Non è più solo una questione di date, né di un calendario estivo da riempire. L’Appennino Foto Festival ha confermato, negli anni, che la fotografia è molto di più: un attivatore di relazioni e un vero e proprio motore culturale per i territori. È da questa consapevolezza che nasce la preview dell’edizione 2026, andata in scena sabato scorso (31 gennaio), con un appuntamento che ha anticipato la prima delle tante novità che interesseranno Aff. Così, prima della partecipata conferenza a cura del giornalista Alessandro Curti, che ha affrontato il tema della fotografia e dell’intelligenza artificiale, l’incontro è servito per annunciare la prima importante evoluzione del festival che si apre a Tolentino e al concorso fotografico Impressum (ora Impressum_AffOpencall), da oggi non più entità distinta, ma parte del percorso di Appennino Foto Festival.
"Il festival cresce quando cresce il territorio - le parole del presidente di Ph3, Marco Gratani - e il territorio cresce quando smette di ragionare per confini stretti. Fare squadra è diventato fondamentale". Le novità, però, restano volutamente coperte. “Possiamo solo anticipare che tutto verrà svelato il 16 febbraio a Milano - ha aggiunto Gratani - quando saremo ospiti di Alessandro Curti nella Galleria Still per una conferenza stampa in cui racconteremo davvero cosa diventerà il festival”. Al centro di questa nuova fase c’è il tema delle sinergie, indicato come la base di tutte le novità.
"Le nostre radici restano ben piantate nei Cinque Comuni che hanno sempre creduto e sostenuto l’Appennino Foto Festival - ha proseguito Gratani - : Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona. Ma siamo convinti che quando esistono due realtà forti nello stesso settore, come Appennino Foto Festival e Impressum a Tolentino, non ha senso disperdere energie: vanno unite. Questo abbiamo fatto”.
Un concetto ripreso e approfondito da Stefano Ciocchetti, direttore artistico del festival, che ha raccontato come questa collaborazione sia nata in modo naturale. "Da fotografo, in alcuni casi anche membro della giuria di Impressum - ha spiegato - c’era già un dialogo avviato con Arianna Iommi (direttrice del concorso tolentinate). Ci siamo resi conto che entrambi avevamo tra le mani qualcosa di importante, qualcosa che stava crescendo. Continuare su strade parallele, però, avrebbe significato indebolire il potenziale di entrambi. Far crescere queste realtà in modo unitario - ha aggiunto - significa aumentare il valore dei due eventi e, soprattutto, dei territori che li ospitano”.
Gli ha fatto eco Arianna Iommi: “Sono presidente dell’associazione Hub62029 che ha creato Impressum, un concorso nato cinque anni fa - ha spiegato -. In questo periodo, da un concorso locale, basato sulla città, l’evento ha assunto un carattere internazionale e quando si cresce così tanto c’è bisogno di una organizzazione più strutturata che la nostra associazione non poteva più garantire. Così, sulla scia della collaborazione già avviata con Aff, abbiamo deciso di unire le forze per permettere a entrambe le realtà di consolidarsi ancora di più su panorama nazionale e internazionale”.
Una sinergia sostenuta da tutte le amministrazioni comunali coinvolte. “Dagli inizi nel 2019 a oggi - ha detto - siamo qui, alla settima edizione, a vedere quanto Aff sia cresciuto e si sia anche allargato a un territorio più vasto come quello di Tolentino. Siamo felici, a nome dei cinque Comuni, di accogliere la sinergia con questa città, consapevoli che in questi anni i due eventi abbiano portato visitatori e turisti in tutto il territorio”.
Per Tolentino presenti il sindaco Mauro Sclavi e l’assessore alla Cultura, Fabio Tiberi: “Abbiamo sempre sostenuto e continueremo a sostenere il concorso Impressum - ha detto Sclavi -, perché siamo consapevoli del suo valore e del valore culturale che questa iniziativa rappresenta per questa zona. Pensando alla sinergia tra Appennino Foto Festival e Impressum mi è venuta in mente l’immagine di una conchiglia vuota e del paguro che, crescendo, la sceglie come casa, perché nella sua evoluzione ha bisogno di spazi più grandi. È ciò che è successo tra queste due realtà”.
Un plauso è arrivato anche dalla Sottosegretaria alla presidenza della giunta regionale, Silvia Luconi: “Aff e Impressum hanno fatto tanta strada ed è bello vedere che ora camminino insieme - ha detto -. Un cammino che in questo 2026 si preannuncia pieno di lavoro e di soddisfazioni con il sostegno anche della Regione e dell’Usr che hanno ben compreso il valore di questa realtà”.
Secondo stop consecutivo per la Halley Matelica, che incassa anche la prima sconfitta casalinga della stagione cedendo 76-87 alla Chemifarma Forlimpopoli. Una serata complicata per i biancorossi, troppo discontinui in difesa e incisivi solo a sprazzi in attacco, puniti da un blackout nel cuore dell’ultimo quarto che ha spento definitivamente le speranze di rimonta.
Eppure l’approccio alla gara era stato incoraggiante. La Vigor, priva di Fea e del lungodegente Eliantonio, parte bene contro la zona dei romagnoli (anche loro senza Brighi A. e Fin), affidandosi a un Mozzi subito caldo: 12 punti nel primo quarto e +7 iniziale (11-4). Ma Forlimpopoli non si scompone e, trascinata dai fratelli Bracci nel pitturato, cambia progressivamente l’inerzia del match. La difesa matelicese fatica a contenere le iniziative ospiti, Vico e Benzoni trovano ritmo dall’arco e al 16’ i Baskers volano sul +11 (30-41). La Halley prova a limitare i danni prima dell’intervallo, ma la tripla sulla sirena di Vico certifica una prima metà di gara in salita: 39-48.
Il terzo quarto è il migliore della serata per i ragazzi di coach Trullo. Mariani suona la carica in attacco e soprattutto la difesa alza l’intensità: possesso dopo possesso il gap si assottiglia fino al sorpasso di fine periodo, firmato dalla lunetta dal “gaucho” Mariani (61-59). La partita si accende, il ritmo cala e nel quarto periodo regna l’equilibrio. A 5’ dalla fine è ancora Mariani, con un gioco da tre punti, a riportare avanti la Halley (67-66), nonostante l’uscita per cinque falli di un Mozzi fino a quel momento dominante.
Sembra tutto pronto per un altro finale punto a punto, ma stavolta la Vigor si inceppa nel momento decisivo. Le triple di Ruscelli e Lorenzo Brighi aprono la fuga di Forlimpopoli, Vico colpisce ancora dall’arco e il parziale di 0-11 spezza definitivamente l’equilibrio (67-77 a 2’ dalla sirena). Nel finale la Halley prova a restare agganciata con l’orgoglio, ma i Baskers gestiscono con lucidità e portano a casa il successo.
Per Matelica è tempo di riflettere e reagire: la trasferta di Gualdo diventa ora tanto difficile quanto cruciale, in una classifica che vede i biancorossi scivolare nella pancia della zona playoff.
