Mercoledì 7 luglio il Direttore di zona di Banca Intesa San Paolo ha comunicato, in un incontro programmato qualche giorno prima, la brutta notizia che nessuno si aspettava: ad ottobre chiuderanno le filiali di Fiastra e di Valfornace, lasciando di fatto una grossa porzione della montagna maceratese priva di un servizio essenziale come la banca.
Da ormai più di un anno la filiale di Fiastra è operativa a giorni alterni, con inevitabili disagi anche per la popolazione del vicino comune di Bolognola, che a questo ufficio ha sempre fatto riferimento. Le filiali chiuderanno i battenti per una precisa scelta aziendale, come ha spiegato ai sindaci il Direttore di zona che ha comunicato la decisione del Cda di Banca Intesa di chiudere gradualmente tutte le filiali che operano in immobili non di proprietà. A nulla sono valsi gli impegni verbali che Sauro Scaficchia e Massimo Citracca, i sindaci di Fiastra e Valfornace, hanno subito fatto al Direttore: in pochi mesi le filiali avrebbero avuto a loro disposizione degli spazi consoni, ricavati dagli edifici pubblici che in questi mesi si stanno ricostruendo a ritmo serrato.
Cristina Gentili, sindaca di Bolognola, il comune più alto delle Marche, si dice preoccupata per gli effetti che questa decisione avrà sul territorio, per il servizio che fornisce alle aziende che vi operano e a tutte le famiglie. Per raggiungere la prima filiale disponibile, gli abitanti di Bolognola saranno costretti a percorrere più di 70 km in auto tra andata e ritorno.
Il paradosso è che verrà mantenuta la filiale di Muccia, come sede distaccata di Pieve Torina, quando i due comuni distano pochi chilometri uno dall'altro”, ha sottolineato Scaficchia, che aggiunge: “Abbiamo l'Ufficio postale a mezzo servizio, ogni anno dobbiamo lottare per mantenere le scuole e i presidi medici, ora sparisce un altro servizio essenziale in un momento cruciale per la ricostruzione: noi ci siamo esposti personalmente con i cittadini affinché aprissero i conti dedicati alla ricostruzione nelle filiali dei nostri piccoli comuni, ma ora ci ritroviamo la banca a trenta chilometri di distanza”.
Sulla stessa lunghezza d'onda Massimo Citracca, sindaco di Valfornace: “Il nostro territorio, da tutti considerato come un gioiello in termini di bellezza paesaggistica e naturalistica, non può essere costantemente frustrato da scelte che vengono prese altrove, seguendo logiche squisitamente speculative: è ora che le continue operazioni di acquisizioni bancarie vengano bilanciate dal mantenimento dei servizi sul territorio. Per questo auspichiamo un ravvedimento da parte della Dirigenza di Banca Intesa, ma anche attenzione da parte delle istituzioni Regionali, affinché intervengano ufficialmente al fine di scongiurare i tagli degli sportelli dell’entroterra".
Come da tradizione consolidata nella mattinata di domenica 20 giugno grazie a una bella giornata di sole, tanti motociclisti si sono ritrovati a Bolognola per il XIV° Motoraduno organizzato da Moto Club Franco Uncini di Recanati. Una testimonianza che dura da ben 14 anni, dove le moto e il Parco dei Monti Sibillini sono gli unici protagonisti.
Al controllo iscrizioni una colonna del Moto club Franco Uncini, l’ex presidente Italo Pizzichini, ora segretario Regionale della F.M.I Marche, con a fianco il nuovo presidente eletto Daniele Cesca.
Tantissimi i motociclisti, iscritti al Motoraduno dove durante la mattinata hanno percorso le strade di questi nostri splendidi Monti dei Sibillini con il giro turistico partito alle 11,30 e molti dei quali hanno partecipato al successivo pranzo presso il ristorante albergo Il Rifugio di Pintura di Bolognola, al termine del quale si sono svolte le premiazioni.
Gli iscritti al motoraduno alla fine risulteranno essere oltre 160 provenienti da varie regioni del centro Italia.
Il Moto Club Morrovalle si aggiudica il 2° Memorial Andrea Pavoni in ricordo del giovane centauro Recanatese scomparso 5 anni fa in un tragico incidente, a consegnare il trofeo è stata la mamma di Andrea, la Sig. Norma Stramucci, che - con accanto la Presidente dell’AIDO Infinito Recanati Piera Marconi - ha ringraziato a nome di tutta la sua famiglia, il Moto Club Franco Uncini, l’Amministrazione Comunale di Bolognola e soprattutto tutti i motociclisti partecipanti.
Presente alla premiazione il Sindaco di Bolognola Cristina Gentili che ha portato il saluto di tutta l’amministrazione Comunale a tutti i partecipanti.
Grande soddisfazione per il Moto Club Franco Uncini con la prima uscita del nuovo direttivo capitanato dal nuovo presidente Daniele Cesca, che ha ringraziato tutti i partecipanti dando appuntamento a Recanati per sabato 21 e domenica 22 agosto 2021 con XXXVII° Motoraduno Nazionale della Papera “Città di Recanati”.
Libertà: è quella riconquistata sui Sibillini da due camosci cui è stato dato il nome di Manardo e Cecco, dopo essere stati rilasciati alcuni giorni fa dai tecnici del Parco con la collaborazione degli zoologi del Laboratorio di Ecologia Applicata e dei Carabinieri Forestali del Parco.
