Un incidente stradale si è verificato questa mattina, intorno alle 7.30, lungo la superstrada SS77 in direzione Foligno, all'altezza dello svincolo di Tolentino Ovest.
Per cause in corso di accertamento, due automobili si sono scontrate e, in seguito all'impatto, una delle vetture si è ribaltata sulla carreggiata.
Il bilancio è di una persona ferita, soccorsa dal personale del 118 e trasportata in ospedale. Fortunatamente le sue condizioni non sarebbero gravi.
L'incidente ha provocato pesanti ripercussioni sulla circolazione, con traffico rallentato e code nel tratto interessato. Per consentire le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza della carreggiata, è stata disposta l'uscita obbligatoria allo svincolo di Tolentino Ovest.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e le forze dell'ordine, che hanno effettuato i rilievi per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto e gestire la viabilità.
(G.S.)
Dopo aver annunciato il nuovo format "diffuso e sartoriale", Lunaria 2026 amplia ulteriormente il proprio programma e si trasforma in un vero e proprio festival itinerante. La rassegna estiva di Musicultura, organizzata con il Comune di Recanati, passa da tre a sei appuntamenti, alternando concerti, letteratura e spettacoli in alcuni dei luoghi più suggestivi della città.
Alle date già annunciate con Morgan il 9 luglio a Palazzo Venieri, Giorgio Poi il 17 luglio alla Piazzola del Sabato del Villaggio e Dimartino il 24 luglio sul Colle dell'Infinito, si aggiungono tre nuovi eventi a ingresso libero che completano il cartellone.
Il 15 luglio il Chiostro di Sant'Agostino ospiterà Sandro Veronesi e Valeria Solarino. Lo scrittore, vincitore per due volte del Premio Strega, proporrà un reading del suo ultimo libro Caducità, accompagnato dall'attrice. La serata si aprirà con l'esibizione della cantautrice veneta Giulia Trovò, tra gli otto vincitori dell'ultima edizione di Musicultura.
Il 29 luglio sarà invece piazza Leopardi ad accogliere il concerto dei Tiromancino. La band guidata da Federico Zampaglione porterà sul palco i brani più amati del proprio repertorio in uno degli appuntamenti centrali dell'estate recanatese.
La chiusura del festival è in programma l'11 settembre al rinnovato Castello di Montefiore, dove saliranno sul palco il vincitore assoluto di Musicultura 2026 Claudio Covato e la band marchigiana XGIOVE, finalista del concorso e scelta dagli studenti delle scuole recanatesi durante le semifinali andate in onda su Rai Radio 1.
Il sindaco Emanuele Pepa ha sottolineato come l'obiettivo dell'amministrazione fosse quello di ampliare il format di Lunaria, trasformandolo in un festival capace di coinvolgere tutta la città. Ha evidenziato la collaborazione con Musicultura, che ha permesso di costruire sei appuntamenti itineranti con artisti di primo piano e di valorizzare luoghi simbolici come la Piazzola del Sabato del Villaggio, Piazza Leopardi e il Castello di Montefiore. Il primo cittadino ha inoltre ricordato l'importanza del coinvolgimento dei giovani attraverso il progetto Recanati Next, che ha contribuito alla scelta di uno degli artisti presenti nel cartellone.
Anche l'assessore alla Cultura Ettore Pelati ha evidenziato come l'edizione 2026 rafforzi il legame tra Lunaria e Musicultura, riportando al centro musica, arte e parola. Secondo Pelati, il nuovo programma unisce intrattenimento e approfondimento culturale grazie a una progettazione condivisa che conferma Musicultura come uno dei principali punti di riferimento dell'offerta culturale del territorio.
Il direttore artistico di Musicultura Ezio Nannipieri ha spiegato che il nuovo corso di Lunaria nasce dalla volontà di proporre un modello alternativo ai grandi concerti estivi, privilegiando la qualità artistica, l'ascolto dal vivo e una programmazione distribuita nei luoghi più rappresentativi della città. L'obiettivo, ha aggiunto, è offrire un'esperienza più autentica, con un equilibrio tra eventi gratuiti e spettacoli a prezzi accessibili.
A sottolineare il valore della manifestazione è stato anche Davide Celani, direttore generale della Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano, che ha ribadito il sostegno dell'istituto a un'iniziativa capace di promuovere cultura, socialità e valorizzazione del territorio, in linea con la missione della banca di comunità.
I biglietti per gli spettacoli di Morgan, Giorgio Poi e Dimartino sono già disponibili sul circuito Vivaticket al prezzo di 18 euro. Gli appuntamenti del 15 e 29 luglio e quello conclusivo dell'11 settembre al Castello di Montefiore saranno invece a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.
"La nuova consiliatura di Macerata parte nel peggiore dei modi”. È la valutazione del co-portavoce comunale di Alleanza Verdi e Sinistra, Andrea Maurilli, che interviene dopo la prima seduta del Consiglio comunale, culminata con il fallimento della riconferma di Francesco Luciani come presidente dell'assise e il rinvio dei lavori per la mancanza del numero legale.
Il rappresentante di AVS parla di “frizioni interne alla coalizione”, con particolare riferimento agli equilibri politici tra le liste che hanno sostenuto la vittoria elettorale. “Alla prima votazione la maggioranza implode – afferma – e si registrano evidenti contrasti nella gestione dei rapporti tra le forze politiche”.
Maurilli sottolinea inoltre come, nelle tre votazioni svolte, si siano verificati momenti di stallo e difficoltà nel garantire il numero legale, sia nella seduta di ieri che in quella odierna, interpretati dall’opposizione come segnale di instabilità politica.
“Il ricorso a tattiche dilatorie o all’assenza del numero legale – aggiunge – non è un modo serio di affrontare le responsabilità di governo della città”. Da AVS arriva infine un giudizio critico sull’avvio dell’amministrazione: “Macerata non merita uno spettacolo di questo tipo. È evidente una gestione fondata su equilibri fragili e su dinamiche interne che rischiano di pesare sull’azione amministrativa”.
Riceviamo e pubblichiamo la formale richiesta di smentita e rettifica inviata dall'avvocato Paolo Giustozzi per conto della dottoressa Katiuscia Cassetta in merito alle indiscrezioni politiche pubblicate dalla nostra testata nell'articolo dal titolo "Telefoni roventi". Attraverso la nota del proprio legale, la sig.ra Katiuscia Cassetta nega recisamente di aver mai esercitato pressioni, dirette o indirette, in ordine alla nomina dell'assessora alla cultura Lorella Benedetti o di altri componenti della giunta comunale.
Contestualmente, la dott.ssa Katiuscia Cassetta nega con altrettanta fermezza qualsiasi coinvolgimento di "ambienti curiali" a sostegno di sue presunte "istanze" politiche o personali volte ad arrestare le aspettative della dott.ssa D'Alessandro, precisando che non esiste alcun fondamento oggettivo alle affermazioni circa manovre di potere di cui sia resa protagonista.
