L’Abbadia di Fiastra riprende vita dopo il terremoto. Inaugurata la nuova area camper e riaperto il complesso abbaziale complice la primavera, l’Abbadia di Fiastra rifiorisce dopo gli eventi sismici che nei mesi scorsi avevano purtroppo causato la chiusura di molte strutture dello splendido complesso. Il Presidente della Fondazione Giustiniani Bandini Giuseppe Sposetti aveva anticipato, in occasione della riapertura della chiesa a Natale, che gli sforzi per rendere nuovamente fruibili in tempi brevi tutti gli spazi sarebbero stati massimi ed oggi la promessa fatta viene mantenuta. Riaprono infatti i luoghi più significativi, tornati pienamente agibili grazie agli interventi effettuati, vale a dire il chiostro con la sala del capitolo e i musei annessi (Museo del vino e Raccolta archeologica) e il giardino del Palazzo dei Principi, consentendo così la ripresa delle visite turistiche.
E’ stata poi inaugurata stamattina – alla presenza del Vescovo di Macerata Mons. Marconi, del Sindaco di Urbisaglia Giubileo, del Vicesindaco di Tolentino Della Ceca e del Comandante provinciale dei Carabinieri forestali Col. Bordoni – la nuova Area camper della Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, che rappresenta un ulteriore servizio messo a disposizione dei turisti.
Facilmente raggiungibile, dotata di 50 piazzole di sosta e piacevolmente circondata da alberature e siepi, garantisce l’ingresso e l’uscita controllati, l’allaccio alla corrente elettrica, l’approvvigionamento di acqua potabile, il camper service e una zona docce. A breve arriveranno anche la connessione WI-Fi, un angolo biblioteca gratuito e un calendario di attività ricreativo-culturali legate alle eccellenze del territorio.In virtù di queste caratteristiche e della posizione privilegiata di cui gode – all’interno della Riserva Naturale Abbadia di Fiastra e in prossimità di siti di interesse culturale come il Parco archeologico di Urbs Salvia – è in attesa di ricevere il riconoscimento di “area sosta di eccellenza” da parte della Regione Marche.“Il completamento di questa nuova struttura per l’accoglienza dei camperisti – ha spiegato il Presidente Sposetti – rappresenta un altro passo in avanti nel percorso intrapreso di sistemazione dell’intero area, finalizzato al miglioramento della fruibilità della stessa da parte degli utenti”. Ha ricordato inoltre come la Riserva Naturale Abbadia di Fiastra sia l’esito di quarant’anni di “restauro ambientale” portato avanti con dedizione e rispetto dalla Fondazione Giustiniani Bandini.
Il Sindaco di Urbisaglia e il Vicesindaco di Tolentino hanno ringraziato la Fondazione Giustiniani Bandini per questa nuova opera che arricchisce l’Abbadia di Fiastra e che testimonia la forza e la voglia della comunità locale di rialzarsi e ricominciare per tornare alla normalità dopo la triste pagina del terremoto.La cerimonia inaugurale si è conclusa con il tradizionale taglio del nastro, preceduto dalla benedizione del Vescovo che, nel suo discorso, ha richiamato la citazione del fondatore dello scautismo Baden-Powell “Dio ha messo l’uomo al mondo per coltivarlo e custodirlo”, sottolineando così il gran lavoro svolto nel tempo dalla Fondazione Giustiniani Bandini nei confronti del territorio dell’Abbadia di Fiastra, di cui l’area camper è l’ultimo risultato.
Gli studenti dell'Ipsia "Ercoli" di Camerino (sezione del Pocognoni di Matelica) grazie al progetto "La Biodiversità degli Appennini" curato dal Professore Augusto Vagnoni, docente di Matematica e grande appassionato delle nostre montagne e dalla Guida AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche) e Biologo Simone Gatto del "Camoscio dei Sibillini - Escursioni e Trekking" di Ussita, nonché ex loro docente di Scienze, sono potuti finalmente tornare ad assaporare il sapore delle cime deglii Appennini dopo gli eventi sismici.
Anche se molti di loro provengono da Comuni fortemente colpiti dal sisma come Camerino, Pieve Torina, Fiastra, Bolognola, Visso, Ussita, l'amore che hanno per queste montagne e il valore personale che gli danno non è cambiato.
Gli studenti, complice anche il tempo clemente, hanno passato una splendida giornata scoprendo le vette e le foreste secolari della Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e Canfaito.
Tradizionalmente il giorno di Pasquetta, o meglio il lunedì dell’Angelo, è dedicata alle famiglie che girovagano nei luoghi vicino casa. Quest’anno alcune associazioni si sono messe in collaborazione per creare una fantastica gita fuori porta che abbia anche un senso etico e comunitario. L’idea è quella di trascorrere, lunedì 17 aprile, una giornata al lago di Fiastra sul prato di San Lorenzo al Lago.