Si tratta di due maschi di 5 e 11 anni, nati e vissuti sinora nell’area faunistica di Bolognola, che potranno ricongiungersi finalmente ai propri simili sulle rupi delle cime più alte dei Sibillini, come il monte Bove e il monte Priora. Dotati di radiocollari satellitari, forniranno utili informazioni per lo studio dell’areale di riferimento e dei movimenti che compiranno.
Reintrodotti nel 2008, ad oggi il numero stimato di camosci appenninici presenti nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini si aggira intorno alle 250 unità. Questo ragguardevole risultato indica come il camoscio abbia ritrovato nei Sibillini un habitat ottimale, che gli era appartenuto per millenni fino alla quasi totale estinzione nella prima metà del secolo scorso, quando ne sopravvivevano appena una ventina sui monti che nel 1922 diventarono Parco Nazionale d’Abruzzo.
“Il monitoraggio del camoscio è una delle diverse azioni di studio, verifica e controllo svolte dal Parco per la conservazione della biodiversità” sottolinea il presidente dell’ente, Andrea Spaterna.
“Grazie a queste osservazioni siamo in grado di quantificarne la popolazione e la distribuzione, individuando anche possibili minacce. Ad oggi l’area in cui ne è rilevata la maggior presenza è quella del massiccio del Bove, ma nuovi nuclei si stanno formando in altre aree, come quella del Monte Priora”. Tra i dati elaborati per il 2020 anche il tasso di natalità che si attesta intorno al 28% e l’indice riproduttivo che fa registrare un valore medio dell’80%, “numeri che indicano – prosegue Spaterna – come i camosci del Parco Nazionale dei Monti Sibillini godano di buona salute”.
Si tratta comunque di una specie ancora vulnerabile, soprattutto a causa della forte consanguineità tra gli individui, ed è quindi di fondamentale importanza proseguire le attività di monitoraggio e tutela, anche attraverso una fruizione da parte dei numerosi amanti della montagna che sia responsabile e rispettosa delle regole, in modo da poter osservare questi splendidi e preziosi animali nel loro ambiente naturale senza arrecargli disturbo.
Maggio è il mese per eccellenza per le nuove nascite “ed è fondamentale, ancor più che in altri periodi – ricorda il presidente - assumere un comportamento adeguato in caso di incontri con piccoli di camosci, come di altri animali. Nel caso del capriolo, ad esempio, i piccoli appena nati, che appaiono inermi e abbandonati, non si devono mai toccare o raccogliere, perché la madre è sicuramente nelle vicinanze e la strategia adottata è quella di lasciare i nascituri nascosti tra le erbe. Un eventuale contatto potrebbe essere interpretato come una minaccia e determinare l’abbandono del piccolo”.
Due escursionisti perdono l’orientamento: salvati dal Soccorso Alpino delle Marche. La squadra di Macerata è stata allertata, nella notte appena trascorsa, per due ragazzi in difficoltà in località Castel Manardo, sul versante nord territorio comunale di Bolognola.
I due escursionisti - entrambi 23enni provenienti da fuori regione - stavano bivaccando in tenda, con l’intenzione di rimanere in quota, quando sono stati sorpresi dal cattivo tempo che ha stravolto i loro piani.
Aggrediti dal forte vento, hanno perso diversi oggetti personali e, uno dei due, persino le scarpe. Impossibilitati a ritirarsi in un luogo più riparato, sono stati individuati e raggiunti dai tecnici del Soccorso che, con tecniche alpinistiche, li hanno assicurati e ricondotti in sicurezza alle proprie auto. Le operazioni di soccorso si sono concluse attorno alle 3:30 di questa mattina.
Considerato il ripetersi di condotte poco prudenti da parte di frequentatori della montagna apparentemente con scarsa esperienza, il Soccorso Alpino “rinnova l’invito a non sottovalutare i rischi legati alle attività in quota”.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che, purtroppo, nelle ultime 24 ore si sono verificati 11 decessi correlati al Covid-19.
Una vittima è stata registrata presso le strutture ospedaliere del Maceratese: si tratta di un 72enne di Bolognola spirato presso il Covid Center di Civitanova Marche.
Quattro decessi sono stati segnalati nei presidi medici anconetani: un 68enne di Osimo e un 76enne di Ancona hanno perso la vita a Torrette mentre un 75enne di Cerreto d'Esi e una 86enne di Chiaravalle si sono spenti all'ospedale di Jesi.
Un 73enne di Ascoli Piceno e un 82enne sanbendettese hanno trovato la morte al nosocomio di San Benedetto del Tronto e, sempre nella medesima provincia, una 96enne di San Benedetto del Trono è deceduta nella struttura sanitaria di Ripatransone.
Nle pesarese si sono spenti una 56enne di Pesaro nell'Ospedale del Capoluogo di Provincia e una 90enne di Fano al nosocomio di Urbino ed infine all'INRCA di Fermo è spirata una 98enne di Urbino.
Dall'inizio della pandemia, nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 2771 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (923), mentre sono 462 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 97,1% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 82 anni.
Si è tenuta nella mattinata odierna la manifestazione organizzata dai vertici regionali di Fratelli d'Italia sulle piste da sci di Bolognola per criticare la scelta del ministro alla Salute Roberto Speranza di chiudere sino al 5 marzo gli impianti, a poche ore dalla prevista ripartenza. I rappresentanti del partito hanno srotolato e mostrato uno striscione di protesta con suscritto "La montagna merita rispetto, non Speranza".