Infine, nella medesima nota si specifica che la scelta di non ripresentare la propria candidatura è dipesa esclusivamente da valutazioni personali della dott.ssa Cassetta, legate ad esigenze di vita e di salute. Tale decisione non può essere pertanto ridotta, senza prova alcuna, alla volontà di "evitare il giudizio degli elettori" dai quali, al contrario, l'ex amministratrice riceve quotidiane manifestazioni di stima e apprezzamento per il lavoro svolto nel corso del proprio mandato quale assessore alla cultura.
Il sodalizio umano e professionale tra due grandi protagonisti della cultura italiana del Novecento diventa il fulcro di un importante evento espositivo itinerante che prenderà il via proprio dalle Marche. È stata presentata presso la sede della regione Marche la mostra-progetto "Dante Ferretti – Bellezza imperfetta, io e Pasolini", che verrà inaugurata il prossimo 3 agosto a Gradara, dove rimarrà aperta al pubblico fino al 13 settembre.
L'esposizione raccoglie i bozzetti scenografici originali, alcuni dei quali del tutto inediti, firmati dal tre volte premio Oscar maceratese, mettendoli a confronto con i fotogrammi e le sequenze delle pellicole attraverso un sistema di multivisione immersiva. Tra i pezzi più rari in mostra spicca anche un ritratto della madre di Pasolini, Susanna Colussi, dipinto dallo stesso regista e donato a Ferretti, che lo ha conservato fino a oggi.
La kermesse, che gode del patrocinio di numerose istituzioni tra cui la Fondazione Marche Cultura, il comune di Gradara, il comune di Napoli e il centro studi Pier Paolo Pasolini, ripercorre una collaborazione iniziata con il ruolo di aiuto scenografo nel "Vangelo secondo Matteo" e culminata con la firma delle scenografie di capolavori come "Medea" e "Salò o le 120 giornate di Sodoma".
Alla conferenza stampa di lancio hanno preso parte i vertici istituzionali e il comitato organizzativo, a partire da Francesca Pantaloni, assessore al bilancio della regione Marche, che ha sottolineato la valenza territoriale dell'iniziativa: "È una mostra importantissima che dà grande lustro e visibilità alle Marche offrendo uno straordinario percorso di valorizzazione culturale in un’ottica fortemente innovativa. Il tema centrale del progetto, la bellezza imperfetta, ci invita a una riflessione profonda: l’arte ci ricorda che la vera bellezza risiede proprio nell'imperfezione e, soprattutto, nell'autenticità".
Profonda la commozione espressa dallo stesso scenografo premio Oscar Dante Ferretti, che ha voluto ricordare le sue radici e il suo mentore: "Ringrazio principalmente due persone nella mia vita: Gesù Cristo e Pier Paolo Pasolini. Un accostamento forse azzardato, ma che sento talmente vero. Pier Paolo è stato il mio primo grande maestro: ricordarlo significa ricordare la mia giovinezza e l’inizio della mia carriera".
Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Gradara Filippo Gasperi, il quale ha evidenziato come la sua comunità sia onorata di ospitare un progetto di tale spessore artistico: "Gradara ha un legame antico e molto forte con il cinema, con l’immaginario, con il racconto visivo: un legame che intendiamo continuare a valorizzare perché rappresenta per noi un asse strategico di crescita".
Il curatore della mostra David Miliozzi ha definito l'appuntamento come un evento unico e necessario, ricordando che Ferretti è stato celebrato da registi del calibro di Martin Scorsese e Leonardo di Caprio come lo scenografo più emblematico della sua epoca. L'orizzonte del progetto culturale è comunque a lungo raggio, come spiegato da Carmine Caracciolo, organizzatore della mostra e amministratore di C&C insurance service: "La mostra dopo Gradara andrà a Roma presso una sede istituzionale della regione Lazio, per poi proseguire nel 2027 per Napoli, fino a raggiungere Pordenone e Casarsa della Delizia. Stiamo inoltre progettando la realizzazione dell'evento anche a Bruxelles".
Per quanti vorranno visitare l'allestimento a Gradara, gli orari di apertura prevedono l'accesso da lunedì a giovedì dalle 18:00 alle 23:30, mentre da venerdì a domenica lo spazio sarà fruibile anche la mattina dalle 10:00 alle 13:00, oltre alla consueta apertura serale.
È stato inaugurato il cantiere per il recupero della chiesa di San Leopardo, uno dei luoghi più rappresentativi della storia religiosa e culturale di Recanati, profondamente legato anche alla famiglia Leopardi. A benedire l'avvio dei lavori è stato il vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi, nel corso di una cerimonia alla quale hanno partecipato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, il sindaco Emanuele Pepa, la contessa Olimpia Leopardi e il soprintendente per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, Giovanni Issini.
L'intervento rientra nel programma della ricostruzione post-sisma del 2016 ed è finanziato con 935.858,81 euro grazie alle ordinanze commissariali 105/2020 e 132/2022 e al decreto n. 449 approvato lo scorso maggio dalla Struttura commissariale. Il soggetto attuatore sarà la Diocesi di Macerata, proprietaria dell'edificio.
«L'avvio del cantiere rappresenta un altro passo concreto nel percorso di ricostruzione e rinascita del territorio», ha sottolineato il commissario Guido Castelli, ricordando come la sicurezza dei luoghi di culto costituisca una priorità della ricostruzione. «San Leopardo porta ancora i segni del terremoto, ma oggi possiamo finalmente intervenire per restituire alla comunità un luogo che custodisce fede, storia, identità e bellezza».
Il commissario ha inoltre evidenziato il forte valore simbolico della chiesa, strettamente legata alla famiglia Leopardi e alla città natale di Giacomo Leopardi. «Ricostruire significa anche conservare la memoria e il patrimonio storico e artistico dei nostri territori, consegnandolo più sicuro alle future generazioni», ha aggiunto.
Soddisfazione è stata espressa anche dal vescovo Marconi, che ha definito San Leopardo «un luogo di culto particolarmente significativo per la storia religiosa e culturale del territorio». Il presule ha ricordato che la tradizione collega proprio al culto di San Leopardo l'origine del cognome della famiglia Leopardi, sottolineando come il recupero dell'edificio rappresenti non solo un intervento di ricostruzione, ma anche la restituzione alla comunità di una preziosa testimonianza di fede e identità.
Per il sindaco Emanuele Pepa il recupero della chiesa costituisce uno degli obiettivi più importanti dell'amministrazione comunale. «Questo luogo rappresenta un simbolo della fede dei recanatesi e custodisce le nostre radici storiche e culturali. Siamo grati alla Struttura commissariale, alla Diocesi e a tutti coloro che lavoreranno per riconsegnarlo quanto prima ai cittadini, ai fedeli e ai visitatori».
Nel dettaglio, i lavori prevedono la riparazione dei danni strutturali causati dal terremoto del 2016 e la messa in sicurezza degli apparati decorativi. Il progetto è stato redatto dall'architetto Paolo Canullo, affiancato da un team di professionisti specializzati per gli aspetti strutturali, impiantistici, geologici e della sicurezza, con il coordinamento dell'Ufficio Sisma della Diocesi di Macerata. L'esecuzione sarà affidata all'ATI composta da Impresa Edile Paolini, Systab e Boing. La conclusione dell'intervento è prevista per il 29 giugno 2028.