La festa è aperta a tutti: famiglie, giovani e meno giovani. Organizzata con la collaborazione di La Soms e di Sciarada Corridonia, con il patrocinio del comune di Fiastra e l’Anpi Provinciale che ha deciso di inserire la giornata nel calendario itinerante di “#eppuResiste Festa migrante delle resistenze e dei territori” dedicata proprio ai comuni colpiti dal sisma.
Canti e balli tipici marchigiani, possibilità di mangiare e bere, animazione per bambini anche con le letture di Nati per Leggere, giochi in bici per ragazzi e bambini, una mostra organizzata dalle scuole del cratere e la possibilità di comprare i prodotti della “filiera antisismica”. Il progetto dei prodotti provenienti dalle cittadine terremotate è un progetto curato dalle Brigate di Solidarietà attiva- Terremoto Centro Italia con l’obiettivo di aiutare i produttori che hanno subito perdite ingenti con le violente scosse.
Sarà inoltre possibile partecipare al “Fiastra a vèlo”, la prima edizione della cicloturistica organizzata dall’associazione ciclo Macerata
Tante forze in gioco per una giornata di festa e solidarietà, una giornata che sia il simbolo della ripartenza e dell’unione della popolazione.
"Questo è un ultimatum al governo: o entro una settimana incontreremo a un tavolo il governo, i capigruppo di Camera e Senato e il commissario Vasco Errani oppure bloccheremo l'Italia: basta parole, vogliamo dei fatti". E' il messaggio lanciato nel corso di un presidio davanti a Montecitorio dai comitati delle zone terremotate del centro Italia, tra cui 'Quelli che il terremoto' e 'La terra trema noi no'. Arrivati con fischietti e striscioni, dicono, dalle 4 regioni colpite in rappresentanza di 131 comuni, i portavoce del presidio lamentano scarsa concretezza nella macchina della ricostruzione: "Ci manca una casa, ci manca una prospettiva, non c'è informazione. Nulla è operativo, i decreti non sono attuativi - spiegano - manca la volontà. In sette mesi hanno portato 25 container travestiti da casette, e hanno fatto pure la sfilata. Non ci sono gli aiuti alle imprese. La scorsa settimana Gentiloni ha parlato di cose che non esistono: il miliardo l'anno nel decreto non c'è. Siamo stanchi di parole: se non otterremo risultati concreti bloccheremo il Paese".
La manifestazione (dal titolo 'La ri-scossa dei terremotati'), riferiscono i portavoce, si è svolta in contemporanea in 10 Comuni del cratere: "Tutta Italia è solidale con noi, vogliamo un cronoprogramma ufficiale - dicono ancora al microfono - Non ci dite che non ci stanno i soldi, perché per le banche i miliardi sono stati trovati in una notte. Hanno assunto 30 persone alla presidenza del Consiglio. Queste persone non meritano più rispetto, noi non vi amiamo, vi vogliamo mandare a casa, ridateci i nostri soldi". Tra le felpe di Amatrice e Accumoli e le magliette 'Daje Marche', c'erano striscioni contro la rivista Charlie Hebdo (che pubblicò una discussa vignetta sul terremoto), o 'Abbandonati da 37 mesi senza casa, lavoro e soldi'. In piazza anche dei figuranti in abiti dell'Antica Roma: "Noi - si legge nel loro cartello, abbiamo costruito il Pantheon in 330 giorni: voi in 7 mesi che avete fatto?".
I manifestanti hanno bloccato la SS 'Salaria' a Trisungo, frazione di Arquata del Tronto, dove c'erano circa 200 persone. Oltre ai terremotati del luogo e di Acquasanta Terme erano presenti delegazioni di Castelluccio, Cascia, Samugheo. Rispettate il nostro dolore e le vostre promesse", "Non molliamo", "Arquata vive", "Arquata non muore" le scritte su striscioni e cartelli. I manifestanti hanno portato un trattore, ma qualcuno ha collocato lungo la strada anche un tavolo con delle sedie. Sul luogo polizia, carabinieri e polizia municipale.
"Sono solidale con la protesta in corso in queste ore nei luoghi del cratere sismico". Lo dice all'ANSA il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci -. Una protesta che condivido, contro un'eccessiva burocratizzazione del sistema che è alla ricerca di una procedura perfetta e, intanto, la mia terra muore". Una protesta - aggiunge - "contro la miriade di procedure per i moduli commerciali, che non possono essere evase. Contro l'enormità degli atti necessari per procedere alle demolizioni". In qualità di presidente dell'Unione Montana Marca di Camerino (Comuni di Fiastra, Serravalle del Chienti, Muccia, Pieve Torina e Camerino), Gentilucci intanto ha scritto al prefetto di Macerata Roberta Preziotti per evitare l'ulteriore spostamento degli sfollati dai camping e hotel della costa.