Presenti all'iniziativa anche il sindaco di Bolognola Cristina Gentili assieme a tutti i vertici locali di Fdl: i consiglieri regionali Elena Leonardi, Pierpaolo Borroni, Andrea Putzu e Nicola Baiocchi; i coordinatori provinciali di Macerata, Massimo Belvederesi, di Fermo, Andrea Balestrieri, di Ascoli Piceno, Antonio Vagnoni, l’assessore al Comune di Macerata, Paolo Renna, il presidente di Gioventù Nazionale Marche, Maicol Pizzicotti Busilacchi.
"Avremo preferito che il Governo facesse una scelta diversa e portasse a compimento il discorso aperto con i gestori degli impianti. Imprenditori che hanno speso risorse ed energie per poter essere attrezzati in sicurezza e andare avanti con attività che, per loro, sono vitali - ha affermato Elena Leonardi -. Siamo voluti venire a loro sostegno, visto che si trovano anche ad operare in terre che sono state fortemente colpite dal terremoto e che sono ancora in attesa di una ripartenza. Noi siamo e resteremo sempre al loro fianco".
Anche la leader nazionale di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni ha appoggiato l'iniziativa attraverso una nota stampa apparsa sulla pagina provinciale del partito: "Chi sostiene che lo sci è un’attività sacrificabile ignora che il turismo invernale è un asset economico insostituibile e non si rende conto che per tanti territori è l’unica fonte di ricchezza e occupazione. Chi vive e lavora in montagna merita rispetto, va sostenuto nell’accesso ai servizi e chiede che lo Stato sia un alleato per favorire residenzialità, combattere lo spopolamento e rilanciare l’imprenditorialità".
"I commenti approssimativi, i pregiudizi e l’ironia che sto leggendo in queste ore per giustificare la folle scelta di Draghi e Speranza di rinviare, peraltro con poche ore di preavviso, la stagione sciistica amatoriale sono un affronto per tantissimi nostri connazionali. Fratelli d’Italia è l’unico partito ad aver celebrato più volte gli Stati Generali della Montagna e ad aver difeso in Parlamento le istanze di tutti quei cittadini che chiedono di poter continuare a vivere e lavorare dove sono nati e cresciuti: lo dimostra la mozione approvata alla Camera ormai un anno fa, rimasta lettera morta per colpa della sinistra e della maggioranza. La montagna è un pezzo dell’identità italiana e non può essere umiliata in questo modo" ha concluso Meloni.
Dopo il successo del primo appuntamento, che lo scorso 5 febbraio dalla splendida location de “La Capanna Bike & Family Hotel” ha totalizzato quasi 6.000 visualizzazioni, torna “La Magia delle Parole” a Pintura di Bolognola (MC), venerdì 19 febbraio alle ore 18, in diretta dallo “Z-Chalet”, che grazie a un’ambientazione a sorpresa, suggestiva e a tema, diventerà lo scenario unico di “Dentro una Nevicata”: si tratta della storia vera, narrata da Stefano Ciocchetti e Margherita Buresta, di un ragazzo che sui Monti Sibillini ha incontrato e fotografato una famiglia di otto lupi; brani del libro omonimo verranno letti e interpretati da Simone Giaconi e Francesca Travaglini.
Anche questo evento sarà fruibile in diretta attraverso la pagina Facebook “Pro Loco Bolognola”.
“La Magia delle Parole” è una rassegna letteraria, organizzata dal Comune e dalla Pro Loco “La Sibillina” di Bolognola, in collaborazione con le strutture turistico-ricettive del territorio comunale, pensata per far conoscere e soprattutto vivere le storie e le straordinarie suggestioni della montagna in modo unico: quattro appuntamenti di letture d’autore in altrettanti luoghi chiave di Bolognola, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Quattro venerdì tra febbraio e marzo per riscoprire la magia di leggere e vivere i personaggi, gli animali e le leggende appartenenti alla tradizione marchigiana, accoccolati virtualmente attorno al fuoco scoppiettante o all’aperto, nell’aria frizzante, gustandosi lo splendido scenario offerto dai Sibillini.
I prossimi appuntamenti saranno dedicati a “Marche Stregate”, venerdì 5 marzo alle ore 21 presso “Rifugio Pintura”, e “Filippo Marchetti: Lettere”, venerdì 19 marzo alle ore 17 presso la “Pizzeria Pa & Ma”.
Nel tardo pomeriggio di ieri, mentre molti gatti delle nevi stavano preparando le piste in vista dell’apertura degli impianti sciistici fissata per oggi, è arrivato lo ‘spiazzante’ stop a firma del Ministro Roberto Speranza che ha prolungato la chiusura per ulteriori tre settimane (leggi l'articolo).
Giorni di lavoro persi e risorse economiche sprecate per tutti gli operatori di un settore che nelle ultime settimane si erano spesi per garantire la riapertura delle stazioni in sicurezza, con regole e accorgimenti per evitareassembramenti. Un'infausta comunicazione giunta proprio all’ultimo secondo che non ha fatto altro che aumentare l’amarezza per una stagione sciistica che può oramai considerarsi finita.
“E’ stata una notizia che ci ha lasciato di stucco, sia per le tempistiche che per le modalità con cui è arrivata –esordisce il Sindaco di Sarnano Luca Piergentili - è stato fatto credere alle stazioni che avrebbero riaperto quindi tutti i gestori degli impianti si erano organizzati per questo evento ottemperando a tutte le normative anti-covid previste dal CTS”.
