maria, due bambine legate da un incontro che supera il tempo e le apparenze. Un racconto che sceglie una chiave simbolica e delicata, evitando ogni approccio didascalico per restituire invece una dimensione emotiva e relazionale della neurodivergenza, intesa come parte della complessità umana e non come limite.
Il progetto nasce dal racconto “Il fantasma della fontana”, pubblicato nell’antologia “Marche d’Autore – I Misteri”, e porta in modo decisivo la firma narrativa di Elisabetta Garbati, che ha raccontato così l’origine della storia: «Tutto nasce da un incontro e da una storia che mi appartiene, un ricordo d’infanzia a Sefro, una fontana, figure misteriose e una leggenda che nel tempo ho sentito il bisogno di raccontare e fissare sulla carta». Un’immagine che restituisce bene la genesi profondamente personale del racconto, nato da un legame con la memoria e con il territorio dell’Alto Maceratese.
Proprio da quella narrazione si è sviluppato il lavoro di adattamento firmato da David Miliozzi, Jonatan Arpetti e Valerio Tatarella, che hanno trasformato il racconto in sceneggiatura, mantenendo intatto il nucleo emotivo originale e costruendo un’opera corale che ha poi trovato la sua forma cinematografica grazie alla regia di Mauro John Capece.
Nel corso dell’incontro, la dottoressa Garbati ha sottolineato anche la dimensione umana e professionale che ha influenzato il suo contributo al progetto, legata alla sua esperienza medica e al contatto quotidiano con le fragilità delle famiglie. «Dover comunicare una diagnosi è la parte più difficile del mio lavoro», ha spiegato, evidenziando come il film nasca anche da una sensibilità maturata nel rapporto diretto con le persone e con le loro storie.
Il vicesindaco di Treia Davide Buschittari ha invece posto l’attenzione sul valore delle location utilizzate, come Villa Luzi, sottolineando il ruolo delle Marche come set cinematografico sempre più attrattivo grazie anche al lavoro delle film commission e alla valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico del territorio.
Il regista Mauro John Capece ha raccontato la genesi del film come un percorso corale e fortemente radicato nel lavoro di squadra, spiegando come l’obiettivo non fosse quello di “consolare” lo spettatore, ma di lasciare un segno: un’opera capace di restare, di interrogare e di stimolare una riflessione sulla diversità e sul modo in cui viene percepita.
Dopo la proiezione, il confronto si è arricchito con gli interventi del cast e dei protagonisti tecnici e artistici del progetto. Corinna Coroneo ha evidenziato la sensibilità con cui il film affronta la disabilità, sottolineando il cambiamento storico e culturale nel modo di percepire queste condizioni. Francesco Pugnaloni, al suo debutto cinematografico, ha raccontato l’impatto del set e la differenza tra teatro e cinema, definendo l’esperienza formativa e intensa.
Maurizio Boldrini ha parlato di un lavoro “poetico e malinconico”, mentre Andrea Pierdicca ha descritto la costruzione del suo personaggio e la complessità emotiva delle scene più forti. David Miliozzi, che ha affiancato la scrittura della sceneggiatura, ha invece posto l’accento sul lavoro di sottrazione necessario nella scrittura cinematografica e sul tema centrale del film, sintetizzato nella frase chiave: «noi non siamo diversi, sono gli altri che sono tutti uguali», a indicare una riflessione profonda sull’unicità di ciascun individuo.
Un contributo importante è arrivato anche da Jonatan Arpetti e Valerio Tatarella, che hanno raccontato il percorso produttivo dell’opera e la costruzione del progetto fin dalle sue origini, evidenziando il lavoro collettivo che ha permesso di dare forma al film.
A chiudere l’incontro è stata la testimonianza di Fabrizio Principi e Vito Catano, dell’associazione I Blu Infinito – Onfalos, che hanno riportato il tema del film nella dimensione concreta delle famiglie e della quotidianità legata all’autismo. Un intervento intenso, che ha sottolineato come la diagnosi non sia un punto di arrivo ma l’inizio di un percorso complesso, che richiede rete, sostegno e condivisione.
Il sold out di Piediripa ha così confermato non solo il successo dell’opera, ma anche la forza di un progetto nato dal territorio e capace di trasformare una storia locale in una riflessione universale sulla fragilità, sulla diversità e sul modo in cui si costruiscono le relazioni umane.
Si registra un intervento chiarificatore da parte del direttivo locale di Noi Moderati in merito al dibattito politico che sta interessando il centrodestra a Macerata. Attraverso una nota ufficiale, il partito interviene sulla vicenda legata al nome di Alessandrini, definendo i rumors delle ultime ore come frutto di incomprensioni e ribadendo la propria linea politica per la città.