Intanto, proprio stamattina è iniziata la demolizione della scuola di Pieve Torina, dove si si comincia a pensare alla ricostruzione. "C'è speranza che la nuova scuola possa essere pronta per il 12 settembre, ospiterà 120 ragazzini - dice il sindaco Alessandro Gentilucci -. Intanto stiamo lavorando per il primo step della nuova sede. Abbiamo anche iniziato a ridurre la zona rossa".
"Invito i colleghi sindaci dei Comuni veramente terremotati della provincia di Macerata a restituire insieme a me le fasce tricolori al prefetto perché è impossibile pagare le ditte che hanno eseguito per le amministrazioni comunali lavori anche importanti". E' l'appello di Luca Giuseppetti, primo cittadino di Caldarola (Macerata), il cui territorio "è zona rossa al 60%, di cui il 90% pesantemente danneggiato". "Ci siamo sobbarcati i problemi dei cittadini e anche delle imprese - si sfoga con l'ANSA nel giorno della protesta dei comitati dei terremotati -. Qui ci sono delle aziende locali che hanno fatto lavori importanti per la preparazione delle aree per le casette". "Il Comune ha fatto delle anticipazioni di cassa, ma le nostre risorse sono limitate - spiega -, avremo dato sì e no il 10% delle somme dovute. Se lo Stato non interviene, queste ditte andranno 'a zampe all'aria. Finora ci sono stati soldi solo il Cas e per l'ospitalità degli sfollati".
La nuova stagione primaverile è partita subito alla grande per il calendario escursionistico del "il Camoscio die Sibillini" di Ussita e la Cooperativa Forestalp, oltre 50 escursionisti da tutte le Marche e Centro Italia sono venuti oggi a Fiastra, per la prima volta dopo il sisma a visitare le Lame Rosse, emergenza unica dell'Italia Centrale (sono venuti da Roma, Latina, Pisa, Livorno e da diverse città marchigiane) .
Sempre accompagnati dalla professionalità e sicurezza delle Guide Abilitate dalla Regione Marche o iscritte all'Associazione AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escurisonistiche), tutti hanno passato una splendida e calda giornata, all'insegna del divertimento, relax e del rilancio economico di questa zona.
Questo era solo il prima appuntamento di una fitto calendario escursionistico che si sviluppa fino a Luglio.
Per info e contatti: fanpage Facebook e siti web camosciosibillini.it e forestalp.com
Il Consorzio Stabile Arcale, ditta vincitrice del bando regionale per l'urbanizzazione delle aree Sae nel Comune di Fiastra, ha iniziato nei giorni scorsi i rilievi geologici esecutivi. Si tratta del primo cantiere aperto dell'alto maceratese e questo lascia ben sperare per l'immediato futuro. Il sindaco Claudio Castelletti spera "per l'inizio dell'estate le casette di legno saranno pronte ad accogliere la nostra popolazione. Non ne abbiamo la certezza, perché l'appalto delle Sae non dipende da noi, ma dalla Protezione Civile, però siamo fiduciosi e vogliamo essere ottimisti".
Il Comune di Fiastra è stato tra i primi ad individuare le aree di posizionamento delle casette, sono già state svolte tutte le procedure di presa di possesso delle aree. La scorsa settimana sono stati posizionati tre moduli per il bar del capoluogo, chiuso da fine agosto. Il Comune acquisterà altri moduli provvisori per i due ristoranti inagibili e il negozio di alimentari del capoluogo (ANSA).
La Regione Marche ha ordinato 639 soluzioni abitative provvisorie, le cosiddette "casette", per diversi comuni del territorio danneggiati dal terremoto.
Le strutture saranno così distribuite: 137 nel Comune di Arquata del Tronto, 72 a Fiastra, 222 a Visso, 100 a Ussita, 76 a Castelsantantangelo sul Nera.
Da un comunicato della Regione pare che si insista a ricostruire anche nella frazione di Pescara del Tronto in cui dopo i lavori di urbanizzazione e di fondazione, entro la prossima settimana verranno montate le casette.
I lavori di urbanizzazione inizieranno a breve anche per Visso, Fiastra, Ussita, Castelsantantangelo,San Severino Marche, Amandola, Treia, Bolognola, Camerino, Gualdo, Valfornace, Pievetorina, Muccia, Montegallo, Rotella e altri.
Sempre per la metà della prossima settimana la Regione Marche svolgerà le gare per affidare i lavori nelle varie aree.
(Fonte ANSA)
Direttamente dal comune di Feltre (Belluno) è partito il terzo camion carico di fieno destinato agli allevatori del Centro Italia danneggiati dalla neve e dal terremoto.