A fine gara l’analisi di coach Trullo è lucida:«Nei primi due quarti abbiamo difeso con poca energia, concedere 48 punti all’intervallo non è accettabile. Nel terzo quarto abbiamo avuto una buona reazione, ma le percentuali non ci hanno aiutato. Non siamo in un buon momento e dobbiamo ritrovare la strada che avevamo fino a qualche settimana fa. A metà del quarto quarto eravamo ancora in partita, poi due triple ci hanno disunito. Ora dobbiamo re
Mai recitare il De profundis prima del tempo davanti alla maglia biancorossa, la Cucine Lube Civitanova è viva e vegeta in SuperLega Credem Banca.
I vice campioni d’Italia si presentano a sorpresa con Bisotto e Tenorio titolari, seppelliscono le incertezze dei precedenti match lontano dalle Marche e centrano un successo di peso al Pala Agsm AIM nel 19° turno della Regular Season. La vittoria in tre set (25-27, 21-25, 17-25) contro i padroni di casa di Rana Verona, davanti a oltre 5.000 spettatori e a una rappresentanza di Predators, consente agli uomini di Giampaolo Medei di muovere la classifica e staccare nuovamente Milano, mentre rallenta la corsa degli scaligeri, che perdono terreno sulla capolista Sir Safety Conad Perugia.
La gestione del muro-difesa (9 block a 4), una ricezione solida, gli ace vincenti nei momenti clou (6 a 3) e gli attacchi dei fuoriclasse sono alla base di un successo molto voluto. Anche le scelte tattiche di Medei sono elementi chiave nella dinamica della gara viste le ottime prove di Bisotto e Tenorio. Monumentali i bomber biancorossi, il top scorer ed MVP Nikolov (20 punti con 1 ace e 2 muri) e Loeppky (18 con 3 ace e 2 muri). In doppia cifra anche Bottolo (10). Tra i padroni di casa i migliori sono Keita (13) e Mozic (10).
Nel primo set (25-27) le due squadre sbagliano molto, ma Loeppky (6 punti con il 63% con 1 ace) e Nikolov (5 punti con il 71%) garantiscono un buon bottino agli ospiti, mentre tra i padroni di casa il migliore è Keita (6 con il 75%). A fare la differenza l’ace del canadese e i 2 muri a 1 dei cucinieri.
Nel secondo set (21-25) Alex Nikolov sale in cattedra in attacco con 9 punti e il 70% di positività, la Lube attacca, riceve e difende meglio alzando i giri nel finale. Nel terzo atto (17-25) entra in campo una Lube più centrata, mentre Verona fatica mentalmente, incassa 5 muri e 3 ace rimanendo in balia dello strapotere di Loeppky (9 punti) e Nikolov (6). Civitanova domina in lungo e in largo.
Biancorossi in campo con Boninfante al palleggio e ad aggredire i palloni gli schiacciatori Loeppky, Nikolov e Bottolo, Gargiulo e Tenorio al centro, Bisotto libero. Ospiti in campo con l’ex biancorosso Christenson in cabina di regia e Darlan opposto, Keita e Mozic laterali, Cortesia e l’ex Lube Vitelli al centro, Staforini nel ruolo di libero.
Avvio di gara senza tregua con tanti servizi errati e partita punto a punto (11-12). Christenson spazia sul fronte offensivo, ma il muro di Gargiulo e l’errore di Darlan valgono il break (13-15). Civitanova allunga su un’infrazione veronese (16-19), ma poi perde incisività e si ritrova agganciata (19-19). Il sorpasso dei padroni di casa arriva con la pipe di Keita (23-22), ma la Lube gira il set con l’ace di Loeppky (23-24), che coincide con il punto n. 200 nella Regular Season 2025/26. Verona impatta e il canadese firma il nuovo vantaggio in attacco e si ripete per una terza volta (25-26). Medei inserisce Orduna al servizio, il nuovo entrato mette in difficoltà Keita e Bottolo firma il muro vincente (25-27).
La Lube parte forte nel secondo set, prende 3 punti di vantaggio (3-6) e tiene a distanza Verona dopo il primo tempo di Gargiulo (6-9). Gli scaligeri serrano le fila per poi portarsi a -1 a muro (9-10). Tra i padroni di casa entrano Sani e Nedeljkovic, ma i riflettori sono per l’ace di Keita (10-10). Dopo un pallonetto di Bottolo e uno slash biancorosso propiziato dal servizio di Tenorio, la Lube si riprende il break (12-14), mentre Loeppky firma il +3 (13-16). La Lube mura e attacca con ordine (16-19), ma un errore al servizio biancorosso e un ace dei veneti tengono vivo il parziale (18-19). Loeppky e Nikolov attaccano da ogni posizione (21-23), Bottolo si esalta al servizio e chiude con due ace (21-25).
Anche nel terzo set Civitanova è più vorace in avvio, come in occasione del +4 firmato da Nikolov (1-5). Il bulgaro dà tutto anche a muro (2-7), ma sono l’ace di Loeppky, l’errore di Keita e il muro di Nikolov a spaccare il set (4-11). Tra i padroni di casa rientra Darlan. Civitanova difende come se non ci fosse un domani e vola con la pipe di Nikolov (7-15). L’ennesimo ace di Loeppky lancia la Lube verso la vittoria del match (11-19), il muro biancorosso e l’ace di Nikolov fugano ogni dubbio (12-22). Nel finale è Loeppky a chiudere (17-25).
Rana Verona – Cucine Lube Civitanova 0-3 (25-27, 21-25, 17-25)
VERONA: Christenson 1, Mozic 10, Vitelli 1, Ferreira Souza 5, Keita 13, Cortesia 3, Zingel 2, Planinsic 0, D'Amico (L), Staforini (L), Sani 1, Bonisoli 0, Glatz 0, Nedeljkovic 4. N.E. All. Soli.
CIVITANOVA: Boninfante 1, Bottolo 10, Gargiulo 3, Loeppky 18, Nikolov 20, Tenorio 2, Balaso (L), Orduna 0, Bisotto (L), Kukartsev 0. N.E. D'Heer, Podrascanin, Duflos-Rossi. All. Medei.
Arbitri: Carcione (RM) e Simbari (MI)
Note: durata set 29’, 29’, 26’. Totale: 1h 24’.Verona: errori al servizio 17, ace 3, muri 4, attacco 49%, ricezione 32% (11%).Civitanova: errori al servizio 18, ace 6, muri 9, attacco 57%, ricezione 46% (17%).Spettatori: 5.146.MVP: Nikolov.
Si ferma a quattro la serie positiva della Banca Macerata Fisiomed. I maceratesi cadono 3-0 (25-22, 25-18, 25-22) contro la Romeo Sorrento in un’ora e ventotto di gioco, in un incontro dove si combinano in maniera decisiva dettagli e alcune mancanze. Sorrento - come nella gara d’andata - disputa un’ottima partita, mentre i biancorossi se la giocano alla pari, ma complice errori nei momenti decisivi e un secondo set sottotono, devono ancora cedere contro i campani. Quota 24 per ambo le squadre in settima piazza, best scorer della sfida l’opposto di casa Baldi con 17 punti.
Primo set. Macerata parte bene sospinta dai servizi di Diaferia e Zhelev (2-6). Sorrento però rosicchia qualche punto sfruttando errori sottorete biancorossi (6-8), per poi stabilizzarsi ad un break di distanza (15-17). Il set si ribalta al turno di servizio di Pol, che fa centro dai nove metri, mentre i biancorossi sbagliano subito dopo in attacco (20-19). Parraguirre sale in cattedra mette a segno due mani out decisivi in contrattacco per l’1-0 Sorrento (25-22).
