Tolentino – Una nuova fase per la raccolta differenziata a Tolentino prende il via giovedì 30 aprile. Il Comune, in collaborazione con Cosmari, ha realizzato un progetto finanziato interamente con circa 50 mila euro, finalizzato a migliorare il conferimento dei rifiuti, sensibilizzare i cittadini verso un sistema di tariffazione puntuale e rafforzare il controllo sulle aree più sensibili del territorio.
Il progetto prevede la fornitura e il posizionamento di due distributori automatici di sacchetti, uno mini e uno large, che permetteranno alle utenze domestiche di prelevare gratuitamente i sacchi per la raccolta differenziata. I distributori saranno attivi 24 ore su 24 e dotati di un sistema di erogazione in grado di tracciare chi preleva, cosa preleva e quando. Il prelievo sarà consentito esclusivamente tramite tessera sanitaria intestata al soggetto del ruolo Tari, con un intervallo minimo di 60 giorni tra un prelievo e l’altro.
I distributori saranno posizionati in via Ciarapica, accanto alla casa dell’acqua e al nuovo ecocompattatore Pet, e nell’isola ecologica adiacente all’ascensore di via Roma-largo Marcorelli. Il progetto include anche impianti di videosorveglianza Tvcc e fototrappole, collegati in remoto al sistema comunale, per monitorare eventuali conferimenti non regolari.
In parallelo, è stata avviata una campagna di sensibilizzazione con lo slogan “Occhio a dove ci butti”, volta a educare i cittadini al corretto conferimento dei rifiuti e a ridurre l’abbandono dei sacchetti.
Durante la conferenza stampa di presentazione del progetto erano presenti il sindaco Mauro Sclavi, il presidente di Cosmari Paolo Gattafoni, il direttore generale Brigitte Pellei, l’assessore all’ambiente Diego Aloisi, il consigliere comunale Fabio Montemarani, Mauro Gesuelli presidente del Comitato di Quartiere Repubblica, e i dirigenti e operatori del Servizio Ambiente Patrizia Meo, Duilio Bellini e Claudio Gentile.
“Con questo progetto vogliamo agire su più fronti: informazione, modernizzazione dei servizi e controllo”, ha sottolineato l’assessore Aloisi. “Senza la collaborazione dei cittadini, strumenti tecnologici e nuovi distributori non bastano. Solo insieme possiamo ottenere risultati concreti per decoro, sostenibilità e raccolta differenziata”.
In questi giorni sono stati inoltre installati 100 nuovi cestini in tutta la città e a breve saranno posizionati distributori per i sacchetti delle deiezioni canine, completando così un percorso di miglioramento e valorizzazione del territorio e della partecipazione dei cittadini.
Una truffa telefonica ben architettata, mascherata da comunicazione bancaria, è stata smascherata dai Carabinieri della Stazione di Montecosaro al termine di un’attività d’indagine che ha portato alla denuncia di due giovani.
Si tratta di un uomo di 21 anni e una donna di 19, entrambi originari del Napoletano e già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili di truffa in concorso.
L’inchiesta è partita dalla denuncia di un 20enne di Monte San Giusto, contattato lo scorso 22 aprile dai due indagati che si sarebbero spacciati per operatori del servizio clienti della sua banca. Con un pretesto legato a presunti problemi tecnici e falsi allarmi di sicurezza, i truffatori sono riusciti a convincere il giovane a effettuare un bonifico urgente verso un conto corrente esterno.
La vittima ha così eseguito un trasferimento di 1.681,81 euro. I malviventi hanno poi tentato un secondo prelievo con le stesse modalità, ma in questo caso il ragazzo si è insospettito e ha interrotto l’operazione, evitando ulteriori perdite.
Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di ricostruire il meccanismo della truffa, riconducibile alle tecniche del cosiddetto “vishing” (truffa telefonica) e “smishing” (tramite SMS), basate sull’uso di numeri contraffatti che simulano quelli di istituti di credito.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito alla massima prudenza, ricordando alcune regole fondamentali: non eseguire mai bonifici o operazioni finanziarie su richiesta telefonica, non fornire codici personali o password e verificare sempre direttamente con la propria banca utilizzando numeri ufficiali.
“La prevenzione è la prima difesa – ricordano i militari – ogni contatto sospetto deve essere segnalato immediatamente al 112 o al Comando dell’Arma più vicino”.
FIRENZE – Si chiude definitivamente il capitolo giudiziario delle cosiddette “spese facili” dei consiglieri regionali delle Marche. La Corte d’Appello di Firenze ha assolto in via definitiva dall’accusa di peculato l’assessore regionale Giacomo Bugaro e l’ex presidente della Regione Gian Mario Spacca, confermando la sentenza di primo grado e dichiarando inammissibile l’impugnazione del pubblico ministero.
La vicenda riguarda l’utilizzo dei fondi pubblici destinati ai gruppi consiliari tra il 2008 e il 2012, nell’ambito dell’inchiesta sulle cosiddette “spese facili”.
Dopo l’assoluzione in primo grado, i due erano stati inizialmente condannati nel 2021 dalla Corte d’Appello di Perugia: un anno e otto mesi per Spacca e un anno e sei mesi per Bugaro. La Cassazione aveva successivamente annullato quelle condanne, disponendo un nuovo giudizio davanti alla Corte d’Appello di Firenze, che ora ha chiuso definitivamente il procedimento.
Nel corso degli anni, la vicenda giudiziaria ha attraversato diverse fasi: nel 2016 il gup di Ancona aveva disposto il non luogo a procedere, decisione poi annullata dalla Cassazione, dando il via a un lungo iter processuale con 55 rinvii a giudizio e cinque riti abbreviati.
Per Bugaro e Spacca, che avevano scelto il rito abbreviato, arriva ora l’assoluzione definitiva.