"Prendiamo atto della scelta autonoma di Alessandrini- commenta Nicola Bonaduce- a cui va la nostra stima. Le indiscrezioni sulla sua candidatura sono state frutto di banali fraintendimenti interni ed esterni, tipici delle concitate fasi pre-elettorali. Spero così sia messa una parola fine almeno per ciò che riguarda Noi Moderati a questa polemica. Per il nostro partito la priorità assoluta resta l'impegno per il futuro di Macerata".
Grande successo per l’intensa due giorni di concerti live che ha svelato in anteprima nazionale i 16 finalisti di Musicultura 2026: il Teatro Persiani gremito in ogni ordine di posti ha accolto due serate ad alta densità emotiva e musicale, diffuse da Rai Radio 1, la radio ufficiale del Festival e da Rainews.it, consacrando ancora una volta Musicultura come osservatorio privilegiato della nuova canzone d’autore italiana.
I due concerti, con otto artisti per sera, hanno restituito al pubblico un affresco sonoro ricco e sorprendente, firmato da giovani autori e autrici che incarnano il risultato di un percorso selettivo lungo e rigoroso, cominciato nel novembre scorso con il vaglio delle 2656 canzoni presentate dai 1328 giovani artisti e artiste iscritte al concorso, il numero più alto nella storia del Festival, e passato attraverso la convocazione alle Audizioni live al Teatro Lauro Rossi di Macerata, delle 60 proposte ritenute più meritevoli dalla direzione artistica di Musicultura.
Applauditissimo ospite di entrambe le serate, Raphael Gualazzi, al pianoforte, ha incantato la platea. Pianismo virtuosistico, senso del groove e una sensibilità interpretativa personalissima hanno dato vita ad un viaggio senza tempo tra jazz, blues e suggestioni classiche, attraversato da improvvisazioni raffinate e da una costante tensione narrativa.
Gualazzi ha aperto la seconda serata con una rilettura del brano “Vacanze romane” (1983) dei Matia Bazar, spogliata fino all’essenza in una versione per solo pianoforte: un’interpretazione intima e sofisticata, in cui l’armonia originale si è trasformata in un tessuto jazzistico ricco di sfumature blues e incursioni fusion, tra sospensioni e improvvise accelerazioni ritmiche.
“Certe melodie italiane come questa canzone sono autentici standard internazionali, capaci di trasformarsi continuamente. Ha detto Raphael Gualazzi - E’ un divertimento restituire alla composizione la libertà della creazione estemporanea, svincolarla, attraverso l’improvvisazione da ogni pregiudizio stilistico. Mi sono confrontato anche con i grandi temi d’opera di Verdi, credo sia importante restituire la bellezza di queste melodie immortali anche attraverso un messaggio così fruibile come la creazione estemporanea che solo il jazz può creare”.
L’esibizione è proseguita con “Dream Woman” di Roosevelt Sykes, un autentico tuffo nelle radici del blues anni ’40 e con “Un piccolo bacio” di Fred Buscaglione, dove con ironia e stile, l’artista ha restituito tutta la teatralità del brano attraverso una brillante interpretazione e un gusto rétro rivisitato con eleganza contemporanea.
Gualazzi ha chiuso l’esibizione con una trascinante “Follia d’amore”, brano simbolo della sua carriera, vincitore al Festival di Sanremo 2011 nella sezione Giovani e Premio della Critica Mia Martini, che gli è valso anche il secondo posto all’ Eurovision Song Contest. In un crescendo ritmico serrato, tra virtuosismi pianistici e slanci di intensa espressività vocale, Raphael Gualazzi ha travolto il pubblico, conquistandolo fino ad un finale di autentica, vibrante ovazione.
Sul palco del Teatro Persiani, i 16 finalisti di Musicultura 2026 hanno presentato e raccontato le loro canzoni ai microfoni di John Vignola, Duccio Pasqua e Marcella Sullo di Rai Radio 1, impeccabili nel dare ritmo e misura a una conduzione capace di valorizzare ogni sfumatura dello spettacolo. Un mosaico sonoro eterogeneo, in cui la varietà stilistica, dal cantautorato più intimo alle contaminazioni pop, elettroniche e urban, ha trovato una sintesi nella qualità della scrittura e nell’urgenza espressiva dei giovani artisti.