Secondo set. Secondo parziale controllato dai campani, che sotto i colpi di Pol e Parraguirre dal servizio scappano via (11-7). Macerata soffre specialmente Pol, che va ancora a segno per il 15-10 in contrattacco. La Fisiomed abbozza una reazione (18-14) ma crolla sotto i colpi in battuta di Baldi (22-17) e Pol (25-18), che con un servizio vincente chiude.
Terzo set. L’inizio del parziale è punto a punto (5-5), in una fase dove nessuna delle due sembra riuscire a strappare un break (12-12). Tulone piazza un ace e Baldi un contrattacco a cui rispondono un errore locale e Novello dal servizio (17-18). Petkov di seguito mura l’opposto biancorosso che poi sbaglia il successivo attacco, errore sanguinoso (22-20). Parraguirre mette giù il 24-21 sfruttando una difesa dei suoi. Garello ci prova dai nove metri ma manda sul net, per il 25-22 Sorrento e 3-0 finale.
Il tabellino.ROMEO SORRENTO - BANCA MACERATA FISIOMED 3-0 (25-22, 25-18, 25-22)
ROMEO SORRENTO: Tulone 1, Parraguirre 15, Pol 10, Petkov 8, Patriarca 8, Baldi 17, Petrone, Ferrato 1, Russo (L). NE: Iurisci, Malavasi, Fortes, Brignach, Gargiulo (L). All. Esposito. BANCA MACERATA FISIOMED: Novello 14, Pedron 1, Garello 1, Fall 9, Diaferia 4, Zhelev 6, Karyagin 7, Becchio, Maccarone, Gabbanelli (L), Dolcini (L). NE: Fabi, Talevi. All. Giannini.
Durata: 25-22 (32’), 25-18 (28’), 25-22 (28’).Note: Ace: Sorrento 5, Macerata 4. Errori in battuta: Sorrento 12, Macerata 10. Muri: Sorrento 10, Macerata 2. Attacco punto: Sorrento 67 %, Macerata 46 %. Ricezione positiva: Sorrento 43 % (24 % perfetta), Macerata 54 % (16 % perfetta)Photo Credits: Romeo Sorrento
Il Matelica conquista tre punti pesantissimi contro l’Osimana. La squadra di Santoni, infatti, ha battuto 1-0 i senzatesta di Labriola nella 20^ giornata di Eccellenza, grazie al gol al 51° di Antonioni. Con questo successo i biancorossi escono momentaneamente dalla zona play-out con il 9° posto a 25 punti, a +2 da Montegranaro e Jesina.
Gli ospiti spingono alla ricerca del gol del vantaggio in un primo tempo combattuto, dove il Matelica tiene palla ma non crea pericoli dalle parti di Verdini. Dopo una prima fase di studio, in cui vengono ammoniti ben 4 calciatori locali, al 24’ Ercoli si inserisce in area e calcia, Ginestra è attento e respinge. Passano tre minuti e ancora Ercoli ci prova di testa, sfiorando il palo alla destra del capitano locale. Ci prova anche Russo, al 40’, ma non trova lo specchio della porta. Dopo tre giri di lancetta Mafei si inserisce in area e tira in porta, il tiro debole termina tra le braccia di Ginestra. Minuto numero 45: l’arbitro Crincoli di Ascoli Piceno decide di espellere Russo per un fallo di reazione su Lapi. Il primo tempo si chiude senza reti.
Il Matelica, nella ripresa, parte subito forte, grazie anche alla superiorità numerica. Al 51’ trova il gol vittoria: Edoardo Mengani si rende protagonista di un’azione personale sulla destra, entra in area e a rimorchio serve Antonioni che con un diagonale perfetto segna l’1-0. La squadra di Santoni riesce così a gestire il pallino del gioco, mentre l’Osimana cerca incursioni in area soprattutto in contropiede: la difesa locale, tuttavia, riesce a gestire le sfuriate giallorosse, con Ginestra mai seriamente impegnato dagli attaccanti avversari.
I padroni di casa, tra l’altro, cercano di imbastire trame di gioco anche con il nuovo arrivato Touray, il quale prova a impensierire con la sua velocità la difesa ospite ma non riesce a creare pericoli. Con questo successo, il Matelica si toglie dalla zona play-out e sale in nona posizione. Nel prossimo turno, Ginestra e compagni sfideranno in trasferta l’Urbino undicesimo domenica 8 febbraio alle ore 15.00.
Nel ventesimo turno del Girone B di Promozione l’Aurora Treia ospita il Borgo Mogliano. I cucinieri si presentano con la difesa a tre e devono fare a meno dello squalificato Calamita. Melchiorri parte dal primo minuto coadiuvato in attacco da Cirrottola e Mazzoni.
Dal lato opposto, gli ospiti allenati da Mister Eleuteri partono con una formazione equilibrata. Campilia, ritornato in settimana dopo una breve parentesi con l’Appignanese, gioca dal primo minuto mentre l’altro neo acquisto, Del Brutto, si accomoda in panchina.
Prima frazione di gara avida di emozioni con l’Aurora che prova a fare la partita mentre gli ospiti si difendono con grande ordine. I padroni di casa non riescono ad approfittare su un paio di sbavature della retroguardia bianconera dimostrandosi poco incisivi.
Per il Borgo Mogliano tenta Curzi al 34’ con un tiro potente ma la palla termina alta sopra la traversa. In pieno recupero, Borrelli sfiora il vantaggio su calcio di punizione con la sfera che centra il legno alla destra di Piergiacomi. Nella ripresa l’Aurora ritorna in campo con il giusto piglio e costruisce la vittoria nelle prime battute.
Al 46’, Borrelli sfodera tutta la sua classe e trova il vantaggio con un gol da cineteca realizzato direttamente dalla bandierina. Neanche il tempo di finire ad esultare che l’Aurora sigla il raddoppio: al 49’, Borrelli mette al centro per la deviazione vincente di Cirrottola.
Il Borgo Mogliano prova a reagire ed impensierisce Testa con la conclusione insidiosa di Castelli. Giochi definitivamente chiusi dai cucinieri al 71’: Melchiorri approfitta della disattenzione di Appignanesi e insacca di sinistro dopo essersi involato verso la porta avversaria.
L’Aurora gestisce il vantaggio senza troppi problemi e sfiora il poker con Guzzini che vede neutralizzarsi da Piergiacomi un tiro rasoterra da pochi metri. Nel finale il Borgo Mogliano trova il gol della bandiera: Mirlind Zeqiri vede Testa fuori dai pali e realizza con un bel tiro dalla lunga distanza. Ventesimo risultato utile consecutivo per l’Aurora Treia che vince con margine e aggancia il Colli in prima posizione. Terza sconfitta esterna consecutiva per il Borgo Mogliano che resta all’ottavo posto a quota 24 punti.
AURORA TREIA: Testa, Gabrielli, Bartolini, Alla, Ballanti, Orlietti, Mazzoni (85’ Tavoni), Palladini (76’ Guglielmo), Melchiorri (73’ Chornopyshchuk), Borrelli (85’ Seye), Cirrottola (67’ Guzzini). A disposizione: Giachetta, Dominino, Giuliodori.
Allenatore: Simone Ricci.
