Sarà Piazza della Repubblica a ospitare, giovedì 30 luglio alle 21.30, la serata conclusiva di "Fuori Misura – Premio Giovanni Soldini", la rassegna nazionale di teatro integrato promossa dall'Associazione culturale teatrale Gli Smisurati. L'appuntamento, intitolato "La Notte Fuori Misura", si inserisce nel programma della settimana di festeggiamenti di Treia grazie alla collaborazione con l'Ente Disfida del Bracciale.
L'evento rappresenterà il momento finale di un'edizione 2025/2026 che, ancora una volta, ha coinvolto numerosi teatri e Comuni in un percorso itinerante. In piazza si ritroveranno amministrazioni, associazioni, compagnie teatrali, scuole, artisti, volontari, famiglie e comunità che hanno contribuito alla crescita del festival, nato con l'obiettivo di promuovere il teatro integrato come strumento di partecipazione, inclusione e dialogo.
Dal suo esordio nel 2018, Fuori Misura ha costruito una rete nazionale sempre più ampia: sei edizioni, 21 spettacoli, oltre 200 attori provenienti da compagnie di tutta Italia, più di 3.000 spettatori, almeno sette teatri e oltre 15 amministrazioni e associazioni coinvolte. A questi risultati si aggiungono i laboratori nelle scuole, gli incontri di sensibilizzazione e il contest cinematografico "Un Ciak Fuori Misura", attraverso il quale gli studenti hanno raccontato il tema dell'inclusione con il linguaggio del cortometraggio.
Più che i numeri, però, il festival mette al centro le persone, le relazioni costruite nel tempo e il dialogo tra territori diversi, valorizzando il talento e l'unicità di ciascuno.
Il filo conduttore di questa edizione è racchiuso nel titolo "Che Fastidio", un invito a considerare l'arte come uno strumento capace di mettere in discussione stereotipi e pregiudizi. Un'arte che non si limita a rassicurare, ma che invita la comunità a riflettere, rompendo gli schemi convenzionali e dando spazio a nuovi punti di vista. Per gli organizzatori, il "fastidio" diventa così un valore positivo, perché nasce dalla volontà di superare l'indifferenza e affermare che non esiste un solo modo di stare sul palco, di creare bellezza o di partecipare alla vita della società.
Protagonista della serata sarà Simona Atzori, danzatrice, pittrice e scrittrice, scelta per rappresentare pienamente lo spirito della manifestazione. Attraverso il suo percorso artistico e umano, Atzori testimonia come l'arte possa trasformare ogni limite in opportunità, bellezza e relazione, diventando il simbolo di una sfida condivisa che supera la dimensione individuale.
Nel corso dell'evento saranno inoltre consegnati i riconoscimenti del Premio Giovanni Soldini, dedicato all'educatore, uomo di cultura e amministratore treiese che sostenne fin dall'inizio il progetto degli Smisurati. A dieci anni dalla sua scomparsa, il premio ne ricorderà l'eredità culturale e civile con uno sguardo rivolto al futuro.
La serata sarà anche l'occasione per ricordare don Giuseppe Branchesi, conosciuto da tutti come don Peppe, figura di riferimento per la comunità di Santa Maria in Selva e presenza significativa nel percorso dell'associazione. Proprio da quella comunità nasce lo spirito della festa, fondato sui valori dell'accoglienza, della semplicità e della condivisione.
Ad accompagnare il pubblico ci saranno momenti di memoria, la premiazione e lo spettacolo di Simona Atzori. Al termine, Piazza della Repubblica continuerà a vivere con il DJ set di Blind Date e Luca Moretti, trasformando la conclusione del festival in una festa aperta alla città.
Per gli organizzatori, "La Notte Fuori Misura" sarà molto più della chiusura di una rassegna: sarà un'occasione per ringraziare quanti hanno contribuito al percorso del festival, ricordare le persone che ne hanno sostenuto la crescita e rilanciare una sfida collettiva, quella di costruire attraverso l'arte e le relazioni una comunità sempre più inclusiva, capace di emozionarsi, interrogarsi e mettere in discussione i propri pregiudizi.
Si sono finalmente conclusi i lavori che hanno interessato le strade di Valbona e Monacesca. Dopo gli interventi di contrasto al dissesto idrogeologico e di asfaltatura, i due tratti sono ora sicuri e riaperti alla circolazione.
«Con soddisfazione annunciamo il completamento dei lavori di asfaltatura delle strade secondarie di Valbona e Monacesca, due interventi attesi e importanti per la sicurezza e la viabilità del nostro territorio – hanno dichiarato il sindaco Denis Cingolani e il vicesindaco Rosanna Procaccini –.
Queste strade erano già state interessate da significativi lavori di contrasto al dissesto idrogeologico. Proprio per questo, si è scelto di intervenire con la massima attenzione in ogni fase dell’opera, realizzando un intervento accurato e completo, pensato per garantire un risultato di qualità e duraturo nel tempo.
Si tratta di un ulteriore tassello che si aggiunge al percorso di cura e valorizzazione della nostra città, con l’obiettivo di migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini e di preservare il patrimonio infrastrutturale del nostro territorio. A seguire ulteriori strade saranno rinnovate in base al piano delle opere pubbliche approvato in Consiglio comunale.
Continuiamo a lavorare con impegno, passo dopo passo, per una Matelica sempre più sicura, efficiente e attenta alle esigenze della comunità».
Mattinata di disagi nelle strutture sanitarie delle Marche a causa di un problema tecnico che ha interessato il sistema CupHiWeb, il software utilizzato per le prenotazioni e i pagamenti delle prestazioni sanitarie.
Il malfunzionamento si è verificato intorno alle 7.35-7.50 e ha coinvolto le postazioni collegate al sistema in tutta la regione. Secondo quanto appreso, il programma non riusciva a collegarsi ai server centrali, impedendo agli operatori di effettuare regolarmente le operazioni di prenotazione e di incasso delle prestazioni.
I disagi non hanno riguardato un singolo presidio sanitario, ma l'intera rete regionale: il software è infatti utilizzato negli ospedali, nei distretti sanitari e anche nelle farmacie abilitate alle prenotazioni tramite Cup.
Oltre ai problemi del sistema CupHiWeb, sono stati registrati anche rallentamenti nelle procedure di accettazione per le prestazioni di laboratorio analisi. Pur restando operativo il software dedicato agli esami di laboratorio, le operazioni di registrazione degli utenti hanno richiesto tempi sensibilmente più lunghi rispetto al normale, con conseguenti attese agli sportelli.