Tra gli applausi del pubblico presente, si sono esibiti gli ultimi otto finalisti di Musicultura 2026: Mezzanera di Bologna con la canzone Piume; Mazzoli, originario di Pesaro e residente a Bologna con Perdita di tempo; Acqua Distillata canta Ribaltavapori di Trieste con Gaia; Dea Culpa, Ciao sono Vale di Bergamo con Pelle viola; Giovanni Toscano di Pisa con Emma; Narratore Urbano di Torino con Il mio coinquilino vuole uccidermi; Manuella di Sassari con Undi è l’amori?; Claudio Covato di Siracusa con Chiddu ca ma resta.
Per il terzo anno consecutivo, grazie al progetto “La casa in riva al mare”, promosso dal Garante regionale dei diritti della persona, avvocato Giancarlo Giulianelli, le canzoni dei finalisti entreranno anche nel carcere di Barcaglione di Ancona. Un percorso formativo coordinato da Musicultura coinvolgerà un gruppo di 25 detenuti, costituitisi in una giuria speciale, per decretare il loro artista preferito che sarà premiato nelle serate finali del Festival. Un’importante iniziativa di integrazione culturale per la rieducazione e il reinserimento del detenuto, segnalata nel 2024 come best practice dal Ministero della Giustizia, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria.
Le canzoni dei 16 progetti artistici finalisti comporranno la compilation della XXXVII edizione di Musicultura e verranno programmate nel palinsesto radiofonico di Rai Radio1.
Otto saranno infine i vincitori del Concorso, designati dall’insindacabile giudizio dell’illustre Comitato Artistico di Garanzia di Musicultura, i cui primi firmatari furono nel 1990 Fabrizio De André e Giorgio Caproni e che in questa XXXVII edizione è composto da: Francesco Amato, Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Diego Bianchi, Francesco Bianconi, Maria Grazia Calandrone, Giulia Caminito, Luca Carboni, Guido Catalano, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Teresa De Sio, Cristina Donà, Giorgia, Mariangela Gualtieri, Dario Mangiaracina e Veronica Lucchesi (LRDL), Ermal Meta, Mariella Nava, Piero Pelù, Vasco Rossi, Ron, Tosca, Tricarico, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi e Margherita Vicario.
Con la scadenza dei termini per la presentazione delle candidature presso la Segreteria generale del Comune, la macchina elettorale di Macerata entra ufficialmente nel vivo. Il panorama politico cittadino si delinea attraverso la corsa di cinque candidati alla carica di sindaco, sostenuti da una galassia di sedici liste complessive che animeranno la competizione nelle giornate di domenica 24 e lunedì 25 maggio. Il segretario generale Benedetto Perroni ha raccolto la documentazione necessaria, ora al vaglio della Commissione elettorale circondariale per la verifica formale e l'ammissione definitiva alla tornata amministrativa.
I nomi che si contenderanno la guida della città sono Mattia Orioli, Sandro Parcaroli, Giordano Ripa, Marco Sigona e Gianluca Tittarelli. Analizzando gli schieramenti, emerge una composizione variegata delle forze in campo. Mattia Orioli corre con il sostegno della lista Terzo Polo, mentre Sandro Parcaroli guida una coalizione ampia composta da Unione di Centro, la civica Parcaroli Sindaco - Lega, I Marchigiani – I Maceratesi per Parcaroli, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Macerata Unica. Sul fronte opposto, Gianluca Tittarelli raccoglie il supporto di uno schieramento altrettanto vasto che include Alleanza Verdi e Sinistra, L'altra Macerata, Partito Democratico, Riformisti Macerata, Strada Comune, Uniamo Macerata e Movimento 5 stelle. Completano il quadro le candidature singole di Giordano Ripa, sostenuto dalla lista Futuro per Macerata, e di Marco Sigona, appoggiato dal gruppo Officina delle idee.
Le procedure burocratiche hanno richiesto il deposito di atti fondamentali, tra cui le dichiarazioni di accettazione dei candidati, i contrassegni identificativi e i documenti programmatici che illustrano le visioni amministrative per il prossimo quinquennio. Un aspetto cruciale riguarda la composizione delle liste dei consiglieri, che devono rispettare rigorosi parametri numerici e di genere. La legge impone infatti un minimo di ventuno e un massimo di trentadue candidati per ogni lista, con l'obbligo di garantire l'equilibrio tra i generi secondo le quote che riservano almeno un terzo dei posti al genere meno rappresentato. Una volta terminata la fase dei controlli, sarà il sorteggio a stabilire l'ordine progressivo di apparizione sui manifesti e sulla scheda elettorale.