BORGO MOGLIANO MADAL: Piergiacomi, Mazzetti M (76’ Foresi), Mazzetti V (85’ Andreozzi), Campilia, Appignanesi, Castelli, Apicella (71’ Del Brutto), Bah, Curzi (65’ Zeqiri M), Zeqiri E, Ismani (85’ Benigni). A disposizione: Giustozzi, Tarulli, Capodacqua, Verdicchio.
Allenatore: Claudio Eleuteri.
MARCATORI: Borrelli 46’, Cirrottola 49’, Melchiorri 71’, Zeqiri M 92’.
ARBITRO: Alessio Giustozzi – Sezione di Macerata.
ASSISTENTI: Youssef Diouane – Sezione di Fermo; Thomas Rapari – Sezione di Macerata.
NOTE: ammoniti Orlietti, Palladini, Mazzetti M, Campilia, Bah, angoli 7-5, recuperi 2’-3’, presenti circa 250 spettatori al “Leonardo Capponi” di Treia.
La trasferta di P.S. Giorgio era temuta dai settempedani anche in virtù della partita di andata, che la B-Chem fece sua addirittura di 19 lunghezze. In riva all’Adriatico è andata meglio, ma l’impegno dei biancorossi di coach Funari e la serata di grazia al tiro delle bocche da fuoco Vissani (top-scorer assoluto con 29 punti a referto) e Magrini (24 punti), supportati dal lungo Potenza (13 le lunghezze per lui), non sono stati sufficienti per portare a casa la vittoria che avrebbe potuto proiettare la Climacalor al quarto posto nella regular season.
Alla fine «Porto San Giorgio ha vinto con merito – ha commentato sportivamente coach Funari – quello che era al 90% uno scontro che valeva il piazzamento nelle prime 4 posizioni. Peccato perché nei primi due quarti siamo stati bravi difensivamente nell’accettare quella che sapevamo essere una partita estremamente fisica e “sporca”, anche in virtù delle particolarità del campo di Porto San Giorgio. Il terzo periodo ci ha visto invece soccombere alle loro triple e sono proprio le percentuali nel tiro dall’arco che hanno deciso il match. Purtroppo per noi le 4 “bombe” di squadra, tutte segnate da Vissani, sono un bottino troppo povero per poter pensare di vincere sul parquet di una corazzata come Porto San Giorgio».
La Climacalor però non si perde d’animo. «Ora – incita Funari – dobbiamo subito resettare per affrontare le ultime due partite casalinghe nel miglior modo possibile, consapevoli del fatto che possiamo ancora dire la nostra in questo campionato». Anche perché, dopo gli impegni con Fochi Pollenza (palla a due venerdì 6 febbraio alle 21.45) e Basket School Fabriano (sabato 14, in posticipo, alle 21.30), si vivrà la novità della fase intermedia che allungherà decisamente l’attuale stagione prima dei confronti ai play-off da dentro o fuori.
B-CHEM VIRTUS P.S. GIORGIO-CLIMACALOR SAN SEVERINO 82-70
B-CHEM VIRTUS P.S. GIORGIO: Federici 10, Monteriù 13, Gazzani 1, Evandri 10, Treggiari n.e., Nahrebelnyi, Catakovic 5, Alvear 3, Morresi 14, Galassi, Calcinari 6, Venditti 20.
All. BoccoliniCLIMACALOR: Magnatti, Bottacchiari n.e., Ortenzi, Severini 2, Migliorelli 2, Atodiresei, Della Rocca, Romitelli n.e., Corvatta, Magrini 24, Vissani 29, Potenza 13.
All. FunariNOTE: parziali: 20-20, 21-18, 26-18, 15-14; progressivi: 20-20, 41-38, 67-56, 82-70; uscito per 5 falli Catakovic (P.S. Giorgio)
Add. stampa Luca Muscolini
La Civitanovese firma un’impresa pesantissima espugnando il Comunale di Urbania, campo dove in stagione nessuna squadra era riuscita a vincere, e conquista tre punti fondamentali in chiave salvezza. Il match si chiude sull’1-0 per i rossoblù, deciso dal calcio di rigore trasformato da capitan Visciano all’8’ del primo tempo.
Una vittoria meritata e legittima, costruita con una prova solida e ordinata, nonostante il grande brivido a inizio ripresa quando l’Urbania ha colpito un palo su punizione con D’Urso. Per il resto la Civitanovese ha concesso pochissimo, confermando numeri difensivi di alto livello che la vedono miglior difesa del campionato insieme al Montegranaro. Resta invece il rammarico per le numerose occasioni fallite, soprattutto quella clamorosa capitata a Marietti, che avrebbe potuto chiudere anzitempo la gara.
Con questo successo, il terzo in trasferta della stagione, i rossoblù salgono a 20 punti, raggiungendo Chiesanuova e Fabriano Cerreto e portandosi a quattro lunghezze dalla salvezza diretta. Sugli spalti del “Giuseppe Guerra” non è mancato il sostegno di un nutrito gruppo di tifosi civitanovesi, protagonisti di un tifo continuo.
Nel prepartita, i nuovi arrivati Ardemagni, Pensalfini e Sciarra partono dalla panchina, mentre Mendes si unirà al gruppo nei prossimi giorni. Assenti per squalifica D’Ancora e Lorenzoni, sostituiti da Marietti e Candia; Calvet torna tra i convocati, con Franco inizialmente fuori dall’undici. Mister Daniele Marinelli, squalificato e costretto a seguire la gara dagli spalti con Mercuri in panchina, sceglie un modulo a due punte, schierando De Oliveira accanto a De Arriba.
L’approccio della Civitanovese è subito convincente e al 7’ arriva l’episodio che decide il match: fallo di Olivi in area e calcio di rigore per gli ospiti. Dal dischetto Visciano è freddissimo, sinistro rasoterra e angolato che batte Casadei nonostante l’intuizione del portiere. L’Urbania prova a reagire con Fagotti, che da posizione defilata colpisce l’esterno alto della rete, ma la gara resta saldamente in mano ai rossoblù.
Alla mezz’ora la Civitanovese va più volte vicina al raddoppio: Casadei è decisivo con un doppio intervento al 28’, poi al 31’ Marietti sfiora il palo con il sinistro. I padroni di casa si rendono pericolosi al 35’ con una conclusione di D’Urso che termina di poco sopra la traversa. L’occasione più grande arriva però al 38’, quando Marietti si presenta solo davanti al portiere ma si fa respingere il tiro con i piedi, errore pesante nell’economia del match. La prima frazione si chiude con la Civitanovese avanti di una rete, ma il punteggio poteva essere più ampio.
Nella ripresa l’Urbania prova ad aumentare i giri del motore inserendo Vrioni, e al 52’ va a un passo dal pari con la punizione di D’Urso che si stampa alla base del palo. Scampato il pericolo, la Civitanovese gestisce con lucidità e al 66’ fa esordire Ardemagni, accolto immediatamente dal coro della tifoseria ospite. Dopo il legno, i padroni di casa non riescono più a creare vere occasioni, mentre i rossoblù controllano e ripartono con ordine.
In pieno recupero un colpo di testa di Sanchez rimbalza a terra ed esce di pochissimo, ultima emozione di una gara che si chiude con il triplice fischio liberatorio e l’esultanza di squadra e tifosi per un successo che può pesare tantissimo nel cammino salvezza.