“Provo soddisfazione per il riconoscimento dell’onore dei miei assistiti”, ha commentato all'Ansa l’avvocato difensore Alessandro Gamberini, che ha parlato di una vicenda “tortuosa” e di “13 anni di processi e spreco di risorse pubbliche”, criticando la gestione delle indagini. Secondo la ricostruzione accusatoria, le contestazioni riguardavano presunti utilizzi impropri di fondi pubblici per spese di rappresentanza, pranzi, cene e trasporti.
"Dodici anni di processo, più gradi di giudizio, e alla fine una piena assoluzione nel merito: si chiude così una vicenda che ha inciso profondamente sulla mia vita personale e pubblica”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo economico delle Marche, Giacomo Bugaro, dopo la decisione della Corte d’Appello di Firenze che ha reso definitiva l’assoluzione.
“È stato un vero calvario giudiziario – ha proseguito – iniziato con un’inchiesta che ha coinvolto tutti i consiglieri regionali di due legislature sui fondi dei gruppi consiliari: 55 rinvii a giudizio, nessuna condanna. Un dato che merita una riflessione”.
Bugaro ha ricostruito il lungo iter: assoluzione in primo grado, conferma dell’assoluzione in Appello ad Ancona, annullamento con rinvio, nuovo giudizio a Perugia con ulteriore assoluzione salvo per un capo di imputazione, quindi nuovo intervento della Cassazione che ha definito la decisone di Perugia “abnorme e ingiustificata”, fino all’assoluzione definitiva a Firenze. “Un percorso complesso che si è concluso con il pieno riconoscimento della mia estraneità ai fatti”.
Sul piano umano, ha sottolineato: “Sono stati anni duri, segnati anche da un forte impatto mediatico. Penso alla mia famiglia e ai miei genitori, che non hanno potuto vedere questo esito”.
L’assessore ha evidenziato anche le conseguenze istituzionali: “Vicende di questo tipo, protratte per così tanto tempo, pongono un tema serio sui tempi della giustizia e sugli effetti che producono sulle persone e sulle istituzioni”.
Sul piano politico ha ricordato di essere rimasto fuori dall’attività elettiva per dieci anni: “Quando ho accettato la proposta di ricandidarmi, l’ho fatto solo perché vi erano le condizioni di serenità rispetto al procedimento che comunque, nel peggiore dei dei casi sarebbe stato dichiarato estinto. Non avrei mai messo in difficoltà le istituzioni che rappresento tantomeno i presidenti Acquaroli e Meloni”.
Bugaro ha richiamato infine anche il pronunciamento della Corte dei Conti, che già in fase istruttoria aveva escluso responsabilità a suo carico: “Un ulteriore elemento che conferma la correttezza del mio operato”.
“La maggioranza dei magistrati – ha concluso – svolge il proprio lavoro con serietà ed equilibrio, ma è necessario interrogarsi su come evitare che vicende senza esiti di condanna, condotte in maniera temeraria e raffazzonata da qualche Pm producano anni di sofferenza e costi elevati per tutti, meno che per chi l’ha provocata, appunto il Pm.
"Il caso Marche al dovrebbe essere essere attenzionato per la sua enormità dal CSM e mi auguro che anche il presidente dellla Repubblica Mattarella che lo presiede, si vada a vedere ciò che in questa Regione è accaduto. Ad ogni buon conto, oggi guardo avanti, con ancora maggiore determinazione, al lavoro per lo sviluppo delle Marche lasciandomi alle spalle questa vicenda allucinante che ha però il pregio di avermi forgiato e reso ancora più consapevole che nonostante le umane miserie, il bene prima o poi vince sempre sul male”.
Una giornata all’insegna dell’ascolto, dell’emozione e della progettualità condivisa ha visto protagonisti i vertici della FIGeST in visita alla sede dell’Anffas Sibillini APS. L’incontro ha rappresentato l’avvio di un percorso comune finalizzato a integrare i giochi e gli sport tradizionali nelle attività dedicate al benessere e all’inclusione sociale di persone con disabilità e anziani del territorio.
La delegazione federale era guidata dal presidente nazionale FIGeST Enzo Casadidio, insieme al vice presidente vicario Valeriano Vitellozzi, al presidente regionale Marche Catia Luciani, al presidente provinciale di Macerata Patrizio Romaldini e a Eraldo Riccucci, promotore dell’iniziativa e figura chiave nella nascita della collaborazione.
L’obiettivo condiviso è quello di trasformare la sede dell’Anffas Sibillini in un punto di riferimento sportivo per il comprensorio montano, attraverso attività strutturate legate alle discipline tradizionali della Federazione.
Al centro del confronto, la volontà di utilizzare il gioco e l’attività motoria non solo come strumenti ricreativi, ma come leve di inclusione, autonomia e miglioramento della qualità della vita. La proposta emersa prevede la possibile istituzione di una realtà sportiva interna all’associazione, sotto l’egida FIGeST, con programmi dedicati a ragazzi e operatori.
Nel corso della visita, il presidente Casadidio ha sottolineato il valore sociale dell’iniziativa: “I giochi e gli sport tradizionali sono un linguaggio universale che appartiene a tutti. Metteremo a disposizione i nostri istruttori per creare momenti di sport condiviso e inclusivo. Le persone più fragili devono sentirsi parte dei nostri progetti”.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’Anffas Sibillini APS, che ha accolto con entusiasmo la proposta di collaborazione, riconoscendo nello sport un importante strumento educativo e relazionale.
Le discipline della FIGeST, profondamente legate alla tradizione popolare, si prestano infatti a creare contesti di partecipazione e socialità, mettendo sempre al centro la persona.
L’incontro si è concluso con un clima di forte condivisione e con quello che i presenti hanno definito un “abbraccio fraterno”, preludio alla definizione di un protocollo operativo che vedrà presto la partenza di attività congiunte.
Il richiamo a Enrico Mattei come simbolo di sovranità energetica e indipendenza nazionale è stato al centro dell’iniziativa che si è svolta a Matelica in occasione dei 120 anni dalla nascita del fondatore dell’ENI.