Il disservizio ha provocato code e disagi tra gli utenti che si sono presentati nelle prime ore della mattinata per prenotare visite, effettuare pagamenti o accedere agli esami di laboratorio.
Le cause del malfunzionamento sono in fase di accertamento. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali sull'origine del guasto né sui tempi necessari per il completo ripristino del servizio.
Ultima settimana di programmazione 2026 per Un mare di… cartoni animati all'Arena Cecchetti, la rassegna di cinema all'aperto dell'Azienda Teatri di Civitanova nello spazio esterno situato sul lato sud del cinema Cecchetti.
Il format interamente dedicato ai più piccoli e alle famiglie si concluderà con le proiezioni di Dragon Trainer nelle serate di lunedì 27 e martedì 28 luglio. L'Arena Cecchetti ripartirà poi ad agosto con Cinema Iconico, che quest'anno proporrà un imperdibile omaggio ad Alfred Hitchcock, l'indiscusso maestro della suspense.
Per quanto riguarda Cinema in Piazzetta, promosso dall'Associazione dei commercianti Centriamo con la collaborazione del Civitanova Film Festival in piazza Ramovecchi, il prossimo appuntamento sarà con I ponti di Madison County, in programma mercoledì 29 luglio.
Tutte le proiezioni avranno inizio alle ore 21.15, con ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.
Prosegue, inoltre, la programmazione settimanale dal venerdì alla domenica all'interno del cinema Cecchetti, con la presentazione di diverse pellicole significative della stagione 2025-26 (ingresso 5 euro, ridotto 4 euro. Programma su www.tdic.it). Per informazioni: 0733.812936 e cinema@teatridicivitanova.com.
Attimi di apprensione questa mattina a Piediripa, dove un'auto è uscita di strada finendo all'interno della rotatoria situata all'incrocio tra via Bramante e via Moretti.
L'incidente si è verificato intorno alle 7.50. Secondo una prima ricostruzione, una giovane che stava percorrendo la strada in direzione Macerata ha perso il controllo della vettura per cause che sono ancora in fase di accertamento.
L'auto non ha imboccato la rotatoria, ma ha proseguito la propria corsa, superando il cordolo e arrestando la marcia al centro della piccola area verde presente all'interno dell'intersezione.
Fortunatamente nell'incidente non sono rimasti coinvolti altri veicoli e la conducente non ha riportato conseguenze. Proprio per questo non si è reso necessario l'intervento dei sanitari del 118.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale di Macerata, che hanno effettuato i rilievi per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto e accertare le cause che hanno portato la giovane a perdere il controllo del mezzo.
Federcontribuenti Marche esprime il proprio sostegno alle dichiarazioni del Presidente dell'Unione Montana dei Monti Azzurri, Giampiero Feliciotti, in merito alla nuova classificazione dei comuni montani prevista dalla legge nazionale sulla montagna.
«La revisione dei criteri basati prevalentemente su parametri altimetrici e di pendenza – fa presente la segretaria Maria Teresa Nori – rischia di penalizzare numerosi comuni marchigiani, privandoli dell'accesso a risorse fondamentali per lo sviluppo economico, la manutenzione del territorio e il contrasto allo spopolamento.
Le aree interne e montane delle Marche rappresentano un patrimonio strategico per l'intera regione. Ridurre il numero dei comuni riconosciuti come montani attraverso criteri esclusivamente tecnici significa ignorare le reali condizioni socio-economiche, demografiche e infrastrutturali che caratterizzano questi territori».
Federcontribuenti Marche ritiene «che una riforma di tale portata debba essere accompagnata da un confronto concreto con gli enti locali, le comunità interessate e le associazioni di rappresentanza, affinché nessun territorio venga escluso da strumenti essenziali per garantire servizi, investimenti e opportunità di crescita.
Condividiamo – sottolinea Maria Teresa Nori – pertanto l'appello lanciato da Giampiero Feliciotti e dai sindaci dei territori coinvolti, chiedendo al Governo e al Parlamento di rivedere i criteri di classificazione, introducendo parametri che tengano conto non solo delle caratteristiche morfologiche, ma anche delle difficoltà strutturali delle aree montane e interne».
Federcontribuenti Marche continuerà a sostenere ogni iniziativa istituzionale volta a garantire equità nella distribuzione delle risorse pubbliche, tutela delle comunità locali e valorizzazione dell'Appennino marchigiano, «nella convinzione che investire nella montagna significhi investire nel futuro dell'intera regione», conclude la segretaria regionale dell'associazione.
Un incendio di vaste proporzioni è scoppiato nel tardo pomeriggio di ieri in contrada Chiarino, a Recanati, dove le fiamme hanno interessato un grande letamaio, rendendo necessario un lungo intervento dei vigili del fuoco.
Il rogo ha coinvolto paglia e sterco presenti all'interno della struttura, materiali che hanno favorito una rapida propagazione delle fiamme. Dal punto dell'incendio si è alzata una densa colonna di fumo, accompagnata da un intenso odore acre che è stato avvertito anche nelle aree circostanti.
Il letamaio si trova nelle immediate vicinanze di una stalla che ospita bovini, ma gli animali non sono stati raggiunti dal fuoco e non hanno riportato conseguenze.
Sul posto sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco, che hanno lavorato per diverse ore per domare l'incendio e mettere in sicurezza l'area. Le operazioni sono proseguite anche con la fase di bonifica, necessaria a eliminare eventuali focolai residui ed evitare una ripresa delle fiamme.
Le cause del rogo sono ancora in fase di accertamento e sono al vaglio dei vigili del fuoco, che stanno effettuando tutti gli approfondimenti necessari per ricostruire l'origine dell'incendio.
Una ragazza è stata soccorso nel pomeriggio ad Apiro dopo una caduta di circa cinque metri in un fosso. L’incidente è avvenuto intorno alle 18.30, quando la giovane si è avvicinata al margine del corso d’acqua e, per cause ancora in fase di accertamento, ha perso l’equilibrio finendo in acqua.
La caduta ha fatto scattare immediatamente l’allarme. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, che dopo aver valutato la dinamica dell’accaduto hanno ritenuto necessario richiedere l’intervento dell’eliambulanza per il trasferimento della ragazza.
L’elicottero è decollato da Ancona ed è atterrato nelle vicinanze della zona in cui si è verificato l’incidente. La giovane è stata quindi recuperata e trasportata all’ospedale Torrette di Ancona per gli accertamenti e le cure del caso.
Secondo le prime informazioni, la ragazza non sarebbe in gravi condizioni.
A Porto Recanati nasce il nuovo comitato di Futuro Nazionale, dopo l’iter stabilito dagli organi centrali per la costituzione dei Comitati Costituenti del movimento.