Un esempio della grande solidarietà del popolo bellunese da sempre in prima fila in iniziative di questo genere.
Il viaggio sarà efettuato da un mezzo della ditta “Autotrasporti Maset” che porterà ben trentasei balle di fieno in zona Camerino.
Tante le aziende agricole che hanno partecipato alla raccolta con le loro donazioni : De Cet Modesto, Lara Perotto, De Cet Gualtiero, Vettorata Matteo, Bonan Giuseppe, Marchet Canarin Guglielmo, Piazza Lucio, Zanella Andrea, Isma Marco, Zanolla Arduino, Bonan Marco, Bonan Anselmo, Pauletti Luigi, Villabruna Martino, Stotti Barbara e il Consorzio agrario di Feltre.
Gli organizzatori della raccolta, Remini e Bonan, hanno intenzione di organizzare altri sei viaggi.
Tra i primi ad essere stai aiutati Anja e Claude che, innamorati della bellezza dei Sibillini si sono trasferiti dalla Germania sette anni fa a San Martino di Fiastra dove hanno restaurato un piccolo agglomerato di case che hanno trasformato in agriturismo con allevamento di cavalli, capre e altri animali.
Dopo aver reso inagibile la loro casa (dormono in roulotte) e la stalla , il terremoto e la neve della scorsa settimana hanno distrutto il fienile e tutte le provviste di fieno.
A tutto questo si deve sommare per loro la difficoltà nel trovare le informazioni per ottenere un aiuto anche a causa dei problemi linguistici. In questo sono stati supportati dall’ ACIT (Associazione Culturale Italo tedesca di Macerata) che ha fatto da tramite per reperire le informazioni necessarie ad essere aiutati.
Anja e Claude sono rimasti impressionati dalla solidarietà e dalla generosità con cui tanti cittadini italiani si impegnano per aiutare chi ha perso tutto a causa del terremoto e ringraziano di cuore glia allevatori di Feltre e Lentiai.
Domenica 22 gennaio la Guida Simone Gatto AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escurisonistiche) del Camoscio dei Sibillini Escursioni e Trekking di Ussita, in collaborazione con la Cooperativa Forestalp di Sirolo ha organizzato in tutta sicurezza una splendida ciaspolata nel lungo lago di Fiastra.
La giornata è stata a tratti serena e i turisti hanno potuto ammirare paesaggi tipici dei Laghi Finlandesi nei nostri amati Sibillini oltre che caprioli e lupi fra le neve.
Di seguito le foto della ciaspolata al lago di Fiastra: 40 persone su 1 metro di neve in riva al lago
L'allarme dighe "è ingiustificato". Lo afferma con forza il presidente del Consorzio di Bonifica delle Marche, Claudio Netti, a proposito dell'allarme scattato per le possibili conseguenze dello scioglimento delle nevi sugli invasi.
"Le dighe - ricorda Netti - sono costantemente sotto controllo del ministero e degli enti gestori. Abbiamo un disciplinare da rispettare, non c'è nessuna struttura che venga monitorata così costantemente come una diga". Per Netti non c'è dunque "alcun pericolo per le nostre dighe", non ci sono problemi strutturali e le verifiche sono costanti, anche a seguito del terremoto. "Chi ha il suo dovere - aggiunge - non ha paura". Il Consorzio di bonifica delle Marche ne gestisce 5, le più grandi della regione, con 65 milioni di accumulo acque.
L'Enel ne gestisce otto, per 40 milioni di accumulo.
(Fonte: Ansa)
Nella provincia di Macerata la situazione di agricoltori e animali è tragica.
Da tutta la provincia ci arrivano richieste di aiuto per animali domestici e d'allevamento che di seguito riportiamo.
In primis il rifugio per cani e gatti Colle Altino di Camerino.
Il peso della tanta neve ha spezzato diversi rami, anche grandi, e fatto crollare alcune coperture e i recenti.
Chiedono aiuto a tutti, la situazione al canile è davvero complessa. Chi può vada a dare una mano a togliere la neve, muniti di attrezzi vari e pale.
Si prega di portare tutto quello che si può. La strada l'hanno liberata ieri, quindi il canile e' accessibile.
Per informazioni contattare Ania Pettinelli al numero 320/1994807 o Roberto Cola al numero 338/9226107.
Il canile si trova in loc. Colle altino, Camerino .
Altro appello riguarda la disponibilità a offrire stalli casalinghi ed adozioni per portare via gli animali dalle zone terremotate e invase dalla neve. Contatto Bencini Paola 3396498145.
Anche il sindaco di Ussita, Marco Rinaldi, lancia un grido d'aiuto.
Sono sommersi dalla neve e si devono raggiungere le frazioni isolate e portare da mangiare agli animali.