A intervenire è stato Marco Rizzo, che ha ribadito la centralità della figura di Mattei nel dibattito politico ed economico contemporaneo, definendolo “un punto di riferimento reale per chiunque voglia la sovranità dell’Italia”.
Nel corso dell’evento, Rizzo ha sottolineato il percorso politico della sua formazione, Democrazia Sovrana e Popolare, evidenziando la volontà di costruire un progetto politico orientato all’indipendenza del Paese e al rafforzamento della sua capacità decisionale in ambito energetico e internazionale.
L’iniziativa ha visto anche la partecipazione di Rosangela Mattei, nipote del fondatore dell’ENI, che ha preso la tessera del movimento, come sottolineato dallo stesso Rizzo, che ha parlato di "un rapporto consolidato nel tempo e oggi formalizzato con l’adesione al partito".
Presente anche una delegazione internazionale composta dall’ambasciatore algerino Mohammed Keliffi, dal console russo Dimitry Stodhkyn e dall’ambasciatore Bruno Scapini.
Nel suo intervento, Rizzo ha criticato l’attuale gestione delle politiche energetiche europee e nazionali, contestando le scelte adottate dopo la crisi russo-ucraina e sostenendo la necessità di un ritorno a una maggiore apertura commerciale internazionale.
“Vediamo con sconcerto che la figura di Mattei viene strumentalizzata – ha affermato – da chi si definisce sovranista a parole, ma poi asseconda le politiche imposte dall’esterno”.
Il leader di Dsp ha quindi ribadito la linea del movimento: “Vogliamo tornare alla situazione precedente alla crisi russo-ucraina, con la possibilità di commerciare con tutti i Paesi del mondo, dagli Stati Uniti alla Russia, dall’India alla Cina, nel segno della pace e della cooperazione tra i popoli”.
“L’indipendenza delle nazioni e la loro reciproca collaborazione – ha concluso Rizzo – hanno un volto preciso: quello di Enrico Mattei”.
L’Assemblea dei soci dell’Associazione Arena Sferisterio ha approvato il bilancio 2025, che si chiude con un utile di circa 12.400 euro, confermando la solidità economico-finanziaria dell’ente e la sostenibilità del suo modello gestionale.
Il documento evidenzia un ulteriore miglioramento della situazione finanziaria, con la riduzione sia dell’indebitamento lordo sia di quello netto. Il valore della produzione supera i 5 milioni di euro, risultato ottenuto grazie al contributo congiunto di istituzioni pubbliche, partner privati e ricavi da biglietteria. Un risultato conseguito in un contesto non semplice, segnato anche da condizioni meteorologiche avverse che hanno inciso su alcune rappresentazioni della stagione 2025.
Resta alta anche la capacità di autofinanziamento: il peso della partecipazione privata risulta infatti quasi equivalente a quello pubblico, a conferma di un equilibrio sempre più strutturato tra le diverse fonti di sostegno.
Sul fronte occupazionale, il personale artistico e tecnico coinvolto si attesta su circa 500 unità, mentre le giornate lavorative complessive delle maestranze raggiungono quota 19.220, a testimonianza dell’impatto economico e occupazionale generato dall’attività dell’ente.
“La tenuta del bilancio dimostra la capacità dell’Associazione di coniugare qualità artistica e rigore gestionale – ha dichiarato il presidente e sindaco Sandro Parcaroli –. Nonostante le difficoltà, abbiamo garantito continuità progettuale, sostenuto il lavoro delle maestranze e rafforzato il ruolo dello Sferisterio come motore culturale e turistico della città”.
La stagione 2025 ha inoltre confermato il valore artistico del Macerata Opera Festival e il crescente sviluppo delle attività formative e collaterali, consolidando il posizionamento dello Sferisterio nel panorama culturale nazionale e internazionale.
La dodicesima edizione del premio Città-Cultura-Solidarietà è stata assegnata al giornalista civitanovese Ennio Ercoli, figura di riferimento per la narrazione del territorio e la valorizzazione della memoria locale. La cerimonia di consegna si è svolta martedì 28 aprile al cine-teatro Cecchetti di Civitanova Marche, in apertura dell’appuntamento dei “Martedì dell’Arte”, promosso dall’associazione culturale Arte.
A introdurre il premiato è stata la presidente dell’associazione, Anna Donati, che ha ripercorso il lungo impegno di Ercoli, insegnante per quarant’anni all’Istituto Tecnico Commerciale e giornalista animato da una passione “incrollabile”. Nel corso della sua carriera ha collaborato con testate come Il Messaggero, Corriere Adriatico e Il Resto del Carlino, con cui scrive ancora oggi.
Particolarmente significativo è il suo contributo alla vita culturale locale attraverso la fondazione di Millepaesi, progetto editoriale nato nel 1982 che nel tempo è diventato un punto di riferimento per la racconta delle storie del territorio.
“Ennio ha un’attenzione quasi maniacale per la città nascosta – ha sottolineato Donati –. Scava nei fatti e nei personaggi, riportando alla luce storie dimenticate o poco conosciute, con una curiosità che va oltre Civitanova e abbraccia tutto il territorio circostante”. Un lavoro meticoloso, che unisce ricerca approfondita e cura anche dell’aspetto grafico, con l’obiettivo di offrire ai lettori un prodotto completo e di qualità.
A consegnare il riconoscimento è stata Maria Luce Centioni, presidente dell’Azienda dei Teatri, affiancata dalla vicepresidente Agnese Biritognolo. Presente anche il professor Stefano Papetti.
Nel suo intervento, Ercoli ha ringraziato l’associazione e i lettori, ripercorrendo la storia di Millepaesi, dai primi numeri ciclostilati fino a oggi. “Ogni persona è un romanzo – ha affermato – e l’idea è quella di dare spazio alle storie, costruendo una piccola enciclopedia del territorio”.