Finisce 2-2 la sfida tra Montefano e Urbino, al termine di una gara intensa e ricca di occasioni, con i viola avanti di due reti e raggiunti nel finale dagli ospiti. Un pareggio che lascia sensazioni contrastanti dopo una prestazione a lungo convincente della formazione di casa.
Nel primo tempo il Montefano parte con buona aggressività e al 17’ Palmucci sfiora il gol colpendo di testa in anticipo sul primo palo su calcio d’angolo di Bambozzi, con la palla che termina di poco alta. L’Urbino risponde al 21’ con una pericolosa azione sulla destra: De Sanctis punta la porta e lascia partire un destro potente verso il palo lontano che esce di pochissimo. Al 37’ è ancora Palmucci a rendersi pericoloso con una grande giocata al limite dell’area, entrando tra due avversari e costringendo Bagli a respingere con i pugni. Un minuto dopo, sugli sviluppi di un altro angolo di Bambozzi, Bonacci svetta più in alto di tutti ma non trova la porta. Il vantaggio del Montefano arriva al 43’: Palmucci riceve sulla destra al limite, rientra sul sinistro e lascia partire un tiro violento che sorprende il portiere e vale l’1-0.
Nella ripresa i viola ripartono forte. Al 3’ azione sulla sinistra con Strupsceki che entra in area e serve Bonacci, il cui colpo sotto porta viene salvato sulla linea da Tamagnini. Al 9’ Palmucci ispira ancora l’azione, scaricando per Ferretti, che calcia in diagonale con potenza ma senza trovare lo specchio. Il raddoppio arriva all’11’ con una prodezza: su angolo di Bambozzi, Ferretti si coordina al volo di prima intenzione con il destro e manda la palla a fil di palo per il 2-0, un vero eurogol.
Il Montefano continua a spingere e al 29’ Palmucci prova la conclusione a giro verso l’incrocio, ma la palla termina alta. Quando la gara sembra sotto controllo, l’Urbino riapre il match al 34’ sfruttando un errore difensivo: retropassaggio corto, rinvio di Talozzi che colpisce Fiorani e la sfera finisce in rete per il 2-1. Gli ospiti ci credono e al 40’ trovano il pareggio: punizione laterale di Natale, cross in area e stacco di testa di Morelli sul primo palo che supera il portiere e fissa il risultato sul 2-2 finale.
La Maceratese rialza la testa e lo fa nel modo migliore, conquistando una vittoria pesantissima in chiave salvezza sul campo della Sammaurese. Un successo netto e mai in discussione che permette ai biancorossi di cancellare la sconfitta con il Sora, tornare a vincere dopo 42 giorni e affrontare con maggiore fiducia un calendario impegnativo che attende la squadra nelle prossime settimane. Per la Rata si tratta anche del primo successo del 2026 e della prima vittoria esterna dopo oltre un girone, visto che l’unico precedente risaliva alla gara d’andata proprio a Sora.
La formazione di Possanzini ha imposto per tutta la gara una chiara superiorità tecnica e di palleggio, risultando molto più concreta sotto porta rispetto ad altre occasioni stagionali. Le uniche note stonate arrivano dall’ammonizione di Sabattini, che essendo diffidato salterà la sfida con il Teramo, e dall’ennesimo rigore fallito, problema che continua a pesare sul cammino dei biancorossi. Dagli undici metri sbagliano però anche i padroni di casa, rendendo meno amara la statistica.
La Sammaurese, profondamente rinnovata rispetto all’andata e guidata ora da Antonioli, arrivava all’appuntamento forte di una lunga striscia positiva e senza sconfitte interne dal 7 dicembre. Il match si gioca al campo Macrelli, impianto raccolto e poco adatto alle caratteristiche della Maceratese, con spalti popolati esclusivamente da tifosi romagnoli vista la terza trasferta consecutiva vietata ai sostenitori biancorossi. Per la Rata è il secondo scontro diretto salvezza dopo quello perso con il Sora, alla vigilia di un ciclo durissimo contro Teramo, Notaresco, L’Aquila e Ancona.
Nonostante l’assenza a centrocampo dello squalificato De Angelis, sostituito da Ambrogi, la Maceratese parte con personalità in un pomeriggio freddo e grigio. Dopo un primo tentativo della Sammaurese, i biancorossi colpiscono in contropiede: recupero palla, triangolazione Osorio-Gagliardi e assist per Ruani, che si inserisce centralmente e batte Pollini per lo 0-1. L’errore dei locali in fase offensiva viene pagato a caro prezzo. Poco dopo Osorio sfiora il raddoppio con un pallonetto che si stampa sulla traversa, mentre il successivo tap-in di Gagliardi viene annullato per fuorigioco.
La Maceratese controlla il gioco e al 30’ trova il 2-0 con una bella azione sulla sinistra rifinita da Osorio, che da posizione angolata firma il suo settimo gol stagionale. Al 39’ arriva anche l’occasione per il tris dal dischetto, ma Gagliardi calcia centrale e si fa ipnotizzare da Pollini, chiudendo un primo tempo dominato ma con il rammarico di non averlo chiuso definitivamente.
Nella ripresa la Sammaurese prova ad alzare il ritmo con alcuni cambi, ma la Rata resta micidiale nelle ripartenze. Al 7’ Marras, servito da Sabattini, salta l’uomo e lascia partire un sinistro potente che vale il 3-0. Al 16’ fa il suo esordio Ciabuschi, e bastano pochi minuti al nuovo acquisto per trovare la gioia personale: controllo in area, protezione della palla e conclusione deviata che si insacca per il 4-0.
Nel finale non mancano altre occasioni, con la Maceratese che sfiora il quinto gol e la Sammaurese che spreca un rigore calciando alto. Il triplice fischio certifica una vittoria larghissima e meritata, frutto di una prestazione solida e convincente in ogni reparto, che rilancia con forza le ambizioni salvezza della Maceratese.
INTER SAMMAURESE-MACERATESE 0-4
Inter Sammaurese (4-2-3-1):
Pollini, Cenci, Dimitri (27' st Volonghi), Federico Valentini, Ramires, Brigidi (1' st Larhrib), Nisi (27' st Magnanini), Carlini (1' st Merlonghi), Filippo Valentini, Bertani, Varriale (30' st Vasconcellos). All: Mauro Antonioli
Maceratese (4-3-3):
Gagliardini, Perini, Ciattaglia (24' st Papa), Lucero, Siniega, Ambrogi, Sabattini (8' st Nasic), Ruani (16' st Mastrippolito), Marras (28' st Cirulli) Gagliardi, Osorio (16' st Ciabuschi). All: Matteo Possanzini
Arbitro: Giorgino Piernicola di Milano
Reti: Ruani 11' pt, Osorio 30' pt, Marras 6' st, Ciabuschi 24' st
Note: Spettatori 200 circa. Ammoniti Sabattini, Nisi, Gagliardini
Intervento di soccorso intorno alle 12.00 nella zona delle Lame Rosse, dove un escursionista è rimasto infortunato a un arto inferiore durante un’uscita in montagna. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Camerino insieme all’elicottero Drago 155 del Reparto volo di Pescara, oltre al personale del Soccorso Alpino e Speleologico Marche (CNSAS) e al 118.