La situazione è disperata, a Vallestretta e Casali ci sono ancora degli allevatori con il loro bestiame.
"Le stalle mobili non sono arrivate" .
Questo invece lo sfogo sulla sua pagina facebook di Adriano Valente, titolare dell'azienda agricola Scolastici di Pieve Torina.
Ci sono per fortuna anche risposte di aiuto agli appelli: il Rifugio per animali La Campagnola di Sorbara di Modena mette invece a disposizione la propria struttura per ospitare animali di privati colpiti dal sisma. Contattare Cinzia Vescovini Tel 3398099494 - 059907006
Sarah La Danish Jorgensen sulla sua pagina facebook offre il suo sostegno a tutti gli allevatori della provincia di Macerata dando disponibilità ad ospitare animali nella sua azienda a Fiastra.
Dispone di un capannone di circa 350 mq con all'interno anche due box per cavalli e altri quattro box in un campo recintato.
Sulla situazione degli animali interviene anche Coldiretti che parla di "una nuova strage di animali in un territorio a prevalente economia agricola, con una significativa presenza di allevamenti di pecore e bovini molti dei quali costretti al freddo".
Si aggiunge che "appena il 15% delle strutture di protezione degli animali siano state completate fino a ora e gli allevatori non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore, costretti al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire, o nelle strutture pericolanti che stanno cedendo sotto il peso della neve e delle nuove scosse".
Infine l'Ente nazionale protezione animali, in un comunicato dichiara che è necessario rafforzare la presenza dell'esercito nelle zone del sisma "non solo per ripristinare le vie di comunicazione ma anche affinché il Genio militare costruisca le stalle per gli animali, superando così tutti i problemi burocratici che hanno avuto solo l'effetto di far morire di freddo centinaia e centinaia di animali".
I carabinieri forestali di Fiastra (Macerata) sono intervenuti per ripristinare i contatti con un allevamento di 200 capre rimasto isolato a causa della neve nella frazione di Portola. Salvato anche un capriolo in evidente difficoltà.
La situazione per la fauna selvatica è critica in generale, perché a causa della spessa coltre di neve gli animali non riescono ad alimentarsi. (Ansa)
Sono immagini estremamente suggestive quelle relative al week-end appena trascorso sui Sibillini con gli eventi organizzati da Risorse Active Tourism in collaborazione con le strutture ricettive partner della cooperativa.
Dopo il successo delle escursioni di Capodanno, e con l'arrivo della neve, Risorse Active Tourism è riuscita a portare in montagna in tre giorni quasi duecento persone con i suoi eventi: tre ciaspolate (di cui una in notturna con cena alle baite del fondo) e un corso di avvicinamento allo sci da fondo.
Le foto sono state scattate a: Pintura, Bolognola, Sassotetto, Piani di Ragnolo.
Speravamo tutti che l’arrivo della prima neve fosse uno sfoggio di celerità ed efficienza. Una medaglia al merito da appuntare sul petto da ostentare in ogni dove a dimostrazione delle capacità organizzative della locale classe politica. Gelo e neve erano annunciati da lungo tempo. Prevedibili ed infatti previsti da tutti i meteorologi dell’orbe, sono puntualmente arrivati. Immaginavamo spazzaneve già revisionati che scalpitavano e pronti per la partenza. Depositi di sacchi di sale sparpagliati per tutto il territorio. I mezzi del soccorso alpino, con al seguito troupe televisive, pronte a documentare il trasporto di foraggio in stalle provvisorie per alimentare il bestiame degli allevatori, messo al sicuro in ricoveri di fortuna. Fatti e non parole, pensavo fosse pure lo slogan di tanta operosità.
Invece niente. È stata la solita debacle. Una Caporetto politica prima che organizzativa. Gli spazzaneve dell’ANAS (almeno dalle mie parti) non sono passati. O se sono passati lo hanno fatto veramente male. Non ricordo a mia memoria una performance peggiore. Eppure stavamo parlando di zone terremotate. Dell’epicentro o a due passi da esso. Quello che in televisione e sui giornali chiamano il “cratere”.
Quando c’era la Provincia da Pettinari assessore ai lavori pubblici (praticamente preistoria) a Pettinari presidente (l’altro ieri) se c’era un ritardo di anche solo un’ora, partivano telefonate a raffica anche in piena notte, per lamentarsi direttamente col presidente di turno. Poi però, in giro per le strade, c’erano più spazzaneve che automobili. E di notte viaggiavano camion con sale e breccia.
Il risultato del passaggio all’ANAS è sotto gli occhi di tutti. Un condensato di ritardi, inefficienze, lavori svolti male, oppure neanche fatti. In un territorio, lo ripeto, che avrebbe dovuto essere particolarmente tenuto in considerazione in questo post terremoto.