Un riconoscimento che celebra quasi mezzo secolo di impegno nella promozione della cultura e nella valorizzazione dell’identità locale.
Grande successo per il Dojo Kyu Shin Karate-Tarulli alla Coppa Nazionale di Karate CSEN, andata in scena il 25 e 26 aprile al Palazzetto dello Sport “Giovanni Paolo II” di Pescara. L’evento, organizzato dal settore karate del CSEN sotto la direzione della vicepresidente nazionale Delia Piralli, ha fatto registrare numeri importanti: 105 società partecipanti, 1.640 atleti e oltre 2.300 prove disputate.
Tra i protagonisti della manifestazione spicca il Dojo Kyu Shin Karate-Tarulli, che ha preso parte alla competizione con 29 atleti provenienti dalle sedi di Tolentino e Porto Recanati, oltre a quattro squadre. Guidato dai tecnici maestro Wilfredo Caveda, maestro Pedro Colugna, maestro Stefano Scagnetti e dall’allenatore Matteo Rinaldoni, il gruppo ha ottenuto risultati di assoluto rilievo.
Il bilancio finale parla di 40 medaglie complessive: 14 ori, 12 argenti e 14 bronzi. Numeri che hanno permesso al team di conquistare il 4° posto nella classifica generale per società, il 3° posto nel kumite cinture colorate e un prestigioso 2° posto nel kata.
Tra le prestazioni più brillanti spiccano le conferme dei campioni nazionali, con il primo posto assoluto per Sara Leonangeli, Angelica Smarchi, Francesco Ulissi, Silvia Leonangeli e Giulia Bacaloni, quest’ultima capace di imporsi in due diverse specialità. Medaglia d’oro anche per la squadra maschile di kata composta da Luigi Manari, William De Martino e Lorenzo Cicconofri.
Importanti risultati anche per altri atleti che hanno conquistato il titolo di Campione Nazionale CSEN 2026 nelle rispettive categorie. Tra questi Cristina Scagnetti, Silvia Leonangeli e Matteo Massucci per la sezione di Tolentino, insieme a Matteo Rinaldoni, Samuele Orlandoni e Arianna Stura per la sede di Porto Recanati. Un risultato storico che vede per la prima volta tre campioni nazionali provenienti dalla stessa realtà territoriale.
Grande soddisfazione è stata espressa dal maestro Tarulli, che ha sottolineato come questi risultati siano il frutto di impegno, sacrificio e dedizione condivisi tra atleti, tecnici e famiglie. Un riconoscimento è stato inoltre rivolto agli ufficiali di gara delle Marche, presenti e convocati per questa importante competizione nazionale.
La Regione Marche accelera sul rafforzamento della sanità territoriale con l’approvazione dei nuovi Piani integrati di attività e organizzazione (PIAO) 2026 per le aziende sanitarie territoriali di Fermo e Macerata. I provvedimenti delineano un significativo incremento delle dotazioni organiche, con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi e ridurre le criticità strutturali.
Nel dettaglio, sono previste 276 nuove assunzioni complessive: 104 per l’AST di Fermo e 172 per quella di Macerata. Un intervento che punta a garantire maggiore continuità assistenziale e a rafforzare la capacità di risposta delle strutture sanitarie.
“Si tratta di un segnale concreto di attenzione verso il sistema sanitario marchigiano – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro –. Le nuove assunzioni rappresentano un passo in avanti importante: non risolvono tutte le criticità, ma contribuiscono sia a compensare i pensionamenti sia a colmare vuoti organici accumulati nel tempo”.
Le nuove risorse riguarderanno principalmente il personale sanitario – medici, infermieri, tecnici e operatori socio-sanitari – affiancato da 29 unità di personale amministrativo. Una distribuzione che mira a rafforzare non solo l’area clinica, ma anche quella gestionale e organizzativa.
Una parte delle assunzioni servirà infatti a sostituire il personale in uscita, mentre una quota significativa sarà destinata alla copertura di posti rimasti vacanti negli anni, intervenendo su criticità storiche degli organici.
Secondo i dati previsionali, si registra un aumento del personale in tutti i principali ruoli, con particolare attenzione ai settori sanitario e tecnico.
"Con l’approvazione dei PIAO 2026, la Regione Marche prosegue così nel percorso di potenziamento della sanità territoriale, puntando su programmazione, sostenibilità e valorizzazione delle professionalità".
In occasione della Festa del Lavoro, l’Amministrazione comunale di Civitanova Marche ha predisposto una mattinata di celebrazioni istituzionali volta a coinvolgere l’intera cittadinanza in un percorso di riflessione e memoria, arricchito dalla partecipazione della banda cittadina. Il programma ufficiale avrà inizio venerdì alle ore 09:15 nella città Alta, con il raduno delle autorità civili, militari e dei rappresentanti sindacali presso il piazzale dell’ex sede Atac. Da qui si muoveranno le prime delegazioni per la solenne deposizione delle corone d’alloro ai monumenti dedicati ai Caduti sul lavoro, situati presso i giardini del Pincio e la Torre dell’Acquedotto.
La cerimonia si sposterà poi alle ore 10:00 verso il parco pubblico intitolato ai Caduti sul Lavoro dell’Impresa Cecchetti, per poi proseguire al piazzale del Mercato Ittico, dove verranno deposte altre due corone in omaggio a chi ha perso la vita nello svolgimento della propria attività professionale.
La conclusione delle celebrazioni è prevista intorno alle ore 10:45 presso lo spazio dei Giardini del Lido Cluana. In questa sede si terranno i discorsi conclusivi del presidente del Consiglio comunale Roberto Tiberi, del sindaco Fabrizio Ciarapica e dei portavoce delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, che chiuderanno la mattinata con una riflessione congiunta sulle sfide attuali del mondo del lavoro.