La persona soccorsa è un ragazzo classe 2005, che non è riuscito a proseguire l’escursione a causa di una forte distorsione al ginocchio. Considerata la zona impervia, è stato necessario l’intervento dell’elicottero: l’uomo è stato recuperato con il verricello, utilizzando il pannolone, e trasportato in sicurezza fino al punto in cui era presente l’ambulanza del 118, che ha poi provveduto al trasferimento all’ospedale di Camerino.
Nel frattempo i tecnici del Soccorso Alpino hanno assistito e accompagnato a valle il compagno di escursione, garantendo la sicurezza dell’intera operazione. Al termine dell’intervento, il CNSAS ha ricordato l’importanza di pianificare con attenzione gli itinerari, valutando preparazione personale e condizioni fisiche, di dotarsi di equipaggiamento adeguato e di considerare sempre tempi di rientro e condizioni del terreno prima di affrontare un’escursione.
Schianto nella tarda mattinata lungo la provinciale 78, all’incrocio che conduce alla superstrada, nel tratto compreso tra l’Abbadia di Fiastra e Colbuccaro di Corridonia. L’incidente è avvenuto intorno alle 11.45, nel punto che si trova al termine del rettilineo subito dopo la rotatoria di Colbuccaro. Cinque le persone rimaste ferite, tra cui un bambino di un anno e mezzo, fortunatamente senza gravi conseguenze.
Per cause ancora in fase di accertamento si sono scontrate due vetture. Su una Alfa Romeo Stelvio viaggiavano una giovane mamma di 23 anni, il padre di 32 anni e il loro bambino. Sull’altra auto, una Suzuki, si trovavano invece un uomo di 52 anni e la figlia di 17 anni. L’impatto è stato particolarmente violento: la Stelvio ha riportato gravi danni alla parte anteriore e, dopo lo scontro, si è fermata di traverso sulla carreggiata, occupandola anche oltre la linea di mezzeria.
La Suzuki è stata colpita sulla fiancata lato passeggero e, a seguito dell’urto, si è ribaltata su un lato, quello del conducente, terminando la corsa con il muso disposto parallelamente alla strada e in parte sul prato adiacente. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, personale del 118 con più ambulanze e automedica, la polizia stradale di Camerino per i rilievi, la polizia locale e il soccorso ACI Carlini. L’incidente si è verificato nel territorio al confine tra i comuni di Tolentino e Corridonia.
I sanitari hanno prestato assistenza a tutti e cinque gli occupanti dei veicoli, che sono stati successivamente trasportati al pronto soccorso di Macerata. Le ferite riportate sono risultate di lieve entità. Per permettere le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dell’area, la strada è rimasta temporaneamente chiusa al traffico.
Nella notte tra venerdì 30 e sabato 31 gennaio, Macerata si è svegliata con il cuore rivolto a otto anni fa, a quel crimine atroce che ha segnato per sempre la storia della città e dell'Italia intera. Una delegazione di giovani, insieme ad Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, si è ritrovata nel luogo più simbolico e doloroso della vicenda: quel palazzo di via Spalato che, secondo i partecipanti, sembra essere diventato un tabù per la memoria istituzionale cittadina.
Il gesto simbolico della notte scorsa ha voluto rompere un silenzio giudicato "inquietante". In una nota diffusa dal gruppo, la critica verso le amministrazioni che si sono susseguite è frontale: "Siamo qui per lanciare un segnale e un invito alle istituzioni". Sebbene ogni anno venga organizzata una cerimonia ufficiale ai Giardini Diaz, i giovani la percepiscono come un atto formale svuotato di vera partecipazione. "Organizzare un ricordo alle 11:30 di un giorno lavorativo, senza preavviso alla cittadinanza, significa voler mantenere una facciata pulita senza alimentare un vero ricordo collettivo", si legge nel duro comunicato.
Il racconto di chi è sceso in strada descrive una ferita ancora aperta ma spesso ignorata: "Davanti al palazzo dove Pamela incontrò i suoi 'orchi', le tapparelle si abbassano e gli sguardi si voltano. Ci è stato detto che la gente vuole voltare pagina, che parlarne svaluta il valore degli immobili". Per i ragazzi, assecondare questo atteggiamento spostando le celebrazioni lontano dal luogo del delitto è un errore profondo: "Assecondare questo silenzio omertoso è un errore profondo. Un silenzio che abbiamo deciso di rompere ancora una volta, esponendo il nostro striscione in quel maledetto posto".
Richiamando le parole del prefetto Giovanni Signer, secondo cui la sicurezza si alimenta coltivando la coscienza dei singoli e non solo con uno "stato di polizia", i giovani lanciano un ultimo, accorato appello: "Pamela, quella notte, ha incontrato persone che invece di aiutarla hanno scelto di approfittare della sua fragilità. Oggi, non possiamo permettere che la città continui a girarsi dall’altra parte".
Unire la promozione del territorio alla solidarietà concreta: è questo l'obiettivo centrato ancora una volta dalla shopper "Esplora Tolentino". In occasione della festa di San Giovanni Bosco, si è svolta una cerimonia breve ma intensa per la consegna dei proventi ricavati dalla vendita della borsa celebrativa, destinati interamente all'oratorio cittadino.
L’incontro, moderato da Solidea Vitali, ha avuto luogo in uno spazio dedicato ai più piccoli, simbolo di quel luogo dove - come sottolineato durante gli interventi - si educa quotidianamente "con il cuore". Alla consegna del ricavato hanno partecipato Silvia Luconi, sottosegretario alla presidenza della Regione Marche, don Ariel, l'ideatore dell'iniziativa e titolare della Linotype Gionata Del Pupo, ed Edoardo Mattioli, presidente della Pro Loco TCT.
Grazie alla sinergia tra numerosi collaboratori e al sostegno di diversi sponsor privati, la raccolta ha raggiunto la cifra di 1.000 euro. Quella che era nata come una strenna natalizia si è dunque trasformata in un aiuto tangibile per la comunità. "Come insegnato da San Giovanni Bosco, qui cerchiamo di educare con il cuore e con il sorriso. Siamo grati per questo gesto importante", ha dichiarato con emozione don Ariel, accogliendo la donazione.
Anche Silvia Luconi ha voluto rimarcare l'importanza del supporto del mondo adulto verso le nuove generazioni, evidenziando il ruolo fondamentale delle famiglie e di centri educativi vitali come gli oratori. Dal canto suo, Gionata Del Pupo ha rivolto un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito a vario titolo alla riuscita del progetto, confermando di essere già al lavoro per una nuova iniziativa solidale a beneficio della città.
Si è chiusa con un bilancio estremamente positivo l’ottava edizione del Torneo “Angeletti Nazareno – Gilberto Cartechini Group”, gara regionale serale a coppie che ha trasformato Passo di Treia nel cuore pulsante delle bocce marchigiane per un'intera settimana. La manifestazione, organizzata dalla ASD Bocciofila Passo di Treia, si è confermata un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati delle categorie B, C e D.
I numeri dell'evento testimoniano la vitalità del movimento boccistico locale: dal 26 al 31 gennaio, ben 116 atleti si sono sfidati sulle corsie treiesi. Suddivisi in 15 gironi, il torneo ha visto la partecipazione di 46 coppie nella categoria B e 70 nella categoria C. Sabato 31 gennaio si è svolto l'atto conclusivo, con i vincitori dei vari raggruppamenti che si sono affrontati nei turni finali sotto la direzione del giudice regionale Lorenzo Feola Nisetto.