A rappresentare il nuovo gruppo sarà Tonino Paoletti, figura conosciuta nell’ambiente portorecanatese per aver già partecipato attivamente alla vita politica cittadina.
Nel nucleo fondante del comitato spicca anche la presenza di Marco Alfei, tra i primi nella provincia di Macerata a credere nel progetto di Vannacci e ad aver costituito uno dei comitati più attivi sul territorio provinciale.
Il comitato riunisce esponenti provenienti da diverse esperienze della politica nazionale, accomunati dalla volontà di intraprendere un nuovo percorso. “Sono persone che hanno voluto intraprendere questo percorso sia perché delusi da partiti che hanno svilito il ruolo della politica sia perché si sono sentiti partecipi di un progetto serio che sicuramente non mancherà di regalare importanti momenti di proficua partecipazione nella vita politica locale”, spiegano dal nuovo gruppo.
Futuro Nazionale annuncia per le prossime settimane un incontro pubblico di presentazione, durante il quale verranno illustrati nel dettaglio il progetto e gli obiettivi del movimento a Porto Recanati.
“Presto organizzeremo un incontro dove presenteremo con dovizia di particolari il nostro progetto. Quindi, a presto!!”, conclude il comitato.
È tutto pronto per la 35ª edizione della cronoscalata Sarnano-Sassotetto, appuntamento valido per il Campionato Italiano Velocità Montagna Zona Nord e per la 18ª edizione del Campionato Italiano Velocità Salita Autostoriche, oltre che per l’interessante Centroitalia Hillclimb Cup.
Un clima mite ha accolto ai piedi dei Monti Sibillini i protagonisti dei due campionati, pronti a sfidarsi sui tornanti dell’impegnativo percorso di 9.927 metri. Il centro storico di Sarnano, città termale, è tornato ad animarsi con i colori delle vetture e dei camion in attesa del confronto agonistico con il cronometro.
La regia dell’Automobile Club Macerata, in gemellaggio con l’AC Perugia, e dell’ASD AC Macerata ha predisposto ogni dettaglio per ospitare la doppia sfida tricolore. Tra i protagonisti presenti anche i vincitori della passata edizione, a partire dall’abruzzese Stefano Di Fulvio, unico pilota capace di aggiudicarsi la Sarnano-Sassotetto sia nella versione moderna sia in quella storica, con un bilancio di un successo nella gara moderna e tre nelle storiche.
Atteso anche Giuliano Peroni, che nella categoria storica ha costruito un vero dominio familiare con sette successi consecutivi, sei ottenuti da Stefano e uno dal padre nella scorsa edizione. Quest’anno Di Fulvio sarà al via con una Osella Pa20S, dopo l’abolizione regolamentare delle monoposto, che impedirà di rivedere in gara l’imbattibile Martini-Bmw di Formula 2.
Le salite di prova e le salite di gara, tornate a essere due dall’edizione 2025, saranno precedute da spettacolari parade di vetture Gran Turismo con protagoniste Lotus, Porsche, Bmw, Lancia e altri prestigiosi marchi, un ideale antipasto allo spettacolo delle auto da competizione.
Tra i ritorni più attesi c’è quello del sardo Omar Magliona, di nuovo a Sarnano dopo l’ultima presenza nel 2018: “È una gara dal fascino antico, molto selettiva, tecnica, sono tornato con piacere. Alla mia Nova Proto Np03 di classe 1150 mancano ancora dei chilometri, è divertentissima, curata bene da Dalmazia Motorsport e stiamo crescendo insieme”.
Il vincitore della passata edizione Stefano Di Fulvio punta al bis: “La Sarnano-Sassotetto ha uno dei tracciati più tecnici d’Italia, ho avuto la fortuna di farla sia con le storiche che con le moderne, vincendo sia sul bagnato che sull’asciutto ed abbiamo accumulato importante esperienza. Abbiamo dei dati buoni e con il miglioramento dell’asfalto che abbiamo notato e per la prima volta con il turbo, sarà una buona occasione per fare anche dei test. Come avversario principale dobbiamo tenere d’occhio soprattutto Achille Lombardi. Ringraziamo gli organizzatori per l’ospitalità”.
Nel 4° Raggruppamento del Campionato Italiano Autostoriche è tornato in testa il siciliano Totò Riolo, pronto a dare battaglia anche sulle strade marchigiane: “Sono qua per onorare questa gara, per conquistare più punti possibili, per cui Sarnano era una tappa obbligatoria ed a me piace molto, sono quattro-cinque volte che sono presente. Vengo sempre volentieri, dal Sestriere siamo tornati in testa, speriamo di far ancora bene”.
Mercoledì scorso (22 luglio) si è concluso “Conosciamo l’autore”, il festival dedicato alla musica d’autore e dedicato quest’anno al musicista, compositore, violinista e direttore d’orchestra Guido Santórsola. Nato in Puglia, da bambino si trasferì in Brasile, dove iniziò una formazione musicale che sarebbe proseguita in Italia e in Inghilterra. Stabilitosi in Uruguay, fu membro e poi direttore dell’Orquesta Sinfónica del Sodre e docente nell’Escuela Normal de Música de Montevideo. Girò il mondo, facendo conoscere le musiche dei grandi compositori uruguaiani in Sudamerica, Stati Uniti ed Europa. Come autore, le sue composizioni furono influenzata dai ritmi brasiliani e uruguaiani e dal contrappunto barocco.
Nelle tre serate a lui dedicate, sono state ripercorse vita, filosofia e ispirazioni di Guido Santórsola, esplorandone il tempo e l’opera: a interpretare le sue composizioni e le musiche della tradizione rioplatense l’allievo Héctor Ulises Passarella, Antonio Rugolo, il Trio Sur, Marco Di Blasio e Cinzia e Laura Pennesi.
Un grande successo per un festival che negli anni ha riconfermato la sua importanza nella vita culturale matelicese, offrendo al pubblico un appuntamento di elevato spessore musicale impreziosito quest’anno dal ritorno della manifestazione nella sua sede d’elezione: la Corte del Museo Piersanti.
“Si è conclusa la XXXIII edizione di ‘Conosciamo l’autore’ diretta dalla Corale Polifonica ‘Armando Antonelli’ – ha dichiarato il sindaco Denis Cingolani –. Un’edizione eccezionale che vede il ritorno della rassegna nella sua sede storica: la corte di Palazzo Piersanti. Con l’occasione ringrazio tutti gli artisti che si sono esibiti, la corale, il suo direttore Cinzia Pennesi, il Museo Piersanti nelle persone di S. E. Mons. Francesco Massara, del direttore Angelo Antonelli e della responsabile dei beni culturali della diocesi Dott. Laura Barbacci. Ci vediamo il prossimo anno con la stessa emozione e determinazione”.