Ringraziamo il ministro Del Rio e la sua riforma - aborto. Se non fosse stato per lui e quelli che gli sono andati appresso, oggi avremmo strade pulite e una viabilità normale e non da terzo mondo come ci hanno ampiamente dimostrato.
Nelle zone di montagna il sisma ha fatto i suoi gravi danni sin dal 24 agosto. Quattro mesi. Ebbene in centotrenta giorni, questi governanti qui – tra commissari straordinari, vice, capi della protezione civile, sono una dozzina di persone - non sono stati capaci di portare sui pascoli e sugli alpeggi una cinquantina di stalle prefabbricate. Dieci, venti pannelli per stalla da caricare su di un camion e da far montare ai militari. Oppure un semplice tendone, ma che oggi chiamano pomposamente tensostruttura. Invece niente. Bastava un mese lavorandoci con tutta calma. In quattro mesi non hanno combinato niente. Non hanno messo in piedi nemmeno una capanna.
Eppure i sindaci sono mesi e mesi che si sgolano a chiederle. Il freddo e la prima neve in montagna era caduta già a metà novembre. Non hanno letteralmente mosso una paglia. Ed oggi il bestiame, grazie alla loro incapacità, sta a due cifre sottozero.
La verità è che sono solo capaci di produrre burocrazia: ordinanze, decreti, regolamenti, prezziari, tabelle. O al massimo nominare dirigenti i loro compagni e sodali. I quali a loro volta dovrebbero essere quelli che risolvono concretamente i problemi. Ma siccome pure loro non ne sono all’altezza eccoci qui con questo risultato: un assoluto disastro su tutti i fronti.
Sarebbe bastato prendere a modello il sisma del ’97 e valorizzare gli uomini che governavano allora. Invece che rottamarli sdegnosamente manco fossero indegni. Per fare un Mario Conti (il segretario generale delle giunte D’Ambrosio e Spacca) non basta tutto il battaglione di dirigenti della Regione Marche messi assieme.
In questo squallido e penoso quadro chi ci rimette in ultima istanza è il cittadino. Dopo aver avuto contro le forze della natura, oggi si trova pure contro chi, viceversa, dovrebbe sostenerlo ed aiutarlo, per dovere istituzionale.
Guardate che così non funziona. Non si va da nessuna parte. Il presidente della Repubblica, Mattarella, sul terremoto ci ha messo la propria faccia. Piuttosto che lodarlo ad ogni parola che dice, sarebbe meglio per tutti che ciascuno facesse il proprio mestiere. Possibilmente bene, o almeno facendo ogni sforzo possibile.
Tra l’altro i politici, per arrivare al governo e dare prova di efficienza, hanno sgomitato parecchio. E non glielo ha ordinato il medico.
E soprattutto non pensino di poter sfruttare l’occasione del terremoto solo per poter appaltare i lavori più facili e redditizi alle cooperative pesaresi o ravennati e lasciare quelli più improbi e difficili alle ditte locali.
A buon intenditor poche parole...
Anche il volontariato nell’ambito del Servizio Civile Nazionale riguarderà le zone colpite dal terremoto 2016. Il Bando “Avviso agli Enti: Presentazione dei progetti di Servizio civile nazionale per 1599 volontari da impiegare nelle aree terremotate delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria” pubblicato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale prevede l’impiego di 1.599 volontari nelle aree terremotate delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.
I progetti dovranno essere trasmessi dagli enti esclusivamente alle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria entro le ore 14,00 del 10 marzo 2017.
Il bando si riferisce alla presentazione dei progetti di Servizio civile nazionale finalizzati alla ripresa della vita civile delle comunità colpite dagli eventi sismici ed a favorire il ritorno delle popolazioni alla normalità.
I destinatari del bando sono:
gli enti iscritti all’Albo nazionale ed agli Albi delle Regioni e delle Province autonome, aventi sedi
di attuazione progetto nei comuni colpiti dal sisma 2016, di cui all’Allegato 1 del Bando
e nei Comuni costieri che ospitano temporaneamente i terremotati.
I volontari saranno così ripartiti:
Abruzzo 207 volontari;
Lazio 453 volontari;
Marche 617 volontari;
Umbria 322 volontari.
Le Regioni interessate, una volta sentite le strutture del Commissario straordinario per le zone terremotate, coordinano i progetti per ciascun settore/ambito di intervento individuati dal bando, promuovendo la cooprogettazione degli stessi tra i diversi enti presenti sul territorio.
Ciò può avvenire anche attraverso appositi incontri con i Sindaci dei comuni colpiti e con i responsabili degli enti, in modo da redigere uno, al massimo due progetti per ogni settore/ambito di intervento individuato.