Un lavoro quindi iniziato e programmato all’indomani del via libera decretato, per le regioni 'gialle', lo scorso 4 febbraio ma che è stato totalmente vanificato ad appena 12 ore dallo start già comunicato: “Si tratta di una misura totalmente ingiustificata in quanto va a ledere un settore specifico che non è poi quello in cui si creano assembramenti in quanto le zone di montagneadurante i weekend gialli sono comunque frequentante da centinaia di persone – spiega Piergentili – la verità è che certe decisioni non possono essere prese dal Governo centrale ma devono essere delegate alle singole regioni in quanto hanno il polso delle diverse realtà montane”.
“Impossibile paragonare gli impianti sciistici delle Marche con quelli di Veneto o Trentino Alto Adige perché sono tutte situazioni differenti – incalza - ieri nella stazione di Sarnano c’erano molte persone in pista con il bob e il parco giochi era pieno di bambini che giocavano con la neve; anche quelli sono assembramenti ma, essendo in zona gialla non possiamo vietarne l’accesso perché la legge dice questo – dichiara il primo cittadino - Non riusciamo a capire questa decisone ma a malincuore ci adeguiamo".
Senza dubbio una mancata occasione per tornare compiere un primo passo verso la normalità ma anche un ‘colpo’ economico pesante non solo per i gestori degli impianti: “L’indotto che genera un fine settimana di piste aperte è assolutamente diverso da un normale weekend ecco perché il danno riguarda tutti i territori della montagna – sottolinea Piergentili - Questa per l’innevamento è stata la stagione migliore degli ultimi 10 anni ma purtroppo la pandemia e le decisioni del Governo hanno impedito di sfruttarla al meglio".
"Non dimentichiamo che i nostri sono territori che soffrono ancora degli effetti negativi del sisma del 2016 quindi avere un po’ di ossigeno dal punto di vista economico non ci dispiace di certo – chiosa il sindaco di Sarnano - mantenere un'attività commerciale in queste zone è già difficile di suo se poi si perdono determinati opportunità, diventa sempre più difficile trovare qualcuno che sia pronto ad investire in queste zone”.
Delusione mista a rabbia anche a Bolognola soprattutto per tutti quegli esercenti funiviari che sono stati nuovamente costretti ad annullare l’apertura della stazione e, visto il periodo dell’anno, decretare la fine di una stagione sciistica mai iniziata (qui il gesto di protesta di Bolognolaski): “I politici attuali non si rendono minimamente conto dei danni che provocano certe decisioni prese all’ultimo minuto – tuona il primo cittadino di Bolognola Cristina Gentili - considerando che è da oltre una settimana che si parla, in maniera più accentuata, di variante ingles. Credo che avrebbero avuto tutto il tempo per comunicare tali misure con anticipo in modo che ogni attività, non sono i gestori di impianti da sci, avrebbe avuto la possibilità di organizzarsi”.
Sforzi, non solo economici, per tutti i professionisti di un settore che erano pronti a ripartire questa mattina con tutte le ‘carte in regola’ per farlo e che ora si dovranno occupare del rimborso degli skip ma anche delle disdette, con tutti gli effetti negativi sulla conservazione delle scorte alimentari già comprate, sopratutto per quanto riguarda le attività ristorative: “Non discuto sulla gravità dell’emergenza – chiarisce il Sindaco – ma nessuno mi venga a dire che non c’era la possibilità di prendere una decisione del genere prima di ieri sera e non all’ultimo minuto”.
Un'ulteriore ‘mazzata’ quindi ad un territorio già duramente provato dagli eventi sismici del 2016: “Durante il mio mandato da primo cittadino ho dovuto gestire prima il sisma e ora il Covid quindi so bene che, in certi casi, vanno prese delle decisioni repentine –illustra Gentili- ma tali limitazioni ci stanno distruggendo più del terremoto stesso; la differenza è che in quel caso fu un evento naturale che abbiamo gestito a livello territoriale mentre questa emergenza sanitaria è stata trattata in maniera allucinante – prosegue - doveva essere affrontata assolutamente dal punto di vista territoriale perché chi è al Governo non conosce le varie situazioni; ecco perché un sindaco deve avere più potere decisionale, con le responsabilità che ne conseguono, e non mettere la faccia su decisioni prese dall’alto”.
La decisione di chiudere gli impianti sciistici dettata dal Governo centrale mette in pratica sullo stesso piano tutte le stazioni italiane senza tener conto delle specificità di ogni singolo territorio: “Capisco che in grandi impianti sciistici, nonostante tutti i gestori si siano adeguati alle norme anti-Covid, si possano creare delle situazioni di assembramento - aggiunge il primo cittadino - la decisione di chiudere la stazioni può essere stata anche giusta ma quello che è stato senza dubbio sbagliato è il modo in cui è stata comunicata”.
“Per far rispettare le regole ci sono delle possibilità sanzionatorie quindi è sufficiente che ci siano più controlli volti a far rispettare le norme altrimenti ci rimettono sempre i gestori delle attività – conclude Gentili – se bisogna stare chiusi non è un problema, ma non condivido il modus operandi con cui si è arrivati a prendere tale decisione perché non tiene minimamente conto delle esigenze e necessità di coloro che lavorano in questo settore”.
Oggi la società Bolognola-ski ha consegnato al primo cittadino dell’omonima stazione Cristina Gentili, la divisa degli impianti sciistici.