L'apertura del cantiere è avvenuta all'indomani del 228° anniversario della nascita di Giacomo Leopardi, una scelta dal forte valore simbolico che testimonia la volontà di restituire uno dei più significativi luoghi leopardiani.
«Sono molto felice che finalmente si metta mano alla ricostruzione di questa chiesa, così importante per la mia famiglia e per me, dove ho ricevuto anche la Prima Comunione», ha dichiarato la contessa Olimpia Leopardi. «Mi auguro che questo intervento possa rappresentare un impulso per il recupero di tutta questa parte di campagna tanto cara a Giacomo e spesso ricordata nelle sue opere».
La chiesa, nella configurazione attuale progettata dall'architetto Gaetano Koch, conserva nella cripta le sepolture della famiglia Leopardi. Al suo interno custodisce inoltre gli affreschi del catino absidale e della lunetta del portale realizzati agli inizi del Novecento da Biagio Biagetti, futuro direttore della Pinacoteca Vaticana.
A sottolineare il valore culturale dell'intervento è stato infine il soprintendente Giovanni Issini: «Il restauro della chiesa rappresenta un importante segnale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico di Recanati. Insieme alla vicina villa e al paesaggio rurale affacciato sul fiume Potenza, San Leopardo potrà entrare a pieno titolo nel percorso dei luoghi leopardiani, arricchendolo di nuovi contenuti e opportunità di conoscenza».
La città di Corridonia si appresta a ospitare una tappa ufficiale di Miss Italia, lo storico concorso di bellezza e talento guidato da Patrizia Mirigliani. L'iniziativa, che si inserisce nella programmazione degli eventi estivi locali, si terrà nella serata di venerdì 3 luglio, con inizio fissato alle ore 21:40, nella frazione di Colbuccaro. Durante la manifestazione, le giovani candidate sfileranno davanti a una giuria qualificata per contendersi i pass di accesso alle successive fasi regionali della competizione.
L'amministrazione comunale ha manifestato la propria soddisfazione per l'inserimento della località nel circuito della kermesse, considerata un'opportunità di promozione per il borgo e per l'indotto turistico del territorio.
"Crediamo che la cultura, gli eventi e la capacità di accogliere siano strumenti fondamentali per far crescere la nostra città anche dal punto di vista turistico. Ringrazio l'Asd Nuova Polisportiva Colbuccaro per la preziosa collaborazione nell’organizzazione dell’evento" ha dichiarato il sindaco Giuliana Giampaoli, sottolineando l'importanza delle sinergie locali.
Sulla stessa linea l'intervento di Massimo Cesca, assessore alla cultura e al turismo: "L’evento non sarà solo una serata dedicata al fascino e al talento delle aspiranti miss, ma rappresenterà una vera e propria occasione di valorizzazione territoriale. L'obiettivo della manifestazione è infatti quello di animare il borgo e accendere i riflettori su spazi di grande fascino e suggestione che meritano di essere scoperti e vissuti non solo dai residenti della zona".
La serata offrirà dunque al pubblico la possibilità di frequentare la frazione, che l'assessorato punta a far conoscere a una platea più ampia attraverso questa tipologia di manifestazioni pubbliche.
La decima edizione di IncantoMarche, il festival musicale nato dall'esperienza di RisorgiMarche, si è aperta con uno straordinario successo nei prati di Castel San Pietro, a San Severino Marche. Un debutto partecipato ed emozionante che ha richiamato un pubblico numeroso, confermando il forte legame tra la manifestazione e il territorio settempedano, scelto ancora una volta per ospitare la tappa inaugurale.
Per oltre due ore gli spettatori hanno vissuto un intenso viaggio tra musica, racconti e riflessioni, guidati da Neri Marcorè e dalla cantautrice Ditonellapiaga, accompagnati al pianoforte dal maestro Gianluca Bassetti. Una formula che ha alternato leggerezza, ironia e momenti di grande coinvolgimento, valorizzando al tempo stesso la suggestiva cornice naturale di Castel San Pietro, già protagonista in passato di importanti appuntamenti della rassegna.
Ad aprire ufficialmente la serata è stato il direttore artistico Giambattista Tofoni, ideatore del festival insieme a Marcorè, che ha ricordato il percorso di crescita della manifestazione e il significato del nuovo nome, IncantoMarche.
«Abbiamo cambiato nome – ha spiegato – perché in questi anni RisorgiMarche ha incontrato tante realtà straordinarie: associazioni, cooperative sociali, lavoratori e persone impegnate ogni giorno nell'inclusione e nell'aiuto al prossimo». Tofoni ha quindi rivolto un ringraziamento alle storiche realtà partner del festival, tra cui il Microbiscottificio Frolla, Anffas Sibillini, Venilà, Birracca e numerose altre associazioni che condividono i valori della manifestazione.
Grande protagonista della giornata è stato anche il territorio. Grazie alla collaborazione con Campagna Amica di Coldiretti e alla Comunanza Agraria, i produttori locali hanno allestito un'area ristoro molto apprezzata dal pubblico, proponendo prodotti tipici marchigiani, birra artigianale, vini del territorio, miele, marmellate e altre eccellenze enogastronomiche.
Il saluto istituzionale è stato affidato al sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che ha sottolineato il valore raggiunto dalla manifestazione nel suo decimo anniversario.
«Oggi festeggiamo dieci anni di RisorgiMarche», ha ricordato il primo cittadino, rivolgendo un ringraziamento particolare a Neri Marcorè e Giambattista Tofoni per aver dato vita a un progetto capace di coniugare cultura, solidarietà e promozione del territorio.
A dare il via allo spettacolo è stato poi lo stesso Marcorè che, con la consueta ironia, ha accolto il pubblico scherzando sul clima fresco dei prati di Castel San Pietro e ringraziando l'amministrazione comunale per l'ospitalità, prima di alternare racconti, musica e momenti di dialogo con gli spettatori.
Accanto a lui si è esibita Ditonellapiaga, nome d'arte di Margherita Carducci, protagonista di una performance intensa e coinvolgente. L'artista romana, tra le voci più originali della nuova scena italiana, ha proposto alcuni dei brani più apprezzati del suo repertorio insieme alle canzoni del nuovo album Miss Italia, confermando la sua capacità di fondere pop, elettronica e cantautorato in uno stile personale e contemporaneo.
Il legame tra IncantoMarche e San Severino Marche proseguirà anche nelle prossime settimane. L'amministrazione comunale ricorda infatti il secondo appuntamento in programma nel territorio: il 30 luglio, nello scenario del convento dei Cappuccini, saranno protagonisti Mario Tozzi ed Enzo Favata con "Geografie mistiche", uno spettacolo che intreccia scienza, musica e narrazione in un viaggio tra i grandi miti dell'umanità e le loro possibili interpretazioni scientifiche.