Per ogni raggruppamento di enti, che darà luogo alla cooprogettazione, dovrà essere individuato un ente capofila avente una capacità organizzativa sufficiente a supportare la complessità degli interventi proposti.
La cooprogettazione è possibile tra enti appartenenti allo stesso Albo, ovvero tra enti iscritti all’Albo nazionale e ad uno degli Albi regionale e delle Province autonome.
I progetti dovranno realizzarsi esclusivamente in una singola Regione e nei seguenti settori/aree di intervento:
a) Assistenza, con particolare riguardo alle fasce deboli
b) Protezione Civile
c) Patrimonio Artistico e Culturale
d) Educazione e Promozione culturale, con particolare riferimento al supporto alle Amministrazioni Locali impegnate nei processi di ricostruzione e di ritorno alla normalità.
I progetti devono essere redatti secondo il modello di cui all’allegato 1 del Prontuario (parag. 3.3 e 4.6 del “Prontuario contenente le caratteristiche e le modalità per la redazione e la presentazione dei progetti di servizio civile nazionale da realizzare in Italia e all’estero, nonché i criteri per la selezione e la valutazione degli stessi” approvato con D.M. 5 maggio 2016) , concernente i progetti da realizzarsi in Italia, essere firmati digitalmente dal legale rappresentante dell’ente capofila o dal responsabile del servizio civile nazionale del predetto ente indicati in sede di accreditamento e devono essere presentati esclusivamente in modalità online.
Ogni progetto deve indicare un capofila, essere redatto per uno solo dei settori/aree intervento innanzi indicati e per una singola Regione.
Tutti i progetti presentati saranno esaminati dalle Regioni competenti e sottoposti ad una valutazione di idoneità riguardante la conformità degli stessi alle finalità stabilite dall’art. 1 della Legge 6 marzo 2001, n. 64, nonché alle modalità di redazione degli stessi previste dal Prontuario.
I progetti risultati idonei sono pubblicati in appositi bandi regionali per la selezione dei volontari.
Questo il link a cui trovare il bando: http://www.serviziocivile.gov.it/menusx/bandi/progetti-scn/2016_bandoprogsisma/
E' stata una giornata particolare, sicuramente emozionante. Sono arrivati in tanti e da tutte le zone del centro Italia, colpite dalle forti scosse di terremoto di agosto e ottobre.
Papa Francesco ha ricevuto tutti nell’aula Paolo VI, in Vaticano. "Una parola che è stata usata come un ritornello è ricostruire. Ricostruire i cuori ancor prima delle case": così Bergoglio durante l’udienza con le popolazioni giunte da Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. E poi ha aggiunto: "Il vostro è un dolore grande".
L'udienza straordinaria di Papa Francesco è stata anche l'occasione per consegnargli una copia del calendario 2017 realizzato da Picchio News con le immagini dei luoghi del sisma. E' stato il sindaco di Monte Cavallo, Pietro Cecoli, a regalare al Pontefice il calendario di Picchio News, mostrato al Papa anche dal rettore di Unicam, Flavio Corradini.
"Ricostruire, ricominciare, ricominciare da capo, ma anche ricominciare senza perdere la capacità di sognare, sognare, avere il coraggio di sognare una volta di più". Lo ha detto il Papa a migliaia di terremotati del centro Italia - dalle diocesi di Rieti, Spoleto-Norcia, Macerata e Ascoli Piceno, accompagnati dai loro vescovi - ricevuti in aula Paolo VI, dopo aver ascoltato le testimonianze di due di loro.
Bergoglio si è quindi detto orgoglioso dei suoi parroci "che non hanno lasciato la terra, è buono avere pastori che se vedono il lupo non corrono". Ricordando di aver già ringraziato sia autorità che vigili del fuoco che volontari, il Pontefice ha, infine, rivolto un grazie anche a "tutti quelli che si sono immischiati in questo dolore vostro perché quando uno fa la lista sempre si vede chi non ha detto, no, a tutti". (Ansa)
Nota del Comune di Castelraimondo
Il sindaco di Castelraimondo, Renzo Marinelli, accompagnato dall’assessore Elisabetta Torregiani e da una delegazione di cittadini ha partecipato oggi all’udienza speciale per i terremotati di Papa Francesco, che si è svolta questa mattina in Vaticano. Il sindaco ha portato in dono al Pontefice una copia del libro che narra la storia dei 700 anni dalla fondazione di Castelraimondo, consegnato nelle sue mani al momento del saluto. Con grande sorpresa, il Santo Padre ha subito ricordato di aver conosciuto, quando si trovava in Argentina, un padre cappuccino originario proprio di Castelraimondo. Si tratta di Padre Giuseppe Gaggiotti, uomo di chiesa nonché storico della cittadina, autore del primo libro su Castelraimondo la cui prima edizione fu scritta a metà degli anni Settanta. “Una forte emozione – ha affermato il sindaco Marinelli – e una inaspettata sorpresa la lucidità con cui il Santo Padre ha immediatamente ricordato il nostro concittadino, conosciuto quando entrambi si trovavano in Argentina, un incontro che secondo alcune memorie deve essere avvenuto verso la fine degli anni Ottanta”.