"Un gesto simbolico, di grande disapprovazione per l’imbarazzante situazione che le stazioni sciistiche stanno vivendo". Così lo definiscono Giacomo Zanchetti e Francesco Cangiotti, direttore degli impianti della stazione sciistica di Bolognola.
I due non accettano il comportamento del Governo, a meno di 12 ore dalla riapertura degli impianti, dopo l’ok delle settimane scorse e dopo giorni di lavoro e ingenti spese economiche per garantire l’apertura e la messa in atto degli adeguamenti anti-covid: innevamento artificiale sempre in funzione, ore di battipista, apertura del canale online di vendita degli skipass per garantire e cercare di limitare al minimo ogni forma di assembramento ed assicurare un servizio ottimale al cliente.
Dopo tutto questo lavoro si sentono umiliati insieme a tutti gli addetti e operatori del settore.
Oggi Bolognola Ski sarebbe stata l’unica stazione da sci delle Marche a garantire sicurezza e ad essere pronta ad ospitare il 30% dei clienti così come imposto da regolamento, un esempio virtuoso per la regione Marche che vede giovani imprenditori non arrendersi nelle innumerevoli difficoltà che questo territorio ha subito negli anni, lavorando sempre con entusiasmo e professionalità.
“Abbiamo deciso di consegnare la divisa della nostra stazione sciistica - dice Giacomo Zanchetti - dietro a quella divisa ci sono tutti i nostri sforzi, i nostri ragazzi che insieme a tutta la società credono nel territorio e nelle sue potenzialità. Oggi la notizia di chiusura fino al 5 marzo è arrivata come una doccia gelida, senza alcun rispetto per le persone e per il lavoro. Ristori mai arrivati da marzo dello scorso anno e ora accumuliamo ulteriori danni economici relativi a gli investimenti che abbiamo affrontato solo perché abbiamo creduto nel nostro lavoro e abbiamo affrontato con la massima diligenza e rispetto tutti i protocolli”
“Ennesimo rinvio, di una stagione mai iniziata - afferma Francesco Cangiotti, direttore degli impianti - che vede la delusione nelle istituzioni e la speranza ormai svanita di un rilancio di questo settore che è cardine di un’economia di un intera vallata”
"Ristori ma a questo punto anche rimborsi immediati, perché non è una questione di chiusura ma è la modalità ad aggravare questa situazione economica sulle spalle delle aziende private come le nostre, che tra l’altro sorreggono l’economia invernale dell’intera zona. Siamo l’unica stazione delle Marche - continua Cangiotti- ad aver sostenuto gli atleti e le scuole sci, con le nostre aperture speciali solo per loro, proprio per garantire un servizio completamente a nostre spese e continueremo a farlo perché la montagna deve continuare a vivere".
In questo senso, di pochi minuti fa è la rassicurazione fornita dall'assessore regionale Guido Castelli circa l'arrivo di 4,5 miliardi come indennizzo della stagione sciistica compromessa (leggi qui).
Sono centinaia le proteste nate sul web per la chiusura last minute degli impianti sciistici fino al 31.
In tantissimi gli amanti della neve che avevano pazientato per la fatidica data del 15 febbraio, ovvero quando gli impianti sarebbero stati finalmente riaperti. E in attesa erano anche gli imprenditori, obbligati ad ingenti investimenti per rispettare le stringenti normative e poter aprire gli impianti ai turisti.
Oggi lo sfogo sul portale "Bolognola Ski" per il sogno infranto, l'ultima occasione di poter risollevare le sorti ormai drammatiche del settore neve.
"Stagione 2020/2021 finita, anzi mai iniziata inizia il post - Ci abbiamo creduto fino alla fine con le parole e con i fatti.
A 12 ore dal apertura, dopo giorni di lavoro e investimenti economici come la biglietteria elettronica, l’acquisto dei materiali di sicurezza covid, la battitura delle piste, l’innevamento artificiale, è imbarazzante tutto quello che sta accadendo!!! - continua il disperato post - siamo di nuovo costretti ad annullare l’apertura della stazione e ormai decretare la fine della stagione sciistica mai iniziata.
Noi - si legge nel disperato intervento - come tutti gli esercenti funiviari e con essi le professionalità del settore ci siamo visti imporre una chiusura totale, senza aver nemmeno un ristoro. Ci siamo accollati tutte le spese per garantire le varie apertura sempre vanificate, cercando di garantire sempre la massima sicurezza.
Cari amici - conclude il post - ci riteniamo più seri del nostro governo, quindi nei prossimi giorni vi comunicheremo le modalità di rimborso degli skipass che avere acquistato online.
Delusi e imbarazzati da questa situazione, speriamo che ritorni l’entusiasmo e la voglia che il mondo della neve ha sempre avuto".
Linee guida per la riapertura degli impianti sciistici in caso di zona gialla
Si è svolta oggi la Conferenza delle Regioni a cui ha partecipato l’assessore Guido Castelli per le Marche: “Abbiamo licenziato alcune integrazioni a un documento preparato dal CTS per le linee guida in materia di impianti scioviari, che sono state poi approvate – dichiara Castelli –. La posizione prevalente è che possano essere riaperti gli impianti sciistici delle regioni che sono in zona gialla con l’impegno dei vari gestori a rispettare le linee guida. Quindi, invece che un differimento sine dine dell’apertura, sembra profilarsi questo meccanismo dinamico: si scia dove si è in zona gialla e dove gli impianti rispettano le linee guida”. Continua l’assessore: “C’è una grande esigenza, il sistema dei comprensori sciistici marchigiani è messo alle strette da questa situazione, gli Appennini reclamano un’attenzione particolare, quindi chiediamo con forza che si possa valutare come appropriata questa proposta delle Regioni di cui la Regione Marche è stata protagonista”.