La Vigor Basket Matelica è lieta di annunciare la conferma per la stagione 2026/2027 di Alessio Mazzotti. Ala classe 2003, 198 centimetri di altezza, per lui sarà la quarta stagione consecutiva in canotta Halley.
Nato a Ravenna ma cresciuto a Riccione, “AirMazzo” è reduce da una stagione in cui, al rientro dopo un 2024/2025 ridotto ai minimi termini a causa di un infortunio, è tornato ad esprimersi su altissimi livelli, che i 10,3 punti a partita esprimono solo parzialmente. Per lui parlano l’energia, i voli sopra al ferro e la dedizione alla causa che l’hanno trasformato anno dopo anno in uno dei beniamini del pubblico biancorosso: un vero matelicese acquisito. Il giocatore romagnolo si è fatto ben volere da tutti con i suoi modi gentili fuori dal campo ma soprattutto con la versatilità e l’inesauribile energia che mette dentro al campo, che ne ha fatto una pedina imprescindibile della Vigor delle ultime stagioni. Nonostante i 23 anni, Mazzotti ha comunque già una solida esperienza alle spalle, sia a livello giovanile (dividendosi tra Rimini, Pesaro e Bassano) che senior (Riccione, Firenze e Rieti). La nuova Halley di coach Barbarossa non potrà averlo a disposizione sin da subito, in quanto sta recuperando dall’infortunio alla caviglia che gli ha fatto chiudere anzitempo la scorsa stagione a metà aprile: ma una volta recuperato al 100% sarà un tassello chiave per le rotazioni vigorine.
Queste le sue parole sulla sua riconferma: «Sono molto contento di rimanere a Matelica, seppur reduce da un infortunio complesso. Resto in questa società che è molto più di un club sportivo per me: qui ho trovato una vera e propria famiglia. Voglio ringraziare la dirigenza e lo staff per la straordinaria vicinanza, seguendomi e assistendomi passo dopo passo nel mio percorso di recupero e non vedo l'ora di poter dare anche il mio supporto».
Il commento di coach Alberto Barbarossa: «Alessio viene da un infortunio importante, ma lavoriamo con lui affinché ritorni nelle migliori condizioni per darci quello che ha fatto vedere negli anni scorsi. In termini di intensità, propensione al sacrificio e difesa può aiutarci veramente tanto: ha pochi eguali nel suo ruolo in questa categoria».
Così il ds vigorino Luca Usberti: «Siamo felicissimi di poter contare su Mazzo anche per la prossima stagione. La sua conferma va oltre l' aspetto tecnico. In questi anni difficili, segnati dagli infortuni, ha dimostrato cosa significhi un reale attaccamento alla maglia. Siamo certi che, con il supporto del nostro staff, saprà riprendersi il campo da protagonista e saprà dare un contributo importante alla squadra. Mazzo è quel tipo di giocatore capace di contagiare l'intero palazzetto con la sua energia e la sua intensità difensiva. Il suo rientro sarà un valore aggiunto molto importante per la nostra stagione».
Grande partecipazione e tanta energia a Villa Berta di San Severino Marche per GNS 4 The Street – Summer Edition, l'evento firmato GNS Wave che ha trasformato la piscina della location in un punto di ritrovo per tantissimi giovani, protagonisti di una serata all'insegna della musica, del divertimento e della condivisione.
Dalle 22 fino a notte inoltrata, il pubblico ha animato gli spazi di Villa Berta, confermando il successo di un format capace di coinvolgere i partecipanti ben oltre il classico party. Il concept "Non sei al party. Sei parte del party" si è tradotto in un'esperienza interattiva, dove gli ospiti hanno avuto un ruolo attivo durante tutta la serata.
A scandire il ritmo dell'evento è stato il dj set di Giacomo Grasselli DJ, che ha accompagnato il pubblico con una selezione musicale capace di far ballare la pista fino a tarda notte.
Non sono mancati i momenti di intrattenimento che caratterizzano il format GNS 4 The Street, dalla playlist collaborativa, costruita anche grazie ai suggerimenti del pubblico, alle Street Interviews, con domande, quiz e premi, passando per le Street Challenges, tra sfide e giochi che hanno coinvolto i presenti.
Grande entusiasmo anche per il Gadget Drop, con la distribuzione di tubi luminosi e sorprese, e per il Wave Drop, uno dei momenti più attesi e coinvolgenti della serata. A immortalare i momenti più belli ci ha pensato la GNS Cam, che ha raccolto immagini e contenuti dell'evento.
L'appuntamento ha confermato la capacità di GNS Wave di proporre format innovativi, in grado di unire musica, spettacolo e partecipazione diretta del pubblico, trasformando una serata estiva in un'esperienza condivisa e coinvolgente.
Il successo registrato rappresenta un'ulteriore conferma della varietà di offerta che si può trovare in una location poliedrica come Villa Berta.
L'Associazione Polisportiva Aurora Treia ha ufficializzato l'acquisizione delle prestazioni sportive del centrocampista Diego Manna, che vestirà la maglia biancorossa nella stagione 2026-2027.
Giocatore giovane e di grande prospettiva, Manna va a rinforzare il reparto di centrocampo portando qualità, dinamismo e importanti margini di crescita. Fin dal percorso nel settore giovanile ha evidenziato spiccate qualità tecniche e caratteriali, distinguendosi per personalità, applicazione e una costante evoluzione che lo ha accompagnato anche nelle prime esperienze con il calcio dei grandi.
Successivamente ha indossato la maglia cremisi del Tolentino, esperienza che gli ha consentito di maturare sia sotto il profilo tecnico sia dal punto di vista caratteriale. Nell'ultima stagione ha inoltre disputato il campionato di Eccellenza con l'Urbania, accumulando ulteriore esperienza in una categoria altamente competitiva.
L'arrivo di Diego Manna rappresenta un tassello importante nella costruzione della rosa dell'Aurora Treia, che continua a puntare su profili di valore e prospettiva, in linea con il progetto tecnico portato avanti dalla società.
L'intera Associazione Polisportiva Aurora Treia ha rivolto al nuovo centrocampista il più caloroso benvenuto, con l'augurio che questa nuova esperienza possa essere ricca di soddisfazioni personali e di successi da condividere con i colori biancorossi.
«Ho delle prime sensazioni molto positive qui all'Aurora Treia perché ho trovato sin da subito un ambiente molto serio dove si lavora bene. Già dai primi allenamenti si percepisce che c'è la voglia di fare una stagione importante.