MACERATA - La corsa verso le elezioni comunali di fine maggio entra ufficialmente nella sua fase più calda. Nei prossimi giorni, i principali schieramenti politici ospiteranno in città i vertici nazionali e regionali per sostenere le rispettive candidature alla carica di sindaco.
Il centrosinistra punta tutto sulla mobilitazione di piazza e sul carisma della propria leadership nazionale. Sabato 2 maggio, alle ore 17, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein sarà in piazza Vittorio Veneto per sostenere la candidatura di Gianluca Tittarelli nell'evento dal titolo "Macerata, si riparte". L’obiettivo della coalizione è chiaro: riconquistare il cuore della città puntando su un rinnovato entusiasmo e su un programma che promette di invertire la rotta rispetto all'amministrazione uscente.
La risposta del centrodestra non si è fatta attendere, puntando sulla continuità amministrativa e sulla filiera istituzionale che lega la città alla Regione. Mercoledì 6 maggio, alle ore 21, sarà il presidente della regione Marche, Francesco Acquaroli, a schierarsi apertamente al fianco del sindaco uscente Sandro Parcaroli. L'appuntamento è fissato presso il Banca Macerata Forum di Fontescodella, dove verrà presentato il manifesto programmatico "Macerata continua a crescere". Un incontro che mira a consolidare i risultati raggiunti e a rilanciare la sfida per un secondo mandato nel segno della stabilità.
Con l'arrivo dei grandi nomi della politica, Macerata si conferma l'osservata speciale di questa tornata elettorale, in un confronto che promette di misurare non solo il consenso locale, ma anche i pesi specifici dei partiti a livello regionale e nazionale.
Il Terzo Polo Macerata, guidato dal candidato sindaco Mattia Orioli, esprime soddisfazione per quello che definisce un crescente apprezzamento “bipartisan” verso le proprie proposte programmatiche, in particolare sulla federazione dei Comuni e su altri punti della visione di città capoluogo.
“Registriamo con favore – afferma la lista – un interesse trasversale che arriva da sinistra, destra e società civile rispetto alle nostre idee per rilanciare Macerata nel ruolo che le compete”.
Tra i temi che, secondo il Terzo Polo, stanno raccogliendo attenzione anche al di fuori del proprio perimetro politico, c’è appunto la proposta di una federazione tra comuni, insieme all’idea di sviluppare un polo tecnologico. “Proposte già oggetto di confronto e ora sempre più presenti nel dibattito cittadino”, sottolinea la coalizione.
A mostrare interesse, secondo quanto riportato dal movimento, sarebbero anche esponenti di schieramenti diversi, tra cui Tittarelli per l’area progressista e l’assessore Iommi per il centrodestra, oltre all’avvocato Perticarari, che avrebbe valorizzato in particolare l’ipotesi del polo tecnologico.
Il Terzo Polo evidenzia inoltre il ruolo di Augusto Pellegrini, “che rappresenta un ponte verso questa idea”, anche in seguito alla scelta di lasciare il ruolo di consigliere comunale a Treia per candidarsi a Macerata nella lista. Un percorso che, secondo il movimento, "si inserisce in un progetto già da tempo condiviso anche da altri esponenti della lista".
Tra i temi toccati anche quello del termovalorizzatore, che – secondo il Terzo Polo – “sta diventando centrale nel dibattito cittadino come possibile visione di lungo periodo per un capoluogo moderno e competitivo”.
Ampio spazio anche alla dimensione culturale e turistica, ambiti nei quali la lista rivendica una visione “pragmatica e moderna, ma sempre radicata nell’identità cittadina”. L’obiettivo dichiarato è quello di una città “vicina alle persone, che rimetta al centro la persona nella sua interezza”.
Il Terzo Polo sottolinea infine come il proprio progetto non sia “contro qualcuno, ma per qualcosa”, con l’intento di superare le contrapposizioni tradizionali. “Vogliamo andare oltre il bipolarismo – si legge nella nota – ricreando le condizioni per una politica concreta, lontana da slogan e divisioni sterili”.
“La soddisfazione – conclude la coalizione – nasce dalla consapevolezza che il progetto sta trovando attenzione e interesse. Un percorso riformatore, libero, democratico e popolare che punta a rilanciare Macerata rispettandone la storia, ma proiettandola verso il cambiamento che merita”.
Un evento che unisce cinema, moda ed eleganza per celebrare un traguardo importante. Celeste Fashion festeggia i 25 anni di attività con una serata esclusiva ispirata al grande ritorno de Il Diavolo Veste Prada 2, trasformando il Multiplex 2000 in una passerella di stile e creatività.
A raccontare l’iniziativa è Cinzia Tomassoni, che spiega l’idea alla base dell’evento: «Domani sera, dopo vent’anni torna al cinema con il sequel Il Diavolo veste Prada, un evento che non è solo cinema e che non potevamo lasciarci sfuggire». Un format che richiama le grandi premiere internazionali, reinterpretato in chiave locale per offrire ai clienti un’esperienza immersiva tra fashion e spettacolo.
Grazie alla collaborazione con il Multiplex 2000 di Piediripa, sono stati riservati circa 130 posti, andati esauriti in tempi rapidissimi. «Abbiamo riempito praticamente questi 130 posti in quattro giornate», sottolinea Cinzia Tomassoni, evidenziando l’entusiasmo e la partecipazione che hanno accompagnato l’iniziativa fin dalle prime fasi.
La serata prenderà il via alle 20:30 con un brindisi di benvenuto dedicato a tutte le partecipanti, per poi proseguire con l’ingresso in sala. Il dress code sarà parte integrante dell’evento, ispirato proprio all’estetica iconica del film. «Sarà gradito l’abito elegante con i toni che richiamano la locandina e quindi il rosso, il nero e il bianco», spiega Cinzia Tomassoni, invitando a curare ogni dettaglio per vivere appieno l’atmosfera della serata.
Non mancherà anche un momento dedicato alla valorizzazione dello stile personale, con una selezione dei look più riusciti: «I dieci look migliori vinceranno un premio», aggiunge, rendendo l’evento ancora più dinamico e coinvolgente.