(Foto Bolognola Ski)
Dopo aver raddoppiato le linee telefoniche a disposizione dei cittadini per effettuare le prenotazioni, e aver ricevuto oltre 700 chiamate in un solo giorno, gli Ambiti Territoriali Sociali 17 e 18 sono pronti a dare il via all’operazione “Marche Sicure” per sottoporre a test la popolazione contro il Covid al Lanciano Forum di Castelraimondo.
Lo screening di massa interesserà ben 19 Comuni del Maceratese: Bolognola, Camerino, Castelraimondo, Castelsantangelo sul Nera, Esanatoglia, Fiastra, Fiuminata, Gagliole, Matelica, Monte Cavallo, Muccia, Pieve Torina, Pioraco, San Severino Marche, Sefro, Serravalle di Chienti, Ussita, Valfornace e Visso.
Complessivamente la macchina organizzativa sarà capace di effettuare oltre 7mila tamponi, circa 200 ogni ora, dalle ore 8 alle ore 20 dei giorni 24-25-26 gennaio.
Quattro gli operatori dedicati a ricevere le prenotazioni su altrettante linee telefoniche, due di linea fissa e due mobile, che rispondono ai seguenti numeri: 0733/637245 interno 1; 0733/639427 interno 2; 3516888191 e 3701538124.
Inoltre, per tutti, c’è anche la possibilità di prenotare direttamente dal sito www.ats17.it tramite una email da inviare allo staff dell’Ats17 che poi ricontatterà gli interessati.
Per effettuare il tampone bisognerà poi presentarsi, nell’orario prenotato, muniti di Tessera Sanitaria originale e modulo di Richiesta test antigenico rapido compilato, disponibile al sito www.ats17.it
Saranno escluse: persone che hanno sintomi che indichino un'infezione da Covid-19: in questo caso, si deve contattare il Medico di Assistenza primaria (MMG/PLS); persone attualmente in malattia per qualsiasi altro motivo; persone in stato di isolamento per test positivo negli ultimi tre mesi; persone attualmente in quarantena o in isolamento fiduciario; persone che hanno già prenotato l'esecuzione di un tampone molecolare; persone che eseguono regolarmente il test per motivi professionali; minori sotto i 6 anni; persone ricoverate nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie, comprese le case di riposo pubbliche e private.
Il tempo complessivo richiesto è di circa 30 minuti. Dopo l'effettuazione del tampone, si dovrà restare in auto nei successivi 20 minuti. Se non si riceveranno comunicazioni telefoniche il test avrà dato esito negativo e si potrà successivamente controllare in piattaforma con le credenziali inviate in Sms.
Solo in caso di esito positivo si verrà richiamati telefonicamente nei 20 minuti successivi al test e invitati a rientrare per effettuare seduta stante anche il tampone molecolare.
Al via la campagna di screening della popolazione contro il Covid-19, per tutti i cittadini dei Comuni ricadenti negli Ambiti Territoriali Sociali 17 e 18, tramite tampone rapido al drive-in che sarà allestito al Lanciano Forum di Castelraimondo.
Potranno parteciparvi, dunque, i cittadini residenti nei seguenti Comuni: San Severino Marche, Matelica, Castelraimondo, Esanatoglia, Gagliole, Fiuminata, Pioraco, Sefro, Bolognola, Camerino, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Monte Cavallo, Muccia, Pieve Torina, Valfornace, Serravalle di Chienti, Ussita e Visso.
L’iniziativa rientra nell’ambito dell’operazione “Marche Sicure” e interesserà i giorni 24-25-26 gennaio 2021, dalle ore 8 alle ore 20.
E' necessaria prenotazione telefonica al numero telefonico 0733 6376245 che fa riferimento al call center attivato dall’Ats 17 di San Severino Marche presso l’Unione Montana Potenza Esino Musone aperto, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 14 e dalle ore 15 alle ore 18.
Per effettuare il tampone bisognerà poi presentarsi, nell’orario prenotato, muniti di Tessera Sanitaria originale e modulo di Richiesta test antigenico rapido compilato, disponibile al sito www.ats17.it
Saranno escluse: persone che hanno sintomi che indichino un'infezione da Covid-19: in questo caso, si deve contattare il Medico di Assistenza primaria (MMG/PLS); persone attualmente in malattia per qualsiasi altro motivo; persone in stato di isolamento per test positivo negli ultimi tre mesi; persone attualmente in quarantena o in isolamento fiduciario; persone che hanno già prenotato l'esecuzione di un tampone molecolare; persone che eseguono regolarmente il test per motivi professionali; Minori sotto i 6 anni; persone ricoverate nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie, comprese le case di riposo pubbliche e private.
Il tempo complessivo richiesto è di circa 30 minuti. Dopo l'effettuazione del tampone, si dovrà restare in auto nei successivi 20 minuti. Se non si riceveranno comunicazioni telefoniche il test avrà dato esito negativo e si potrà successivamente controllare in piattaforma con le credenziali inviate in Sms.
Solo in caso di esito positivo si verrà richiamati telefonicamente nei 20 minuti successivi al test e invitati a rientrare per effettuare seduta stante anche il tampone molecolare.