Il calendario delle operazioni è già definito nei minimi dettagli. Gli elettori maceratesi potranno recarsi alle urne domenica 24 maggio, dalle ore 7 alle ore 23, e lunedì 25 maggio, dalle ore 7 alle ore 15. Lo spoglio delle schede inizierà immediatamente dopo la chiusura dei seggi del lunedì, decretando la composizione del nuovo Consiglio comunale e il nome del primo cittadino. Qualora nessuno dei candidati dovesse ottenere la maggioranza assoluta al primo turno, la sfida si rinnoverà con il ballottaggio previsto per le giornate di domenica 7 e lunedì 8 giugno.
"Una Macerata che torni finalmente a parlare alle persone, capace di scardinare i vecchi metodi di coinvolgimento per rimettere i cittadini al centro delle scelte politiche". Con queste premesse i rappresentanti della lista civica Strada Comune hanno presentato ufficialmente la propria squadra a sostegno del candidato sindaco Gianluca Tittarelli, leader della coalizione di centrosinistra. La presentazione è avvenuta in un clima informale e vivace durante l’evento denominato Aperitivo Liber-AZIONE, ospitato nei locali di via Armaroli, dove la nutrita partecipazione della cittadinanza e di moltissimi giovani ha fatto da cornice al debutto dei candidati.
L'iniziativa ha visto la partecipazione di figure di spicco della politica locale e regionale, tra cui Alessandro Campetella, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, e Roberto Mancini, coordinatore regionale di Dipende da Noi. Entrambi hanno ribadito il pieno sostegno al progetto di Strada Comune, sottolineando "come l’esperienza maturata nelle passate elezioni regionali con il percorso di Pace Salute Lavoro sia oggi confluita naturalmente in questa lista civica". L'obiettivo dichiarato è quello di "portare una ventata di cambiamento sostanziale per la città e la provincia, puntando su una forza che nella consigliatura uscente ha saputo distinguersi per coerenza e per la capacità di fornire proposte concrete e critiche costruttive all'amministrazione guidata dal sindaco Parcaroli".
Durante la serata, svoltasi in un clima conviviale alla presenza dello stesso Gianluca Tittarelli che si è intrattenuto a lungo a discutere con i presenti, è emersa con forza la necessità di "riunire tutte le forze dell’alternativa per evitare la dispersione dei consensi". I candidati hanno spiegato come sia fondamentale garantire una presenza istituzionale capace di contrastare la narrazione politica attuale, spesso appiattita sui soli temi della sicurezza e dell'immigrazione per evitare di affrontare i nodi strategici del territorio. Al centro del programma di Strada Comune ci sono infatti il diritto a un lavoro giusto, la difesa strenua dei beni comuni come l’acqua pubblica e la gestione del ciclo dei rifiuti, oltre a una visione dell’ambiente intesa come reale opportunità di sviluppo.
La presenza all'evento di altri esponenti della coalizione ha ulteriormente testimoniato l'unità d'intenti di un centrosinistra che si presenta coeso verso l'appuntamento elettorale. Per Strada Comune, la sfida è quella di "riportare l'ascolto e l'inclusione al centro dell'azione amministrativa, promuovendo un’idea di città dove ogni soggetto, sia esso un singolo cittadino o un'impresa, possa esprimersi pienamente all'interno di una comunità che ha l'ambizione di riscoprire la propria identità e il proprio ruolo strategico nel panorama provinciale".
"La lista dei 32 candidati si presenta come uno spaccato eterogeneo della società civile maceratese, unendo diverse generazioni e professionalità unite dal desiderio di eliminare le distinzioni tra cittadini di serie A e di serie B. Il progetto punta a ricostruire un rapporto solido con il mondo dell’associazionismo, con la cultura e con l’Università, proponendo una visione di cittadinanza consapevole e responsabile", concludono i promotori.
Tra i nomi che compongono la squadra figurano: Fabrizio Antinori, Leonardo Basile, Francesco Cappelletti, Letizia Carducci, Stefania Cherubini, Piergiorgio Ciarlantini, Alberto Cicarè, Giuditta Clementoni, Suada Corogjafi, Marco Donati, Fabrizio Romano Fratini, Irene Giacchetta, Pietro Giulianelli, Monica Landi, Cosimo Leccese, Mirko Marcolini, Giorgio Mariani, Paola Marziali, Francesca Massetani, Carlo Migliorelli, Renzo Montanari, Laura Nalli, Antonio Pagnanelli, Riccardo Pensini, Giorgio Ripari, Marco Romagnoli, Patrizia Sabbatini, N’Vacaba Sanoh, Reinhard Sauer, Elettra Olimpia Tombesi, Andrea Tonnarelli e Cecilia Trisciani.