I premi sono stati modulati grazie al supporto delle realtà partner che hanno contribuito alla realizzazione della serata. Tra queste la palestra Live Energy, insieme a Lola parrucchieria, al centro estetico Il Segreto Degli Dèi, alla Farmacia Farmarecanati e alla consulente d’immagine Michela Colonnello, specializzata in armocromia.
L’evento si inserisce in un calendario più ampio di iniziative pensate per celebrare i 25 anni di attività di Celeste Fashion, un percorso fatto di passione, ricerca e attenzione alle esigenze delle clienti. «Proseguono gli eventi per celebrare questo traguardo», conferma Cinzia Tomassoni, anticipando nuove occasioni di incontro e condivisione.
Cinzia Tomassoni ha voluto rivolgere un ringraziamento speciale a tutto lo staff, composto da Daniela Stortini, Veronica Potalivo, Asia Molini e Barbara Riccioni, per l’impegno e la dedizione dimostrati, elementi fondamentali per dare vita a un evento che celebra non solo la moda, ma anche una storia lunga venticinque anni fatta di professionalità e passione.
La Monti Azzurri Experience prende il via con il primo appuntamento del Primo Maggio al lago di Caccamo, splendida frazione di Serrapetrona inaugurando un ciclo di tre giornate dedicate alla valorizzazione del territorio, delle tradizioni e delle eccellenze locali. L’iniziativa, promossa dall’Unione Montana, unisce natura, attività all’aria aperta ed enogastronomia, coinvolgendo anche i comuni di Camporotondo di Fiastrone e Cessapalombo nei successivi appuntamenti del 16 e 17 maggio.
Ad aprire la rassegna è proprio la giornata di Caccamo, pensata come esperienza immersiva per tutte le età. «È una delle tre giornate che noi offriamo come Experience il primo maggio», spiega Giampiero Feliciotti, presidente della comunità monti azzurri, sottolineando il valore di un progetto più ampio che abbraccia più territori e più eccellenze. L’evento segna anche «l’apertura della stagione della canoa qui al lago di Caccamo» e propone un ricco programma che unisce sport e convivialità.
Durante la giornata sarà possibile partecipare a escursioni in kayak, provare sup e salire sulle water bike, particolari biciclette galleggianti adatte anche ai più piccoli. «Potranno anche toccare con mano e farsi anche un giro se vogliono, o in canoa o con queste pseudobici che galleggiano», aggiunge Feliciotti, evidenziando l’attenzione verso un’offerta accessibile e adatta alle famiglie.
Non mancherà la parte dedicata ai sapori, con degustazioni e momenti di convivialità. «Faremo degli spritz, faremo delle merende, fava, formaggio, musica», racconta ancora Feliciotti, invitando tutti a vivere una giornata all’insegna della semplicità e della qualità. Protagonista sarà la vernaccia, insieme ad altri prodotti tipici, in un contesto naturale che punta a esaltare l’identità del territorio.
Il progetto Monti Azzurri Experience, però, non si limita al primo maggio. «L’Unione Montana ha messo in piedi questi tre eventi, queste tre giornate proprio per la promozione», prosegue Feliciotti, ricordando i prossimi appuntamenti: il 16 maggio a Camporotondo di Fiastrone con l’olio coroncina e il 17 maggio a Cessapalombo con lo zafferano. Tre occasioni pensate non solo per promuovere i prodotti, ma per invitare le persone a scoprire borghi «veramente eccezionali per tranquillità, per ambiente e perché no anche essere presi per la gola».
Grande entusiasmo anche da parte della sindaca di Serrapetrona, Silvia Pinzi, che evidenzia il valore della collaborazione tra enti e comuni. Il primo maggio rappresenta infatti «il numero zero di questa edizione», un punto di partenza per un percorso di crescita che mette insieme natura, sport ed eccellenze enogastronomiche. Saranno presenti stand con degustazioni di vernaccia di Serrapetrona DOCG e DOC, oltre a momenti di intrattenimento musicale pensati per rendere l’esperienza ancora più coinvolgente.
L’obiettivo è chiaro: valorizzare il territorio e creare nuove opportunità. «È fondamentale cercare di far ripartire anche imprese, suscitare interesse perché ci siano anche investitori», sottolinea la sindaca, rimarcando l’importanza di eventi capaci di generare ricadute economiche e sociali.
A chiudere la rassegna sarà Cessapalombo, come ricorda la sindaca Giuseppina Feliciotti: «Noi chiudiamo la rassegna perché primo maggio inizia qui a Caccamo poi il 16 a Camporotondo di Fiastrone e il 17 a Cessapalombo con lo zafferano». Un prodotto che negli ultimi anni ha conosciuto una forte crescita grazie a un progetto sviluppato con l’Università di Camerino. In programma anche attività e «laboratori per bambini» legati alla natura, in linea con il contesto del Parco dei Sibillini.
Tra i protagonisti della giornata inaugurale anche Lorenzo Baldi di Waterbike Marche, che porterà al lago le sue biciclette acquatiche: «nulla di più bello del lago di Caccamo», afferma, sottolineando il fascino della location. Accanto a lui, Cristiano Leccesi, presidente dell’associazione Monti Azzurri Canoa Kayak, organizzerà escursioni per tutte le età: «escursioni con il kayak per tutti quindi adulti, bambini», con partenze distribuite tra mattina e pomeriggio.
La Monti Azzurri Experience si presenta così come un progetto articolato e ambizioso, capace di mettere in rete territori, tradizioni e comunità, offrendo ai visitatori tre appuntamenti imperdibili tra sport, natura e gusto nel cuore delle Marche.