"Erano anni che per le festività natalizie non c'era così tanta neve e questo fa aumentare l'amarezza per la chiusura a causa dell'emergenza Covid": è quanto dice Francesco Cangiotti, direttore degli impianti sciistici di Bolognola, nel Maceratese.
"Al momento abbiamo aperto soltanto l'impianto di Castel Manardo dove si stanno allenando gli atleti agonisti", spiega Cangiotti che adesso spera "nella riapertura del 18 gennaio".
"Sarebbe molto importante - sottolinea - speriamo che le condizioni lo permettano, nei prossimi giorni - fa sapere - provvederemo anche a un innevamento artificiale in modo da mantenere le attuali condizioni che sono davvero ottimali per sciare". Il direttore racconta che in questi giorni sulle piste ci sono tra i 40 e i 60 centimetri di neve battuta.
(Fonte Ansa, foto tratta da Bolognola Ski profilo Facebook)
La neve, così come preannunciato negli scorsi giorni, non ha esitato ad arrivare copiosa sui monti Sibillini. Sugli impianti sciistici di Bolognola sono già stati raggiunti i 25 centimetri di spessore, ma anche in tutte le altre aree interne del Maceratese si segnala la caduta dei fiocchi: da Pieve Torina a Camerino.
Stando a quanto comunicato dal bollettino meteo della Protezione Civile il limite delle nevicate, nel corso della giornata di oggi, sarà in abbassamento fino a 400-500 metri, localmente anche a quote più basse in occasione dei rovesci più intensi.
Peraltro, in vista della giornata di domani (27 dicembre), è stato diramato un messaggio di allertamento valido sino alla mezzanotte per criticità idrogeologica e rischio valanghe, in particolare nella zona est dei Monti Sibillini.
In ogni caso quello che si può ammirare oggi sulle nostre montagne è uno scenario incantato, di un bianco candido, che contribuisce a ripristinare l'alone magico di un Natale vissuto in "zona rossa" da tutti i marchigiani.
Ecco il video della situazione attuale sugli impianti sciistici di Bolognola, postato dalla pagina Facebook "Bolognola Ski":
Nevicata in corso anche a San Lorenzo di Treia, come dimostra il video postato dalla pagina Facebook "Naturalmente San Lorenzo":
Meraviglioso lo spettacolare panorama imbiancato che in questi minuti si può ammirare a Castelluccio di Norcia attraverso la live webcam:
Perdono l'orientamento sul Monte Amandola: recuperate in serata 2 escursioniste. È quanto accaduto, intorno alle ore 17 del pomeriggio odierno, a due giovani ragazze di 25 e 30 anni entrambe originarie di Foligno, mentre si trovavano tra il Monte Amandola e Castel Manardo, al confine della provincia di Macerata e Fermo.
Per il loro recupero sono stati allertati gli uomini della stazione del Soccorso Alpino di Macerata e Vigili del Fuoco, dopo che le due avevano avvertito i Carabinieri di Fiastra per ricevere supporto.
Aggiornamento ore 22:09
Le ragazze sono state raggiunte da otto volontari della stazione, tra i quali anche un medico. Si trovano in buono stato di salute e sono state accompagnate a Pintura di Bolognola.
Arriva la prima neve della stagione sui Monti Sibillini. I primo fiocchi sono iniziati a cadere attorno alle ore 11:00 della mattinata odierna e, attualmente, si segnala anche vento forte, attorno ai 1550 metri.
La quota neve - come segnala il bollettino meteo della Protezione Civile - è in graduale diminuzione e si porterà, in serata, attorno ai 1100-1200 metri.
La nevicata odierna non dissolve, in ogni caso, i dubbi legati all'apertura degli impianti: la stagione sciistica della montagna marchigiana dovrà fare i conti con la seconda ondata del Covid, sebbene Francesco Cangiotti - amministratore e direttore della società che si occupa della gestione dei 6 impianti di Bolognola - abbia già messo a punto tutte le misure atte a gestire la situazione di emergenza (leggi qui).
Questa è la situazione attuale a Porte di Berro, come riporta un video girato in diretta da Bolognola Ski:
Ecco altri due video che sono stati pubblicati sulla pagina Facebook "Geometeo", il primo si riferisce alla situazione nei dintorni di Pintura di Bolognola (MC) intorno ai 1600 metri, alle ore 11:00. Il secondo, invece, si riferisce alle ore 14:30 e riguarda gli impianti di Bolognola, collocati a 1550 metri d'altitudine.
Video situazione ore 11:00
Video situazione ore 14:30
(Credit video e foto: Bolognola Ski e Geometeo)
L'emergenza Covid incombe anche sulla stagione sciistica della montagna marchigiana. "C'è incertezza sull'apertura degli impianti, dovremo attendere ancora una quindicina di giorni per capire cosa fare, ma intanto stiamo lavorando per garantire a tutti la massima sicurezza", dice Francesco Cangiotti, amministratore e direttore della società che si occupa della gestione dei 6 impianti di Bolognola, che non erano stati danneggiati dal sisma del 2016.