Una prenotazione apparentemente regolare, una fattura emessa con tanto di coordinate bancarie e persino una giustificazione credibile per rinviare l'arrivo degli ospiti. Dietro quella che sembrava una normale trattativa per il soggiorno di alcuni operai si nascondeva invece una truffa ben orchestrata, scoperta dai Carabinieri della Stazione di Pioraco al termine di una complessa attività investigativa. I militari hanno denunciato alla Procura della Repubblica un cittadino rumeno di 41 anni, residente ad Agugliano, ritenuto responsabile del reato di truffa.
L'indagine ha preso avvio dalla denuncia presentata da un 35enne di Recanati, dipendente di un'impresa edile di Macerata. L'azienda doveva trovare un alloggio per quattro operai impegnati per tre settimane in un cantiere nella zona di Camerino. Attraverso una ricerca su Google Maps era stato individuato un hotel di Castelraimondo che sembrava rispondere alle esigenze della ditta.
Il 10 giugno il dipendente aveva contattato telefonicamente la struttura, concordando il soggiorno al costo di 30 euro al giorno per ciascun lavoratore, per una spesa complessiva di 2.772 euro (Iva compresa), da versare anticipatamente.
Nei giorni successivi la trattativa è proseguita su WhatsApp. Il presunto gestore dell'albergo ha richiesto i documenti degli operai e i dati dell'azienda, inviando quindi una fattura apparentemente regolare con l'IBAN sul quale effettuare il pagamento. Fidandosi della documentazione ricevuta, l'impresa ha disposto un bonifico istantaneo dell'intera somma.
Poche ore dopo, però, è arrivato il primo segnale anomalo. L'uomo ha inviato la fotografia di un contatore elettrico danneggiato, sostenendo che un principio d'incendio avesse provocato un guasto all'impianto elettrico della struttura. Ha quindi chiesto tempo per verificare la possibilità di ospitare comunque gli operai, promettendo, in caso contrario, il rimborso dell'importo versato tramite una nota di credito.
Dopo aver mantenuto i contatti fino al 13 giugno, il sedicente albergatore ha interrotto ogni comunicazione, rendendosi irreperibile sia telefonicamente sia sulle applicazioni di messaggistica.
Le indagini condotte dai Carabinieri di Pioraco, attraverso accertamenti tecnologici e bancari, hanno consentito di ricostruire il meccanismo della frode. Il numero fisso dell'hotel era stato reindirizzato attraverso un servizio VoIP a pagamento, mentre il conto corrente indicato nella fattura risultava acceso presso un istituto di credito in Lituania.
L'ulteriore verifica ha inoltre accertato che l'albergo era chiuso dal 24 marzo scorso in seguito a uno sfratto giudiziale.
Incrociando i dati telematici e bancari, i militari sono riusciti a risalire all'identità del presunto responsabile, che avrebbe continuato a gestire i canali di contatto della vecchia attività ricettiva pur non avendone più alcun titolo.
Per il 41enne è così scattata la denuncia in stato di libertà all'autorità giudiziaria con l'accusa di truffa.
Si è conclusa con l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari la pericolosa fuga notturna di uno studente 21enne residente a Corridonia, protagonista di un inseguimento stradale protrattosi per circa 6 chilometri tra i territori comunali di Corridonia e Macerata.
L'episodio è iniziato quando una pattuglia della sezione radiomobile dei carabinieri, impegnata in un servizio di controllo del territorio, ha intercettato un'autovettura che procedeva a velocità sostenuta e con una condotta di guida irregolare. I militari hanno seguito il mezzo fino a via Bramante a Macerata dove, azionando i dispositivi luminosi, hanno intimato l'alt al conducente.
Il giovane, dopo aver inizialmente accennato la manovra di accostamento, ha improvvisamente accelerato a fondo per sottrarsi alle verifiche. L'inseguimento si è concluso in contrada Valleverde, dove il 21enne ha perso il controllo del veicolo a causa della velocità eccessiva, uscendo di strada e precipitando nella scarpata adiacente alla carreggiata.
Nonostante la dinamica del sinistro, il ragazzo – che si trovava da solo a bordo – è rimasto illeso e ha rifiutato l'assistenza medica dei sanitari del 118. Sottoposto ai successivi accertamenti etilometrici da parte dei carabinieri, lo studente è risultato positivo all'alcoltest con un tasso di 1,27 g/l (quasi triplo rispetto al limite di legge), valore di rilevanza penale ulteriormente aggravato dalla sua condizione di neopatentato e dall'orario notturno in cui si sono svolti i fatti.
I militari dell'arma hanno quindi proceduto all'arresto in flagranza di reato per le contestazioni di fuga pericolosa all'alt e guida in stato di ebbrezza con le relative aggravanti stradali. Per il giovane è scattato l'immediato ritiro della patente, mentre l'autovettura (risultata di proprietà della madre) è stata rimossa dal soccorso stradale Aci. Informato della vicenda, il pubblico ministero di turno ha disposto il trasferimento del conducente presso la propria abitazione in regime di detenzione domiciliare, in attesa della celebrazione del rito direttissimo.
Viaggiava a bordo della propria automobile nascondendo un'arma da fuoco all'interno dell'abitacolo. Un uomo di 66 anni, residente del posto, è stato denunciato in stato di libertà dai carabinieri della stazione di Porto Potenza Picena a seguito di un'operazione di controllo del territorio.
L'episodio si è verificato nella tarda mattinata di domenica 28 giugno, quando i militari hanno intimato l'alt alla vettura condotta dal sessantaseienne per un normale accertamento di routine lungo le strade della frazione potentina. L'atteggiamento particolarmente nervoso e sospetto mostrato dall'automobilista durante le fasi di identificazione ha spinto i carabinieri ad approfondire le verifiche, dando corso a una perquisizione veicolare.
L'ispezione del mezzo ha permesso di scovare, occultata all'interno del vano portaoggetti del cruscotto, una rivoltella Smith & Wesson calibro 32, risultata illegalmente detenuta. L'arma è stata immediatamente posta sotto sequestro e il 66enne è stato conseguentemente deferito all'autorità giudiziaria per le ipotesi di reato di ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi.
Secondo i primi riscontri investigativi eseguiti, la pistola non risulterebbe provento di furto; sono tuttavia ancora in corso specifici accertamenti da parte dei militari dell'arma volti a ricostruire l'esatta provenienza e la tracciabilità della rivoltella, mentre il verbale dell'operazione è stato trasmesso alla procura della repubblica competente.
Appare quasi blasfemo che nella stessa sala dove lunedì si è consumato uno degli episodi più espliciti di sciatteria istituzionale e protervia politica che Macerata abbia mai conosciuto si renda oggi l’estremo saluto all’onorevole Adriano Ciaffi: un gigante della politica, l’uomo che ha traghettato le macerie della Dc verso un nuovo orizzonte, che ha immaginato – criticabile o meno che fosse – una Macerata futura impegnandosi perché la costruzione si facesse; certo con logica di “parte”, ma mai con perseguimento di proprio interesse.