Ho scelto l'Aurora Treia perché è una società ambiziosa, con idee chiare e molta voglia di crescere; proprio per questo ho deciso di sposare questo progetto. In questi primi giorni mi sto trovando bene e stiamo lavorando insieme per costruire un'identità di gruppo forte, che sarà fondamentale per affrontare la nuova stagione.
Sarà un campionato impegnativo, ma speriamo di toglierci belle soddisfazioni. Personalmente voglio continuare a crescere il più possibile e mettermi a disposizione dei miei compagni. Vogliamo disputare un campionato importante, cercando di raggiungere tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati», ha dichiarato Diego Manna.
Quaranta promossi su 43 candidati agli esami di abilitazione sostenuti martedì a Coverciano e alcuni corsisti già entrati a lavorare nelle società di calcio. Sono i risultati con cui l'Università di Macerata, attraverso il Dipartimento di Giurisprudenza, ha presentato la terza edizione del corso di formazione per l'accesso all'esame di abilitazione a direttore sportivo, accreditato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc).
La presentazione si è svolta nell'Aula Verde del Polo Pantaleoni, alla presenza del presidente del Comitato regionale della Lega Nazionale Dilettanti, Ivo Panichi, del componente della commissione federale Figc e coordinatore del Dipartimento interregionale Lnd Luigi Barbiero e del giornalista di Sky Sport Maurizio Compagnoni, laureato dell'Università di Macerata, che ha dedicato il proprio intervento al ruolo del direttore sportivo nella gestione delle notizie di mercato.
Nel corso dell'incontro è stato annunciato anche il nuovo bando, già pubblicato e aperto fino al 22 settembre, una scelta che consentirà di iscriversi anche a chi in questo periodo è impegnato fuori sede con le squadre.
Il corso dell'Università di Macerata è oggi il più frequentato in Italia tra quelli organizzati dagli atenei e propone una formazione che integra competenze giuridiche, organizzative e manageriali, con l'obiettivo di preparare figure professionali capaci di operare nelle società calcistiche in un settore in continua evoluzione.
«L'impegno del Dipartimento di Giurisprudenza in questo settore rappresenta un apripista del lavoro che l'Università di Macerata sta sviluppando con il mondo dello sport. Il nostro Ateneo vuole diventare un punto di riferimento per la formazione sportiva, anche con il nuovo corso in Scienze motorie, mettendo a disposizione competenze accademiche e costruendo percorsi capaci di offrire reali opportunità di occupazione», ha sottolineato il rettore John McCourt.
Il Dipartimento di Giurisprudenza di Unimc è tra i pochi in Italia a includere il diritto dello sport nella propria offerta formativa.
«Il dato di Coverciano conferma la solidità del progetto. La preparazione dei nostri corsisti è stata particolarmente apprezzata. È un percorso impegnativo, ma i risultati si vedono anche nel confronto con altre esperienze italiane. Alcuni partecipanti sono già stati assunti da società calcistiche», ha evidenziato il direttore del corso Stefano Pollastrelli.
Anche l'assessore regionale allo Sport Tiziano Consoli ha rimarcato il valore dell'iniziativa, sottolineando come «l'elevata qualità delle figure professionali passi anche attraverso la formazione accademica e una collaborazione operativa tra le diverse filiere istituzionali».
Consoli ha inoltre ricordato che le Marche sono la prima regione italiana per numero di atleti e la terza per associazioni affiliate, evidenziando la vivacità del movimento sportivo regionale anche nelle discipline considerate in passato minori.
Per la direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza, Claudia Cesari, il corso «si inserisce nella strategia di Ateneo che affianca alla formazione di base percorsi professionalizzanti capaci di intercettare i bisogni del territorio».
Alla presentazione hanno partecipato anche l'arbitro di Serie A Gianluca Sacchi, il neo presidente della Figc Marche Stefano Giombetti, il direttore sportivo della Maceratese Giulio Spadoni, il presidente degli arbitri delle Marche Riccardo Piccioni e il direttore tecnico Fabio Massimo Conti.
Che cosa è stato davvero Ordine Nuovo? A questa domanda tenta di rispondere il nuovo saggio della storica Loredana Guerrieri, “Ordine Nuovo. Il nostro onore si chiama fedeltà” (Futura Edizioni), presentato ieri sera a Montecosaro presso la casetta “Cavalieri”. L'iniziativa, organizzata dal Laboratorio di Idee locale, ha visto dialogare l'autrice e il vicepresidente dell'associazione Reano Malaisi in un viaggio documentale dentro l'ideologia, i paradossi e le derive radicali del neofascismo italiano tra gli anni Cinquanta e Settanta.
Il volume, che vede la prefazione di Valerio Renzi, propone un’analisi storica del movimento Ordine Nuovo, ricostruendone la vicenda dagli inizi degli anni Cinquanta fino alla metà degli anni Settanta, in una fase caratterizzata dalle profonde trasformazioni politiche italiane e dalla contrapposizione ideologica della Guerra fredda.
Guerrieri, dottoressa di ricerca in Storia politica contemporanea all’Università di Macerata, studiosa del neofascismo italiano e dell’estrema destra europea del Novecento, ha illustrato il percorso di un’organizzazione nata nei primi anni Cinquanta come centro studi interno al Movimento Sociale Italiano e successivamente separatasi dal partito nel 1956. Un rapporto complesso, segnato da momenti di distanza e da tentativi di ricomposizione, fino al rientro nell’area del Msi nel 1969.
Nel corso dell’incontro è stato approfondito il profilo politico e culturale di Ordine Nuovo, movimento neofascista ispirato alla filosofia della Tradizione di Julius Evola e caratterizzato da una visione nazional-rivoluzionaria contraria al sistema democratico e partitico. Un’organizzazione che, come evidenziato nel libro, guardava non soltanto all’esperienza fascista storica, ma anche a suggestioni provenienti dall’ambiente dell’estrema destra europea e dal nazionalsocialismo.
Il volume analizza il movimento attraverso documenti di polizia, riviste e materiali prodotti dagli stessi militanti, ricostruendo il percorso di una realtà che visse il paradosso di essere “fascista in democrazia”, oscillando tra il tentativo di partecipazione politica e le derive più radicali che portarono una parte degli aderenti verso la clandestinità, fino allo scioglimento del gruppo nel 1973.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al significato del motto “Il nostro onore si chiama fedeltà”, espressione ripresa dalle SS naziste e utilizzata dal movimento come simbolo di appartenenza e continuità ideale con il mondo dei vinti di Salò, che rivendicavano il legame con un passato considerato fondativo della propria identità politica e culturale.