"Non ci siamo mai fermati nemmeno nell'anno del terremoto - racconta - e speriamo di non fermarci neanche questo inverno.Noi - aggiunge - siamo pronti a gestire la situazione di emergenza, abbiamo già improntato un piano per accogliere al meglio i visitatori". "Per garantire il giusto distanziamento sociale - spiega Cangiotti - abbiamo previsto di dimezzare il flusso. Fino allo scorso anno registravamo circa 5-6 mila presenze ogni fine settimana, quest'anno li ridurremo a 2-3 mila". Ma tutto sarà vincolato alla pandemia: "Se le Marche resteranno in fascia arancione e quindi con spostamenti limitati - dice l'amministratore -, non sarà possibile aprire gli impianti, se invece torneremo in fascia gialla faremo di tutto per renderli fruibili". Oltre al Covid un altro elemento che in questi casi fa la differenza sarà l'aspetto meteorologico: "Confidiamo in abbondanti nevicate, anche se siamo attrezzati per l'innevamento artificiale - sottolinea Cangiotti -. "Prima di sparare la neve dovremo, ovviamente, avere la certezza di poter aprire gli impianti, altrimenti sarebbe un costo non sostenibile".
(Fonte: ANSA).
La Provincia di Macerata ha avviato i lavori di asfaltatura sulla provinciale 91 “Pian di Pieca - Monastero - Fiastra”.
L’intervento di risanamento della pavimentazione, progettato, appaltato e diretto dall’Amministrazione provinciale ha un costo complessivo di 250 mila euro ed è stato finanziato con le ulteriori risorse, ricevute dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’anno in corso. La Provincia ha anche autorizzato l’utilizzo dei ribassi d’asta per effettuare ulteriori tratti di asfaltatura nei punti più ammalorati.
La strada “Pian di Pieca - Monastero - Fiastra” è rilevante per il comprensorio montano perché collega numerosi Comuni, mete di destinazione turistica sia estiva che invernale, come Fiastra, Bolognola, Sarnano, San Ginesio, e con bellezze naturalistiche di assoluto pregio.
Negli ultimi anni la provinciale è stata anche interessata da corposi investimenti per la messa in sicurezza, dato che con i sismi del 2016 è stata chiusa e sono stati necessari, per la riapertura, ben quattro interventi, progettati e diretti dall’Anas per conto del Soggetto Attuatore, la Protezione Civile.
“Con l’avvio di questo cantiere - afferma il Presidente Antonio Pettinari - siamo alla conclusione del piano delle opere viarie, finanziate con le risorse del MIT, previste per l’anno 2020. Da alcuni mesi l’ufficio tecnico sta anche progettando i lavori del 2021 e ne abbiamo già approvati diversi; dal Ministero avremo a disposizione circa tre milioni e mezzo di euro. L’obiettivo è iniziare le procedure di appalto entro quest’anno in modo da effettuare gli interventi già nella primavera prossima”.
“Quel 30 ottobre 2016 faceva ripiombare nell’incubo una popolazione già provata e devastata, un territorio già diffusamente martoriato che la scossa più pesante ha maggiormente ferito. Oggi, a distanza di quattro anni, siamo negli stessi luoghi per un’occasione significativa: inaugurare due strutture importanti a servizio delle comunità. Perché la ricostruzione non deve essere solo fisica e materiale degli edifici, ma sociale ed economica, e quindi deve passare attraverso la restituzione dei servizi sul territorio. Oggi queste due opere ne sono un esempio”.
Così oggi il presidente della Regione, Francesco Acquaroli a Bolognola per inaugurare una nuova area di sosta camper e poi a Pieve Torina per l’apertura del nuovo Poliambulatorio. A Bolognola l’area di sosta camper, finanziata con fondi della ricostruzione (ordinanza commissariale n. 77) con una somma di 220 mila euro, ha permesso la realizzazione di 12 piazzole coperte più altri 6 stalli. L’area è destinata prioritariamente ai proprietari di seconde case danneggiate dal sisma e ancora lesionate ma anche per implementare un territorio già a forte vocazione turistica.
A Pieve Torina il Poliambulatorio, che sarà a servizio dell’intero territorio montano, è stato costruito con fondi assegnati dall’ ordinanza 581 della Protezione civile, 162 mila euro, compresa la progettazione. Ad entrambe le cerimonie erano presenti, tra gli altri, i due sindaci, Cristina Gentili (Bolognola) e Alessandro Gentilucci (Pieve Torina). A loro il presidente Acquaroli, ringraziandoli per la forza e la tenacia e riconoscendone, in particolare, un ruolo propulsivo nell’opera di ricostruzione, si è rivolto per confermare che “la ricostruzione è una priorità assoluta del governo regionale ma non senza l’apporto che consideriamo determinante dei sindaci e degli attori dei territori interessati. Vogliamo costituire una filiera corta che unisca Regione, istituzioni e enti locali in una stretta rete operativa, siamo aperti all’ascolto di proposte e delle esigenze che i sindaci conoscono meglio di qualsiasi altro. A dimostrazione che la giunta regionale sta lavorando da subito in questa direzione, l’incontro in videoconferenza di oggi pomeriggio con i sindaci del cratere e i tecnici e professionisti”.
Nel corso della cerimonia di inaugurazione del Poliambulatorio di Pieve Torina anche il saluto telefonico di Angelo Borrelli, capo del Dipartimento della Protezione Civile nazionale, che ha rimarcato il ruolo e la collaborazione istituzionale del Comune nella realizzazione dell’opera di ricostruzione. A Pieve Torina è stato inoltre avviato il cantiere del Centro Civico e della Palestra, in prossimità della Scuola “Monsignor Paoletti”. I lavori saranno realizzati anche grazie alle donazioni della Fondazione Francesca Rava in rappresentanza della quale era oggi presente Elisabetta Strada.