Ancor più "offensivo" della sua memoria è constatare che Adriano Ciaffi è l’artefice della riforma che ha portato all’elezione diretta del sindaco e che va incontro all’estremo saluto a 48 ore dalla presa d’atto da parte della città di non avere un sindaco, bensì un uomo che è eterodiretto, incapace di proporre alcunché al cospetto dell’invadenza di figure che nulla c’entrano con i destini della città e che perseguono un proprio interesse di bottega.
Per tutto il tempo del calvario del centrodestra che si è consumato lunedì pomeriggio al centro dei banchi della giunta non c’era un sindaco, ma il cartonato di Sandro Parcaroli con lo sguardo perso, a un tratto confortato dalle “pie donne” Francesca D’Alessandro e Barbara Antolini, in cerca di un cenno di assenso da parte dei suoi due “guardiani”: Mauro Lucentini il commissario ad acta della Lega e il consigliere di minoranza di Appignano, Luca Buldorini.
È un ritratto che molto somiglia all’indimenticabile pagina di Alessandro Manzoni quando Don Abbondio incontra i Bravi che lo ammoniscono: "il signor curato è un uomo che sa il viver del mondo; e noi siam galantuomini, che non vogliam fargli del male, purché abbia giudizio. Signor curato, l’illustrissimo signor don Rodrigo nostro padrone la riverisce caramente". Non stiamo certo qui a indagare se esista un don Rodrigo, ma di certo s’addice alla bisogna la “sentenza” manzoniana su don Abbondio: "Il coraggio se uno non ce l’ha mica se lo può dare".
Il cartonato di Parcaroli lunedì non ha guardato in faccia nessun consigliere, non è stato in grado di far sentire il peso personale. Di fronte ai continui colpi che lui e la sua presunta maggioranza ricevevano avrebbe potuto ben dire ritiriamo la candidatura di Francesco Luciani – tra l’altro mandato allo sbaraglio, convien dire, senza troppo rispetto – oppure rivediamo la giunta, o ancora fermi tutti io ci metto la faccia: o votate Lucentini o si va tutti a casa. Niente! Nascosto, mesto, cereo in volto.
A confermare che lui è stato messo lì per curare gli interessi di qualcun altro e che ha dei vincoli che molto somigliano a quelli del “curato” (e un po’ di curia qui c’entra): ai quali non si può sottrarre. Per la verità dal coté curiale – il mago delle preferenze Merlini e forse il capo di gabinetto Poletti – dopo che si è appalesato il ballottaggio si è tentata una ricopertura a sinistra con il via libera a Romano Mari, ma si sa com’è andata e oggi l’incertezza regna sovrana.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia Pierfrancesco Castiglioni ha improvvisato uno show da urlatore per nascondere la pena di quello spettacolo, ma sa benissimo che lui e buona parte della dirigenza locale di Fratelli d’Italia porta il peso di questo indecoroso spettacolo. Ciò che più è stato sorprendente è che a nessuna delle comparse di questa tragicommedia è venuto fatto di pensare: ma quelli che ci hanno votato si aspettavano questo? E qui si devono avanzare altre considerazioni che aprono scenari a dir poco inquietanti per la città.
Si era scritto nei giorni andati che la giunta varata sotto dettatura dei “bravi” era una giunta di minoranza dove inspiegabilmente spuntano figure eccentriche e che aveva tagliato fuori due partiti di centro e cattolici che sono stati indispensabili alla vittoria del centrodestra. Qui si è manifestata la protervia della Lega. Non solo, in questo clima di esondante tracotanza anche altri parti hanno fatto errori nell’indicare o escludere i propri componenti della giunta.
E questo ha portato all’esito ridicolmente funesto per il centrodestra lunedì in consiglio comunale dove c’è stato anche un episodio di assoluta gravità e di cui il segretario generale si è reso corresponsabile. L’assessore in pectore ai lavori pubblici, Andrea Marchiori, avrebbe imposto ai cinque consiglieri della sua lista di scrivere sulle schede "Lucentini presidente" perché non si potesse dubitare della loro fedeltà alla linea. In una votazione a scrutinio segreto questa è una chiara indicazione vietata dai regolamenti comunali, ma anche dalla legge (perdoni onorevole Ciaffi, ma davvero non sanno quello che fanno) e tuttavia il segretario ha dato buone, inutilmente, quelle schede.
Tralasciamo – per carità di patria - di narrare la sceneggiata consiliare e veniamo agli interrogativi che pressano. Che succederà domani? Insisteranno col proporre Francesco Luciani, eletto nella lista emanazione di Paolo Calcinaro e questo è particolare non trascurabile, o cercheranno altro nome magari con un accordo? Si sa che si sono incontrati quelli di Fratelli d’Italia e nonostante le perorazioni di Pierfrancesco Castiglioni che ha alternato blandizie e minacce l’incertezza sul voto resta. La ragione c’è.
Si sa che Francesco Acquaroli sarebbe pronto a scaricare Sandro Parcaroli. Le motivazioni sono tre. La prima è l’assoluta inconsistenza del sindaco cartonato appalesatasi in tutta la sua evidenza lunedì; la seconda è che il prossimo anno ci sono le politiche e Acquaroli come esponente di punta di FdI ha bisogno di una vera coesione del centrodestra; sa perfettamente che questa Lega che ha cercato di arraffare tutto a Macerata non è la Lega che correrà, sa che ha bisogno come il pane dell’appoggio dei cattolici, sa infine che non può permettersi una lite in regione con Calcinaro.
L’ordine di Arianna Meloni è uno solo: vincere le politiche per governare a Roma. E, detto tra noi, palazzo Chigi val bene un Parcaroli che non ha invece capito, o forse non è in condizioni di praticarlo, che una giunta val bene un saluto (a) romano. Peraltro Acquaroli che vuole assolutamente prendere le distanze da questa Lega del maceratese ha i mezzi per farlo. Basta che allarghi la giunta regionale per far entrare come assessore Renzo Marinelli e coloro i quali tengono al guinzaglio Parcaroli vengono messi all’angolo.
Ma c’è la terza motivazione che pesa e conta più di tutte. Se Sandro Parcaroli è eterodiretto la giunta si trova in balia di interessi esterni e finisce che a governare la città non è più la politica, ma un comitato d’affari. Di questo il presidente ha gran timore senza contare che per come si sono messe le cose è evidente che questa giunta avrebbe vita difficilissima su ogni provvedimento. C’è poi il mistero del perché Sandro Parcaroli si sia tenuto per sé la delega all’urbanistica.
Una interpretazione che è giunta fino a palazzo Raffaello è che Parcaroli avrebbe promesso all’ingegnere capo Tristano Luchetti – che non a caso prima delle elezioni è stato riconfermato nell’incarico per un triennio – il ritorno a Macerata della dottoressa Francesca Pallotta (ora in forza al comune di Recanati) come dirigente dei lavori pubblici in modo da dare totale spazio al medesimo Luchetti sul settore urbanistico.