Con la neve che è caduta sulle zone terremotate occorre accelerare per garantire l'arrivo dei moduli abitativi e delle stalle a tutte le aziende e gli allevamenti danneggiati. Lo afferma la Coldiretti delle Marche. ''Con le temperature a picco e l'aumentare dei disagi per le aziende è importante l'arrivo e il completamento delle strutture previste dal decreto varato dal Governo, risolvendo anche i problemi dell'allaccio di energia e acqua, così da permettere la continuità dell'attività di allevamento e, con essa, la ripresa dell'economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo'' dice l'associazione in una nota. La neve aggrava la situazione degli animali, che hanno bisogno di ricoveri con le stalle distrutte o inagibili. Intanto continuano le iniziative per dare opportunità di mercato alle aziende terremotate. Fino a domenica 8 gennaio i produttori marchigiani saranno ospitati nel mercato di Campagna Amica in piazza Navona, a Roma. (Ansa)
Non bastano le enormi problematiche e le ingenti spese dovute a traslochi improvvisati per chi ha dovuto lasciare la propria abitazione a causa del terremoto. Per chi si è trovato una autonoma sistemazione (e chi ha l'inagibilità da novembre ancora deve vedere arrivare un centesimo del contributo previsto), c'è anche il (costoso) rebus delle utenze. Un mare magnum dove la chiarezza appare una chimera e dove le uniche certezze sembrano gli oneri a carico di chi, non certo per scelta, ha dovuto cambiare casa.Partiamo da un dato di fatto oggettivo. Nelle ordinanze di inagibilità viene chiaramente indicato di procedere "alla chiusura della erogazione delle forniture di acqua e gas". Difficile interpretare l'ordinanza in maniera diversa da quella di provvedere presso i distributori a staccare le utenze. Sarebbe stato sufficiente, invece, chiudere in autonomia i rubinetti? Forse. Di certo, chi ha provveduto presso i singoli gestori a staccare le utenze, nel momento in cui potrà fare rientro nella sua abitazione dovrà pagare nuovamente l'allaccio, per un importo stimato intorno ai 200 euro. La domanda è lecita: era obbligatorio staccare le utenze? Se sì, è normale che poi l'utente debba pagare nuovamente l'allaccio?Non basta. A chi ha staccato l'utenza del gas è arrivata anche un'altra beffa: 30 euro di spese per la chiusura del contatore. Oltre a tutto questo, chi è riuscito a trovare una nuova sistemazione, di certo non poteva pensare di andare ad abitare in una casa senza corrente elettrica. Così, ben prima che sui conti correnti dei terremotati venga accreditato un solo centesimo di contributo autonoma sistemazione, nelle nuove cassette della posta sono arrivate le bollette. Sì. Bollette con una 50ina di euro da pagare per l'allaccio della corrente elettrica (anche se questa è una semplice ipotesi, visto che la voce viene indicata sotto un generico "altri importi"). Curioso anche come venga indicato come periodo di fatturazione il mese di ottobre, quando in realtà i terremotati sono andati ad abitare nei nuovi domicili solo a novembre. Insomma, non bastano le traversie e i disagi per chi ha la casa inagibile. Ci sono anche tutte queste altre peripezie burocratiche da attraversare, con l'unica certezza che a rimetterci è sempre e comunque il cittadino.
Da oggi Acquacanina entra ufficialmente a far parte del comune di Fiastra. Si conclude così il processo di incorporazione promosso più di un anno fa dalle amministrazioni comunali dei due piccoli centri montani e sancito dall'esito positivo del referendum popolare tenutosi il 22 maggio. Sono i primi due comuni delle Marche a incorporarsi. Il comune di Fiastra passa così da 560 a 680 abitanti, la superficie da 60 km quadrati a 85. "Ringrazio l'amministrazione comunale di Acquacanina - ha detto il sindaco di Fiastra Claudio Castelletti - e Giancarlo Ricottini, che ha rinunciato alla sua carica di sindaco per il bene dell'intera vallata. Con questa operazione abbiamo salvato il nome che turisticamente aveva più rilevanza e soprattutto evitato il commissariamento per un anno, processo obbligatorio per legge per tutti i comuni che hanno scelto la fusione anziché l'incorporazione. Vista l'emergenza che stiamo vivendo (Fiastra è fra i comuni terremotati; ndr), questo è senza dubbio l'aspetto più importante". (Ansa)