Durante l’incontro si è parlato ampiamente degli anni della tensione politica e delle vicende legate agli anni di piombo, incluse le connessioni tra i vertici del movimento e il terrorismo nero. Un focus particolare è stato dedicato alle complesse dinamiche generazionali dell'epoca: è emersa infatti l'iniziale e sorprendente vicinanza di Ordine Nuovo ad alcune istanze del '68, seguita però da un rapido e netto distacco per insanabili divergenze ideologiche. Ciononostante, il dibattito ha evidenziato come vi siano state persino temporanee convergenze e connessioni con la sinistra extraparlamentare, sviluppatesi esclusivamente in chiave critica e strategica contro il comune nemico: il sistema capitalista e la società borghese. Infine, sono stati sviscerati il tormentato rapporto con il Movimento Sociale Italiano, la peculiare concezione evoliana dell’Europa e la complessiva evoluzione del pensiero della destra radicale.
Nel confronto con il pubblico è stato affrontato anche il tema dei possibili collegamenti con la destra contemporanea. Secondo l’autrice, le connessioni dirette con Ordine Nuovo sono oggi limitate, anche se alcuni esponenti della politica attuale possono talvolta richiamare simboli e linguaggi appartenuti a quella stagione, anche senza una piena consapevolezza delle origini storiche.
L’incontro ha offerto una necessaria chiave di lettura su una delle pagine più oscure e meno indagate del secondo dopoguerra. Se la storiografia ha spesso concentrato l'attenzione su altri capitoli della strategia della tensione, il saggio di Loredana Guerrieri ha il merito di colmare un vuoto critico fondamentale. Attraverso un esame rigoroso di documenti d’archivio, rapporti di polizia e materiali della stessa militanza, il volume non si limita a ricostruire la parabola di Ordine Nuovo, ma ne svela i profondi legami ideologici e le derive radicali, restituendo complessità a un fenomeno che ha segnato tragicamente la storia della destra extraparlamentare italiana.
(E.L.)
Con oltre 350mila voti già raccolti a soli due mesi dal lancio della 13ª edizione del censimento "I Luoghi del Cuore" del FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano, realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, prende forma una mappa dell'Italia meno conosciuta ma ricca di tesori storici, artistici e ambientali che le comunità locali vogliono tutelare e valorizzare. Tra i voti già conteggiati figurano anche oltre 62mila schede cartacee pervenute al FAI entro il 6 luglio, mentre sarà possibile continuare a sostenere i propri luoghi del cuore fino al 15 dicembre.
Il censimento conferma ancora una volta il forte legame tra cittadini e territorio. Dai comitati spontanei alle associazioni, passando per Comuni, parrocchie e scuole, sono già circa un centinaio le realtà impegnate nella raccolta delle preferenze con l'obiettivo di far conoscere luoghi spesso esclusi dai grandi circuiti turistici oppure di raggiungere la soglia minima di 3.000 voti, necessaria per accedere ai bandi che consentono di richiedere contributi economici per interventi di recupero e valorizzazione. I primi tre classificati a livello nazionale potranno inoltre concorrere all'assegnazione di contributi rispettivamente da 70mila, 60mila e 50mila euro, previa presentazione di un progetto di restauro o valorizzazione.
Nelle Marche il sito che sta ottenendo il maggior consenso è il Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata, nel territorio di Camerino, che occupa attualmente il terzo posto nella classifica nazionale e il primo tra i luoghi marchigiani. Immerso tra le colline boschive e costruito in pietra locale, il complesso rappresenta il primo convento dell'Ordine dei Frati Cappuccini, nato nel 1528 grazie a Matteo da Bascio, frate francescano osservante originario del Montefeltro che intendeva recuperare lo stile di vita improntato a solitudine e penitenza di San Francesco.
La struttura, acquistata nel 1529 da Caterina Cybo, vedova del duca di Camerino e sostenitrice di Matteo da Bascio, esisteva già nel Quattrocento come ospizio per pellegrini e viandanti lungo la Via Lauretana antica. Successivamente furono realizzati il dormitorio dei frati e gli spazi destinati all'accoglienza dei pellegrini. Nello stesso periodo venne riorganizzata la chiesa, all'interno della quale trova posto la preziosa terracotta invetriata policroma realizzata da Santi Buglioni tra il 1530 e il 1532 per la cappella di Santa Maria delle Grazie. Accanto al convento è presente anche un piccolo museo dell'arte cappuccina che custodisce una collezione di tabernacoli lignei marchigiani.
Oggi il convento è ancora abitato dai frati e rappresenta il cuore spirituale del Cammino dei Cappuccini, itinerario di quasi 400 chilometri percorso ogni anno da migliaia di pellegrini. La partecipazione al censimento nasce dall'esigenza di reperire risorse per la riqualificazione degli spazi interni ed esterni del complesso. A supportare la raccolta voti sono i volontari FAI delle Marche.
Al secondo posto nella classifica regionale si colloca Villa del Balì di Colli al Metauro, nel Pesarese, che ha già superato il migliaio di preferenze. La villa sorse attorno a una cappella altomedievale dedicata a San Martino e divenne proprietà dei conti Negusanti di Fano nel 1399. Nel 1568 il vescovo Vincenzo Negusanti fece costruire accanto alla cappella una grande residenza di campagna che utilizzava anche per le sue osservazioni astronomiche. Le quattro torri dell'edificio, infatti, consentivano di osservare il cielo da diverse prospettive.
Nel 1677 la proprietà passò al conte Antonio Marcolini, Balì dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, titolo dal quale deriva il nome con cui la villa è ancora oggi conosciuta. Dal 1944 appartiene al Comune di Fano ed è concessa in comodato al Comune di Colli al Metauro. Dal 2004 ospita uno dei più importanti musei della scienza italiani, inserito dal Ministero dell'Istruzione tra i quattro più rilevanti del Paese. Con oltre 2.000 metri quadrati di spazi espositivi, rappresenta il secondo science center italiano per dimensioni e qualità delle attrezzature. La raccolta voti è sostenuta dai volontari FAI di Fossombrone.
Tra i luoghi più segnalati figura anche Le Due Sorelle di Sirolo, il celebre doppio faraglione simbolo della Riviera del Conero. Le due formazioni rocciose emergono dal mare davanti a una piccola spiaggia di ciottoli bianchi raggiungibile esclusivamente via mare. L'area è uno degli scorci più suggestivi dell'Adriatico ma costituisce anche un ecosistema particolarmente fragile dal punto di vista geologico. Da anni infatti la falesia del Conero, come altri tratti costieri tra Numana e Portonovo, evidenzia criticità che richiedono interventi di tutela e conservazione.