Ora che il Pnrr si è esaurito – e ci saranno delle sorprese non liete in bilancio per il comune di Macerata – l’urbanistica, settore che lo stesso Luchetti ha più volte detto di preferire, torna centrale anche perché ci sono nuove zone di espansione, nuovi terreni sui quali immaginare progetti. In campagna elettorale Parcaroli ha continuato a promettere "Macerata deve crescere" e chi meglio dell’ingegner Luchetti per farla crescere?
Per tutte queste ragioni – oltreché per le acque agitate nel rapporto con la curia e il mondo cattolico circostanza che certo non fa piacere al presidente della regione – Francesco Acquaroli avrebbe detto ad alcuni dei suoi: Parcaroli si può scaricare. Ecco perché Pierfrancesco Castiglioni, che non deve essere stato avvertito del cambio di linea, si danna con relativo scarso costrutto. Pare che Francesco Acquaroli – che ha parecchie gatte da pelare anche a Civitanova Marche e a San Benedetto – abbia aggiunto: va scaricato in fretta perché poi ci sono le politiche.
È del pari evidente che se giovedì (la seduta di oggi del Consiglio sarà rinviata in rispetto della memoria di Adriano Ciaffi, ndr) Francesco Luciani non riuscisse a passare la crisi di maggioranza sarebbe insanabile e Acquaroli dovrebbe convincere Parcaroli a farsi da parte per evitare contraccolpi in regione. Insomma si profila un braccio di ferro durissimo tra i “protettori” del sindaco cartonato e i vertici regionali testimoniato dai telefoni roventi di tutti i consiglieri sottoposti a fortissime pressioni. Nelle prossime 48 ore si verificherà se le cose stanno così. Nel frattempo Macerata assiste, piange e rimpiange Adriano Ciaffi.
Un incendio si è sviluppato nella mattinata di oggi a Macerata, all'interno di un edificio finanziario situato in via Pannelli, rendendo necessario il tempestivo intervento dei soccorritori. L'allarme è scattato quando un termoconvettore posizionato all'interno di un ufficio ha preso fuoco per cause ancora in corso di accertamento, sprigionando fumo all'interno dei locali.
In via del tutto precauzionale e per garantire l'incolumità dei presenti, i responsabili della struttura hanno immediatamente disposto l'evacuazione dell'intero stabile, facendo confluire all'esterno il personale e gli utenti che si trovavano nella struttura.
Sul posto è giunta la squadra dei vigili del fuoco del Comando di macerata, che ha provveduto a estinguere rapidamente le fiamme prima che potessero propagarsi ad altri arredi. Una volta completate le operazioni di spegnimento, gli operatori hanno avviato la ventilazione meccanica dei locali per eliminare i fumi residui, eseguendo contemporaneamente i necessari sopralluoghi per verificare la stabilità strutturale e la salubrità degli ambienti prima del rientro del personale.
Al termine delle attività, i tecnici hanno confermato che non si segnalano persone coinvolte o intossicate dal fumo.
Mattinata di disagi per la viabilità stradale e ferroviaria nella zona sud di Civitanova Marche a causa di un incidente stradale avvenuto poco prima delle ore 11:00. Un camion adibito al trasporto di materiale edile, che viaggiava lungo via Aldo Moro, ha urtato il soffitto del sottopasso ferroviario con il braccio della gru che stava trasportando.
A causa dell'impatto, il braccio meccanico si è letteralmente staccato dal veicolo, finendo sulla carreggiata e perdendo una consistente quantità di olio lungo la corsia in uscita che conduce dal lungomare verso la strada statale. Scattato l'allarme, intorno alle ore 11:30 sono intervenuti sul posto i vigili del fuoco per effettuare una delicata verifica statica della struttura del ponte.
Per ragioni di sicurezza e per consentire tutti i rilievi tecnici del caso, eseguiti in sinergia tra la squadra dei pompieri e i tecnici di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), la circolazione dei treni sulla linea Adriatica è stata temporaneamente interrotta.
Nel frattempo, gli agenti della polizia locale si sono occupati di gestire la complessa viabilità stradale nella zona, interdicendo il tratto interessato per permettere la rimozione del pesante braccio meccanico e la successiva bonifica dell'asfalto dai liquidi scivolosi. La situazione è rimasta monitorata fino al completamento delle verifiche sulla stabilità dell'infrastruttura.
La città di Civitanova Marche definisce il programma dei festeggiamenti per la Bandiera Blu, il riconoscimento che attesta la sostenibilità ambientale, la qualità delle acque e i servizi turistici del litorale. Il calendario degli appuntamenti si articolerà in due momenti distinti tra sabato e domenica prossimi.
Si comincerà sabato 4 luglio, alle ore 18:30, presso i locali del Club Vela, dove è in programma la tradizionale cerimonia istituzionale alla presenza delle autorità locali. La giornata successiva, domenica 5 luglio, sarà invece dedicata a un evento musicale pomeridiano sulla spiaggia, pensato in particolare per il pubblico giovanile.
Dalle ore 17:00 alle ore 23:00, lo stabilimento balneare Le Onde, sul lungomare nord, ospiterà infatti il “Bombonera Beach Party”, un appuntamento a ingresso gratuito che vedrà la partecipazione in veste di ospite musicale del rapper Blind, artista noto tra la Generazione Z anche per i suoi passaggi televisivi a X-Factor e al Festival di Sanremo.
L'iniziativa punta a diversificare l'offerta dell'intrattenimento estivo sul litorale, come spiegato dall'assessore al turismo Mara Orazi: "Una festa pensata per connettersi con le nuove generazioni, offrire loro un pomeriggio di sano divertimento in spiaggia e valorizzare il litorale come luogo vitale di aggregazione. Abbiamo scelto Blind perché è un artista che parla il linguaggio dei giovani e incarna la vitalità che vogliamo trasmettere, quindi rappresenta perfettamente lo spirito di questo progetto".
Le attività di presidio e promozione del territorio rientrano nelle strategie stagionali dell'amministrazione comunale per sostenere l'afflusso turistico. "Invito tutti a partecipare a questa festa per celebrare la nostra Bandiera Blu, i giovani e la bellezza del nostro lungomare" ha concluso l'assessore Orazi, confermando che l'accesso all'area dell'evento sarà totalmente libero.
Una storia fatta di passione, sacrifici e radicamento nel territorio che taglia un traguardo straordinario e diventa patrimonio di un'intera comunità. L'amministrazione comunale di Tolentino ha voluto partecipare ufficialmente alla festa organizzata per celebrare i 60 anni di attività della ditta Accessauto Vagni Felice, azienda fondata nel lontano 1966 e da sempre considerata un solido punto di riferimento nel proprio settore.
All'evento celebrativo hanno preso parte il sindaco Mauro Sclavi, il presidente del consiglio comunale Alessandro Massi Gentiloni Silverj e il vicesindaco Alessia Pupo, a testimonianza del profondo valore economico e sociale che l'impresa riveste per il tessuto locale. Nel corso della manifestazione, il primo cittadino ha consegnato una targa ricordo ai titolari, evidenziando come "i fondatori, la proprietà e tutti i collaboratori si siano sempre distinti sul campo per professionalità, impegno e dedizione, facendo crescere e prosperare in maniera costante la ditta".