Si è svolto oggi un incontro istituzionale alla presenza del sindaco Sandro Parcaroli, del presidente della Provincia Alessandro Gentilucci, dei dirigenti tecnici dei due enti, Tristano Luchetti e Stefano Mogetta, e della dirigente scolastica Roberta Ciampechini. L’incontro è stato dedicato alla definizione del cronoprogramma e delle soluzioni organizzative per il trasferimento del liceo scientifico “Galilei”, interessato da futuri interventi di adeguamento sismico nella sede storica.
Grazie all’impegno del sindaco Parcaroli, che ha messo a disposizione gli spazi dei Salesiani, sono state accolte le richieste avanzate dalla dirigente scolastica e avviate le procedure per la loro formalizzazione. La Provincia attende ora, nei prossimi giorni, la trasmissione degli atti ufficiali da parte dell’Istituto, che confermeranno gli accordi definiti verbalmente.
Nel dettaglio, il piano prevede il trasferimento della segreteria e della dirigenza presso Palazzo degli Studi, dove sono già presenti alcune sezioni dell’istituto. Una parte delle classi sarà invece ospitata nei locali dell’ex Mestica, mentre un ulteriore gruppo di studenti troverà sistemazione negli spazi messi a disposizione dai Salesiani. La scuola dovrà inoltre comunicare formalmente le esigenze logistiche relative alle aule e agli spazi didattici.
L’obiettivo condiviso da tutte le istituzioni coinvolte è garantire la continuità delle attività scolastiche del più grande istituto cittadino, assicurando al tempo stesso condizioni adeguate durante la fase dei lavori. La collaborazione tra Comune e Provincia, attraverso il lavoro congiunto degli uffici tecnici, ha permesso di avviare rapidamente la pianificazione operativa.
Il progetto di riqualificazione della sede storica di via Manzoni, finanziato con oltre 8 milioni di euro, rappresenta un intervento strategico per la città. Non solo consentirà l’adeguamento sismico dell’edificio, ma porterà alla realizzazione di una struttura moderna, sicura e funzionale, in grado di rispondere in modo efficace alle esigenze di studenti e personale scolastico.
I vigili del fuoco della sede centrale di Macerata sono intervenuti nel primo pomeriggio di oggi a Corridonia, intorno alle 14:00, per prestare soccorso a un'anziana in difficoltà all'interno della propria abitazione.
L'allarme è scattato a seguito della caduta accidentale della donna, ultraottantenne, in soffitta. Una volta giunti sul posto, i soccorritori hanno riscontrato l'impossibilità di effettuare il trasporto della paziente attraverso l'ingresso principale dell'abitazione a causa di impedimenti strutturali.
La squadra intervenuta ha quindi proceduto alla stabilizzazione della donna su una barella spinale. Per completare il recupero è stato necessario l'impiego dell'autoscala, con la quale la paziente è stata calata in sicurezza da una finestra della mansarda fino al livello stradale.
Al termine delle operazioni, l'anziana è stata affidata al personale sanitario del 118, presente sul posto per le cure del caso e il successivo trasferimento presso l'ospedale di Macerata.
La Conferenza regionale ha ufficialmente approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica dedicato alla mitigazione del rischio idrogeologico nella frazione di Rocca Colonnalta, nel Comune di San Ginesio. L’intervento, che prevede un investimento complessivo di 1.635.000 euro, segna un passaggio decisivo per la messa in sicurezza di un borgo duramente provato dalla sequenza sismica del 2016 e del 2017 e attualmente minacciato da preoccupanti movimenti franosi lungo il bordo della scarpata orientale. Questa operazione si inserisce nel più ampio programma di rigenerazione promosso dalla Struttura commissariale e dall’Ufficio Speciale Ricostruzione, con l’intento di bilanciare la protezione strutturale, la salvaguardia del paesaggio e il rilancio socio-economico dei piccoli centri dell’entroterra marchigiano.
Il commissario straordinario Guido Castelli ha sottolineato come questo passo "sia fondamentale per restituire alla comunità la possibilità di investire nel proprio futuro senza dover abbandonare le proprie radici, ringraziando per la collaborazione il Comune e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli". Sulla stessa linea il sindaco Giuliano Ciabocco, che ha evidenziato come l’esecuzione dell’opera "stia procedendo a ritmo serrato per garantire ai residenti la permanenza nel proprio territorio, ringraziando le strutture tecniche che si stanno prodigando per il raggiungimento di questo obiettivo significativo nel processo di ricostruzione".
Il progetto affonda le sue radici negli studi di microzonazione sismica di terzo livello iniziati nel 2019, i quali avevano rilevato una frattura di trazione e un’instabilità del terreno tali da far ipotizzare, in un primo momento, la delocalizzazione obbligatoria delle abitazioni. Tuttavia, un’accurata analisi costi-benefici condotta dal Settore Attuazione Ordinanze Speciali dell’Usr ha dimostrato che la realizzazione di opere di mitigazione dirette sia la strada più efficace e sostenibile. Questa scelta permette infatti di procedere con la ricostruzione in sito, preservando integralmente l’identità storica e sociale della frazione.
Dal punto di vista tecnico, il cuore dell’intervento consiste nella realizzazione di una paratia tirantata lunga circa ottanta metri posizionata a valle della frattura, operazione accompagnata dalla demolizione dei fabbricati situati nella fascia di cantiere, dal consolidamento strutturale degli edifici a monte e da un sistema di regimazione delle acque superficiali per contrastare le cause del movimento franoso. Oltre alla sicurezza, il piano punta alla riqualificazione urbana attraverso la creazione di un’area verde attrezzata, un percorso belvedere situato proprio sulla testa della paratia, nuovi parcheggi e il completo rifacimento della viabilità e dei sottoservizi danneggiati.
Dopo mesi di attesa e un complesso iter burocratico, è arrivato il via libera definitivo. La Regione Marche ha rilasciato oggi l'autorizzazione al Piano Operativo per lo svaso dell'invaso del Furlo, sul fiume Candigliano. Si tratta di un passaggio fondamentale per tentare di fare luce sulla scomparsa di Riccardo Branchini, il 19enne di Acqualagna di cui si sono perse le tracce nella notte tra il 12 e il 13 ottobre 2024.