Molti voti stanno arrivando anche per la Chiesa dell'Assunta di Recanati, chiusa e inagibile dal terremoto del 2016. L'edificio venne costruito nel 1622 all'interno del Conservatorio dell'Assunta, istituito dalla nobildonna Barbara Massilla di San Ginesio, figura di primo piano nella Recanati del Cinquecento. Donna colta, religiosa e impegnata nel sociale, destinò la propria abitazione a monastero, successivamente trasformato in orfanotrofio ed educandato.
La chiesa, progettata da Pietro Paolo Iacometti, rappresenta una rara testimonianza del passaggio tra Rinascimento e Barocco nelle Marche. Se l'esterno appare semplice e incompiuto, l'interno custodisce un ricco apparato decorativo con stucchi policromi, marmi, elementi scultorei e un altare maggiore di forte impatto scenografico. È presente inoltre un piccolo matroneo protetto da una grata che consentiva alle religiose di assistere alle funzioni senza essere viste. Dopo i danni provocati dal sisma del 2016, la copertura dell'edificio è stata gravemente compromessa e la chiesa è rimasta chiusa al pubblico. Per questo motivo la Fondazione IRCER, proprietaria dell'immobile, promuove la raccolta voti con il sostegno dei volontari FAI di Recanati.
Completa la classifica regionale provvisoria Villa Salvati di Monte Roberto, uno dei più significativi esempi di architettura neoclassica marchigiana dell'età napoleonica. La villa, preceduta da un lungo viale alberato, fu costruita tra il 1805 e il 1820 per volontà di Serafino Salvati, ricco proprietario terriero che affidò il progetto all'architetto romano Giuseppe Camporese, tra i maggiori interpreti del primo Neoclassicismo.
L'edificio presenta una pianta simmetrica e un ricco apparato decorativo riconducibile all'ambito di Felice Giani, con soffitti impreziositi da stucchi geometrici, motivi vegetali e richiami all'antichità classica. Il piano nobile è decorato da affreschi e il complesso comprende anche una cappella di famiglia a pianta centrale preceduta da un portico con colonne corinzie. Il comitato "Uniti per Villa Salvati", costituito appositamente per il censimento dal Comune di Monte Roberto, dalla Fondazione Salvati, dalla Pro Loco e dal Comitato tutela Pianello Vallesina e Municipi, punta a raccogliere i voti necessari per completare il recupero della villa e restituirla pienamente alla fruizione pubblica. La campagna è sostenuta dai volontari FAI di Jesi e della Vallesina.
Per partecipare al censimento è possibile votare online sul sito dedicato oppure attraverso i moduli cartacei distribuiti nei punti di raccolta organizzati dai comitati promotori. Intesa Sanpaolo, partner del progetto dal 2004, continua a sostenere l'iniziativa nell'ambito del proprio impegno per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. La XIII edizione dei Luoghi del Cuore si svolge con il patrocinio del Ministero della Cultura e vede anche il sostegno della Rai, Main Media Partner del FAI, attraverso la collaborazione di Rai per la Sostenibilità ESG.
Sarà inaugurata sabato 25 luglio alle 17.30, negli spazi del Castello di Malcavalca a Esanatoglia, la mostra-evento “Bu Bu Settete! Anatomie della Memoria”, omaggio a Pierluigi Buglioni, storico professore di Anatomia artistica alle Accademie di Belle Arti di Macerata e di Brera, scomparso lo scorso 12 gennaio, all'età di 77 anni, nella sua città natale.
L'iniziativa è curata dal Gruppo Bu Bu Settete!, con la collaborazione dell'Amministrazione comunale di Esanatoglia, guidata dal sindaco Luigi Nazzareno Bartocci e dalla vicesindaca Debora Brugnola.
L'inaugurazione di sabato sarà accompagnata da performance artistiche, mentre l'esposizione resterà visitabile fino al 27 settembre. Gli orari di apertura saranno il sabato dalle 17 alle 21 e la domenica dalle 11 alle 19.
La mostra rappresenta il naturale sviluppo del percorso avviato lo scorso 21 giugno, giorno del solstizio d'estate e compleanno di Pierluigi Buglioni, quando il Comune di Esanatoglia gli aveva conferito l'attestato di cittadinanza benemerita, ritirato dalla nipote Monica Buglioni. In quella stessa occasione un numeroso gruppo di ex studenti, coordinati dalla professoressa Teresa Marasca, aveva presentato il progetto di arte corale ideato dagli stessi allievi e immediatamente sostenuto dall'Amministrazione comunale.
La giornata era stata arricchita dall'esposizione delle opere di Pierluigi Buglioni, da performance artistiche e dalle testimonianze dei suoi ex allievi, ponendo le basi di un progetto che ora trova piena espressione nella mostra allestita al Castello di Malcavalca, in località Palazzo di Esanatoglia.
"Bu Bu Settete! Anatomie della Memoria" si articola attraverso diversi spazi espositivi che raccontano il percorso umano e artistico del maestro. Tra questi spicca "Il Giardino dei Fiori", un'installazione composta da cubi di carta sostenuti da steli di ferro, affiancata da una grande quadreria che raccoglie i lavori recenti degli ex allievi e da uno spazio immersivo nel quale è possibile rivivere le performance didattiche realizzate negli anni Ottanta e Novanta all'Accademia di Belle Arti di Macerata.
«Questa sovrapposizione temporale – osserva la professoressa Teresa Marasca – non nasce da un'assenza, ma da una presenza moltiplicata. Quegli stessi allievi di ieri, oggi artisti e professionisti, espongono i loro lavori in un dialogo serrato e generazionale: piccole tavole, di rigorose misure, diventano il campo d'indagine di un'anatomia non più solo corporea, ma della memoria e della trasmissione del sapere. Laddove il maestro ha impresso il suo metodo, la comunità degli studenti risponde oggi con il proprio presente dimostrando che l'insegnamento di Pierluigi Buglioni non è un reperto da custodire in una teca, ma un organismo vivo che continua a germogliare, a farsi opera corale, a farsi giardino fiorito».
Bu Bu Settete! è un progetto nato dall'iniziativa degli ex allievi e dei colleghi di Pierluigi Buglioni con l'obiettivo di custodire e condividere l'eredità umana, artistica e pedagogica di un maestro che ha segnato profondamente la formazione di numerose generazioni di creativi.