Con la loro attività quotidiana, i protagonisti di questa longeva avventura imprenditoriale hanno "contribuito fattivamente e in modo imprescindibile anche alla crescita economica della città". Da parte dell'intera giunta e dei rappresentanti del consiglio è arrivato il più caloroso ringraziamento per quanto fatto finora, unito al forte auspicio che l'impresa possa continuare a percorrere una strada "costellata di nuovi e importanti successi commerciali" anche per le generazioni future.
Un piano di riordino complessivo per garantire legalità, equità e incolumità pubblica in quello che rappresenta un pezzo fondamentale della storia e dell'economia cittadina, ma che da tempo sconta "criticità non più sostenibili". L'assessore al commercio del comune di Civitanova Marche, Roberto Pantella, interviene direttamente per fare chiarezza sullo stato dell'arte del mercato del sabato: "Se oggi la situazione può apparire in una fase di stallo, e qualcuno potrebbe pensare che nel frattempo non sia stato fatto nulla, è solo perché alcuni ambulanti hanno scelto di intraprendere le vie legali che stanno purtroppo rallentando la procedura".
"Il mio obiettivo, e mio dovere, è semplicemente fare in modo che il mercato funzioni, con regole uguali per tutti e, soprattutto, si svolga in totale sicurezza" rimarca l'assessore, aggiungendo poi con fermezza che "la sicurezza non è negoziabile. L'obiettivo non è penalizzare chi lavora e fa sacrifici, ma garantire passaggi liberi, via di fuga e un mercato fruibile e sicuro per tutti. Le resistenze degli operatori e il rischio di controversie legali non possono fermare il percorso di riordino intrapreso".
"Nonostante la pendenza dei ricorsi, l'attività di monitoraggio non si è fermata e, grazie alla presenza costante degli agenti della polizia locale, le operazioni di "spunta" per l'assegnazione dei posti liberi "vengono chiuse già alle 8:45 del mattino", rimarca Pantella. Un risultato importante che, spiega l'assessore, serve a "permettere agli agenti della polizia locale, una volta terminata la spunta, di ritornare tra i banchi per monitorare l'area. Vogliamo evitare che qualcuno, pensando di farla franca, provi a sottrarsi ai controlli occupando abusivamente gli spazi in un secondo momento, a scapito di chi rispetta le regole".
Il piano di verifiche tocca da vicino anche la regolarità delle merci esposte, contrastando la vendita di materiale usato senza l'obbligatorio cartello informativo o di oggetti del proprio ingegno in palese violazione del regolamento di polizia urbana. "Rimettere in fila le cose, pur tra obiettive difficoltà, e far rispettare le regole, tra le quali quelle sugli ingombri e sulle merci, non è un atto di forza ma un dovere nei confronti della stragrande maggioranza degli ambulanti che lavorano onestamente e di tutti i cittadini che ogni sabato frequentano il nostro mercato" conclude l'assessore.
Può la felicità trasformarsi in una vera e propria materia scolastica? La risposta è sì, ed è esattamente quanto sperimentato con successo al convitto nazionale "Giacomo Leopardi" di Macerata. Nel corso dell'anno scolastico, gli alunni e le alunne della classe quinta della scuola primaria hanno preso parte all'innovativo progetto interdisciplinare denominato "Bhutan, Gross National Happiness. Felicità Interna Lorda… a scuola".
Si è trattato di un percorso didattico d'avanguardia che ha visto convergere materie come italiano, geografia, tecnologia, religione ed educazione civica, guidando i giovanissimi studenti alla scoperta di un modo alternativo di concepire il benessere e la qualità della vita. L'iniziativa ha preso le mosse dall'analisi del Bhutan, il piccolo Stato himalayano celebre a livello globale per aver sostituito il tradizionale PIL con l'indice di Felicità Interna Lorda (Gross National Happiness) quale reale indicatore della salute e della serenità della popolazione.
Partendo da questo singolare modello macroeconomico, i bambini hanno approfondito tematiche cruciali legate alle relazioni umane, alla sostenibilità ambientale, alla partecipazione e alla cittadinanza attiva.
Il percorso si è sviluppato sul campo attraverso letture mirate, la visione di documentari, momenti di dibattito in aula e attività di gruppo, arricchendosi notevolmente grazie alla testimonianza diretta del viaggiatore Nicola Blasetti, il quale ha condiviso con la classe la propria esperienza in Bhutan offrendo uno sguardo autentico su tradizioni e valori locali.
Oltre all'indubbio valore etico, il progetto ha consentito lo sviluppo di importanti competenze trasversali, tra cui la capacità di selezionare le informazioni, argomentare nel rispetto delle opinioni altrui e utilizzare in modo consapevole le tecnologie digitali per la raccolta dei dati.
Dimostrando una profonda maturità ed ecologica consapevolezza, gli studenti hanno compreso che l'economia può essere orientata al benessere collettivo e hanno tradotto questa teoria in una proposta pratica e solidale per il proprio istituto: la donazione dei grembiuli utilizzati dagli alunni uscenti delle quinte alle future classi terze, un gesto concreto volto a ridurre gli sprechi e a promuovere il riuso.
L'esperienza si è infine conclusa con un partecipato momento di condivisione con le famiglie, durante il quale i bambini hanno illustrato i risultati raggiunti. A esprimere grande soddisfazione per l'alto profilo formativo dell'iniziativa è il rettore e dirigente scolastico del convitto "Leopardi", Alessandra Gattari: "Questo progetto racchiude l'essenza della nostra missione educativa. Vedere bambini e bambine accostarsi a concetti complessi come la Felicità Interna Lorda e tradurli spontaneamente in un gesto concreto di solidarietà e riuso, come il dono dei propri grembiuli, ci dimostra che la scuola può davvero fare la differenza. Hanno capito che la felicità non è un fatto puramente individuale, ma un valore collettivo da coltivare ogni giorno attraverso la responsabilità, il rispetto e la cura reciproca. È questo il tipo di cittadinanza attiva che vogliamo stimolare nei nostri ragazzi".
La città di Macerata si stringe nel ricordo e nel cordoglio per la scomparsa di Adriano Ciaffi, figura di primissimo piano della storia politica, istituzionale e culturale delle Marche, spentosi all'età di 90 anni. Per consentire a cittadini, amici e rappresentanti delle istituzioni di tributargli l'ultimo saluto, la camera ardente è stata allestita a partire da questa mattina all'interno del Palazzo Comunale in piazza della Libertà, dove resterà aperta per le visite dalle ore 10:00 alle ore 21:00.
Un omaggio doveroso a un uomo che ha incarnato una stagione nobilissima della Democrazia Cristiana e che si è ricongiunto idealmente a figure storiche del territorio come Elio Ballesi (unico precedente di una camera ardente allestita in Comune), già sindaco di Macerata per due mandati oltre che senatore della repubblica. Le esequie ufficiali si terranno invece domani mattina, con i funerali che saranno celebrati nella chiesa di Santa Croce.