L'autorizzazione, rilasciata dalla Direzione Ambiente e Risorse Idriche, permetterà a Enel Green Power di avviare le procedure tecniche nelle prossime settimane. L'operazione prevede l'arresto progressivo della produzione di energia elettrica e lo svuotamento di circa 450.000 metri cubi di acqua.
Il livello dell'invaso verrà portato al di sotto della quota minima di regolazione per permettere rilievi e ricerche altrimenti impossibili. I tempi per lo svuotamento completo sono stimati in circa una settimana: una tempistica necessaria per garantire il regolare deflusso delle acque a valle, evitando danni ambientali o problemi idrogeologici legati all'intorbidimento del fiume. Una volta concluse le attività di ricerca, l'invaso verrà nuovamente riempito per garantire le riserve idriche in vista della stagione estiva.
La decisione della Regione arriva dopo che la Provincia di Pesaro-Urbino aveva già dato il proprio parere favorevole, superando i vincoli paesaggistici e ambientali legati alla flora e alla fauna della gola. La famiglia di Riccardo, assistita dall'avvocato Elena Fabbri, aveva richiesto con forza questo intervento, già ipotizzato nel 2024 ma inizialmente negato.
"La Regione Marche ha raccolto la richiesta della famiglia cercando di offrire vicinanza con azioni il più possibile concrete ancorché con esiti incerti", si legge nella nota ufficiale dell'ente, che ha ringraziato Enel Green Power e tutte le amministrazioni coinvolte per il clima di forte collaborazione istituzionale che ha permesso di sbloccare il procedimento.
Le ricerche si concentreranno nuovamente nel punto in cui, nell'ottobre di due anni fa, venne ritrovata l'auto del giovane con all'interno i suoi documenti, il cellulare e i vestiti. Lo svaso della diga rappresenta l'ultimo, estremo tentativo per ispezionare il fondale della gola e cercare risposte che, finora, le ricerche di superficie e i sommozzatori non sono riusciti a dare.
Pensava che rendendo illeggibile il cuore tecnologico del proprio documento potesse sfuggire a un'identificazione approfondita, ma il piano di un 24enne residente a Tito (Potenza) è fallito di fronte al controllo dei carabinieri. I militari dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Camerino hanno denunciato il giovane in stato di libertà per il reato di falsità materiale commessa da privato.
Durante un ordinario controllo alla circolazione stradale, il ragazzo ha esibito la propria Carta d'Identità Elettronica (CIE). L'attenzione dei militari si è però concentrata su un dettaglio strutturale: dal supporto plastificato era stato dolosamente rimosso il microchip integrato, il componente che custodisce i dati biometrici e ne garantisce l’autenticità. Il documento è stato immediatamente sequestrato e l'autorità giudiziaria è stata informata per gli approfondimenti del caso.
L'episodio non sembra essere isolato. Secondo i reparti territoriali dell'Arma, negli ultimi mesi si è registrato un incremento di tentativi simili. Diversi soggetti, nell'erronea convinzione di poter ostacolare la consultazione delle banche dati, provano a danneggiare i dispositivi digitali dei documenti.
I carabinieri ricordano però che tali manomissioni sono del tutto inutili: le moderne tecnologie in dotazione alle forze di Polizia permettono infatti l'identificazione certa del soggetto anche in presenza di supporti danneggiati.
L'Arma tiene a sottolineare che l'integrità dei documenti d'identità è un presupposto fondamentale per la sicurezza pubblica. Ogni alterazione o manomissione non è considerata un danno accidentale, ma una violazione del Codice Penale (articoli 477 e 482) che comporta il deferimento alla Procura della Repubblica e il rischio di pesanti sanzioni.
Un’operazione rapida e coordinata dei Carabinieri ha permesso di assicurare alla giustizia due uomini accusati di truffa aggravata, recuperando l’intera refurtiva sottratta poco prima a una coppia di coniugi.
L’intervento è scattato nelle ultime ore grazie a una segnalazione della Centrale Operativa di Fermo, che ha immediatamente attivato i militari dell’Aliquota Radiomobile di Civitanova Marche. Determinante la collaborazione tra i comandi provinciali di Fermo e Macerata, da tempo impegnati nel contrasto a questo tipo di reati attraverso una rete informativa capillare e uno scambio costante di dati operativi.
Proprio grazie al monitoraggio dei flussi veicolari nei pressi del casello autostradale, i Carabinieri sono riusciti a intercettare una Fiat 600 con a bordo due uomini, di 25 e 46 anni, entrambi originari della provincia di Napoli e già noti alle forze dell’ordine per reati specifici.
Durante la perquisizione del veicolo, i militari hanno rinvenuto numerosi monili in oro, per i quali i fermati non hanno saputo fornire alcuna giustificazione. Gli accertamenti immediati hanno permesso di ricostruire la truffa appena consumata ai danni di una coppia residente a Montecosaro.
Secondo quanto ricostruito, tutto è iniziato con una telefonata: intorno alle 13:30, uno dei malviventi, fingendosi un carabiniere, ha contattato il marito 67enne convincendolo ad allontanarsi da casa con la scusa di accertamenti su una presunta rapina che avrebbe coinvolto il suo veicolo.
Approfittando dell’assenza dell’uomo, il complice si è presentato nell’abitazione della donna, una 62enne, sostenendo che fosse necessario “sanare” la posizione giudiziaria del coniuge per evitare conseguenze penali. Con questo stratagemma, è riuscito a farsi consegnare gioielli per un valore stimato di circa 25mila euro.
L’intera refurtiva è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari, ancora scossi per quanto accaduto ma sollevati per il lieto epilogo della vicenda.
I due arrestati sono accusati di concorso in truffa aggravata e sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza in attesa dell’udienza di convalida, come disposto dall’autorità giudiziaria.