Il nome del progetto richiama uno dei giochi più semplici e universali dell'infanzia, quello dell'apparire e scomparire, del nascondersi e rivelarsi. Una scelta che vuole evocare lo spirito con cui Pierluigi Buglioni viveva sia l'insegnamento sia la pratica artistica: uno spirito libero, curioso, ironico e capace di trasformare il gioco, l'intuizione e lo spiazzamento in strumenti di conoscenza.
Nel suo metodo didattico, infatti, la conoscenza non era mai qualcosa di rigido o definitivo, ma un percorso costruito attraverso tentativi, rivelazioni improvvise e cambi di prospettiva. Per questo "Bu Bu Settete!" diventa oggi la metafora più autentica del suo insegnamento: un invito a guardare oltre l'apparenza, a lasciarsi sorprendere e a mantenere vivo quello sguardo curioso e sperimentale che per tanti suoi studenti ha rappresentato l'origine del proprio percorso artistico e personale.
Dopo il successo del primo fine settimana, il Valdichienti Buskers Festival si prepara a chiudere l'edizione 2026 con un ricco programma di spettacoli e un appuntamento finale di livello internazionale. Sabato 25 e domenica 26 luglio, dalle 16 alle 20, il Centro Commerciale Val di Chienti ospiterà gratuitamente artisti di strada, compagnie teatrali, giocolieri, ventriloqui, marionettisti e performer itineranti.
Il momento più atteso è in programma domenica alle 21.15, quando nell'anfiteatro esterno andrà in scena "Jabali", spettacolo degli Afro Jungle Jeegs Acrobats, compagnia composta da acrobati e musicisti provenienti dal Kenya.
Il programma di sabato vedrà protagonisti il ventriloquo Nicola Pesaresi con la sua Isotta, il marionettista brasiliano Catin Nardi del Teatro Navegante e il Fantasy Show del Teatro Lunatico, mentre lungo i corridoi del centro commerciale si muoveranno i trampolieri del Trio Tra.
Domenica pomeriggio spazio invece alla visual comedy del duo Sub Limen, agli sketch di Nicola Virdis, noto anche per le partecipazioni a Italia's Got Talent, e allo spettacolo di Riccardo Rosato, che unisce magia, giocoleria e comicità. A fare da filo conduttore tra le varie esibizioni saranno i trampolieri della compagnia Duo L.A.
A chiudere il festival sarà "Jabali", uno spettacolo che fonde acrobazie, piramidi umane, salti spettacolari, danza tradizionale africana e musica dal vivo. Gli Afro Jungle Jeegs Acrobats porteranno sul palco un'esibizione ispirata alla tradizione culturale del Kenya, trasformando la serata conclusiva in una festa aperta a famiglie, bambini e appassionati dello spettacolo dal vivo.
Per l'occasione resteranno aperti anche i punti ristoro del Centro Commerciale Val di Chienti, permettendo al pubblico di trascorrere l'intera serata tra cena e spettacolo.
Il Valdichienti Buskers Festival è organizzato dall'Associazione Culturale ArTime in collaborazione con la direzione del Centro Commerciale Val di Chienti e conferma l'obiettivo di portare spettacoli professionali di teatro di strada e circo contemporaneo in uno spazio di aggregazione quotidiana, rendendo la cultura accessibile a un pubblico sempre più ampio.
Nuovo cambio negli equilibri del centrodestra maceratese. Il consigliere comunale Andrea Blarasin lascia Fratelli d'Italia e aderisce a Futuro Nazionale, il movimento politico fondato dal generale Roberto Vannacci. Una scelta che, spiega lo stesso amministratore, è maturata al termine di una riflessione politica e personale.
«È una scelta maturata dopo un'attenta riflessione politica e personale – dichiara Blarasin – e nasce dalla volontà di proseguire il mio impegno pubblico all'interno di un progetto nel quale riconosco valori che hanno sempre accompagnato il mio percorso: comunità, identità, sicurezza, lavoro, attenzione alle famiglie, ai territori e alle persone più fragili».
Esponente della tradizione della destra sociale, Blarasin ribadisce che «la politica deve essere prima di tutto servizio alla comunità, presenza concreta e capacità di dare risposte ai problemi reali dei cittadini».
«Non cambio i miei principi – aggiunge – cambia il percorso politico attraverso il quale intendo continuare a rappresentarli. Credo che un amministratore debba poter esprimere con libertà le proprie idee, mantenendo autonomia di pensiero, coerenza e responsabilità verso gli elettori».
Nel percorso che ha portato all'adesione, il consigliere comunale cita il confronto avuto con Gianni Alemanno e con Fabrizio Ciarapica, coordinatore regionale di Futuro Nazionale.
«Ringrazio Gianni Alemanno e Fabrizio Ciarapica per il confronto e la disponibilità dimostrata in questa fase. Ho trovato in Futuro Nazionale la volontà di costruire una proposta politica attenta ai territori, al ruolo degli amministratori locali e alla formazione di una nuova classe dirigente. Un progetto che sta inoltre coinvolgendo molti giovani, restituendo entusiasmo e partecipazione a una nuova generazione che vuole avvicinarsi alla politica e assumersi responsabilità per il futuro delle proprie comunità».
Sull'adesione interviene anche Gianni Alemanno: «Andrea Blarasin, che conosco bene fin dai tempi della militanza giovanile, rappresenta una delle migliori esperienze amministrative della destra marchigiana. Il fatto che scelga di aderire al progetto di Futuro Nazionale è un'ulteriore dimostrazione che la vera destra oggi non alberga nel centrodestra di governo ma trova il suo punto di riferimento in Roberto Vannacci. Il ruolo istituzionale di Blarasin è stato guadagnato sul campo attraverso le preferenze dei cittadini e quindi ha tutto il diritto di fare le scelte che ritiene più opportune per rispettare il suo mandato elettorale».
Parole di soddisfazione anche da parte di Fabrizio Ciarapica, coordinatore regionale di Futuro Nazionale: «Accogliamo con grande entusiasmo l'adesione di Andrea Blarasin nel nostro partito. La sua comprovata esperienza amministrativa, unita al profondo legame con la città di Macerata e con i valori della nostra comunità, rappresenta un valore aggiunto fondamentale per la crescita di Futuro Nazionale nelle Marche».
Blarasin conclude assicurando che «il mio impegno per Macerata continua con lo stesso senso di responsabilità di sempre». «Continuerò a lavorare sui temi concreti che riguardano la nostra città, dalla sicurezza al decoro urbano, dallo sviluppo economico alla qualità della vita dei cittadini. Entro in Futuro Nazionale con entusiasmo e responsabilità, con l'obiettivo di contribuire alla costruzione di una politica più vicina alle comunità locali e al territorio marchigiano».