A sollevare il trofeo più prestigioso è stata la coppia della ASD Bocciofila Castelfidardo, formata dai giovanissimi Nicola Principi e Lorenzo Ciprietti. I due talenti fidardensi hanno sfoderato una prestazione magistrale in finale, imponendosi con un netto 12-2 su Dario Paolorossi e Aldo Capomagi della Bocciofila Chiaravallese. Una gioia doppia per Nicola Principi, originario proprio di Passo Treia, che ha potuto festeggiare la vittoria davanti ai propri concittadini.
Il podio è stato completato dal terzo posto della coppia composta da Franco Leandrini e Matteo Pergolesi della Bocciofila Morrovalle, mentre la quarta posizione è andata a Giancarlo Richichi e Renato Livieri del Passo Ripe.
Al termine delle premiazioni, il presidente della bocciofila locale, Giammario Balloriani, ha espresso grande soddisfazione: "Voglio ringraziare sentitamente tutti gli sponsor, i collaboratori, il numeroso pubblico e i membri del direttivo per l’impegno e la dedizione dimostrati". Un ringraziamento non scontato, necessario per la gestione di una kermesse così articolata. La società treiese guarda ora con ottimismo al resto del 2026, un anno che si preannuncia ricco di eventi nazionali e sfide organizzative di alto livello.
CAMERINO – La macchina organizzativa della Corsa alla Spada e Palio ha ufficialmente scaldato i motori in vista della sua 45ª edizione, puntando tutto sul rigore scientifico e sulla fedeltà storica. Sabato 31 gennaio, la Sala consiliare del Comune di Camerino ha ospitato una giornata di formazione d'eccezione dedicata all'approfondimento della moda e della vita quotidiana del secondo Quattrocento.
L'evento, nato dalla stretta collaborazione tra l'Associazione Corsa alla Spada e Palio, i Terzieri Sossanta, Di Mezzo e Muralto e il gruppo delle Soavi Allegrezze dei Da Varano, è stato condotto da Federico Marangoni, stimato Reenactment Advisor a livello nazionale. "La giornata formativa è stata pensata come un momento di confronto e crescita per le varie anime della nostra rievocazione storica, per i costumisti e i responsabili del corteo" ha spiegato la presidente dell'Associazione, Donatella Pazzelli. L'obiettivo dichiarato è ambizioso: "Elevare il livello qualitativo e scientifico della rievocazione, nel rispetto delle fonti storiche e iconografiche".
Federico Marangoni, specialista nello studio della cultura materiale e dell'abbigliamento tra tardo Medioevo e Rinascimento, ha guidato gli addetti ai lavori attraverso le complesse metodologie della ricostruzione filologica. Il suo contributo è stato fondamentale per fornire strumenti pratici a chi, ogni anno, lavora dietro le quinte per rendere autentico il grande corteo storico di maggio.
Questa attività seminariale rappresenta solo il primo passo di un percorso che coinvolgerà l'intera cittadinanza. Accanto alla formazione per gli specialisti, è stato infatti annunciato un incontro aperto al pubblico che si terrà durante i giorni clou della manifestazione, in programma a Camerino dal 13 al 24 maggio 2026. Sarà un'occasione imperdibile per avvicinare visitatori e residenti ai segreti della vita quotidiana del XV secolo.
Con questa iniziativa, la Corsa alla Spada e Palio ribadisce il proprio impegno non solo come momento di spettacolo, ma come vero e proprio centro di ricerca e divulgazione culturale. La sinergia tra i Terzieri e le Soavi Allegrezze conferma la volontà di offrire una rievocazione che sia, prima di tutto, consapevole e autentica.
Il dibattito sul decoro urbano e sull'attrattività del cuore antico della città di Macerata si accende prepotentemente a seguito della proposta di mantenere attive, per tutto l'anno, le luminarie decorative nel centro storico. Una scelta che ha spinto il Comitato centro storico di Macerata a intervenire con una nota ufficiale estremamente critica, volta a tutelare l'identità architettonica del capoluogo.
"C’è chi le chiama 'atmosfera', chi 'accoglienza', chi semplicemente 'allegria'. Ma la proposta di installare lucette stile festa di quartiere per tutto l’anno nel centro storico di Macerata solleva più di un dubbio, soprattutto quando si sposta lo sguardo dall’effetto immediato alle conseguenze sul lungo periodo" esordisce il Comitato, mettendo subito in guardia contro un approccio giudicato superficiale.
Secondo i rappresentanti dei residenti, l'estetica della città non può essere trattata come un elemento ornamentale qualsiasi, poiché "il centro storico di Macerata non è una scenografia neutra da riempire a piacere. È un tessuto urbano di grande valore architettonico, fatto di palazzi storici, chiese, scorci e prospettive che già oggi sono valorizzati da un’illuminazione pubblica studiata appositamente per metterne in risalto forme, materiali e volumi".
Il Comitato sottolinea come l'attuale assetto sia "un progetto pensato, non casuale, che dialoga con la storia della città e ne restituisce identità e prestigio", un equilibrio che risulterebbe compromesso da interventi estemporanei.
La critica si fa particolarmente serrata nei confronti delle motivazioni che avrebbero spinto alcuni esercenti a caldeggiare l'iniziativa. "Inserire in modo permanente lucette decorative, per l'idea quantomeno balzana di alcuni commercianti convinti di attrarre clienti con effetti non tanto speciali, rischia di ottenere l’effetto opposto: invece di valorizzare, coprire. Invece di esaltare l’architettura, appiattirla" si legge nella nota.
Il timore principale è quello di uno snaturamento dell'area: "Il centro storico potrebbe finire per assomigliare più a una sagra permanente che a uno dei luoghi simbolo della città, perdendo quella sobrietà elegante che lo distingue".
Oltre al piano estetico, la nota affronta con decisione il tema economico e la gestione delle risorse collettive. "C’è poi un altro aspetto, tutt’altro che secondario: il costo. Anche ammettendo che la spesa per l’energia elettrica sia 'solo' di un migliaio di euro, resta il fatto che si tratta comunque di denaro pubblico" incalza il Comitato.
Pur ammettendo che si tratti di una cifra modesta, i firmatari pongono una questione di principio etico e amministrativo: "È giusto che i cittadini paghino, in bolletta, un’illuminazione decorativa permanente che non risponde a esigenze di sicurezza né a un reale progetto culturale o urbano?".
In chiusura, il Comitato centro storico tiene a precisare che la posizione assunta non deriva da un pregiudizio verso lo sviluppo economico della città, ma da un profondo senso civico. "La questione, dunque, non è essere contrari alla vivacità o all’attrattività del centro. Al contrario: è proprio per rispetto verso Macerata che vale la pena chiedersi se la strada delle lucette tutto l’anno sia davvero quella giusta". La riflessione finale è un invito a guardare con occhi diversi il patrimonio esistente: "Forse la vera bellezza sta già lì, nelle pietre, nelle facciate, nelle luci pensate per raccontarle. E forse basterebbe non coprirla".
Era il 6 febbraio 1972 quando, presso la Balera di Pianello Vallesina, le vite di Liliana Mecarelli e Furio Severini iniziarono a intrecciarsi per non separarsi mai più. Furio, che all'epoca era un giovanissimo istruttore alla Scuola della Stradale di Cesena, approfittava delle domeniche libere per tornare a casa a Monteroberto e proprio in quella sala da ballo scattò la scintilla.