Accanto al cordoglio del mondo politico, si leva in queste ore anche la voce del panorama culturale locale, da sempre sostenuto con passione dall'avvocato e parlamentare maceratese. Riceviamo e pubblichiamo integralmente il toccante e dettagliato ricordo espresso da Alberto Meriggi, presidente del centro studi storici maceratesi, associazione di cui Ciaffi era socio storico e attento sostenitore.
Il ricordo di Alberto Meriggi (Presidente del Centro Studi Storici Maceratesi)
"A nome mio personale, del Consiglio direttivo e di tutti i soci del Centro Studi Storici Maceratesi, associazione che ho l’onore di presiedere, desidero esprimere alla famiglia Ciaffi le più sentite condoglianze per la perdita del carissimo Adriano, da sempre socio e attento sostenitore dell’importanza della cultura e della storia dei nostri territori. Adriano Ciaffi ha sempre guardato con attenzione e con passione a coloro che si dedicavano a preservare la storia locale e, con il loro lavoro di ricerca, studio e pubblicazioni, a renderla conoscenza per tutti.
Desidero ringraziarlo anche per aver sempre sostenuto l’impegno del Centro Studi Storici Maceratesi rivolto alla tutela, alla valorizzazione e alla custodia della memoria, delle tradizioni e delle identità delle nostre comunità, piccole e grandi. Oggi resta il vuoto per la sua assenza, ma rimane la gratitudine per ciò che ha saputo donare con solidarietà, vicinanza e sostegno materiale, al volontariato locale impegnato nel difficile servizio per la crescita e promozione della cultura.
Ma sul piano strettamente personale non posso trascurare l’On. Adriano Ciaffi, uomo delle istituzioni e dell’impegno politico. Lo conobbi quando negli anni Sessanta del secolo passato le sue idee e le sue battaglie per la trasformazione della mezzadria in affitto e per un miglioramento delle condizioni dei mezzadri e dei lavoratori della terra fecero profonda presa sui sentimenti di mio padre, mezzadro a Chiesanuova di Treia e suo grande amico.
L’entusiasmo di mio padre e dei tanti giovani contadini di quegli anni, per quelle idee di miglioramento delle loro condizioni di vita, ebbero effetti anche su di me, poco più che adolescente, ma che ben presto mi coinvolsero al punto da convincermi a seguire la militanza politica di Adriano Ciaffi; rimasi incuriosito e interessato soprattutto da quel suo percorso che procedeva sul binario della politica intesa come servizio, umanità, dialogo e confronto e, soprattutto, rispetto delle persone di qualunque ceto sociale. Nella mia zona io e mio padre, più che democristiani, cominciammo ad essere considerati semplicemente "ciaffiani", e non ci dispiaceva.
Quando poi la vita mi immerse nel mondo della cultura e della ricerca storica, con all’inizio una particolare attenzione anche alla rivisitazione delle pagine più importanti della storia di Treia, la mia città, molto amata anche da Ciaffi, trovai in lui un entusiasta sostenitore di quel mio primo impegno nel mondo della cultura.
Quando nei primi anni Ottanta fondammo e avviammo a Treia un Centro Culturale Polivalente - una associazione che, fra l’altro, fece conoscere nella cittadina il nome, oggi prestigioso, di Dolores Prato - per rendere più suggestiva la cerimonia dell’inaugurazione di quel Centro Polivalente, Ciaffi portò a Treia il giornalista Nuccio Fava, allora direttore del TG1. Né mancò la sua vicinanza come socio e militante quando, alla fine degli anni Ottanta, si riuscì a ridar vita, sempre a Treia, alla prestigiosa Accademia Georgica.
Sempre convinto sostenitore dell’impegno del Centro Studi Storici Maceratesi fin dai tempi della sua fondazione, nel 1965, e vicino ai fondatori, Dante Cecchi, Pio Cartechini ed Aldo Adversi, ne ha sempre seguito con interesse le varie attività, considerandole di grande valore per la cultura del territorio.
Desidero sottolineare con soddisfazione che fin dall’inizio della mia presidenza nel Centro Studi sono state frequenti le sue telefonate dopo qualche evento a cui aveva partecipato, per congratularsi per la riuscita e per l’interesse suscitato dal tema trattato, conversazioni che chiudeva sempre con incitamenti e incoraggiamenti a proseguire su quella difficile ma preziosa strada.
Conosceva bene la storia di Macerata di ogni epoca, ma nelle conversazioni spesso amava ritornare alle vicende belliche che interessarono il Maceratese e le Marche durante la seconda guerra mondiale e spesso, in privato, amava soffermarsi su quanto accadde nella zona di San Lorenzo di Treia dove la famiglia aveva una abitazione. Sono certo che Adriano Ciaffi continuerà a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto e apprezzato per la sua umanità, la sua umiltà, il suo legame per la nostra terra, per la politica come servizio e per la passione per la cultura e la storia. È stato di certo una delle figure più emblematiche della miglior gioventù maceratese e marchigiana del secondo dopoguerra. Ci mancherà!".
Un momento storico per il patrimonio culturale, architettonico e identitario del comune di San Severino Marche che si appresta a riappropriarsi di uno dei suoi luoghi più iconici e suggestivi. Sabato 4 luglio, alle ore 18:00, il Castello di Pitino tornerà ufficialmente ad aprirsi per accogliere residenti, turisti e appassionati di storia, celebrando la fine di un imponente e atteso intervento di restauro conservativo e messa in sicurezza.
L'opera è stata interamente finanziata con i fondi stanziati nell'ambito del piano complementare per le aree colpite dal terremoto, un programma strategico promosso dalla struttura del commissario alla ricostruzione che ha previsto un investimento complessivo di ben 1.675.000 euro.
L'iniziativa, fortemente voluta dall'amministrazione comunale, segna il culmine di un percorso virtuoso volto alla salvaguardia e alla rinascita di un complesso fortificato che domina le colline settempedane con la sua inconfondibile torre rimasta intatta. Le complesse opere di consolidamento edilizio hanno permesso di mettere in sicurezza l'intera area archeologica e monumentale, restituendo piena leggibilità alle antiche mura difensive e alle strutture medievali che compongono il sito, che da ora in avanti si trasformerà in un polo di attrazione turistica integrato nel paesaggio.
Alla solenne cerimonia di inaugurazione di sabato prossimo prenderanno parte il commissario alla ricostruzione post sisma 2016, il senatore Guido Castelli, insieme al sindaco di San Severino Marche Rosa Piermattei, ai membri della giunta e del consiglio, e alle massime autorità civili, religiose e militari del territorio, affiancati dai tecnici, dagli storici e dalle maestranze che hanno guidato e realizzato i lavori sul campo.
La cittadinanza è stata invitata a partecipare numerosa a questo momento di festa e condivisione collective, che segna un altro fondamentale passo in avanti nel percorso di ricostruzione dei borghi dell'entroterra maceratese.