Tra timidi approcci e la scoperta di conoscenze comuni, come la parentela con zia Nunzia, vicina di casa di Liliana, ebbe inizio una storia che ha attraversato cinquant'anni di vita coniugale.
Il fidanzamento è durato quattro anni, fino a quando la coppia ha approfittato del cambiamento delle norme interne alla Polizia, che abbassò l’età minima per contrarre matrimonio da 28 a 26 anni. Appena un mese dopo il ventiseiesimo compleanno di Furio, il 1° febbraio 1976, i due sono convolati a nozze.
Dopo il matrimonio la coppia si è stabilita a Corridonia, comune dove la famiglia Severini risiede tuttora. La loro unione è stata allietata dalla nascita di due figli, Moreno (1977) e Maurizio (1986). Un dettaglio curioso lega quest'ultima nascita alla storia locale, poiché Maurizio è stato uno degli ultimi bambini nati nell’ospedale cittadino prima della chiusura definitiva.
Negli anni la famiglia si è allargata con l’arrivo delle nuore Maria Giovanna ed Eleonora e dei due amati nipoti, Matilda e Geremia, che oggi rappresentano il vanto di Liliana e Furio e il frutto di un amore solido e duraturo.
Furio ha concluso la sua onorata carriera nella Polizia di Stato con la qualifica di Ispettore Superiore e oggi, insieme alla sua Liliana, si gode la meritata pensione. Nonostante il passare degli anni, i due non hanno perso la passione che li ha fatti incontrare: ogni fine settimana continuano a frequentare le sale da ballo della zona, segno che quel primo incontro in balera ha lasciato un’impronta indelebile.
La loro storia rappresenta un esempio bellissimo per le nuove generazioni, testimonianza di come un legame nato quasi per caso possa trasformarsi in una solida realtà capace di resistere al tempo. A Liliana e Furio vanno i più sinceri auguri per questo straordinario traguardo dei 50 anni di matrimonio.
Scoppia la polemica politica a Tolentino all'indomani della presentazione del libro di Andrea Muccioli presso il Politeama "Franco Moschini". In una nota congiunta diffusa dai capigruppo di maggioranza - Fabio Montemarani (Tolentino Popolare), Alba Mosca (Riformisti Tolentino) e Luigino Luconi (Tolentino Civica e Solidale) - viene espresso un durissimo atto di accusa per quanto accaduto durante l'evento organizzato dall'associazione Tolentino Arte e Cultura.
Sotto la lente dei firmatari è finita la partecipazione attiva dei consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Silvia Luconi e Silvia Tatò, intervenute durante la mattinata dedicata alle scuole. "Quanto accaduto rappresenta un grave e inaccettabile scivolone istituzionale - dichiarano i tre capigruppo nella nota ufficiale -. Alcuni genitori ci hanno segnalato che nel corso dell’iniziativa, organizzata senza il patrocinio dell’amministrazione né il coinvolgimento del Sindaco, sono intervenuti i consiglieri di Fratelli d’Italia in un contesto che avrebbe dovuto mantenere un carattere esclusivamente culturale e apolitico".
Secondo la ricostruzione della maggioranza, il problema risiederebbe proprio nella natura dell'uditorio, composto da studenti delle scuole superiori. "I genitori dei ragazzi e delle ragazze hanno dato l’assenso per l'ascolto di un prestigioso relatore, ma nulla sapevano dell’intervento dei consiglieri comunali" proseguono Montemarani, Mosca e Luconi.
I rappresentanti delle liste civiche e riformiste sottolineano come la presenza politica abbia alterato lo spirito dell'incontro: "È evidente che chi ricopre una carica politica non può intervenire in simili occasioni senza attribuire al suo intervento una valenza politica, del tutto fuori luogo e in contrasto con le finalità dichiarate".
La critica dei firmatari si sposta poi sulla gestione dei saluti ufficiali. "I saluti istituzionali sarebbero dovuti essere affidati esclusivamente ai dirigenti scolastici" incalzano i capigruppo, aggiungendo che "se l’intento era dare visibilità a qualcuno, ci saremmo aspettati che a intervenire fosse stato il sindaco".
La nota sottolinea inoltre lo stupore per il coinvolgimento degli istituti scolastici in un format giudicato poco trasparente: "A sorprendere è che ciò sia avvenuto alla presenza degli studenti senza garantire pluralismo e apertura a tutte le espressioni. Sinceramente siamo molto stupiti perché a Tolentino mai si era verificata una circostanza del genere".
In conclusione, Montemarani, Mosca e Luconi lanciano un monito per il futuro: "Chiediamo che quanto accaduto non si ripeta e che tutti i soggetti politici si assumano la responsabilità di rispettare il principio di neutralità in simili iniziative".
La segreteria provinciale del SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) di Macerata, per voce del segretario generale provinciale Damiano Cioppettini, ha espresso totale solidarietà e profonda vicinanza al poliziotto vittima del "brutale linciaggio avvenuto a Torino".
"Le immagini del poliziotto a terra, accerchiato e colpito con ferocia criminale, non sono solo un attacco a un singolo operatore, ma un insulto a tutto lo Stato" ha dichiarato fermamente Cioppettini, sottolineando come il legame con quanto accaduto in Piemonte sia per la polizia maceratese diretto e profondamente sentito. Gran parte del personale che oggi garantisce la sicurezza nella provincia di Macerata, tra questura, commissariati e specialità, ha infatti prestato servizio per anni proprio presso i reparti mobili di tutta Italia.
"Molti di noi sanno perfettamente cosa significa stare in quella linea – ha sottolineato il segretario – conosciamo la delicatezza e l’estrema difficoltà del servizio di ordine pubblico; abbiamo vissuto sulla nostra pelle la tensione di chi deve difendere la democrazia tra il fango e le pietre".
Secondo Cioppettini, vedere un collega trattato in quel modo colpisce ogni operatore del territorio maceratese, poiché "sotto quella divisa sporca di sangue c’è la stessa storia e lo stesso sacrificio" che molti poliziotti hanno vissuto in prima persona. Il segretario ha poi ribadito con forza che il diritto a manifestare non può e non deve mai diventare una "licenza di caccia all'uomo", aggiungendo che "chi scende in piazza con il volto coperto e la volontà di linciare un servitore dello Stato è un delinquente che va perseguito senza esitazioni".
Un pensiero particolare è stato rivolto ai numerosi agenti rimasti coinvolti negli scontri: "Siamo vicini ai quasi 70 colleghi feriti. La loro professionalità e il loro equilibrio, mantenuti nonostante l'aggressione subita, sono il vanto del nostro Paese".
La ferma condanna del SIULP nasce anche dalla memoria ancora fresca di quanto accaduto proprio nel maceratese il 10 dicembre 2023, in occasione dell'incontro Maceratese-Osimana, dove le forze dell'ordine furono bersaglio di un ininterrotto lancio di bottiglie per oltre mezz'ora."Sebbene la matrice sia differente, politica a Torino e sportiva a Macerata, la violenza non ha colori né scuse e va condannata sempre". ha ribadito il segretario.
"Non permetteremo che la divisa diventi un bersaglio per sfogare frustrazioni ideologiche o tifoserie malate – ha concluso Damiano Cioppettini – la tutela dei nostri colleghi deve tornare a essere una priorità assoluta per le istituzioni".